Bisesti: “Conzatti nel progetto politico di Renzi? Sono schifato perché così tradisce la fiducia degli elettori”. “Purtroppo non mi stupisce la decisione di Donatella Conzatti di passare nelle liste del nuovo progetto politico di Matteo Renzi. Il trasformismo di questi giorni è preoccupante e sono schifato che chi, eletto con una coalizione di centrodestra, con il 30% di voti della Lega nel collegio di Rovereto ora tradisca gli elettori trentini e si unisca a Renzi.

Con questa scelta politica non fa altro che tradire gli elettori di centrodestra per il governo delle Poltrone di Conte, Renzi e Di Maio. La nostra coalizione, che ha vinto le elezioni, merita rispetto. I cittadini che hanno votato la Lega e il centrodestra meritano rispetto.

Non chiedo le dimissioni da senatrice a chi è senza onore perché tanto so che non lo farà mai, è troppo attaccata alla poltrona come il PD e il M5s, ma chiedo agli alleati che alle prossime politiche si scelgano persone che non tradiscano la fiducia dei trentini”.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario nazionale della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti.

Terza commissione, approvato il ddl Fugatti per l’area di Dimaro colpita dalla tempesta Vaia. La proposta verrà discussa in Consiglio martedì pomeriggio.

La Terza commissione, presieduta da Ivano Job (Lega), ha approvato nel pomeriggio, con 4 sì, Job, Paccher, Rossato, Paoli (Lega), un astenuto Ossanna del Patt e due contrari Lucia Coppola (Futura) e Manica (Pd), il ddl del presidente Maurizio Fugatti che introduce norme per permettere l’acquisizione dei beni colpiti da calamità in situazioni di alto rischio. Un ddl che, come hanno stabilito i capigruppo, che si sono riuniti immediatamente prima della Terza commissione, arriverà in aula il pomeriggio di martedì 24 settembre, in una seduta che si aprirà alle 14,30 e si concluderà alle 18. Una procedura d’urgenza motivata dal fatto, ha ricordato Fugatti, che il ddl deve essere approvato entro il 30 settembre pena la perdita del finanziamento statale. Va ricordato che il ddl stima l’intervento in 12,5 milioni di euro.

Il presidente della Giunta ha ricordando che il ddl riprende totalmente l’articolo che il governo provinciale avrebbe voluto inserire, con un emendamento, la scorsa settimana nel ddl Tonina sulla procedura della Via e che è stato trasformato in disegno di legge su richiesta dell’opposizione. Fugatti ha di nuovo sottolineato che il tema è importante e delicato e che molte perplessità della minoranza sono comprensibili. Si tratta di una legge speciale, che interviene su una questione specifica: l’area nel comune di Dimaro sulla quale esisteva, oltre ad un’abitazione e ad altre piccole attività, un grande camping, l’unico della Val di Sole, distrutto da una frana causata dalla tempesta Vaia. Area ora zona rossa nella scala della pericolosità e sulla quale non si potrà realizzare più nulla e che verrà utilizzata per mettere in sicurezza l’abitato dalle esondazioni del rio Rotian.

Il ddl, così come approvato oggi in Terza commissione, dà la possibilità alla Giunta di operare con modalità diverse, rispetto agli articoli 15 e 16 della legge sulla Protezione civile del 2011 che dettano norme sulla delocalizzazione delle attività che si trovano in zona di rischio, prevedendo la possibilità di acquisire, ai valori precedenti alla calamità, i beni dei soggetti costretti ad abbandonare l’area. La Giunta, determinerà con una delibera, i criteri di erogazione di questi contributi, che potranno coprire fino al 100 dei beni distrutti o danneggiati e l’indennizzo di 6 mesi di mancata attività, con la possibilità di subordinare questo finanziamento al riavvio, da parte dei beneficiari, di un’attività economica. Proprio su questa possibilità e non l’obbligo hanno insistito, come hanno fatto la scorsa settimana, Lorenzo Ossanna e Ugo Rossi del Patt.

