La carriera televisiva di Francesco Totti è ormai decollata a pieno ritmo. Il settimanale Chi in edicola da mercoledì 4 settembre, rivela infatti che l’ex capitano della Roma ha firmato con il canale televisivo di Amazon per partecipare come concorrente alla edizione italiana del reality “Celebrity hunted”, format inglese celebre in tutto il mondo nel quale un gruppo di vip deve sfuggire entro un certo numero di giorni a una squadra di “cacciatori”, composta da ex poliziotti esperti informatici ed ex militari delle forze speciali, che li bracca cercando di “arrestarli”.

Le “prede” hanno a disposizione un kit di sopravvivenza oltre a una carta di debito caricata con pochi euro per resistere due settimane e raggiungere un punto sicuro senza farsi catturare. Per il resto possono contare solo sulla loro astuzia, le loro abilità e sull’aiuto di amici e sconosciuti.

Totti si conferma così sempre più uomo Amazon, visto che la piattaforma sembra essere in pole position per acquistare i diritti anche della sitcom “Casa Totti”.

L’assessore assumerà in autunno la presidenza della Fondazione. Tonina: “Il riconoscimento Dolomiti UNESCO per promuovere i prodotti locali”.

Un marchio “Dolomiti UNESCO” per valorizzare i prodotti enogastronomici e dell’artigianato dei territori interessati dal prestigioso riconoscimento che quest’anno festeggia il decennale. L’idea è stata lanciata dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, che a partire da quest’autunno ricoprirà l’incarico di presidente della Fondazione.

L’occasione è stata la serata “Dolomiti e patrimonio alpinistico ladino”, promossa nella sala consiliare di Sèn Jan dal Comitato Enjoy Pozza. “Per la prima volta, il prossimo ottobre il Trentino assumerà la presidenza della Fondazione Dolomiti UNESCO.

Per l’amministrazione provinciale sarà questo motivo di sano orgoglio, a 10 anni dal riconoscimento” sono state le parole di Tonina, che ha evidenziato la necessità di promuovere ulteriori momenti di promozione e di conoscenza della Fondazione sul territorio delle province autonome e delle regioni interessate: “Siamo consapevoli che ci sia ancora molto da fare, promuovendo azioni concrete per il rilanciare in maniera sempre più decisa le Dolomiti come patrimonio mondiale”.

La direttrice della Fondazione Marcella Morandini ha messo in luce le ricadute positive sul territorio date dal riconoscimento UNESCO: dai primi dati del monitoraggio 2019 sui flussi turistici, emerge una crescita del 10% della frequentazione dei siti d’alta quota: “Si tratta di una sorta di rinascita del turismo sulle Dolomiti, segnata dall’arrivo di ospiti provenienti anche da Israele, Nuova Zelanda e Cile, la cui attenzione è stata attratta proprio dal riconoscimento UNESCO.

I rifugisti stanno esprimendo la loro viva soddisfazione”. La direttrice ha parlato inoltre dello studio sui big data condotto in sinergia da Eurac e Università Ca’ Foscari di Venezia: “Una ricerca che parte dai dati forniti in forma anonima e aggregata dagli operatori telefonici, per ricostruire aree di provenienza e spostamenti degli ospiti nelle aree di visita”.

Tonina – al quale ha poi fatto eco il direttore dell’Apt Val di Fassa Andrea Weiss – ha evidenziato l’importanza di continuare a promuovere il patrimonio UNESCO, ma non solo: “E’ fondamentale ora valorizzare in maniera più puntuale i prodotti tipici dei territori, magari lanciando un marchio unitario. Il gioco di squadra favorirà lo sviluppo economico e sociale di tutte le aree interessate.

In vista delle Olimpiadi invernali 2026 (che andranno a toccare un’area in gran parte interessata dal riconoscimento Dolomiti UNESCO), la Fondazione dovrà lavorare in sinergia con il Comitato organizzatore dei Giochi per consentire a Province e Regioni di costruire le basi per un futuro ancora più roseo.

