di Paolo Flores d’Arcais

Stimato cardinal Bassetti, non appena insediato il nuovo governo, e a poco più di una settimana dalla prossima sentenza della Corte costituzionale sul caso Cappato, Ella ha voluto schierare tutta la potenza spirituale e mondana della Chiesa cattolica gerarchica italiana per ribadire la pretesa che sulla vita di ciascuno (perché il fine vita è parte della vita) il potere di decidere sia della sua Chiesa, anziché del cittadino che quella vita vive.

Ha infatti pronunciato, a nome della Conferenza episcopale italiana, dunque di tutti i vescovi, la condanna anticipata di una sentenza della Corte costituzionale che riconoscesse anche solo parzialmente la illegittimità dell’articolo 580 del codice penale (voluto dal regime fascista), e ha addirittura invitato il premier Conte ad abrogare i punti innovativi della legge contro l’accanimento terapeutico approvata appena un paio di anni fa.

Mi permetto perciò, stimata Eminenza, di rivolgerle una domanda semplice e in forma personale. Siamo praticamente coetanei, lei 77 io 75 anni, entrambi nell’età in cui la prospettiva che l’ultima parte della vita possa avere a che fare con malattia (anche inguaribile) e sofferenza diventa statisticamente più alta. È il prezzo che si paga all’inverosimile e positivo allungamento delle aspettative di vita consentite dai progressi della medicina.

Ora, di fronte all’evenienza di un fine vita di malattia e sofferenza Lei ed io abbiamo valori diversi e probabilmente faremmo scelte diverse. Come giudicherebbe la pretesa che fossi io a decidere sul suo fine vita? Demenziale, credo, di una prepotenza smisurata e indecente. Oltretutto insultante del principio per cui siamo tutti eguali in dignità e libertà. Avrebbe ragione, ovviamente. Sul suo fine vita vuole decidere Lei.

Perché, allora, sul MIO fine vita vuole di nuovo decidere Lei, anziché lasciare a me il diritto di scegliere? Cosa ha Lei più di me (di sovraumano, evidentemente) da farle avanzare una pretesa che riterrebbe giustamente folle e indecente se la avanzassi io nei suoi riguardi?

Lei ha infatti apoditticamente affermato: “Vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente”. E perché mai? Sarà vero per la sua ideologia e la sua fede, non per le mie convinzioni e i miei valori (e nemmeno per quelli di Sofocle, Seneca, Montaigne, Hume e una miriade di spiriti più magni di me e di Lei, o di cittadini a noi pari in dignità e libertà).

La sua risposta è “Perché la vita più che un nostro possesso è un dono che abbiamo ricevuto, e che dobbiamo condividere”. Temo che lei stia equivocando, Eminenza. Un dono è tale solo se lo si può rifiutare, o se se ne può fare quello che si vuole. Altrimenti non è un dono ma un obbligo, una condanna. E la vita non può essere una condanna, la condanna a vita è il sinonimo di ergastolo, non di vita come dono.

In realtà la vita di ciascuno di noi nasce dal caso, non abbiamo chiesto di essere messi al mondo. E se ad un certo punto il nostro essere al mondo diventa tortura, non si vede perché la Sua ideologia o fede dovrebbe diventare legge e norma dello Stato, cioè di tutti i cittadini, spessissimo non credenti o diversamente credenti (le faccio presente che credenti nel suo stesso Dio, come Hans Kung e tanti altri ritengono l’eutanasia un diritto, e lo fondano perfino cristianamente).

Converrà con me, stimata Eminenza, che dobbiamo essere una democrazia, dunque pluralista, non una teocrazia. Perché allora sul fine vita dovrebbe essere legge vincolante per tutti il Suo dogma, anziché essere sia Lei che io liberi di scegliere il nostro? Non si rende conto che la sua pretesa è analoga a quella di quanti vogliono imporre la loro sharia?

