Torna a Roma dal 20 al 22 settembre 2019 il tradizionale appuntamento con ATREJU, la più grande manifestazione della destra italiana nata nel 1997 e giunta quest’anno alla sua 22esima edizione. La kermesse prende il nome da Atreju, il protagonista del romanzo “La Storia Infinita” di Michael Ende che combatte contro le forze del Nulla: un nemico subdolo che attacca il futuro, ne consuma le energie migliori, privandolo di valori e di speranze.

 

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“SFIDA ALLE STELLE. L’ITALIA CHE PENSA IN GRANDE”: questo è il titolo e tema centrale dell’edizione 2019. Un titolo dal sapore futurista, in omaggio ai 110 anni della pubblicazione su “Le Figaro” del Manifesto di fondazione firmato da Filippo Tommaso Marinetti, scelto dagli organizzatori per raccontare un nuovo miracolo italiano. Un’Italia orgogliosa che vuole tornare grande, non si arrende alla “decrescita felice” del M5S, non vuole veder scappare i suoi figli all’estero e vuole riaffermare la sua grandezza e il suo ruolo sul piano globale. Internazionale sarà anche il parterre degli ospiti che saliranno sul palco di Atreju, a conferma del profilo che la manifestazione ha assunto negli ultimi anni e che la inseriscono di diritto tra gli eventi politici di primo piano nello scenario europeo e mondiale. L’obiettivo della kermesse trova la sua declinazione anche nel manifesto di #Atreju19: tre aerei stilizzati sfrecciano nel cielo, accompagnati dal Tricolore, per formare una combinazione grafica che richiama simbolicamente tre cardini del pensiero futurista (velocità, futuro, Patria) e lo spirito dannunziano per le trasvolate.

La location di Atreju sarà ancora una volta l’Isola Tiberina, al centro della Città Eterna. Un luogo ideale per ospitare le tante anime della manifestazione: dibattiti, mostre, presentazioni di libri, concerti e spettacoli, stand e aree degustazione con le eccellenze enogastronomiche italiane. Anche i diversi spazi del villaggio riprendono il filo conduttore della kermesse e quest’anno prendono il nome di costellazioni e stelle, tutte con un significato simbolico e culturale: la Stella Polare, l’Orsa Maggiore, Pegaso, Sirio e Argo.

A rendere ancora più suggestiva la 22esima edizione sarà un’esibizione acrobatica di paracadutismo sportivo, che concluderà la manifestazione. Campioni e atleti della Nazionale e della Società Sportiva Lazio Paracadutismo, presieduta da Lino Della Corte, daranno vita ad uno spettacolo unico nel cielo sopra il villaggio di Atreju, per poi atterrare sulle sponde dell’Isola Tiberina.

I numeri dell’edizione 2019: 3 giorni di manifestazione, un villaggio di 6000 mq, oltre 100 tra ospiti e relatori, 4 aree dibattiti, 6 presentazioni di libri, 2 premi, 5 mostre, oltre 300 volontari provenienti da ogni parte d’Italia, 12 stand politici e culturali, 3 aree ristoro e 3 bar. Con una novità a misura di famiglia rispetto alle precedenti edizioni: un’area bimbi con giochi e animatori.

 

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VIKTOR ORBÁN OSPITE D’ONORE DI ATREJU
Ospite d’onore della 22edizione di Atreju sarà Viktor Orbán, primo ministro d’Ungheria e presidente di Fidesz – Unione Civica Ungherese. Il politico magiaro interverrà sabato 21 settembre alle ore 15.30. Sarà il direttore del TG2, Gennaro Sangiuliano, a moderare l’incontro dal titolo “L’Europa del popolo e l’Europa dei popoli”.
Orbán è il primo Capo di Governo estero a partecipare ad Atreju: una presenza estremamente significativa che conferma la grande crescita di una manifestazione, che nel tempo è diventata un appuntamento fisso per la politica italiana e che negli ultimi anni ha assunto un profilo sempre più europeo ed internazionale. Un’attenzione suggellata anche dalla crescente attenzione della stampa estera, che da anni segue costantemente gli appuntamenti previsti dalla kermesse.

 

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LA SFIDA ALLE STELLE DI FDI: L’INTERVENTO DI GIORGIA MELONI
Momento clou di Atreju 2019 sarà l’intervento del presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, domenica 22 settembre alle 12, traccerà le linee programmatiche del movimento per la nuova stagione politica. Le conclusioni della leader di FdI saranno precedute, alle ore 11, dagli interventi di tre ospiti politici internazionali che fanno parte della famiglia europea dei conservatori e che hanno accettato l’invito di Giorgia Meloni ad essere al fianco di Fratelli d’Italia in questa importante fase della politica europea: il leader di VOX Santiago Abascal, il presidente di Forum voor Democratie Thierry Baudet, il presidente dell’Alliance of Conservatives and Reformists in Europe – ACRE Jan Zahradil.

 

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GIUSEPPE CONTE AD ATREJU
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà ospite ad Atreju nella giornata di sabato 21 alle ore 11.30. Titolo dell’intervista è “Il tempo delle scelte” e sarà condotta da Bruno Vespa. La partecipazione del capo del Governo ad Atreju non cambia la posizione di Fratelli d’Italia rispetto all’Esecutivo rossogiallo ma conferma la vocazione di Atreju: una manifestazione aperta e che fa del confronto il suo elemento distintivo. Fausto Bertinotti, Massimo D’Alema, Laura Boldrini e Roberto Fico sono alcuni degli esponenti politici della sinistra che non si sono sottratti al dibattito e hanno accettato l’invito di Giorgia Meloni. Ad introdurre l’intervista al presidente del Consiglio sarà Francesco Lollobrigida, presidente dei deputati di FdI.

 

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LE INTERVISTE A SALVINI E TAJANI
Anche per il segretario della Lega Matteo Salvini e per il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani la formula scelta è quella dell’intervista. Ad aprire sarà il segretario della Lega che venerdì 20 alle ore 16.00 verrà intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana in un incontro dal titolo “L’Italia che sarà”. L’intervista sarà introdotta da Luca Ciriani, presidente dei senatori di FdI.
Sabato 21 alle ore 13.00 sarà la volta del vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, impegnato nel faccia a faccia dal titolo “L’Italia nel mezzo, tra paura e speranza” con il vicedirettore dell’Huffington Post Alessandro De Angelis. L’intervista sarà introdotta dalla senatrice di FdI, Daniela Santanché.

 

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I DIBATTITI
L’attualità politica, nazionale e internazionale, sarà come sempre il cuore di Atreju.
Il dibattito inaugurale, dal titolo “Le radici della nostra politica”, è in programma per venerdì 20 settembre alle ore 15. Ad introdurre i lavori il presidente della Fondazione Alleanza Nazionale Giuseppe Valentino. Seguiranno gli interventi del presidente FdI Roma Capitale Massimo Milani, del presidente FdI Provincia di Roma Marco Silvestroni, del presidente FdI Lazio Paolo Trancassini, del capogruppo FdI Roma Capitale Andrea De Priamo, del consigliere capitolino della Lista civica “Con Giorgia” Rachele Mussolini, del capogruppo FdI Roma Città Metropolitana Andrea Volpi, del capogruppo FdI Regione Lazio Fabrizio Ghera, e di Chiara Colosimo (Comitato Atreju19). Conclude il dibattito il presidente di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani.