Quelle che andranno in scena tra sette anni, dovranno essere le Olimpiadi della sostenibilità, anche alla luce dei risultati dell’importante percorso promosso con gli Stati Generali della Montagna: il benessere futuro delle valli sarà garantito solo salvaguardando e promuovendo ambiente e paesaggio”.

E tornato alla ribalta, finalmente anche con l’impegno del Presidente Fugatti a mantenere un forte radicamento e territorialità dell’Istituto bancario, il destino di Mediocredito. Non sembra più  scontato a questo punto il suo totale assorbimento da parte di CCB, affaccendata in questo momento appunto con Carige,  visto che  la politica sta pensando al mantenimento di un almeno minimo presidio azionario del capitale sociale della ”banca d’investimento” di via dei Paradisi di Trento.

Esso resta infatti l’ultimo ipotetico baluardo di credito locale, semprechè  qualche  imprenditore “coraggioso” trentino sia  disposto ad investire e rischiare qualcosa, piuttosto che restare ad assistere alla sparizione dell’ultima banca del nostro territorio.

Per esempio proprio il nuovo presidente di Confindustria o i proprietari delle poche aziende industriali multinazionali o finanziarie con base trentina (Isa, Itas…) che potrebbero finalmente assolvere anch’essi ad un ruolo finanziario attivo, oltre che prevedere l’apertura della banca all’azionariato popolare.

La Uil afferma da tempo che il business del “nuovo” Mediocredito dovrebbe essere infatti quello delle imprese, degli artigiani, delle grandi operazioni strutturali.  Con la regia e/o supporto del soggetto   pubblico, che potrebbe mantenere proprio una  presenza azionaria, non di maggioranza come oggi, non più consentita,  ma di minoranza, magari anche in pool con CCB come già avviene da anni. Sarebbe questa una funzione complementare al credito cooperativo, quello  incentrato sulle famiglie, senza  lasciare l’attuale prateria creditizia alle imprese alle banche altoatesine.

Resta essenziale che  risorse e funzioni concrete, quali proprio il credito e la finanza, rimangano sul territorio. Il venir meno di un istituto come Mediocredito T.A.A.  o il suo mero assorbimento in un gruppo nazionale, potrebbe mettere a rischio la  stessa autonomia della comunità economica, sociale e politica e delle aziende del  Trentino.

Oggi cerimonia ufficiale a Madonna Bianca, Lizzanella e Nomi. Bisesti: “Auguro a tutti i bimbi del Trentino un anno scolastico ricco di stimoli, di esperienze positive e di crescita personale”.

“Cari bambini avete davanti a voi un anno ricco di esperienze stimolanti da condividere con i vostri compagni e con le vostre maestre. Colgo l’occasione di questa visita per augurare insieme a voi buon anno scolastico ai bambini di tutte le scuole del Trentino, al personale insegnante e ausiliario, ai collaboratori che giornalmente si impegnano, assieme alle vostre famiglie, in questa importante sfida educativa che è la scuola. Ringrazio – ha proseguito Bisesti – anche tutte le istituzioni territoriali che a vario titolo collaborano con la scuola ampliando così la comunità educante. Fare squadra – ha concluso l’assessore – è certamente uno dei principi fondanti di una società felice, solidale e collaborativa.”

Nella mattinata di oggi l’assessore Bisesti, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato e dalla dirigente dell’Unità di missione semplice scuola e servizi infanzia Emanuela Maino, ha visitato le scuole dell’infanzia “L’albero del sole” di Madonna Bianca a Trento, la scuola equiparata Lizzanella e la scuola equiparata “Romani – De Moll” di Nomi. I bambini, preparati dalle maestre, hanno accolto gli ospiti con canti e poesie e con tanto entusiasmo hanno augurato buon anno scolastico ai compagni di tutto il Trentino.