La norma, questo il nucleo del ragionamento del capogruppo autonomista, va resa ancor più cogente perché, a fronte di un contributo importante, come detto complessivamente 12,5 milioni di euro, venga effettuato un congruo investimento in Val di Sole da parte del titolare del campeggio. Anche per Piero De Godenz (UpT), pur dichiarandosi d’accordo con l’impostazione del ddl, va posto un vincolo più stringente perché venga fatto un investimento, possibilmente in valle. Anche se non necessariamente per un nuovo camping vista la difficoltà a trovare un’area idonea.

Alessio Manica (Pd), pur comprendendone la ratio di fondo, cioè la necessità di uno strumento per la delocalizzazione delle attività che vengono a trovarsi in zona ad alto rischio, ha dichiarato il suo no al ddl perché non ha potuto avere in commissione risposte puntuali alla lunga serie di questioni tecniche che ha posto. Domande che vanno dalla perizia sulla valutazione economica, al perché sia stato previsto un contributo di un milione per una struttura che ci trova in area gialla, fino al regime fiscale che andrà applicato ai beneficiari. L’esponente Pd, inoltre, ha chiesto perché nel ddl si prevede l’acquisizione al 100% del valore degli immobili e del terreno e poi la cessione a titolo gratuito alla Pat dei beni. Domande alle quali, ha assicurato Fugatti, che ha dato comunque la disponibilità a prendere in considerazioni le riflessioni dei consiglieri di minoranza, verrà data una risposta scritta prima della seduta del Consiglio di martedì.

Lunedì, nel frattempo, l’ingegner Raffaele De Col, coordinatore della gestione della ricostruzione delle zone colpite dalla tempesta Vaia, fornirà ai consiglieri, in un incontro informale, tutti i dettagli tecnici dell’intervento previsto a Dimaro.

Biancofiore-Fi-Conzatti: Senatrice politicamente immorale, auguri a Renzi. Dellai profetico.

Renzi, che proviene dalla Margherita come il suo fondatore Lorenzo Dellai, avrebbe dovuto interpellarlo prima di compiere il medesimo autogoal che ho compiuto io, quando ho disgraziatamente ascritto, candidato e fatto eleggere Donatella Conzatti. Dellai mi disse pubblicamente, “sappiate che non fate un torto a lista civica nello sfilarcela che sarà un un problema per voi “.

Mai frase fu più profetica. La senatrice col suo fare apparentemente affabile, mieloso e accondiscendente ora passerà a seviziare anche Renzi e Italia Viva, appena la sua sfrenata ambizione non troverà soddisfazione. Un’ambizione che non prevede nessun altro Dio all’infuori di se stessa.

La senatrice infatti non ha una linea politica, persegue una sola idea, se stessa al vertice di una qualsiasi formazione politica, anche della Lega se glielo consentissero.

La Conzatti purtroppo ha un curriculum che ne evidenzia tutta la sua immoralità politica, saltellando da un partito all’altro incurante delle promesse fatte agli elettori che le hanno dato il mandato parlamentare grazie ad una precisa coalizione politica, il cui programma le era noto prima della candidatura.

La senatrice di suo non ha infatti in voto anche se millanta che i voti sella lista civica di Monti in Trentino nel 2013 fossero o suoi e non di Dellai. Le idee poi della senatrice oltre ad essere poche e circoscritte al suo ego, sono confuse. Parla di popolarismo aderendo al partito di Renzi, cioè di colui che da presidente del Consiglio e del Pd fece aderire il partito al PSE ?

Per Forza Italia, nonostante qualche voce fuori dal coro che ha dimostrato di non conoscere il territorio e la persona e non aver rispetto per la lealtà di partito, è una libertà da una lenta agonia che allontanava gli elettori inferociti dal saccheggio politico subito, a Renzi mi sento di dire una sola cosa.

Auguri, se pensa di recuperare consenso con questa gente, ha già perso la scommessa. Forza Italia del Trentino Alto Adige, alla luce degli avvenimenti è più unito che mai e pronta a rilanciare l’azione sul territorio nella chiarezza, nell’amicizia, nella lealtà.

 

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Michaela Biancofiore

parlamentare FI e Coordinatrice Regionale del Trentino Alto Adige

Il Nord-ovest accoglie il 26,2% dei richiedenti asilo e delle persone sotto protezione umanitaria e il Nord-est il 19,4%; il 17,8% dei nuovi permessi per asilo sono stati rilasciati nel Centro Italia. Il Mezzogiorno, con il 36,6% dei permessi, è l’area che ne accoglie la quota più elevata rappresentando per questi migranti la porta di ingresso principale. Dal punto di vista territoriale questo tipo di permessi sono stati concessi soprattutto in Lombardia (15,1%), seguita dalla Campania (11,0%) e dall’Emilia Romagna (8,2%).

