Oggi alle ore 15:45 circa giungeva chiamata al 112 che segnalava un bagnante scomparso presso l’Hotel Astor di Limone.

Immediatamente da Riva partivano la moto d’acqua e il gommone con 4 soccorritori acquatici. Arrivati sul posto uno degli amici confermava la scomparsa della persona e dichiarava che si era allontata a nuoto e che successivamente la perdeva di vista.

Sul posto giungeva l’elisoccorso di TN e la squadra Nautica della Polizia di Stato di Riva. Le ricerche partivano congiuntamente fino a quando l’elicottero localizzava l’uomo in pericolo al centro del lago e lo comunicava via radio ai natanti di soccorso. La persona nonostante il vento di Ora regolare circa 20/25 nodi annaspava con difficoltà verso la costa Veneta.

Un Vigile del Fuoco di Riva si tuffava dalla moto d’acqua per il recupero che avveniva sul gommone della Polizia di Riva. Il nuotatore risultava sfinito e confuso ma in buone condizioni di salute. Grande sorpresa per gli equipaggi intervenuti perchè nessuno si aspettava un soccorso con esito positivo anche perchè non sarebbe riuscito comunque a raggiungere la riva.

 

Su taglio eletti stop barricate, basta un voto. “In questi mesi il M5S ha portato avanti riforme centrali per il Paese e invocate da anni. Ora il nostro obiettivo è realizzarle a beneficio dei cittadini. Al primo posto c’è la riduzione di 345 parlamentari, una riforma epocale che tutti i partiti hanno promesso di approvare: è il tempo di scendere dalle barricate e passare ai fatti.

È una proposta avanzata da ogni singola forza politica. Basta un solo voto e sarà legge, tagliare le poltrone è il modo migliore per mettere il bene comune davanti agli interessi di parte”. Lo dichiara il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro.

ll Coordinamento No Valdastico Nord – A31 stigmatizza i comportamenti di coloro che con becere volgarità hanno vandalizzato luoghi storici che appartengono alla collettività tutta.

Il Coordinamento in questo ultimo anno ha svolto molte iniziative (manifestazioni, serate informative, gazebi, raccolta firme etc.) per informare la cittadinanza dell’inutilità e dannosità di tale collegamento: intendiamo attenerci a questi metodi, tipici della Società Civile.

Pertanto, il Coordinamento si dissocia nettamente da qualsiasi forma di protesta che preveda insulti, minacce ed illazioni, intendendo anzi proseguire la lotta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compresi gli striscioni con contenuti e messaggi seri e civili.

 

COORDINAMENTO NO VALDASTICO NORD A31

ACSD Tra le Rocce e il Cielo
Associazione La Pimpinella
Associazione Marcolina per la Tutela del Territorio
AgricUltura sez. Trentino
Amici della Terra – sez. Alto Garda e Ledro
Circolo Ricreativo “Amici di Foppiano”
Coro “La Valle” di Terragnolo
ENPA – sez. Trentino
GaSud Rovereto – gruppo acquisto solidale di Rovereto e zone limitrofe
Gruppo Culturale UCT – Uomo Città Territorio
Gruppo Italiano Amici della Natura
Italia Nostra – sez. trentina
LAC – sez. Trentino Alto Adige/Südtirol
LAV Italia
Ledro Inselberg
Legambiente – sez. Trentino Alto Adige
LIPU – sez. Trentino
Medicina Democratica – sez. Trentino
Medici per l’Ambiente ISDE – sez. Trentino
Mountain Wilderness Italia
OdV A Maloca
Organizzazione Internazionale Protezione Animali – sez. Trento
RIserva Cacciatori di Terragnolo
Salviamo la Val d’Astico
SOS Anfibi ONLUS
SOS Anfibi – gruppo di Vicenza
Terragnolo Eventi
WWF Italia
WWF – O.A. Trentino
YAKU

 

 

 

