Aggressione in carcere. Segnana: “Situazione preoccupante”. Solidarietà alla poliziotta vittima dell’aggressione e al tempo stesso preoccupazione per le condizioni di sicurezza all’interno del carcere di Trento. È quanto esprime l’assessore alla salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, Stefania Segnana commentando la notizia della reazione violenta di una detenuta di cui è rimasta vittima stamane una poliziotta.

“I problemi del carcere di Trento – commenta l’assessore – sono costantemente all’attenzione dell’Amministrazione provinciale che in più occasioni si è pronunciata sia sul versante delle dotazioni di organico come pure sul tema del sovraffollamento. Fattori – conclude Segnana – su cui occorre ancora lavorare per garantire un livello di doverosa sicurezza a chi all’interno della struttura lavora”.

Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige. Gli ex sindaci del Trentino e della Valle d’Aosta in Consiglio regionale.

Il Presidente Paccher accoglie i rappresentanti delle Associazioni ex Sindaci del Trentino e della Valle D’Aosta.

“Quando sei stato sindaco una volta, rimani sindaco per tutta la vita: il primo cittadino rappresenta, soprattutto nelle nostre realtà, il principale interlocutore per la popolazione, la prima persona da chiamare quando c’è bisogno, e il vostro impegno- che conosco molto bene essendo stata anch’io un amministratore in un piccolo comune – è un bene preziosissimo per la comunità”. Così il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, che ha accolto , a Tr      Aento, i direttivi delle Associazioni Ex Sindaci del Trentino-Alto Adige e della Valle D’Aosta.

“È un orgoglio per me poter ricevere tutti voi in questa sede, che rappresenta i cittadini di tutta la nostra Regione. Sono particolarmente orgoglioso che proprio nel nostro Consiglio regionale, in quest’aula, sia stata approvata la norma che riconosce, attraverso un registro, la figura del sindaco emerito, perché anche dopo aver terminato il proprio mandato un ex sindaco, con la sua esperienza, le sue capacità, la sua disponibilità, rimane un punto di riferimento fondamentale ed è giusto che il suo valore sia riconosciuto. Desidero quindi ringraziarvi per quanto avete fatto e, attraverso l’Associazione ex sindaci, per quanto state ancora facendo”.

Ambrosetti – de Bertoldi (FdI): platea promuove Merkel e Macron? Imprese Italia non siano alle dipendenze alta finanza.

“Sarebbe interessate sapere in base a quale metro di giudizio gli imprenditori al Forum Ambrosetti hanno promosso Angela Merkel ed Emmanuel Macron, giudicato insufficiente il premier Conte e bocciato il capo del governo inglese Boris Johnson.

Infatti, se questa decisione è stata presa sulla base della tutela del proprio interesse nazionale, a spese anche di quello europeo, senza dubbio Merkel e Macron sono stati dei campioni. Diverso, invece, sarebbe se questo giudizio fosse stato espresso sulla base del loro impegno a tutela degli interessi comuni e dell’intera Unione europea. Se fosse così significherebbe che ormai l’imprenditoria italiana è sempre più assoggetta alle logiche dell’alta finanza.

Naturalmente mi auguro che non sia così e che l’imprenditoria italiana continui a rappresentare gli interessi della nostra Nazione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Kaswalder alla presentazione del volume sulla storia del basket a Trento. Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder ha portato stamane anche il saluto dell’assemblea legislativa all’incontro organizzato per la presentazione del volume “Contese: storie di basket a Trento dal 1921 al 1965”, voluto dall’Associazione Amici di Gianni Brusinelli e scritto da Mauro Corradini con il patrocinio della Federazione italiana pallacanestro.

Davanti a un’affollata sala di rappresentanza del Comune a palazzo Geremia, Kaswalder ha messo l’accento sul “sacrificio di tante persone che hanno gratuitamente dedicato tempo ed energie a questa attività sportiva e che hanno permesso di raccontare la storia della pallacanestro a Trento attraverso questo libro. I frutti di questi sacrifici si vedono oggi nella squadra dell’Aquila Basket”.

