In vista dell’inizio della Serie A 2019/20, Mediaset mette a segno tre colpi per la squadra di “Tiki Taka”, il programma cult di approfondimento sportivo giunto alla 7ª stagione.

Il primo è un rinnovo e si tratta di Wanda Nara: la vulcanica showgirl e moglie e procuratrice di Mauro Icardi affiancherà il padrone di casa Pierluigi Pardo. Assieme a loro, per tutta la stagione, due grandi calibri come Christian Vieri e Antonio Cassano.

Il fischio d’inizio, straordinariamente in prima serata alle ore 21.30, è fissato per domenica 25 agosto su Italia 1.

Buongiorno Direttore. Mi è già capitato di scrivere a sostegno del punto nascite dell’ospedale di Cavalese, dov’era nata la mia prima figlia, mentre per la seconda ci toccò un pellegrinaggio in Val d’Adige. Lo faccio nuovamente a seguito di una nuova esperienza che ritengo significativa.

Questa notte (13 agosto, ore 23) mia figlia di quattro anni ha avuto una crisi asmatica: probabilmente nulla di veramente pericoloso, però respirava a fatica, non riusciva a parlare, rantolava paurosamente e ovviamente si è agitata molto. Non era la prima volta e noi genitori eravamo preparati; tuttavia ci siamo spaventati perché è stata più severa e lunga delle altre e non migliorava nonostante l’inalatore prescritto dal pneumologo.

Quindi ci siamo recati al pronto soccorso di Cavalese, dove in pochi minuti è arrivato il pediatra di turno in reparto e ha risolto la situazione: abbiamo presto potuto tornare a riposare e tranquillizzare la mamma.

Se ciò fosse accaduto l’anno scorso, quando il punto nascite era chiuso, mi chiedo come si sarebbe evoluta la vicenda. Mi sarei ritrovato su un’ambulanza, con una bambina ansimante, incapace di parlare e terrorizzata fra le braccia, fino a Trento? Forse l’Azienda Sanitaria avrebbe impegnato un elicottero con la relativa equipe d’emergenza per fare un aerosol a una bimba asmatica? E se qualcuno avesse avuto nel frattempo un infarto a Storo, chi avrebbe avuto quel morto sulla coscienza? Se fosse accaduto a gennaio, sotto una fitta nevicata, quando l’elicottero non vola e le strade sono poco praticabili? Dove e dopo quanto tempo avrei trovato un medico disposto a prendersi cura di mia figlia?

Non è la prima volta che io e mia moglie portiamo al pronto soccorso di Cavalese una delle nostre figlie: in Val di Fiemme ci sono appena due pediatri di base, oberati di lavoro; sicché per un bambino che sta male (fosse anche solo febbre alta) questa è spesso l’unica alternativa a una lunga attesa in ambulatorio. Anzi, durante i fine settimana o nelle ore notturne, è proprio l’unica assistenza disponibile in loco.

Com’è ovvio, questa presenza può rivelarsi molto più preziosa per chi si trovi ad affrontare una vera emergenza pediatrica; ma anche per molti pazienti critici adulti, poiché soltanto l’operatività del punto nascite garantisce che nel nostro piccolo ospedale sia sempre in servizio un medico rianimatore.

Vorrei quindi ringraziare ancora una volta tutto il personale medico e sanitario dell’Ospedale di Fiemme: sempre disponibili, professionali, rapidi, estremamente efficaci, splendidamente gentili e accoglienti. Ugualmente vorrei ringraziare chi in questi anni si è adoperato per la riapertura del punto nascite di Cavalese, confidando che nessuno dimentichi più quanto questo presidio sia essenziale per la sicurezza e la serenità di chi abita o visita le nostre montagne.

 

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Andrea Rizzi

Mara Dalzocchio. Avanti e liberiamoci di chi non vuole il vero cambiamento…. PD e 5 stelle.. chi ti rema contro vuole solo il reddito di garanzia e i soldi fatti con gli immigrati. A questi del paese non importa nulla.

 

 

 

 

Ferragosto, uffici chiusi al pubblico. Giovedì 15 e venerdì 16 agosto saranno garantiti solo i servizi essenziali.