La redistribuzione territoriale dei migranti, perseguita dalle recenti politiche migratorie, ha ridotto la concentrazione dei nuovi arrivati nel Mezzogiorno, in particolare la Sicilia ha visto ridurre negli ultimi anni la quota di nuovi permessi emessi per asilo e protezione umanitaria. Inoltre la propensione al radicamento sul territorio dei nuovi entrati diventa meno frequente. Considerando l’insieme dei nuovi ingressi del 2007, la quota di quanti risultano ancora presenti al 1° gennaio 2016 (dopo nove anni) è di quasi il 65% (64,9%), notevolmente più elevata di quella rilevata per la coorte di ingresso del 2011 per la quale l’incidenza al 1° gennaio 2018 è di poco superiore al 48%, dopo ben meno di nove anni.

 

Istat_Allegato statistico_18 settembre 2019

 

Istat - Audizione I Commissione_18 settembre 2019

Conoscere per deliberare: perplessità e dubbi sul disegno di legge Vaia-Dimaro. Oggi si è tenuta in terza commissione la discussione sul disegno di legge della Giunta provinciale sulle misure di sostegno per i danni causati nell’ottobre scorso dalla tempesta Vaia.

Il consigliere Alessio Manica ha sollevato molte perplessità sul testo della Giunta che è uguale ad un emendamento proposto nell’ultima legge di assestamento di bilancio e poi ritirato dalla stessa Giunta provinciale. La Giunta non ha saputo rispondere, ma ha chiesto di votare comunque.

La nuova normativa proposta offre la possibilità alla Giunta di concedere un contributo pari al 100 per cento del valore delle strutture abitative e infrastrutture private presenti, prima dell’evento, nelle aree perimetrate e caraterizzate da situazioni di rischio idrogeologico molto elevato che determina l’impossibilita di utilizzarle.

La normativa provinciale permette già questo tipo di interventi, subordinandoli però alla delocalizzazione degli immobili abitativi e delle strutture per le quali viene chiesto il contributo. In pratica la Provincia concede il contributo per ricostruire le abitazioni e le infrastrutture al di fuori delle zone ad alto rischio (lp 9/11).

Con la norma proposta dalla Giunta provinciale quest’obbligo non esisterà più, o meglio, tutto verrà lasciato ad una deliberazione della Giunta stessa che potrà “subordinare l’erogazione di una quota del contributo al riavvio nel territorio provinciale, da parte del beneficiario, di una attività economica avente le caratteristiche e secondo le tempistiche definite dalla stessa deliberazione.”

Il disegno di legge stabilisce inoltre che il proprietario dei beni che riceve il contributo provinciale li debba cedere a titolo gratuito alla Provincia, che, a sua volta, potrà poi cederli ai comuni (stiamo parlando di beni collocati in zone con situazioni di rischio molto elevato).

Nessun vincolo, nessuna quantificazione specifica, e quindi di fatto un acquisto da parte dell’ente pubblico degli immobili interessati senza nessuna convenzione, come prevede la legge attuale che articola invece un’operazione complessa che parte dall’assunto di ricollocare in zona le attività che vanno spostate.

Le questioni sollevate dal consigliere Alessio Manica sono molte e vanno dalla critica dello stesso impianto del disegno di legge, che di fatto trasforma un contributo per riavviare attività all’esterno di zone con situazione di alto rischio idrogeologico in acquisizioni/espropriazioni di immobili e strutture produttive, a questioni più specifiche, ma non meno importanti, come gli aspetti fiscali legati alle plusvalenze ricavate dagli espropriati.

Si tratta delle stesse questioni poste nell’interrogazione presentata ieri, ma la Giunta ritenendo difficile una risposta immediata nel merito, ha rinviato le risposte ad una riunione informale della commissione che si terrà lunedì a mezzogiorno, alla vigilia del consiglio che dovrebbe deliberare sul disegno di legge, e comunque dopo il voto nella commissione legislativa. Come potranno i consiglieri preparare eventuali emendamenti migliorativi se le informazioni verranno fornite successivamente alla scadenza dei termini previsti dal regolamento?