Oltre al personale scolastico, alle tre brevi cerimonie, hanno presenziato i rappresentanti degli enti gestori delle scuole dell’infanzia equiparate e i rappresentanti istituzionali dei Comuni ospitanti, a conferma di quanto le realtà scolastiche vivano a stretto contatto con il territorio che le ospita. L’ assessore Bisesti, nel ribadire l’impegno della Giunta provinciale ad attuare tutte le misure possibili per favorire il sostegno alle famiglie e l’incremento della natalità, si è complimentato con i presenti per l’impegno che giornalmente dedicano alla crescita dei piccoli cittadini di domani.

Per l’anno scolastico 2019/2020 il costo del Programma annuale delle scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate è pari a 87,9 milioni di euro. Con il Programma annuale è stata adottata anche la programmazione degli interventi relativi all’attività formativa per il personale insegnante per un ammontare di spesa prevista pari a 316.000 euro. Temi rilevanti e qualificanti del progetto di formazione sono: la progettazione educativa e la documentazione come strumenti del lavoro educativo; la continuità educativa e il raccordo tra servizi per la prima infanzia e scuola dell’infanzia per costruire curricoli formativi coordinati e crescenti; l’inclusione e lo sviluppo delle potenzialità dei singoli; la didattica e le sue innovazioni possibili, quali la media education; le lingue europee in prosecuzione del piano per il trilinguismo secondo una logica di progressiva generalizzazione nelle scuole.

Sempre in tema di personale prosegue il processo di stabilizzazione del personale extraorganico operatore d’appoggio e del personale non insegnante necessario alla copertura dei posti vacanti, nell’ambito del percorso avviato con la legge di stabilità provinciale 2018, che ha introdotto specifiche disposizioni programmatiche per ridurre il ricorso a contratti a termine. Analoga prosecuzione della piena copertura dei posti di sezione vacanti si è operata per il personale insegnante, sia delle scuole provinciali che equiparate. D’intesa con le parti sociali, è proseguita, inoltre, la trasformazione a tempo pieno di contratti di lavoro a tempo parziale.

Per quanto concerne l’accostamento alle lingue europee, tedesca e inglese, gli esiti positivi raggiunti confermano l’importanza di muoversi nelle tre direzioni: formazione linguistica e metodologica del personale insegnante; graduale allargamento dei posti di sezione a competenza linguistica; messa a disposizione di personale qualificato, i cosiddetti ISA, nell’ambito del bando a cofinanziamento europeo per l’attuazione del servizio di accostamento linguistico.

Tra le principali attività del nuovo anno scolastico sono attivi e proseguono, verso un loro potenziamento, i progetti legati all’innovazione delle tecnologie applicate alla didattica e a nuove forme di comunicazione scuola – famiglia.

Confermata infine la sperimentazione di percorsi educativi di scuola dell’infanzia secondo la metodologia pedagogica “Montessori” che interessa le scuole dell’infanzia: equiparata “Zanella” di Trento, equiparata “Chimelli” di Pergine e provinciale Rione sud di Rovereto.

Il presidente della Provincia e l’assessore Segnana hanno incontrato la presidenza di questa realtà che conta 20mila soci. Fugatti: “Acli, patrimonio importante per la crescita del Trentino”.

Formazione, lavoro, welfare, agricoltura e solidarietà. Sono i temi al centro del confronto che il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana hanno promosso con la presidenza delle Acli trentine, guidata da Luca Oliver, ed i responsabili dei Servizi. Da entrambe le parti è emersa la piena disponibilità a proseguire il rapporto di dialogo costruttivo sia sul piano tecnico sia su quello politico.

“Le Acli rivestono un ruolo importante per la crescita e lo sviluppo del Trentino. Per questo, l’amministrazione provinciale intende coltivare con la vostra realtà un rapporto istituzionale costruttivo; va peraltro detto che, come voi, ci rifacciamo ai valori cristiani che ognuno interpreta con una propria sensibilità – ha evidenziato il governatore -.

