Intervento sulla via del 92° Congresso (Arco): ragazza elitrasportata d’urgenza in ospedale.

È stata elitrasportata d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento una ragazza del 1996, caduta per circa 5 metri mentre stava procedendo lungo la via del 92° Congresso che porta a cima Baone (Arco), un percorso escursionistico che alterna tratti su sentiero a brevi sezioni di roccia attrezzata. La ragazza, del posto, aveva terminato una delle progressioni verticali, si era quindi liberata dalla sicurezza e a quel punto è scivolata cadendo per circa 5 metri e sbattendo violentemente a terra. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato verso le 16.40 dal suo compagno di escursione.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. Nel frattempo anche una squadra di operatori della Stazione di Riva del Garda si è portata sul posto per dare supporto all’equipaggio dell’elisoccorso. Dopo le prime cure mediche, la ragazza è stata imbarellata e verricellata a bordo dell’elicottero per il trasporto all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Altri interventi nella giornata di oggi

Alle 10.20 di questa mattina il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero per soccorrere un escursionista colpito da un sasso mentre si trovava con altri due compagni sotto il canale del Dito (gruppo Adamello-Presanella) a una quota di circa 2.600 metri. Il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso alpino ha imbarcato il ferito a bordo tramite il verricello per il trasporto all’ospedale di Cles.

Alle 10.25 l’elicottero e gli operatori della Stazione di Pergine dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino sono intervenuti a Malga Montagna Granda (Panarotta) dopo che il malgaro è stato colpito da una mucca. L’uomo è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara.

Verso le 16.20, gli operatori della Stazione Val di Sole dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino sono intervenuti per soccorrere una donna sulla strada forestale di rientro dalla falesia di Folgarida (Val di Sole), con presunto shock anafillattico a causa della puntura di un insetto. La donna è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Cles.

Un successo oltre ogni previsione per la terza edizione di «Monte Bondone Green Day 100% Energia Pulita Dolomiti Energia», con oltre 500 ciclisti che hanno affrontato i 1400 metri di dislivello della montagna di Trento, moltissimi appassionati che hanno preso parte al trekking, tanti escursionisti e perfino skirollisti con in primis la nazionale russa in allenamento in queste settimane sul Monte Bondone.

A certificarlo è il campione delle due ruote Francesco Moser, che ha capitanato il plotone di e-bike partite da Trento Alta e giunte in località Vason: «L’idea di prevedere giornate green senza auto la trovo eccezionale e per questo motivo dobbiamo dire grazie agli organizzatori.

E’ stato bello vedere tanti trentini ma non solo vivere la montagna in maniera diversa, noi in e-bike e un mio amico addirittura con i pattini a rotelle. Quando si arriva a Vason, dopo aver affrontato 1400 metri di dislivello lungo la salita famosa per la Leggendaria Charly Gaul e per tappe del Giro d’Italia, si ha sempre una sensazione di felicità e appagamento, perché è una salita con i fiocchi».

Pedalare con un e-bike per un fuoriclasse come lei è stato ugualmente gratificante? «Le biciclette elettriche sono una grande intuizione perché consentono a tutti di affrontare qualsiasi salita su strada e fuoristrada, senza faticare eccessivamente, ma in ogni caso pedalando. Sta a chi la utilizza gestirla in modo allenante o meno. Io ho impiegato il motore a metà potenza, arrivando in cima senza faticare troppo, ma dialogando con i compagni di fuga.

Bisogna anche ammettere che quando si superano i 60 anni, come il sottoscritto, le energie calano tremendamente e la bici elettrica è un eccellente soluzione per amare la bicicletta, anche perché gli sforzi eccessivi da veterani non fanno per niente bene al fisico. Si tratta dunque di un mezzo straordinario adatto a tutte le età. Con il Monte Bondone ho sempre un feeling particolare. Ricordo ancora quando lo affrontai per la prima volta in gara da dilettante nel 1970. Arrivai quinto pur non essendo uno scalatore e vinse Lanzafame in volata».

