Veterinario aziendale: il Consiglio di Stato dà ragione alla Provincia.

Dopo il TAR lo scorso dicembre, anche il Consiglio di Stato ha riconosciuto ieri la legittimità del regolamento d’esecuzione della legge provinciale 11 luglio 2017 in materia di veterinario aziendale. La Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani aveva infatti impugnato il regolamento paventando tra l’altro una questione di legittimità costituzionale in relazione al fatto che la legge provinciale intervenisse su materie di profilassi internazionale, di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di competenza statale.

La Federazione contestava, inoltre, l’istituzione dell’elenco provinciale dei veterinari aziendali da parte dell’Azienda sanitaria.

Il Consiglio di Stato ha, al contrario, ritenuto regolari gli atti normativi emanati dalla Provincia. Una decisione accolta con soddisfazione, oltre che dalla Provincia, anche dalla Federazione provinciale degli allevatori alla quale tale servizio è rivolto.

 

 

Sta per terminare una maratona politica inedita per il Trentino, necessaria affinché il Consiglio provinciale discutesse l’assestamento al bilancio voluto dalla Giunta Fugatti.

Ringraziamo i consiglieri di Futura Paolo Ghezzi e Lucia Coppola per l’impegno profuso in un contesto molto difficile. Denunciamo con forza l’atmosfera che spesso si è creata nell’Aula: dileggio verso le opposizioni, volgarità inaudite e incivili (è questo il modello per giovani?), ingiurie varie. Non è stata colpa della stanchezza ma di un modo prevaricatorio di intendere la politica. A questo ci opporremo con tutte le forze.

Non si è trattato di semplice ostruzionismo – comunque legittimo – per bloccare i lavori dell’Aula. Ma è stata un’azione politica di cui andiamo fieri. Una manifestazione di resistenza contro un provvedimento che descrive un Trentino chiuso in se stesso, una terra in cui i deboli soccombono e sono privilegiati i forti.

I nostri valori sono altri e non si poteva cedere alla sostanziale cancellazione della cooperazione internazionale, vissuti dalla maggioranza come la madre di tutte le battaglie. Un trofeo miserevole che regala una briciola di 5 centesimi al giorno ai trentini, togliendo speranza e futuro a donne, uomini e bambini del sud del mondo.

Anche i provvedimenti in favore della natalità, che i consiglieri di Futura hanno cercato inutilmente di migliorare, sono segnati dall’idea che ci siano alcune famiglie (quelle residenti in Trentino da 5 anni) più uguali delle altre. Qualche norma utile è stata varata, ma la natalità sarebbe favorita da un clima sociale positivo, aperto alla novità, sereno, armonioso. Il contrario esatto dalla società immaginata dalla Lega, basata sulla paura del diverso e del futuro, sul risentimento, sull’odio. Chi potrebbe avere fiducia dentro un mondo così, nel quale i forti esibiscono le proprie vittorie sui deboli?

Questa azione politica ha pure conseguito risultati concreti con l’approvazione degli ordini del giorno di Futura: sul lavoro per le persone con disabilità; sulla gestione dei grandi carnivori; sulla lotta contro la violenza di genere; sulla ricerca per trovare soluzioni alternative all’utilizzo del rame in viticoltura; sulla prevenzione di particolari tumori che colpiscono le donne; su un sottopasso a Gardolo. Ordini del giorno che testimoniano l’attenzione verso tutti gli ambiti di interesse della comunità.

È stato anche sventato un attacco diretto all’autonomia dell’università. Grazie alla mobilitazione unanime del mondo accademico e all’azione dei consiglieri della minoranza, il presidente dell’Opera universitaria non sarà nominato dalla Giunta: la maggioranza stessa ha bocciato l’emendamento infilato all’ultimo da un consigliere della maggioranza.
Questo è il nostro modo di fare politica: inflessibili sui valori e sui diritti fondamentali (e capaci di difenderli ad ogni costo); aperti alla mediazione per migliorare provvedimenti che riteniamo utili o per limitare i danni di quelli che riteniamo nocivi; propositivi quando esiste lo spazio per un’azione politica seria e lungimirante.