Gli uffici della Provincia autonoma di Trento saranno chiusi al pubblico durante il ponte di Ferragosto. Oltre che nella tradizionale giornata di giovedì 15, giorno dell’Assunta, i dipendenti dovranno osservare una giornata di ferie obbligatorie anche venerdì 16 per poi riprendere regolarmente servizio lunedì 19 agosto. Durante il ponte saranno come sempre garantiti i servizi essenziali come vigili del fuoco, meteo, strade e servizio forestale.

Incidente in parete sulla Torre Cigolade (gruppo del Catinaccio). È stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con politraumi lo scalatore precipitato per una sessantina di metri sulla Torre Cigolade (gruppo del Catinaccio). L’uomo, del posto del 1977, stava procedendo da primo di cordata quando probabilmente ha perso l’appiglio ed è scivolato, sbattendo violentemente sulla parete. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 13.30 dalla compagna di cordata dell’uomo.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero. L’equipe medica, con il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e un operatore della Stazione Centro Fassa, è stata fatta sbarcare sul luogo dell’incidente per prestare le prime cure allo scalatore, il quale si trovava alla base della parete. Nel frattempo l’elicottero ha provveduto a recuperare la compagna di cordata, ancora in parete, tramite il verricello e l’ha trasportata a valle. In ambulanza, la donna ha raggiunto l’ospedale di Cavalese per le ferite riportate alle mani. L’uomo, invece, è stato stabilizzato, imbarellato ed elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Mattinata intensa per il Soccorso Alpino. Alcuni degli interventi:

L’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino è intervenuta verso le 11.15 di questa mattina sul sentiero che porta al Col delle Palue (passo San Pellegrino) per un uomo che si è sentito male. Raggiunto da due operatori della Stazione di Moena e dall’elicottero, è stato elitrasportato all’ospedale di Cavalese per accertamenti medici.

L’Area operativa Trentino centrale è intervenuta a Pian del Dosson (Paganella) per un escursionista che è caduto sulla strada forestale e ha battuto la testa. Sul posto si è portata la Guardia attiva di Fai della Paganella del Soccorso Alpino che ha prestato le prime cure all’infortunato e lo ha accompagnato fino all’ambulanza per il trasporto all’ospedale di Trento.

Poco dopo, alle 12.50, gli operatori della stazione Altipiani sono stati allertati per un ragazzo minorenne in shock anafilattico dopo essere stato punto presumibilmente da un insetto. I soccorritori lo hanno raggiunto sul sentiero “Percorso del respiro degli Alberi” a Lavarone e lo hanno accompagnato fino all’ambulanza per il trasporto in ospedale.

Premio Ambiente e Legalità di Legambiente e Libera. Amministratori, giornalisti, magistrati e forze dell’ordine premiati per il loro impegno da difensori della legalità nella lotta all’ecomafia, alla corruzione e alla criminalità organizzata.

Tra i premiati Raffaele Cantone e le Ong che operano in mare per salvare vite umane.

Ricordata la giornalista Nadia Toffa e il suo impegno accanto alle popolazioni vittime dell’illegalità ambientale, dalla Terra dei fuochi all’Ilva di Taranto.

La consegna della targhe a Festambiente, festival nazionale di Legambiente in corso di svolgimento a Rispescia(Gr).

Buone notizie: si conferma la validità della legge sugli ecoreati. Nel 2018 usata per 1.108 volte e applicata in 88 casi di disastro ambientale.

C’è chi combatte la corruzione, chi opera in mare per salvare vite umane, chi denuncia il caporalato, chi si rimbocca le maniche per rilanciare in modo sostenibile l’economia del proprio territorio. Sono amministratori, giornalisti, rappresentanti delle forze dell’ordine, magistrati, cooperative e Ong i difensori della legalità contro l’ecomafia, la corruzione e la criminalità organizzata premiati da Legambiente e Libera in occasione della XV edizione del premio Ambiente e Legalità che si è svolta nell’ambito di Festambiente, il festival nazionale di Legambiente in programma in Maremma, a Rispescia (GR) fino al 18 agosto. E il premio di Legambiente e Libera si apre con una buona notizia: si conferma la validità della legge sugli ecoreati.