Sondaggio dell’Istituto Demopolis dopo la nascita del Conte bis. Il nuovo Governo e l’incidenza della crisi sul peso dei partiti.

All’indomani del giuramento al Quirinale, l’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, ha analizzato l’opinione degli italiani sul nuovo Governo: il 53% afferma di avere fiducia nel Presidente del Consiglio Giuseppe Conte; critico appare invece il giudizio di poco più di 4 italiani su 10.

“La crisi politica aperta da Salvini l’8 agosto scorso – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – ha inciso in modo significativo sul consenso ai partiti”.

Demopolis ha misurato per il TG3 il peso dei partiti nel voto per le Politiche: la Lega otterrebbe oggi il 32%, il PD si confermerebbe secondo partito con il 23%, mentre il Movimento 5 Stelle avrebbe il 22%. Distanziati, e di fatto affiancati, appaiono Fratelli d’Italia al 6,8% e Forza Italia al 6,7%.

Come emerge dal Barometro Politico Demopolis, la Lega ha perso in un mese 5 punti percentuali, passando dal 37% del 5 agosto al 32% odierno. Stabile il PD con il 23%, mentre il Movimento 5 Stelle, in ripresa, guadagna 3 punti, ottenendo oggi il 22%.

Nota informativa – L’indagine è stata effettuata per il TG3 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, il 4 e il 5 settembre su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento del Barometro Politico Demopolis a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti su: www.demopolis.it

 

 

 

Il Palio Nazionale delle Botti tra Città del Vino si avvia alla conclusione. Il borgo della Vallagarina ospita la kermesse proponendo la classica spinta delle botti che designerà il team vincitore del Palio 2019, cui faranno da cornice altre interessanti e divertenti prove e competizioni. La manifestazione coincide con la giornata finale di Uva e dintorni.

Cresce ad Avio l’attesa per la finalissima, in programma l’8 settembre nella frazione di Sabbionara, del 13° Palio delle Botti tra Città del Vino, kermesse itinerante davvero unica in Italia, nata nel 2007 da un’idea dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Per la città trentina si tratta di un gradito ritorno: infatti, Avio aveva già ospitato nel 2008 l’atto finale della competizione.

“È motivo di grande soddisfazione per la nostra comunità – afferma il Sindaco di Avio Federico Secchi – tornare a ospitare dopo 11 anni la giornata finale del Palio delle Botti, una kermesse che rappresenta ormai un’affermata realtà. Domenica le vie di Sabbionara saranno attraversate dall’entusiasmo della competizione e ovviamente mi piacerebbe che a vincere fosse il team della nostra città. Tuttavia, la cosa più importante è che la gara sarà, insieme con l’ultima giornata di Uva e dintorni, una fantastica occasione di incontro e scambio per migliaia di persone e un’interessante opportunità per far conoscere il nostro territorio, i suoi paesaggi vitati e le sue eccellenze enogastronomiche”.

Il contest si inserisce infatti nella prestigiosa cornice di Uva e dintorni, manifestazione enogastronomica e storico-culturale dal sapore medievale che proprio domenica 8 settembre chiude la sua 19^ edizione, come sempre organizzata dall’omonimo comitato e dal Comune di Avio con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest. Tre giorni di festa e intrattenimento, degustazioni e spettacoli, che da quasi quattro lustri attirano mediamente in Vallagarina oltre 20.000 visitatori all’anno.

Con l’atto finale di Sabbionara di Avio, dunque, si chiuderà un vero e proprio torneo itinerante suddiviso in nove gare, da quella di Furore (Sa) del 6 aprile scorso a quella di domenica 1 settembre a Castelnuovo Berardenga-San Gusmè (Si), dopo essere andato in scena a Suvereto (Li), San Pietro in Cariano (Vr), Vittorio Veneto (Tv), Brentino Belluno (Vr), Maggiora (No) e Bianco (Rc). Un “Giro d’Italia” che anno dopo anno ha conquistato borghi e città da Nord a Sud dello Stivale.