Il secondo dibattito è fissato per venerdì 20 settembre alle ore 17.00. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il presidente dei deputati Pd Graziano Delrio, e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli si confronteranno sul tema “La riforma degli italiani e l’Italia delle riforme”. Introduce il deputato e responsabile riforme FdI Emanuele Prisco. A moderare il direttore del Messaggero, Virman Cusenza.
Ad aprire la giornata del sabato, alle ore 10, sarà il dibattito “Angeli e Demoni. Testimonianze dall’inferno di Bibbiano e del Forteto”, al quale parteciperanno: il giornalista Mario Giordano, il criminologo Alessandro Meluzzi, il neuropsichiatra infantile Antonio Guidi, il garante per l’Infanzia del Lazio e componente della Squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini Jacopo Marzetti, il capogruppo di FdI nella Commissione bicamerale per l’infanzia Maria Teresa Bellucci. Il dibattito ospiterà le testimonianze di Deborah Guillot (Forteto) e Antonio Margini (Bibbiano). Ad introdurre i lavori il senatore di FdI Alberto Balboni, mentre sarà affidata al direttore del Tempo Franco Bechis la moderazione del dibattito.

Economia, tasse e legge di bilancio: questi alcuni dei temi al centro del quarto confronto di Atreju, in calendario per sabato 21 settembre alle ore 17. Sul palco della manifestazione saliranno i principali esponenti del mondo produttivo italiano e si confronteranno in un dibattito dal titolo “L’Italia che pensa in grande”. A salire sul palco saranno il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il vicepresidente vicario di Confartigianato Marco Granelli, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli, il presidente di Confapi Maurizio Casasco. Il dibattito, che vedrà la partecipazione anche del coordinatore nazionale di FdI Guido Crosetto, sarà introdotto dal senatore e responsabile imprese FdI Adolfo Urso e moderato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini.

Sabato 21 settembre alle ore 21.00 spazio all’Europa e agli esponenti della famiglia politica alla quale aderisce Fratelli d’Italia: i conservatori. Sul palco saliranno il presidente dell’Alliance of Conservatives and Reformists in Europe, Jan Zahradil, il copresidente del gruppo parlamentare dei Conservatori e riformisti al Parlamento europeo Raffaele Fitto, il capo delegazione di Forum voor Democratie Derk-Jan Eppink, il capo delegazione di VOX Herman Tertsch, il capo delegazione di FdI, Carlo Fidanza. Ad introdurre i lavori Roberta Angelilli ed Elisabetta Gardini, modera il direttore dell’AGI Mario Sechi. Intervengono, inoltre, i parlamentari europei di FdI Nicola Procaccini, Raffaele Stancanelli, Pietro Fiocchi.

Domenica 22 settembre, alle ore 10, sarà invece la volta del sesto e ultimo dibattito dedicato agli Enti locali dal titolo “Le buone pratiche degli amministratori di Fratelli d’Italia”. Intervengono i sindaci di FdI: Salvo Pogliese (Catania), Paolo Truzzu (Cagliari), Alessandro Tomasi (Pistoia), Pierluigi Biondi (L’Aquila), Alessandro Ciriani (Pordenone), Marco Fioravanti (Ascoli Piceno). Ad introdurre il responsabile Enti Locali FdI Guido Castelli, mentre le conclusioni spetteranno al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Modera il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro.
Due i momenti di confronto interno a Fratelli d’Italia. Il primo, in apertura, venerdì 21 settembre alle 11.00, l’insediamento dei laboratori e dei dipartimenti di FdI ai quali parteciperanno eletti, dirigenti e amministratori del movimento; il secondo, in chiusura, con la riunione dell’Assemblea Nazionale allargata alla Direzione Nazionale di FdI.

 

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“STORIE DI VITA E DI BATTAGLIA”: I TESTIMONIAL DI ATREJU
Anche Atreju 2019 avrà i suoi testimonial d’eccezione che, sabato 22 settembre a partire dalle ore 18.30, saliranno sul palco per raccontare esperienze, idee e modelli da seguire.

Tra questi: il presidente dell’Associazione italiana Progeria Sammy Basso, il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco sull’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci; l’autista di Giovanni Falcone, Giuseppe Costanza, sulla lotta alla mafia; il giornalista e scrittore Davide Giacalone sulla storia di un grande emigrante italiano come Amadeo Peter Giannini; il ceo di Sidereus Space Dynamics Mattia Barbarossa sulla fuga dei cervelli all’estero; il direttore dell’ADNKronos Gian Marco Chiocci sulla strage di Bologna; il giornalista e scrittore Alessandro Giuli sulla nostra Europa; il giornalista e conduttore televisivo Francesco Vecchi sul debito pubblico.
Introduce Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione FdI. Presenta i testimonial Mauro Rotelli, deputato e responsabile comunicazione FdI.

 

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LE PRESENTAZIONI DI LIBRI
Nel villaggio di Atreju trova spazio, come ogni anno, l’approfondimento culturale e non mancano le presentazioni di libri, che diventeranno occasioni per approfondire temi storici, culturali o di stretta attualità.

Sono in totale 6 le presentazioni in programma nelle giornate di venerdì 20 e sabato 21:
“Siria, I cristiani nella guerra” di Fulvio Scaglione. Oltre all’autore, partecipano: Gian Micalessin (giornalista ed inviato di guerra), Alfredo Mantovano (presidente Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia), Farhad Bitani (ex ufficiale dell’Esercito afghano). Introduce Andrea Delmastro delle Vedove (deputato FdI e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la difesa della libertà religiosa) e modera Marco Tarquinio (direttore Avvenire).

“Poema di Fiume” di Filippo Tommaso Marinetti. Partecipano: Alessandro Amorese (editore), Emanuele Merlino (autore teatrale), Nuccio Bovalino (sociologo, Università Dante Alighieri di Reggio Calabria); Francesca Barbi Marinetti (nipote di Marinetti), Edoardo Sylos Labini (presidente “Cultura e Identità”). Introduce Federico Mollicone (deputato, responsabile cultura FdI).

La Rivoluzione Sovranista” di Marco Gervasoni. Oltre all’autore, partecipano: Maria Giovanna Maglie (giornalista), Francesco Giubilei (presidente della Fondazione Tatarella), Giampaolo Rossi (consigliere amministrazione RAI), Paolo Del Debbio (giornalista). Introduce Alessio Butti (deputato, responsabile media e Tlc FdI) e modera Ciro Maschio (deputato, Commissione Giustizia Camera).

“Il gesto di Almirante e Berlinguer” di Antonio Padellaro. Oltre all’autore, partecipano: Massimo Magliaro (giornalista, già portavoce di Almirante), Ignazio La Russa (vicepresidente del Senato), Walter Veltroni (politico, giornalista, regista), Bianca Berlinguer (giornalista). Introduce Augusta Montaruli (deputato) e modera Luca Telese (giornalista e scrittore). Sarà presente anche Giuliana de’ Medici (presidente della Fondazione Almirante)

“Utero in affitto. La fabbricazione di bambini, la nuova forma di schiavismo” di Errica Perucchietti. Oltre all’autrice, partecipano: Massimo Gandolfini (neurochirurgo, presidente del Family Day), Marianna Baroli (giornalista), Paolo Corsini (Presidente Lettera 22). Contributi video di Jaimie Ostrander e Jessica Lively (madri surrogate). Introduce Marcello Gemmato (deputato, segretario Commissione Affari Sociali Camera) e modera Carolina Varchi (deputato, responsabile Famiglia e Vita FdI)
“Primo rapporto sull’islamizzazione d’Europa” a cura della Fondazione Farefuturo. Introduce: Mario Ciampi (direttore Fondazione Farefuturo). Intervengono: Giovambattista Fazzolari (senatore, responsabile nazionale programma FdI), Renato Besana (giornalista), Angelo Mellone (giornalista e scrittore), Renato Cristin (docente universitario e scrittore), Souad Sbai (giornalista), Giulio Terzi di Sant’Agata (già Ministro degli Esteri). Modera: Marco Cerreto.

