Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Per il rilancio di una nuova politica di valle. Con cadenza settimanale il Comitato provvisorio nominato dall’Assemblea Generale ha avviato la serie di contatti con le forze politiche, sociali e culturali della valle, programmati per valutare le possibilità di costruire una proposta “alternativa” per il governo della comunità di Fassa. Particolarmente stimolante si è rivelato l’incontro con il “gruppo dei giovani” formatosi in seguito le recenti vicende politico-elettorali nell’intento di proseguire il proprio impegno nella società in forme autonome e originali. Pur lamentando la mancanza di “punti di riferimento” nel confuso quadro politico attuale, i presenti hanno manifestato la disponibilità e la voglia di mettersi in gioco in prima persona, consapevoli del fatto che la costruzione del futuro della nostra comunità richiede l’apporto di forze nuove, di idee nuove e di competenza specifiche.

La “nuova” Union Autonomista dovrà sostenere questo impegno, non per sovrapporsi o “pilotare”, ma piuttosto per fornire gli strumenti atti a stimolare la riflessione e far crescere questa consapevolezza tra le giovani generazioni. In questo senso il Comitato si propone di mettere in campo nuove strategie di comunicazione, ponendosi come “forum politico-culturale” aperto alla partecipazione e al dialogo.

Durante l’incontro con i giovani è stata ampiamente condivisa anche la necessità di superare il “dualismo” venutosi a creare in valle con la formazione della lista “Moviment ladin de Fascia”, che peraltro in occasione delle elezioni provinciali ha svolto un ruolo rilevante. La questione è stata affrontata direttamente con i responsabili di tale organismo in un’apposita riunione: ciò ha permesso di verificare nuovamente l’ampia convergenza programmatica esistente tra i due soggetti nonché la contiguità di interi settori sociali di riferimento, mentre permangono riserve sulle prospettive future in chiave organizzativa. In attesa che il “Moviment ladin de Fascia” chiarisca con i propri aderenti se intende proseguire l’esperienza iniziata nell’ottobre scorso, il Comitato ha ribadito la natura trasversale e non-ideologica dell’Union Autonomista, movimento indipendente dai partiti, che anche in futuro si propone di sollecitare e unire le forze migliori della valle per mettere a frutto le prerogative e gli strumenti di autogoverno di cui oggi la comunità dispone.

Del resto l’incontro con i membri del Consei General eletti nella lista UAL nel 2015 ha messo in evidenza la comune preoccupazione per lo stato di incertezza e precarietà in cui versa la Val di Fassa, priva di un vero progetto per il futuro, laddove sembrano prevalere le divisioni e i particolarismi locali: in mancanza di una leadership autorevole, il Comun General rischia di svilire il proprio ruolo di coordinamento e di proposta, arenandosi in un sostanziale immobilismo che porta all’arretramento della Valle rispetto ai territori circostanti. Anziché rivendicare ulteriori competenze dalla PAT in chiave puramente propagandistica, sarebbe preferibile un’azione di stimolo e raccordo tra i Comuni per proseguire sulla via delle “gestioni associate”, nella consapevolezza che “l’unione fa la forza”.

Con queste riflessioni il Comitato avvierà prossimamente ulteriori contatti con gli esponenti del mondo economico, sociale e culturale della valle, per definire una strategia complessiva da presentare in tempi brevi all’Assemblea.

 

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Fascia, ai 20 de messal 2019

per l Comitat provisorie per na neva UAL

Cristina Donei

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Tra poco più di 2 mesi il M5S compirà 10 anni. Se è vero che nel 2005 prendeva forma l’esperienza degli “Amici di Beppe Grillo”, la nascita vera e propria del MoVimento risale infatti al 4 ottobre 2009. Da allora di strada ne abbiamo fatta parecchia e nessuno, a partire dall’onorevole Fassino, si sarebbe mai aspettato che a distanza di 10 anni saremmo stati la forza politica più rappresentata in Parlamento e nel Governo del Paese. Critiche, spesso oltre il limite dell’insulto, ne abbiamo ricevute tante ma il successo ottenuto è innegabile. Siamo cresciuti in maniera portentosa e rapidissima e, piaccia o meno, lo abbiamo fatto solo con le nostre forze, circondati dall’ostilità dei partiti tradizionali ma anche di larga parte dei media e dell’establishment.