Ecco perché la invito a discutere pubblicamente con me su questi temi. Temo anzi di dover dire LA SFIDO. Ho la netta impressione che la Chiesa cattolica gerarchica stia schierando tutta la sua potenza mondana (nella speranza che il cattolicissimo premier sia sensibile) proprio perché si sente debole sul piano spirituale dell’argomentazione. La ho infatti invitata più volte a discutere pubblicamente dei temi bioetici sensibili, e lo stesso ho fatto con eminentissimi suoi confratelli. Ma su questi temi la Chiesa si sottrae al confronto pubblico, proprio mentre ribadisce i suoi ukase. Le ho fatto inviare il mio piccolo libro “Questione di vita e di morte” appena uscito da Einaudi, in cui espongo tutte le ragioni democratiche in favore del diritto all’eutanasia e discuto le obiezioni della Chiesa analiticamente.

Spero che questa volta la discussione verrà da Lei accettata e tutti i cittadini potranno ascoltare i pro e contro in un confronto diretto e per argomenti razionali.

SalutandoLa con la più grande cordialità, mi creda suo Paolo Flores d’Arcais

Pontida: verso 100 pullman dal Veneto, numeri record. Si avvia verso il numero record di un centinaio di pullman la presenza dei Veneti a Pontida. Migliaia di persone da tutta la regione – tra militanti, sostenitori e simpatizzanti – prenderanno parte tra sabato e domenica alla storica manifestazione della Lega sul tradizionale pratone (il clou è previsto domenica a partire dalle 11 circa, alle 14 circa il discorso di Matteo Salvini). Si tratta di numeri mai visti prima.

Non mancherà la massiccia adesione dei giovani da tutto il Veneto, che saranno impegnati da sabato per il tradizionale congresso, ospitato proprio a Pontida.

“Una partecipazione straordinaria, che ci riempie di gioia – dice Lorenzo Fontana a nome del direttorio veneto – : grazie a chi ci sarà e a chi ha messo in campo un enorme impegno organizzativo – sottolinea -. Il numero di adesioni ha superato di gran lunga ogni più rosea aspettativa, il segno evidente che c’è fermento e tanta voglia di sostenere Matteo Salvini e la Lega.

Sarà sicuramente una Pontida importante, dove sarà delineata la strategia della Lega per il futuro: siamo convinti che riusciremo a far valere le nostre idee e che torneremo al governo con una squadra finalmente unita e compatta, nell’interesse dei Veneti, del Paese e non di stati stranieri”.

I microfoni di “Dritto e Rovescio”, il talk show condotto da Paolo Del Debbio, in onda questa sera, alle 21.30 su Retequattro, hanno raggiunto Alessandro Di Battista che ha rilasciato alcuni commenti sulla nuova alleanza Pd-M5s, criticato le azioni del leader della Lega, Matteo Salvini e ha parlato di Matteo Renzi, di Luigi Di Maio, del premier Giuseppe Conte e del suo mentore, Beppe Grillo.

Di seguito alcuni passaggi dell’intervista:

Riguardo la precedente alleanza gialloverde, ha dichiarato: «State parlando con colui che è sempre stato un acerrimo nemico di Salvini, mi voleva “mandare a quel paese” tutti i giorni. Ho contrastato tantissimo anche la Lega da fuori il Parlamento. Personalmente Salvini, mi ha deluso quando si è dimostrato molto pavido di fronte a quelli che sono “i poteri forti”. Ho sentito un’intervista ad Andrea Orlando (Pd) in cui dice che, in questo Paese, i poteri forti non esistono; invece si chiamano “De Benedetti”, “Benetton”, “Caltagirone”, “Malagò”…sono questi i miei avversari. Per me il Pd resta il partito garante di questo sistema».

Sui possibili “errori politici” commessi dal leader della Lega, Di Battista è stato netto: «È vera la storia che Salvini ha proposto a Luigi Di Maio di fare il premier, lo posso garantire da fonti dirette. Fondamentalmente lui ha avuto lo stesso vizio di Renzi: un’ubriacatura di potere. Un’arroganza tale che l’ha fatto sentire il “re del mondo”. Tanta gente ai suoi comizi, tante foto…si è sentito amato più di ogni altro, ma ha sottovalutato le regole parlamentari e ha commesso un autogol clamoroso».
E ancora: «Ho rapporti diretti con ex ministri e politici della Lega, pubblicamente sono compatti e difendono il Capitano poi, privatamente, ne dicono di “peste e corna”».

