In diretta da Palazzo Chigi le dichiarazioni alla stampa con il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 18 settembre 2019

Coldiretti chiede lo stato di calamità per colpa della cimice. La situazione è grave è #emergenzacimice, per questo Coldiretti chiede lo stato di calamità nella nostra provincia per i danni causati dall’insetto alieno. Coldiretti ha anche attivato un servizio dedicato ai propri soci per conoscere le esigenze del territorio.

“La situazione economica di interi territori a vocazione frutticola nelle regioni a noi vicine (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia) è già in ginocchio e, in assenza di risposte, gli agricoltori si troveranno a dover chiudere le proprie aziende con conseguente abbandono dei campi e compromettendo la biodiversità – così ha tuonato il presidente di Coldiretti Gianluca Barbacovi. Il Trentino è un territorio a forte vocazione agricola e turistica, che lo hanno reso attrattivo e un esempio da imitare.

La nostra capacità di saper fare sistema nei momenti di difficoltà, la nostra capacità di reagire a situazioni di emergenza, oggi più che mai deve saper trovare, ancora una volta, risposte e soluzioni immediate – ha continuato il presidente. Abbiamo la fortuna di aver costruito negli anni una rete di strutture associative ed Enti, tra le quali, la Fondazione Edmuch Mach, il sistema cooperativo, l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, i consorzi irrigui e di bonifica, Co.Di.Pr.A. e le Organizzazioni Professionali Agricole, che nella logica di perseguire soluzioni di sistema devono unirsi per supportare la politica nelle scelte operative – evidenzia Barbacovi.

Gli agricoltori sono allarmati dal deciso e precipitoso aggravarsi della situazione che stanno vivendo quotidianamente in questo periodo di raccolta e per il quale non vedono soluzioni immediate e valide che possano evitare che il lavoro di una intera annata agraria possa essere compromesso”.

“Coldiretti, immediatamente constatata la situazione in campo, esprime una forte preoccupazione per l’impatto negativo che si sta generando anche in Trentino – ha sottolineato Mauro Fiamozzi, direttore di Coldiretti – e in particolare nelle aziende agricole a sud di Trento in merito alla diffusione della cimice asiatica marmorata (Halyomorpha halys)”.

Nell’ultimo Tavolo Verde allargato a tutto il mondo agricolo, Coldiretti ha fortemente chiesto l’istituzione di un tavolo specifico, tecnico e politico dedicato all’emergenza cimice, già condiviso all’unanimità da tutti gli stakeholder rappresentativi del mondo agricolo trentino. Tale tavolo dovrà permettere di ottenere una fotografia dettagliata della situazione trentina e di favorire urgentemente la definizione delle più efficaci ed efficienti strategie e scelte operative da dare agli agricoltori ed alla comunità in generale; è, infatti, necessario un approccio di sistema, una difesa di territorio, in quanto la cimice trova l’habitat ideale per moltiplicarsi anche in giardini, siepi, fossati, ecc.

Il recente provvedimento per l’introduzione in natura della vespa samurai, arrivato con anni di ritardo, nonché la scoperta della presenza in Trentino di un ulteriore antagonista naturale della cimice, non ci permette comunque di stare tranquilli; infatti, le esperienze scientifiche pregresse evidenziano che ci vorranno anni affinchè questi antagonisti riescano in modo naturale a trovare un nuovo equilibrio che permetta di contenerne la presenza.

Nel frattempo serve urgentemente saper trovare assieme una strategia di primo intervento che permetta alle aziende di sopravvivere in attesa che la natura riesca ad equilibrarsi.

È però contestualmente necessario strutturare un piano strategico pluriennale di intervento organizzato su diversi livelli e ambiti.
“Come Coldiretti – ha evidenziato Barbacovi – e in esito all’attenta analisi delle esigenze del territorio, abbiamo valutato diverse possibili azioni concrete da mettere in campo nel breve, medio e lungo periodo al fine di mitigare l’emergenza cimice e ridare fiducia e speranza agli agricoltori”.