Se ad un’analisi onesta i nostri meriti appaiono innegabili, non possiamo nemmeno nasconderci che stiamo vivendo un periodo di difficoltà e di perdita di consenso. Si tratta di una fase in gran parte naturale. Il M5S è nato per contestare e combattere l’asservimento della politica agli interessi delle élite, per rimettere il cittadino al centro dell’azione istituzionale e anche per dar voce alla protesta contro i decenni di malgoverno che a tutti i livelli avevano ridotto in ginocchio non solo il Paese ma anche tantissimi cittadini e le loro famiglie. Nessuno poteva pensare di risolvere nel giro di qualche mese problematiche la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma a differenza di tutti gli altri noi ci stiamo lavorando davvero. Qualche risultato si è già visto, altri se ne vedranno, ma è chiaro che in questa fase stiamo pagando uno scotto importante in termini di consenso ed è dunque prioritario dotare il MoVimento di una nuova organizzazione interna, capace di farci fare un ulteriore salto di qualità in termini di radicamento sociale.

Il M5S è e deve restare un sodalizio di persone libere ed oneste, accomunate dall’idea che l’impegno civico privo di secondi fini può davvero migliorare la vita di tutti. Ritengo però che da parte nostra sia necessario aprirci sempre di più alla società civile, creando un ambiente più accogliente di quello che riusciamo a mettere in campo oggi. Per avere successo il M5S deve consolidarsi sempre di più quale alternativa credibile alle élite. Dobbiamo coinvolgere persone nuove, che da un lato ci segnalino i problemi e dall’altro siano disponibili a lottare con noi per risolverli e l’unica maniera per farlo è dimostrare la massima apertura, pur senza ridurre i controlli su chi entra, anche iniziando una “campagna di reclutamento” dal basso, incentrata sulla capacità del MoVimento di affrontare problemi complessi col coraggio e l’irriverenza che ci hanno sempre caratterizzato.

Il M5S ha quasi 10 anni, un periodo di tempo in cui lo hanno dato per spacciato molte volte, eppure è sempre tornato più forte di prima. Oggi siamo in un momento di difficoltà, ma è nelle difficoltà che si cresce e si migliora, noi lo abbiamo già fatto e cambiando ce la faremo ancora.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Presentata ad Arte Sella la “Carta di Rovereto”. L’assessore Spinelli: “Ora un Nucleo consultivo per lo sviluppo economico e l’innovazione che supporti azioni e decisioni”
Il FORUM per la ricerca indica la strada per un nuovo “Trentino 2030”.

 

Il Trentino del 2030? Un territorio innovativo, grazie agli importanti risultati assicurati dalla ricerca scientifica, che ha saputo reinterpretare le proprie “vocazioni” e i settori economici tradizionali in un contesto ampio, internazionale e connesso. Che favorisce la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca, richiama talenti da tutto il mondo, offre infrastrutture eccellenti, garantisce un’elevata qualità della vita. E dove ricerca e innovazione sono diventati temi “pop”, popolari, proprio perché in grado di portare vantaggi tangibili diffusi sul territorio e a tutta la popolazione. Questa la visione contenuta nella “Carta di Rovereto sull’innovazione”, il documento che chiude tre mesi di lavoro del FORUM per la ricerca, tracciando le linee di indirizzo per lo sviluppo della ricerca scientifica e l’innovazione in Trentino. Un percorso fortemente voluto dalla Provincia autonoma di Trento, gestito operativamente da Trentino Sviluppo, e che ha visto il Gruppo composto da 15 esperti di fama internazionale impegnato in visite ai centri di ricerca, dibattiti, ascolto del territorio e delle categorie economiche, analisi delle migliori pratiche a livello nazionale ed internazionale. Il documento contiene l’indicazione di azioni puntuali sia in merito alle traiettorie di sviluppo future sulle quali è opportuno si concentri il sistema di sostegno pubblico alla ricerca, sia in merito a singoli strumenti e attenzioni in grado di massimizzarne le ricadute sul territorio.