Non avendo ottenuto risposte, il consigliere Alessio Manica ha votato naturalmente contro la proposta della Giunta. Il disegno di legge è stato approvato quindi con i soli voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza che, non si sa su quali basi, hanno votato compatti.

“Conoscere per deliberare” dovrebbe essere un principio fondamentale in qualsiasi consesso civile, in questo caso, è lampante, la maggioranza ha voluto decidere senza conoscere.

Si allega l’interrogazione depositata ieri.

Gruppo consiliare PD del Trentino

 

 

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Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione n.

La Giunta provinciale intende modificare i criteri relativi ai risarcimenti per i danni causati da Vaia nell’ottobre scorso.
Già durante la discussione del disegno di legge di assestamento dl bilancio era stato presentato un emendamento che avrebbe impegnato oltre 12 milioni di euro per l’acquisizione di quattro proprietà colpite dall’esondazione del rio Rotian, a Dimaro, in val di Sole, e la messa in sicurezza dell’area.
Area identificata con ordinanza del Presidente ad elevato rischio e quindi incompatibile con il proseguimento di residenza o attività.

L’emendamento era stato poi ritirato, avendo sollevato molti dubbi per le modalità di presentazione, per il contenuto non esattamente coerente con altre norme già previste nell’ordinamento provinciale, per la curiosa modalità con cui si effettuerebbe l’operazione di acquisizione (contributo pari all’intero valore economico del bene e poi cessione gratuita dei beni) e non ultimo per l’impegno di spesa non risibile previsto per le acquisizioni.

Importo che la Giunta illustrava derivare da una stima già commissionata a Cassa del Trentino.
In merito alla disciplina vigente, gli articoli 15 e 16 della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 (Disciplina delle attività di protezione civile in provincia di Trento) prevedono interventi per la delocalizzazione delle strutture abitative e delle infrastrutture pubbliche e private insistenti su porzioni del territorio provinciale interessato da situazioni di rischio, interventi da attuarsi attraverso apposite convenzioni e con l’attivazione degli strumenti espropriativi che l’ordinamento riconosce all’ente pubblico.

A fronte dell’acquisto da parte della Provincia, la legge vigente prevede l’impegno di reinvestire in una analoga attività per garantire ricadute economiche di lungo periodo nelle zone colpite. Pare che nel caso del campeggio sia difficile trovare spazi analoghi nella zona, ma certamente non impossibile, e per affrontare questa difficoltà la Giunta propone ora un disegno di legge specifico.

Il disegno di legge recentemente approvato, per ovviare al problema, prevede semplicemente che, con deliberazione, la Giunta provinciale possa “subordinare l’erogazione di una quota del contributo al riavvio nel territorio provinciale, da parte del beneficiario, di una attività economica avente le caratteristiche e secondo le tempistiche definite dalla stessa deliberazione.”

Nessun vincolo, nessuna quantificazione specifica e quindi di fatto un acquisto degli immobili interessati senza nessuna convenzione come prevede la legge attuale che articola invece un’operazione complessa che parte dall’assunto di ricollocare in zona le attività che vanno spostate.
Il disegno di legge stabilisce inoltre che il proprietario dei beni che riceve il contributo provinciale li debba cedere a titolo gratuito alla Provincia, che, a sua volta, potrà poi cederli ai comuni (stiamo parlando di beni collocati in zone con situazioni di rischio molto elevato).

 

*

Tanto premesso, interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente per sapere:

– cosa preveda dettagliatamente la perizia in merito al valore del campeggio e delle altre proprietà immobiliari;
– per quale ragione sia prevista la possibilità di applicazione della nuova formula proposta nel Ddl per aree fuori dalla mappatura “zona rossa” ad alto rischio, nello specifico il compendio B degli elaborati consegnati ai consiglieri nella Conferenza d’informazione;
– quale sia la ragione per cui si parla di “contributo” e poi “cessione gratuita”: se l’operazione non è funzionale ad una completa ricollocazione (nell’accezione di cui agli art. 15 e 16 della legge provinciale 9/2011) sarebbe più corretto parlare di prezzo d’acquisto;
– perché non si sia provveduto ad una modifica normativa che permettesse semplicemente di riconoscere in sede espropriativa il valore del bene ante danno;
– quale sia la differenza fiscale per il cedente tra la formula proposta nel ddl e l’esproprio: parlando di contributo viene meno la plusvalenza realizzata e la conseguente tassazione?
– quale sia l’obiettivo della previsione finale della modifica normativa proposta che introduce la possibilità di cessione gratuita degli stessi beni acquisiti dalla Provincia ai Comuni, in deroga alla legge sui contratti, considerando che tali beni si trovano, per definizione, in aree a rischio molto elevato;
– se l’attuale mappatura del rischio del area in oggetto, derivante dall’ordinanza contingibile ed urgente, diverrà anche la mappatura definitiva;
– conseguentemente al punto precedente quali saranno le attività possibili nelle aree gialle oggi non interessate da interventi ma immediatamente a valle dell’area ad elevato rischio.

cons. Alessio Manica

Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 6219 del 18 settembre 2019, ha disposto il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea della vertenza promossa da Airbnb, che – a più di due anni dall’entrata in vigore della norma che ha previsto l’applicazione di una tassazione agevolata al 21% sui redditi da locazioni brevi – continua a rifiutarsi di applicare la cosiddetta cedolare secca e di comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate.

Il Consiglio di Stato, nel rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha escluso la ricorrenza dei presupposti per procedere alla diretta disapplicazione della normativa contestata ed ha affermato che l’interpretazione del TAR, che a febbraio ha respinto il ricorso di Airbnb, non presenta tratti di patente irragionevolezza.

Lapidario il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca: “Confidiamo che la Corte di Giustizia metta fine a questa commedia, che vede Airbnb appigliarsi ad ogni cavillo pur di non rispettare le leggi dello Stato. Siamo stanchi di assistere a questa esibizione indecorosa dei colossi del web, che realizzano nel nostro Paese utili milionari ma dimenticano di pagare quanto dovuto al fisco italiano, con un comportamento a dir poco opportunistico”.

“Federalberghi – ricorda Bocca – è intervenuta nel giudizio al fianco dell’Agenzia delle Entrate per promuovere la trasparenza del mercato, nell’interesse di tutti gli operatori, perché l’evasione fiscale e la concorrenza sleale danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza”.

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i precedenti in tribunale

La richiesta di Airbnb era stata respinta dal TAR del Lazio, con sentenza del 18 febbraio 2019.

Nell’ambito del medesimo procedimento, ulteriori istanze di Airbnb sono state respinte dal TAR del Lazio il 25 settembre 2017 e il 18 ottobre 2017, dal Consiglio di Stato l’8 giugno 2018 e dal TAR del Lazio il 9 luglio 2018.

Nell’ultimo dei casi elencati, il Tribunale Amministrativo ha anche condannato il portale al pagamento delle spese, in favore di Federalberghi e dell’Agenzia delle Entrate.

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il reddito degli host che sfugge al fisco

Airbnb ha dichiarato al TAR di aver incassato circa 621 milioni di euro nel corso del 2016.

Consultando altre dichiarazioni pubbliche rilasciate da rappresentanti del portale, si apprende che il numero di arrivi presso gli host italiani è stato di 9,6 milioni nel 2018 contro i 5,6 milioni del 2016 (+71,43%).

Gli annunci relativi ad alloggi italiani, rilevati dal Centro studi di Federalberghi con l’assistenza tecnica di Incipit srl e Inside Airbnb, erano circa 405mila al 31 dicembre 2018 contro i circa 209mila al 31 dicembre 2016 (+93,8%).

Conseguentemente, si può stimare che da settembre 2017 ad oggi Airbnb abbia riscosso affitti per oltre 2 miliardi di euro ed abbia omesso di trattenere e versare al fisco italiano circa 430 milioni di euro.

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le sanzioni

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli intermediari sono sanzionabili per le omesse o incomplete ritenute da effettuare a partire dal 12 settembre 2017.
Secondo quanto affermato dai legali dello stesso Airbnb, le sanzioni applicabili sono complessivamente pari al 140% delle ritenute non effettuate, di cui il 20% per non aver effettuato la ritenuta e il 120% per omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta.