In primis riteniamo debba essere immediatamente chiesto lo stato di calamità per il nostro territorio, in secondo luogo potrebbe essere valutata la possibilità di riconoscere sgravi contributivi e indennizzi alle aziende frutticole che hanno subito danni rilevanti tali da compromettere redditività e sopravvivenza, nonché attivare specifici contributi, come quelli già previsti per l’acquisto di reti antinsetto.

Consideriamo, inoltre, indispensabile valutare la possibilità di una moratoria dei debiti bancari, nonché la possibilità di aderire a soluzioni di finanziamento a breve termine quali, ad esempio, le “vecchie cambiali agrarie”; interessante potrebbe risultare la messa a disposizione da parte dell’ente pubblico di plafond di garanzie per l’ottenimento agevolato di credito dal sistema bancario.

È urgente avviare un monitoraggio specifico combinato con tutti gli istituti di ricerca per definire programmi, protocolli e azioni di difesa e controllo validi e condivisi a livello di sistema agricolo e di comunità.

Il mondo agricolo con grande senso di responsabilità – attraverso Co.Di.Pr.A, ente governato dalle Organizzazioni Professionali Agricole e da sempre direttamente sostenuto e supportato da Coldiretti – ha già strutturato un fondo mutualistico dedicato a indennizzare danni causati da fitopatie e per il quale è stato richiesto il riconoscimento in qualità di soggetto gestore al Ministero dell’Agricoltura. Tale fondo, che non prima del 2020 potrà andare a coprire anche le perdite di produzione causate dalla cimice, è la dimostrazione che siamo in un sistema organizzato che spesso sa ragionare in prospettiva.

Purtroppo in futuro avremo a che fare con altri insetti alieni, risulta quindi assolutamente indispensabile pensare ad una dotazione importante per il Fondo di solidarietà nazionale da cui attingere in caso di straordinarie emergenze ambientali, accompagnata da una congrua dotazione dei capitoli della gestione del rischio.
Sempre in un’ottica strategica e di medio lungo periodo il mondo agricolo da noi rappresentato chiede a forte voce la possibilità di valutare la strutturazione di un fondo di rotazione che possa dare nel prossimo futuro risposta in maniera immediata e concreta a necessità finanziarie degli agricoltori.

In tale contesto di estrema emergenza Coldiretti, la più importante organizzazione Professionale Agricola della Provincia, riteniamo fondamentale dar voce alla base sociale e a tale fine abbiamo ritenuto opportuno dedicare una risorsa umana, il dott. Marco Zanoni, ed attivare una linea diretta per segnalare problematiche legate alla cimice asiatica attraverso un apposito indirizzo e-mail emergenzacimice@coldiretti.it

Pur consapevoli che l’Amministrazione Provinciale è già cosciente e attenta alla problematica, la gravità della situazione impone azioni concrete ed immediate; per questo chiediamo un celere riscontro.

Lo stato Italiano fu proclamato il 17 marzo del 1861 ma è con l’annessione dello stato Pontificio e la conseguente presa di Roma il 20 settembre del 1870 che di fatto nasce l’attuale stato Italiano.

Quindi il XX settembre ricorre l’anniversario dell’unità d’Italia che è stata festa nazionale fino al 1929 quando fu abolita in seguito agli accordi intercorsi tra il Vaticano e il regime fascista.

Teoricamente dovrebbe essere la festività per eccellenza, vuoi perché fu proprio abolita dal peggior regime della storia Italiana, vuoi perché obliterare intenzionalmente tale data è aprire una breccia al fondamentalismo.

Il contesto geopolitico i flussi migratori, l’estremizzazione della politica hanno generato personaggi politici che solo fino a qualche decennio fa erano impensabili.

Purtroppo però, nemmeno la stampa cosi pure dalla televisione si evince riscontro di tale data, ad esempio alla rai è stata segnalata per ricordare la nascita di Sofia Loren.

