Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Approvato il Programma di sviluppo provinciale della XVI° legislatura. La Giunta provinciale ha approvato oggi, su proposta del presidente Maurizio Fugatti, il PSP- Programma di sviluppo provinciale, principale documento programmatico della XVI legislatura. Le linee guida erano state approvate il 17 maggio scorso. In seguito si era aperta la raccolta delle osservazioni, come previsto dalla legge della programmazione. Alla Provincia erano pervenute, entro la scadenza dei termini, fissata per il 19 giugno, una cinquantina di osservazioni, da parte dei soggetti pubblici e privati del territorio. La proposta di PSP elaborata a seguito dell’esame delle osservazioni era stata quindi trasmessa al Consiglio provinciale e al Consiglio autonomie locali, per i previsti, pareri, giunti rispettivamente il 15 e l’11 luglio.

Le sette aree strategiche raccolgono gli obiettivi: 1. per un Trentino della conoscenza, della cultura, del senso di appartenenza e delle responsabilità ad ogni livello; 2. per un Trentino che fa leva sulla ricerca e l’innovazione, che sa creare ricchezza, lavoro e crescita diffusa; 3. per un Trentino in salute, dotato di servizi di qualità, in grado di assicurare benessere per tutti e per tutte le età; 4. per un Trentino dall’ambiente pregiato, attento alla biodiversità e vocato a preservare le risorse per le future generazioni; 5. per un Trentino sicuro, affidabile, capace di prevenire e di reagire alle avversità; 6. per un Trentino di qualità, funzionale, interconnesso al suo interno e con l’esterno; 7. per un Trentino Autonomo, con istituzioni pubbliche accessibili, qualificate e in grado di creare valore per i territori e con i territori.

Come sottolineato nella sua introduzione dal presidente Fugatti, “quella che si sta aprendo è dunque una stagione nuova, dove il Trentino e la sua Autonomia si trovano ad operare in un contesto territoriale e relazionale totalmente diverso, destinato a ridefinire il nostro stesso modello di sviluppo. Con l’aggravante che il quadro delle risorse finanziarie disponibili non può più contare sugli ingenti flussi di gettiti arretrati che hanno caratterizzato gli anni più recenti”. Tutto questo fa sì che uno dei principali tratti distintivi del nuovo corso non possa che essere “l’ascolto, il contatto diretto con il mondo reale, le sue istanze, le sue attese. È il metodo fondante e permanente per elaborare, realizzare e riaggiustare lungo la strada l’azione di governo. Scelta, questa, necessaria per realizzare un Programma in grado di mantenersi collegato con il Trentino di oggi”.

Altra caratteristica dominante del nuovo PSP è quella della discontinuità rispetto al passato. Una discontinuità che richiede “un’Autonomia concepita come plurale e non come un monolite governato da Trento. È di conseguenza necessario far crescere un sistema di Autonomie a vari livelli – territoriale, istituzionale, socioculturale ed economico – dove ogni soggetto mantiene la sua identità, ma concorre a realizzare il bene di tutti, come in ogni organismo che funziona. Quindi il privato, in tutte le sue espressioni più qualificate, rappresenta un fattore coessenziale allo stesso “essere” dell’Autonomia e non un suo semplice corollario. Certo, distinto nei ruoli e nelle funzioni, ma alla pari in termini di responsabilità verso le comunità in cui viviamo e operiamo”.

Il Programma di Sviluppo Provinciale per la XVI Legislatura, però, sottolinea ancora Fugatti, “non vuole indicare solo la natura e gli indirizzi dei vari campi di intervento – le sette aree strategiche – ma anche e soprattutto una nuova visione del futuro del Trentino e dell’Autonomia che lo deve e lo dovrà accompagnare. Ci aiuta la consapevolezza di avere alle spalle una storia e una cultura orientate allo sviluppo sussidiario, alla condivisione di responsabilità e impegni, al cooperativismo, insomma al ‘fare assieme’. È questo il punto di forza che ci rende ottimisti. in una fase non facile, anzi sfidante, nella quale dovremo confrontarci tutti insieme – privato e pubblico, periferie e centri, donne e uomini, giovani e meno giovani – in un passaggio di ciclo arduo, inserito in dinamiche più grandi di noi e fortemente problematiche. Un passaggio non facile, anche perché lo dovremo affrontare in condizioni istituzionali e di finanza pubblica che risentono di un quadro nazionale dai profili incerti. Se vogliamo guardare il futuro con fondato ottimismo è questa una ragione in più per presentarci compatti nella sfida che ci vede parte delle vicende del mondo, senza trascurare, anzi rinforzando, i tratti distintivi che ci caratterizzano come comunità trentina”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Radici – L’altra faccia dell’immigrazione. Gin, dalla Cina a Biella. Gu Xin, Gin per gli amici, 39 anni, è nato e cresciuto a Tienjin, la terza città della Cina (15 milioni di abitanti) ed oggi vive a Biella (44mila). Insieme a Davide Demichelis, nella puntata di “Radici – L’altra faccia dell’immigrazione”, in onda domenica 21 luglio alle 13.00 su Rai3, Gin compirà un emozionante percorso alla ricerca delle proprie radici. Visiterà per la prima volta nella sua vita la muraglia cinese, ritrovando gli amici che non vedeva da 20 anni in occasione di una cena inondata di grappa e rivedrà per la prima volta Song Bao Qan, il maestro che lo aveva spinto a partire per l’Italia. Con lui assisterà alla marcia dei suoi dipendenti, che tutti i giorni apre la giornata di lavoro, visiterà le stanze dove dormono, le cucine dove lavorano e illustra alcuni piatti caratteristici della cucina cinese.

