Settembre mese di vacanze. Tre italiani su dieci fanno ferie a settembre e per uno su cinque questa è la vacanza estiva principale con una durata media di 6 notti fuori casa. Sono soprattutto i giovani che preferiscono fare la valigia a settembre, complice magari anche il fatto che aumentano le offerte, c’è meno affollamento e i costi della vacanza sono più abbordabili.

L’Italia rimane in cima alle preferenze di viaggio del prossimo trimestre per quasi 8 italiani su dieci. Le mete preferite sono Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Campania, mentre per quanto riguarda le destinazioni estere si pongono in evidenza Spagna, Grecia e Francia.

Quasi 3 italiani su quattro, nel momento della scelta di una destinazione, sono disposti a pagare qualcosa di più per ricevere servizi che tutelino maggiormente l’ambiente e al tempo stesso vorrebbero avere sempre più informazioni riguardo alla gestione sostenibile adottata dagli operatori.

Sono in sintesi i risultati dell’analisi mensile di Confturismo/Confcommercio e Istituto Piepoli, sull’indice di fiducia del viaggiatore italiano, che nel mese di agosto ha raggiunto 74 punti, valore mai registrato in precedenza. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno la fiducia è cresciuta di tre punti, mentre è di due punti l’incremento rispetto a luglio.

 

LA RILEVAZIONE IN DETTAGLIO

Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli, ha effettuato la consueta analisi dell’indice di fiducia del viaggiatore italiano.
Nel mese di agosto l’indice ha registrato il valore più alto di sempre, pari a 74 punti: tre punti in più rispetto allo stesso mese del 2018.

Con riferimento a luglio, la crescita dell’indice è stata invece di due punti, a riprova di una percezione complessivamente positiva. Si ricorda che il dato relativo all’indice di fiducia è un “sentiment”, vale a dire riesce a dare un’indicazione rispetto al futuro.

Per quanto riguarda settembre, circa 3 italiani su dieci faranno una vacanza durante questo ultimo mese d’estate.

 

Circa 2 italiani su dieci faranno di questa vacanza settembrina quella principale, ma solamente per il 5 per cento questo fatto è una novità. In generale, negli ultimi cinque anni, quasi 3 italiani su dieci hanno effettuato nel mese di settembre la vacanza principale.

 

La durata media è stata superiore alle 6 notti, mentre sono stati soprattutto i giovani che hanno preferito questo periodo dell’anno. Le motivazioni sono varie, ma indubbiamente settembre è scelto perché costa meno. Tuttavia il motivo principale è la tranquillità, perché, in generale, le mete sono meno affollate.

 

 

Uno dei trend emergenti in vacanza è indubbiamente la sostenibilità.

Quasi 3 italiani su quattro, nel momento della scelta della destinazione, sarebbero disposti a pagare qualcosa in più per ricevere servizi che tutelino maggiormente l’ambiente e al tempo stesso vorrebbero avere maggiori informazioni sulla gestione sostenibile adottata dagli operatori.

 

La sostenibilità è dunque uno dei fattori chiave per il turismo del futuro, come mostrato dai dati dell’analisi.

L‘Italia rimane al primo posto nella scelta di viaggio per quanto riguarda il prossimo trimestre.

Le mete domestiche in cima alle preferenze sono Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Campania.

 

Sempre nel prossimo trimestre, per quanto riguarda le destinazioni estere, le mete del Mediterraneo sono le preferite: Spagna, Grecia e Francia in testa.

 

 

Di Pietro: “Dal governo gialloverde a quello giallorosso? Invertendo l’ordine dei colori l’arcobaleno non cambia. Sia il primo governo, sia questo governo è frutto di un accordo a tavolino in una stanza chiusa e non della volontà popolare. Autostrade? Invece di dire alla società Autostrade: allontanati dal Ponte Morandi perché l’hai fatto cadere, avrei detto: adesso lo rifai a spese tue sul modello che ti dico io e io ti controllo mentre lo fai. Accuse Di Matteo su Csm? Non facciamo di tutta l’erba un fascio, in tutte le categorie degli esseri umani possono esserci delle mele marce, ma buttare via tutto il cesto mi pare una semplificazione troppo azzardata. Conte? Bel discorso, ma promettere sempre la luna nel pozzo siamo tutti capaci. Conte ha promesso di tutto, ma avesse detto una sola parola di autocritica. Dalle mie parti si dice: chi parla forbito e sputa addosso a quello con cui stava prima non mi è mai piaciuto.

Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Dal governo gialloverde a quello giallorosso. “Invertendo l’ordine dei colori l’arcobaleno non cambia –ha affermato Di Pietro-. Sia il primo governo, sia questo governo è frutto di un accordo a tavolino in una stanza chiusa e non della volontà popolare. Quando un governo non rappresenta la maggioranza degli italiani meglio andare al voto che accordarsi tra partiti che fino al giorno prima hanno detto peste e corna dell’altro. Se un partito dice che è un’alternativa a un altro partito e poi li vedo al letto insieme non lo condivido. E’ legittimo, ma questo modello non lo condivido come cittadino”.

Su Autostrade. “La strada giusta è avere le strade giuste. Invece di dire alla società Autostrade: allontanati dal Ponte Morandi perché l’hai fatto cadere, avrei detto: adesso lo rifai a spese tue sul modello che ti dico io e io ti controllo mentre lo fai. Io sono dell’idea che chi rompe paga. Oggettivamente è una situazione molto difficile, ancora più complicato se metti insieme una struttura per fare i ponti che i ponti non li faceva”.

Di Matteo sul Csm: le correnti si formano come le mafie. “Non facciamo di tutta l’erba un fascio. In tutte le categorie degli esseri umani possono esserci delle mele marce, ma buttare via tutto il cesto mi pare una semplificazione troppo azzardata. Non vorrei che per combattere questo tipo di lobby si faccia un’altra lobby uguale e contraria. Vanno modificate le modalità di composizione del Csm, io sono per il sorteggio”.

Sui rapporti con Berlusconi. “Grazie a Dio ho avuto a che fare con Berlusconi solo in due casi. Una volta quando ha avuto l’incarico e mi aveva proposto di fare il ministro, io ho rifiutato. La seconda volta quando in aula ho preso la parola e l’ho chiamato ‘Signor presidente del Consiglio che non c’è’, perché appena ho iniziato a parlare è scappato”.

Sul M5S. “Giudico i risultati. Conte ha fatto una sommatoria di belle frasi fatte dette in un italiano perfetto, ma sono discorsi triti e ritriti che sono belli da sentire. Io vorrei vedere più cose fatte. A promettere sempre la luna nel pozzo siamo tutti capaci. Conte ha promesso di tutto, ma avesse detto una sola parola di autocritica. Dalle mie parti si dice: chi parla forbito e sputa addosso a quello con cui stava prima non mi è mai piaciuto”.

E’ in corso dalle prime ore della mattina, una vasta operazione della Polizia di Stato di Torino, coordinata dal Gruppo Criminalità Organizzata della locale Procura della Repubblica, nei confronti delle frange ultrà della Juventus. Nell’ambito dell’operazione denominata “Last Banner”, la DIGOS di Torino sta eseguendo n.12 misure cautelari nei confronti dei capi e dei principali referenti dei “Drughi”, di “Tradizione-Antichi Valori”, dei “Viking”, del “Nucleo 1985” e di “Quelli … di via Filadelfia”, indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

 

 

Sono in corso – con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – n.39 perquisizioni con la collaborazione delle DIGOS di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi di n.37 fra i principali referenti dei summenzionati gruppi ultrà (ed anche del “N.A.B. – Nucelo Armato Bianconero”), anch’essi indagati nell’ambito della medesima indagine.

L’attività di indagine dei poliziotti della DIGOS – svoltasi per oltre un anno – è scaturita da una denuncia sporta dalla Juventus ed ha consentito al Gruppo Criminalità Organizzata della Procura di Torino di acquisire incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della citata società calcistica.

L’interruzione, alla fine del campionato 2017/18, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà ha infatti determinato, sin da subito, una “reazione” dei leader storici che, hanno definito una capillare strategia criminale per “ripristinare” quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione “di forza” nei riguardi della Juventus.

E’ stata inoltre accertata la capillare attività dei “Drughi” per recuperare centinaia di biglietti di accesso allo stadio per le partite casalinghe della Juventus, avvalendosi di biglietterie compiacenti sparse su tutto il territorio nazionale.

Popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, gravemente deprivata e persone che vivono in famiglie a intensità lavorativa molto bassa (2004-2018).

Le famiglie a intensità lavorativa molto bassa sono le famiglie dove le persone in età lavorativa (18-59 anni, con esclusione degli studenti 18-24) hanno lavorato, nell’anno precedente, per meno del 20 per cento del loro potenziale.

Fonte: Eurostat