A Giustino la riunione della Giunta provinciale di domani. Sarà la sala consigliare del Comune di Giustino ad ospitare domani i lavori della Giunta provinciale di Trento.
La seduta di questa settimana è infatti in programma nel pomeriggio di domani, giovedì 1 agosto, ed alle 18 circa è previsto in breve incontro con la stampa.

Appuntamento dunque nella sede del municipio, in Via Presanella 26, a Giustino.

Si terrà il 22 settembre il referendum per la denominazione del nuovo Comune, nato dalla fusione di Fondo, Castelfondo e Malosco.

E’ il 22 settembre la data scelta oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore agli Enti locali Claudio Cia, per il referendum consultivo nel quale i cittadini di Fondo, Castelfondo e Malosco torneranno alle urne per scegliere una diversa denominazione del nuovo comune che nascerà il 1° gennaio 2020. “Con quale dei seguenti nomi volete sia denominato il nuovo Comune?”: questo il quesito che gli elettori dei tre Comuni troveranno al momento del voto. Le due opzioni tra le quali scegliere saranno “Borgo d’Anaunia” e “Castel Fondo Malosco”.

Sempre su proposta dell’Assessore Cia la Giunta regionale aveva infatti deciso nel mese di maggio di attivare la procedura prevista dall’art. 333 (“Referendum consultivo sulla denominazione del nuovo Comune”) del Codice degli Enti locali, che prevede la possibilità di indire un referendum consultivo sulla sola denominazione del nuovo comune, richiedendo ai Consigli comunali di Castelfondo, Fondo e Malosco di proporre entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della richiesta, una nuova denominazione – in luogo di quella “Alta Val di Non” – da sottoporre alle popolazioni interessate mediante referendum consultivo limitato alla sola denominazione. ll Consiglio comunale di Malosco e quello di Fondo hanno proposto la denominazione di “Borgo d’Anaunia”, mentre il Consiglio comunale di Castelfondo propone la nuova denominazione “Castel Fondo Malosco”. Con deliberazione del 19 luglio 2019, la Giunta provinciale di Trento ha espresso parere favorevole su entrambe le denominazioni proposte dai Consigli comunali.

Dal voto uscirà il nome che permetterà di superare l’ingarbugliata questione che riguardava esclusivamente la denominazione del nuovo comune. L’Assessore Cia ha infatti più volte ricordato come la fusione non fosse mai stata in discussione, essendo stata approvata nel referendum del dicembre 2016 a maggioranza dei votanti in tutti e tre i Comuni (Fondo 96.04%; Malosco 85.64%; Castelfondo 59.48%).

Particolare soddisfazione viene espressa dall’Assessore regionale agli Enti locali Claudio Cia, che si è trovato a dover risolvere una situazione di stallo ereditata dalla precedente legislatura e che ha affrontato con decisione sin dai primi giorni dalla nomina ad Assessore, nel marzo di quest’anno. “Questo è un doppio successo per l’Assessorato regionale che ha fornito supporto ai Comuni in questa particolare fase – spiega Cia -, perché siamo riusciti a sbloccare una situazione che si era arenata, generando perplessità nella popolazione stessa, ma al contempo abbiamo rispettato la volontà dei cittadini che si erano già espressi chiaramente con un referendum nel dicembre 2016. La nuova consultazione popolare del 22 settembre ci permetterà di uscire dalla situazione di stallo e concludere positivamente l’iter anche dal punto di vista formale, con un nome del nuovo Comune. Restiamo comunque sempre a disposizione degli Enti locali per qualunque problematica dovesse richiedere il nostro supporto”.

La Giunta regionale ha stabilito quindi la data del referendum: domenica 22 settembre 2019, dalle ore 8.00 alle ore 21.00.

Migranti Nave Gregoretti. Legambiente risponde alle accuse del Ministro Salvini. “Caro ministro si informi meglio. I nostri avvocati lavorano gratuitamente. Legambiente si è sempre occupata anche di essere umani.

