Gestire oltre i confini provinciali, regionali e nazionali i rischi di catastrofi naturali, studiando soluzioni condivise anche e soprattutto in materia normativa. Questa la sfida oggetto del convegno svoltosi oggi nella sede del Land Tirol ad Innsbruck.

Appuntamento a cui non ho voluto mancare in qualità di Consigliere provinciale ladino, soprattutto dopo quanto accaduto lo scorso ottobre con la tempesta Vaia anche nella Valle di Fassa, che rappresento nel Consiglio Provinciale di Trento.

Sinergia e collaborazione transfrontaliera che dopo questo convegno risulta sicuramente, non solo a parole, attualizzata ma anche, però, da rafforzare.

Questo anche in un’ottica di visione politica dei nostri territori che guardi con maggior attenzione e convinzione verso il Tirolo e dentro al contenitore comune che è l’Euregio.

Forte motivo di orgoglio per tutti i rappresentanti istituzionali trentini è stato notare come la nostra protezione civile, anche nel campo del volontariato, sia stata da tutti i relatori riconosciuta come un’eccellenza.

 

 

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Consigliere Luca Guglielmi

Domani, mercoledì 18 settembre, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Fuori dal Coro”, il programma di approfondimento condotto da Mario Giordano.

Tanti i temi di politica e attualità: dall’addio di Matteo Renzi al Pd, per formare un “nuovo” partito definito “di centro”, alla nuova legge finanziaria.
All’ex ministro dell’economia Giovanni Tria, si chiederà infatti un commento riguardo la possibilità dell’inserimento della Tassa patrimoniale o se verrà davvero evitato l’aumento dell’Iva, fino ad analizzare un’inedita inchiesta, realizzata dalla trasmissione, sulle bollette della luce nella quale mostreremo che al suo interno, ci sono elencati oneri a dir poco sorprendenti.

Nel corso della puntata, si tornerà, poi, sullo scandalo di Bibbiano, con nuove testimonianze in studio, a cui si aggiungerà l’analisi di casi analoghi avvenuti in altre città italiane.

Infine, il tema caldo della sicurezza con la delicata questione degli “impuniti” e del “diritto delle vittime” ricollegandosi all’omicidio del vigilantes, ucciso a sprangate a Napoli, il 13 marzo scorso.
La famiglia della vittima, urla giustizia perché l’assassino, neo maggiorenne, ha infatti già lasciato per cinque volte l’istituto penitenziario – nel quale si trova per scontare la pena – per attività “personali”, tra cui: un provino per una squadra di calcio e festeggiare il suo compleanno.

Presenti il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alla cultura Mirko Bisesti. “L’Autunno caldo del Mart”: a Roma la presentazione dell’offerta culturale della prossima stagione.

“Un’offerta culturale che vuole ampliare i propri confini e rilanciare sia il Mart sia il Trentino. Le mostre che animeranno l’autunno del Mart puntano ad internazionalizzare il museo, a beneficio di tutto il nostro territorio”: così l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti assieme al presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha presentato questa mattina a Roma, presso la sala della Stampa estera di via dell’Umiltà, il palinsesto “L’Autunno caldo del Mart”, un programma ricco di nuove grandi mostre, preziosi cammei, momenti di approfondimento, giornate di festa e appuntamenti per ogni tipologia di pubblico, famiglie, giovani, specialisti.

In conferenza stampa erano presenti anche il presidente del Mart Vittorio Sgarbi e il direttore del museo Gianfranco Maraniello, che ha sintetizzato così le iniziative che caratterizzeranno la stagione del museo: “Una costellazione di eventi che parleranno del nostro tempo, attraverso un forte radicamento storico”.

Il Mart è sempre più il museo di chi ama la bellezza: anche per la prossima stagione, come sempre, la faranno da padrone l’arte moderna e l’arte contemporanea, “core business” del museo, ma non mancheranno audaci confronti con il passato e momenti di divulgazione scientifica. Fondamentali sono le collaborazioni avviate con grandi musei internazionali e italiani, ma anche con istituzioni e realtà del territorio coinvolte nella programmazione degli eventi. Fiore all’occhiello del calendario autunnale sarà l’inaugurazione della grande esposizione dedicata a Isadora Duncan, il 17 ottobre, curata da un comitato scientifico d’eccezione e che porterà in mostra numerosi capolavori dedicati alla figura più rivoluzionaria della danza e musa dei maggiori innovatori delle arti pittoriche e plastiche di inizio secolo. Già il 12 ottobre si aprirà la più ampia antologica mai realizzata in Europa su Richard Artschwager.