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Il direttivo di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà

Enti locali: approvata oggi la norma per ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato da parte dei Comuni.

E’ stata approvata la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia che introduce, con il disegno di legge di assestamento del bilancio di previsione della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol approvato oggi, modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo, in tutto il territorio regionale, delle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato nei Comuni.

In particolare la modifica integra la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo. In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta approvata oggi consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato nelle scorse settimane per il reclutamento di 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale guidato da Claudio Cia, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma. Approvato con la proposta della Giunta anche un emendamento che integra la possibilità di attingere dalle graduatorie delle Comunità di Valle e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, essendo applicato al personale amministrativo delle APSP e delle Comunità di Valle lo stesso contratto collettivo provinciale di lavoro dei Comuni.

 

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Assessore regionale Claudio Cia

Crescita zero: Tria, il dato era atteso. Secondo la stima flash dell’Istat diffusa oggi, nel secondo trimestre il PIL è rimasto sostanzialmente invariato in termini reali rispetto sia ai tre mesi precedenti sia all’anno prima. “Il dato era atteso e riflette in larga parte il rallentamento in atto nell’economia dell’eurozona” ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

La valutazione dell’Istat per il secondo trimestre è in linea con le stime più aggiornate del MEF e descrive una situazione di complessiva stagnazione dell’attività economica.

Le indagini presso le imprese industriali segnalano nuovamente, nel mese di luglio, un peggioramento delle aspettative a livello europeo, tuttavia meno accentuato nel caso italiano. Le esportazioni hanno registrato un andamento positivo nei mesi più recenti, anche grazie alla loro diversificazione settoriale e per mercati di destinazione.

Le nuove politiche di sostegno ai redditi dei segmenti più deboli della popolazione e le misure di politica economica recentemente legiferate (decreti ‘crescita’ e ‘sblocca cantieri’) sosterranno la domanda interna nel secondo semestre. Le condizioni finanziarie sono fortemente migliorate negli ultimi due mesi. Sebbene il quadro internazionale rimanga complesso, la crescita dell’economia italiana dovrebbe gradualmente riprendere nella seconda metà dell’anno. Pertanto, la previsione di crescita media annuale del DEF (0,2 per cento) è ancora raggiungibile. Dobbiamo perseverare nello sforzo di rilanciare la crescita dell’economia in un contesto di stabilità finanziaria e sostenibilità sociale ed ambientale.

 

 

Demagri: Ora i Comuni potranno assumere funzionari a tempo indeterminato attingendo dalle graduatorie delle APSP.

Il Consiglio regionale ha approvato con 42 voti a favore, 3 contrari e 11 astenuti l’emendamento della Consigliera Paola Demagri (PATT) al disegno di legge di assestamento del bilancio della Regione.

Il disegno di legge, di iniziativa della Giunta, introduceva la possibilità di effettuare assunzioni a tempo indeterminato nei Comuni attraverso l’utilizzo di graduatorie valide stilate dalla Provincia e dagli enti locali. Spesso infatti i comuni sono chiamati a gestire una complessa procedura concorsuale, al termine della quale viene effettuata una sola assunzione a tempo indeterminato.

La modalità di reclutamento del personale dei Comuni che viene introdotta dalla legge di assestamento consente di valorizzare lo sforzo dei candidati e dei Comuni, razionalizzando il numero delle procedure concorsuali.

L’emendamento della Consigliera Demagri, in parte di natura tecnica, ha introdotto la possibilità di attingere altresì dalle graduatorie delle Comunità di Valle e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona.