Per ovvi motivi è una ricorrenza fastidiosa alle gerarchie clericali della chiesa cattolica, pertanto l’opportunismo e la genuflessione dei rappresentanti politici Italiani, (compresi quelli Trentini, tra coloro che varcarono la porta c’erano pure sette Trentini, mai commemorati), fanno si che la festività e la “ sacrosanta “ ricorrenza non sopraggiunga.

Va sottolineato che non si tratta solo di legittima difesa della laicità, ma di una storica deriva culturale:

i bersaglieri al comando del generale Cadorna sconfissero gli zuavi pontifici e gli usurpatori furono scomunicati da Pio IX, autore delle ultime condanne di patrioti alla ghigliottina, per aver innalzato il tricolore sulla città eterna, che per ironia della sorte si ispira a quella francese introdotta dalla stessa rivoluzione , ben nota per la separazione assoluta dello stato dalla religione.

Le prime sporadiche dimostrazioni favorevoli agli ideali della rivoluzione francese, da parte della popolazione italiana, avvennero proprio nel 1789 con la comparsa, soprattutto nello Stato Pontificio, di coccarde di fortuna costituite da semplici foglie verdi di alberi, che vennero appuntate sui vestiti dei manifestanti richiamando le analoghe proteste avvenute in Francia agli albori della rivoluzione poco tempo prima dell’adozione della coccarda francese tricolore.

Per cui festeggiare la breccia di Porta Pia, oltre a celebrare l’unità d’Italia, è anche onorare la nostra cara bandiera tricolore.

Ovviamente il tutto non andrà certo affidato ad un moschetto in mano, ma a un più consono calice di  care bollicine laiche “.

 

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Alessandro Giacomini “ Libero Pensatore “

polizia locale

La Uil Fpl apprende dall’articolo on line de “La Voce del Trentino.it” del 18.09, di segnalazioni da parte di alcuni cittadini del Comune di Trento contro un Agente di Polizia Locale, che non corrisponde minimamente alla normale professionalità e alle competenze di questi professionisti nello svolgimento delle proprie attività all’interno dei Comuni del Trentino.

Ci preme evidenziare che se un dipendente, pubblico o privato che sia, non si attiene a quanto previsto dalle proprie funzioni, il datore di lavoro possiede tutti gli strumenti giuridici per accertare la veridicità e la gravità di tali comportamenti, e intervenire di conseguenza; tutto ciò non corrisponde certamente alla gogna pubblica a mezzo stampa!

L’attacco dell’attività ordinaria e quotidiana di un singolo Agente, mette in dubbio l’intera attività di tutto il Corpo di Polizia Locale, e tutto questo appare finalizzato a screditare l’intera struttura pubblica e le modalità di selezione del proprio personale.

La UIL FPL vuole ricordare che qualsiasi Agente, per diventare tale, oltre a dover superare un concorso pubblico, deve frequentare e superare uno specifico corso di formazione abilitante; inoltre, nel caso dell’agente citato, per essere assunto presso il Comune di Trento è passato attraverso un primo concorso pubblico a tempo determinato per le specifiche attività del progetto di tutela di zone particolarmente delicate del Comune di Trento.

Riteniamo che accusare un Agente di Polizia Locale di negligenza professionale, con foto in primo piano, specificandone più volte l’origine geografica ed excursus di vita professionale, fa pensare che il problema sollevato non riguardi la preparazione professionale della persona, ma sia solo un attacco personale aggravato dalla discriminazione di chi non è “trentino doc”.

Dare in pasto al lettore una visione non accertata della realtà, e, ripetiamo, con accertamenti delle responsabilità di competenza esclusivamente datoriale, è strumento di cattiva informazione mirata esclusivamente al populismo, tanto in voga nell’ultimo periodo.