All’epoca del primo ricorso (settembre 2017), Airbnb aveva effettuato una simulazione basata sugli introiti del 2016, stimando – a fronte di un mancato versamento pari a circa 130,4 milioni annui – una multa di circa 156 milioni di euro all’anno.

Considerando il vertiginoso aumento del giro d’affari, l’importo complessivo della multa, relativa al periodo settembre 2017 – agosto 2019 potrebbe aggirarsi sui 600 milioni di euro.

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chi può essere sanzionato

Per anni, le multinazionali del web sono sfuggite ai controlli delle agenzie fiscali, invocando una sorta di extraterritorialità e rifugiandosi nei paradisi fiscali.

Ma una norma contenuta nel decreto “crescita”, in vigore dal 30 giugno 2019, prevede che – se un portale non nomina il proprio rappresentante fiscale in Italia – i soggetti residenti nel nostro Paese che appartengono al suo stesso gruppo sono solidalmente responsabili per l’effettuazione e il versamento della ritenuta del 21 per cento sull’ammontare dei canoni.

Nel caso di Airbnb, è prevedibile che vengano chiamati in causa “Airbnb Italy” ed i suoi amministratori. Si tratta di una società a responsabilità limitata con sede a Milano, che è sotto la direzione ed il coordinamento di Airbnb Inc, società con sede nel Delaware.

Fa parte del gruppo anche “Airbnb Ireland UC”, private unlimited company con sede a Dublino, che ha registrato in Italia il dominio Airbnb.it

Non è da escludere, dunque, che nel perimetro delle azioni che saranno messe in campo dall’Agenzia delle Entrate per tutelare i propri crediti, possa rientrare anche un pignoramento del sito Airbnb.it.

Il bilancio di Airbnb Italy srl

L’ultimo bilancio pubblicato di Airbnb Italy srl evidenzia imposte pagate in Italia per l’anno 2018 per circa 2milioni di euro. Nello stesso anno, le somme incassate dal gruppo Airbnb a titolo di commissioni sugli affitti incassati nel nostro Paese possono essere stimate in oltre 138 milioni di euro.

In altri termini, Airbnb ha deciso di farsi uno sconto sulle tasse ed ha pagato un’aliquota pari all’1,5% dei ricavi. E’ doveroso ricordare che l’aliquota IRPEF minima pagata da un cittadino italiano è pari al 23%.

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le grandi bugie della shadow economy

Gli annunci relativi ad alloggi italiani, rilevati dal Centro studi di Federalberghi con l’assistenza tecnica di Incipit srl e Inside Airbnb ad agosto 2019, erano 457.752, cresciuti del 15,21% rispetto allo stesso periodo del 2018, in cui erano 397.314 e del 75,09% rispetto ad agosto 2017 (261.443 annunci).

L’analisi dei dati conferma ed evidenzia le quattro grandi bugie della sharing economy:

– non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare. Più di tre quarti degli annunci (il 77,35%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno.

– non è vero che si tratta di forme integrative del reddito. Sono attività economiche a tutti gli effetti. Più della metà degli annunci (il 63,13%) sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con casi limite di soggetti che gestiscono più di 4.300 alloggi.

– non è vero che si tratta di attività occasionali. Quasi due terzi degli annunci (il 61,5%) si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno.

– non è vero che le locazioni brevi tendono a svilupparsi dove c’è carenza di offerta. Gli alloggi sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali, con oltre trentunomila annunci a Roma, ventimila a Milano, dodicimila a Firenze e novemila a Venezia.
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* ciascuno dei 457.752 alloggi in vendita su Airbnb nel mese di agosto 2019 è stato indicato sulla mappa con un punto rosso; il risultato è una grande macchia, che ha invaso le grandi località turistiche, i capoluoghi, le coste, etc

“Ho deciso di accettare l’invito che mi ha rivolto Matteo Renzi di partecipare sin dal principio, senza attese e tatticismi, alla fondazione di Italia Viva.

Una casa dei riformisti e dei liberaldemocratici, libera dalle contraddizioni interne mai risolte nel PD e fieramente incompatibile con forze sovraniste che è ormai velleitario pensare di poter arginare con logiche diverse dalla contrapposizione politica.

