Educazione civica digitale, per “abitare” la rete e contrastare il cyberbullismo, Un bando per la formazione di studenti, docenti e genitori sul tema della cittadinanza digitale.

È stato approvato oggi, su proposta dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, il bando per la formazione di studenti, docenti e genitori denominato “Educazione civica digitale per abitare la rete e contrastare il cyberbullismo”. Si tratta del quarto bando sul tema della cittadinanza digitale, per la prima volta di durata biennale, che riconosce come fondamentale il lavoro a diversi livelli dell’intera comunità educante, composta da istituzioni, scuola, famiglia e territorio.

L’alfabetizzazione informativa e digitale consente di far acquisire competenze su come “abitare” la rete in modo consapevole, per diventare non solo consumatori critici, ma anche produttori di contenuti digitali. Obiettivi del bando sono soprattutto il contrasto al cyberbullismo, l’utilizzo consapevole dei social network e la sicurezza in rete, ma anche dare indicazioni alle scuole per elaborare un curriculum d’istituto in un’ottica di cittadinanza digitale e la condivisione di una policy per l’uso delle tecnologie in ambito scolastico.

Sono previsti fino a 980 percorsi in 70 istituti scolastici per gli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021, con una durata di quattro ore in aula e l’attivazione di sette percorsi ad anno scolastico per ogni scuola, di cui uno rivolto ai genitori, uno ai docenti e minimo cinque rivolti agli studenti. La formazione verrà condotta da professionisti del territorio come psicologi, pedagogisti e counselor, che saranno affiancati da docenti di ruolo, favorendo così una ricaduta di competenze spendibili in modo autonomo e in continuità all’interno delle singole scuole.

I percorsi e i progetti presentati nel contesto di questo bando dovranno offrire agli istituti scolastici lo stimolo per promuovere la consapevolezza nell’uso della rete da parte di studenti, docenti e genitori, oltre a favorire sinergie sul territorio. L’intento è, infatti, anche quello di incoraggiare le scuole a sentirsi parte attiva di un sistema più ampio, coinvolgendo le consulte dei genitori sui temi proposti. Il finanziamento previsto ammonta complessivamente, per il biennio di interesse, a 314 mila euro. L’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovani si occuperà di predisporre la modulistica e di raccogliere le domande, gestendone il relativo procedimento. I progetti potranno essere presentati a partire dal 16 settembre e fino al 14 ottobre 2019, per poi essere realizzati a partire dal gennaio 2020.

Sessantasette pagine che contengono il biglietto da visita della ricerca scientifica della Fondazione Edmud Mach. Il report del Centro Ricerca e Innovazione 2017/2018 è appena uscito e completa il panorama della reportistica FEM accanto alle altre due pubblicazioni dell’ente: il Report del Centro Trasferimento Tecnologico e l’Annuario del Centro Istruzione e Formazione.

Come già nelle scorse edizioni, l’edizione biennale propone ai lettori una selezione dei risultati di ricerca di maggior peso dello scorso biennio (2017 e 2018). I tre “pilastri” dell’impegno FEM secondo la sua missione scientifica, ben sintetizzati nelle tre “A” (Agricoltura, Alimentazione, Ambiente), sono illustrati con una scelta di brevi articoli discorsivi, in cui i ricercatori illustrano la rilevanza dei principali progetti di ricerca con i risultati scientifici conseguiti nel periodo appena trascorso. A corollario, il Report include una serie di “telegrafici” interventi che riportano ulteriori risultati della ricerca FEM del biennio.

La Fondazione Mach di S. Michele all’Adige, nel suo Centro Ricerca e Innovazione, si conferma istituto di eccellenza nei settori disciplinari che lo contraddistinguono, ponendosi in posizione apicale nella classificazione degli istituti di ricerca nazionali stilata da ANVUR, l’Agenzia per la valutazione della ricerca in Italia. Qualche numero, riportato nel Report, dà ragione, anche quantitativamente, di questi risultati. Lavorano al Centro Ricerca e Innovazione 182 persone (43% donne, 14% stranieri, 37% in possesso di dottorato di ricerca).