Concetti che Francesco Moser ha approfondito anche in un talk show con il campione di ciclismo in piazza padre Riccardo, condotto dalla giornalista Dody Nicolussi.
E’ stata una giornata speciale per il Monte Bondone, invaso da un migliaio di persone con l’imperativo di vivere la montagna in tutte le sue sfaccettature, facendo attività fisica ma pure gustando i prodotti tipici nei 9 locali che hanno proposto un menù ad un prezzo speciale.

Tutti sull’Alpe di Trento a piedi o con mezzi ecologici, affrontando un trekking con accompagnatore di territorio, caccia al tesoro, salita in quota sul Palon con seggiovia ad un prezzo super scontato, giochi e laboratori alla Terrazza delle Stelle e al Giardino Botanico Alpino Viote, tiro con l’arco e tiro a segno al poligono. E non sono mancate nemmeno le auto elettriche, con tanto di ricarica anche per le due ruote grazie a Dolomiti Energia.

Elevata la soddisfazione degli organizzatori, con in prima fila l’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, quindi Dolomiti Energia, Comune di Trento, Associazione Operatori Monte Bondone, Muse, Trento Funivie, Pro Loco Monte Bondone Alpe di Trento, Scuola Italiana Sci e Snowboard Monte Bondone, Associazione Maestri di sci e snowboard Cristallo, Sci Club Monte Bondone, Gruppo Alpin Auto e Noleggio Degasperi. «Siamo decisamente soddisfatti – evidenzia la direttrice dell’Apt del capoluogo Elda Verones -.

In tanti hanno approfittato delle strade chiuse per salire la nostra montagna con la bicicletta, godendosi la verticalità della salita Charly Gaul, sia con le due ruote muscolari sia con quelle elettriche, grazie anche alla presenza del campione Francesco Moser.

Numeri rilevanti anche per il trekking e per le altre iniziative proposte. Un modo diverso dunque per vivere il Monte Bondone e la sua natura incontaminata. Voglio ringraziare tutte le realtà che hanno permesso di mettere in cantiere questo evento che verrà riproposto e valorizzato anche nelle prossime edizioni.

Il week-end era iniziato sabato con lo spettacolo itinerante “Shinrin” alle Viote del Bondone ed è proseguito domenica con un caleidoscopio di iniziative per tutti i palati, famiglie e bambini compresi. La novità di quest’anno era poi legata ai menù speciali proposti da 9 ristoratori nel tratto fra Sardagna e Vason. Un grazie agli operatori per la loro disponibilità. E’ con il lavoro di squadra che si ottengo risultati importanti».

 

 

 

 

Foto Raffaele Merler

Trofeo Lago di Caldonazzo: un altro trionfo per i draghi di Pinè.

Nella terzultima tappa del Campionato trentino Dragon Boat UISP vince la squadra di Pinè, che si conferma così in testa della classifica. Venezia vince la gara femminile, mentre tra gli Junior gli ospiti del Canoa Sile fanno il bis dopo il successo del 2018

Terzultima tappa del Campionato Trentino Dragon Boat / Coppa UISP, sulle acque del lago di Caldonazzo: il Trofeo Lago di Caldonazzo, sulla distanza dei 500 metri, ha visto il successo dell’equipaggio di Pinè, che così conquista i 35 punti che gli permette di rinsaldare la prima posizione nella classifica del Campionato, in attesa della penultima tappa sulle acque della Brenta, a Borgo Valsugana, e della Dracus Longa, ancora una volta sul Lago di Caldonazzo.

 

Le classifiche definitive:

 

19_08_25 Risultati Dragon Boat Caldonazzo

Una festa della musica in cui nessuno si senta escluso, affinché la musica sia inclusiva, trasversale, eterogenea, in continua evoluzione. E in continua rivoluzione. Proprio come l’amore. È “Music is Love” l’inno che dominerà il palco di X Factor 2019 e che già trova spazio nel promo della nuova edizione del talent show di Sky prodotto da Fremantle, al via da giovedì 12 settembre.