A noi stanno a cuore i temi di cui la vostra realtà si fa portatrice, tanto che tra le politiche promosse da questa Giunta ci sono misure in favore della natalità e del sostegno agli anziani. In questi giorni constatiamo come stia suscitando grande interesse da parte delle famiglie il sostegno per l’abbonamento allo scuolabus, accanto al bonus bebè: chi decide di mettere al mondo dei figli merita di essere sostenuto, perché pone le basi per garantire un futuro alla nostra terra”.

L’assessore Segnana ha ringraziato i rappresentanti delle Acli, che hanno messo in luce punti di forza e aspetti da migliorare per il bene della comunità trentina: “Ho imparato in prima persona ad apprezzare i servizi di qualità che fornite ai cittadini trentini. La vostra realtà rappresenta un supporto importante, alla luce dell’esperienza maturata nel corso dei decenni di attività sul territorio nazionale e provinciale, anche per consentire alla nostra amministrazione di incidere positivamente per il bene della comunità trentina”.

L’incontro, che si è svolto nella sede provinciale delle Acli trentine, è stato introdotto dal presidente Luca Oliver, che ha presentato l’organizzazione dell’associazione che si articola sul territorio grazie ai patronati. In Trentino si contano 68 circoli Acli per un totale di 20mila soci del sistema e 200mila utenti dei servizi che ogni giorno ricevono risposta alle proprie richieste grazie al lavoro di 700 collaboratori dipendenti e 800 volontari.

“Secondo lo Statuto, la nostra associazione si ispira al messaggio evangelico ed opera con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo integrale dei lavoratori e delle persone in una società giusta e democratica”.

Fondamentale viene ritenuto il mantenimento di un rapporto di sano confronto con la politica del territorio “affinché l’esperienza maturata negli anni, che rappresenta un importante patrimonio per la nostra terra, possa essere trasformato in azioni” ha evidenziato Oliver.

Le varie attività sono state presentate direttamente dai responsabili dei servizi promossi dalle Acli sul territorio: formazione professionale con le Enaip, tutela dei diritti degli anziani, sostegno dei lavoratori e dei disoccupati, rappresentanza dei piccoli e medi agricoltori e attenzione agli ultimi.

Un lavoro complesso, di cui i rappresentanti dell’esecutivo provinciale si sono congratulati, evidenziando la necessità di coltivare un rapporto di dialogo e confronto per il bene della comunità trentina.

Accoglienza, sindacati: servono misure personalizzate per la ricollocazione Oggi il punto delle situazione con il presidente Fugatti e Agenzia del Lavoro. Fino a questo momento 98 persone hanno perso il lavoro. Il numero potrebbe raddoppiare nei prossimi mesi.

Un pacchetto di misure personalizzate per favorire la ricollocazione sul mercato del lavoro delle persone che con i tagli al sistema dell’accoglienza hanno perso la loro occupazione. Le misure dovranno farsi carico di chi oggi è disoccupato, ma anche di quei lavoratori che in questi mesi hanno trovato una nuova occupazione temporanea o stanno svolgendo percorsi formativi all’estero.

E’ questa la richiesta fatta oggi da Cgil Cisl Uil del Trentino con le categorie della Funzione pubblica alla riunione del tavolo sull’accoglienza con il presidente della provincia Maurizio Fugatti e i vertici di Agenzia del Lavoro.

Ad oggi, secondo le rilevazioni di AdL, sono 98 le persone che hanno perso il lavoro a seguito dei tagli al sistema dell’accoglienza; altri 93 potrebbero perderlo nei prossimi mesi.