“In entrambe le Province – ha spiegato la Consigliera Paola Demagri -, al personale amministrativo delle APSP e delle Comunità di Valle viene applicato lo stesso contratto collettivo provinciale di lavoro dei Comuni. Di conseguenza sarebbe stato un errore escludere gli idonei delle graduatorie delle Aziende e delle Comunità dalla nuova procedura di reclutamento del personale comunale”.

 

 

 

Demagri: Ora i Comuni potranno assumere funzionari a tempo indeterminato
attingendo dalle graduatorie delle APSP

Visita dell’assessore Spinelli alla Mahle spa. Allo studio una collaborazione fra la società e Trentino Sviluppo per lo sviluppo di partnership industriali.

Metà dei veicoli prodotti al mondo hanno un componente targato Mahle nei loro motori. La società, con 80.000 dipendenti disseminati in 170 sedi e 22 paesi, ed un fatturato di 12,6 miliardi nel 2018, è leader internazionale nel settore della componentistica per automobili. A Trento Mahle Componenti Motori Italia S.p.A., con sede in via Aichner, occupa 273
dipendenti, su uno stabilimento di 22.120 m 2 . Due i prodotti principali: cuscinetti e boccole. Nonostante la crisi dei mercati globali abbia impattato anche in questo settore, già messo alla prova dai cambiamenti che interessano da tempo il mondo dell’autotrasporto, lo stabilimento di Trento, almeno per i prossimi 4 anni, non prevede tagli al personale o altre misure analoghe, a differenza di quelle che hanno interessato altre sedi europee. Tuttavia qualche preoccupazione, fra i lavoratori e le parti sindacali, la si avverte. Anche per questo l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli ha voluto visitare stamani l’azienda, incontrando il direttore Sacha Hoffmann e tutto lo staff dirigenziale. “La Provincia, ha spiegato Spinelli – può sostenere progetti di ricerca industriale e facilitare, attraverso Trentino Sviluppo, la ricerca di partnership con altre aziende del settore, ad esempio nel campo della meccatronica”. Una proposta che l’azienda ha detto di apprezzare e che verrà esaminata prossimamente.

La crisi della globalizzazione può colpire anche una multinazionale che ha fra i suoi clienti il marchio Ferrari, ma anche, Volvo, Iveco, Scania, e nel bike BMW, KTM, Piaggio, Ducati e così via. Per crisi della globalizzazione si intende non solo l’impatto della crisi finanziaria mondiale del 2008, ma oggi soprattutto la guerra dei dazi fra Usa e Europa, il ritorno dei protezionismi ed eventi come la Brexit, le sanzioni imposte a Russia o Iran. A ciò si somma nel campo dei trasporto il cambiamento negli orientamenti dei consumatori, in parte determinato dalla sensibilità per i temi ambientali, in parte dalle innovazioni tecnologiche (l’auto elettrica). Ciò spiega le decisioni che la multinazionale ha assunto a livello mondiale, fra cui il contenimento delle spese generali e la riduzione del costo del personale.

A Trento la situazione è migliore che altrove. Negli ultimi anni il fatturato è tornato a crescere toccando nel 2018 il picco dei 48 milioni di euro. Anche i livelli occupazionali sono stabili: solo alcuni rapporti di lavoro interinale non sono stati rinnovati, ma sono anche state stabilizzate 15 persone a gennaio. Ci sono però problematiche legate alla competitività, alla concorrenza internazionale, alla mancata realizzazione di un nuovo impianto polimerico.

Per i prossimi 4 anni, in ogni caso, l’azienda si attende livelli di vendita ed anche occupazionali sostanzialmente simili a quelli degli ultimi anni. Tuttavia, l’imperativo per il futuro è innovare e diversificare, guardando non solo ai motori ma alla meccatronica, all’elettronica e così via. “Noi possiamo sostenere dei progetti di ricerca – ha sottolineato l’assessore Spinelli – sia sviluppati dall’azienda in autonomia sia in partnership con eventualmente altre realtà interessate ad investire nell’automotive”. Il compito di facilitare la messa in contatto della Mahle di Trento con potenziali partner sarà affidato a Trentino Sviluppo, a cui fa capo il polo della meccatronica di Rovereto.