 

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IL PREMIO ATREJU
Ogni anno il Premio Atreju è consegnato a uomini e donne che, in ambiti diversi, hanno dimostrato talento, coraggio e spirito di libertà fuori dal comune e che incarnano modelli ed esempi da seguire. Quest’anno il Premio è una scultura del maestro Ferdinando Codognotto, celebre in Italia e nel mondo per le sue opere lignee.
Venerdì 20 settembre, alle ore 20.30, consegna del Premio Atreju 2019 alla memoria del maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro, vicecomandante della Stazione Carabinieri di Cagnano Varano (Foggia), 46 anni, ucciso in servizio il 13 aprile 2019 da un uomo con precedenti penali. Nel corso di un controllo, il pregiudicato ha estratto la pistola e sparato al militare mentre era in auto con il collega Pasquale Casertano, rimasto ferito durante la sparatoria.

Un omicidio che ha fortemente colpito l’opinione pubblica italiana, anche per l’immagine del grande Tricolore che i colleghi del maresciallo hanno steso sul suo cadavere subito dopo l’omicidio. A ricevere il premio la sorella Lucia e la fidanzata Stefania Gualano, con la quale Di Gennaro stava decidendo la data delle nozze. Alla memoria del maresciallo il Comune di San Severo, città in cui viveva il carabiniere, ha deciso di intitolare un largo e in suo ricordo è stato eretto anche un cippo commemorativo. Un Premio per ribadire la vicinanza e la solidarietà a tutti gli uomini e le donne in divisa, che ogni giorno difendono la sicurezza degli italiani, anche a rischio della loro vita. A consegnare il riconoscimento saranno il generale Marco Bertolini, presidente dell’Associazione nazionale paracadutisti, e il deputato questore della Camera dei deputati Edmondo Cirielli. A moderare Salvatore Deidda, deputato e responsabile FdI per i rapporti con le Forze dell’Ordine.

Sabato 21 settembre, sempre alle ore 20.30, consegna del Premio Atreju 2019 a Manuel Bortuzzo e a suo padre Franco. 20 anni, giovanissima promessa del nuoto, il 3 febbraio 2019 è stato vittima di una sparatoria a Roma, dovuta ad uno scambio di persona, che gli ha provocato la paralisi degli arti inferiori. Con grande determinazione e forza di volontà, però, Manuel non si arreso ed è tornato in acqua. Un Premio ad un grande campione, nello sport e nella vita. Alla consegna del riconoscimento partecipano il presidente del CONI Giovanni Malagò e il presidente di OPES Italia Marco Perissa. A moderare il senatore di FdI Stefano Bertacco, mentre a consegnare il premio sarà il deputato di FdI Walter Rizzetto.

 

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LE MOSTRE
Ad Atreju trovano spazio anche mostre originali e innovative, da sempre elemento di dibattito interno ed esterno alla kermesse.

 

5 LE MOSTRE DELL’EDIZIONE 2019:
ITALIA: OLTRE 2000 ANNI DI STORIA. La mostra raccoglie 11 immagini che parlano d’Italia prima della nascita dello Stato unitario il 17 marzo 1861. Della nostra Nazione si parla da oltre due millenni ed è stata ed è faro di cultura e di civiltà molto prima dell’unificazione politica avvenuta con il Risorgimento. Da Dante a Machiavelli, dall’imperatore Giustiniano a Goethe, da Ugo Foscolo alla Repubblica Romana fino ad Enea: una carrellata di personaggi, immagini e citazioni per ripercorrere la nostra millenaria identità, in un tempo nel quale si è arrivati persino a negare l’italianità di un genio universale come Leonardo da Vinci e dove il pensiero unico vorrebbe annullare ogni identità per trasformarci in un popolo di consumatori senza radici e futuro.

 

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A FIUME LA POESIA SI FA STORIA. A 100 ANNI DALL’IMPRESA. La mostra è l’omaggio che questa edizione di Atreju dedica a Gabriele D’Annunzio e ai legionari che il 12 settembre 1919 entrarono a Fiume. Un’impresa che ha segnato indelebilmente la storia d’Italia e che ha dato vita ad un’esperienza unica di governo con la Carta del Carnaro dell’8 settembre 1920. Una Costituzione rivoluzionaria composta di 65 articoli e capace di coniugare poesia e diritto, ideali e realismo. Un’impresa, quella di D’Annunzio, figlia del suo tempo, un’impresa compiuta per amore d’Italia.

 

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I PIANETI DOVE NON VORREMMO MAI SBARCARE. La mostra racconta un immaginifico sistema solare composto da 6 pianeti sui quali non si vorrebbe mai sbarcare. Ogni pannello è dedicato ad un pianeta e descrive la popolazione che lo abita, il sistema politico che lo governa e il probabile destino che lo aspetta. Dal “pianeta gender free” nel quale non esistono più mamme e papà perché concetti antropologici abbandonati e il governo è impegnato ad allungare la sigla Lgbt inserendo tutte le lettere dell’alfabeto al “pianeta radical chic”, dove ogni abitante possiede di diritto un Rolex e non esiste il suffragio universale perché governati da un despota che colleziona le copie dell’Espresso. Dal “pianeta del politicamente corretto” che ha deciso di estinguersi per non offendere più nessuno al “pianeta rossogiallo” nel quale vivono due popoli che fino a ieri si facevano la guerra ma che ora vanno d’amore e d’accordo nel nome delle poltrone. Un mondo dove i porti sono aperti, l’Esercito è disarmato, gli scafisti fanno festa e ogni giorno viene introdotta una nuova tassa.

 

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TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO IL MARE. Una mostra in 7 pannelli per sottolineare l’ipocrisia della sinistra occidentale, di Merkel, Macron e Soros e di tutti coloro che sul tema dell’immigrazione predicano bene ma razzolano malissimo. In ogni pannello si confrontano le parole ai fatti: dalla Francia che respinge gli immigrati a Ventimiglia mentre il suo presidente Macron dà lezioni di accoglienza all’Italia all’ex presidente Usa Obama che chiede all’Europa di fare di più sui rifugiati nonostante abbia votato per la costruzione del muro al confine con il Messico. Senza dimenticare la Merkel, che sprona la Ue alla solidarietà mentre le forze di polizia tedesche picchiano e sedano gli immigrati per rimandarli in aereo in Italia. Ciliegina sulla torta le parole di Renzi, che invita a non strumentalizzare i bambini coinvolti nello scandalo di Bibbiano contro il Pd e dimentica di aver mostrato la foto del piccolo Aylan, annegato, durante il suo discorso alla Festa dell’Unità.

 

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SCATTI D’ORGOGLIO. Una mostra per ripercorrere 7 fatti della storia del Novecento nei quali l’Italia ha riscoperto la sua sovranità: la crisi di Sigonella, l’arresto e il ritorno in Italia di Cesare Battisti, la battaglia di El Alamein, l’Impresa di Fiume, la battaglia del pastificio a Mogadiscio del 2 luglio 1983, l’arresto di Salvatore Riina, la rivolta di Trieste del 1953. Una carrellata di immagini che raccontano i momenti nei quali la nostra Nazione ha difeso la sua sovranità: a testa alta.