Sulla questione rifiuti, venga con noi nel centro Sud a promuovere gli unici impianti che servono, quelli di compostaggio e di digestione anaerobica per produrre biometano”

Legambiente risponde alle accuse mosse dal ministro dell’interno e vicepremier Matteo Salvini, che oggi nel corso della diretta Facebook ha rivolto parole pesanti nei riguardi dell’associazione ambientalista che lo ha denunciato per sequestro di persona per il caso della Nave Gregoretti bloccata al porto di Augusta.

“Invitiamo il ministro Salvini a informarsi meglio prima di parlare. Abbiamo soldi da spendere per i nostri legali? I nostri avvocati da sempre sono dei volontari a tutti gli effetti e non prendono neanche un centesimo di euro per le iniziative giudiziarie della nostra associazione. Perché ci occupiamo di migranti? Ci siamo sempre occupati di ambiente ma anche di essere umani a prescindere dal loro passaporto, perché pratichiamo da 39 anni l’ecologia umana di cui parla anche Papa Francesco.

Ad esempio negli anni ‘90 con il progetto Chernobyl abbiamo portato in Italia ben 25mila bambini vittime delle conseguenze del disastro nucleare per effettuare screening e cure mediche, così come negli ultimi 25 anni siamo sempre intervenuti per aiutare i terremotati o le vittime delle alluvioni in Italia, a prescindere dalla loro nazionalità. Servono nuovi termovalorizzatori? Il ministro Salvini è male informato, perché gli ultimi impianti di termovalorizzazione sono stati costruiti proprio nel centro Sud.

Al meridione servono invece altri impianti che producono energia dai rifiuti. Lo invitiamo personalmente a venire con noi nei territori del Centro Sud della Penisola, a partire dalla Sicilia, per convincere le popolazioni a realizzare urgentemente gli impianti di compostaggio e di digestione anaerobica per produrre biometano”, così dichiarano il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna.

 

 

Cento milioni di euro per gli alunni con disabilità sensoriali. Il Ministro per le Disabilità e la Famiglia, Alessandra Locatelli, ha firmato oggi, con i Ministri Salvini, Stefani e Bussetti, il dpcm con il quale vengono ripartiti 100 milioni per l’anno 2019 a favore delle Regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisiche o sensoriali. Nel complesso, sono trecento i milioni stanziati per il triennio 2019-2021.

“Orgogliosi di passare dalle parole ai fatti, soprattutto su un tema delicato ma sottovalutato negli ultimi anni come quello della disabilità – afferma il Ministro Matteo Salvini -. L’obiettivo è fare sempre di più e sempre meglio, ma abbiamo imboccato la strada giusta”.

“Si tratta – spiega Locatelli – di una misura potenziata nell’ultima legge di bilancio, grazie alla sensibilità del Ministro Lorenzo Fontana, che ha incrementato le risorse da 75 a 100 milioni di euro, a decorrere dal 2019. In questo modo, si garantiranno i servizi di inclusione e trasporto per tutti gli alunni con disabilità con l’avvio del nuovo anno scolastico. Continuiamo a lavorare per dare il giusto sostegno alle persone più fragili e alle loro famiglie”.

“Sono felice che oggi sia stato firmato il decreto per la ripartizione dei fondi – sottolinea Fontana -. Da Ministro per la Famiglia e le Disabilità, sin dall’inizio ho chiesto un potenziamento del fondo, consapevole dell’importanza dei servizi di inclusione e trasporto al fine di assicurare il diritto allo studio agli studenti con disabilità. Mi sono impegnato perché quel fondo potesse essere ripartito in maniera più celere rispetto al passato, con l’obiettivo di consentire alle Regioni l’attivazione dei necessari servizi sin dal primo giorno di scuola”.

Per il Ministro Erika Stefani “sin da subito ci siamo posti l’obiettivo di garantire alle regioni le risorse necessarie per assolvere al compito fondamentale di garantire a tutti il diritto allo studio in particolare a chi ha esigenze maggiori e di farlo in tempi brevi. Finalmente abbiamo dimostrato che è possibile”.
“Questo provvedimento – spiega il Ministro Marco Bussetti – garantisce risorse rilevanti sul fronte dell’inclusione scolastica. Il nostro Governo dimostra un’attenzione costante su questo tema. La scuola deve essere di tutti. Deve abbattere barriere e ostacoli per rendere ogni alunno protagonista della sua crescita. Ed è con questa convinzione che oggi abbiamo siglato questo importante Decreto”.