Questi ricercatori hanno pubblicato, nel biennio, 383 articoli su riviste scientifiche “con fattore di impatto”. Le collaborazioni internazionali sono dell’ordine delle 200, nella maggior parte dei paesi europei ed extra-europei, in cinque continenti. Il Centro Ricerca e Innovazione è anche un importante polo di organizzazione di eventi scientifici: nel biennio sei “grandi eventi” internazionali e 13 eventi divulgativi accanto a numerosi seminari e conferenze.

Testate contro vetrata, tenta di sottrarre pistola, sputa in faccia ad agente e accusa i poliziotti di averla molestata. Paoloni (Sap): «Subito telecamere su divise! E’ l’aggressione n°107»

«Quello che è accaduto a Varese è incredibile! Una coppia ha iniziato a insultare una donna anziana che chiedeva l’elemosina in stazione. In suo soccorso è intervenuta una ragazza che è stata insultata e brutalmente picchiata dalla coppia. La gente intorno e la stessa vittima, hanno allertato la Polizia. Nel frattempo la coppia, si reca presso gli uffici Polfer per denunciare di aver subito una rapina.

I due vengono trattenuti poiché corrispondenti alla descrizione pervenuta dalle varie segnalazioni. Iniziano a minacciare e insultare gli agenti: la donna cerca di afferrare l’arma di ordinanza di un collega, ma viene bloccata e inizia a sferrare testate contro una vetrata, ferendosi. Dopodiché l’uomo chiama il 112 e accusa i colleghi di aver sequestrato e molestato la compagna palpandole il seno, per poi arrivare a sputare in faccia a un agente. Entrambi sono stati ammanettati e condotti in Questura».

A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap).

«Autolesionismo e accusa di molestia per trasformare le accuse nei loro confronti, in accuse verso i colleghi. Queste – prosegue Paoloni – sono le tattiche ben consolidate dei delinquenti che trasformano i colleghi intervenuti, da testimoni a imputati in procedimento connesso. Per questo chiediamo maggiori tutele con l’introduzione di idonee garanzie funzionali e telecamere su divise, auto di servizio e celle di sicurezza. Questa è la 107° aggressione dal 1° giugno ad oggi, per un totale di 192 colleghi feriti. Ci auguriamo – conclude – pene severe nei confronti dei due soggetti, anche perché, adesso, sputare contro un uomo in divisa, non è più un fatto di lieve entità».

Di corsa o di passo veloce, a staffetta o da soli, sino ad oltre 3000 metri di quota, ai piedi dell’imponente Punta Taviela: ecco il nuovo Vertical Pejo 3000, la grande novità della lunga estate di Peio. L’atteso evento, organizzato dalla neonata associazione Val di Sole Running Team, con la preziosa collaborazione del Comune di Peio, Consorzio Turistico PEJO 3000, Pejo Funivie ed APT Val di Sole, si svolgerà domenica 1 settembre 2019 con partenza alle ore 9 dalla centralissima Piazza Monari di Cogolo a 1160 metri di altitudine ed arrivo sulla dorsale di Punta Taviela, poco sopra l’arrivo della funivia Pejo 3000, a quota 3.060 metri e dopo ben 11,5 km di lunghezza e 2000 metri di dislivello.

Dal centro del paese si raggiunge zona “Planet” per prendere la storica “via dei Cavai”, poi per vecchi sentieri tra muretti a secco e prati si raggiunge il borgo di Peio Paese, dove sarà allestito un piccolo ristoro per gli atleti . Si attraverserà quindi il suggestivo paesino per raggiungere la località San Rocco e tramite ripidi sentieri si arriverà al rifugio Scoiattolo con ristoro, zona spettatori e zona cambio per chi farà la staffetta.