Da giugno (da quando si è avviato il tavolo) tutti sono stati contattati da Agenzia e una ventina hanno già risposto positivamente. Degli altri una cinquantina ha già una nuova occupazione, spesso a tempo determinato, i rimanenti non hanno risposto alla chiamata di Agenzia anche perché in alcuni casi sono impegnati all’estero in tirocini formativi.

“E’ necessario che per tutte queste persone, non solo per coloro che sono attualmente disoccupati, Agenzia attivi una presa in carico personalizzata con un pacchetto strutturato di misure – hanno sottolineato i tre segretari generali delle confederazioni, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti con Stefano Galvagni della Fp Cgil e Marcella Tomasi della Fpl Uil -.

Serve una campagna informativa, da parte di Agenzia e dello stesso sindacato, sull’offerta messa in campo ed è indispensabile che si ampli almeno fino a fine anno la finestra temporale per verificare le disponibilità dei lavoratori al fine di includere il maggior numero possibile di persone”.

E commentando il numero delle persone che in questi mesi hanno trovato un nuovo lavoro i tre segretari hanno rimarcato la professionalità di questi lavoratori: ”L’elevato numero di ricollocati è la dimostrazione che abbiamo di fronte, come più volte sottolineato, giovani lavoratori con elevata formazione e ottime competenze, che si sono subito messi in gioco per trovare una nuova chance di lavoro.

Questo è apprezzabile, ma possiamo immaginare molti di questi lavori siano precari e dunque abbiamo il dovere di non lasciare sole queste persone.

E’ giusto che Agenzia del Lavoro attivi tutte le misure che sono state messe in campo in questi anni nei casi di crisi aziendali per sostenerli”.

Nell’ambito dell’incontro i sindacati hanno nuovamente manifestato al presidente Fugatti la loro contrarietà allo smantellamento dell’accoglienza in Trentino. “Disinvestire su questo e altri progetti al di là delle ricadute occupazionali è un grave errore perché significa rendere la nostra comunità più insicura.

Meno integrazione equivale a più insicurezza. La giunta, però, sembra interessata più alla propaganda che a gestire i problemi”.

Dalla nota della consigliera Dalzocchio, che considera “attenzione alle necessità dei nostri anziani” la scelta di proibire che a far loro compagnia siano persone richiedenti asilo, risulta evidente che, non sapendo cosa dire, non sa nemmeno come dirlo.

D’altra parte, non è semplice riuscire a commentare positivamente la dichiarazione di un presidente che si vanta pubblicamente d’aver fatto in modo che i richiedenti asilo ospitati nel proprio territorio non possano più andare a fare compagnia agli anziani nelle case di riposo. Cosa c’è di positivo in una simile scelta? E chi sarebbe a beneficiarne?

La sensazione è che, ancora una volta, l’ansia da prestazione per la presenza del sempre più acciaccato “Capitano”, abbia fatto smarrire il buon senso anche a Fugatti, tanto da indurlo a gonfiarsi il petto per una disposizione sulla quale, se confermata, avrebbe fatto meglio a stendere invece un velo pietoso.

Nell’attesa, immaginiamo vana, di sapere quante lettere il presidente della Provincia abbia ricevuto, quanti cittadini abbia incontrato, quante strutture si siano a lui rivolte affinché intervenisse con tempestività contro l’insopportabile piaga dei richiedenti asilo che fanno compagnia agli anziani, ci piacerebbe conoscere, questo si carte alla mano, con quale atto formale abbia scongiurato il perdurare di un fenomeno così scelleratamente rivoluzionario come quello di due persone che si incontrano, per parlarsi, e tenersi compagnia.

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Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Non è più possibile assistere inerti ad una situazione in costante degrado.

APSP: NON POLEMICHE, MA UN APPELLO AD AFFRONTARE URGENTEMENTE I PROBLEMI

La lista delle criticità è lunga, a partire dalle certificazioni Family Audit su cui bisognerebbe fare maggiori controlli.