 

 

 

 

Alle premiazioni degli atleti oggi a Cles era presente l’assessore Stefania Segnana. Una giornata all’insegna dello sport per tutti con il Trofeo GSH

Cinquanta e cento metri, trenta metri carrozzina in autonomia e sessanta in assistita, salto in lungo, vortex, giochi di squadra: sono le specialità che hanno visto cimentarsi nella giornata di oggi decine di atleti diversamente abili, accompagnati da numerosi educatori e volontari, nella decima edizione del Trofeo sportivo GSH, che ha avuto per cornice il centro sportivo di Cles. Una giornata festosa, che dopo le gare svoltesi in mattinata ha visto anche un momento conviviale, seguito da un simpatico e scatenato zumba party. Quindi le premiazioni, cui hanno partecipato i campioni Maurizio Fondriest e Melania Corradini, le autorità locali e in rappresentanza della Giunta provinciale l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana. “Sono colpita dal calore e dalla passione che caratterizza questa giornata, anche emotivamente molto coinvolgente” ha detto Segnana, portando i saluti del presidente Maurizio Fugatti e degli altri colleghi della Giunta. “Ringrazio tutti gli organizzatori, le cooperative sociali qui rappresentate e i volontari. Il connubio sport e disabilità va sempre sostenuto, perché lo sport è vita e unisce le persone, grazie quindi per il vostro impegno” ha concluso l’assessore.

Alle premiazioni erano presenti anche il sindaco di Cles Ruggero Mucchi, l’assessore allo sport del comune noneso Andrea Paternoster, l’assessore alle politiche sociali della Comunità della Val di Non Luciana Pedergnana, il consigliere provinciale Lorenzo Ossanna e il presidente della cooperativa sociale GSH Michele Covi, che ha sottolineato l’importanza per tutti di portare con sé in ricordo di una intensa giornata di vita, al di là dei limiti che ciascuno di noi può avere.

Il decimo Trofeo Sportiva GSH nasce per iniziativa della cooperativa sociale che opera da dal 1990 in vari territori della Provincia di Trento, con l’intento di offrire servizi a persone con disabilità, in età evolutiva ed adulta e con l’obiettivo di rispondere in modo preciso ai loro bisogni. La manifestazione ludico sportiva, che corona dal 2010 un percorso costante di attività motoria, è aperta alle Cooperative sociali di tutta la Regione. Composta da circa trenta soci, GSH ha circa sessanta dipendenti e diversi volontari che seguono più di 120 persone con disabilità. I principi fondamentali a cui si ispira sono l’eguaglianza, l’imparzialità, la continuità, il diritto di scelta, la partecipazione, l’efficienza ed efficacia, perché le persone con disabilità possano crescere, esprimersi ed avere un pieno riconoscimento dei loro diritti, superando situazioni di svantaggio e dipendenza e normalizzando i propri percorsi di vita.

Mercato del lavoro: massima attenzione da parte della Provincia. L’assessore Spinelli: “Pronti ad intervenire, ma situazione non allarmante”.

“Siamo vigili e pronti ad attivare, in condivisione con le parti sociali, tutte le misure necessarie ed opportune per aumentare la capacità di assorbimento della forza lavoro da parte delle imprese, impegnandoci, nel contempo, sul settore strategico della formazione”. Così l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli a commento dei dati, resi noti da Agenzia del lavoro e riportati oggi dai quotidiani locali sulla situazione occupazionale in Trentino nei primi 5 mesi del 2019.