Seguendo la panoramica e storica via dei Monti si raggiungerà poi il rifugio Doss dei Cembri, dove ci sarà un ristoro e una zona spettatori; da qui si seguirà il sentiero della Val della Mite e si giungerà all’arrivo posizionato a quota 3060 metri, poco sopra l’arrivo della Funivia Pejo 3000. Il ritiro dei pettorali è previsto presso la piazza Monari, presso l’ufficio di gara a partire dalle ore 7.00 fino alle 8.30. Briefing obbligatorio con il Direttore di Gara per tutti gli atleti alle ore 8.30 presso la zona di ritiro pettorali.

I concorrenti potranno poi scendere a valle con gli impianti di risalita, messi a disposizione gratuitamente dalla Pejo Funivie, nonché con le apposite navetta da Peio Fonti a Cogolo. Il pranzo è previsto dalle ore 12.30 alle 14.30 presso la località Plaze a Cogolo (2 minuti dal grande parcheggio centrale). La gara individuale sarà anche valida per la classifica generale del Trentino Vertical Circuit, importante challenge provinciale che comprende altre tre impegnative gare ( Roncon Vertical, Rosetta Verticale e Vertical Trento Bondone); gli atleti iscritti alla gara individuale dovranno coprire l’intero percorso mentre la gara a staffetta, con partenza contemporanea alla prova individuale ed aperta a coppie di atleti dello stesso sesso e miste, prevede uno spettacolare cambio presso il Rifugio Scoiattolo – arrivo cabinovia Tarlenta: qui sarà allestita una corsia dedicata ai staffettisti.

Particolarmente attesi i due atleti vincitori l’anno scorso in Valletta di una gara simile (il Vertical Vioz ): il polivalente atleta di Vermiglio Davide Magnini, componente di spicco della Nazionale italiana di sci alpinismo e particolarmente emergente anche nella corsa in montagna, nonché Paola Gelpi, maestra di sci e sky runner comasca da anni residente in Val di Sole. Nel luglio 2018 Magnini e Gelpi si imposero nella gara che arrivò comunque, causa maltempo, a Pejo 3000 e non al rifugio Vioz Mantova come originariamente previsto.

Ora i due forti atleti sono i principali favoriti del pronostico anche nella nuova gara ideata dal Val di Sole Running Team, sodalizio nato la primavera scorsa per dare a tutti gli appassionati di corsa solandri un gruppo di appartenenza. Diventare membri di ASD Val di Sole Running Team, presieduto da Marianna Daldoss, può essere un modo per allenarsi insieme, conoscere nuovi posti dove correre e, per chi ancora non lo è, innamorarsi e diventare dipendenti della corsa.

La Società offre la possibilità di tesseramento Fidal e Kisky per i più competitivi e di avere una tessera sociale per chi è appassionato di corsa o vorrebbe diventarlo L’iscrizione al Vertical Pejo 3000 può essere effettuata tramite sul sito dell’associazione www.valdisolerunningteam.it oppure il giorno della gara stessa.

Trasporti pubblici, accordo con l’Università di Trento per gli studenti e novità per le biciclette pieghevoli. Aggiornamenti al sistema tariffario provinciale.

Sarà gratuito il trasporto delle bici pieghevoli, purché siano piegate, sui mezzi pubblici, treni e autobus del servizio extraurbano con bagagliera, con origine e destinazione nella provincia di Trento. La novità, che recepisce quanto richiesto dalla Federazione italiana della bicicletta, è contenuta nel provvedimento con cui la Giunta provinciale, su proposta del presidente Maurizio Fugatti, è intervenuta oggi integrando il sistema tariffario dei trasporti della Provincia. Una convenzione Con l’Università di Trento confermerà invece il sistema in vigore per gli studenti universitari.