 

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NON SOLO POLITICA: ATREJU È IRONIA, GOLIARDIA E SPETTACOLO
Atreju non è solo politica e approfondimento culturale, ma anche goliardia, ironia e intrattenimento: tre ingredienti che hanno fatto la fortuna delle manifestazioni precedenti e che ben raccontano lo stile energico e irriverente della kermesse.

Venerdì 20 settembre alle 21.30 sale sul palco della kermesse il cabarettista romano Alberto Farina con lo show che lo ha reso famoso: “La mia famiglia e altre volgarità”. Uno spettacolo irriverente nel quale il comico romano ripercorre, con la sua simpatica ironia, le tappe della sua infanzia. Dal monologo emergono episodi ed esperienze di vita, che vengono raccontati con la tipica aria da scapestrato, marchio di fabbrica di Farina. La sua famiglia è a dir poco bizzarra, i luoghi in cui è cresciuto sono quelli tipici della periferia romana (pittorescamente rappresentata dal fantomatico quartiere “Tor Gnoranza”), le sue esperienze lavorative e di vita consentono a Farina di creare situazioni comiche al limite del surreale, che non risparmiano nemmeno il rapporto con l’altro sesso, raccontato attraverso la sua controversa vita di coppia. Le risate sono assicurate.

Sabato 21 settembre alle 21.30 torna sul palco di Atreju di Federico Palmaroli, alias “Le migliori frasi di Osho”, che condurrà il format irriverente e fuori dagli schemi “Oshow” per reinterpretare politica e cronaca. Ormai un appuntamento fisso della kermesse.
Due gli spettacoli musicali in calendario, entrambi ad ingresso libero.

Venerdì 20 settembre alle 22.30 il concerto della “Bim Bum Band”: una “cartoon cover band” dalle caratteristiche uniche in Italia, formata da giovanissime voci, cantanti adulti e musicisti d’eccezione, che interpretano le intramontabili sigle dei cartoni animati dagli anni ‘80 ai giorni d’oggi. Uno spettacolo coinvolgente capace di scuotere il bambino che è in ognuno di noi, costruito attorno ad un ricchissimo repertorio studiato con cura per soddisfare i gusti di ogni tipo di pubblico. Lo spettacolo sarà un viaggio nostalgico tra musica e ricordi.

Sabato 21 settembre, sempre alle 22.30, Atreju ospita il concerto dell’Orchestraccia, il famoso gruppo itinerante folk-rock romano. Irriverenti, indipendenti e pronti con un testo o un ritmo a far ballare e pensare, ridere e commuovere. Nel loro repertorio sia inediti sia canzoni e poesie patrimonio della cultura romana e nazionale, rivisitate e arrangiate con sonorità estremamente moderne, dal dub, al punk-rock al patchanka. L’Orchestraccia è composta da: Marco Conidi (cantautore/attore), Giorgio Caputo (attore), Luca Angeletti (attore), Fabrizio Lo Cicero (percussioni), Valentina Galdì (voce), Salvatore Romano (chitarra), Gianfranco Mauto (pianoforte/fisarmonica), Alessandro Vece (violino), Alessio Guzzon (tromba), Claudio Mosconi (basso), Cristiano De Fabritiis (batteria) e Angelo Capozzi (chitarra/ukulele).
Ad Atreju non può mancare lo sport. Domenica 22 settembre, alle ore 7.15, sugli schermi della kermesse è in programma la proiezione della partita Italia-Namibia della Rugby World Cup 2019, la Coppa del Mondo di rugby che si disputa in Giappone.

 

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“BUGIANDO”: LA RASSEGNA STAMPA MATTUTINA DI ATREJU
La rassegna stampa del direttore del Secolo d’Italia Francesco Storace aprirà le giornate di sabato 21 e domenica 22, alle ore 9.30. Al suo fianco si alterneranno diversi esponenti di Fratelli d’Italia.
Anche quest’anno, inoltre, si rinnova la partnership con Radio Cusano Campus, radio ufficiale della manifestazione. I dibattiti principali saranno trasmessi in diretta streaming sui siti www.atreju.tv e www.fratelli-italia.it e sui canali social della kermesse e del movimento.

 

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“IL TRADITOMETRO”: LA CAMPAGNA SOCIAL DI #ATREJU19
“Il traditometro”: questo è il titolo della campagna di promozione sui social network dell’edizione 2019, realizzata in collaborazione con Gioventù Nazionale, movimento giovanile di FdI. La campagna, irriverente e politicamente scorretta, prende di mira alcuni dei protagonisti della scena politica e sta spopolando sui social con migliaia di like e condivisioni. Ad essere colpiti dall’ironia sono i personaggi legati al nuovo governo giallorosso, che vengono valutati con un “indice di tradimento” in base alle dichiarazioni precedenti all’accordo Pd-M5S.

Tra questi Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Alessandro Di Battista e molti altri. Tra le parole incriminate spiccano la frase “mai col partito di Bibbiano” pronunciata solennemente dal leader grillino e il “mai in un partito che fa accordi coi 5 Stelle” dell’ex premier Renzi. A queste si aggiungono diverse affermazioni che, rilette oggi alla luce dell’accordo di governo che ha portato alla nascita del Conte bis, provocano non poco imbarazzo ai vari esponenti del M5S e del Pd. La dinamica della campagna è molto semplice e intuitiva: più l’affermazione è in contraddizione con gli avvenimenti successivi, più la barra del cosiddetto “traditometro” sale. Una campagna social che rispecchia la goliardia e l’ironia che, da sempre, contraddistinguono Atreju e che anche quest’anno caratterizzeranno il villaggio, dove non mancheranno sorprese.

 

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ATREJU 2019 È “PLASTIC FREE”
Atreju mette al bando la plastica monouso e sarà “plastic free”. Durante i tre giorni della manifestazione non saranno utilizzati utensili e contenitori di plastica usa e getta, ma solo vetro e contenitori alimentari riutilizzabili. In tutta l’area della kermesse si useranno bicchieri in Mater-Bi al posto dei bicchieri di plastica, le bottigliette per l’acqua e le bibite lasceranno spazio alle lattine e le posate saranno biodegradabili. Un’iniziativa studiata per informare e sensibilizzare chi parteciperà alla manifestazione sull’impatto della plastica sull’ambiente e, in particolare, sull’ecosistema del Mediterraneo. L’Italia produce, infatti, 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui un’alta percentuale viene riversata in natura e va a finire nel Mare Nostrum, dove la plastica rappresenta ben il 95% dei rifiuti presenti, con evidenti danni alla fauna e flora selvatica ed infine alla nostra salute. La normativa Ue vieta dal 2021 la vendita di prodotti in plastica monouso ma i cittadini italiani sono ancora poco informati, con il rischio che questa norma non posso trovare la sua piena applicazione.

 

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LA MONETA DI ATREJU: IL “FRANCO CALIFANO”
Il Franco CFA è uno degli strumenti con il quale la Francia mantiene il suo dominio nelle sue ex colonie africane. Ancora oggi 15 nazioni del Continente Nero sono obbligate a versare il 50% del ricavato delle loro esportazioni nelle casse del Tesoro francese, con la scusa di garantire il cambio Franco CFA-Euro. La povertà, l’analfabetismo, l’arretratezza e l’aspettativa di vita ai minimi sono tra le maggiori cause della diaspora africana. Fratelli d’Italia è stata la prima forza politica a denunciare come il Franco CFA sia una moneta che impedisce alle Nazioni africane di liberarsi dal neocolonialismo di Parigi. Una battaglia che avrà spazio anche ad Atreju, anche se con un taglio più goliardico e allo stesso tempo celebrativo di un grande esponente della musica nazionale.
La moneta di Atreju sarà il “Franco Califano”, l’unico vero franco “che piace agli italiani”. La presentazione della moneta si svolgerà venerdì 20 settembre alle ore 15 e vedrà il contributo video del patriota africano Ali Ibrahim Mohamed, che da anni si batte contro il Franco CFA.