 

*
Ministro per le Disabilità e la Famiglia

Sessantacinque anni fa la conquista italiana del K2. Su RaiPlay lo speciale dedicato all’impresa che rese il K2 la montagna degli italiani.

Era il 31 luglio 1954 e la spedizione organizzata dal professor Ardito Desio per la conquista del K2 – la montagna più insidiosa tra quelle del Karakorum, la seconda più alta del mondo, inviolata fino a quel momento – raggiunge la vetta a 8611 metri. Gli alpinisti italiani, quelli che Desio definì davanti al presidente del consiglio Alcide De Gasperi, “i migliori del mondo”, avevano incontrato, nonostante un meticoloso lavoro di preparazione e acclimatamento, serie difficoltà legate alla carenza di ossigeno e alle bassissime temperature. Ma il 31 luglio, alle 18, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli arrivano a piantare sulla cima le bandiere italiana e pakistana.

A quell’impresa, avvenuta 65 anni fa, la Rai ha dedicato anche una fiction, “K2, la montagna degli italiani” disponibile sulla piattaforma RaiPlay, rimarcando l’importanza di un risultato storico che ebbe un grande valore per l’Italia.

“Questa non è solo un’impresa alpinistica” disse il professor Desio al presidente del consiglio Alcide De Gasperi che esponeva le difficoltà a finanziare, a meno di dieci anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, una spedizione sportiva di tale portata. “Quello che ci serve è un sogno, dobbiamo ridare alla nostra gente l’orgoglio di essere italiani. Aiutare l’Italia a fare un passo verso il cielo.”

Alla spedizione parteciparono 13 alpinisti e 5 ricercatori italiani con il supporto fondamentale di 11 alpinisti pakistani etnia hunza e altri 2 collaboratori pakistani.

 

LINK

Operatività di Malpensa regolare con aumento di traffico per trasferimento voli da Linate: l’ENAC dispone il ripristino dell’uso alternato delle piste di volo.

L’ENAC rende noto che, a seguito del riscontro positivo dell’operatività dell’Aeroporto di Milano Malpensa nei primi giorni del progetto “Bridge” (trasferimento dei voli da Milano Linate a Malpensa), durante i quali le operazioni aeroportuali si sono svolte regolarmente senza mostrare criticità legate all’aumento dei volumi di traffico, ha approvato il ritorno all’uso alternato delle piste per decolli e atterraggi in anticipo rispetto alla data del 5 agosto p.v. stabilita nella precedente autorizzazione.

È stato quindi superato il vincolo iniziale dei decolli per pista 35R che aveva lo scopo di consentire al sistema aeroportuale di adattarsi gradualmente ai nuovi volumi di traffico, utilizzando inizialmente uno scenario operativo che consentisse una gestione più semplice delle operazioni, prima di passare allo scenario standard che prevede, appunto, l’alternanza delle piste.

L’ENAC evidenzia che, come da mandato istituzionale, le proprie decisioni riguardano la gestione in sicurezza delle operazioni di uno scalo, senza tuttavia trascurare le istanze della popolazione che vive a ridosso dell’aeroporto.

In apertura dei lavori, l’aula ha votato l’anticipo del punto 11 all’ordine del giorno, la Mozione n. 5, presentata dai Consiglieri regionali Lanz, Tauber, Amhof e Renzler per impegnare la Giunta regionale ad approfondire tutti gli effetti, in particolare quelli retroattivi, della sentenza della Corte costituzionale n. 138/2019 in merito alla legge regionale n. 11/2017, al punto 5.

Rendinconto generale della Regione

I lavori sono quindi iniziati secondo la scaletta con il Disegno di legge n. 9: Rendiconto generale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per l’esercizio finanziario 2018 (presentato dalla Giunta regionale).