La Fenalt esprime soddisfazione per l’attenzione che hanno ottenuto in questi giorni i problemi dei lavoratori delle Case di riposo da parte dell’opinione pubblica, delle organizzazioni sindacali e di Upipa.

“Era ora che si accendessero i riflettori sulla situazione dei lavoratori delle Case di Riposo – dichiara Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt e responsabile per il settore Apsp – Mi rammarico invece che le mie segnalazioni siano state considerate polemiche, quando non sono che indicazioni di situazioni di fatto.

Per non tornare sull’argomento dello stipendio e del contratto – che sono da rivedere per restituire dignità e adeguate tutele a lavoratori impegnati in una professione delicata anche sotto il profilo della responsabilità – si pensi, ad esempio, alle certificazioni Family Audit, esibite dalla gran parte delle Case di Riposo.

Come è possibile che sia presente la certificazione che dovrebbe salvaguardare la conciliazione famiglia-lavoro, laddove si mette in discussione addirittura il congedo di maternità o laddove le ferie non sono confermate o sono confermate troppo tardi per programmarle o sono incerti i turni di riposo o la reperibilità è gestita in modo scorretto? Come Fenalt mettiamo in forte discussione gli accreditamenti Family Audit delle Apsp e ne chiediamo un serio controllo o la revisione”

Ma lista dei problemi, che rendono esplosiva la situazione del personale delle Case di Riposo, è ancora lunga. “Mancano le indennità per il lavoro su turni. Manca il servizio di mensa previsto dal contratto, e a volte manca addirittura il tempo per la pausa pranzo.

Non c’ è un corretto inquadramento professionale delle figure laureate. Ci sono ospiti con problemi comportamentali incompatibili con l’ambiente che nel tempo hanno causato alcuni infortuni sul lavoro. Non è riconosciuto il tempo per il cambio divisa, che è stata invece una conquista recente dei dipendenti dell’Apss.

C’è il problema della somministrazione dei farmaci da parte degli operatori. C’è la necessità di riconoscere che le Apsp stanno diventando sempre più cliniche per lungodegenti anziché spazi per gli anziani.

Pertanto – si chiede Moser – dobbiamo procedere su alcuni di questi aspetti con vertenze giudiziarie?

O forse è giunto il momento che si apra un tavolo in Apran perché, vista la gravità della situazione, si affrontino questi temi in maniera molto più incisiva di quanto fatto fino ad oggi, per dare una dignità lavorativa agli operatori e “di riflesso” una vita  migliore ai nostri anziani.

La nostra non è polemica, ma un appello alle altre forze sindacali e alla politica perché è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti”.

 

*Roberto Moser
Vice segretario Generale Fenalt

«L’attacco alle badanti straniere nelle Case di Risposo, da parte del Governatore Fugatti sul palco di un tendone a Pinzolo, è un attacco a tutte le donne e a tutte le famiglie trentine che stanno faticando per sostenere un carico di lavoro e di cura sempre più gravoso.

Le badanti degli anziani presso le Case di Riposo, che il governatore in modo dissennato dice di voler eliminare, sono infatti tutte pagate dalle famiglie trentine affinché assistano, a volte anche 24h, i propri cari. Altre, tra cui richiedenti d’asilo, fanno parte di gruppi di volontariato sempre più carenti di persone disponibili, visto il numero sempre più elevato di persone anziane bisognose di assistenza sul nostro territorio. Anziché sparare contro le soluzioni ai problemi, il governatore Fugatti, davanti ad una folla di veneti e di pochissimi trentini, a Pinzolo ha voluto umiliare un servizio tra i più delicati e avanzati in Italia: ogni persona che fa volontariato o assista un anziano in Case di riposo, infatti, viene guidato e preparato dagli operatori, proprio per dare garanzie agli assistiti, sull’igiene, la somministrazione di cibo e medicinali. Un servizio cresciuto e diventato cultura dell’assistenza per l’anziano, di cui tutti dobbiamo andare fieri. Vedere il nostro governatore svendere così il nostro modello, sul piatto di una propaganda giunta a fine corsa – perché è chiaro che un partito giunto al governo che decide di mollare così, di fronte alla fatica, alle difficoltà e alla prova dei risultati, non è una forza capace di governare.