Nel 2018 ho accettato e condiviso la scelta del partito in cui militavo, Scelta Civica – nella cui direzione nazionale sono rimasta sino al suo scioglimento dopo le scorse elezioni – di rafforzare e far prevalere la componente moderata della coalizione di centrodestra.

Allora c’è mancato poco, ma il divario in questi mesi si è ampliato a dismisura ed è ormai evidente a tutti che l’unico ruolo che i sovranisti immaginano per chi è di idee liberali, popolari ed europeiste è al massimo quello di predellini umani su cui costruire una coalizione tutta loro.

In assenza di novità politiche di rilievo, sarei rimasta nel gruppo parlamentare di FI, dove ho trovato e conosciuto molte persone di grande spessore umano, politico e culturale, molte delle quali vivono con disagio non dissimile dal mio la crescente consapevolezza di non poter più arginare, ma ormai soltanto subire le posizioni di matrice sovranista e antieuropeista.

In questo scenario è nato un nuovo progetto autenticamente europeista, popolare e liberale: tutto ciò per cui mi sono sempre impegnata in politica. Non posso che anteporre, a ogni altra valutazione tattica su rischi, opportunità e piccole e grandi paure, il coraggio di dare il mio contributo perché Italia Viva abbia successo”.

Lo dichiara la senatrice Donatella Conzatti.

Olimpiadi 2026: riunito il Comitato di indirizzo. Prosegue il cammino che porterà all’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, evento mondiale che interesserà anche il Trentino, dove si disputeranno le gare di pattinaggio velocità, a Baselga di Pinè, di fondo a Tesero e di salto con gli sci a Predazzo, per un totale di 34 appuntamenti.

Oggi si è riunito, in teleconferenza, il Comitato di indirizzo, cui hanno partecipato dal palazzo della Provincia autonoma di Trento i governatori di Trentino e Alto Adige Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher. “Siamo già al lavoro con tutti i soggetti coinvolti – sottolinea il presidente Fugatti – in un’ottica di collaborazione, concretezza e parità in tutti i tavoli e organismi che serviranno a realizzare questo evento così importante”.

Ufficializzata quindi la presenza di Trento e Bolzano negli organismi di gestione indicati nel documento di candidatura approvato dal CIO alla fine dello scorso mese di giugno, il 7 ottobre, a Verona, si terrà un’ulteriore riunione, di carattere tecnico, in cui si entrerà ancor più nel dettaglio dei vari aspetti dell’organizzazione.

“Nel frattempo – spiega ancora Fugatti – assieme a Bolzano, abbiamo iniziato a confrontarci sui provvedimenti legislativi che, a breve, dovranno essere approntati per la creazione di una Fondazione che avrà un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle Olimpiadi”.

Con Fugatti e Kompatscher erano in collegamento video il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia; in collegamento telefonico il sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianpietro Ghedina.
L’avvio dell’organizzazione, l’individuazione degli organismi necessari, la definizione dell’iter per la costituzione del Comitato organizzatore dei giochi olimpici sono stati i principali temi affrontati.

Il Comitato organizzatore è responsabile della pianificazione dei giochi olimpici e paralimpici. Si dovrà occupare inoltre di svariate attività, che comprendono gli aspetti logistici, gli accreditamenti, le comunicazioni, i controlli, i trasporti e la gestione delle sedi della manifestazione.

Il 17 Settembre si è tenuto a Roma presso il Ministero della Salute un incontro con le sigle sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Nazionali sul rinnovo contrattuale della Sanità privata ormai scaduto da 12 anni.

Al Tavolo è stato ribadito che si deve assicurare uguali diritti tra i lavoratori privati e quelli pubblici, che svolgono lo stesso lavoro per dare risposte ai bisogni di salute.
Per il rinnovo del contratto scaduto da oltre 12 anni, riconoscere i giusti aumenti salariali a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, investire risorse sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro”, prevenire e contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale , promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, garantire a tutti il diritto alla formazione continua e alla qualificazione professionale, anche per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e combattere il Dumping Contrattuale che penalizza le lavoratrici e i lavoratori, inoltre per dire no alle richieste di AIOP e ARIS, che pretendono dal S.S.N. la copertura di tutti i costi del rinnovo per firmare il CCNL.