I dati testimoniano che nella lotta alla criminalità ambientale, la legge sugli ecoreati continua ad avere un ruolo chiave, sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Nel 2018 la legge è stata applicata dalle forze dell’ordine per 1.108 volte, più di tre al giorno, con una crescita pari a +129%. Come gli altri anni, la fattispecie dell’inquinamento ambientale è quella più applicata: 218 contestazioni, con una crescita del 55,7% rispetto all’anno precedente. Aumentano anche i casi di disastro ambientale applicato in 88 casi (più che triplicati rispetto all’anno precedente). Completano il quadro le 86 contestazioni per il delitto di traffico organizzato di rifiuti, i 15 casi di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, i 6 delitti colposi contro l’ambiente, i 6 di impedimento al controllo e i 2 di omessa bonifica.

Prima delle consegne delle targhe, Legambiente e Libera hanno ricordato la giornalista delle Iene Nadia Toffa e il suo impegno accanto alle popolazioni vittime dell’illegalità ambientale, dalla Terra dei fuochi all’Ilva di Taranto, di cui nello scorso gennaio era diventata cittadina onoraria. Il Premio ha visto tra i premiati Raffaele Cantone, per l’attività svolta di vigilanza e contrasto alla corruzione svolta dall’Autorità nazionale anticorruzione, sempre più strettamente connessa sia ai fenomeni di criminalità ambientale, come emerge dal Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, con 100 inchieste giudiziarie registrate in un anno, sia dall’ultimo report nazionale dell’Anac sulle interdittive antimafia, elaborato sulla base delle informazioni contenute nel Casellario informatico delle imprese. Report che ha evidenziato ben 2.044 interdittive, per il 44,9% nelle regioni del Sud.

Premiate SOS Mediterranee, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Umans, Sea Watch, Open Arms, per il coraggioso e generoso impegno profuso in questi anni, operando in mare aperto e in condizioni precarie, finalizzato a trarre in salvo, fino al porto sicuro più vicino, persone disperate, che fuggono dai loro paesi diventati invivibili a causa di guerre, conflitti etnici, cambiamenti climatici.

“Tutti i premiati – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – ben raccontano l’impegno concreto e le azioni messe in atto per contrastare le illegalità ambientali che minacciano l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini e l’economia pulita della Penisola. Per vincere la sfida contro ecomafiosi e criminali non possiamo essere navigatori solitari, ma è una sfida da combattere e vincere insieme dove ognuno con corresponsabilità deve fare la propria parte. Non possiamo più stare a guardare: è “il tempo del coraggio” il nostro richiamo specifico che lanciamo da Festambiente alla parte sana del Paese, occorre scendere in campo per la rinascita ambientale,sociale e culturale dell’Italia.”

Altri premi al Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale – Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Treviso per le indagini relative al procedimento penale relativo a “Inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nelle province di Vicenza, Padova e Verona”; al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, per l’inchiesta “Palude” che ha coinvolto il Genio civile di Trapani e alcuni uffici tecnici comunali, facendo emergere reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso materiale e ideologico commesso da pubblici ufficiali in atti pubblici e violazioni alla normativa in materia di appalti pubblici; al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone per l’indagine “Urban Waste”, durata due anni, su 17 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa, traffico di influenze illecite e false attestazioni o certificazioni; all’Ufficio Polizia di Frontiera di Rimini per l’operazione “Luxury dog” in cui sette persone sono state arrestate con l’accusa di maltrattamento e traffico illegale di animali, truffa e falsificazione di documenti relativi alle vaccinazioni, cinque di loro sono finite in carcere e due ai domiciliari; alla Guardia costiera di Pescara, per l’inchiesta, iniziata nel 2015, che ha riunito diverse indagini sull’inquinamento del fiume Pescara, svolta in collaborazione con i Carabinieri forestali e la Guardia di finanza, che ha portato nel febbraio 2019 al processo di 11 persone, fatto scattare il sequestro di 26 scolmatori di piena dell’impianto fognario di Pescara, dell’impianto di depurazione e dello scarico del mattatoio comunale; al Gruppo Carabinieri Forestale di Grosseto, per aver applicato, per la prima volta in Italia, la tecnica investigativa usata per gli omicidi alle indagini relative all’uccisione e scuoiatura di un lupo fatto trovare a Suvereto nel 2017.