Se Salvini abbia avuto cattivi consiglieri, ha detto: «Non lo so, so però che se non mantieni i piedi per terra, ancorati alla realtà, rischi di montarti la testa e, secondo me, si è montato la testa ed ha preso una craniata».

In merito al nuovo Governo, ha risposto: «Speriamo bene, che vi devo dire? Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito Democratico… Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio».

Sul premier Giuseppe Conte invece si è espresso così: «Non lo so. Staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati».

A Luigi Di Maio ha poi augurato: «In bocca al lupo. Gli auguro il meglio, di fare come sempre l’interesse del popolo italiano. Oggi, per me, l’interesse del popolo italiano, passa anche attraverso scelte coraggiose perché l’Italia è stata destabilizzata del tutto con scelte di politica estera scellerate, portate avanti soprattutto dal Pd».
Se Di Maio gli abbia proposto una carica all’interno di questo Governo, ha spiegato: «Credo che il partito democratico abbia, in un certo senso, posto dei veti. Però è pur vero che io avevo esternato, non dico pubblicamente, però lo scrivono i giornali, uno scetticismo rispetto a questa cosa, quindi è anche comprensibile. Poi io sono un uomo piuttosto divisivo: le mie idee sono abbastanza nette da sempre e le metto sempre davanti a tutto. Per me le mie idee sono la cosa più importante che ho, oltre a mio figlio».

A proposito delle nuove strategie di Matteo Renzi, ha commentato: «Avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari – che comunque li ha messi quasi tutti lui i parlamentari che oggi sono nel Partito Democratico – e proverà a creare una sorta di “minoranza interna”: questo l’hanno sempre fatto all’interno del Parlamento della repubblica».
Con il rischio di staccare la spina? «Non lo so. La convenienza personale viene sempre posta davanti agli interessi del Paese. Io non sono così. Personalmente se avessi pensato sempre e solo alla convenienza personale, avrei fatto un’altra carriera. Però per quanto mi riguarda, Renzi è così. Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco…Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari, non sarebbero stati candidati da Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza».

Parlando poi di Beppe Grillo, ha dichiarato: «Oggi riflettevo sempre su una cosa di Beppe che non viene mai detta: ha rinunciato a una valanga di soldi per dare una mano al Paese. Perché questo è stato Beppe Grillo quando ha messo in piedi il Movimento 5 Stelle, l’ha fatto esclusivamente per il bene collettivo, per l’interesse generale e per le sue idee». E ha aggiunto: «Gli riconosco un’onestà intellettuale che poche altre volte ho trovato in altri in esseri umani. Gli sono molto grato perché senza di lui non avrei mai potuto fare un’esperienza in parlamento e oggi, se ho anche delle opportunità a pubblicare dei libri, scrivere delle cose, essere conosciuto, è grazie a questa esperienza, non certo perché sia diventato Hemingway».

E ha concluso: «Faccio un grande in bocca al lupo a questo governo sperando che soprattutto si occupi degli ultimi e oggi, per me, l’unico modo per occuparsi degli ultimi in Italia, è aggredire con le sacche di potere le oligarchie a cominciare da una legge seria sul conflitto d’interessi che, secondo me, ripeto: se non c’è mai stata in Italia, più che per responsabilità di Berlusconi, è stata per responsabilità della Sinistra. Queste sono sempre state le mie idee e non le cambio».

Il rapporto tra sviluppo del territorio e crescita del turismo sta diventando sempre più importante. Se no a pochi anni fa le località turistiche bastavano a loro stesse, in un’articolazione autoreferenziale nell’orientamento dei flussi turistici, ora questo non basta più.

Nella competizione globale e nell’era di Internet, è la capacità di “fare sistema” e di offrire un prodotto unico, che rende una località più attrattiva di altre ed in grado di vincere la competizione internazionale. In questa prospettiva, anche il Trentino deve ragionare in un’ottica integrata, capace di valorizzare le specicità del territorio. Non solo grazie ad un protagonismo degli enti preposti alla promozione turistica, ma soprattutto grazie alla collaborazione dei molti soggetti, anche privati, che lavorano allo sviluppo del territorio.