Se tale atteggiamento passasse sotto traccia e diventasse libero strumento repressivo da parte di chi si sentisse legittimato dal consenso pubblico, all’attacco di figure così importanti e garanti della sicurezza del territorio in cui viviamo, sempre più minate, sbeffeggiate nella loro professionalità e socialmente poco valorizzate, perderemo tutti come cittadini ed istituzioni.

La UIL FPL crede in una società che tutela i principi di giustizia, eguaglianza e correttezza verso l’essere umano, e tutela della professionista del singolo, e si augura che l’Amministrazione del Comune di Trento possa a breve garantire una corretta lettura della realtà a tutela di tutta l’attività del Corpo di Polizia Locale e di tutti i suoi dipendenti.

 

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La Segretaria Prov.le

UIL FPL Enti Locali

Marcella Tomasi

 

Il Responsabile per i Comuni e Comunità

UIL FPL Enti Locali

Andrea Bassetti

Trento Smart City, per cittadini consapevoli e informati. Oggi al Muse il convegno promosso da tsm con l’assessore provinciale Spinelli e l’assessore comunale Maule.

Manca poco all’inaugurazione ufficiale di Trento Smart City Week, nel frattempo proseguono gli appuntamenti del #Fuoripiazza: proprio stamattina il MUSE – Museo delle Scienze di Trento ha accolto il convegno dal titolo “Cittadini smart per città sempre più smart” promosso da tsm-Trentino School of Management.

Un incontro che aveva l’obiettivo di far diventare i cittadini protagonisti attivi nel funzionamento e nell’evoluzione della città smart e che ha visto la presenza dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia, Achille Spinelli, e dell’assessore con delega alle materie della partecipazione, innovazione e formazione del Comune di Trento, Chiara Maule.

Nel corso del suo intervento l’assessore Spinelli ha tracciato gli investimenti annui in Trentino nel settore della ricerca, pari a circa 300 milioni di euro all’anno di cui 210 stanziati dalla Provincia, ricordando il recente momento conclusivo del Forum per la Ricerca, dove uno degli argomenti è stato proprio quello delle nuove tecnologie: “Vi sono due aspetti di rilievo – ha concluso l’assessore Spinelli –, se da un lato infatti dobbiamo assicurare ai nostri cittadini semplificazione e sburocratizzazione delle pratiche, dall’altro è necessario garantire analoghi servizi in tutti i territori della provincia, ovvero connettere allo stesso modo città e valli per offrire le stesse possibilità a tutti i nostri cittadini”.

E proprio i cittadini sono gli interlocutori di questa terza edizione: “Dobbiamo responsabilizzare, informare e spiegare in modo semplice ai nostri cittadini cosa significa avere una città smart e poter contare su servizi digitali – sono state le parole dell’assessore Maule – perché questa rivoluzione riguarda tutti noi, è un tema davvero centrale per il nostro futuro”.

Nel corso della mattinata di lavori si sono alternati Roberto Saracco – IEEE Digital Reality Iniziative – Future Directions Committee, che ha parlato delle “possibilità tecnologiche di oggi per le città”, ovvero di infrastrutture digitali e fisiche, nonché dell’enorme quantità di dati attualmente disponibili, che provengono da diversi dispositivi, come sensori su telefonini, automobili e case. Per questo è fondamentale aumentare la “consapevolezza nei cittadini” per renderli protagonisti del processo di costruzione delle “città smart”.

Quindi Derrik de Kerckhove – direttore scientifico Osservatorio Tuttimedia ha illustrato gli “aspetti sociali nella relazione fra cittadino e tecnologia”, spiegando come la rete stia facendo nascere ansie nuove nei cittadini e come siano a rischio “l’autonomia, la memoria poiché è tutto affidato ai cellulari, il sé e la reputazione”.