A confrontarsi nella sfida finale, oltre ad Avio, padrona di casa, e Maggiora (NO), vincitrice del titolo 2018, le squadre che hanno raccolto più punti nel corso delle precedenti competizioni e quindi Suvereto (LI), in testa alla classifica con 76 punti e una vittoria nella gara casalinga; Cavriana (MN), 72 punti con una sola vittoria di “tappa” a Brentino Belluno, e molti piazzamenti. A un’incollatura o poco più sono Refrontolo (TV), con 70 punti e due vittorie (a Vittorio Veneto e Maggiora), e Vittorio Veneto (TV), con 68 punti e una vittoria a Bianco. Seguono un folto gruppo di team più distanziati che comunque possono ambire al pari delle altre al titolo 2019: Castelnuovo B/San Gusmè (SI), Nizza Monferrato (AT), Santa Venerina (CT) e Serrone (FR). Presente, ma non in gara, anche una delegazione di Furore (NA).

Oltre alla spinta della botte, che decreterà il vincitore finale, l’appuntamento di Uva e dintorni prevede altre tre prove, ovvero lo slalom femminile con le botti, la pigiatura dell’uva scalzi e il riempimento della botte, che tradizionalmente si conclude con un divertente bagno collettivo. Naturalmente, non mancheranno gli incitamenti di un pubblico sempre più folto anno dopo anno, nel quale spiccano gli allegri supporter delle città rappresentate.

 

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Profilo Palio Nazionale delle Botti
Il Palio Nazionale delle Botti, nato da un’idea dell’Associazione Nazionale Città del Vino per festeggiare nel 2007 i suoi primi venti anni di attività, è un appuntamento ormai “classico” che, tra la primavera e l’autunno, anima le terre del vino crescendo di anno in anno. La gara consiste nel far rotolare una botte da 500 litri lungo un percorso compreso tra un minimo di 600 metri ad un massimo di 1500 metri di lunghezza, che deve attraversare le vie della Città del Vino ospitante. Ad Avio e Sabbionara di Avio, in particolare, alla gara di spinta, che si svolge con una barrique da 225 l, si aggiungono altre tre specialità: la pigiatura dell’uva scalzi, il riempimento della botte e lo slalom femminile.

 

Foto: Claudio Angelini

Ancora un fatto violento all’interno delle carceri del Triveneto. Massimiliano Rosa, segretario provinciale di Trento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, racconta quanto avvenuto questa mattina nel carcere di Spini di Gardolo: “La Segreteria Provinciale S.A.P.Pe di Trento comunica che questa mattina una poliziotta in servizio presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Trento è stata aggredita violentemente da una detenuta.

La detenuta, dopo aver ricevuto da parte del personale dell’ufficio matricola una notifica di un atto, è tornata verso la sua cella ad un tratto ritornava verso la collega chiedendo in maniera vigorosa il cambio cella la collega rispondeva alla stessa di attendere l’ispettore di sorveglianza di turno per la decisione in merito ma all’improvviso la detenuta, originaria dalla Repubblica Ceca, si è scagliata violentissimamente contro la collega scaraventandola a terra e colpendola ripetutamente con pugni e schiaffi sul viso e sul corpo.

Solo la presenza in loco e l’intervento immediato del collega matricolista ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze drammatiche. La detenuta è stata posta in isolamento. La poliziotta, visibilmente scossa e ferita, è stata subito trasportata all’ospedale Santa Chiara di Trento per le cure necessarie. Per lei trauma cranico, contusione e tumefazione al gomito destro. Registriamo, dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nel Triveneto. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, esprime solidarietà alla poliziotta ferita e denuncia: “La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi.

I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

CAPECE e Giovanni VONA, segretario nazionale SAPPE per il Triveneto, sollecitano Ministro e Capo DAP a intervenire: “Questa di Trento è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di una detenuta ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria. A lei va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare la detenuto violenta.

La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Triveneto”.