La XX edizione della Bitm – Le Giornate del Turismo Montano – intende evidenziare le necessità, soprattutto per i territori di montagna, di fare rete e sistema, attraverso il confronto tra le diverse realtà che operano sul territorio per lo sviluppo turistico e mettendo in luce le frontiere che attendono tale crescita.

 

BITM 2019 programma generale

Alpine Forum on Smart Industry. 40 aziende presenti all’evento promosso da HIT sulla digitalizzazione delle imprese nelle regioni alpine.

Grande partecipazione ed interesse da parte degli attori economici e produttivi per Alpine Forum on Smart Industry. L’incontro – organizzato da HIT-Hub Innovazione Trentino e promosso dall’iniziativa europea EUSALP – svoltosi nella mattinata di giovedì 12 settembre 2019 a Rovereto, è stato un’occasione di confronto tra imprese ed esperti dell’innovazione per tracciare insieme le future linee di azione sulla trasformazione digitale e approfondire le strategie messe in campo per lo sviluppo delle piccole e medie imprese nell’area alpina, in particolare in quella trentina.

Ad aprire il programma della giornata sono stati l’ Assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca e Lavoro della Provincia Autonoma di Trento Achille Spinelli, il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, e il presidente di HIT Paolo Girardi, a cui sono seguiti importanti approfondimenti e testimonianze portati da rappresentanti di realtà imprenditoriali internazionali quali Electrolux, Schneider Electric e Skorpion Engineering, ma anche da imprese trentine che si sono distinte per aver avviato processi di digitalizzazione e innovazione ad alto contenuto tecnologico, come ad esempio Zanetti srl di Pergine Valsugana e Agraria di Riva del Garda.

Dai dibattiti sono emersi tre considerazioni strategiche condivise: la prima riguarda l’innovazione e la digitalizzazione come necessità fondamentali per dare prospettiva al business delle imprese, in particolar modo a quelle più piccole e collocate in territori montani. La seconda riguarda il ruolo sempre più centrale del Digital Innovation Hub, uno strumento ideato da HIT e Confindustria Trento, che consente di valutare direttamente con la singola azienda il grado di innovazione e maturità digitale dei suoi processi produttivi. Il terzo aspetto, nell’ambito di un’economia come quella trentina, è fortemente connesso al valore aggiunto che il contesto ambientale e la qualità della vita offrono a chi intende sviluppare attività di impresa e business nel nostro territorio.

L’approccio efficace portato avanti dalla Provincia di Trento e dai soggetti coinvolti è quello di ‘fare sistema’, dichiara Achille Spinelli, Assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca e Lavoro della Provincia Autonoma di Trento, segnalando come “l’evento di oggi porta stimoli e testimonianze per trasmettere alle imprese un messaggio di fiducia e apertura verso l’innovazione e la trasformazione digitale. In questo senso l’innovazione può essere un fattore determinante per il rilancio della competitività delle imprese delle regioni alpine soprattutto pensando alle piccole e microimprese nelle aree periferiche, perché lo sviluppo economico di un territorio passa anche attraverso la capacità delle proprie imprese di creare occupazione di qualità e prodotti e servizi competitivi anche cooperando con altre imprese delle regioni alpine vicine”.

“Il processo di introduzione di tecnologie digitali nei processi produttivi delle imprese trentine è fondamentale, aggiunge Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento. “L’ambiente è uno dei valori aggiunti del territorio, ma senza un forte processo di valutazione digitale, le imprese rischiano di incontrare difficoltà nel competere sui mercati sempre più global. In questo contesto, il Digital Innovation Hub trentino, promosso da Confindustria e HIT, andrà ad intensificare le attività di supporto alle aziende interessate ad intraprendere questo percorso, ormai necessario e ineludibile”.

All’interno della strategia macroregionale EUSALP, che riunisce 48 regioni e 7 paesi dell’arco alpino, HIT è alla guida del gruppo sulla Digital Industry, “proprio per favorire il passaggio efficace delle tecnologie sviluppate dai centri di ricerca del territorio verso le imprese trentine, anche attraverso la messa a disposizione di tecnologie, laboratori e competenze”, così dichiara Paolo Girardi, Presidente di Hub Innovazione Trentino.