Infine Maria Pia Rossignaud – direttrice della rivista Media Duemila e vicepresidente Osservatorio Tuttimedi,a è intervenuta su “Tecnologie ed eccessi: i cittadini consapevoli contro le deepfake”, i falsi creati dall’intelligenza artificiale. Al centro del contributo vi erano le fake news, ovvero le notizie false, con alcuni esempi divertenti fra cui i più famosi youtube di deepfake, video finti ma realistici, come quello in cui Obama dice di aver votato per Trump o Putin che dichiara guerra alla Cina, fenomeni preoccupanti che hanno spinto diversi Stati a predisporre leggi per arginare questo fenomeno.

“Cittadini al tempo del digitale” è il tema della terza edizione di Trento Smart City Week, promossa da Comune di Trento, Provincia autonoma di Trento, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini, MUSE – Museo delle scienze di Trento. Dal 16 al 22 settembre animerà piazza Duomo, Palazzo Geremia e altri luoghi della città.

Su www.smartcityweek.it è possibile restare aggiornati sull’evento.

Il Trentino guarda con interesse alla Russia. Turismo e agrifood sono le carte vincenti per approdare al mercato eurasiatico.

L’economia russa è certamente alla portata del made in Italy e quanto detto oggi, in occasione del quinto Seminario italo-russo presso il Castello del Buonconsiglio (il terzo evento a Trento fino ad ora, quarto in Regione), ne è la dimostrazione. Tuttavia, per cogliere a pieno questa opportunità è necessario andare oltre il “prodotto” e proseguire sulla strada del dialogo, intensificando le relazioni economiche bilaterali verso un nuovo modello di cooperazione. Oggi la Russia sta investendo su innovazione e tecnologia, due direttrici su cui il know how italiano può inserirsi con successo. “Il Trentino può giocare le sue carte vincenti nel turismo e nell’agroalimentare” – ha detto l’Assessore Achille Spinelli.

Le relazioni tra l’Italia e la Russia, e tra il Trentino e il più grande paese eurasiatico, sono stati al centro di un prezioso momento di incontro questa mattina presso il Castello del Buonconsiglio. All’ordine del giorno i rapporti economici e finanziari tra Italia e Russia con focus su innovazioni tecnologiche, infrastrutture, partnership strategica e cooperazione nel campo del turismo e dell’agroalimentare. L’evento è stato promosso da Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Spief (St. Petersburg International Economic Forum), Provincia autonoma di Trento, Confindustria Trento e Trentino Sviluppo, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

In apertura di lavori Achille Spinelli – Assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – ha sottolineato che “Se quello della Federazione Russa è uno dei mercati di maggiore rilevanza ed interesse dell’economia mondiale, il Trentino non si farà certo cogliere impreparato se pensiamo a due dei settori economici “più forti”: turismo e agrifood.. Già da tempo, infatti, il nostro territorio si sta sempre più orientando verso l’apertura internazionale della propria offerta economica e turistica, anche per bilanciare l’andamento della domanda interna”.

Da un punto di vista commerciale, nell’ultimo anno tra Russia e Trentino è cresciuto l’interscambio seppur a fronte di un calo dell’export regionale. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Conoscere Eurasia nel corso del seminario odierno, l’interscambio tra la regione e Mosca supera i 62 milioni di euro, in aumento del 8,7 % rispetto allo stesso periodo del 2018. Un risultato positivo dovuto all’impennata delle importazioni che sono complessivamente raddoppiate nel semestre considerato con quasi 21 milioni di euro. In diminuzione, invece, l’export per tutta la regione. Infatti, se Bolzano si ferma a quota 20,8 milioni di euro, le esportazioni trentine si fermano a 20,5 milioni di euro, entrambi in calo, seppur con percentuali differenti (-5% per Bolzano, – 18,6 % per Trento, complessivo in Regione 41,3 milioni di euro – 12,2%). Sul fronte turismo l’ultimo anno ha visto 36.000 turisti russi in Trentino nel 2018 e 120 mila presenze.

Ed in attesa di un cambiamento della politica internazionale dopo le dichiarazioni di apertura del recente G7 a Biarritz, la Russia continua ad essere non solo un Paese strategico ma anche un mercato decisivo di sbocco verso la grande Eurasia e la Cina. In questo la diplomazia del business ha un ruolo di primissimo piano.