Nel rendiconto generale della Regione Trentino-Alto Adige per l’esercizio finanziario 2018, le entrate accertate ammontano a euro 479. 811. 770, 87, di cui euro 321.505.982,20 si riferiscono ad entrate tributarie, euro 100. 000. 000, 00 a trasferimenti correnti, euro 17.988. 140,53 ad entrate extratributarie, euro 29.223.566,62 ad entrate da riduzione di attività finanziarie ed euro 11. 094. 081, 52 ad entrate per conto di terzi e partite di giro.

Per quanto concerne le somme impegnate, la spesa complessiva ammonta a euro 503.378.024, 11, di cui euro 376.033.543,09 per impegni di spese correnti ed euro 6.432.264,61 per fondo pluriennale vincolato di parte corrente, euro 41.293.481,81 per impegni di spese in conto capitale e euro 6. 089.444, 17 per fondo pluriennale vincolato in c/capitale, euro 17.876.560,25 per spese per incremento di attività finanziarie e euro 44. 154. 258, 52 per fondo pluriennale vincolato per attività finanziarie, euro 11.498.471,66 per impegni di uscite per conto terzi e partite di giro.

Nel conto dei residui, alla chiusura dell’esercizio 2018, i residui attivi ammontano a complessivi euro 224. 134. 404, 81, di cui euro 223. 981. 110, 60 relativi ad entrate tributarie, euro 138.294,21 ad entrate extratributarie ed euro 15.000,00 ad entrate per conto di terzi e per partite di giro. l residui passivi ammontano a complessivi euro 138. 248. 033, 10 di cui euro 24. 221. 204, 12 relativi a spese correnti, euro 92.252.282,23 a spese in conto capitale, euro 20. 818. 136, 94 a spese per incremento attività finanziarie ed euro 956. 409, 81 a uscite per conto di terzi e per partite di giro. La gestione di cassa si sintetizza in riscossioni per euro 543. 368. 237, 31 e in pagamenti per euro 455. 538. 123, 12. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018 risulta pari ad euro 198.550.294, 18 ed è composto da una quota accantonata, pari ad euro 2. 046. 000, 00 e da una quota disponibile pari ad euro 196. 504. 294, 18. Il conto economico presenta un risultato positivo di euro 22. 791. 330, 76. La situazione patrimoniale attiva al 31 dicembre 2018 è stabilita in euro 1. 548.382.931,66.

Il testo è stato messo in votazione, per Province separate, come prevede il regolamento: 22 consiglieri trentini hanno votato a favore e 2 contrari, mentre 16 consiglieri altoatesini hanno votato sì e 9 contrari. Pur avendo raggiunto la maggioranza necessaria dei voti favorevoli (18) in Provincia di Trento, non avendo raggiunto la soglia in quella di Bolzano, il testo è stato inviato all’Organo di revisione per la successiva approvazione.

Punto successivo, la Proposta di deliberazione n. 6: Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2018 (presentata su proposta della Giunta regionale) e Disegno di legge n. 10: Assestamento del bilancio di previsione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per gli esercizi finanziari 2019-2021 (presentato dalla Giunta regionale), trattati congiuntamente.

La delibera è stata approvata con 34 voti favorevoli, 13 contrari, 7 astenuti.

Assestamento di Bilancio

Sul disegno di legge 10, dopo la relazione del Vicepresidente della Regione, Maurizio Fugatti, il Consigliere Peter Faistnauer (Team Köllensperger), entrando nel merito del punto che prevede un aumento delle indennità dei Sindaci, ha evidenziato il fatto che oggi gli amministratori sono oberati di burocrazia e responsabilità e ha chiesto spiegazioni sulla proposta della Giunta regionale di riportare l’indennità dei Sindaci alla situazione del 2010.

L’Assessore Claudio Cia, evidenziando di condividere le considerazioni del Consigliere Faistnauer, ha spiegato che si tratta di una operazione che aumenta l’indennità dei Sindaci, rispetto a quella di ora, di circa il 7%, dopo la revisione avvenuta nel 2013 per la spending review. Cia ha ricordato che la perdita del valore d’acquisto e l’inflazione in questi anni è stata del 19% e che quindi questo aumento è in realtà minimo e non rispecchia l’impegno dei Sindaci stessi. Ha quindi detto che è in corso un lavoro da parte della Giunta per capire come poter intervenire per poter rivedere le indennità a fronte di un aumento di responsabilità e lavoro a carico degli amministratori.