Sede all’inizio del secolo scorso di un protettorato italiano, Tienjin è una città ricca di industrie e commerci: ospita uno dei porti più importanti della Cina. Gin non aveva mai pensato di lasciare la sua terra fino a quando il suo maestro, Song Bao Qan, non gli suggerì di fare esperienza all’estero.

Gin in Cina ha studiato alla scuola alberghiera ed ha lavorato in vari ristoranti: guadagnava poco e lavorava molto, ha anche dormito nelle stesse cucine dove prestava servizio. Quando il suo maestro propose di andare a fare esperienza in Italia, pensava si trattasse di una regione degli Stati Uniti: dell’Italia conosceva solo l’Inter.

Per due anni ha lavorato in un ristorante di Milano, senza mai uscire dalla cucina. Poi si è reso conto che non conosceva l’italiano. E così, ha deciso di cambiare vita, lavoro e città. Si è trasferito a Pavia, dove ha potuto affiancare lo studio della lingua alle ore di lavoro in cucina. Poi si è trasferito a Sanremo, Trento e finalmente a Biella, dove oggi gestisce il suo ristorante. Ogni cinese punta a possedere almeno tre chiavi nella vita: quella di casa, quella della macchina e quella del suo ristorante.

Gin ha raggiunto l’obiettivo, ma grazie ai suoi due figli ha capito che ci vuole anche altro: il tempo libero. Lui e sua moglie, anche lei cinese, continuano a lavorare sette giorni su sette, ma per i bambini sognano una vita diversa. Con loro infatti si concedono una settimana di ferie all’anno.

“Radici, l’altra faccia dell’immigrazione” è un progetto realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Interno e cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GPI (GPI:IM), società quotata sul mercato MTA leader nei Sistemi Informativi e Servizi per la Sanità e il Sociale, ha presentato oggi la nuova iniziativa di welfare aziendale attivata in collaborazione con SANIFONDS, il Fondo sanitario integrativo della provincia di Trento: tutti i dipendenti del Gruppo GPI in Italia, inclusi i collaboratori operativi sugli appalti (CUP), beneficeranno di un sostegno economico per le spese connesse a grandi rischi/gravi patologie.

Il piano sanitario integrativo GPI prevede l’erogazione di un indennizzo monetario una tantum pari a Euro 12.000 nel caso di insorgenza di gravi malattie, tra cui neoplasie maligne, infarti e patologie cardiache, SLA, Alzheimer, Parkinson. L’importo corrisposto sarà utilizzabile per coprire le spese sostenute, che potranno essere di qualsiasi tipo, non solo ed esclusivamente di tipo sanitario.
L’iniziativa è già avviata: dallo scorso 1° luglio ad oggi oltre 1.700 persone sono già coperte dall’assicurazione integrativa. Il percorso di inclusione procede gradualmente, nel rispetto delle rappresentanze sindacali, coinvolte nella trattativa.

Con il 1° gennaio 2020 la platea sarà al completo e circa 6.000 collaboratori del Gruppo saranno inclusi nel piano sanitario integrativo “Grandi Rischi”. L’investimento GPI ammonta a ca. 260.000 Euro/anno (importo che varia a seconda della numerosità degli iscritti).

L’iniziativa è stata presentata dal Presidente di GPI Fausto Manzana e da Paolo Burli, Presidente SANIFONDS Trentino nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi presso la sede di SANIFONDS Trentino – presente anche FIOM Cgil, interlocutore che ha contribuito alla definizione degli opportuni accordi sindacali.
Alessio Scopa, Direttore Generale Sanifonds Trentino e Giovanni Anselmi, Direttore Risorse Umane e Relazioni Sindacali del Gruppo GPI hanno illustrato i dettagli del Piano.

Fausto Manzana, Presidente del Gruppo GPI, ha commentato: “Per noi il welfare significa mettere al centro le persone e averne cura, soprattutto nei momenti di maggior bisogno. Abbiamo perciò scelto di aggiungere un ulteriore tassello alle politiche per le persone sapendo bene, per esperienza diretta, quanto sia importante che l’Azienda possa sostenere concretamente i propri collaboratori quando più ne hanno bisogno. Ce ne facciamo carico, investiamo in proprio, costruiamo una sorta di “fondo rischi” per far fronte alle difficoltà che la vita può riservare a ciascuno di noi. Lo facciamo per tutti i nostri dipendenti, in una logica “universalistica”: per quelli che sono assunti a tempo indeterminato e per quelli che hanno un contratto a termine o interinale, a prescindere dalla categoria contrattuale, dall’inquadramento o dalla Società di appartenenza del Gruppo.”