“Riteniamo, inoltre, – aggiunge l’assessore – che le misure nazionali, miranti ad introdurre strumenti equitativi nel mercato del lavoro, tipo il decreto dignità, proprio nel periodo preso a riferimento, abbiano evidenziato, perlomeno per il settore dell’industria, gli effetti negativi previsti dal lato della flessibilità, con riduzione delle assunzioni a tempo determinato. Se guardiamo i dati nella loro complessità comunque – precisa Spinelli – possiamo notare alcuni importanti elementi di positività se pensiamo che il mercato del lavoro trentino, come da fonte ISPAT, evidenzi nel primo trimestre del 2019 un tasso di attività pari al 72,3% (+1,2% rispetto al medesimo periodo del 2018) e un tasso di occupazione pari al 68% (+1,0 rispetto al 2018)”.

I dati pubblicati da Agenzia del Lavoro relativi al periodo gennaio-maggio, evidenziano delle criticità sui saldi occupazionali e quindi sulla differenza nel periodo di riferimento tra assunzioni e cessazioni lavorative. Il saldo occupazionale nei primi cinque mesi dell’anno è negativo, per circa 1.500 unità, il che non vuol dire che si sono persi altrettanti posti di lavoro, ma semplicemente che al momento le uscite lavorative prevalgono sulle entrate.

Da una più attenta lettura dei dati ci si accorge che il saldo negativo dei primi cinque mesi del 2019 si determina nel solo comparto dei pubblici esercizi e del turismo dove un maggior numero di cessazioni in questo periodo è assolutamente normale considerando che nei primi cinque mesi dell’anno si contano le cessazioni di gennaio e febbraio dovute dalla chiusura della precedente stagione turistica invernale e non si contano invece le assunzioni per la stagione estiva che si realizzeranno tra il mese di giugno e quello di agosto.

Peraltro, un minor numero di assunzioni nel turismo, che anche quest’anno lamenta difficoltà di reperimento di personale, può indicare non un cattivo andamento del comparto, ma semplicemente che le imprese non trovando lavoratori siano state costrette a ridurre i fabbisogni di personale. Va detto che, se si guarda il medesimo periodo del 2018, il saldo occupazionale complessivo della provincia di Trento era negativo di sole 76 unità. Ed è quindi evidente che quest’anno alcuni settori, nei primi cinque mesi, pur continuando ad assumere, lo hanno fatto in misura inferiore al 2018.

Non bisogna poi sottovalutare l’incremento della qualità del lavoro sul mercato. Il calo delle assunzioni si accompagna infatti con un’importante crescita della stabilità lavorativa: per maggior numero di assunzioni (+1.316) e di trasformazioni (+1.475) a tempo indeterminato rispetto al 2018.

Biancofiore- Fi-Crisi: bene ipotesi governo centro destra . Noi almeno 4 nomi stimati in parlamento, a partire da Silvio Berlusconi. Ha fatto bene il Presidente Berlusconi, all’unisono con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, a chiedere al Presidente della Repubblica Mattarella di ripartire dal 4 marzo 2018 . Dando cioè il mandato di Presidente del consiglio ad un esponente del centro destra, coalizione che vinse le elezioni e che oggi ha un consenso conclamato e aumentato nel Paese.

Se il Presidente Mattarella riterrà che il ritorno alle urne è pericoloso in questo momento per la tenuta dei conti e la recessione in arrivo, l’unica strada alternativa e credibile è il governo che rispecchia la sovranità popolare coniugandola con l’atlantismo e l’europeismo, cioè quello di centro destra appoggiato da quel 3 % che ci manca, dato dal gruppo delle autonomie e dal misto allargato.

Forza Italia, che garantisce appunto l’ancoraggio ai valori delle democrazie occidentali, esprime almeno 4 nomi stimati in parlamento, a partire dal nostro leader Silvio Berlusconi che potrebbe mettere a disposizione dell’Italia tutto il suo bagaglio di esperienza e di credibilità internazionale e istituzionale, riconosciute di recente – e lo ringraziamo, da Matteo Renzi. Una riserva del Paese che non può rimanere in panchina perché l’Italia con lui e i nostri allleati storici,può tornare al goal.