Premiata anche il magistrato Alessandra Dolci che dirige la DDA di Milano per l’impegno e le innumerevoli inchieste a difesa dell’ambiente e contro gli ecocriminali condotte negli anni e, in particolare, per le indagini partite dall’incendio del capannone della ‘IPB’, nel quartiere Bovisasca a Milano, distrutto nel rogo divampato il 14 ottobre 2018 – con 16mila metri cubi di rifiuti plastici in fumo – grazie alle quali è stato ricostruito un vasto traffico illecito di rifiuti, soprattutto dalla Campania, in particolare rifiuti domestici di Napoli e Salerno.

Dal Nord Italia il premio si trasferisce in Campania: riconoscimento al sindaco di Marcianise, Antonello Velardi per la passione e l’impegno civico, da sindaco nell’affermazione di un’autentica cultura della legalità e del rispetto delle regole, in contesti, come quello di Marcianise dove venivano sistematicamente violate, dalla burocrazia comunale e dalla cittadinanza. Riconoscimento anche per il sociologo Marco Omizzolo, per il suo lungo impegno a favore della legalità, dalla tutela dell’ambiente ai diritti dei lavoratori migranti, vittime dell’odioso fenomeno del caporalato, attraverso denunce, attività di ricerca, inchieste giornalistiche come “Il grande cocomero” sul caporalato nell’Agro Pontino, che hanno consentito di svelare gli interessi di un’economia “legale” fondata, in particolare, sullo sfruttamento della comunità Sikh, con la complicità di sindacalisti e ispettori del lavoro corrotti e il silenzio di troppi; alla giornalista di Rainews24 Angela Caponnetto per i suoi servizi televisivi sulle persone costrette a migrare dall’Africa verso l’Europa, sull’impegno della Guardia costiera, della Marina militare e della Guardia di Finanza finché è stato loro consentito e, dopo, delle sole ONG nel Mediterraneo e, come lei stessa ha dichiarato, per essere schierata dalla parte della vita, della dignità e del rispetto della vita umana.

Il premio Ambiente e legalità 2019 è stato assegnato anche alla Comunità Progetto Sud e al Goel Gruppo Cooperativo per il loro costante e pluridecennale impegno in Calabria, regione di straordinarie risorse e allo stesso tempo la più fragile, dal punto di vista economico e sociale del nostro Paese, soggetta alla asfissiante pressione della ‘ndrangheta e di quei comitati di affari, politici, imprenditoriali e massonici, che con i clan stringono patti e scambiano favori. Premio speciale alla memoria di Emanuele Crestini, sindaco di Rocca di Papa per l’alto senso civico e l’altruismo mostrati in occasione della tragedia che ha colpito, il 10 giugno 2019, la sua città, mettendo in salvo dalle fiamme molte persone, anche a prezzo della sua stessa vita.

La Giunta provinciale di Trento ha dato indicazione all’Agenzia provinciale per la Rappresentanza Negoziale trentina (Apran), nel novero del rinnovo contrattuale del comparto sanità 2016/2018, di attivare un percorso contrattuale di riconoscimento giuridico-economico rivolto esclusivamente al personale tecnico amministrativo dell’azienda sanitaria per omogeneizzarlo/armonizzarlo di fatto a quello “provinciale” (con relativi vantaggi economici!), con lo stanziamento iniziale di 1 milione di euro a carico del contratto del comparto sanità per dare avvio al percorso, la conclusione dello stesso comporterebbe poi l’impegno a reperire altri 4 milioni di euro in tempi successivi.

Nursing up Trento ha invece sempre richiesto, che un serio processo di omogeneizzazione/armonizzazione sia attivato contrattualmente e contestualmente non solo per gli amministrativi, ma anche per tutti i 3800 professionisti dei 22 profili sanitari del comparto sanità, con il coinvolgimento anche del personale infermieristico e sanitario degli enti locali(infermieri, tecnici laboratorio e radiologia, fisioterapisti, ass.sanitarie, ostetriche, terp, ecc..).