Soddisfatto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che aprendo i lavori a Malga Costa, cuore di Arte Sella, ha evidenziato il valore simbolico di una montagna che ha saputo farsi conoscere ed apprezzare a livello internazionale ma anche rialzarsi e ripartire dopo le pesanti ferite della tempesta Vaia. «Il prezioso lavoro avviato dal FORUM per la ricerca – ha sottolineato il presidente Fugatti – ci indica come il nostro compito è ora quello di impiegare al massimo dell’efficienza le risorse e far sì che la Provincia non sia un semplice erogatore di sostegni economici ma partner attivo e protagonista a fianco delle imprese e del mondo dell’innovazione».

Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, nel ringraziare quanti hanno lavorato intensamente in questi mesi, le categorie economiche, le parti sociali, i ricercatori e gli esperti che hanno dato un qualificato contributo, ha sottolineato come «in poco più di due mesi, con perfetto tempismo rispetto ai termini stabiliti, si sia arrivati alla chiusura e alla presentazione del documento finale che conclude questa prima parte di percorso».

L’Assessore Achille Spinelli, ricordando il metodo di lavoro seguito, ha ribadito come partendo dai punti di forza del sistema trentino della ricerca (centri di ricerca di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, oltre 4 mila addetti, un investimento complessivo che tra pubblico e privato che sfiora i 300 milioni di euro con una spesa in R&S salita negli ultimi dieci anni dall’1% al 1,5% del Pil provinciale, tra i valori più alti d’Italia e d’Europa) e dagli elementi di criticità sui quali invece lavorare (concentrazione degli incentivi su poche grandi aziende, finanziamenti pubblici alla ricerca industriale che rischiano di essere “dopanti” anziché incentivanti, difficoltà a definire valore e impatto della ricerca sul mercato e sul territorio), il percorso avviato con il FORUM abbia permesso di definire «una visione di Trentino 2030 che si concentrerà su sei traiettorie di ricerca distintive: agricoltura di montagna, qualità e salubrità degli alimenti; biotecnologie per la salute umana e patologie pediatriche; manifattura avanzata; tecnologie di filiera dell’idrogeno; tecnologie a servizio del turismo, digitalizzazione della pubblica amministrazione e Smart Cities».

Spinelli ha infine annunciato la costituzione di un Nucleo consultivo per lo sviluppo e l’innovazione che darà continuità ai lavori del FORUM supportando la Giunta nelle decisioni da adottare.

L’evento conclusivo di Trentino Research Habitat, il FORUM per la ricerca, è stato moderato da Enrico Pagliarini, giornalista di Radio24, e trasmesso in diretta Facebook.
Oltre al presidente Maurizio Fugatti e all’assessore competente, Achille Spinelli, per la Giunta provinciale era presente Stefania Segnana, assessore alla Salute, politiche sociali, disabilità e famiglia e Mirko Bisesti, assessore all’Istruzione, università e cultura.

Nel talk di presentazione sono intervenuti Emil Abirascid, giornalista ed innovatore, coordinatore scientifico del FORUM, e quattro esperti in rappresentanza del 15 componenti il Gruppo di lavoro: Anna Amati, fondatrice di una piattaforma per l’innovazione orientata allo sviluppo economico e al supporto ad aziende e territori, Fabio Arpe, banchiere, consulente finanziario e d’impresa, Mario Calderini, docente al Politecnico di Milano e presidente del Comitato per la Ricerca e l’Innovazione della Provincia di Trento, Alessandro Quattrone, ordinario di patologia molecolare all’Università di Trento e direttore del Centro di Biologia Integrata (CIBIO).