Un ultimo tema molto rilevante affontato nel corso della mattinata riguarda “Digital Europe”, nuovo programma di finanziamento europeo per il settore, che prevede un investimento significativo in cinque aree di attività: intelligenza artificiale, cybersicurezza, supercomputer, utilizzo delle tecnologie digitali nell’economia e nella società e infine sviluppo delle competenze digitali.

Corridoio del Brennero: alleanza tra Baviera e Alto Adige. Nel corso dell’incontro tra Kompatscher, Alfreider e il ministro della Baviera Reichart a Bolzano si è parlato di soluzioni a lungo termine per il traffico di attraversamento sul Brennero.

Alto Adige e Baviera vogliono concordare misure per disincentivare il transito attraverso il Brennero sulla tratta Rosenheim-Verona e migliorare così le condizioni di vita per i residenti della zona. Solo attraverso la cooperazione si possono trovare soluzioni efficaci a lungo termine, si sono detti d’accordo il presidente Arno Kompatscher, l’assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider e il ministro della Baviera Hans Reichart. Alfreider ha sottolineato la necessità di adottare in futuro a livello europeo un sistema comune e coordinato di regolamentazione dei flussi veicolari tra Rosenheim e Verona per diminuire il traffico.”La stretta collaborazione con Baviera e Tirolo è per noi di fondamentale importanza per giungere a un sistema coordinato, organico e sinergico di gestione del traffico” ha sottolineato Kompatscher. Obiettivo comune sarà quello di coniugare l’interesse delle categorie economiche e quello dei Comuni che si trovano lungo l’asse del Brennero.

“Vogliamo incrementare la capacità e la qualità del traporto su rotaia, per offrire così al mercato la necessaria alternativa per fare in modo da spostare il più possibile il trasporto delle merci dalla gomma” ha chiarito Kompatscher. Nel sottolineare l’importanza della collaborazione anche con i partner italiani, Alfreider ha ribadito l’impegno per giugnere a politiche europee condivise. “Vogliamo investire in progetti concreti, non in polemiche. Pertanto, la decisione più importante da prendere al più presto insieme ad Austria e Germania è l’adozione di un pacchetto di misure che alleggerisca il corridoio del Brennero e in particolare l’impatto del traffico per gli abitanti della zona, fino a quando non sarà percorribile il Tunnel di Base del Brennero” ha sottolineato Alfreider. “Dobbiamo fare affidamento sulla cooperazione e unire le forze intervenendo rapidamente per il bene dei cittadini” ha aggiunto Alfreider. Importante per il futuro è anche il potenziamento del trasporto passeggeri nel settore ferroviario, fondamentale per spostare il traffico dall’autostrada alla ferrovia.

 

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Rendere il treno interessante per il traffico privato

“Rendere i collegamenti ferroviari più interessanti è il modo migliore per alleggerire le strade” ha affermato Reichart, che si è detto convinto dell’inutilità di fughe solitarie in avanti. “Migliori offerte nel trasporto locale di passeggeri ci consentiranno di spostare ancora più mobilità dalla strada alla ferrovia e ad altri mezzi di trasporto ecologici” ha affermato Reichart. Nel corso della riunione è emerso unanime il parere che la costruzione della galleria di base del Brennero rappresenti un passo fondamentale verso uno spostamento a lungo termine del traffico sulla rotaia. Tuttavia, sono necessarie sin d’ora misure ambientali ed economiche concordate con l’Unione Europea da mettere in pratica fino all’apertura del tunnel nel 2026. Altrettanto importante è la costruzione delle tratte d’accesso sia in Alto Adige che in Baviera.

 

*Creare incentivi per il trasporto ferroviario

Sono state inoltre analizzate varie possibilità per migliorare il trasporto a lunga distanza tra Germania e Italia, come incentivi per lo sviluppo della tecnologia dell’idrogeno, l’acquisto di camion più puliti e silenziosi, un forte programma di investimenti nella tecnologia del trasporto merci con un aumento dei sussidi sulle linee ferroviarie delle Alpi e un possibile pedaggio ambientale. Ulteriori incontri sono stati programmati per mantenere attivo il coordinamento e la cooperazione in questo settore non solo tra Alto Adige e Baviera ma anche con il Tirolo.