L’esposizione è il frutto di una straordinaria collaborazione internazionale con il Guggenheim di Bilbao, museo che diviene partner del Mart e che storicamente e per molti versi ne è stato forse un modello. La mostra sarà presentata prima a Rovereto, dal 12 ottobre al 2 febbraio 2020, e successivamente ospitata a Bilbao nella primavera del 2020. Si tratta di uno straordinario e completo viaggio nell’opera di un rivoluzionario artista che ha decisamente ripensato l’oggetto e lo spazio dell’arte attraverso capolavori presenti a Rovereto grazie ai generosi prestiti di alcune delle principali Collezioni del mondo.

In questo “Autunno caldo” il museo proporrà anche la realizzazione di spazi specifici all’interno dei percorsi delle Collezioni permanenti, per ospitare incontri con capolavori della storia dell’arte e raffronti intensi. Il palinsesto si completa con le proposte delle altre sedi del Mart, con eventi e progetti, visite guidate, laboratori, cultural trekking.

Nel corso dell’autunno il Mart proseguirà anche la sua decisa azione di integrazione di programmi e strutture nell’area di Rovereto, condividendo con Provincia e Comune la progettazione per delineare un distretto che metta sempre più in rapporto il museo all’Università, alle istituzioni, ai festival e agli spazi disponibili. Con questa proposta culturale ampia e significativa, il Mart si conferma, ancora una volta, un polo culturale sempre più vivace e in dialogo con il grande pubblico, una solida istituzione che programma progetti, mostre e attività per chi vive in Trentino e per chi sceglie di visitare un magnifico territorio che offre un paesaggio naturale che è anche paesaggio culturale della contemporaneità.

Abbattere i confini per minimizzare le catastrofi naturali. Una delegazione del Consiglio oggi ad Innsbruck al convegno sui cambiamenti climatici.

Gestione transfrontaliera del rischio di catastrofi naturali e possibilità di soluzione a livello generale. Questo il tema affrontato oggi nella sede del Landstag di Innsbruck, il Parlamento del Tirolo austriaco. Una giornata di studio e confronto accademico, promossa dalla presidente Sonia Ledl Rossmann con la Commissione europea, l’ateneo tirolese e l’Istituto per il federalismo austriaco. Un contributo di livello allo sforzo in atto per alzare l’asticella delle collaborazioni transfrontaliere a livello di Euregio, a partire dalle emergenze naturali, come lo è stata la tempesta Vaia dell’ottobre 2018.

Il Consiglio provinciale di Trento ha voluto esserci attivamente. Il presidente Walter Kaswalder è arrivato assieme al collega presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, al presidente della Commissione consiliare speciale sui danni di Vaia, Ivano Job, infine con i consiglieri Luca Guglielmi, Denis Paoli, Gianluca Cavada, Devid Moranduzzo e Lorenzo Ossanna. Kaswalder ha portato un saluto e un messaggio, al pari del collega bolzanino Josef Noggler.

Il tema posto da questo convegno – ha detto – è di estrema attualità, ci riguarda tutti ed è un terreno comune dei nostri territori alpini. La tempesta dell’ottobre 2018, che è stata chiamata Vaia ed ha prodotto un’autentica devastazione nei boschi del Trentino, del vicino Veneto e dell’Alto Adige, è un monito ineludibile per chi ha responsabilità di governo. Quel fenomeno atmosferico estremo ci ha detto che solo la prevenzione sarà l’arma a nostra disposizione per minimizzare gli eventi futuri e le loro possibili conseguenze nefaste. I disastri prodotti dalla natura non guardano ai confini statali o amministrativi e per questo devono essere affrontati con la stessa logica: abbattendo i confini e sviluppando partnership e collaborazioni transfrontaliere.

Noi possiamo contare sull’esperienza già solida della dimensione Euregio e su questa possiamo fare leva per lavorare assieme. La mia collega presidente Ledl Rossmann ha opportunamente già iscritto al programma di lavoro del prossimo Dreier Landtag una mozione che valorizza i contributi di questo convegno, prefigura l’impegno diretto dell’ateneo tirolese e sprona Trento, Bolzano e Innsbruck a muoversi insieme, guardando anche alla Baviera e al cantone svizzero dei Grigioni. Noi ci siamo, auspicando naturalmente il cointeressamento delle istituzioni scientifiche e di ricerca trentine e uno sguardo attento anche nella direzione delle confinanti regioni italiane colpite dal disastro di un anno fa.