Il video mostra l’abbraccio tra rappresentanti dei vari generi musicali e tra i quattro eterogenei giudici che siederanno al tavolo di X Factor 2019: Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta.

X Factor 2019, condotto da Alessandro Cattelan, torna dal 12 settembre ogni giovedì, alle 21.15 su Sky Uno, e sempre disponibile on demand su Sky e NOW TV.

 

Appalto pulimento comune di Trento. Capitolato inaccettabile per Cgil Cisl Uil.

Dichiarazioni dei segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini, Walter Alotti.

Le modalità e i contenuti del bando ponte per la gestione del servizio di pulimento degli uffici del comune di Trento sono inaccettabili. Come primo risultato il capitolato di appalto, che ha dimezzato la base d’asta, comporterà una riduzione drastica degli orari di lavoro e quindi degli stipendi di decine di operatori attualmente impiegati nel servizio.

Il tutto aggravato dal fatto che il bando ha esplicitamente escluso l’applicazione della clausola sociale: ciò significa che lavoratrici e lavoratori non hanno nemmeno la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro in essere. Si tratta di un atto gravissimo. Per questo chiediamo immediatamente un incontro con la Giunta del comune di Trento.

 

C’è tempo fino al 30 settembre per la regolarizzazione. Tariffe trasporti dimezzate a beneficio di 46.000 studenti.

Il presidente Fugatti ha voluto intervenire oggi a proposito delle notizie riportate sui quotidiani secondo cui vi sarebbe caos nella definizione e nel pagamento della tariffa trasporti.

“In realtà” ha precisato il presidente ” come Giunta provinciale ci siamo fatti carico di rispondere all’istanza proveniente da più parti di sollevare, almeno parzialmente, la spesa che le famiglie assumono per la frequenza dei figli a scuola, e che riguarda mensa, libri, ma anche gli altri servizi come il trasporto, ed abbiamo effettuato un intervento proprio su quest’ultimo settore, arrivando definire il dimezzamento della tariffa. Questo significa lasciare nelle tasche delle famiglie trentine 2.000.000 di euro rispetto a quanto precedentemente pagato.

“La decisione – ricorda Fugatti – è stata assunta il 5 di agosto e al fine di consentire un regolare accesso ai servizi dei CAF per chi voglia ulteriori riduzioni, abbiamo stabilito che fino al 30 settembre sarà sufficiente, per viaggiare, la lettera di ammissione (quando si parli di alunni dalla materna fino alla scuola media), e la smart card anche non caricata (per quanto riguarda gli alunni che frequentano gli istituti superiori).

“Sono 4000 su 35000 – aggiunge infine il presidente – le famiglie che avranno l’opportunità di effettuare il ricalcolo della tariffa in quanto si erano già recate presso i CAF: una percentuale marginale, dunque, a fronte di un intervento che ha già riscosso apprezzamento da parte delle famiglie trentine, anche considerando che per quelle famiglie (i cui figli frequentano scuole in Comuni fuori da quello di residenza collocato sopra i 500 metri di altitudine) abbiamo anche stabilito la gratuità del trasporto.”

Di Giovanni Ceschi – Mai come in quest’estate 2019 il dibattito mediatico sulla scuola in Trentino è stato così vivace, a dispetto del periodo vacanziero. Merito certo dei mutati equilibri politici che hanno riaperto questioni congelate da quasi un ventennio. L’aspetto peculiare del dibattito è che la parte soccombente non trova di meglio che ritorcere contro gli avversari l’accusa che a buon diritto potrebbe esserle rivolta: quella di passatismo.

A ben vedere, infatti, i nodi del contendere riguardano scelte adottate in Trentino dai precedenti esecutivi: il mantenimento delle carenze formative quando nel 2007 si tornò ovunque agli esami a settembre; la verticizzazione del sistema scuola affidata ai dirigenti come “ufficiali di collegamento” e il loro conseguente inquadramento normativo e stipendiale, privilegiato rispetto al resto d’Italia, in combinato disposto con l’azzeramento del diritto alla mobilità. Sullo sfondo, la messa in discussione di autentici mantra: i “nuovi” piani di studio centrati sulle competenze degli allievi e sull’autonomia degli istituti; l’accento sulle tre “i” – inglese, impresa, informatica – a marcare l’idea di una scuola buona in quanto nuova. Certezze del passato che alla luce dei fatti si stanno sgretolando, una dopo l’altra, per la loro sostanziale inconsistenza.