 

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STELLE E COSTELLAZIONI: I NOMI DELLE AREE DIBATTITO
I diversi spazi di Atreju 2019 riprendono il filo conduttore della kermesse (“La sfida alle stelle”) e quest’anno prendono il nome di costellazioni e stelle dal forte richiamo simbolico e culturale:

STELLA POLARE. La Stella polare rappresenta una coordinata fissa alla quale orientare il proprio cammino e per mezzo della quale (per un navigatore esperto) il resto della sfera celeste può di nuovo diventare intelligibile.

ORSA MAGGIORE. Le sette stelle dell’Orsa Maggiore incastonate nell’Uroboro, il serpente che si morde la coda simbolo di eternità è perfezione, insieme al drappo “Quis contra nos?” (Chi contro di noi?) formano la bandiera della Reggenza italiana del Carnaro, fondata da Gabriele D’Annunzio in seguito all’Impresa di Fiume, di cui quest’anno ricorre il centenario.

PEGASO. È la costellazione che prende il nome dal mitico cavallo alato della mitologia greca.

ARGO. La Nave Argo era una grande costellazione meridionale raffigurante la nave Argo, usata da Giasone e gli Argonauti per la conquista del Vello d’oro. È l’unica delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo che non è più ufficialmente riconosciuta come tale, essendo stata divisa da Nicolas Louis de Lacaille in Carena, Poppa e Vele. Se fosse ancora un’unica costellazione, sarebbe di gran lunga la più estesa di tutte.

SIRIO. È la stella più brillante del cielo notturno e può essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra. Tantissimi i suoi significati simbolici e culturali che i popoli, nel corso della storia, gli hanno attribuito, dall’antichità ai giorni nostri. Fa parte della costellazione del Cane Minore. Secondo il mito greco, la costellazione del Cane Minore insieme alla costellazione del Cane maggiore rappresenta i due cani che inseguono il cacciatore Orione, che ha una sua costellazione.

 

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ATREJU, LA FESTA DEL CONFRONTO APERTA A TUTTI
Atreju è una festa dedicata a tutti coloro che, dalla cultura al sociale, dallo sport alla politica, vivono ogni giorno la sfida del fare. Il suo palco ha ospitato personaggi di grande notorietà, di forte impatto sociale, culturale e politico, esponenti di tutti i partiti e di tutte le coalizioni, nel rispetto delle idee e delle differenze, promuovendo un confronto a 360° per la crescita dell’Italia. Celebre fu il dibattito nell’edizione del 2006 tra Gianfranco Fini, allora leader di Alleanza Nazionale, e Fausto Bertinotti, all’epoca massimo esponente di Rifondazione Comunista e Presidente della Camera dei Deputati. Una giornata che segnò un momento straordinario per la politica nazionale, perché fu la prima volta che il leader di un partito dichiaratamente comunista accettò di partecipare come ospite a una festa organizzata da giovani della destra italiana.

Ma a calcare la scena di Atreju sono state le più alte personalità del mondo della politica, del giornalismo, dell’imprenditoria, della cultura, della scienza, dello sport. Partecipazioni che hanno accreditato Atreju come un luogo aperto al confronto tra visioni del mondo diverse, senza per questo rinunciare ad una precisa identità.
Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema, Renato Schifani, Luciano Violante, Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, Laura Boldrini, Roberto Fico, Guido Bertolaso, Piero Grasso, Franco Malerba, Antonino Zichichi, Stefano Zecchi, Federica Pellegrini, Antonio Rossi, Marcello Veneziani, Andrea Bocelli e poi ministri, presidenti di regione, sindaci, segretari di partito e delle organizzazioni sindacali, esponenti del terzo settore e altissime personalità religiose come Monsignor Ruini e Monsignor Fisichella, sono alcuni dei personaggi che in questi anni si sono succeduti sul palco di Atreju. Senza dimenticare gli ospiti internazionali come l’ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon.
Anche le esibizioni di tanti artisti hanno accompagnato le serate della manifestazione: Irene Grandi, Davide Van De Sfroos, Max Pezzali, Max Gazzè, Mogol, Katia Ricciarelli, Pupo, Enrico Ruggeri, Mario Biondi, Zero Assoluto, Maurizio Battista, Giovanni Lindo Ferretti sono solo alcuni dei nomi intervenuti.

 

 

Senza titolo

Giornate Europee del Patrimonio: le iniziative archeologiche in Trentino. Sabato 21 e domenica 22 settembre nella Tridentum romana, al Museo Retico e al Museo delle Palafitte di Fiavé.

Sabato 21 e domenica 22 settembre torna l’appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio a cui aderisce anche l’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento. Tema conduttore dell’edizione di quest’anno è “Un due tre… Arte! Cultura e intrattenimento” che interpreta lo slogan individuato in sede europea per gli European Heritage Days e rappresenta un’occasione per riflettere sul benessere che deriva dall’esperienza culturale e sui benefici che la fruizione del patrimonio culturale può determinare in termini di divertimento, condivisione, sperimentazione ed evasione. In questa direzione vanno le proposte dei Servizi Educativi della Soprintendenza presso la Tridentum romana, il Museo Retico a Sanzeno, il Museo delle Palafitte di Fiavé e l’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus per coinvolgere interessati, appassionati o semplicemente curiosi che intendano avvicinarsi alle vicende antiche del Trentino.

Nel fine settimana il S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti a Trento, è visitabile con tariffa ridotta con orario 9.30-13 e 14-18. Sabato 21 settembre alle ore 15.30 viene proposto “Nel centro di Trento: Tridentum la città sotterranea” visita guidata alla città romana di duemila anni fa e alla mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani”. La partecipazione è gratuita previa prenotazione entro le ore 13 del giorno della visita al numero 0461 230171.

“La spada è nella roccia” è il titolo dell’iniziativa dedicata alla lavorazione dei metalli nell’antichità in programma domenica 22 settembre, alle ore 14.30, presso l’area archeologica Acqua Fredda al Passo del Redebus, tra l’altopiano di Piné e la Valle dei Mocheni.Un’occasione per bambini e adulti per vedere gli archeometallurghi all’opera e partecipare ad un laboratorio di archeologia sperimentale. Completano l’attività la visita al sito condotta dall’archeologa Luisa Moser e la visita alla riserva naturale circostante con Paola Barducci accompagnatore di territorio. Partecipazione gratuita previa iscrizione entro le ore 17 del giorno precedente presso l’A.p.T. di Piné Cembra tel. 0461 557028.

Il Museo Retico di Sanzeno è aperto nei giorni di sabato e domenica con ingresso ridotto dalle ore 14 alle 18. Lungo il percorso espositivo si può ammirare una selezione di opere della mostra “Zanoni. L’età del Ferro” allestita nella vicina Casa de Gentili. Domenica 22 settembre, alle ore 15 e alle 16.30, sono previste due visite guidate gratuite sul tema “Reti e Romani in Val di Non. A 150 anni dalla scoperta della Tabula Clesiana” per scoprire aspetti inediti e curiosità sulla vita quotidiana e sulla cultura dei Reti, la popolazione pre-romana che abitava la Val di Non nell’età del Ferro, e conoscere le fasi che hanno portato alla romanizzazione del territorio.