Il Presidente della Commissione speciale Ivano Job ha descritto i fatti dell’ottobre 2018 delineando le dimensioni del disastro in Trentino (360 milioni di euro e 4 milioni di metri cubi di piante abbattute) e auspicando un rafforzamento degli accordi tra Trentino e Tirolo per il trattamento del legname schiantato.

Tra i relatori oggi c’era anche la professoressa Anna Simonati di Trento, che da amministrativista ha fatto una disamina importante degli strumenti normativi attuali, giungendo a consigliare una ricognizione delle best practice già sperimentate nei nostri territori in occasione di gravi emergenze, ricognizione da cui partire per la proposta di una legge provinciale che offra una cornice e un riferimento flessibile ai futuri interventi di protezione civile da mettere in atto per o con i territori confinanti, andando a colmare l’attuale vuoto legislativo.

Tra gli ospiti di oggi anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che ha menzionato interazioni particolarmente virtuose come quella tra Friuli e Slovenia o quella tra la Galizia spagnola e il Portogallo meridionale, regioni che hanno messo in comune formazione dei volontari ed esercitazioni sul campo. Ciambetti immagina addirittura un Corpo europeo di solidarietà, una sorta di Erasmus per la crescita di una futura leva di esperti e volontari.

Ci sarà molto cammino da fare, posto che in queste materie, l’ha messo in chiaro stamane il professore Walter Obwexer, la sovranità degli Stati rimane intoccabile e ci si deve muovere in un terreno nuovo e volontaristico tra territori, nello spirito della Convenzione di Madrid.

Luca Zanin

Presente anche una rappresentanza del Gruppo consiliare Lega Salvini Trentino al Convegno organizzato dall’Assemblea legislativa del Land Tirolo dal titolo Science Meets Parliaments. “Abbiamo ritenuto importante partecipare a questo incontro anche per capire e prepararci a nuove sfide che riguardano il delicato argomento delle catastrofi naturali e la possibilità di trovare soluzioni in merito”, hanno affermato i Consiglieri Denis Paoli, Devid Moranduzzo, Gianluca Cavada, Roberto Paccher e Ivano Job presenti al Convegno in quanto rappresentanti della delegazione del Gruppo consiliare Lega Salvini Trentino. Questi hanno poi aggiunto: “Il cambiamento climatico, la progressiva estensione delle zone abitate e un‘urbanizzazione ad alta densità pongono all‘arco alpino delle sfide riguardo a rischi naturali come alluvioni, smottamenti, frane, caduta massi e valanghe.

Tali pericoli non si fermano ai confini, e per questo una gestione transfrontaliera del rischio di catastrofi naturali appare decisiva. La Lega al governo del Trentino ha dimostrato già dai primi giorni di Governo la sua particolare attenzione alla questione catastrofi naturali: non possiamo infatti dimenticare la tempesta Vaia, un imprevedibile evento di forza inaudita con precipitazioni da record, ma affrontato con capacità e caparbietà sia durante l’infausta catastrofe sia, successivamente, con la ricostruzione e messa in sicurezza del territorio”.

“Nelle settimane e nei giorni in cui, in Trentino, le Forze dell’ordine stanno monitorando il fenomeno dello spaccio con esiti concreti – nelle scorse ore i Carabinieri della Stazione di Arco hanno arrestato due extracomunitari con mezzo kg di marijuana e 1.500 euro in contanti, mentre a Trento, appena una settimana fa, quattro persone sono state fermate e segnalate al Commissariato del Governo -, non posso che esprimere, anzi rinnovare tutto il mio appoggio al contrasto del traffico ma anche del consumo delle sostanze stupefacenti.

A questo proposito – anche alla luce dell’allarmante diffusione della marijuana «arricchita» e delle cosiddette «Nps», acronimo che sta per nuove sostanze psicoattive – mi auguro che si possa intensificare l’opera di prevenzione, che già viene garantita da iniziative come “Scuole sicure”, che ha recentemente portato ad una decina di denunciati e che, lo scorso anno, si è concretizzata nelle scuole trentine in 100 giornate con un impiego, della sola Polizia di Stato (in totale, spalmato sulle 100 giornate), di circa 800 agenti. Tutte cose più che positive, intendiamoci. Ma ritengo occorra fare ancora di più.