Il documento finale, sottoscritto dai 15 esperti componenti il Gruppo di lavoro del FORUM, contiene le linee di indirizzo per lo sviluppo della ricerca scientifica e per l’innovazione maturate anche grazie ad un’operazione di ascolto delle categorie economiche trentine e di altri esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’innovazione. Una “visione” dei prossimi dieci anni, verso il Trentino 2030, che punta a essere tecnica, rigorosa, competitiva ma anche “popolare” e con concrete ricadute sulla qualità della vita della popolazione, che di questi processi di innovazione deve essere componente attiva.

Per quanto riguarda i settori strategici di investimento, il FORUM ha individuato sette aree, suddivise in quattro tipologie di tecnologie trasversali (abilitanti) e tre filiere specifiche di trasformazione. Le tecnologie trasversali sulle quali scommettere nei prossimi anni sono: la sensoristica, l’Internet delle cose e i big data; i nuovi materiali, la tecnologia per l’industria 4.0 e la meccatronica; cybersecurity e protezione dati; società digitale e sistemi per le Smart Cities. Le aree di trasformazione suggerite come potenzialmente a priorità di incentivo sono invece le tecnologie per la decarbonizzazione, in particolare idrogeno e batterie, le biotecnologie e tecnologie per la salute e la sanità; l’agrifood, le risorse naturali e la bioeconomia.

Benessere e qualità della vita sono il comune denominatore che attraversa trasversalmente i settori e le azioni di indirizzo delle traiettorie di sviluppo tratteggiate dal FORUM, che ha anche sottolineato l’esigenza di investire nella valorizzazione del capitale umano, creando nuova imprenditorialità, attraendo imprese, talenti, nuove idee, formando gli imprenditori già attivi, valorizzando il terzo settore, così radicato, autorevole e preparato in Trentino, come volano dell’innovazione sociale, economica, tecnologica in tutte le valli, senza lasciare nessuno indietro.

Dalle valutazioni del FORUM è quindi scaturita anche l’indicazione di aggiornamento e rimodulazione di alcuni strumenti di sostegno alle imprese previsti dalla Legge 6 del 1999: introdurre incentivi differenziati e differiti su soglie (parametrati alla progressiva crescita delle imprese, alle riconosciute ricadute socio-economico-ambientali) e aprendo l’investimento pubblico da parte della Provincia autonoma di Trento al capitale di rischio delle imprese e iniziative di impresa più innovative, per beneficiare dei risultati positivi (blended finance).

L’accelerazione dell’innovazione – ha concluso il FORUM – trova in Trentino una valida piattaforma già consolidata, che può diventare ulteriormente performante attraverso uno snellimento burocratico delle procedure, il potenziamento di infrastrutture abilitanti all’innovazione, quali banda larga, fibra, parchi tecnologici, bandi per il sostegno alle idee imprenditoriali, istituzione di laboratori che connettano centri di ricerca pubblici e impresa privata, progetti di finanza pubblico-privato, garanzie pubbliche al credito d’impresa.

Importante anche un’adeguata attività di comunicazione e promozione, fondamentale per posizionare il Trentino come brand conosciuto ed apprezzato a livello internazionale non solo dal punto di vista della destinazione turistica ma anche sotto il profilo dell’attrattività per investitori, imprenditori, lavoratori, ricercatori e gio

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Trentino – Festa del latte. de Bertoldi FDI: Tutela del paesaggio e ricerca della qualità e del biologico nella filiera lattiero casearia. Sostegno agricoltura di montagna

“Qui giocavo quando ero un bambino ed a distanza di quarant’anni ritrovo la località Pradiei a Romeno esattamente come allora. Un’oasi di pace e natura incastonata nella splendida alta Val di Non ; mi auguro che questa località venga davvero inserita in un piano di tutela del paesaggio da parte della Provincia come i sindaci dei comuni interessati hanno richiesto chiaramente.