L’epifenomeno di tale contrapposizione, persino la sua cifra stilistica e mediatica banalizzante, è il procedere per polarità. Bianco o nero. Scuola inclusiva o repressiva, innovazione didattica o frontalità dell’insegnamento, apertura al futuro o arroccamento sul passato. Il capovolgimento di prospettiva e la polarizzazione del dibattito sono del resto le armi disperate di chi si vede “scoperto” e teme che il cambio di rotta non faccia altro che confermare gli errori compiuti. Vediamo nel dettaglio come questa strategia, per quanto disarticolata, si stia delineando.

Il ritorno agli esami di settembre sarebbe la riproposizione vintage di un nostalgico autoritarismo della scuola che fu. Largo allora agli argomenti preconfezionati che fanno leva sulla presunta paura dei docenti di tornare ai corsi di recupero estivi (che in realtà sono sempre esistiti anche con le carenze formative) o sulla tangibile paura delle famiglie che per una sola materia si debba ripetere l’anno. E, d’illogicità in illogicità, avanti con l’antitesi bocciatura–promozione: come se, per effetto di un sistema che riscopra i valori fuori moda dell’impegno e del merito e li proponga agli studenti, fosse sottratto lo spazio per la terza via, cioè il recupero autentico delle lacune. Che è invece l’obiettivo ultimo della riforma annunciata dall’assessore Bisesti.

Anche il ritorno al sovrintendente scolastico è presentato come un passo indietro, nel migliore dei casi un doppione: e ciò non sorprende, specie agli occhi di dirigenti abituati a ragionare in termini di verticalità del passaggio di parole d’ordine e direttive per la scuola trentina che essi sono chiamati, in ultima analisi, a imporre; anche perché si tratta a ben vedere di figure professionali selezionate sulla base di quell’assunto. A che servirebbe un mediatore didattico, in una simile prospettiva?

In controluce altri temi si affacciano all’orizzonte, collegati alle “parole d’ordine” che il rapporto verticistico amministrazione–docenti e la relazione pseudo-democratica docenti–allievi mirano ad attuare: su tutti, il sospetto che la scuola delle competenze faccia acqua da tutte le parti e sia tenuta in vita solo di facciata, specie in indirizzi liceali per vocazione non professionalizzanti, dove però l’evanescenza di solide conoscenze teoriche e capacità analitiche, chiavi di lettura di una realtà sempre più complessa e sfidante, finisce per produrre disadattati. E ancora, l’impressione che la fissazione un po’ naïf del precedente esecutivo per un CLIL confuso col trilinguismo ma sbilanciato tutto sull’inglese, alternanza scuola–lavoro e tecnologie informatiche (una specie di ribollita delle tre “i” morattiane) si riveli modernariato di fronte alle esigenze vere di una società che muta a ritmi ancor più vertiginosi degli esecutivi, in Trentino e in Italia, e avrebbe bisogno di un’idea non troppo volubile di quale studente e cittadino (non di quale impiegato) vogliamo.

Una pars construens è dovuta, a questo punto. Nell’immediato: mantenere “puro” il sistema degli esami a settembre che l’assessore ha deciso di reintrodurre dal ‘20/21, perché ogni annacquamento equivarrebbe all’ennesima riforma che rinuncia all’obiettivo per cui è stata concepita, pur di mettere d’accordo tutti. A chi ritenga che altre priorità debbano impegnare il dibattito sulla scuola, faccio notare che gli effetti di un ritorno alla serietà della verifica a settembre eserciterà benefici effetti su tre piani correlati e cruciali: didattico, consentendo di verificare davvero i livelli di apprendimento; formativo, insegnando che l’impegno paga e che non ci si può affidare alla sanatoria per rimanere a galla; educativo, sempre che la società di cui la scuola è espressione abbia ancora qualche priorità valoriale da proporre ai giovani oltre al piatto grigiore delle “skills”.