Ugo Rossi (Patt) ha chiesto un approfondimento sull’articolo 1 in merito alla norma che prevede contributi ai Comuni della Provincia di Bolzano che collaborano pe servizi intercomunali. Ha ricordato che è vero che in passato hanno avuto accesso ai fondi per le fusioni solo i Comuni della Provincia di Trento, ma che dalla non era esclusa la Provincia di Bolzano, mentre con questa norma si prevedono forme di collaborazione intercomunale per il solo Alto Adige. L’assessore Claudio Cia, ha spiegato che in Provincia di Bolzano vi sono 116 Comuni e 166 in Provincia di Trento e che la norma per le collaborazioni intercomunali è provinciale e non regionale. Alla lunga, ha spiegato, questa operazione può portare ad un contenimento dei costi.

Nell’esame dell’articolato, sono stati approvati l’emendamento n.1 all’articolo 1 a firma di Claudio Cia, l’emendamento n.2, a firma della Consigliera Paola Demagri (Patt) ha presentato un emendamento sulla definizione di “enti locali”, l’emendamento n.3 dell’Assessore Claudio Cia

Sull’articolo 1 è intervenuto nuovamente il Consigliere Ugo Rossi (Patt) ha chiesto ulteriori spiegazioni, evidenziando come escludere dalla norma i comuni trentini non sia corretto dal punto di vista formale, perchè se è vero che bilancia quanto accaduto con le fusioni, non si può sapere cosa accadrà in futuro e forme di collaborazione intercomunali potrebbero avvenire anche in Trentino. Il Vicepresidente Maurizio Fugatti ha spiegato che della legge delle fusioni ne avevamo beneficiato solo i Comuni trentini e questa norma nasceva anche con l’intento di parificare in qualche modo questo sbilanciamento. Ma ha rilevato come le osservazioni fossero corrette e ha quindi annunciato un emendamento per poter inserire anche i comuni trentini. Sospesi i lavori per poter permettere la redazione di un emendamento ad hoc, il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher ha annunciato una variazione dell’orario con la chiusura dei lavori alle 13.30 e la ripresa alle 14.00. Solo per questa seduta, il Presidente Paccher ha quindi chiesto di poter leggere gli articoli alternativamente in lingua tedesca e italiana e non in doppia lettura, per poter accelerare i tempi e favorire i lavori del Consiglio provinciale di Trento. Il Consigliere Alex Marini (M5S) ha annunciato di astenersi dal voto per rispetto dei colleghi sudtirolesi e non per favorire i lavori del Consiglio provinciale. L’aula ha approvato la proposta del Presidente Paccher.

L’emendamento elaborato in seguito alla proposta di Rossi è stato approvato. Sul testo dell’articolo 1bis è intervenuto il consigliere Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto spiegazioni sull’istituzione dell’Albo dei SIndaci Emeriti che viene istituito per legge, chiedendo se i Sindaci devono dare l’autorizzazione e ha ricordato il diritto all’oblio. Si è detto contrario all’apertura dell’Albo, ricordando la legge 76 che istituiva il titolo di Sindaco emerito che aveva trovato l’opposizione da parte dei Consorzi dei Comuni . L’assessore Claudio Cia ha detto che su questa proposta, che non istituisce alcun titolo, ma un registro degli ex sindaci, non vi è stata alcuna espressione negativa da parte dei Consorzi. Il Consigliere Alessio Manica (PD) ha chiesto se vi è stata una comunicazione formale ai Consorzi dei Comuni e ha detto, anche come ex sindaco, di non vedere la necessità di questo registro.

All’articolo 1 bis è stato approvato un emendamento a firma dell’Assessore Cia.