Lo dico alla luce di elementi noti agli esperti quali, anzitutto, la diminuzione del costo delle sostanze stupefacenti. Ciò ha reso più accessibile la droga anche ai giovani, a cui viene sempre più spesso offerta per provare o che provano per imitare i coetanei ed “inserirsi” nel gruppo. Tutto questo, segnalano gli esperti, ha favorito un ritorno alle droghe pesanti, consumate spesso anche da minorenni. La conseguenza è che anche a Trento, non da oggi, si segnalano tentativi di diffusione dell’uso di crack, droga, come noto, ancora più micidiale dell’eroina, che produce immediata dipendenza ed elevata aggressività, portando chi ne fa uso a compiere qualsiasi azione per procurarsela, oppure anche gesti di violenza gratuita.

Per questo sono convinta – nell’ambito di un dialogo positivo, continuo e costruttivo con le Forze dell’Ordine – che serva più che mai il piano di prevenzione che la Provincia, su lodevole iniziativa del Presidente Fugatti, sta predisponendo avvalendosi della riconosciuta competenza del dottor Federico Samaden, ex direttore di San Patrignano e Sert. Un piano a cui auspico venga affiancata una campagna che includa anche i nuovi mezzi di comunicazione social dei ragazzi, nella convinzione che su questa partita non si gioca «solo» il contrasto alla criminalità, ma anche la formazione delle basi valoriali delle nuove generazione nonché, nel nostro caso, del Trentino di domani. Una sfida che quindi dobbiamo assolutamente vincere”

È quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi.

Pier Luigi Bersani commenta l’uscita dal Pd di Matteo Renzi e prospetta la nascita di una nuova cosa a sinistra.

«Renzi ha voluto trovare il modo per stare al tavolo» queste secondo Pier Luigi Bersani le ragioni della Scissione Pd voluta dall’ex premier Matteo Renzi. «Serve una chiamata a raccolta di una sinistra civica, cattolica, ambientalista. Con un vestito nuovo. Mi aspetto che ci sia un’iniziativa larga» ha poi continuato l’ex del intervistato da Luca Sappino per Tagadà.

 

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Presentazione della Serie. Nel finale della prima stagione, Rosy – arrestata dalla polizia per il tentato omicidio della sorellastra e madre adottiva di suo figlio, Regina Mainetti – giura al suo piccolo Leonardo che nulla potrà dividerli, nemmeno Dio, e che non ci saranno muri e ostacoli davanti a loro. È questa la sua ultima promessa, sussurrata tra le lacrime, prima di lasciarlo.

 

Sono trascorsi sei anni da quel giorno. Le porte del carcere di Palermo si stanno per aprire davanti a Rosy Abate e questo non la riempie solo di gioia, ma anche di preoccupazione.

Leonardo è cresciuto da solo in una casa-famiglia a Napoli e da qualche tempo ha smesso di dare sue notizie. Al timore di questo allontanamento si aggiungono le minacce di Regina – sua rivale affettiva – decisa a tutto pur di vendicarsi. Con queste paure, ma finalmente libera di tornare alla sua vita, il solo obiettivo di Rosy è riprendersi suo figlio, stare insieme a lui…

… ma appena sbarcata nella sua nuova città, Rosy è costretta ad affrontare una situazione ben più pericolosa di quanto poteva immaginare. Da bambino innocente Leonardo è diventato un adolescente ribelle e problematico, che sembra sentire dentro di sé il richiamo del sangue degli Abate, la vocazione alla criminalità.
Quello di Rosy e Leonardo sarà un percorso fatto di ostacoli, rancori e vendette in cui madre e figlio dovranno imparare a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra.
Riuscirà Rosy a salvare suo figlio prima che sia troppo tardi?
Se la Rosy della prima stagione è stata una madre coraggiosa alla ricerca di suo figlio …
… è in questa stagione che l’ex Regina di Palermo dovrà lottare per difenderlo.

“La famiglia prima di tutto”.