La Giunta ha preso infatti la decisione di rinnovare, con una convenzione che sarà firmata a breve, la convenzione con l’Università di Trento attualmente in vigore. Come già avviene, gli studenti continueranno a pagare 50 euro all’anno per muoversi sui mezzi pubblici provinciali. Faranno come sempre il versamento all’Ateneo. Il resto del costo da versare a Trentino Trasporti, per un totale di 1,8 milioni all’anno, mentre fin’ora era di 1,6 milioni – sarà a carico dell’Università.

Questo sistema ha già portato gli abbonati universitari da 7000 a 10.500, metà dei quali caricano l’abbonamento su smartphone mediante la App “Open Move”, che continuerà ad essere utilizzabile.

Il provvedimento adottato oggi conferma poi le giornate di libera circolazione nel territorio dell’Euregio, secondo il seguente calendario: il 21 settembre 2019 e il 12 ottobre 2019.

Replichiamo al comunicato stampa del consigliere Cia ed al direttore aziendale del Pronto soccorso di Trento (Claudio Ramponi – ndr-), che continuano a fare proposte che nulla hanno a che vedere con le nostre normative nazionali e provinciali.

Non sfugge certo loro che i cambiamenti intervenuti in ambito sanitario in questi ultimi anni hanno portato alla rivalutazione delle strutture del PS intese non più solo come transito ma come luoghi di diagnosi e cura, determinando un affollamento in dette sedi per il migliore inquadramento diagnostico strumentale in ambito radiologico e laboratoristico, che la medicina di famiglia si sogna sul territorio, di ottenere.

Non sfugge certo loro che il sovraffollamento del PS include l’insorgenza di nuovi bisogni assistenziali,il progressivo invecchiamento della popolazione trentina,l’aumento del numero di pazienti complessi,il ritardo di accesso alle cure, dello stazionamento dei pazienti in attesa di ricovero, del rallentamento dei percorsi interni al PS, delle fasi diagnostiche che necessitano della collaborazione dei servizi specialistici oberati di lavoro per mancanza di personale; della difficoltà di dimettere i pazienti in condizione di fragilità sul piano socio sanitario; del basso livello di soddisfazione degli utenti che si trasforma in un allontanamento prima del completamento del percorso clinico;dell’aumento di episodi di violenza verbale e fisico da parte degli utenti nei confronti dei medici.

Soprattutto dell’insufficiente diffusione dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali integrati tra ospedale e territorio che Bordon insiste a non rendere effettivi con accordi aziendali con la medicina generale.

L’aumento di personale specificamente qualificato che Segnana e Cia si sono ben guardati dal considerare, portando avanti proposte che mescolano le carte con il numero europeo 116117 per la continuità assistenziale, nascondono il trucco di mancati investimenti in vari servizi e più dirigenti medici al servizio dei pazienti.

Oltre alle necessarie nuove assunzioni degli specialisti dell’emergenza, APSS ha tentato di proporre Codici Verdi e Bianchi coinvolgendo non già i medici di famiglia,ma le guardie mediche e i medici di famiglia in formazione, soprattutto a Trento. Senza passare dalla competenza clinica richiesta per l’attività da svolgere in PS (es. BLSD, ALS, ATLS, PBLS, PALS, gestione delle vie aeree dell’adulto e del bambino), dalla conoscenza delle linee guida e dei protocolli locali di gestione del paziente;senza ricevere una formazione specifica relativa ai criteri di ammissione e di esclusione in PS; senza passare dai Comitati aziendali e provinciale istituzionalmente preposti per trovare una soluzione condivisa con le parti sindacali,secondo precise regole e progetti che, con tutti i mezzi diagnostici a disposizione, avrebbero potuto risolvere i casi non gravi, evitando l’affollamento.

Va però sottolineato a Cia, che dimostra di essere carente sul punto specifico, che i medici di famiglia, attualmente, sono organizzati e regolarizzati da una normativa nazionale che fa capo alla Legge 502 e s.m.i. che prevede, nell’attuale contratto, all’art.36,comma 8, che le “visite nello studio del medico, vengono di norma erogate attraverso un sistema di prenotazione”.