I nostri professionisti sanitari devono avere pari dignità e diritti rispetto agli altri dipendenti pubblici e devono avere lo stesso inquadramento giuridico/economico dei dipendenti provinciali con pari formazione.I nostri professionisti sanitari devono essere valorizzati perché lo meritano, per la loro professionalità derivante da una formazione universitaria, per il loro impegno e per la situazione di disagio quotidiano che stanno vivendo, vista la cronica carenza di personale!!Ci rivolgiamo per questo anche al cittadino/utente, sappiate che nonostante la carenza di personale ampiamente documentata a mezzo stampa negli ultimi giorni, stiamo comunque garantendo adeguati standard assistenziali saltando ferie, riposi, facendo straordinari e spesso rinunciando al nostro aggiornamento professionale, per noi indispensabile per mantenere le competenze necessarie, in continua evoluzione.

E’ veramente iniquo e paradossale che alcune organizzazioni sindacali del comparto sanità di Trento, che si fregiano di rappresentare tutti i lavoratori, sostengano invece al tavolo contrattuale la proposta della Giunta provinciale per l’omogeneizzazione/armonizzazione esclusivamente per il personale tecnico-amministrativo dell’Apss trentina con i provinciali, escludendo di fatto i sanitari. A tal proposito una di queste sigle sindacali sta anche facendo una raccolta firme a favore esclusivamente del personale tecnico-amministrativo. Se ai sanitari iscritti a quei sindacati la cosa è evidentemente gradita, per noi non lo è di certo, noi che difendiamo veramente i diritti e gli interessi dei nostri professionisti !!

Abbiamo pertanto deciso di lanciare un petizione online sul sito ww.change.org, a sostegno delle nostre proposte ed istanze.Da questa giunta provinciale, ci aspettavamo un concreto e reale interessamento alle nostre problematiche, apprendiamo invece con rammarico che la Giunta provinciale, nell’assestamento di bilancio appena approvato e nonostante le nostre reiterate richieste volte ad individuare adeguate risorse economiche euro per i prossimi rinnovi contrattuali, non ha stanziato nemmeno un euro per una specifica e mirata valorizzazione dei professionisti sanitari .

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore Sindacato Nursing up Trento

 

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Petizione sul sito www.change.org

SANITA’ TRENTO: NURSING UP CHIEDE OMOGENEIZZAZIONE DEI PROF. SANITARI CON I PROVINCIALI

 

La Giunta provinciale di Trento ha dato indicazione all’Agenzia  provinciale per  la  Rappresentanza   Negoziale trentina (Apran), nel novero del rinnovo contrattuale del comparto sanità 2016/2018, di attivare un percorso contrattuale di riconoscimento giuridico-economico rivolto esclusivamente al personale tecnico amministrativo dell’azienda sanitaria per omogeneizzarlo/armonizzarlo di fatto a quello “provinciale” (con relativi vantaggi economici!), con lo stanziamento iniziale di 1 milione di euro a carico del contratto del comparto sanità per dare avvio al percorso, che per la sua conclusione comporterebbe poi l’impegno a reperire altri 4 milioni di euro in tempi successivi.

Noi chiediamo invece, come Nursing up Trento, che tale processo di omogeneizzazione/armonizzazione sia attivato contrattualmente e contestualmente anche per tutti i 3800 professionisti dei 22 profili sanitari del comparto sanità ed enti locali(infermieri, tecnici laboratorio e radiologia, fisioterapisti, ass.sanitarie, ostetriche, terp,ecc..), i nostri professionisti sanitari devono avere pari dignità e diritti rispetto agli altri dipendenti, i nostri professionisti sanitari devono essere valorizzati perché lo meritano, per la loro professionalità, il loro impegno e la situazione di disagio quotidiano che stanno vivendo, vista la cronica carenza di personale!!

SE VUOI SOSTENERE QUESTA INIZIATIVA, FIRMA LA PETIZIONE!!!