“Anche se i dati nell’ultimo anno e mezzo hanno un trend negativo – ha proseguito l’Assessore Spinelli – i rapporti fra Trentino e Russia sono molto buoni e ne è prova la presenza degli operatori trentini in tutte le principali regioni russe e le numerose azioni che le nostre imprese compiono per aumentare l’interscambio, supportate. Un’apertura in chiave internazionale per l’offerta economica e turistica è ormai evidente, così come la presenza in importanti cluster europei ed internazionali di Trentino Sviluppo sul fronte tecnologico e dello sport. Tutto ciò permette di superare le difficoltà che vedevamo fino a poco tempo fa. Con questi buoni auspici, la provincia di Trento è pronta a sostenere ogni progetto e iniziativa che vada in questa direzione”.

Anche per questo motivo, negli ultimi anni, Trentino Sviluppo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, ha attivato missioni commerciali in Russia, attivando svariati incontri tra gli operatori economici russi e le imprese trentine, per vagliare le possibilità di dare avvio a nuove partnership in svariati settori, come agrifood e le filiere della meccatronica, cosmesi e design industriale, sistema casa. Con riferimento all’interscambio Trentino – Russia 2018 riferito al comparto agrifood risulta evidente – ultimi dati ISTAT – che il dato più significativo è quello riguarda le bevande con un export di 2.180.000 di euro, pur considerando la parte “forte” che riguarda l’export di macchinari, seguito dalla produzione di “pasta” per la carta (cartiere). In fatto di import la prima voce riguarda il legname.

Sono seguiti poi i discorsi diSergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia che ha parlato di “concretezza di fatti” e di come anche questo appuntamento rientra nelle azioni portate avanti dalla diplomazia con la chiara intenzione di intensificare i rapporti bilaterali con l’Italia in maniera sostenibile. Dopo i saluti di Antonio Fallico, Presidente di Banca Intesa Russia e Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, sono iniziate le due sessioni di lavoro in agenda.

La prima con taglio più strettamente economico legato ai rapporti commerciali, ha visto la partecipazione di Lorenzo Delladio, nella doppia veste di Vicepresidente Confindustria Trento con delega all’internazionalizzazione e imprenditore che ha avuto esperienze nel mercato russo, che ha confermato l’attuale apertura delle relazioni commerciali in Russia un difficile momento degli ultimi anni, causato anche dal complicato scenario geopolitico. Igor Karaveav, Presidente Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa della Repubblica italiana, Remo Tarolli, Partner Studio legale Tarolli, Oleg Dzhus, Membro del Management Board, Responsabile Tesoreria Banca Intesa Russia e di Vincenzo Trani, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa.

Nella seconda sessione, invece, spazio ai risvolti ed alle prospettive di cooperazione tra Italia e Russia, che in ottica futura andranno sviluppate soprattutto con riferimento al comparto turistico e agroalimentare.

Ne hanno parlato a tal proposito Maurizio Rossini, Amministratore Unico Trentino Marketing, Andrey Iakovlev, Direttore Generale Globus Gourmet, Alberto Lusini, Direttore Export di Ferrari-F.lli Lunelli SpA, Ekarina Belova, Direttrice Agenzia di viaggio “Tris…”

Savoi (Lega) * Donatella Conzatti: “Si vergogni senatrice, i voltagabbana come lei fanno in politica la fine del topo“.

Dunque la senatrice Conzatti , eletta soprattutto con i voti del centro destra -ed in particolare e soprattutto della Lega sul collegio di Rovereto- approda quindi in “Italia Viva“, il neo partito di Matteo Renzi, per il quale , come da lei dichiarato avrebbe “lavorato fin dal principio per la sua nascita“.

