“Mercato del Lavoro (dati II trimestre 2019): preoccupazione per l’aumento della disoccupazione in Trentino”. Dalla lettura dei dati sull’andamento del mercato del lavoro pubblicati in data odierna dall’ISTAT nazionale e rielaborati su scala locale dall’ISPAT provinciale, emerge un elemento di preoccupazione: la riduzione del differenziale positivo tra il livello nazionale ed il Trentino che ha sempre caratterizzato il trend degli ultimi anni.

Mi riferisco in particolare al tasso di disoccupazione che in Trentino è aumentato, passando dal 5% al 5,6%, mentre a livello nazionale diminuisce (-0,4% rispetto al I trimestre e -0.9% rispetto all’anno precedente). Si tratta di variazioni minime ma pur sempre significative di un trend.

Appare evidente l’urgenza di una manovra provinciale che rimetta al centro la crescita, il lavoro e vere politiche industriali.

Il periodo di prova è finito anche per la nuova Giunta.

E’ chiaro che con gli slogan e con la sola propaganda non si governa e soprattutto non si risolvono i problemi.

E’ necessario rinnovare e rinvigorire un patto per lo sviluppo e la qualità dell’occupazione dopo mesi spesi ad inseguire la narrazione nazionale.

 

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Cons. Alessandro Olivi

Il fatto che la signora Conzatti dichiari di essere iscritta a Forza Italia nella regione Veneto, potrebbe anche farci piacere. Quello che invece è un fatto inequivocabile è che questa signora è stata eletta al Senato, nel Collegio del Basso Trentino, con i voti di una coalizione tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Che questo piaccia o no, le faccia piacere o no, è la realtà. Questi elettori lei, dovrebbe rappresentare e questi elettori NON vogliono il governo delle poltrone di Conte e Renzi.

Il comunicato emesso oggi dal Presidente Tajani, smentisce quanto dichiarato dalla signora Conzatti. Questa smentita, che la sbugiarda pubblicamente, rafforza la nostra richiesta di espulsione dal partito e dimissioni dal Senato della stessa, la quale neanche in questa occasione ha avuto il coraggio di dichiarare la verità, cioè di NON appartenere più né al centrodestra, né a Forza Italia, ma di essere in cerca di nuova collocazione al fianco di forze che non hanno nulla a che vedere con il nostro Movimento.

 

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Maurizio Perego

Commissario provinciale

La Lega, a Riva del Garda, è pronta per correre alle prossime elezioni comunali del 2020.

Continua senza sosta il lavoro dei militanti e dei sostenitori della Lega Salvini Trentino di Riva del Garda in vista dell’importante appuntamento elettorale che si svolgerà il prossimo anno. L’impegno di Grazioli e Zambotti, due consiglieri comunali, è sempre stato costante, tuttavia i consiglieri non sono stati gli unici a prodigarsi; c’è un gruppo, sostenuto dal referente Lino Fruner, che sta lavorando da diverso tempo per creare un programma politico serio e concreto. Oltre a queste persone, si sono uniti al gruppo anche tante donne, uomini, giovani e imprenditori, che intendono sostenere la Lega a Riva del Garda.

L’obiettivo ultimo è quello di correre per le elezioni in un paese così importante quale è quello di Riva. Dal punto di vista turistico, Riva difatti è, per il Trentino, una porta turistica d’accesso per tutti coloro che vengono da Veneto e Lombardia. Proprio per questo motivo si ritiene fondamentale presentarsi alle elezioni del 2020 con un programma che punti a valorizzare il Comune e che sia aperto a tutti i partiti o liste civiche che si vogliono confrontare e che sono alternativi al centro sinistra guidato da Mosaner.

Questo quanto dichiarato in una nota dal consigliere provinciale Devid Moranduzzo della Lega Salvini Trentino

«Impegnatevi con passione e continuità “ queste le parole dell’assessore Bisesti agli studenti trentini per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico. Sono 70.351 gli studenti trentini che oggi hanno ripreso le lezioni.