 

Con aumento longevità cresce bisogno cure e assistenza qualificata per la terza età. Con 300 mila anziani in casa di riposo in Italia bene i controlli delle forze dell’ordine per evitare abusi e illegalità. E’ quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Sistan in relazione all’indagine della polizia che ha portato all’arresto 9 operatori di una struttura assistenziale di Rovigo accusati di maltrattamenti agli anziani ospiti. L’aumento della speranza di vita con l’invecchiamento della popolazione fa crescere il ruolo delle residenze per la terza età – sottolinea Uecoop – a fronte di una disponibilità di posti letto che in Italia è la metà di quella della Francia ed appena 1/3 rispetto alla Germania evidenzia Uecoop su dati Isimm. E’ quindi sempre più importante da un lato garantire una risposta alla maggiore richiesta di assistenza e dall’altro – rileva Uecoop – puntare sulla formazione di personale altamente qualificato sia per le conoscenze tecniche che per l’approccio psicologico e la consapevolezza di un ruolo che va aldilà della semplice figura infermieristica.

Anche perché con oltre 4,3milioni di persone over 80 nel 2019, +3% rispetto all’anno prima – evidenzia Uecoop – lo scenario è quello di una società con una componente anziana importante che ha bisogno di cure e servizi a fronte di network familiari con minori capacità di assistenza rispetto ai parenti più avanti negli anni e con maggiori problemi di autosufficienza. In base agli ultimi dati disponibili – spiega Uecoop –1 anziano su 3 ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa, mentre addirittura più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto fino a indossare abiti o svestirsi. Una situazione – afferma Uecoop – che impone di organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato.

Una crescita della domanda di assistenza che ha già portato a un aumento del 40% dei posti letto nelle case di riposo private nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016 con rette che vanno in media dai 1.500 ai 3.000 euro al mese – rileva Uecoop – mentre 500 milioni di euro sono state investititi negli ultimi anni da parte di società italiane e straniere per comprare strutture fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana. Le dinamiche demografiche in corso impongono una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare a livello nazionale considerando che – conclude Uecoop – gli anziani non autosufficienti diventeranno 5 milioni nel prossimo decennio.

Domenica 18 agosto nuovo appuntamento con il Val di Fassa Panorama Music, la sezione del TrentinoInJazz 2019 che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica di Enrico Tommasini. Al Ciampac lo spettacolo Canti del vivo: serenate, lamenti e altri canti dell’anima. Il concerto è gratuito. Il costo del biglietto della cabinovia Alba-Ciampac è a carico dei partecipanti. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio Ciampac.

Canti del vivo è il nuovo spettacolo di Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini di O Thiasos TeatroNatura: le due performer, con le loro voci, il suono della viola, della dulsetta e del tamburo, si fanno veicolo per condividere il cantare nella natura con la sua atmosfera poetica, regalando al pubblico un’esperienza intima e raffinata. Il repertorio dei canti polifonici attraversa l’universo di diverse culture tradizionali dell’area italiana, est europea e asiatica. I testi dei canti sono vere e proprie poesie, sono i canti dell’anima, della presenza. Sono la “poesia anonima” dei nostri antenati, la radice da cui siamo scaturiti e vibrano nelle nostre fibre più profonde.

Prossimo appuntamento: mercoledì 21 agosto Orchestra Haydn di Trento e Bolzano a Pinzolo (TN).

 

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Domenica 18 agosto nuovo appuntamento del Panorama Music con l’esperienza mistica di Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini di O Thiasos TeatroNatura. Mercoledì 21 Orchestra Haydn di Trento e Bolzano a Pinzolo
TrentinoInJazz 2019: Canti del vivo al Ciampac!

TRENTINOINJAZZ 2019
e
Panorama Music
presentano:

Domenica 18 agosto 2019
ore 12.00
Ciampac
Alba di Canazei (TN)

 

Inaugurato un nuovo tratto della pista ciclopedonale Fondo-Mendola. Completati circa 5 km da Waldheim al Passo della Mendola. Il taglio del nastro con il presidente Maurizio Fugatti.

Rappresentanti istituzionali, cittadini e famiglie, turisti o semplici appassionati: erano davvero numerosi questa mattina sul valico al confine fra le due Province del Trentino Alto Adige i partecipanti alla biciclettata inaugurale del nuovo tratto ciclopedonale Waldheim-Passo Mendola. Un percorso di circa 5 km con tante soste panoramiche e poi il taglio del nastro in località Waldheim, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e di numerose autorità locali, fra cui tanti sindaci della zona, il presidente della Comunità della Val di Non Silvano Dominici, il presidente dell’Apt Lorenzo Paoli, il presidente dell’Associazione Artigiani territoriale Massimo Zadra e i tecnici dell’Ufficio Infrastrutture Ciclopedonali della Provincia, con il responsabile Marcello Pallaoro. In rappresentanza del Consiglio provinciale ha partecipato Lorenzo Ossanna.