Visitabile con ingresso ridotto nel fine settimana, dalle ore 14 alle 18, anche il Museo delle Palafitte di Fiavé, che domenica 22 settembre, alle ore 15, propone la visita guidata gratuita “Racconti nella torba: l’importanza della torba per la popolazione di Fiavé, dall’estrazione per scopi domestici all’indagine archeologica”. Le torbe e i sedimenti lacustri dell’antico lago di Fiavé-Carera hanno conservato moltissime tracce e reperti utili per ricostruire numerosi aspetti di vita quotidiana nei villaggi preistorici, ma allo stesso tempo sono stati importanti risorse sociali ed economiche per la popolazione locale.

Per interagire, partecipare e taggare sui social:
#GEP2019 #museitaliani #UnduetreArte #EHDs #archeologiatrentino

 

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IL PROGRAMMA

Giornate Europee del Patrimonio
21 – 22 Settembre 2019

Ingresso ridotto:

al S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti, Trento e alla mostra Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani (orario 9.30-13/14-18)
al Museo Retico di Sanzeno (orario 14-18)
al Museo delle Palafitte di Fiavé (orario 14-18)
21 settembre ore 15.30
S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti
Nel centro di Trento: Tridentum la città sotterranea
Visita guidata alla città romana di duemila anni fa: al S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, alla mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani”
Partecipazione gratuita, previa prenotazione tel. 0461 230171 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa, massimo 35 persone

 

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22 settembre ore 14.30
Area archeologica Acqua Fredda
La spada è nella roccia
Visita guidata al sito e attività di archeologia sperimentale per bambini e adulti con gli archeometallurghi per scoprire i segreti della lavorazione dei metalli
A seguire visita alla riserva naturale circostante a cura di Paola Barducci accompagnatore di territorio.
Partecipazione gratuita previa iscrizione entro le ore 17 del giorno precedente presso l’A.p.T. di Piné Cembra tel. 0461 557028

 

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22 settembre ore 15
Museo delle Palafitte di Fiavé
Racconti nella torba: l’importanza della torba per la popolazione di Fiavé, dall’estrazione per scopi domestici all’indagine archeologica
Visita guidata gratuita

 

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22 settembre ore 15 e ore 16.30
Museo Retico
Reti e Romani in Val di Non. A 150 anni dalla scoperta della Tabula Clesiana
Visite guidate gratuite

 

Trecento concorrenti, trenta squadre, un solo paese vincitore. Giovedì 19 settembre in prima serata debutta su Canale 5 Eurogames, la nuova grande sfida tra nazioni europee, tratto dal format Jeaux Sans Frontiers.

Al timone Ilary Blasi con Alvin. A supervisionare sulla regolarità dei giochi sei arbitri guidati da Jury Chechi.

Eurogames è una competizione a squadre. Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia gareggiano l’una contro l’altra in nove giochi, declinati sulla storia e le tradizioni delle sei nazioni.

In ogni puntata, per ciascun paese gioca una compagine proveniente da una diversa città e composta da dieci concorrenti. Alla finalissima accede, per ogni Stato, con il miglior punteggio durante le puntate eliminatorie.

Tra i giochi fissi, il classico Fil Rouge (la cui classifica finale verrà svelata solo prima del gioco finale), il Pallodromo (una palla trasparente dentro la quale i concorrenti dovranno correre e affrontare un percorso a ostacoli) e il Muro dei campioni (una parete di 13 metri, inclinata a 32 gradi, da scalare unicamente con la forza delle braccia).
Le altre sei prove cambiano di puntata in puntata e, solo per una, le squadre possono scegliere di giocare il jolly per veder raddoppiato il punteggio ottenuto in quella sfida.

Una produzione kolossal. Il set a Cinecittà World, il parco dei divertimenti del cinema e della tv, copre un’area di oltre 8.000 mq, illuminato da 1.200 punti luce, è la riproduzione del Circo Massimo e. Per realizzare i costumi delle varie prove sono stati utilizzati 4 km di tessuti, custoditi in una sartoria di 600 mq.

La radio partner del programma è R101.

Il programma avrà anche un racconto parallelo online: sul web (www.mediasetplay.it), sull’applicazione App Mediaset Play e sui profili social ufficiali (Instagram – Facebook – Twitter: @MediasetPlay) sarà possibile accedere a contenuti inediti, curiosità, foto, backstage.

I diritti del format “Jeux sans frontières” sono detenuti dal gruppo internazionale Banijay. In Italia l’adattamento del formato è prodotto da Nonpanic Banijay per Mediaset con il titolo “Eurogames”.

La regia è affidata a Lele Biscussi.

Militare accoltellato alla gola, Paoloni (Sap): «Ogni mese 100 uomini in divisa feriti. E il sindaco Sala non vuole il taser»

«E’ da giugno che contiamo i feriti in divisa. In soli 3 mesi e mezzo, 190 episodi violenti e oltre 300 feriti. Sono numeri dell’orrore a cui si va ad aggiungere il militare di strade sicure colpito, questa mattina a Milano, da un passante che gli ha sferrato dei fendenti alla gola con delle forbici. A lui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà».
Lo dichiara Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap).

«Siamo in balia dei balordi che molto spesso bivaccano nelle stazioni, diventate zone franche e piazze di spaccio. Milano Centrale ne è un chiaro esempio ed è sotto gli occhi di tutti. Questa gente va affrontata in sicurezza, altrimenti, in casi come quello di stamattina, si sfiora la tragedia. C’è bisogno di più uomini per il controllo del territorio e di dotazioni idonee a fronteggiare situazioni in cui qualcuno dà in escandescenze. Un chiaro esempio è il taser, che avrebbe permesso di fermare il soggetto, arrestato poi dai Carabinieri con non poche difficoltà.

Non è il primo caso del genere – prosegue Paoloni – un anno fa, sempre in stazione centrale, un poliziotto fu accoltellato alle spalle da un extracomunitario. Si salvò grazie al sotto camicia che attutì il colpo. Alla luce di quanto accaduto – conclude – è ancora sicuro il sindaco Sala che il taser non sia necessario? Come pensa di trattare la questione sicurezza e il degrado dilagante nelle stazioni?»

Christine Lagarde ha ottenuto martedì l’approvazione del Parlamento per essere la prossima Presidente della BCE.

Nella votazione a scrutinio segreto, 394 deputati hanno votato a favore, 206 contro e 49 si sono astenuti per raccomandare Lagarde a capo della Banca centrale europea.

Il Parlamento esprime un parere non vincolante sull’idoneità o meno di un candidato a ricoprire il ruolo di Presidente della BCE, mentre la decisione finale spetta dal Consiglio europeo. Sostituirà l’attuale titolare, Mario Draghi, dal 1° novembre.

Martedì, la plenaria ha anche tenuto una discussione sulla sua idoneità.

La candidatura di Christine Lagarde sarà ora iscritta all’ordine del giorno del Consiglio europeo di ottobre.

Questa una delle questioni di maggior rilievo all’esame della Corte costituzionale nella Udienza pubblica del 24 settembre 2019. Seguirà un’altra Udienza pubblica il 25 e, nello stesso giorno, una Camera di consiglio.

In allegato la relativa sintesi a cura dell’Ufficio Ruolo.

Ricordiamo, comunque, che tutte le questioni “in agenda” sono consultabili sul sito www.cortecostituzionale.it alla voce “calendario dei lavori”.

Le ordinanze e i ricorsi che pongono le questioni sono consultabili sempre sul sito alla voce “atti di promovimento”.

I ricorsi per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sono riportati sul sito soltanto dopo il giudizio di ammissibilità e successivamente al loro deposito per la fase di merito.