Non lo scopre certo Cia la necessità di un maggiore filtro del territorio. Questo dipendeva da una riorganizzazione strutturale e organizzativa della Medicina generale che fino ad oggi non abbiamo concertato ma solo subito da parte dell’Azienda, con uno sciopero di 48 ore che la dice lunga sulle aperture dell’Assessorato alla salute,sulle esternazioni odierne di Cia e sulle bizzarre scelte di Bordon di offrire servizi ambulatoriali di medicina generale in una struttura, quella di Viale Verona, che una sentenza del Giudice ha da poco interpretato non corrispondente all’AFT contrattuale e mancante della sede di guardia medica.

 

Per il momento è chiaro a tutti che nè medici di famiglia di Viale Verona fanno da filtro al PS di Trento né quelli che vorrebbero farlo sono presi in considerazione, in assenza di progettazione ad hoc. Pur tuttavia Cisl medici del Trentino si rende conto che dovremo guardare all’obiettivo di una facilitazione dell’accesso dei cittadini al territorio. Fondamentale in questo percorso la loro educazione ad un cambiamento culturale che porti alla consapevolezza che ci si deve rivolgere al Pronto Soccorso solo per condizioni gravi o emergenziali facendo comprendere le conseguenze negative di un uso improprio del Pronto soccorso.

A Cia e Ramponi rispondiamo, noi come altre OOSS nazionali, che il ruolo della medicina d’emergenza urgenza, dello specialista dipendente e la rivalutazione delle strutture di pronto soccorso e del sistema 118, deve essere inteso in via principale con una adeguata dotazione organica dell’intera area prevista già dal DPR 27 marzo 1992 e ribadita chiaramente nel DM 70/2015. Opportuno, invece, per le valli, sarebbe stato ritornare al contratto della medicina generale che prevede una classe di medici dell’emergenza sanitaria territoriale, ad oggi cancellata nella sola Provincia Autonoma di Trento.

Un settore che, a fronte di una sempre più specialistica presenza dei dirigenti medici nei Pronto soccorsi, potrebbe fare da filtro in punti di primo intervento capillari,venendo incontro alle tanto sbandierate necessità di Fugatti e Segnana di essere vicini alle nostre popolazioni periferiche.

 

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Dott.Nicola Paoli

Segretario generale Cisl medici del Trentino

È passato un anno da quando il tragico crollo del Ponte Morandi di Genova ha tristemente segnato, con le sue 43 vittime, la storia della città e dell’intero Paese. Mercoledì 14 agosto Sky TG24 proporrà, dalle 7 alle 15, “Genova per noi”, uno speciale condotto da Tonia Cartolano interamente realizzato in diretta proprio nel capoluogo ligure. Durante l’approfondimento sarà fatto il punto sulla situazione a un anno dalla tragedia con ospiti, testimonianze e inviati in diverse zone della città che raccoglieranno le voci dei genovesi, mostreranno come la città sta affrontando i problemi dopo il disastro e racconteranno la cerimonia ufficiale di commemorazione.

Tra gli ospiti presenti nello speciale da Genova ci saranno i rappresentanti delle istituzioni, come il sindaco della città Marco Bucci e il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, insieme a esperti e giornalisti. Sky TG24 proporrà anche i racconti di soccorritori e sopravvissuti: rivivrà le testimonianze del giorno del crollo e intervisterà gli stessi superstiti un anno dopo per conoscerne lo stato d’animo e capire come la loro vita è cambiata in questo periodo. Interviste anche a illustri genovesi che racconteranno come hanno affrontato le ferite della città, tra questi Renzo Piano, l’architetto di fama mondiale che si è messo subito a disposizione per la ricostruzione firmando il progetto del nuovo ponte, e il cantautore Gino Paoli. Grande attenzione anche all’inchiesta sul crollo con le interviste al procuratore capo di Genova Francesco Cozzi e al perito della società Autostrade per l’Italia Franco Braga.