 

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Dopo aver ritrovato suo figlio, Rosy Abate ha passato gli ultimi sei anni in carcere. Ma adesso che può finalmente riabbracciarlo, la donna si trova davanti un Leonardo diverso da quello che ricordiamo: il bambino innocente di un tempo ha lasciato il posto a un ragazzo inquieto e tormentato.
Sullo sfondo di una Napoli mai raccontata, la nuova sfida di Rosy sarà salvare suo figlio da un destino criminale che potrebbe costargli la vita.
Per farlo, la Regina di Palermo dovrà rimettersi in gioco e affrontare il nemico più insidioso che abbia incontrato finora: Antonio Costello, boss della camorra più invisibile e aristocratica, che Leonardo vede come il padre che non ha mai avuto.

A complicare le cose, il legame d’amore che sboccia tra Leonardo e la figlia adolescente di Costello, Nina.
Rosy potrà contare sull’aiuto del poliziotto Luca Bonaccorso, ma dovrà anche guardarsi le spalle dalla minaccia di Regina Mainetti, tornata per vendicarsi e riprendersi suo figlio.
Riuscirà Rosy a salvare l’anima e la vita di Leonardo senza perdere le sue?

 

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Il rapporto tra Rosy Abate e il suo bambino appartiene all’immaginario televisivo da quasi dieci anni. La sfida di questa seconda stagione è stata quella di raccontare un incontro-scontro epico e viscerale tra una madre e un figlio finalmente alla pari.

Il Leonardo Abate di Vittorio Magazzù è un giovane affamato di amore e avventura, un animo solare alla ricerca della propria identità, che sta cedendo alla tentazione del crimine. Dal canto suo, Rosy, nell’interpretazione continua ed emozionante di Giulia Michelini, è una madre empatica ma impreparata al confronto, un crepuscolo attraversato da bagliori di gioia e di speranza, sotto al quale covano le furie, le passioni (e i metodi) dell’ex Regina di Palermo. Dal primo minuto, Rosy e Leo sono uniti dall’amore ma segnati dal passato e divisi dal destino.

È per seguire l’evolversi di questo rapporto che il flusso narrativo si sdoppia in due punti di vista, avvitati come una doppia elica. Dopo il road-movie itinerante del primo capitolo, la seconda stagione sbarca a Napoli ed assume la forma di un noir a due, scendendo nel labirinto di luci ed ombre della metropoli partenopea.

La Napoli dei Costello, la famiglia di misteriosi e affascinanti antagonisti degli Abate, è sognante, piratesca e letale, pervasa di minacce ma anche di calore e ironia. Un luogo dove cavalcare gli elementi, sfidando la sorte e la legge. Avvicinandoci ai personaggi, che scoviamo piccoli e abbarbicati su scogliere, grotte e castelli a picco sul mare, arriviamo a udire i loro bisbigli e a entrare nei loro pensieri. E lì, oltre alle schermaglie criminali e ai percorsi sentimentali, la macchina da presa incrocia un terzo livello, ancora più intimo e magico, fatto di incubi, presagi e ricordi. In fondo ad ogni vicolo o sotterraneo può infatti annidarsi una proiezione onirica, la manifestazione di un’ossessione, o uno dei demoni repressi che madre e figlio cercano disperatamente di esorcizzare, pistola alla mano.

Alfreider: “Progetto BBT impensabile senza Konrad Bergmeister”

Il vicepresidente e assessore alla mobilità Daniel Alfreider desidera ringraziare l’Amministratore BBT uscente Konrad Bergmeister per l’eccellente lavoro svolto negli ultimi anni e decenni per la costruzione del tunnel di base del Brennero. “Bergmeister è stato uno dei garanti principali del progetto BBT. Uno dei suoi grandi meriti è stato quello di rendere partecipi tutte le persone interessate al progetto fin dall’inizio e di convincerle che il tunnel di base del Brennero è un progetto europeo straordinario che collega il nord e il sud dell’Europa. Senza di lui il progetto BBT non sarebbe dove è oggi”, dice Alfreider. Il suo lavoro diplomatico e la costruzione di una rete di collaborazione con Vienna, Roma e Bruxelles sono stati elementi altrettanto decisivi quanto la sua competenza tecnica e la sua convinzione europea. “Durante il percorso ci sono stati molti ostacoli, ma Bergmeister, in collaborazione con i vari colleghi del consiglio di amministrazione, i dipendenti, le istituzioni e soprattutto con la popolazione locale a nord e a sud del Brennero, è riuscito a portare avanti il progetto con un dialogo aperto e trasparente. Ha così gettato le basi per un’alternativa sostenibile della circolazione di persone e merci lungo il corridoio del Brennero per le prossime generazioni”, aggiunge l’assessore alla mobilità, che ringrazia sentitamente Konrad Bergmeister per il suo impegno, la sua lungimiranza e la sua collaborazione.