Auspico quindi che la provincia autonoma si faccia promotrice di uno sviluppo in senso naturalistico ed ambientale dell’alta Val di non. Ritengo che questa festa del latte sia la dimostrazione di come l’agricoltura, il turismo e la tutela ambientale rappresentino un tutt’uno, una sinergia per lo sviluppo del nostro territorio.

Onore ai nostri agricoltori che sono all’avanguardia nella difesa e protezione del Trentino, rappresentando quell’economia di alta quota che evita lo spopolamento dei territori montani . Tuteliamo quindi le necessità dei nostri allevatori anche in rapporto al problema attuale dei grandi carnivori.

Ritengo infine essenziale esprimere un invito al mondo agricolo Trentino ed alla politica provinciale affinché si persegua sempre più la strada della qualità, ed in questo contesto mi permetto di riferire le richieste degli operatori internazionali, che chiedono anche nel settore agroalimentare sempre più qualità e prodotti biologici.

Auspichiamo davvero che l’agricoltura tradizionale e quella biologica possono così lavorare assieme per contribuire ad uno sviluppo del territorio Trentino”

Così il Senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, Segretario dellaCommissione Finanze e Tesoro, all’inaugurazione della festa del latte a Romeno in alta Val di Non.

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egreteria Senatore Andrea de Bertoldi

PATT: caos icef, basta slogan, la Giunta risolva il problema!

A meno di una settimana dall’avvio della campagna Icef la piattaforma usata per l’inserimento delle domande è bloccata. A rischio quasi 35mila nuclei famigliari che nel prossimo anno potrebbero non contare sulle riduzioni per le mense scolastiche, il trasporto pubblico e le rette degli asili nido.

L’inizio del prossimo anno scolastico potrebbe rappresentare un problema per migliaia di famiglie Trentine. A rischio le domande Icef per la richiesta di agevolazioni sulle mense, trasporto pubblico e le rette degli asili nido. Questo è dovuto al non funzionamento della piattaforma usata per l’inserimento delle domande. Un problema tecnico quindi che rischia di mette nelle condizioni di non operare i CAF. Se tale problema non verrà risolto in tempi brevissimi rischierà di bloccare la presentazione delle domande portando al pericolo concreto di far perdere le agevolazioni a migliaia di famiglie trentine.

La causa principale di questo blocco è una lentezza nelle procedure di gara per l’affidamento del servizio di gestione della piattaforma informatica che a tutt’oggi è ancora fermo. La gara è si conclusa con l’individuazione di un vincitore, ma il servizio non è stato ancor affidato.  A partire da quest’anno, per la prima volta, non sarà la società Clesius a fornire il servizio ma la gara è stata vinta dalla società Data Italia/Atena. Quindi il problema non è come affermato dall’Assessora Segnana di natura informatica, ma è di natura operativa.

Noi Autonomisti non vogliamo fare della semplice demagogia e chiediamo che la Giunta Provinciale prenda una volta per tutte in mano la situazione. Basta scaricare le responsabilità su presunti problemi informatici come dichiarato dall’Assessora Segnana. La problematica era a conoscenza di tutti ormai da mesi e non si è stati capaci di trovare una soluzione operativa. Ora chiediamo che la Giunta Provinciale si svegli e faccia il possibile affinché 35 mila famiglie trentine non rimangano senza agevolazioni.

 

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Roberta Bergamo, Vicesegretario Patt

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

“Sono toni di inaudita violenza politica, quelli con cui Consigliere del Pd Luca Zeni attacca il presidente della Giunta Fugatti sulla cooperazione internazionale; toni violenti e seguiti da un buon numero di fake news. Infatti Zeni da una parte afferma che complessivamente i milioni di euro della cooperazione internazionale sono pochi rispetto al bilancio provinciale – come se quelli da lui risparmiati col taglio delle guardie mediche fossero stati chissà quanti –, dall’altra accusa la Giunta di aver perso i 5 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico.