“Coraggio e ambizione per il futuro attraverso l’impegno” sono le parole chiave dell’augurio che l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti ha voluto porgere oggi agli studenti e agli alunni trentini in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico. “Il periodo che stiamo vivendo – ha proseguito l’assessore – è di grande incertezza e proprio per questo dovete proiettare lo sguardo verso il futuro e avere fiducia in voi stessi e nella comunità scolastica che vi accoglie e vi accompagna con tanto impegno”. L’assessore accompagnato dal dirigente generale del dipartimento istruzione Roberto Ceccato e dalla nuova sovrintendente scolastica Viviana Sbardella ha confermato l’attenzione della Giunta provinciale sul tema dell’istruzione “perché – ha detto Bisesti ai ragazzi – voi rappresentate la società di domani”.

Una giornata intensa e fitta di incontri quella di oggi per l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti che, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento istruzione Roberto Ceccato, ha voluto visitare alcune scuole del Trentino per dialogare con bambini e ragazzi e augurare così a tutti gli studenti della provincia buon anno scolastico. Per l’occasione vi è stata anche la prima uscita ufficiale della nuova sovrintendente scolastica Viviana Sbardella che, pur sottolineando l’alto livello di performance della scuola trentina, ha parlato del suo impegno che consisterà nel mettere a disposizione le sue competenze per costruire un dialogo aperto e costruttivo con la comunità scolastica al fine di adeguare la scuola alle sempre nuove sfide che la società moderna richiede.

Il dirigente Ceccato rivolgendosi a studenti e insegnanti ha detto : “Siamo consapevoli delle responsabilità che il nostro lavoro comporta. L’Amministrazione provinciale opera con costanza e dedizione per far si che al di là del successo formativo voi possiate vivere in un ambiente sereno e sano. Sappiamo bene quanto il benessere scolastico incida sulla formazione dell’individuo. Per questo continueremo ad impegnarci affinché possiate vivere il vostro percorso formativo nel modo migliore”.

La delegazione ha visitato la Scuola Primaria di Ravina, il Liceo “A. Rosmini” di Trento e l’Istituzione formativa paritaria Opera Armida Barelli di Rovereto. L’assessore, già studente presso il Liceo Rosmini, ha detto ai ragazzi : “L’incertezza dei nostri tempi si combatte con una solida base culturale e sociale. Il mio augurio è di essere cittadini attivi non solo nella scuola, ma anche nella società. Datevi degli obiettivi e lavorate per quelli, la scuola è qui per prepararvi e accompagnarvi in questo entusiasmante percorso. Auguro pertanto a tutti voi, alle vostre famiglie, agli insegnanti, al personale ausiliario un anno ricco di scambi costruttivi e di arricchimento”.

 

 

 

Domani, venerdì 13 settembre, alle 11.00 su Canale 5, il tribunale di “Forum” con Barbara Palombelli si occuperà di un caso davvero drammatico che riguarda un argomento controverso: l’aborto terapeutico.

Al centro della puntata la storia di una donna, incinta di un uomo che non intende occuparsi del bambino. Lei decide di portare comunque avanti la gravidanza. Ha 40 anni, e quella potrebbe essere l’ultima occasione per diventare madre.
Alla 20esima settimana però le diagnosticano un’anomalia genetica del feto. Da sola non si sente di affrontare la cosa e decide per l’aborto terapeutico.

Alla 22esima settimana si sottopone all’intervento: il bambino nasce vivo ma non vitale. Il medico, nonostante la volontà della madre di interrompere la gravidanza, fa comunque di tutto per rianimare il bambino che poi viene messo nella culla termica.
Dopo qualche giorno, il bimbo muore.
La signora cita il medico: ha sbagliato l’intervento e ha rianimato il bimbo senza chiederle l’autorizzazione. Il medico sostiene però che al momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e alle cure sanitarie. Sente quindi di aver agito secondo scienza e coscienza indipendentemente dalla volontà del genitore.

Tra gli ospiti: Marina Casini, giurista e presidente dell’associazione Pro-vita.
Giudice: Melita Cavallo.

Il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri in visita al presidente del Consiglio Walter Kaswalder.

Il colonnello Simone Salotti, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri, ha fatto visita, oggi pomeriggio, al presidente del Consiglio Walter Kaswalder. Un incontro durante il quale il colonnello Salotti e Kaswalder hanno avuto uno scambio di opinioni sulla realtà trentina, nei confronti della quale il colonnello dei Carabinieri ha espresso simpatia e interesse.