 

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Alfreider zu Bergmeister-Abschied: „BBT ohne ihn undenkbar“

Landeshauptmannstellvertreter und Mobilitätslandesrat Daniel Alfreider möchte sich beim scheidenden BBT-Vorstand Konrad Bergmeister für seine herausragende Arbeit beim Bau des Brennerbasistunnels in den letzten Jahren und Jahrzehnten bedanken. „Bergmeister war der Garant des Projektes BBT, er hat es verstanden die Menschen von Anfang an mitzunehmen und für dieses einmalige europäische Projekt, das Nord- und Südeuropa verbindet, zu gewinnen. Ohne ihn wäre das Projekt BBT nicht da, wo es heute ist“, sagt Alfreider. Seine Netzwerkarbeit in Wien, Rom und Brüssel waren dabei genauso ausschlaggebend, wie seine fachliche Expertise und europäische Überzeugung, so Alfreider. „Es gab viele Hürden, aber Bergmeister hat es in Zusammenarbeit mit den verschiedenen Vorstandskollegen, Mitarbeitern, Institutionen und vor allem mit der lokalen Bevölkerung nördlich und südlich des Brenners sowie vielen Projektbeteiligten geschafft, mit einem offenen und transparenten Dialog das Projekt weiterzubringen. Er hat damit das Fundament gelegt, für eine umweltfreundliche Alternative zum Personen- und Warenverkehr auf dem Brenner-Korridor für die nächsten Generationen“, ergänzt der Mobilitätslandesrat, der sich bei Konrad Bergmeister für seinen Einsatz, seine Weitsicht und Zusammenarbeit herzlich bedankt.

Controllo del vicinato e Serodoli, l’Assemblea provinciale approva due mozioni. Ieri sera, l’Assemblea provinciale ha approvato due mozioni: “CONTROLLO DEL VICINATO – un’opportunità per la prevenzione di criminalità e degrado” (approvata con 1 astenuto, primo firmatario Pierfrancesco Rensi) e “SERODOLI – azioni concrete per la salvaguardia del territorio trentino” (primo firmatario Giancarlo Gallerani approvata all’unanimità con una modifica).
Ecco i testi delle due mozioni così come approvati dall’Assemblea:

“CONTROLLO DEL VICINATO – un’opportunità per la prevenzione di criminalità e degrado”

Negli ultimi decenni le soluzioni al problema della microcriminalità e della sicurezza sono state principalmente due: aumentare le Forze dell’Ordine in servizio e aumentare le telecamere. Soluzioni che si sono rivelate insufficienti ad abbassare ulteriormente il numero di episodi criminosi, sia perché una copertura capillare del territorio avrebbe dei costi insostenibili, sia perché, almeno nella città di Trento, sono già state installate più di 600 telecamere (a Bolzano sono state recentemente portate a 250).

Serve quindi pensare a qualcosa di nuovo e grazie all’esperienza maturata nel Nord Italia, anche in Trentino si sta diffondendo il Controllo di Vicinato, un progetto in cui i cittadini, in modo organizzato e in collaborazione con le Forze dell’Ordine, contribuiscono a vigilare gli spazi in cui vivono e a segnalare potenziali situazioni pericolose.

Arrivato in Italia negli anni ’80 dagli Stati Uniti, oggi il Controllo di Vicinato è operativo in circa 300 Comuni italiani [1] e, oltre a alla sorveglianza della propria area, prevede l’individuazione delle vulnerabilità ambientali e comportamentali che costituiscono delle opportunità per gli autori di reati.

I cittadini si organizzano in piccoli gruppi (tipicamente 5-10 persone residenti in una zona non troppo estesa), che tra di loro comunicano situazioni di potenziale pericolo, con modalità che possono essere definite all’interno del gruppo stesso (telefonate, messaggi cartacei o, come avviene sempre più spesso, gruppi Whatsapp).