Peccato che i tempi tecnici per aggiudicarsi i fondi contro il dissesto – presentando quindi i progetti necessari per ottenerli – non ci fossero, essendo poco il tempo intercorso tra la calamità e le scadenze burocratiche per detti fondi; senza dimenticare che ci saranno altri modi, più avanti, per recuperare quei 5 milioni. Peccato, ancora, che la “quota fissa” di bilancio, tenuta in tutti questi anni per la cooperazione internazionale, non ci sia stata per la sanità e l’assistenza dei trentini, che infatti il 21 ottobre 2018 hanno bocciato inappellabilmente proprio il partito di Zeni e la sua coalizione.

Tengo inoltre a rassicurare il collega consigliere che non c’è alcuna «contrapposizione» tra trentini e stranieri né la volontà di crearla, proprio per niente; solo, c’è la volontà di dare la precedenza, in tutti i provvedimenti, a chi a questa provincia ha dato tanto, oltre a viverci da anni ed anni. Se questa appare come una «contrapposizione», allora il problema è tutto in chi la vede.

Concludo infine ricordando al collega Zeni – al quale mi permetto di consigliare una camomilla – che, se lui non coglie coerenza e linearità nell’operato della Giunta Fugatti, come Lega ce ne faremo presto una ragione, dal momento che siamo più che sicuri che invece i trentini, gente pragmatica ed abituata a guardare la sostanza delle cose, questa coerenza e questa linearità la vedano eccome, e la apprezzino”.

E’ quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Accogliamo con piacere la proposta avanzata dalle Donne Lega sull’istituzione di una commissione di inchiesta sull’affido dei Minori in Trentino e provvederemo, già a partire dalla prossima settimana, a predisporre tutti i documenti necessari per fare una richiesta formale agli organi competenti in merito con la speranza che vi sia, da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio provinciale, la volontà di fare una ricognizione che possa garantire sul nostro territorio un sistema sull’affidamento che sia valido e che tuteli davvero minori e i loro genitori.

Nei fatti una Commissione speciale che acquisisca notizie, informazioni e documenti relativi alle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono i minori; una Commissione che, con apposito documento, al termine dei propri lavori riferisca al Consiglio le acquisizioni, le conclusioni raggiunte; infine, una Commissione che eventualmente formuli proposte.

Siamo convinti del fatto che un allontanamento del minore dalla famiglia di origine deve costituire un rimedio residuale e che in ogni caso esso non può essere disposto per ragioni connesse esclusivamente alle condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la responsabilità genitoriale. La nostra speranza è che vi sia ampia convergenza da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio provinciale e che ciò venga fatto senza alcuna forma di demagogia.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Gruppo consiliare provinciale della Lega Salvini Trentino

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

L’intervento del presidente della Provincia Fugatti è di una volgarità culturale preoccupante e grave.

Dice: “dai tagli alla cooperazione internazionale soldi alle famiglie trentine”. Vediamo di cosa stiamo parlando.

– Lo scorso anno per la cooperazione internazionale a bilancio sono stati spesi circa 8,5 milioni di euro (su 4,5 miliardi di euro!). Fugatti dice che ne rimarranno circa 3.

Quindi “recupera” circa 5,5 milioni. Esattamente la stessa cifra gettata due settimane fa al vento, perché la Provincia di Trento, guidata da Fugatti, ha dimenticato di presentare allo Stato la domanda di contributo per i progetti contro il dissesto idrogeologico. Cioè tutto questa campagna ideologica per 5 milioni di euro, che potevamo avere a disposizione semplicemente con l’ordinaria diligenza e presentando la domanda di contributo come hanno fatto tutte le altre regioni.

– Fugatti in una settimana si rimangia la parola data in prima commissione del Consiglio provinciale, quando ha spiegato che avrebbero tolto il vincolo dello 0,25% sul bilancio ma si impegnavano a non ridurre drasticamente gli importi. Ma siamo ormai abituati a vedere l’assenza di coerenza, caratteristica primaria di chi ha senso delle istituzioni e integrità..