Salotti, inoltre, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra i Carabinieri, che hanno una presenza capillare sul territorio trentino con 6 compagnie e 72 stazioni, e le istituzioni soprattutto per contrastare i rischi di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata in Trentino. Il presidente del Consiglio, da parte sua, ha dato la più completa disponibilità alla collaborazione con l’Arma nei confronti della quale, ha ricordato, le nostre comunità e le amministrazioni locali hanno sempre dimostrato simpatia e piena fiducia.

Il colonnello Salotti, che viene dal comando della compagnia di Benevento ma conosce la nostra realtà regionale avendo prestato servizio in passato a Brunico, ha detto di aver accettato il comando di Trento con entusiasmo sapendo di trovare una struttura rodata e che funziona bene.

Walter Kaswalder, dando il benvenuto al nuovo comandante, gli ha fatto omaggio del volume “Cosa videro quegli occhi” che racconta il dramma dei trentini negli anni tragici della Grande Guerra. Omaggio che il colonnello Salotti, appassionato di storia, ha gradito molto.

L’assessore Spinelli: positivi i dati sull’occupazione. Insistiamo su formazione e lavoro femminile. Il commento al rapporto diffuso oggi dall’Ispat relativo al secondo trimestre 2019.

“Leggo con favore i dati diffusi oggi dall’Ispat sul buon andamento del mercato del lavoro nel settore industriale e in particolare manifatturiero, sicuramente favorito anche da un ripresa di vivacità dell’export. La Provincia autonoma è impegnata ad alimentare questo trend positivo, o ad attenuare possibili frenate dell’economia internazionale, puntando anche sul rafforzamento dell’offerta formativa, attraverso il sistema scolastico e dell’alta formazione. Il fattore umano, l’apporto che ciascun lavoratore può dare nel luogo in cui opera, ad ogni livello, è infatti determinante nelle politiche orientate allo sviluppo.

Fa inoltre piacere il dato relativo alla componente femminile, fondamentale per assicurare uno sviluppo equilibrato e diffuso al nostro sistema. Su questo spingeremo ancora con politiche che favoriscano la conciliazione lavoro-famiglia”.

Questo il commento dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli dopo la diffusione dei dati raccolti dall’Istat – e in Trentino dall’Ispat – sull’andamento di occupazione e disoccupazione nel secondo trimestre 2019. Rispetto al secondo trimestre del 2018 – si legge nel rapporto – la lettura integrata dei risultati della rilevazione fornisce riscontri positivi.

Il mercato del lavoro presenta un aumento dell’attività, dell’occupazione e una riduzione degli inattivi in età lavorativa. In particolare le forze di lavoro hanno raggiunto le 254mila unità, in crescita dell’1,9% rispetto ad un anno prima. La crescita maggiore dell’occupazione si riscontra nell’industria (7,1%) e, in particolare nel manifatturiero, con un aumento di poco superiore al 9%.

L’aumento complessivo è il risultato di una variazione positiva di entrambe le componenti di genere, anche se più marcata per le donne (3,9% rispetto allo 0,3% degli uomini).

Riuniti a Cagliari i presidenti delle Regioni e delle Provincie a statuto speciale. Il governatore Fugatti: “Dobbiamo essere vigili sulle spinte all’omologazione”.

“Un momento importante per ribadire le ragioni e le peculiarità delle autonomie speciali”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che ha partecipato oggi a Cagliari ad un incontro, promosso dal presidente della Regione autonoma Sardegna, Christian Solinas, fra i governatori delle Regioni e delle Province autonome. “Siamo qui – ha detto Fugatti – ognuno con le proprie particolarità che ci contraddistinguono a livello nazionale per iniziare un nuovo percorso istituzionale, finalizzato ad avviare un confronto con il nuovo Governo che potrà essere utile anche per spiegare le ragioni delle nostre specialità”.

“Dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione, perché sappiamo che le volontà di omologazione e di centralismo ci sono sempre state e possono tornare a farsi sentire, per cui dobbiamo impegnarci per ricordare le motivazioni storiche, linguistiche e sociali che hanno dato vita alle nostre prerogative, motivazioni che sono ancor oggi valide. Come autonomia trentina, abbiamo fatto importanti accordi con lo Stato, soprattutto sotto l’aspetto finanziario, accordi che vanno certamente rispettati, ma che possono anche essere approfonditi ed eventualmente ridiscussi. Guardiamo con interesse – ha aggiunto Fugatti – alle richieste di autonomia differenziata avanzate legittimamente dalle regioni a statuto ordinario, come Veneto e Lombardia. Più autonomia c’è a livello nazionale, maggiore autonomia ci sarà anche per le autonomie speciali, perché si innesta un percorso virtuoso – ha concluso – che può essere utile all’intero Paese”.