Caro direttore. Prima di esprimere i contenuti del mio pensiero relativo alla rinuncia della giunta Fugatti nell’utilizzare il denaro dell’Unione Europea per progetti di accoglienza ai richiedenti asilo devo fare una premessa. Io ho sostenuto in campagna elettorale questa giunta dando il mio contributo in una formazione di moderati (non la lega ma FI) perché pensavo che molte posizioni ideologiche dell’allora centro sinistra affrontassero i temi praticando politiche non supportate da evidenze che ne corroborassero la scelta.

Molte scelte nel campo della sanità e dell’assistenza mi parevano assurde e basate su idee non dimostrato piuttosto che su una visione pragmatica della realtà. Con questo spirito critico avevo dato la mia adesione all’alleanza di forze che si proponevano di dare un’alternativa al nostro Trentino. Tuttavia, dopo il cambio di potere, già qualche mese fa avevo lanciato l’allarme che alcune scelte della Giunta, al là dell’affrontare i problemi con spirito pratico, rispondevano a scelte ideologiche di cui purtroppo l’ideologia razzista era una componente non dico di tutti ma di una parte dell’elettorato leghista.

La mia considerazione di allora era che si era formata una aggregazione attorno ad un pensiero unico leghista, contrario ad un altro pensiero unico non leghista che anch’io avevo combattuto non per sostituirlo con il suo contrario ma nell’ottica di cercare una rappresentazione riflessiva e dialogante della politica fatta di pensieri ma non di pensieri “pre-pensati” caratteristici delle ideologie acritiche. La mia spiegazione rispetto allo sconcertante non utilizzo delle risorse europee per l’accoglienza e alla mancanza dopo otto mesi di pensiero al riguardo da parte della giunta Fugatti si riferisce proprio a ciò che ho esposto nella premessa.

Una giunta ha il diritto dovere di utilizzare risorse già stanziate, nel bene e nel male, così come ha il diritto dovere di modificarne l’uso se lo ritiene ma sempre nell’ambito del capitolo generale, del tema generale per cui sono state corrisposte. Per farmi capire faccio un esempio banale: visto che i richiedenti asilo ci sono e visto che di fatto Salvini stesso si è reso conto che essi non sono facilmente rimpatriabili se non si fanno accordi politici con i paesi da cui provengono e con gli altri paesi dell’unione europea, è abbastanza evidente che spetta a noi gestire la situazione senza negare la presenza del problema.

Magari uno di questi richiedenti nei prossimi giorni busserà alla porta del mio ambulatorio di medico e io sarò ben felice di avere di fronte una persona che avrà nel frattempo imparato qualche frase in italiano, ciò renderebbe il mio lavoro più facile, mi aiuterebbe nella comprensione e farebbe risparmiare al servizio pubblico tempo e risorse nel trattare la situazione.

Lo stesso avverrebbe nel permettere ad alcuni di questi richiedenti di rendersi utili con azioni di volontariato non retribuito non solo perché così compenserebbero una parte dei soldi della nostra comunità loro destinati ma anche perché li incentiveremmo a seguire percorsi nell’ambito della legalità e non dell’illegalità come potrebbe accadere se lasciati a loro stessi.

Il bene della comunità non si esprime nel negare i problemi ma nell’affrontarli con gli strumenti che abbiamo a disposizione in maniera pragmatica. Ma nelle frasi che fin qui ho sentito e ormai in molte circostanze dalla giunta Fugatti sembrerebbe che lo slogan “prima i trentini” si stia trasformando in “solo i trentini” dimenticando che molti problemi se li cacci dalla porta poi ti rientrano dalla finestra per il male di tutta la comunità.

Io penso che le numerose forze che hanno sostenuto questa giunta, così come recentemente ha fatto Progetto Trentino debbano dire qualcosa al riguardo e non continuare ad essere cespugli di un partito, la Lega, che basando il suo consenso su sentimenti xenofobi, ha dimostrato di non saper affrontare i temi e anzi di fuggire di fronte alle responsabilità, come ha fatto Salvini a livello nazionale tradendo prima gli alleati di centro destra, poi i 5 stelle e poi richiedendo il rientro al governo offrendo a Luigi DiMaio la poltrona di Presidente del Consiglio.