Riteniamo inaccettabile una tesi per la quale gli utili sono del privato e gli oneri sono interamente a carico del sistema pubblico.

Visto le rassicurazioni avute al tavolo, abbiamo deciso di sospendere lo sciopero del 20 settembre, ma vigileremo se le promesse fatte verranno mantenute per dare una risposta concreta a tutti i lavoratori della sanità privata.

 

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Gino Diaspro                            Giuseppe Pallanch                          Giuseppe Varagone

Segretario Fp CGIL Trento         Segretario CISL Fp Trento          Segretario UIL FPL Sanità Trento

Sarà un fine settembre dai mille colori in Valle di Ledro. Lasciata alle spalle la calda e frizzante estate, l’arrivo dell’autunno viene salutato da un trionfo cromatico naturale ma anche da una serie di appuntamenti capaci di esaltare le molteplici sfumature pronte ad arricchire ancor più il colpo d’occhio dei pendii e vallate che circondano le acque color cobalto del Lago di Ledro. Il variopinto percorso sarà inaugurato proprio nel prossimo fine settimana – quello dell’equinozio d’autunno (20-22 settembre) – dal ritorno della rassegna Menù Ledro con l’appuntamento Il Viola nel piatto, incentrato sulle ricchezze della patata viola. In questi anni il tubero originario delle Ande ha trovato nella Valle di Ledro un ecosistema ideale per la propria natura, diventando così una dei gioielli dei giacimenti gastronomici di un territorio unico e quindi meritevole dell’inserimento da parte di Unesco nel progetto Riserva della Biosfera.

Ricca di potassio, fibre, sali minerali e vitamine capaci di esaltarne le qualità di antiossidante e antinvecchiamento, attorno alla patata viola ruoteranno le offerte culinarie di selezionati ristoratori della Valle di Ledro che permetteranno di scoprire (o riscoprire) uno dei prodotti più caratteristici del territorio ledrense. La patata viola sarà oltretutto inserita in un contesto di ingredienti a chilometro zero, sfruttando nel migliore dei modi le materie prime che offre la Valle di Ledro: ortaggi, frutti, miele, latticini ed il prezioso zafferano. Prodotti che consentono di fondere tradizione e gusto, profumi e storia.

Dopo Il Viola nel piatto, il programma di Menù prevede appuntamenti nei due ponti festivi di inizio novembre (1-3 novembre) e di dicembre (6-8 dicembre) con il Menù dell’Esodo, legato alle commistioni con la cultura boema nate in seguito alla deportazione della gente di Ledro durante la Grande Guerra. Un evento destinare a segnare la storia di questo ambito e che proprio quest’anno ha visto celebrare il centenario del ritorno della popolazione ledrense nella terra natale.

Ma il cammino nei colori dell’autunno non si ferma qui. Domenica 29 settembre infatti l’attenzione si sposterà sui pascoli di Dromaè, in località Casinei, per la rassegna “Colori d’Autunno” proposta dalla Pro Loco di Mezzolago per vivere appieno la suggestiva atmosfera che si respira su pendii prativi che sanno regalare emozioni e colori in ogni stagione dell’anno. In primavera grazie al punteggiarsi di narcisi e peonie, in autunno per le mille sfumature del foliage ledrense.

Un’emozione da vivere da vicino, sfruttando la possibilità di gustare a partire da mezzogiorno polenta carbonera, braciole, la classica peverà e del buon vivo, con l’accompagnamento musicale delle fisarmoniche. La zona di Dromaè sovrasta l’abitato di Mezzolago, e può essere raggiunta partendo proprio dal fondovalle lungo la comoda strada forestale che risale il versante meridionale di Cima Parì. In alternativa è possibile raggiungere Dromaè partendo da Bocca di Trat, percorrendo il Sentiero della Pace che senza grossi dislivello permette di toccare il Rifugio Nino Pernici, Bocca Saval e raggiungere così Bocca Dromaè per scendere quindi alla località Casinei.

Mille sfumature di colore e tanto buon gusto: è così che si presenta l’autunno in Valle di Ledro, un’altra stagione da vivere fino in fondo grazie alle molteplici possibilità che concede questo territorio. INFO: www.vallediledro.com

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