I presidenti hanno sottoscritto un documento, che prossimamente verrà firmato anche da Massimiliano Fedriga (Regione Friuli Venezia Giulia) e Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano), oggi non presenti di persona per impegni istituzionali, nel quale si riafferma “l’attualità e le ragioni storiche, politiche, culturali, socio-economiche e geografiche che hanno portato al riconoscimento e continuano a legittimare pienamente la specialità della loro autonomia”. È stato anche deciso di organizzare, dopo ben 13 anni (l’ultima fu ad Aosta nel 2006), la terza Conferenza delle Regioni a Statuto Speciale, che si svolgerà a Palermo nel mese di novembre.

 

“A fiducia incassata, guardo a Giuseppe Conte come ad una creatura politica così peculiare da addirittura risultare assente nel pur variegato panorama italiano degli ultimi decenni: riuscire a passare dall’essere alleato della Lega a spalla ed alleato della Boldrini è un qualcosa che nemmeno le più fervide fantasie avrebbero potuto immaginare.” commenta l’Assessore Mattia Gottardi, che prosegue: “Conte riassume in sé il coronamento dell’antipolitica che si fa establishment, dell’uomo qualunque al potere. Una versione rassicurante di quel prodotto del grillismo che consiste nel commissariamento della politica -cosa ancor più grave, del Governo dell’Italia- da parte di un sistema informatico che naviga con una totale assenza di controllo sui suoi impulsi.”

 

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A fiducia incassata, guardo a Giuseppe Conte come ad una creatura politica così peculiare da addirittura risultare assente nel pur variegato panorama italiano degli ultimi decenni: riuscire a passare dall’essere alleato della Lega a spalla ed alleato della Boldrini è un qualcosa che nemmeno le più fervide fantasie avrebbero potuto immaginare.

Tra le innumerevoli definizioni che del Presidente Conte si sono fatte in questi giorni, una su tutte mi ha colpito, “uomo per tutte le stagioni”, alludendo alla capacità, per dirla con una metafora calcistica, di indossare, apparentemente con la stessa affezione, la maglietta del Milan e dell’Inter. Francia o Spagna, purché se magna, come direbbe il Guicciardini.

Quest’espressione – uomo per tutte le stagioni – nasce da uno di quegli equivoci che fanno assumere ad un concetto il suo significato contrario. Originariamente questa era la descrizione che uno dei più grandi umanisti della storia del Vecchio Continente, Erasmo da Rotterdam, diede di un’altra personalità centrale della cultura europea e suo amico personale, Tommaso Moro: “omnium horarum homo”, un uomo per tutte le ore. Tommaso Moro fu un individuo unico nel suo genere, poliedrico e capace di innumerevoli abilità, in grado di armonizzare le sue attitudini spiccatamente concrete alla lucidità con la quale riuscì a stendere uno dei saggi che più hanno influenzato la politica negli ultimi 5 secoli, Utopia. Avvocato, politico che fece politica dal basso come Consigliere comunale a Londra per poi divenire Lord Cancelliere, giurista e canonista, padre di famiglia, studioso e consigliere spirituale. Un uomo per tutte le ore, appunto, perché per tutti lui c’era, le sue porte erano sempre aperte ed a tutti potevano risultare utili le sue rare capacità.

Com’è chiaro, Erasmo da Rotterdam non intendeva definire il suo amico come un trasformista, un opportunista. Tutt’altro.

Perché questa digressione? Mi ha incuriosito come questo gioco di parole potesse riassumere bene due mondi e modi opposti, oserei dire antitetici, di fare politica: giochiamo un attimo a paragonare, senza prenderci troppo sul serio, il modello Tommaso Moro ed il modello Giuseppe Conte.

Ambedue avvocati – forse l’unica cosa in comune -, Moro iniziò come detto la sua carriera politica dal basso, occupandosi di tracimazioni del Tamigi e di tutte quelle incombenze che ricadono sulle spalle dei Consiglieri comunali, ora come allora, mentre Conte si è trovato catapultato direttamente al vertice.