Si incrementa l’andamento generale della CIG, a livello nazionale, nei primi 7 mesi 2019. Il dato, che emerge nel consueto Rapporto UIL sulla Cassa Integrazione Guadagni, nella comparazione con lo stesso periodo gennaio luglio 2018, registra un aumento medio del +18,1%, soprattutto per cassa integrazione straordinaria +42,7% che per quella ordinaria, in calo del 4,7% .

In Trentino registriamo invece, confrontando la situazione fra luglio 2018 e 2019, una flessione del dato -19,7%, pur in presenza ancora di un rilevante utilizzo dell’istituto della Cassa, soprattutto nell’industria. Si evidenzia peraltro il dato che porta ad essere il Trentino la seconda Regione con il maggior incremento della CIG in Italia nella comparazione giugno/luglio 2019 pari al 107,3% con un aumento significativo delle ore di cassa straordinaria , dietro solo alla Sardegna.

 

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Walter Alotti
Segretario Generale
Uil del Trentino

 

7 Rapporto UIL 2019 su CIG

Confcommercio del Nord Est: ancora emergenza accesso al credito per le piccole e medie imprese. I vertici delle Associazioni si sono incontrati stamattina a Trento per fare il punto su temi particolarmente importanti per le aziende.

Quello dell’accesso al credito è un problema ancora urgente per le piccole e medie imprese italiane. Presidenti e direttori delle Confcommercio del Nord Est hanno discusso a Trento, stamattina, dell’economia del territorio. Sotto la lente, oltre ai rapporti con gli istituti di credito, anche il ruolo dei Confidi e il rapporto con l’Europa.

All’incontro di stamattina, nella sala giunta della sede di Confcommercio Trentino in via Solteri a Trento, c’erano per Pordenone Alberto Marchiori, presidente e Massimo Giordano, direttore, per l’Emilia Romagna, Enrico Postacchini, presidente, e Pietro Fantini(direttore), per il Friuli Venezia Giulia il presidente Giovanni Da Pozzo, per il Veneto Massimo Zanon, presidente, ed Eugenio Gattolin, direttore, per l’Alto Adige, Christoph Anton Rainer, membro della giunta esecutiva, e Bernhard Hilpold, direttore. A fare gli onori di casa, il presidente Giovanni Bort, il vicario Massimo Piffered il direttore Giovanni Profumo.

L’apertura dell’incontro è stata dedicata alla relazione della Banca d’Italia, condotta dai funzionari Antonio Accetturoe Michele Cascarano, dell’Unità ricerca economica, sulla situazione del credito in Trentino – Alto Adige e nelle altre macroaree italiane. L’analisi – dal carattere prettamente tecnico – conferma una ripresa, seppur lenta, delle economie territoriali caratterizzata tuttavia dalla persistenza delle difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese, in particolare quelle di minori dimensioni.

Le piccole e micro imprese, infatti, fanno sempre più fatica a relazionarsi con gli istituti di credito: dopo gli anni della congiuntura economica negativa i criteri di affidabilità hanno subito drastiche trasformazioni, diventando particolarmente selettivi e spesso – questa la critica da parte degli imprenditori – eccessivamente penalizzanti.

La discussione scaturita successivamente alla relazione degli esperti di Banca d’Italia ha individuato alcune strategie di intervento per allentare la stretta creditizia e dare ossigeno al tessuto imprenditoriale. In primis, occorre valorizzare maggiormente il ruolo dei Confidi, promuovendone l’attività e l’operatività; in secondo luogo, è opportuno mantenere alta l’attenzione sul tema, mettendo in campo tutte le iniziative che concorrono ad agevolare le imprese.

In tema di Europa è stata evidenziata la necessità di dare maggiore impulso alle iniziative di tipo comunitario, sottolineando il fatto che le dinamiche macroeconomiche – che in un mondo interconnesso condizionano anche le attività locali – si svolgono ormai a livello continentale.