Spazio a Genova anche durante il resto della giornata, con servizi nelle principali edizioni del tg e gli approfondimenti di Sky TG24 Pomeriggio e Sky TG24 Economia.

Reinserimento sociale e lavorativo di giovani entrati nel circuito penale. Decisione della Giunta su proposta dell’assessore Achille Spinelli. Il progetto fa capo all’Autorità giudiziaria minorile.

Sostenere i giovani entrati nel circuito penale e sottoposti a misure disposte dall’Autorità Giudiziaria Minorile, nel loro cammino di reinserimento sociale, e avvicinarli al mondo del lavoro attraverso tirocini formativi e di orientamento: questo l’obiettivo del progetto avviato dall’Ufficio Servizio Sociale – Servizio dell’Amministrazione della Giustizia Minorile, in collaborazione con l’Agenzia del lavoro – Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati, approvato oggi dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli I destinatari sono 10/15 minorenni e giovani adulti di età compresa tra i 16 e 25 anni, sottoposti a misure disposte dall’Autorità Giudiziaria Minorile.

L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni (USSM) – servizio dell’Amministrazione della Giustizia Minorile – tra le sue funzioni annovera anche, nel processo di presa in carico, l’attività di reinserimento sociale di minori e giovani adulti entrati nel circuito penale e sottoposti a misure disposte dall’Autorità Giudiziaria Minorile.

L’attività si sostanzia anche in interventi di carattere sociale che possano incidere su percorsi educativi e formativi interrotti o segnati da difficoltà ed insuccessi.

L’Ufficio anche nel 2019 ha avviato un progetto di avvicinamento al mondo del lavoro, riservato a 15 minorenni e giovani adulti, di età compresa tra i 16 e i 25 anni, chiedendo la collaborazione dell’Ufficio inserimento lavorativo Soggetti svantaggiati dell’Agenzia del lavoro.

L’Obiettivo generale del progetto è l’avvicinamento al mondo del lavoro attraverso i tirocini formativi e di orientamento, ognuno della durata variabile da due a quattro mesi.

L’attuazione del progetto sarà affidata a un Soggetto del Terzo Settore, individuato attraverso una procedura negoziale attivata dall’Ufficio Servizio Sociale Minorenni (USSM), che provvederà a segnalare i minori e i giovani adulti.

Come lo scorso anno saranno coinvolti nel progetto i Centri per l’Impiego dell’Agenzia del lavoro, che avranno il compito di iscrivere i giovani coinvolti come disoccupati, di verificare i requisiti per attivare il tirocinio, di procedere con l’attivazione del tirocinio medesimo e di partecipare a un incontro finale di valutazione dell’andamento e dei risultati conseguiti.

L’Accordo proposto ha validità dal giorno della sottoscrizione per la durata di 3 anni, con possibilità di proroga per altri 3 anni.

«Che succede se Salvini dopo il voto non ha i numeri per governare da solo? Per come la vedo io, le alleanze si fanno prima delle elezioni, non dopo. Non ripetiamo gli errori che hanno generato questo governo. Io dico che chiarirò le alleanze prima delle elezioni, è un segno di rispetto nei confronti dei cittadini.

Anche perché dopo il voto può accadere di tutto, e rischiamo di tornare al punto di partenza. Anche per questo considero la possibilità di una corsa in solitaria una opzione prevalentemente giornalistica. Forza Italia? Bisogna parlarne. Le posizioni non sono ancora chiare. Avevamo chiesto delucidazioni: non sono arrivate. Anzi mi pare che Silvio Berlusconi, lanciando l’Altra Italia, si stia dedicando a prendere le distanze dalla destra, più che dalla sinistra».