Gli articolo 2,3, 4, 5, 6 approvati senza discussione. L’articolo 4bis è stato sostituito da un emendamento presentato dal consigliere Ivano Job (Lega Nord). Sull’articolo 7 approvato un emendamento del Vicepresidente Fugatti. Approvato anche l’articolo 8, 9 e 10. E’ stato quindi introdotto, da un emendamento della Giunta, l’articolo 10 bis. Approvati anche gli ultimi articoli, la votazione del disegno di legge ha visto per la Provincia di Trento 19 favorevoli,4 contrari, 3astenuti. Per la Provincia di Bolzano 16 favorevoli, 10 contrari, 3 astenuti. Anche in questo caso il testo dell’Assestamento va all’Organo regionale di revisione.

Documento di Economia e Finanza e Prima Variazione di Bilancio del Consiglio

La Proposta di deliberazione n. 7: Espressione del parere, prescritto dall’articolo 37 del Regolamento interno, inerente il “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2019” (presentata su proposta della Giunta regionale) è stata approvata con 35 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti.

Approvata anche la Proposta di deliberazione n. 5: Approvazione della prima variazione del bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli anni 2019-2020-2021 (presentata dall’Ufficio di Presidenza) con 33 voti a favore, 12 contrari, 8 astenuti.

Mozione n.5

Come stabilito ad inizio della seduta, è stato esaminato il testo della mozione n.5. Il testo chiede una verifica degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 138/2019, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 1, terzo periodo e comma 3 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 18 dicembre 2017, n. 11. La legge prevedeva, tra le altre cose che “dopo almeno sei anni di incarico di preposizione alle strutture organizzative o loro articolazioni, la sola parte fissa dell’indennità di posizione si trasformasse, alla cessazione dell’incarico, in assegno personale pensionabile in base al sistema retributivo” (articolo 4, comma 1, terzo periodo). Proprio sulla parte economica si concentra la mozione che specifica come la Pubblica Amministrazione abbia il diritto a chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite dal dipendente, fatta salva la necessità di operare il recupero con modalità non eccessivamente gravose per il dipendente. Il chiarimento è dunque richiesto per capire una questione “che – nel caso di specie”, come scritto nel testo della mozione, “risulta di particolare complessità, in quanto la trasformazione di una parte dell’indennità in assegno personale pensionabile era dapprima prevista dal contratto collettivo e successivamente dalla legge regionale oggetto di censura. La corresponsione di somme non dovute non deriva pertanto da un errore o da una errata applicazione della normativa; per tali motivi, sembrerebbe che – tra gli altri – i principi di buona fede e di legittimo affidamento debbano essere declinati e interpretati in maniera peculiare; non vi è quindi certezza che i principi enucleati dalla suddetta giurisprudenza vadano applicati con le stesse modalità anche al caso in oggetto, in quanto le fattispecie risultano effettivamente differenti, anche alla luce di quanto sostenuto nei due punti precedenti; infine, non sono del tutto chiari gli eventuali termini, nonché le modalità di retrocessione da parte dei dipendenti interessati delle somme a loro indebitamente attribuite”. In particolare la mozione impegna la Giunta quindi ad approfondire in maniera attenta e sollecita, in un’ottica di tutela dell’interesse pubblico, tutti gli effetti – in particolare quelli retroattivi – della sentenza n. 138/2019, anche con l’ausilio – compatibilmente con la normativa vigente – di uno o più pareri di esperti in materia, il cui contributo – in questa fattispecie – risulterebbe particolarmente utile, prezioso e significativo.

Sandro Repetto (PD) ha ricordato come questa sentenza abbia riguardato circa un migliaio di dipendenti nella Provincia di Bolzano. Ha detto che non vi sono colpe da parte dei dipendenti, per i quali si è applicata una legge. “Questo è un modo di avvicinarsi per capire come ci si muove”. “Bisognerà arrivare ad una soluzione win to win, equilibrata sia per l’amministrazione, sia per i dipendenti”.

Maria Elisabeth Rieder (TK) ha spiegato di essere a favore della mozione nell’interesse dei cittadini.

Helmut Tauber (SVP) ha spiegato che la mozione è importante per capire come muoversi in futuro. La votazione è stata approvata con 48 voti favorevoli e un astenuto.