 

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Michaela Biancofiore,
Parlamentare FI e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

Mobilità in Trentino: “ Valdastico; servono infrastrutture che creino unione tra le comunità e non contrapposizioni. E se il suo rilancio si affidasse alla ferrovia?”

Il recente incontro di EuregioLab a Alpbach ha inteso lanciare il messaggio con il quale fare intendere che il Land Tirol, Sudtirolo e Trentino possono affrontare in maniera creativa e collaborativa anche i grandi temi del presente e del futuro: sviluppo, sostenibilità, tutela dell’ambiente.

Valutiamo positivamente la volontà comune di rafforzare la collaborazione in Euregio sulle questioni ambientali ma allo stesso tempo lanciamo un forte richiamo ai soggetti che sono intervenuti ad Alpbach. Alla buona volontà deve seguire innanzitutto la coerenza nella pianificazione del futuro dei territori Euregio e di conseguenza anche le scelte da attivare.

Il tema dei trasporti è un banco di prova molto importante in quest’ottica.

Se da un lato siamo ben abituati all’elenco delle promesse preelettorali , la pianificazione strategica che dovrebbe riguardare i governi da quelli provinciali, regionali, nazionali ed europei dovrebbe confrontarsi con ben altri elementi di valutazione.

Restando in tema di trasporti, la classe politica attuale è cosciente del fatti che ci stiamo affacciando alla soglia della più grande rivoluzione del settore dei trasporti che il mondo abbia mai vissuto?

Da questa consapevolezza si auspica avvenga la pianificazione della mobilità anche nella nostra regione, nelle Dolomiti, arco alpino tanto per restare vicino a casa nostra.

Umberto Zampelloni, storico giornalista sportivo, in una sua pubblicazione uscita quest’anno attraverso fonti autorevoli ha redatto lo scenario guardando al ruolo che in futuro l’automobile.

L’auto del futuro non dovrà essere necessariamente l’auto di proprietà. Cambiano le esigenze, ma diminuisce in parallelo anche la capacità economica che permette il mantenimento dell’auto di proprietà. Questo ultimo aspetto riguarda sin da ora i giovani europei che hanno sempre meno nella testa l’acquisto dell’auto.

A certificare questo cambiamento alcuni dati: In Italia il numero di patenti rilasciate è crollato del 25% tra il 2001 ed il 2018 e nella fascia compresa tra i 18-29 anni le immatricolazioni di auto sono diminuite del 50% (Fonte UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri).

Fenomeno che riguarda anche giovani degli USA dove negli ultimi 13 anni il numero di giovani con la patente di guida è sceso dal 76 al 71%

Crescita esponenziale invece per il car sharing ove negli USA e in Germania l’incremento di utilizzo è stato del 30% all’anno negli ultimi 5 anni.

Siamo difronte ad una riprogrammazione mondiale dell’uso dell’automobile, che viene affiancato dall’uso esponenziale di scooter, bici e servizi di mobilità pubblica.

Dinnanzi a questo scenario ed a quello urbanistico che a livello mondiale punta ed eliminare in futuro l’uso dell’auto privata dalle città, le conclusioni a cui Transdolomites giunge è che salvo gli interventi di viabilità puntuale, la realizzazione di nuove arterie stradali importanti non ha più nessuna giustificazione. Sottoponessimo all’attenzione dei famigerati studi “ Costi-Benefici” questi progetti sarebbero sistematicamente bocciati.

Chissà poi perchè in Olanda per le opere pubbliche è obbligatorio questo tipo di valutazione mentre in Italia se ne perla quando solo quando fa comodo?

Alla luce della rivoluzione in atto, applichiamo questo concetto all’opera tanto discussa e fonte di conflitto in Trentino e ni solo; la Valdastico.