All’interno di questi gruppi viene individuato un coordinatore che gestisce le comunicazioni all’interno del gruppo, dà una formazione di base sull’attività da svolgere (cosa segnalare, che tipo di informazioni sono rilevanti, etc.) ed è colui che, dopo essere stato adeguatamente formato, si relaziona con le Forze dell’Ordine per effettuare le opportune segnalazioni a nome del gruppo. Il gruppo non si sostituisce in nessun modo alle Forze dell’Ordine, non fa indagini, non scheda le persone, non si intromette nella privacy delle persone, ma segnala le situazioni nelle quali i professionisti (Polizia, Carabinieri, etc.) possono intervenire nel migliore dei modi. Nelle situazioni di emergenza o di flagranza di reato, ovviamente, i cittadini sono tenuti ad avvisare direttamente il 112.

Quest’attività è segnalata da appositi cartelli, che hanno lo scopo di avvisare chiunque che il vicinato è attento e consapevole di ciò che accade in quell’area. I molti occhi dei residenti su spazi pubblici e privati rappresentano un deterrente contro i furti nelle case e un disincentivo ad altre forme di microcriminalità (graffiti, scippi, truffe, vandalismi, etc.).

Come sta avvenendo in altre progettualità (v. “Adotta un bene comune”, giornate del volontariato, etc.), si punta quindi sulla responsabilizzazione dei cittadini, per far sì che la cura dei beni comuni sia percepita sempre più come un’attività collettiva, da non demandare unicamente all’ente pubblico, allo “Stato”.

Dalle esperienze raccolte fin qui emerge che per favorire l’efficacia e il buon funzionamento del controllo di vicinato è importante che vi sia la fiducia tra i membri dei gruppi, una fiducia che inevitabilmente parte dalla conoscenza delle persone che risiedono nel vicinato. Gli aspetti positivi del Progetto vanno oltre l’ambito della sicurezza e della prevenzione del degrado: uno degli scopi è favorire le relazioni tra cittadini, creare occasioni di incontro e conoscenza tra residenti del vicinato. In questo modo si vuole dare una delle possibili risposte ad uno dei mali della nostra epoca, cioè la solitudine, l’isolamento delle categorie più deboli (anziani,…) e in generale lo sfilacciamento di quelle reti sociali che un tempo erano molto più robuste nelle nostre città e soprattutto nei nostri paesi.

In Trentino il Progetto è già stato avviato in vari Comuni (Trento, Rovereto, Riva del Garda, Arco, Drena, Dro, Tenno) e il Commissariato del Governo ha già firmato o firmerà a breve i protocolli di intesa coi Comuni interessati. Nelle Circoscrizioni di Trento, ad esempio, ci sono stati incontri informativi con la cittadinanza tenuti dai rappresentanti della Polizia locale e dell’amministrazione comunale, per presentare il progetto del Controllo di Vicinato e dialogare costruttivamente sul tema della sicurezza urbana.

L’Assemblea provinciale del PD del Trentino, quindi, auspica che queste pratiche vengano consolidate nei Comuni in cui le attività sono già iniziate ed invita gli Amministratori e i Circoli del PD a proporre questo Progetto nei loro territori, per dare risposte serie e realizzabili nel breve periodo a problemi cui la popolazione è sempre più sensibile, superando le risposte dei nostri avversari politici, orientate a fomentare le paure più che a trovare gli opportuni rimedi. Per essere realizzato, infatti, il Controllo di Vicinato necessita dell’iniziativa delle forze politiche locali, che possono comunque contare sulle mozioni già presentate e votate presso altri Comuni del Trentino (ad es. mozione n. 844/2019 del Consiglio comunale di Trento[2]).

Ciò premesso, si impegna la segreteria a predisporre le comunicazioni necessarie al fine di sottoporre il progetto all’attenzione di tutti i referenti territoriali del partito.

[1] Per ulteriori informazioni: Associazione Controllo del Vicinato – www.acdv.it e www.acdv.it

[2] https://www.comune.trento.it/Sezioni-politiche/Consiglio/Attivita-del-Consiglio/Mozioni-Ordini-del-Giorno/Mozione-Ordine-del-giorno-n.-844-del-2019

 

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“SERODOLI – azioni concrete per la salvaguardia del territorio trentino”

I temi del rispetto della natura e della salvaguardia dei beni comuni sono sempre stati al centro dei dibattiti e delle lotte di molti militanti del PDT delle Giudicarie e non solo. In passato sono stati ben difesi dai nostri/ e rappresentanti in Comunità di Valle, (in allegato alcuni documenti di Ilaria Pedrini) che riletti oggi si dimostrano di vivace attualità, nonostante siano del 2013-14.