La seduta è stata quindi chiusa. La prossima riunione del Consiglio regionale è programmata per settembre.

42 nuovi Distretti di Polizia a Milano, Napoli, Roma e Torino, 9 nuovi Commissariati a Bari, Roma, Reggio Calabria e 5 Centri polifunzionali a Milano, Napoli, Reggio Calabria, Catania e Palermo. 100 milioni di euro per il riammodernamento di Questure e Commissariati.

Sono i contenuti del Piano di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato nelle 14 città metropolitane, presentato questa mattina alle organizzazioni sindacali dal Sottosegretario all’interno, Nicola Molteni, dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, e dai Vice Capi della Polizia, Antonio De Iesu e Alessandra Guidi. I “nuovi” distretti consentiranno una sistematica interlocuzione con i Presidenti delle municipalità.

Gli obiettivi sono mantenere l’attuale assetto presidiario rafforzando i commissariati che erano a rischio chiusura ed assicurare piena efficienza ed operatività nell’azione di prevenzione e controllo delle aree urbane, istituendo nuove strutture nelle aree più sensibili e critiche fino ad oggi prive di una presenza stabile della Polizia di Stato. Il riassetto presidiario tiene conto dei benefici derivanti dal piano assunzionale approvato dal Governo.

 

Dichiarazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini:

“Nessun taglio e presìdi rafforzati ovunque: l’avevamo promesso e lo stiamo facendo. Siamo orgogliosi di essere passati dalle parole ai fatti, con assunzioni e fondi. Le donne e gli uomini in divisa rischiano la vita tutti i giorni per la sicurezza degli italiani e meritano il nostro impegno serio e costante”.

 

 

Microsoft Word - Comunicato presidi polizia 31lug19.doc

Il direttore Generale dell’Azienda Sanitaria dott. Bordon, ha affermato che il nostro territorio è attrattivo soprattutto  per quanto riguarda le figure di vertice della sanità. Informazione di prima mano visto che è lo stesso Bordon a scegliere dalla rosa dei candidati chi dovrà esercitare la funzione di direttore delle varie unità operative.

Ma la domanda che mi porrei è questa: se la sanità trentina è attrattiva perché considerata di qualità come mai non riesce ad esprimere al suo interni professionisti degni di un ruolo direttivo ? Come mai non è autogenerante ?

Come mai non vi sono “scuole” con allievi tali da assurgere ad un ruolo di primo livello ?. Come mai un sistema sanitario considerato più valido degli altri viene costantemente colonizzato da condottieri stranieri, per quanto validi ?

Mi aspetterei che, non primari in pectore, ma  frotte di medici di primo pelo accorrano come lupi e orsi  verso servizi di grande qualità, ma cosi non avviene. Per fare un esempio, la spesso citata psichiatria di Trento, assunta ad onori  internazionali e a meriti inqualificabili per quanto alti non è riuscita ad esprime un candidato interno per cui si è dovuto assumere un valido professionista esterno e ciò nonostante non riesce ad attirare le schiere di giovani psichiatri che dovrebbe essere felice di lavorare in un sistema di cosi eccelse qualità. Intendiamoci, non siamo più nelle condizioni degli anni precedenti in cui le scelte legittime andavano ad assumere candidati interni a costo di ricreare unità operative ad hoc  per loro o di  mettere a capo di un servizio un direttore con una specialità diversa da quella richiesta.

Ma si sa che al tempo del centro sinistra di qualche anno fa i nostri medici interni erano di un tale incommensurabile  valore per cui poco importava creare per loro un servizio apposito o farli esercitare in una specialità non loro.

Ora, come implicitamente afferma Bordon, non abbiamo più sul nostro territorio medici di tale incredibile capacità. La giunta attuale di centro destra, anzi, leghista con cespugli appiccicati, che pone come slogan pregiudiziale “prima i trentini” dovrebbe essere affranta da tale situazione ma non lo è. Vive in un mondo di sogni e di meriti autocentrati valorizzati dal voto intelligente e degli intelligenti, galvanizzata in una città nascosta di difficile accesso.