Questa è solo propaganda per il potere politico e non amministrare il bene della Nazione. E lo stesso sta facendo Fugatti nella nostra Provincia, malamente coperto nelle sue parti più oscene da qualche cespuglio succube e dipendente delle parti politiche che ancora lo sopportano. Io e i miei elettori, pochi, ben 187 come a suo tempo mi seppe dire l’assessore Segnana, non più.

 

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Roberto Pergher
Medico presso Centro Salute mentale a Rovereto (Tn)

Al fianco dei lavoratori del Muse in agitazione. Nei giorni scorsi i lavoratori e le lavoratrici del Muse hanno deciso unanimemente, in assemblea, di proclamare lo stato di agitazione.

Sinistra Italiana del Trentino è al fianco di questi lavoratori che in spregio a quanto prevede la legge e ad accordi già formalizzati in precedenza, non sanno quanto dovranno lavorare e non hanno avuto alcun riconoscimento economico.

Questa è la situazione dei lavoratori del Muse dopo la gara d’appalto dell’anno scorso per i servizi di vigilanza, accoglienza, biglietteria, visite guidate e educatori museali. Si precarizza la vita di persone che, con passione e professionalità, hanno contribuito in modo sostanziale a fare del Muse un gioiello. Si tratta di una contraddizione in termini davvero inaccettabile.

 

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Jacopo Zannini

Consigilere Circoscrizionale Centro Storico Piedicastello

Sinistra Italiana del Trentino

Intitolata a Remo Albertini la tribuna Ovest del Quercia. Oggi partecipata cerimonia allo stadio di Rovereto, con il presidente Fugatti ed il vicepresidente Tonina.

“Mi rallegra solo la certezza di aver fatto felice per alcuni anni la Rovereto sportiva che forse mi ricorda ancora con nostalgia”. È la breve citazione che appare sulla targa che da oggi ricorda ai visitatori dello Stadio Quercia di Rovereto l’intitolazione a Remo Albertini della curva Ovest del complesso sportivo. Questa mattina l’ufficializzazione del momento, con una sentita cerimonia alla quale hanno preso parte, tra i molti, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il vicepresidente, Mario Tonina, accanto ai famigliari di Albertini, al presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher e molti rappresentanti delle istituzioni roveretante, con il vicesindaco Azzolini in testa, accompagnata dagli assessori Bortot, Chiesa e Graziola.

“Siamo qui – ha sottolineato il presidente Fugatti – per ricordare uno dei padri fondatori della nostra autonomia. Attento in particolare alla dimensione economica e sociale: capace quindi di rispondere alle esigenze di un Trentino appena uscito dalla guerra, nel periodo della ricostruzione e ben lontano dai livelli di sviluppo e di benessere raggiunti dopo gli anni ’60”.

Uomo dai molteplici interessi e meriti, in campo politico come pure culturale e sportivo, Albertini è stato ricordato oggi per la sua azione durante gli anni difficili della questione altoatesina.

“Ci ha lasciato l’immagine di un Trentino delle diverse vocazioni – ha aggiunto Fugatti citando la scelta del politico di affidare a Fortunato Depero la decorazione della sala consiliare -. Per questo dobbiamo coltivare la sua eredità e riconoscerne il ruolo”.

Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher che di Albertini ha ricordato i meriti non solo politici, ma anche l’impegno sul fronte artistico e letterario.

A stringersi attorno alla figura di Remo Albertini, oggi c’erano anche molti testimoni del mondo sportivo, dai giovanissimi fino alla vecchia formazione (con Gabriele Cantagallo in testa) che a fine anni Sessanta portò la compagine roveretana in serie C.
“La cerimonia di oggi – spiega l’assessore allo sport Mario Bortot – si inserisce nelle iniziative per i 100 anni di Rovereto Calcio e risponde ad una precisa volontà della comunità roveretana”. Accanto a questa iniziativa, la Giunta comunale ha deliberato anche l’intitolazione dell’ala Est dello stadio ad un’altra figura significativa, quella di Edo Benedetti, con una cerimonia che verrà programmata una volta terminati i lavori di ristrutturazione.

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