Al termine della riunione i partecipanti hanno visitato l’innovativo showroom BOT di Seac, ovvero un’installazione che mostra ai visitatori lo stato dell’arte in fatto di tecnologie per la gestione e il marketing dei punti retail.

Casa Sebastiano: la risposta trentina all’autismo. A poco meno di due anni dall’apertura di Casa Sebastiano a Coredo, l’assessore alla Salute Stefania Segnana ha incontrato oggi i vertici della Fondazione per fare il punto sullo stato dell’arte e un bilancio sull’attività svolta a favore di giovani affetti da autismo.

Un confronto programmato, che si inserisce nel piano delle attività di monitoraggio previsto sin dalla nascita della struttura nonesa, durante il quale sono stati discussi diversi temi inerenti il mondo dell’autismo e in particolare riferiti alla gestione dei rapporti tra Casa Sebastiano, l’Apss e il Dipartimento della Salute provinciale.

Giovanni Coletti, presidente della Fondazione nell’accogliere l’assessore Segnana accompagnata dal dirigente generale Giancarlo Ruscitti, dal dottor Enrico Nava direttore del servizio integrazione socio sanitaria dell’Azienda Sanitaria e dalla dottoressa Monica Susat direttore ufficio accreditamento e integrazione socio sanitaria del dipartimento Salute, ha ricordato che Casa Sebastiano rappresenta una risposta d’eccellenza per le numerose famiglie trentine che vivono il dramma dell’autismo e che proprio in virtù di questa specifica competenza riconosciuta e apprezzata dalle famiglie, è auspicabile continuare a lavorare in un’ottica sinergica con tutti gli attori di sistema.

Diversi i temi affrontati, che vanno dai progetti relativi al “dopo di noi” al potenziamento delle collaborazioni con le associazioni e le coop sociali che si occupano di autismo sui diversi territori provinciali con l’obiettivo di garantire la continuità dei percorsi educativi personalizzati intrapresi a Coredo. “E’ necessario continuare a lavorare con lungimiranza, promuovendo azioni mirate, investendo sulla formazione di operatori socio sanitari coinvolgendo le famiglie e trasferendo loro buone prassi sviluppate e fatte proprie dai ragazzi durante la permanenza a Casa Sebastiano” ha sottolineato Giovanni Coletti.

L’assessorato alla Salute insieme all’Azienda Sanitaria è impegnata da tempo sul fronte dell’autismo con convinzione e con strutture dedicate quali il centro diagnostico per l’autismo a Villa Igea considerato che la diagnosi precoce rappresenta ad oggi uno dei primari fattori di successo per la presa in carico e la successiva gestione della sindrome. “Incontrarsi a Casa Sebastiano rappresenta sempre un momento importante anche sotto il profilo dell’apprendimento e della sperimentazione di nuovi modelli organizzativi: è un’esperienza umana innanzitutto ma anche l’occasione per provare insieme a dare risposte concrete alle famiglie e prospettive di futuro ai fruitori dei servizi offerti.

Solo in una logica condivisa è possibile gestire la complessità del fenomeno autismo. Casa Sebastiano rappresenta uno dei modelli di innovazione sociale che mette in rete pubblico e privato in un contesto riabilitativo” ha affermato l’assessore Segnana al termine della visita.

Affermando con sicurezza che “la cultura è un bene cui tutti debbono poter accedere”, la Giunta provinciale ha deciso di confermare il cosiddetto “voucher” culturale per i ragazzi minorenni che vogliono avvicinarsi o meglio conoscere le discipline artistiche dello spettacolo dal vivo e riprodotto, proseguendo nel solco di quanto già avviato nella precedente Legislatura.

Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti perché le somme stanziate per tale progetto sono state diminuite di oltre il 15% rispetto agli scorsi anni, mentre la Giunta ha approvato il finanziamento per progetti di formazione musicale, attingendo al taglio fatto sui “voucher”.

Di fronte a questa evidente contraddizione, il Consigliere del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato un’interrogazione per conoscere le cause del taglio ai fondi per i “voucher” culturali e per capire quali linee di politica culturale intende esprime la Giunta provinciale a sostengo dei progetti per i giovani.

 

 

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