L’opera, realizzata dal Servizio Opere Stradali e Ferroviarie della Provincia Autonoma di Trento, su progetto di Sergio Deromedis e Francesco Weber, si inserisce nel più ampio progetto della ciclopedonale che collegherà l’abitato di Fondo con quelli di Malosco, Ronzone, Ruffrè e Mendola, per una lunghezza di quasi 16 chilometri. Il progetto finale prevede tratti promiscui urbani lunghi 5,4 chilometri, tratti promiscui extraurbani per 0,9 chilometri e tratti di piste ciclopedonali larghe 2,7 metri, per un’estensione di circa 9,5 chilometri.

“Questa importante opera, a cui tutti avete collaborato, attraversa un territorio bellissimo e porta con sé valori come ambiente, sostenibilità, utilizzo dei mezzi sportivi, salute, economia per il territorio, turismo”, ha detto il presidente Fugatti. “C’è volontà da parte dei territori, delle amministrazioni comunali e dell’amministrazione provinciale di dare corso alla chiusura dell’anello ciclabile in un prossimo futuro: il riconoscimento va oggi a chi ci ha creduto. Noi ci crediamo”, ha detto ancora il presidente sottolineando le potenzialità del progetto per “questa parte della Val di Non che ha delle bellisssime peculiarità” come ha ricordato in chiusura del suo saluto.

Sono 2 gli stralci funzionali in cui è divisa l’opera di collegamento Fondo-Mendola. Quello inaugurato stamattina va dalla località Waldheim nel comune di Sarnonico (1242 metri slm) alla stazione di arrivo della Funicolare del Passo della Mendola (1.368 metri slm) per una lunghezza di 5,290 chilometri ed un dislivello di 168 metri. L’iniziativa è stata finanziata dai Comuni dell’Ata Val di Non nell’ambito dei fondi del Patto Territoriale. Il finanziamento globale, che riguarda tutto il tratto completo da Fondo alla Mendola, ammonta a circa 1 milione e 840 mila euro, mentre il costo del tratto Mendola-Waldheim è di euro 350 mila. Quando sarà completata, la pista rappresenterà un’estensione dell’anello ciclopedonale dell’Alta val di Non, inaugurato nel giugno 2012. I chilometri interamente percorribili sulle due ruote saranno allora 48, dei quali 41 asfaltati e 7 sterrati.

Come ha spiegato Sergio Deromedis, illustrando i tanti buoni motivi per promuovere la realizzazione delle piste ciclabili, come la sicurezza nella mobilità delle persone, la salute, il minor inquinamento, il risparmio economico, il decongestionamento della viabilità, la maggiore qualità della vita delle popolazioni, la Provincia autonoma di Trento investe da anni nella progettazione dei percorsi ciclopedonali. Ad oggi si contano in Trentino 410 chilometri di rete ciclabile, con 2 milioni di passaggi all’anno e 110 milioni di euro di indotto. Interessante, poi, l’aspetto sociale, meno evidente ma ugualmente importante: la costante, necessaria manutenzione dei percorsi permette anche il reimpiego di tanti disoccupati attraverso il Progettone. Da non trascurare, inoltre, le tante attività delle associazioni ciclistiche, che coinvolgono migliaia di appassionati, anche giovani e giovanissimi che percorrono le piste in ogni stagione. Una festa importante, dunque, per un’opera che, come è stato detto oggi, crea un valore aggiunto per tutto il territorio.

PRINCIPALI DATI TECNICO – AMMINISTRATIVI
Lunghezza complessiva dell’itinerario ciclopedonale: 5.290 m.
Larghezza complessiva bitumata della nuova pista ciclopedonale in sede propria: 2.50 m.
Numero corsie: 2 di larghezza da 1,25 m ciascuna
Larghezza banchine in terra: 0,5 m per lato.
Ditta esecutrice: Associazione Temporanea di Imprese (ATI) tra la ditta Crimaldi srl di Campodenno (TN) e Edilpavimentazioni srl di Nave San Felice (TN)

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