Lo dice in un’intervista al quotidiano “La Verità” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Un governo di ‘garanzia, elettorale o per le riforme’? Sarebbe scandaloso, uno schiaffo per la democrazia. Bisognerà vigilare. Qualcuno potrebbe utilizzare il periodo estivo per prendere tempo e inventarsi giochi di palazzo. Non si capisce perché dovremmo formare un governo che resti in carica solo qualche mese: servirebbe solo ad assicurare la poltrona a chi teme di non essere rieletto o magari consentirebbe a certi poteri che non nulla hanno a che fare con la sovranità popolare di dettare legge.

Si può votare in tempi rapidi e dalle urne uscirebbe una maggioranza chiara a sostegno di un governo solido. Con forze politiche che vantano grandi convergenze programmatiche. Sono convinta che questo nuovo governo sarebbe pronto a durare cinque anni. In questa campagna elettorale insisteremo soprattutto sull’economia. Spiegheremo la nostra ricetta economica di stampo trumpiano: choc fiscale, investimenti pubblici, difesa delle aziende tricolore. Mi piacerebbe tornare a parlare di miracolo italiano».

«Ad Atreju, che torna a Roma dal 20 al 22 settembre, daremo voce a quell’Italia che guarda verso il cielo e pensa ancora in grande e non crede di essere all’ultima spiaggia. Insomma, rispolveriamo un po’ di orgoglio nazionale», conclude Meloni.

Stanchina si prenda le sue responsabilità. Davanti alla grave situazione del commercio in centro a Trento, Stanchina prova a scaricare le responsabilità su altri, ma si dimentica che quale assessore negli ultimi 4 anni è stato lui l’artefice di gran parte delle politiche economiche.

E in questi anni, consci dell’importanza delle scelte per Trento, il gruppo Lega ha continuato a dare consigli e proposte di soluzioni in merito, rimasti inascoltati. Davanti alla proposta di estendere la ZTL avevamo subito chiesto completo coinvolgimento di tutti gli esercenti nell’organizzare manifestazioni estese a tutto il centro, in modo da non creare parti molto frequentate e altre vuote di iniziative (cosa che invece è puntualmente accaduta).

Avevamo proposto un cambiamento nella gestione dei parcheggi blu attorno al centro, rendendo gratuita la prima ora, per favorire la sosta veloce, ma anche questo consiglio non è stato ascoltato, anzi: i costi orari dei parcheggi blu sono stati ancora aumentati!!!

Non si contano poi le iniziative proposte a favore del contrasto al degrado e alla criminalità che si è lasciato dilagare nel centro di Trento a danno degli esercenti, riducendo sempre più anche la presenza di acquirenti, spaventati dagli episodi di violenza, ancora oggi quasi quotidiani. Ricordiamo anche i fallimenti delle grandi manifestazioni che l’assessore ha ereditato, arrivando a svuotare di contenuti culturali e sociali le Feste Vigiliane, mentre d’inverno abbiamo assistito al fallimento del progetto “Natale di via”, suggerito per coinvolgere le aree non incluse dalla manifestazione principale e mai decollato.

Se l’assessore può vantarsi di aver raddoppiato le presenze turistiche in città (peraltro senza avere dato una visione turistica per il futuro, visto che il piano turistico ancora manca), ci dimostri che proprio con i turisti che ha saputo richiamare ha portato anche l’economia a raddoppiare.

Non si dimentichi infine il caro assessore che la sua amministrazione, fino all’ottobre scorso aveva il pieno appoggio di un governo provinciale dello stesso colore, che quindi avrebbe dovuto garantire pieno appoggio alle politiche della città capoluogo.

Ma forse di vere politiche non ce n’erano e le responsabilità restino a chi detiene l’incarico.

 

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Gruppo consiliare Lega Nord Trentino

Bruna Giuliani – Gianni Festini Brosa – Martina Loss – Claudia Postal – Stefano Osele – Vittorio Bridi

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