 

I dati rilevati dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento confermano che, nel secondo trimestre del 2019, il fatturato complessivo realizzato dalle imprese esaminate aumenta dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pur rimanendo ancora moderatamente positivo, il dato conferma la fase di rallentamento in atto da inizio anno.

La domanda interna continua a crescere, ma su ritmi più contenuti. In particolare, nel secondo trimestre di quest’anno, si riscontra un buon andamento della domanda nazionale, che aumenta su base annua del 3,7%, mentre rallenta la domanda locale rispetto ai trimestri precedenti (+1,3%).

Le esportazioni evidenziano un sensibile rallentamento (+0,3%), tuttavia va opportunamente segnalato che si tratta di una variazione in aumento, che migliora ulteriormente i valori record rilevati nel secondo trimestre del 2018.

I settori che si caratterizzano per una variazione decisamente positiva del fatturato su base tendenziale sono il commercio, al dettaglio (+6,3%) e all’ingrosso (+6,1%), i servizi alle imprese (+5,0%) e il comparto estrattivo (+3,5%).
Il manifatturiero evidenzia una crescita molto contenuta (+0,8%), mentre i settori che si caratterizzano per una contrazione dei ricavi delle vendite sono i trasporti (-3,3%) e le costruzioni (-5,9%).

La variazione tendenziale del fatturato risulta positiva per le imprese di media dimensione con un numero di addetti compreso tra 11 e 50 (+4,6%) e per le unità più piccole fino a 10 addetti (+3,2%). Leggermente negativo l’andamento dei ricavi delle vendite evidenziato dalle grandi imprese (-0,3%).

Dopo la crescita sostenuta che aveva caratterizzato tutti i trimestri dello scorso anno, l’occupazione, in linea con il primo trimestre, evidenzia una lievissima contrazione (-0,1%).
Le variazioni positive più marcate si rilevano nei settori del manifatturiero e delle costruzioni, mentre si evidenziano delle contrazioni leggermente più significative presso i settori del commercio e dei servizi alle imprese.
L’andamento occupazionale presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) è in contrazione (-2,3%), mentre risulta in leggera crescita tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50) con aumenti pari, rispettivamente, a +2,3% e a +0,6%.

La variazione tendenziale della consistenza degli ordinativi risulta ancora positiva (+10,5%) anche in questo secondo trimestre del 2019 e, pur con intensità diverse, trasversale a buona parte dei settori esaminati.

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda evidenziano una situazione in linea con il precedente trimestre e in miglioramento rispetto a quelli già piuttosto positivi dello scorso anno.

“In buona sostanza – ha commentato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – i dati dell’indagine congiunturale, relativi al secondo trimestre 2019, confermano il quadro già delineato nel periodo precedente. Tuttavia, le previsioni per i prossimi mesi rimangono difficili da tracciare e risultano inevitabilmente influenzate dall’incerta evoluzione del contesto internazionale e italiano. Ciò che però fa ben sperare è il clima positivo che si registra presso gli imprenditori che rivelano un moderato ottimismo sia rispetto alla situazione attuale sia in termini prospettici”.

 

 

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Claudio Cia (AGIRE): “Non basta spendere abusivamente la carta del civismo per sembrare vicini alla gente”.

Negli ultimi anni ci siamo inesorabilmente abituati a politici scortati ed ovattati, distanti dalla gente e dalle piazze, che hanno portato avanti una politica di palazzo e non hanno certamente esercitato “l’arte del possibile”. Le recenti manifestazioni popolari, con forte partecipazione, come quella del 9 settembre a Roma davanti a Montecitorio, o lo stesso appuntamento tradizionale della Lega a Pontida, portano ad alcune riflessioni.

Da diverso tempo i partiti di sinistra, ed ora anche il M5S, non sono più in grado di portare i cittadini in piazza, li temono, poiché da essi si sono distanziati e non riescono più ad interpretare una politica vicina alla gente, ai bisogni quotidiani, una politica concreta fatta di buonsenso e protesa al bene comune. Sinistra e M5S, un tempo salda espressione del sentire popolare (o populista?), hanno cambiato pelle e sono divenuti di fatto espressione di una nicchia di potentati che non badano alla dignità dei cittadini ed ai problemi che la gente comune incontra quotidianamente.

Queste forze politiche si sono smarrite in un labirinto di convenienza e di autoreferenzialità da cui non sanno uscire: non si occupano più di lavoro, di stato sociale, di sicurezza e di legalità. In ordine sparso, credono di poter recuperare il terreno perduto, ma ormai è tardi, il popolo non li riconosce più. Non basta portare avanti una politica finalizzata a delegittimare e contrastare la crescita del consenso di altri partiti per tornare credibili, e non basta nemmeno spendere abusivamente la carta del civismo per sembrare vicini alla gente.

Da queste riflessione a livello nazionale possiamo trarre dei preziosi insegnamenti anche noi di “AGIRE per il Trentino”, che a livello locale stiamo facendo il nostro percorso all’interno della coalizione del centrodestra autonomista mettendo al centro l’ascolto della gente, la vicinanza a chi lavora, l’attenzione al sociale, senza erigersi a santi o senza ostentare la bacchetta magica. Non è un percorso facile da realizzare perchè richiede tempo e non offre riscontri immediati nel breve periodo, la salita è ancora molto lunga e occorrerà costanza e dedizione per percorrerla, ma se teniamo il passo i cittadini ce lo sapranno riconoscere. Siamo certi che l’acolto della gente sia la carta vincente.

 

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Cons. Claudio Cia
Segretario politico di AGIRE per il Trentino

Al fine di trovare una spiegazione logica alla scandalosa decisione della Giunta provinciale di rinuncia dell’imponente somma di un milione di euro per progetti di integrazione per stranieri residenti sul territorio nazionale, il Consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha provato ad approfondire i vari passaggi tecnico-amministrativi legati a tale progetto finanziato dall’Unione Europea.

Ha così scoperto che la Giunta provinciale sembra aver mentito sia in relazione alle ragioni che l’hanno spinta ad una simile scellerata scelta, sia per quanto attiene le prospettive del progetto stesso, dichiarando la necessità di “capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati”, quando in realtà la rinuncia è stata voluta dalla Giunta provinciale per “ridimensionare le attività di integrazione”, come risulta dagli atti ufficiali, al fine di vantarsene poi davanti al popolo di Pontida.

Mentre la Giunta provinciale dichiarava di voler approfondire i progetti in questione, in realtà non ha avviato mai alcun approfondimento nei ben dieci mesi del suo governo e non pare più possibile tornare indietro, come aveva ipotizzato il Presidente Fugatti, forse accortosi di aver esagerato nella lotta leghista allo straniero.

 

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Interrogazione a risposta scritta n.

Rinuncia da parte della giunta provinciale di 1 milione di euro finanziati dal Ministero dell’Interno per progetti di integrazione per stranieri residenti: perché il Presidente Fugatti ha mentito rispetto alle ragioni e alle prospettive?