Se Moro, pur di non abiurare ciò nel quale credeva, andò incontro al patibolo che fece rotolare la sua testa sul pavimento di legno sotto i piedi del boia, Conte è riuscito a sorridere mostrando in conferenza stampa un cartello con scritto #DecretoSalvini per poi, nell’arco di un mese, bersagliare il leader della Lega di quotidiani attacchi personali.

Tommaso Moro e Giuseppe Conte sono anche portatori di due ideali diversi, od utopie -per usare il neologismo coniato dal primo.
Mentre Moro aveva dato forma all’espressione letteraria ed ideale di un cristiano che sapeva che possiamo sempre realizzare un mondo migliore che, se non perfetto, era comunque un buon luogo dove vivere partendo da contesto nel quale siamo inseriti, Conte riassume in sé il coronamento dell’antipolitica che si fa establishment, dell’uomo qualunque al potere. Una versione rassicurante di quel prodotto del grillismo che consiste nel commissariamento della politica -cosa ancor più grave, del Governo dell’Italia- da parte di un sistema informatico che naviga con una totale assenza di controllo sui suoi impulsi e che porta il nome, malauguratamente per lui, di un altro grande personaggio della cultura europea, Jean-Jacques Rousseau.

Mettendo un attimo da parte il filtro della coerenza -che i grillini non hanno alcuna possibilità di superare -, la politica è responsabilità, credibilità e capacità.

Nessuno obbliga nessuno a fare politica, ma quando si decide di occuparsene lo si deve fare seriamente e sapendo cosa la politica non è: non è spettacolo e non è un lavoro, anche se deve essere condotta con il medesimo grado di perizia ed attenzione che si investono nella propria attività lavorativa, come ha dimostrato Tommaso Moro che, non a caso, nel 2000 è stato proclamato Santo Patrono dei Governanti e dei Politici.

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Mattia Gottardi

Assessore Enti Locali e rapporti con il Consiglio

 

 

Zanotelli ai bambini di Livo e Rumo: “Formazione e impegno, per il bene di tutta la comunità”. L’assessore all’agricoltura oggi in visita in Val di Non per l’apertura dell’anno scolastico.

In modo del tutto informale, sedendo in mezzo al semicerchio dei bambini come a Livo o ascoltando in classe quanto hanno imparato assieme al loro insegnante a Rumo, l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli ha inaugurato il nuovo anno scolastico nelle scuole primarie dei due centri nonesi, accompagnata dal dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Bernardo Clesio” Matteo Lusso e dall’insegnante collaboratrice del dirigente Tiziana Clauser.

Rivolgendosi agli alunni radunati nell’atrio della nuova scuola di Livo, inaugurata appena due anni fa, l’assessore Zanotelli ha augurato loro un buon inizio di anno scolastico e, parlando anche delle proprie esperienze personali, ha sottolineato l’importanza della formazione: “Con quanto imparate a scuola e con l’impegno i risultati vengono raggiunti. È importante impegnarsi, per il bene di tutta la comunità” ha detto l’assessore. Quindi la visita alla scuola, accompagnata anche dal sindaco di Livo Ferruccio Zanotelli.

L’assessore si è recata subito dopo presso la scuola primaria di Rumo, dove ha trovato ad accoglierla il sindaco Michela Noletti, che aveva nel frattempo illustrato ai bambini il nuovo depuratore, un’importante opera a servizio del territorio che verrà presentata pubblicamente alla cittadinanza il prossimo mese di dicembre.
La scuola di Rumo da molti anni porta avanti un progetto di cooperativa scolastica che ha ricevuto importanti riconoscimenti e vanta un’esperienza sul campo che coinvolge i bambini, le loro famiglie e tutta la comunità.

A Rumo, infatti, con la guida di un vero e proprio Cda eletto dagli alunni, la cooperativa produce cereali e frutta, lavora farine, formaggi e alleva pulcini, nell’ottica di valorizzazione delle tradizioni agricole e di conoscenza di un corretto e sano stile di vita, a partire dall’alimentazione. “È bello vedere di persona tutte le vostre attività. La Giunta punta sulle giovani generazioni in agricoltura, voi rappresentate il futuro e siete un grande orgoglio per tutti noi. La Provincia è al vostro fianco in questo percorso”, ha concluso l’assessore Zanotelli, facendo i complimenti ai bambini e ai loro insegnanti.

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