Ancora: garantire una vera indipendenza del sovrintendente, che di nomina (provenendo dai ranghi della dirigenza scolastica qui delineata) indipendente non può essere, ma dev’essere almeno posto nelle condizioni di favorire il flusso d’istanze scuola–amministrazione e non l’esatto contrario; ché altrimenti sarebbe un clone del dirigente generale.

A medio termine: concepire un sistema di reclutamento per gli insegnanti basato davvero sul merito e sull’attitudine in fase di formazione in ingresso, trovando il coraggio di affermare – benché sia poco fotogenico – che non tutti gli aspiranti sono parimenti adatti a questo mestiere e che la libertà d’insegnamento non può essere disgiunta da una commisurata responsabilità. Al contempo, valorizzare i docenti per le qualità didattiche, non per una fatua innovatività o per la disponibilità ad assumere compiti burocratici del tutto secondari nel loro profilo professionale.

Per la politica, più in generale, smettere di concepire con l’imbarazzante banalità di precedenti esecutivi la competenza autonoma della PAT in materia d’istruzione come strumento per differenziarsi a prescindere e l’autonomia degli istituti quale strumento per imporre in modo più spregiudicato le direttive dall’alto; quindi, in sintesi, fare esercizio di distanza anziché di prossimità. Perché in un sistema tanto angusto come il Trentino, nel cortocircuito di politica, amministrazione e giustizia da microcosmo, l’effetto sarebbe quello di rimanere soli sull’isola a dirci che siamo i più bravi – lusingati dalle sirene del “ti piace vincere facile?” – e che quindi stiamo bene così.

 

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Giovanni Ceschi

Presidente del Consiglio del Sistema educativo Provinciale

Docente di latino e greco al liceo “Prati”

 

 

Foto: archivio Pat

Il Presidente Fugatti, imbeccato da Salvini e Zaia, in questi giorni va ripetendo che un governo PD/M5S sarebbe dannoso per le Regioni del nord. I dati e i fatti, tanto a livello nazionale quanto locale, dimostrano come negli ultimi vent’anni sono stati i Governi di centrosinistra a garantire maggiormente gli interessi dei territori e delle autonomie locali, in particolare quelle del nord.

La Lega, dopo aver abbandonato per ragioni di poltrona la promessa indipendentista padana, ha sempre parlato molto di federalismo e di autonomia, senza però nessun risultato concreto.

Ha governato nel 1994, poi dal 2001 al 2006, ancora dal 2008 al 2011 e infine nell’”anno bellissimo” 2018/2019, senza portare a casa nulla o quasi in tema di autonomia; tanti annunci, puntualmente traditi.

Nel frattempo è passata dall’essere Lega Nord a Lega Salvini. Come può un partito nazionalista, sovranista, antieuropeista e pure padronale avere a cuore le Autonomie? E’ chiaramente un controsenso, e lo ha capito anche l’SVP.

Persino con il Governo Conte le autonomie locali hanno avuto un ruolo marginale: nonostante la posizione di forza di Salvini, nonostante i referendum di Lombardia e Veneto, nonostante un ministro leghista agli affari regionali, nonostante l’asse dei governatori del nord, non si sono fatti passi avanti.

Salvini ha preferito occuparsi in via quasi esclusiva di sbarchi, e poi far cadere il governo. Se l’autonomia delle Regioni del nord fosse stata in cima alle sue priorità, avrebbe di certo agito diversamente.

Ora inventano nemici, ma c’erano tutte le condizioni per portare avanti le richieste di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

La verità è che ormai la Lega è un partito nazionale e l’autonomia non è più una sua priorità, non fosse altro per calcolo elettorale; un po’ di sana autocritica alle volte gioverebbe.