Si vergogni senatrice Conzatti, sì vergogni! È ben vero che l’art. 67 della Costituzione Italiana non obbliga al vincolo di mandato chi è eletto nelle Istituzioni (norma e che andrebbe abolita per ridare dignità alla politica), ma i voltagabbana (purtroppo sono in tanti in politica…) come lei senatrice roveretana, prima o poi faranno la fine del topo…

Perché di gente come Lei la politica vera non ha proprio bisogno.
Si vergogni senatrice ingrata…

Lei mi fa pena…, ma il tempo sarà galantuomo!

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Alessandro Savoi
Presidente e Consigliere provinciale Lega Trentino

Al Festival d’Autunno della città di Trento protagonisti le macellerie di montagna e i birrai trentini. Gusto dell’innovazione: tapas di carne e birre artigianali invadono Trento
Dal 20 al 22 settembre in piazza Cesare Battisti a Trento proposte innovative di carne dei macellai trentini accompagnate dalle birre artigianali del territorio.

Dal 20 al 22 settembre Piazza Cesare Battisti farà da cornice a “Gusto dell’innovazione: tapas di carne e birre artigianali”, un’iniziativa all’interno del Festival d’Autunno della città di Trento dedicata alla promozione della carne dei macellai della provincia che sarà presentata in una nuova e particolare rivisitazione: le “tapas” di carne, ossia piatti elaborati e conviviali che possono essere gustati accompagnati dall’eccellenza delle birre artigianali trentine.

Le macellerie di montagna del Trentino – concludendo idealmente la seconda edizione dell’evento estivo “Trentino barbeque” – saranno protagoniste, assieme alle birre trentine, del secondo weekend del Festival d’autunno della città di Trento. Da venerdì prossimo, infatti, avranno l’occasione di mostrare la loro arte e le loro conoscenze tramandate da generazioni che significano eccellenza di prodotto, chiarezza e consapevolezza della corretta alimentazione, attenzione e cura verso il cliente.

Oltre alla carne di qualità, in piazza Battisti, saranno proposte numerose birre artigianali direttamente dai birrifici associati a Confcommercio Trentino che dal 2017 si sono uniti con un obiettivo comune: far conoscere le birre del territorio attraverso incontri, degustazioni ed eventi culturali. L’auspicio per l’associazione è che l’entusiasmo di questo gruppo renda sempre più vivace la tradizione birricola trentina e che le birre artigianali trentine abbiano il posto che meritano all’interno del panorama del food and beverage della provincia.

 

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Il programma
L’evento inizierà venerdì 20 settembre dalle ore 18 con aperitivo e apertura degli stand gastronomici, che rimarranno attivi fino alle 23. Assieme ai gustosi piatti suonerà Marco Pisoni aka Pyson DJ Rhythm n’ Food, che unirà la musica vintage in vinile con lo stile più moderno del DJ set. Alle ore 20 si proseguirà con il concerto de I Negroni- Eleganza Cocktailroll, gruppo veronese che promette di far ballare la piazza.

Sabato 21 si partirà alle ore 12.30 con l’apertura degli stand per il pranzo – chiusura cucina ore 15.00 – e si riprenderà dalle ore 18.30 per la cena fino alle ore 23. Per accompagnare il tutto alle ore 21.30 i “The Uppertones” apriranno l’intrattenimento musicale per la serata con i loro suoni anni ’50 dallo stile Jamaican R’n’B, Jamaican boogie, American rock’n’roll and R’n’B e blues.

Anche domenica 22 sarà possibile pranzare con le “tapas” di carne dalle ore 12.30 alle ore 15, quando calerà il sipario sull’iniziativa e il testimone passerà, per il weekend successivo, ai panificatori trentini.