– La proposta è coerente con le deliranti dichiarazioni dell’assessore Spinelli, che nei giorni scorsi ha parlato della volontà di tagliare in questo settore sia per motivi ideologici sia perché “vedeva del marcio”, senza peraltro essere conseguente: se ha riscontrato irregolarità ha l’obbligo di denunciarle alle autorità competenti, altrimenti sta solo spargendo fango;

– Manca una visione sulla cooperazione internazionale e la sua importanza. Gli Stati che crescono maggiormente puntano tantissimo sulle relazioni (e sugli investimenti in Africa), e dalla cooperazione internazionale fatta come si deve, il Trentino sul lungo periodo può trarne vantaggi importanti. Chiudersi e rimanere piccoli e soli significa destinarci al declino;

– Il gioco è il solito: contrappongo al gruppo di riferimento (i trentini in questo caso) un nemico, sempre lo straniero, che ci ruba i soldi. 5 milioni su 4,5 miliardi di euro.. una retorica che inquina le coscienze e non costruisce nulla. Mostrando il giornale al mio bimbo di 10 anni, il suo commento è stato “però non è giusto togliere ai bambini dell’Africa per fare spendere meno chi gioca a calcio qui. Se serve posso saltare qualche allenamento”. Un piccolo segnale di speranza in un momento di buio delle coscienze.

 

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Luca Zeni

Consigliere provinciale Pd

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nei giorni scorsi, i poliziotti della DIGOS della Questura di Torino, nell´ambito dell´operazione “MATRA” coordinata dalla locale Procura della Repubblica e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – UCIGOS, ha eseguito, in collaborazione con gli omologhi uffici di Polizia di Milano, Novara, Varese e Massa Carrara, diverse perquisizioni presso abitazioni e depositi di materiale militare siti a Peschiera Borromeo (MI), Sesto Calende (VA), Castelletto Ticino (NO) e frazione Antona di Massa Carrara.

 

 

Nel corso delle attività, sono state acquisite ulteriori risultanze probatorie volte a risalire la filiera della commercializzazione del missile aria/aria MATRA, delle due “Razziere” per l´armamento di aerei modello MB339 sequestrate a MONTI Alessandro e BERNARDI Fabio Amalio nonché dell´arsenale di armi detenute da DEL BERGIOLO Fabio.

Nel medesimo contesto operativo è stata inoltra una richiesta di rogatoria internazionale dalla Procura della Repubblica di Torino per acquisire ulteriori prove soprattutto nei riguardi del cittadino elvetico MONTI Alessandro (già noto alla Autorità svizzere).

Nella giornata di ieri, in particolare, all´esito di altra perquisizione eseguita dagli operatori della Polizia di Stato presso un´abitazione secondaria di DEL BERGIOLO Fabio sita nella frazione Antona di Massa Carrara sono state rinvenute e sequestrate altre armi (fucile SIG SAUER modello 550 completo di due caricatori, un machete, un arco modello Compound con tredici dardi, una pistola, un tre piedi per mitra, una pistola balestra, una manetta per otturatore di un fucile Schmidt Rubin K31, una cassetta con undici ordigni inerti tra bombe a mano e mortai,), munizioni di vario calibro e diverso materiale inneggiante al nazismo ed al fascismo (in particolare n.34 DVD dal titolo “Hitler ed il terzo Reich”, n.13 video cassette dal titolo “URSS dalla caduta degli Zar al crollo di un mito”, una videocassetta dal titolo “Il Trionfo della Volantà”, una foto incorniciata ritraente il Duce), materiale quest´ultimo che corrobora la particolare ideologia oltranzista di DEL BERGIOLO.

Proseguono inoltre le attività di perquisizione – curate dalla DCPP-UCIGOS e dalle DIGOS di Torino e Pavia – del deposito sito a Rivanazzano Terme con la collaborazione degli artificieri e dell´Esercito Italiano al fine di analizzare e catalogare la strumentazione ed il materiale militare ivi custodito.