Il tema delle autonomie locali in Italia è invece da sempre al centro dell’agenda dei governi di centrosinistra. Si pensi alle leggi Bassanini (governo Prodi, 1997) con cui si è normato il decentramento amministrativo; si pensi alla riforma costituzionale del 2001 (governo D’Alema), che ha di fatto riformato il quadro istituzionale in senso federalista e valorizzato il ruolo di Regioni e Comuni.

Il rapporto con Roma per le autonomie è fondamentale, e non a caso nei governi D’Alema, Renzi e Gentiloni gli affari regionali erano affidati a Gianclaudio Bressa, eletto nella circoscrizione Trentino – Alto Adige e profondo conoscitore della nostra autonomia.

La storia recente del Trentino lo dimostra: nei vent’anni a guida centrosinistra autonomista la nostra Autonomia si è ampliata e rafforzata, e questo grazie a persone competenti, a delegazioni parlamentari autorevoli e a Governi nazionali – soprattutto di centrosinistra – sinceramente amici dell’autonomia.

Il rapporto con Roma non può essere di subordinazione, come quello di Fugatti con Salvini, ma paritario e collaborativo. Le promesse e le pacche sulla spalla servono a poco, ma questo Fugatti non lo ha ancora capito.

Ricordo che il Governo Conte con la finanziaria dello scorso inverno ha tagliato 70 milioni al Trentino, una manovra che fu votata dallo stesso Fugatti, all’epoca ancora parlamentare. Noi siamo dalla parte dell’Autonomia e riteniamo giusto riconoscere più Autonomia a chi la chiede e dimostra di poterla gestire con efficienza.

Questo processo rafforzerebbe anche la nostra Provincia, e la renderebbe di certo meno “sola”.

Ma serve una riforma ampia, di sistema, con la quale ripensare il rapporto tra Stato e territori, nell’ottica di un’Autonomia differenziata in base alle aspirazioni e alle capacità, in un quadro di unità e solidarietà nazionale.

In quest’ottica il Trentino/Alto Adige può essere un esempio ed un laboratorio importante per un nuovo dialogo tra Stato e Regioni, che non può che avvenire nel solco di un’adaesione forte alla dimensione europea.

L’Autonomia non può essere interpretata in forma regressiva , di chiusura, di sottrazione rispetto a vincoli e obblighi più ampi, siano essi economici, istituzionali o sociali.

Tutto il contrario dell’ideologia sovranista, per definizione chiusa e trincerata in un egocentrico individualismo, anche istituzionale; il sovranismo è nemico dell’autonomia.

In quest’ottica il Trentino/Alto Adige può essere un esempio ed un laboratorio importante per nuovo dialogo tra Stato e Regioni.

In tal senso Fugatti farebbe bene a ricordarsi di essere Presidente della Provincia Autonoma di Trento prima che un iscritto della Lega Salvini, e offrire al prossimo Governo – qualunque sia il suo colore – l’aiuto del Trentino per una riforma che possa garantire il rafforzamento delle Autonomie in Italia.

 

 

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Lucia Maestri

Segretaria del PD del Trentino

 

 

 

Tante le sfide globali e le emergenze da affrontare, che riguardano tutti noi. Ne abbiamo iniziato a parlare in queste ore al G7 di Biarritz insieme agli altri leader mondiali.

L’Italia è un grande Paese, che gode di credibilità e prestigio internazionale. Dobbiamo fare di tutto perché rimanga tale.

 

 

In diretta da Biarritz

Pubblicato da Giuseppe Conte su Sabato 24 agosto 2019

 

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In arrivo a Biarritz, in Francia, dove parteciperò al G7 con i principali leader mondiali. Sono fasi delicate per il presente e il futuro della nostra Nazione che, però, non possono farci distogliere lo sguardo dalle grandi sfide globali che inevitabilmente si riflettono anche sul nostro Paese. Sfide che investono l’economia, il commercio, la sicurezza, la politica estera, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente. Siamo fortemente preoccupati da quanto sta accadendo in Amazzonia, il polmone verde del mondo, devastata dai roghi.

Si tratta di temi che in questi 14 mesi sono stati sempre al centro dei miei interventi in tutte le sedi internazionali e di cui discuteremo anche nelle prossime ore al G7.