 

Bambino autistico: il Trentino rinnova la sua disponibilità all’accoglienza. Si rinnova la disponibilità della Provincia autonoma di Trento, in particolare attraverso l’assessore alla salute e politiche sociali, Stefania Segnana, ad accogliere il bambino autistico di cui si sono recentemente occupate le cronache anche nazionali. Nel frattempo si vanno ulteriormente precisando i contorni della vicenda. A seguito degli approfondimenti richiesti dall’assessore Segnana, risulterebbe infatti che il bambino, che non risiede in Trentino, non sia stato abbandonato, ma viva ancora con la madre, pur essendo seguito dal Tribunale dei minori.

“Su questa tematica – sottolinea l’assessora Segnana – è comunque sempre opportuno tenere alta l’attenzione. Rinnoviamo pertanto la nostra disponibilità ad accogliere il bambino in una struttura idonea, qualora il Tribunale dei minori dovesse esprimersi in questo senso. Ma rinnoviamo anche il nostro impegno a farci carico delle situazioni locali difficili che sono state segnalate in questi giorni”.

 

 

La violenta ondata di maltempo che ha colpito la città di Trento e alcune zone del Trentino ha avuto ripercussioni anche sulle strutture dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. A Trento all’ospedale Santa Chiara e in alcune sedi aziendali sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco coadiuvati dalle squadre di manutentori dell’Apss.

Nel dettaglio, al Santa Chiara si sono verificati allagamenti nell’atrio e in alcuni piani della struttura dove vi sono ancora installati i serramenti originali. Allagamenti si sono verificati anche in via Degasperi, nelle aree sotterrane adibite a parcheggi del Centro per i Servizi Sanitari e della sede centrale Apss.

Anche il magazzino centrale di viale Verona ha subito allagamenti. Nelle altre strutture del Trentino non si sono registrate situazioni particolarmente critiche.

Il capogruppo regionale Paolo Ghezzi ha espresso oggi, mercoledì 31 luglio 2019, durante la seduta antimeridiana del Consiglio regionale, i suoi dubbi in merito al contenuto dell’articolo 1, lettera b) del disegno di legge n. 10 di assestamento del bilancio di previsione della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per gli esercizi finanziari 2019-2021. Già domani presenterà un’interrogazione al Consiglio regionale in merito.

La previsione del disegno di legge di assestamento del bilancio di previsione della Regione n. 10 prevede al suo articolo 1, lettera b) l’istituzione dell’albo regionale dei sindaci emeriti. Un articolo di cui non sentivamo bisogno, per tante ragioni. Di cui si potrebbe fare un elenco. O un albo.

Anche i costi hanno il loro peso. L’istituzione dell’albo non è certo a costo zero, non considera che un funzionario dovrà redigere la delibera di giunta che disciplinerà le modalità di iscrizione, tenuta e revisione dell’albo. Dopo la sua approvazione, la delibera dovrà essere applicata: un funzionario dovrà ricercare tutti i sindaci potenzialmente interessati dall’albo (migliaia di persone? Inclusi gli eredi?), chiedere loro se intendano opporsi alla pubblicazione, verificare il rispetto delle vigenti norme sul rispetto della privacy, dovrà controllare se abbiano riportato condanne per reati nella pubblica amministrazione. Quanti mesi di lavoro a carico dell’ente pubblico? E ancora: funzionari della Regione dovranno occuparsi della pubblicazione dell’albo sul sito internet e mantenerlo aggiornato. Chissà se l’articolo 9 del disegno di legge di assestamento, che consente l’ulteriore potenziamento degli organici degli uffici centrali regionali “alla luce degli accertati fabbisogni di personale” è stato pensato anche in funzione dell’albo dei sindaci emeriti.