Ai nostri cittadini, invece, va detto che il numero degli anziani in Trentino sta aumentando e che, dunque, questo servizio di assistenza dovrà essere garantito a tutti e migliorato sempre più, con adeguata preparazione soprattutto culturale per chi assisterà i nostri cari. Con un grazie a chi lo sta facendo. Chi entra nelle nostre case, sta vicino ai nostri anziani, non è straniero, ma vive insieme a noi».

 

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On. Emanuela Rossini

Deputata per il Trentino-Alto Adige

A seguito della serata del 27 giugno 2019 realizzata a Nago Torbole dal titolo “ULTIMA CHANCE PER CHICO FORTI”, in ossequio al grande amore che Chico Forti aveva per l’Alto Garda, in cui sono stati proiettati alcuni video con novità di rilievo a discarico della posizione del surfer/imprenditore trentino ingiustamente detenuto nelle carceri USA da 20 annì, tra cui il servizio di giornalismo investigativo della CBS (rete americana) con sottotitoli italiani, sono sortiti in questi giorni alcuni lanci giornalistici di vari esponenti politici (tra cui il Ministro per i rapporti con il parlamento e la Democrazia Diretta on. Fraccaro) che chiedevano l’impegno dello Stato per risolvere una situazione incancrenita da troppi anni.

Per questo motivo gli stessi soggetti organizzatori rilanciano una serata “fotocopia” per il 6 settembre nella Sala Rosa della Regione TAA, Piazza Dante a Trento, a cui inviteranno tutti i consiglieri provinciali e regionali oltre alla cittadinanza auspicando che possa nascere una mozione che impegni il Governo provinciale/Regionale a sollecitare lo Stato/Governo nel muovere dei passi ufficiali nei confronti del governo degli USA (mai avvenuti).

Il Patrocinio è della Presidenza del Consiglio regionale, presidente Roberto Paccher che è molto vicino alla famiglia ed al “caso” da tempo.

Per memoria va ricordato che Enrico “Chico” Forti venne condannato all’ ergastolo senza condizionale, dopo un processo assolutamente indiziario e viziato da irregolarità (dichiarazione anche di avvocati americani oltrechè dello scomparso Sen. Ferdinando Imposimato, presidente emerito della Corte di Cassazione) per l’omicidio di Dale Pike con il cui padre, Forti stava trattando la cessione di un hotel a Ibiza (in realtà una truffa ordita ai danni di Forti). Unica cosidetta prova, un pugno di sabbia dentro il gancio di traino dell’auto di Forti della spiaggia in cui venne rinvenuto il cadavere, frequentata peraltro dai surfer e quindi anche da Forti…….si ascolteranno nel corso della serata testimonianze fortissime in merito all’accanimento giudiziario e della Polizia di Miami Dade che si fanno risalire al reportage di Forti sul suicidio (teorico) dell’omicida di Gianni Versace (Cunanan) che sembrerebbe la vera ragione di tutta la situazione. Lo stesso giudice nell’emettere la condanna affermò “non avendo prova alcuna che la identifichi quale responsabile dell’omicidio ho la sensazione che lei possa almeno essere l’ispiratore……,, ERGASTOLO SENZA CONDIZIONALE la pena!!!! Il tutto rimane allucinante a 20 anni di distanza!.

Forti perse tutto (lavoro, proprietà) inclusa la famiglia (moglie e 3 figli)!!! E da 20 anni attende che gli venga restituita la VITA.

Abbiamo trovato grande attenzione nel Presidente Roberto Paccher e proviamo a muovere la situazione partendo dal Trentino (Nago Torbole – Trento).

 

 

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