Per quanto riguarda tutte le armi da guerra e comuni da sparo finora sequestrate sono stati interessati, tramite il canale Interpol, tutti i Paesi di fabbricazione.
Anche l´F.B.I. sta svolgendo approfondimenti d´intesa con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione per le armi di fabbricazione statunitense.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In allegato la lettera aperta sulla cooperazione internazionale allo sviluppo, con particolare riferimento al Trentino, sottoscritta da 41 docenti dell’Università degli Studi di Trento, appartenenti a 9 diversi Dipartimenti dell’ateneo.

In questi giorni di dibattito su riforme e tagli alla cooperazione allo sviluppo in Trentino, come docenti universitari vogliamo portare all’attenzione del Consiglio Provinciale e degli attori coinvolti alcuni elementi di riflessione. Per noi, infatti, la cooperazione internazionale è un canale formidabile per la formazione dei giovani, per la ricerca scientifica collegata all’azione e alla valorizzazione dei territori.

Perché Università e cooperazione internazionale allo sviluppo? La cooperazione è ormai parte integrante del mondo universitario e viceversa, le Università sono a pieno titolo attrici di una cooperazione internazionale che cambia con le rapide trasformazioni sociali ed economiche, locali e globali.

Formazione dei giovani. Il mondo del lavoro cerca sempre di più laureati che affianchino alle competenze tecniche capacità “trasversali” quali lavorare in gruppo, interagire fra culture diverse e operare in contesti complessi, gestire il cambiamento. Partecipare, sul campo, a progetti di cooperazione durante la formazione fornisce un valore aggiunto straordinario e stimola un approccio orientato alla sostenibilità, alla responsabilità sociale e alla praticità.

Ricerca scientifica. Lo sguardo dal cosiddetto “sud del mondo” è un punto di vista privilegiato per comprendere fenomeni di portata planetaria (alcuni esempi: sicurezza idrica e alimentare, migrazioni, cambiamenti del clima e implicazioni sociali) e i loro effetti su scala locale. Questo consente di sviluppare nuove ipotesi, sperimentare strategie di mitigazione e supportare la formulazione di politiche e interventi che garantiscano sicurezza e sostenibilità all’intero pianeta, migliorino le condizioni di vita in aree svantaggiate, e al contempo aumentino il capitale sociale locale.

Da più di 20 anni il Trentino è un faro e un apripista in Italia grazie anche alle sue politiche e strategie innovative nella cooperazione allo sviluppo, ispirate alle scelte dell’agenda internazionale. Ci auguriamo che i cambiamenti annunciati all’attuale legge provinciale non si traducano in tagli alla spesa, ma in proposte che valorizzino le dimensioni umana, sociale e ambientale.

Con una buona cooperazione si fa buona ricerca, si formano futuri professionisti e si creano legami e rapporti destinati ad aumentare il valore del territorio e delle sue realtà sociali e produttive. Il passaggio da paese del “sud del mondo” a paese trainante è stato spesso molto rapido, e chi ha saputo costruire, anche attraverso la cooperazione, rapporti duraturi e affidabili con queste realtà è stato ripagato con ricadute importanti sul territorio locale.

La cooperazione e i fondi ad essa destinati non vanno confusi con l’assistenzialismo, rappresentando invece una dimensione valoriale che può contribuire alla formazione degli studenti, così come a una più efficace comprensione dei fenomeni globali che quotidianamente ci condizionano. La cooperazione coinvolge le aziende private, ma non va confusa con la semplice internazionalizzazione d’impresa. Incorporando le prospettive della sostenibilità e della responsabilità sociale, la cooperazione può aiutare a uscire dal paradigma della globalizzazione competitiva e predatoria, offrendo un sistema di relazioni e una condivisione di valori con territori vicini e lontani.

Siamo aperti al dialogo e pronti a mettere a disposizione le nostre competenze nella formulazione delle future politiche e strategie di cooperazione internazionale del Sistema Trentino.

 

 

Lettera Aperta cooperazione internazionale allo sviluppo UniTrento
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