Le macellerie aderenti e le specialità
Durante la tre-giorni del festival si potranno assaggiare specialità gastronomiche preparate dalle macellerie aderenti. Ecco l’elenco completo:
• Macelleria Marchiori – spiedino da passeggio kaminwurst, mortandela e uva;
• Macelleria dal Massimo Goloso: cubetti di bue Trentino cotto alla griglia con olio di oliva;
• Macelleria Sighel: tapas pinetana;
• Macelleria Casagranda: pancia di manzo cotta a bassa temperatura;
• Macellerie Troier e Paolazzi: arrosticini di maiale;
• Macellerie Cis: mini hamburger;
• Macellerie Cappelletti e Dagostin: crostino Cimbro e cubetto di latticello dorato di montagna;
• Macellerie Zendron e Cainelli: crostino con lardo, miele e noci; crostino con crema di asparagi e prosciutto cotto affumicato.

Il Parlamentino provinciale dell’Unione per il Trentino, riunitosi ieri sera, martedì 17 settembre, ha dato unanime mandato alla Segreteria di avviare formalmente la fase costituente del nuovo soggetto politico, come indicato nei documenti approvati dalla Assemblea degli Aderenti.

Un nuovo soggetto che rigeneri una presenza politica ispirata laicamente ai principi dell’umanesimo cristiano;

ancorata ai valori democratici della nostra Costituzione; convintamente europeista e riformista, perché impegnato nella costante trasformazione dei sistemi sociali ed economici con l’obiettivo della tutela dei più deboli e del sostegno a quanti investono le proprie risorse morali, sociali e finanziarie a favore della crescita equilibrata della comunità;

consapevole del valore dell’ambiente oggi minacciato dagli effetti del cambiamento climatico; sinceramente e convintamente autonomista; capace di essere punto di riferimento politico per le preziose e diffuse sensibilità “civiche”, maturate al di fuori dei partiti tradizionali e animate da una tensione positiva al servizio di tante comunità locali.

L’UPT intende aprire un percorso democratico ed inclusivo. Nessuno incorpora nessuno.

Assieme si costruisce un percorso nuovo e condiviso, nel quale – col rispetto reciproco – ognuno (partiti, movimenti ed esperienze civiche, associazioni e singole persone) porta senza abiure il significato del proprio vissuto e testimonia la disponibilità di metterlo a disposizione del Trentino e del futuro della sua Speciale Autonomia, oggi difronte a cambiamenti epocali.

Massima importanza sarà riservata alla autonomia organizzativa dei territori, pur nella necessaria condivisione del vincolo associativo e del progetto generale, chiaramente alternativo alla proposta della destra populista e sovranista.

Olimpiadi 2026, Alto Adige negli organismi di gestione. Ufficializzata la presenza dell’Alto Adige negli organi che gestiranno il percorso verso le Olimpiadi 2026. A inizio ottobre nuova riunione tecnica sull’organizzazione dei Giochi di Milano-Cortina.

Prosegue il cammino che porterà all’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, evento che per la prima volta interesserà anche l’Alto Adige. Come noto, infatti, tra le location di Milano-Cortina 2026 c’è anche Anterselva, sede delle prove di biathlon che assegneranno un totale di 33 medaglie. Questa mattina (18 settembre) si è riunito a Trento, in teleconferenza, il Comitato di indirizzo, cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti.026

Alto Adige negli organismi di gestione delle Olimpiadi

Durante la riunione è stata ufficializzata la presenza di Trento e Bolzano negli organismi di gestione indicati nel documento di candidatura approvato dal CIO alla fine dello scorso mese di giugno. Il 7 ottobre si terrà a Verona un’ulteriore riunione, di carattere tecnico, in cui si entrerà ancor più nel dettaglio dei vari aspetti dell’organizzazione. “Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo – commenta Kompatscher – che era quello di essere presenti in tutti gli organi che andranno a gestire il percorso verso i Giochi invernali del 2026.

Nel frattempo, assieme a Trento, abbiamo iniziato a confrontarci sui provvedimenti legislativi che, a breve, dovranno essere approntati per la creazione di una Fondazione che avrà un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle Olimpiadi”. Con Fugatti e Kompatscher erano in collegamento video il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia; in collegamento telefonico il sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianpietro Ghedina.

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