Premesso che

  1.  l’art. 17 della legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2 che al comma 1 stabilisce: “La Provincia partecipa alle iniziative finanziate dall’Unione europea, e in particolare accede ai fondi strutturali costituiti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE) nell’ambito della politica di coesione per gli anni 2014-2020, e partecipa a programmi e progetti promossi dall’Unione europea, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni europee e statali in materia nonché da quest’articolo”;
  2.  l’Avviso pubblico multi-azione n. 1/2018 disciplinava la presentazione di progetti da finanziare a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 – OS2 Integrazione/Migrazione legale – ON2 Integrazione – per il consolidamento dei Piani d’intervento regionali per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi;
  3. la Provincia autonoma di Trento ha presentato, in qualità di capofila, due progetti, finanziati con contributo dell’Unione europea a carico del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 nella misura massima del 50% delle spese ammissibili e per la quota residua del 50% a carico dello Stato italiano: il progetto “Impact” ed il progetto “A++ Italiano di base”;
  4. il progetto “IMPACT” ha l’obiettivo di contribuire alla crescita della coesione sociale della comunità attraverso azioni che equiparino, in termini di efficacia della formazione, di accesso alle opportunità e di maturazione del senso di responsabilità sociale, i cittadini di origine immigrata agli autoctoni, mentre il progetto “A++ Italiano di base” si concentra sulle competenze linguistiche;
  5. con nota del 10 luglio 2018 dell’Autorità responsabile del FAMI 2014-2020 approvava il progetto presentato dalla Provincia autonoma di Trento “IMPACT” PROG-2355 per un importo massimo ammissibile pari a euro 538.000,00, ed il progetto “A++ ITALIANO DI BASE” PROG-2579 per un importo pari a euro 491.130,76;
  1. la Provincia Autonomia di Trento con delibera 1608 del 7 settembre 2018 ha approvato il progetto “Impact”, mentre non è stata adottata la delibera di approvazione per il progetto “A++ Italiano di base”;
  2. ad inizio settembre 2019 si diffondeva la notizia che la giunta provinciale avrebbe rinunciato alle risorse ottenute per finanziare i due progetti;
  3. nel corso della seduta del Consiglio provinciale del 10 settembre 2019, in risposta ad una question time del capogruppo del Partito Democratico Giorgio Tonini, il Presidente Fugatti rispondeva che “il dipartimento ha avviato la rinuncia del progetto finanziato per metà dall’UE e per metà dallo Stato, perché si tratta di capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati. Sono comunque risorse dei cittadini e vanno valutate fino in fondo, ma alla fine non è detto che non possano essere ripristinati i progetti. Ma la direzione della della Giunta è quella di valutare l’efficacia e l’efficienza dei progetti”;
  4. con nota del 5 settembre 2019 (prot. Pat 550561), lo scrivente consigliere presentava richiesta di accesso agli atti per ottenere copia delle lettere con le quali la Provincia rinunciava ai due progetti;
  5. le due lettere, a firma del dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, sono indirizzate al Ministero dell’Interno (per il Prog-2579 A++ Italiano di base”) e al Dirigente del Servizio Europa (per il Prog-2355 Impact).

In entrambe le lettere la motivazione alla rinuncia è la medesima: “Su indicazione del Presidente della Provincia autonoma, competente in materia di immigrazione, e in coerenza con le scelte dell’attuale Giunta provinciale di ridimensionamento delle attività di integrazione, questo Dipartimento deve rinunciare a realizzare il progetto di cui all’oggetto”.

Le lettere poi divergono, a causa del diverso stato di avanzamento dell’iter previsto per la realizzazione dei progetti:

– A++ Italiano di base: non essendo ancora stato deliberato dalla giunta il progetto, il quale è stato finanziato ma le risorse ancora non incassate dalla Provincia, ci si rivolge al Ministero dell’Interno con una domanda: “Si rimane in attesa di conoscere se sia sufficiente la presente comunicazione per la rinuncia o se la medesima debba essere formalizzata con eventuali ed ulteriori adempimenti amministrativi”;

– Impact: si da mandato al dirigente del Servizio Europa di procedere con la rinuncia, ricordandogli che si è già incassato il 60% dei 538.000 euro del progetto, e che devono essere restituiti. “Si chiede gentilmente di predisporre i necessari provvedimenti di rinuncia, che prevede anche la restituzione dell’avvenuto anticipo del 60% e di comunicare la decisione al Ministero dell’Interno”;

  1. le due lettere sono quindi cristalline nella loro formulazione: il dipartimento deve rinunciare per una esplicita e precisa scelta politica della giunta leghista, che ha deciso di “ridimensionare le attività di integrazione”. Altrettanto chiara è la comunicazione che arriva al Ministero dell’Interno: la Provincia di Trento rinuncia al finanziamento. In alcuna delle due lettere si trova traccia di una qualche volontà di prendere tempo, di voler approfondire i progetti e le loro ricadute. In alcun modo traspare anche solo lontanamente una qualche volontà di utilizzo successivo dei fondi;
  2. non si è a conoscenza di procedure per poter riottenere risorse di questo tipo dopo avervi rinunciato;

 

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1.    Se la volontà della giunta leghista era di approfondire i progetti in questione, come dichiarato nell’aula del Consiglio provinciale, perché non è stato svolto tale approfondimento nel corso dei 10 mesi (300 giorni, quasi un anno), successivi alle elezioni provinciali?

2.    Se era a conoscenza che i progetti erano ancora da definire nel dettaglio, e che quindi in sede di attuazione la giunta avrebbe potuto intervenire per adattarli, per renderli più efficaci, ad esempio con qualche rudimento di lingua dialettale trentina, utile per le migliaia di badanti che accudiscono gli anziani trentini o per le migliaia di lavoratori che costruiscono le case per i trentini nell’edilizia, o che raccolgono la frutta trentina nelle campagne trentine;

3.    Se sia possibile, ed in virtù di quale disposizione statale, per la Provincia, qualora la giunta lo richiedesse, riottenere le risorse alle quali ha rinunciato?

4.    In caso di risposta negativa al punto 3, per quale motivo ha mentito in sede istituzionale nel corso di un question time, affermando che la rinuncia è stata fatta per “capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati”, motivazione della quale non c’è traccia nelle lettere di rinuncia, e affermando che alla fine della valutazione “non è detto che non possano essere ripristinati i progetti”.

5.    Se, anche in virtù dell’art. 17 della legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2 comma 1, non si ravvisi una responsabilità erariale in capo alla giunta provinciale, sanzionabile dalla Corte dei Conti.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Distinti saluti

                                                                                                       – avv. Luca Zeni –

 

 

Zeni

 

20190916 rinuncia 1 milione F

Eletric Mobility Day, la giornata della mobilità elettrica. Venerdì 20 settembre al MuSe convegno, e poi lo spettacolo di e con Loredana Cont.

La Settimana Europea della Mobilità, iniziata ieri in tutt’Europa e promossa dalla Commissione Europea, si concluderà il 22 settembre. Il tema dell’edizione di quest’anno è la mobilità pedonale e ciclabile.

Grazie al sostegno del Progetto Europeo Life Prepair, il 20 settembre sarà una giornata dedicata alla mobilità elettrica. In Trentino, al MuSe, con il patrocinio della Provincia autonoma saranno organizzati da Neogy (Dolomiti Energia e Alperia) alcuni eventi sia per gli operatori del settore sia per i privati cittadini. Alle 15 sarà presentato a cura della Provincia autonoma il Piano della Mobilità elettrica con l’intervento del vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina. Alle 18 lo spettacolo di e con Loredana Cont grazie all’intervento di Progetto Prepair. Lo spettacolo è gratuito e aperto a tutti.

Il Concerto si svolgerà nel Parco del MuSe se il tempo lo consentirà, altrimenti in Sala Conferenze preceduto dal Convegno. In esposizione ci saranno auto elettriche e, volendo, si potranno prenotare dei test-drive. Sarà una buona occasione per riflettere sulle sfide del nostro mondo contemporaneo dove la mobilità elettrica potrebbe fare una bella differenza.

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