La funzione storico-archivistica dell’albo, dichiarata in aula dall’assessore Cia nella sua risposta in aula, ha un senso solo se la banca dati sarà completa ed esaustiva. Ma sarà molto difficile, anzi impossibile, compilare un elenco di tutti gli ex sindaci trentini e sudtirolesi/altoatesini sulla base del loro consenso: basta che un ex sindaco si opponga affinché l’elenco non sia completo. E se l’albo non è esaustivo, come può avere una funzione di archivio storico?

Bombastica è l’aggettivo giusto per questa norma. E inutile: a cosa serve un titolo vuoto? «Folle e fuori dal tempo», aveva detto il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali Paride Gianmoena a proposito del DDL n. 76 presentato nella scorsa legislatura nel 2016 che si proponeva di istituire un vero e proprio titolo onorifico di Sindaco emerito e prevedeva anche il sostegno alle attività dell’Associazione ex Sindaci del Trentino-Alto Adige. Un disegno di legge, poi naufragato, sicuramente più articolato rispetto al comma oggi discusso ma dall’identica finalità. Pertanto ci chiediamo che senso abbia riproporlo oggi. Forse agli ex sindaci non servono riconoscimenti ex post, ma ogni forma di supporto e ascolto possibile affinché possano esercitare al meglio la loro importante funzione quando sono in carica.

Onorevole, commendatore, ufficiale, grande ufficiale, cavaliere, cavaliere di gran croce: avevamo anche bisogno di aggiungere il titolo di sindaco emerito? È così che la politica si riguadagnerà la stima dei cittadini e dell’opinione pubblica?

 

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Capogruppo regionale Paolo Ghezzi

Sarà un agosto intenso di appuntamenti alla Fondazione Edmund Mach. E’ tempo, infatti, delle tradizionali giornate tecniche. Come ogni anno d’estate tecnologi e tecnici del Centro Trasferimento Tecnologico sono pronti per incontrare il mondo agricolo trentino e presentare i principali risultati dell’attività sperimentale che li ha visti impegnati nell’arco del 2019 nei comparti frutticolo e viticolo.

Mercoledì 7 agosto – Viticoltura biologica (sede FEM), ore 9. In aula magna, in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Mach, saranno presentati i principali risultati delle attività di sperimentazione condotte dall’Unità agricoltura biologica con Roberto Zanzotti e collaboratori mentre alle 11 è prevista la visita alle prove in campi nei vigneti del campus FEM. Le relazioni della mattina affronteranno i seguenti temi: qualità biologica del suolo (Marco Ippolito), gradi di stabilità del carbonio organico in suoli viticoli a diversa gestione (Raffaella Morelli); ancora quanto rame? (Cristina Micheloni – Presidente AIAB Friuli Venezia Giulia); prove in pieno campo per il controllo di peronospora e oidio (Luisa Mattedi); controlli e situazione fitosanitaria 2019 nelle aziende biologiche in Trentino (Roberto Lucin). Il pomeriggio del giorno seguente 8 agosto, con inizio ore 14.00 come è tradizione, è previsto l’incontro al Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg per le prove di frutticoltura biologica.