L’atteggiamento, le decisioni passate, attorno alla tutela della zona di Serodoli, sono paradigmatiche di molte altre situazioni simili. “Grazie” all’allarme mondiale per il cambiamento climatico – che è in rapida espansione – le tematiche affrontate allora sono diventate ormai un dibattito strategico a livello mondiale e la loro gestione politica ancor prima che tecnica, adesso, deciderà il nostro e sopratutto il futuro dei nostri discendenti.

Il recente articolo sul Trentino intitolato “Patto per salvare Serodoli” del 22 agosto scorso, dove la presidente della Sat di Pieve di Bono Luigina Armani lancia l’idea di un’alleanza tra Sat e giovani di FridaysForFuture, l’inusuale nuova alleanza che ci coinvolge a livello nazionale, dove i temi della salvaguardia della natura riprendono forza, sono tutti fattori che ci indicano che è ora di muoversi senza esitazioni.

Una sintetica descrizione dei luoghi:

– Serodoli; – è bene ricordare – è una zona di alta montagna a circa 2700 m di altitudine, Serodoli è area naturalistica, appartenente alla rete Natura 2000 e SIC (sito di importanza comunitaria) – area rientrante in una Direttiva Europea recepita dal nostro ordinamento nel 2003, finalizzata alla conservazione degli habitat naturali. Si tenga conto che è stata definita come SIC – come forma di compensazione – dopo che da questa categoria era stata “espulsa” un’altra zona del Brenta per permettere lo sfruttamento sciistico ovvero prima gli interessi poi la natura!

– Il lago di Serodoli è un lago d’alta quota situato nella zona omonima ed è una delle 5, ripeto cinque, acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile accatastate presso l’Autorità del bacino del fiume Po (vedi aggiornamento APSS del 16-10-2015 inviato all’Autorità di bacino del Po). Vicino a lui non contemplati ma altrettanto preziosi ci sono altri laghi che potrebbero essere coinvolti dal piano sciistico. Basterebbe quanto sopra per considerare questi luoghi intoccabili. Siccome in passato le “non decisioni” i ritardi o gli atteggiamenti contraddittori ( vedi atteggiamento su Acqua bene comune e per Serodoli la votazione in Provincia del 14-03-2014) ci hanno alienato una buona fetta di elettorato, ma soprattutto hanno permesso scelte potenzialmente dannose non tanto per il PDT ma per tutti i cittadini , non vorremmo ricadere negli stessi errori perché ormai il tempo del tergiversare è scaduto.

Ecco quindi un brevissimo elenco dei pericoli che stanno per riaffacciarsi sulle nostre montagne:

– ora in Provincia governano proprio le forza politiche che erano favorevoli a mettere mano all’ampliamento dell’area sciistica, facile prevedere che chi è interessato si faccia avanti;

– l’area verrebbe stravolta per sempre dato che per spianare le piste si dovrebbe fare largo uso di ruspe e dinamite (letteralmente la tonalite è dura e non ricresce di certo);

– l’area e tutte quelle sottostanti verrebbero inquinate irrimediabilmente dall’impatto della neve artificiale che fisicamente non è uguale a quella naturale alterando il ciclo biologico dell’ambiente circostante.

– siccome molti soldi della PAT e anche della UE ovvero soldi nostri, sono andati a favore degli impiantisti e le risorse pubbliche in calo, il pericolo di sperpero di denari pubblici è dietro l’angolo.

Si potrebbe obiettare che gli impianti creino manodopera, ma nel 2019 dobbiamo chiederci è questa la manodopera che vogliamo per il futuro del Trentino.

Ciò premesso: Si afferma che, come già espresso nel programma del Pd del Trentino per le elezioni provinciali del 2018 e dal Circolo PDT dei Giudicariesi “Anna Pironi”, l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico del Trentino si dichiara contraria ad ogni tipo di intervento invasivo nella zona di alta montagna, compresa l’area di Serodoli. In particolare si chiede alla parte operativa del PDT di programmare e mettere in atto azioni, politiche e divulgative, per la sua salvaguardia.

Inoltre, dato che queste tematiche non possono e non devono essere circoscritte al caso singolo di Serodoli si chiede di programmare una assemblea interamente dedicata al tema ambientale così da poter dare alle nostre Commissioni un indirizzo più chiaro verso cui orientare il loro lavoro su queste tematiche.

 

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Partito Democratico del Trentino

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