Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Captatori informatici: Antonello Soro, garante privacy, su lettera Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Apprezzamento, ma auspicabile una riforma organica.

“Nel riscontro alla nostra segnalazione, del 30 aprile, sulla disciplina delle intercettazioni mediante captatori informatici, il Ministro della giustizia indica alcune delle linee di riforma che intende seguire. Esse richiamano molte delle soluzioni da noi suggerite per limitare i rischi di un uso distorsivo dei software-spia, emersi da ultimo nel caso “Exodus”.

E’ particolarmente apprezzabile l’idea, da tempo avanzata dal Garante, di adottare misure volte ad indirizzare le conversazioni intercettate esclusivamente verso gli impianti della Procura, con adeguati controlli sull’integrità dei contenuti, nonché requisiti tecnici dei captatori tali da garantire che essi si limitino effettivamente ad eseguire le sole operazioni autorizzate.

Prendo favorevolmente atto di questo indirizzo, che è bene si traduca presto in un’organica riforma, auspicabilmente estesa, però, alle varie e più complesse implicazioni che uno strumento tanto prezioso quanto invasivo – quale quello delle intercettazioni – ha sul sistema delle libertà individuali”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Irriconoscibile Trentino. In questi giorni di notizie rincorrenti e confuse è difficile fare a meno di chiedersi come si sia arrivati, nuovamente, a questo drammatico punto: ancora una volta ci troviamo a dialogare su opposte barricate riguardo il destino di un animale antropomorfizzato, a cui attribuiamo istinti da fuggitivo, appiccicandogli addosso crimini che nulla hanno a che fare con il suo mondo: tutto per tentare di giustificare la nostra incapacità di considerarlo e “giudicarlo” per quello che è: un animale. Giustamente distante, dal quale potremmo imparare molto, ma che si ritrova invece rincorso dalle nostre paure e braccato dai nostri fucili.

Come siamo arrivati a dover constatare nuovamente il misto di errori ed imperizia, ad osservare quasi inermi il solco che si apre sempre più profondo tra due (o più) opposte visioni del mondo naturale?

Anni di progettualità riguardo i Grandi Carnivori -sfida al dominio delle Alpi che è uno specchietto per le allodole in verità completamente inconsistente: lo dimostrano i valori assoluti dei danni, spiccioli ridicoli di fronte a qualsiasi bilancio provinciale- non sono stati in grado di offrire una visione in grado di includere sia il sentimento “animalista” che la necessaria protezione degli alpeggi e delle attività degli allevatori: un conflitto che si trascina da tempo, così lungamente non affrontato che è ormai indubbio sia creato ad arte per convenienza politica, della quale a fare le spese non saranno altro che le categorie che le due barricate vorrebbero proteggere: le une per la continua ricerca di scorciatoie alla presenza di Grandi Carnivori che non includano la convivenza, le altre per l’incapacità di ascoltare le oggettive difficoltà di un mondo spesso percepito come distante e arrogante.

Il sentimento attuale è nato e cresciuto grazie agli errori del passato: grazie al trasformismo di Assessori e Dirigenti, grazie all’incapacità di condurre un dialogo necessario alla trasformazione della visione delle Montagne in senso inclusivo e collettivo.

Come uscire da questo pantano di disinformazione e disonestà?

Non abbiamo soluzione immediate, se non quanto pare essere alla nostra vicina portata: riprendere quel lavoro di corretta e pacata informazione -lavoro che una struttura Provinciale dal bilancio annuale di miliardi di euro avrebbe ampiamente potuto permettersi da molti anni a questa parte-, comprensione e ascolto dei bisogni di mondo animale e umano.

Il conflitto attuale è basato su opposti interessi: comprenderli è, dal nostro punto di vista, l’unica via per non trasformare le nostre montagne in echi di natura, silenziosa e assente.

Il destino di M49 è stato scritto dalla nostra incapacità di fare altrimenti.

 

*

Wwf Trentino

 

Chiunque voglia aiutarci in tal senso può contribuire alla campagna informativa prendendosi carico di uno dei pannelli in forex (buone pratiche di convivenza con l’orso durante le nostre gite in montagna) di cui alleghiamo fotografia, oppure, se si è un esercizio di ristorazione, di qualche copia dei sottopiatti (realizzati con i medesimi contenuti, più qualche curiosità sul nostro plantigrado preferito) sempre allegati in fotografia: se ci aiutate con le eventuali spese di spedizione, i materiali sono del tutto gratuiti, a disposizione di tutte e tutti.

 

 

 

Whatsapp di Alessandro Savoi / ore 19.36 giovedì 18/7 (a redazione Opinione) / –  Si fa sera… È stata per me una giornata bellissima… La persecuzione è finita… Ho vinto e sono strafelice… anche perché noi della Lega siamo gente perbene.

Ho passato mesi difficili… che non auguro a nessuno… Ma tutto è bene quel che finisce bene… Adesso torno ad esserci un uomo libero e forte… Ringrazio di cuore prima di tutto la Lega del Trentino che in questa mia tortuosa vicenda giudiziaria non mi ha mai lasciato solo, nemmeno per un istante. Grazie Lega.

Ringrazio i miei avvocati Dragogna di Bolzano e Terraciano e Maino di Roma; mi hanno sempre aiutato e rincuorato dicendomi -quando le cose sembravano mettersi male- che: «alla fine avremmo avuto la meglio»… Grazie.

Dedico infine questo straordinario risultato a mia mamma Irma, di 91 anni: grazie mamma. Anche se spesso ti faccio disperare, ti voglio tanto bene.

Viva la Lega, potentissima ed indomita. Ed immortale.

Grazie… Che goduria oggi.

 

*

Alessandro Savoi

 

 

 

Foto tratta da profilo Facebook Savoi

 

 

 

 

(Pagina 5 di 5)