Giovedì 8 agosto – Porte aperte a Maso delle Part (Mezzolombardo), ore 8.30. Si tratta della presentazione dei principali risultati della sperimentazione frutticola nel fondovalle (la manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia). I temi quest’anno saranno: 1) difesa in frutticoltura biologica con l’andamento della ticchiolatura e primi risultati delle esperienze di gestione del patogeno e l’andamento dei principali fitofagi del melo e aggiornamento situazione degli scopazzi del melo nelle aziende della Fondazione; 2) Portainnesti e sistemi d’impianto con sguardo sulla performance produttiva di genotipi alternativi a M9, resistenti a diverse patologie e avversità ambientali. Ricerca di un portainnesto ideale in funzione di cultivar e forma di allevamento. Tipologie di piante a rapida entrata in produzione per un frutteto economicamente sostenibile. 3) Allevamento in parete stretta e reti multifunzionali. Architettura di impianto del frutteto: come ottenere una parete fruttifera partendo dal biasse fino al multiasse e al frutteto pedonabile allevato a Guyot. Forma di allevamento e potatura verde per una “frutticoltura di precisione”. Reti anti pioggia per la difesa dalla ticchiolatura. 4) Distribuzione dei prodotti fitosanitari. Tecnologie e tecniche innovative per la distribuzione dei prodotti fitosanitari: applicazioni a getto proiettato (ventilatore spento) con atomizzatore, impiego di impianti di distribuzione sovrachioma su frutteti in parete stretta, trattamenti localizzati al colletto per migliorare l’impiego degli insetticidi e ridurre la deriva. 5) Innovazione varietale. Presentazione di alcune delle nuove varietà di melo, standard e dotate di resistenti genetiche, frutto del programma di miglioramento genetico della Fondazione Mach e di altri programmi nazionali ed internazionali.

Venerdì 9 agosto – Porte aperte al frutteto sperimentale di Denno (Val di Non). Dalle 8.30 alle 12 è prevista la visita al frutteto pedonabile realizzato con diverse tipologie di impianto: dal tradizionale Bibaum® fino al Guyot, e alle tecnologie e tecniche innovative per la distribuzione dei prodotti fitosanitari: applicazioni a getto proiettato (ventilatore spento) con atomizzatore, impiego di impianti di distribuzione sovrachioma su frutteti in parete stretta, trattamenti localizzati al colletto per migliorare l’impiego degli insetticidi e ridurre la deriva.(La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia). Tale attività è finanziata al Gruppo Operativo ATI Frutticoltura (APOT, CIF, FEM) nell’ambito dei PEI Misura 16.1.1 del PSR 2014-2020 della Provincia Autonoma di Trento.

Giovedì 22 agosto – Porte aperte a Maso Maiano (Cles), ore 8.30. Tecnologi e tecnici FEM illustreranno i risultati dell’attività sperimentale anche per quanto riguarda il 29019. Ecco i temi scelti per gli agricoltori che come sempre saranno suddivisi in gruppi. 1) Difesa in frutticoltura biologica. Andamento della ticchiolatura e primi risultati delle esperienze di gestione del patogeno. Andamento dei principali fitofagi del melo e aggiornamento situazione degli scopazzi del melo nelle aziende della Fondazione; 2) Allevamento in parete stretta e reti multifunzionali. Architettura di impianto del frutteto: come ottenere una parete fruttifera partendo dal biasse fino al multiasse e al frutteto pedonabile allevato a Guyot. Forma di allevamento e potatura verde per una “frutticoltura di precisione”. Reti anti pioggia per la difesa dalla ticchiolatura. 3) Distribuzione dei prodotti fitosanitari. Tecnologie e tecniche innovative per la distribuzione dei prodotti fitosanitari: applicazioni a getto proiettato (ventilatore spento) con atomizzatore, impiego di impianti di distribuzione sovrachioma su frutteti in parete stretta, trattamenti localizzati al colletto per migliorare l’impiego degli insetticidi e ridurre la deriva. 4) Innovazione varietale. Presentazione di alcune delle nuove varietà di melo, standard e dotate di resistenti genetiche, frutto del programma di miglioramento genetico della Fondazione Mach e di altri programmi nazionali ed internazionali.

Giovedì 22 agosto – Incontro prevendemmiale (sede FEM), ore 16. Giovedì 22 agosto, nel pomeriggio, alle ore 16 la sezione trentina di Assoenologi organizza presso l’aula magna della Fondazione Mach il tradizionale incontro prevendemmiale dove si farà il punto sulla raccolta delle uve.

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