Rilanciamo allora quanto venne pubblicato nell’articolo a firma di Massimo Plazzer – da “Voce Comune n° 58” scaricabile su digilander.libero.it/vallarsa/storia/treno.htm con il titolo “ Quando spuntò l’idea di un treno tra Rovereto e Schio “

“La via più breve tra Venezia e il Brennero” in un progetto del 1899

A cavallo tra ‘800 e ‘900, anche in Trentino era in forte sviluppo un nuovo mezzo di trasporto, il treno. Sono di quegli anni le importanti linee della regione, quella del Brennero in primis, realizzata nel 1859 fino a Bolzano e nel 1867 fino ad Innsbruck. Il nuovo mezzo permetteva velocità impensabili per l’epoca, il trasporto di merci e persone per lunghe tratte senza fatica, con notevoli cambiamenti economici e sociali.

Nel 1891 in Vallagarina era stata attivata la linea Rovereto-Mori-Arco-Riva, che ha operato fino al 1936 e nel 1896 l’impero austriaco inaugurava la linea della Valsugana da Trento fino a Tezze e bisognerà aspettare il 1910 perché l’Italia colleghi con la strada ferrata Mestre e Bassano al confine asburgico in Valsugana.

Nel 1899, quando in Veneto era fervido il dibattito sul percorso per collegare la Valsugana a Venezia, uscì a Schio un libretto dal titolo “La via più breve fra Venezia ed il Brennero è la linea Mestre – Padova – Vicenza – Schio – Rovereto”..

L’autore, si presume si tratti di Olinto de Pretto, parla di un naturale proseguimento della ferrovia del Brennero che con il tratto Rovereto-Schio vedrebbe chiudersi un quadrilatero con Verona e Vicenza, permettendo a persone e merci di accorciare la strada ipotizzando l’allacciamento alla ferrovia del Brennero circa a mezza strada fra Rovereto e Calliano.
Questa idea venne all’epoca accompagnata da una serie di studi sui costi da sostenere per la sua costruzione.

Questa notizia storica è stata poi riportata dal giornale “Trentino” del 28 aprile 2019
La prima Valdastico? Un treno.

Il progetto dimenticato. Nel 1899 i veneti proposero agli austriaci di collegare la ferrovia del Brennero a Venezia Lo studio prevedeva 9 km di galleria fino a Parrocchia, discesa per la Vallarsa e una stazione in Corso Bettini.

 

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A firma di Luca Marsilli.

Proseguiamo nuovamente con le note di Transdolomites.

Ribadite le recenti dichiarazioni di Alpabch ed alla luce delle contrapposizioni tra i pro o contro Valdastico e tenuto contro delle perplessità che sempre più emergono nella Valle dell’Astico, Rovereto, zona del Garda, Sudirolo, siamo dell’opinione che la promessa di rilancio fatta al Trentino ed alla Valdastico possa essere mantenuta semplicemente orientando la propria scelta sull’opzione ferroviaria anziché stradale dando alla ferrovia il ruolo di monopolio , quindi non affiancata da una nuova strada.

La tecnica con cui vengono attualmente realizzati i sedimi ferroviari volta a eliminate rumori e vibrazioni nonché l’adozione di materiale rotabile nuovo, potrà aprire la possibilità di valutare il trasporto merci e persone con il minimo impatto per la popolazione residente.

La grande novità è che ripensando al progetto storico originario quello che verrebbe ed essere realizzato sarebbe un corridoio ferroviario strategico tra Venezia, Valdastico, Rovereto ed il Garda , un progetto che anziché fomentare divisioni e paure per il timore della crescita della pressione del traffico privato doterebbe i territori citati di uno strumento di lavoro comune ma compatibile con le caratteristiche di ognuno.

Creare una direttrice su ferro per il movimento merci , rafforzerebbe ancora di più il ruolo della nuova ferrovia del Brennero.

Tutto ciò permetterebbe di rafforzare il ruolo della Valsugana nella funzione di metropolitana di superficie tra questa valle e la città di Trento. Valsugana ove l’emergenza per la mobilità è data dal muovere persone prima che le merci.

 

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

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