Ho chiesto mesi fa un incontro con il presidente Fugatti  che dopo una lunga attesa di mesi mi ha concesso un incontro, manco fossimo alla corte Ming. Ebbene, avuto accesso alla sua corte, ho avuto il sospetto che non distinguesse uno psichiatra da uno psicologo.

Mi sono cadute le braccia e ho lasciato perdere ! Questo forse spiegherebbe il perché  tramite la sua ancella Segnana abbia contrattato il potere con i funzionari della precedente dinastia. Questa è una delle conseguenze quando si deve esercitare un potere su questioni sconosciute o ignorate.

Auguri al nuovo che avanza!

 

 

*

Roberto Pergher

Medico presso Centro Salute mentale a Rovereto (Tn)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Comincia a delinearsi il profilo degli sfidanti maratoneti del nuoto che sabato 24 agosto prenderanno il via dal litorale di Lido Paina, al cospetto del suggestivo Castello Scaligero di Malcesine, per aggiudicarsi il podio della 4° edizione di Swim the Castle.

Ad un mese dall’evento sono già oltre un centinaio gli appassionati sportivi che hanno riservato il loro posto ai blocchi di partenza, in arrivo da tutto il centro-nord Italia, con alcune interessanti adesioni da parte di atleti provenienti da Germania, Paesi anglofoni e dell’area Est Europa. Una gara che coinvolge tutte le fasce d’età, tra le iscrizioni si spazia infatti dagli anni 50 al 2000, anche se la rappresentanza che insiste per la maggiore va dai 35 ai 45 anni, con alcuni significativi inserimenti al femminile anche sulla 6 km “Memorial Carlo”, la distanza più impegnativa.

Il percorso di gara si delinea lungo un tracciato unico a 2 km: da Lido Paina si prosegue verso nord fino a raggiungere località Retelino, ritorno in parallelo per arrivare a toccare idealmente la punta del Castello, quindi lungolago sino alla spiaggia, ripetendo successivamente il percorso per le versioni a 4 e 6 km. Con un totale di sette boe distribuite lungo il tragitto per permettere all’organizzazione di monitorare il passaggio dei singoli atleti rilevando le rispettive tempistiche intermedie.

Un sfida all’ultima bracciata arricchita quest’anno di una nuova sfida che alza ulteriormente il livello di difficoltà e le prestazioni attese, affidando alla manifestazione una duplice valenza. “Questo evento vuole essere prima di tutto un omaggio allo sport come strumento per favorire il benessere psico-fisico, ma anche come banco di prova per lavorare sulla propria forza di volontà e quindi sulla propria resilienza” ha sottolineato Matteo Andreis, presidente dell’associazione sportiva Algiz cui fa capo l’organizzazione dell’evento.

Proprio per volere del comitato, infatti, la nuova versione del tracciato è intesa come un omaggio all’amico scomparso Carlo Buniotto, ex capitano del veliero Siora Veronica ma anche grande appassionato di sport acquatici, sempre alla prova dal punto di vista atletico-sportivo, pronto a cogliere nuove imprese estreme per testate le proprie capacità e la propria resistenza. Gli amici di Carlo raccolgono quindi idealmente questo prezioso testimone per lanciare una nuova sfida ai maratoneti del nuoto, con l’accortezza di devolvere l’incasso delle relative iscrizioni alla De Leo Fund onlus (deleofund.org), associazione senza scopo di lucro nata per offrire sostegno umano e psicologico a persone che hanno subito lutti improvvisi e traumatici, che nel tempo ha saputo affiancare la famiglia con professionalità e competenza.

Per chi intende mettersi in gioco è possibile iscriversi direttamente sul sito Endu.net, la community online dedicata al mondo delle discipline endurance, all’indirizzo https://bit.ly/2JKR7Z7.

La manifestazione si avvale inoltre dell’importante sostegno di alcuni sponsor di progetto: Funivia Malcesine-Monte Baldo, Gardapool, Troticoltura Armanini, Pescheria Viviani, Fraglia Vela Malcesine e MySDAM per le rilevazioni cronometriche.

 

 

Locandina_SwimtheCastle2019
(Pagina 3 di 125)