Paolo Burli, Presidente di Sanifonds Trentino, ha dichiarato: “L’ingresso in Sanifonds di una grande realtà industriale come GPI testimonia la capacità del nostro Fondo sanitario di aprirsi anche ai comparti privati. È per noi motivo di grande soddisfazione la scelta del Gruppo di utilizzare Sanifonds come strumento di welfare non solo per i dipendenti trentini ma per tutti i collaboratori del gruppo. Infine, questo accordo spinge ulteriormente la crescita dimensionale del nostro Fondo sanitario: entro gennaio 2020, con l’ingresso anche dei dipendenti artigiani, Sanifonds supererà il numero dei 60.000 iscritti.”

Presente all’incontro anche Roberto Busato, Direttore generale di Confindustria Trento che ha osservato: “Questo non è solo un bel progetto, il che è indubbio e basterebbe di per sé. È un vero e proprio nuovo prodotto – se mi si passa il termine. È stato pensato e poi pazientemente costruito un modello che potrà essere adottato da qualunque Impresa.”

Il piano integrativo di GPI include anche la facoltà di accedere alla Diagnosi comparativa, finalizzata a ottenere una Second Opinion. La garanzia è attivabile attraverso UniSalute (compagnia del Gruppo Unipol) e comprende:
Consulenza Internazionale: indicazione di un medico specialista individuato da Best Doctors® e la cui specialità risulti appropriata al caso.
Trova Il Medico: ricerca e contatto con un massimo di tre specialisti scelti tra i più qualificati nel trattamento della patologia, tenendo conto, quando possibile, delle preferenze geografiche dell’iscritto.
Trova la Miglior Cura: possibilità di fruire di tariffe agevolate, contatto preliminare con la struttura sanitaria individuata ed eventuale supporto logistico (albergo, trasporti ecc.).

Il Piano integrativo “Grandi rischi” si aggiunge al Welfare aziendale ordinario attivato in GPI due anni fa e che prevede, solo per i lavoratori metalmeccanici, un borsellino del valore approssimativo di 200 euro da utilizzare anno su anno per servizi e prodotti di vario genere: cure mediche di piccolo taglio, assistenza domiciliare, voucher per la spesa alimentare, per i trasporti o per i viaggi.
Dal 2012 GPI è certificata Family Audit, uno standard emesso dalla Provincia Autonoma di Trento con l’obiettivo di promuovere azioni innovative di conciliazione vita-lavoro, innescando un ciclo di miglioramento continuo dell’ambiente lavorativo.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nursing up e Uil FPL in risposta di comunicato apran su contrattazione. Le scriventi OO.SS. NURSING UP e UIL FPL Sanità con la presente nota intendono fare alcune precisazioni rispetto alla comunicazione dell’Apran relativa alla contrattazione del comparto sanità, apparsa oggi sugli organi di stampa e pubblicata sul sito della Provincia.

E’ bene chiarire che le nostre organizzazioni sindacali, con oltre il 60% dei dipendenti sindacalizzati a noi iscritti, non rappresentano solo una parte dei lavoratori del comparto, ma in virtù proprio dei numeri accertati dall’Apran, rappresentano per quantità e tipologia di iscritti l’universalità di tutti i dipendenti presenti nell’Apss. A riprova di ciò abbiamo chiesto l’armonizzazione/omogeneizzazione con i dipendenti provinciali indistintamente per tutto il personale, pertanto bene farebbe l’Apran ad accettare le nostre istanze, invece di ostinarsi a portarla avanti esclusivamente per il personale tecnico-amministrativo (lei si è di parte!).

Se veramente vogliamo evitare delle sperequazioni tra il personale di una categoria rispetto all’altra, allora l’ipotesi di contratto dovrà prevedere l’armonizzazione/omogeneizzazione di tutti i dipendenti, perché tutti i dipendenti hanno diritto ad ottenere gli stessi benefici giuridico/contrattuali che scaturiranno da tale previsione.

Come mai i dipendenti dell’Apss con la stessa base giuridica di quelli della Provincia sono trattati in maniera penalizzante? Per la Provincia esistono forse dipendenti di serie B e di serie A?

Occorre poi specificare che l’aumento del 75% dell’indennità di turno, cosi’ come l’aumento del 44% dell’indennità di coordinamento e altre indennità non sono il frutto di una proposta Apran, ma rappresentano solo un accoglimento parziale di nostre esplicite richieste, parzialmente accolte dopo mesi di duro confronto finalizzato anche ad ottenere le risorse economiche necessarie, e questo risultato nessuno ce lo potrà togliere perché è nostro e solo nostro!

Ribadiamo nel contempo il nostro impegno a sederci immediatamente al tavolo della contrattazione, che non abbiamo mai abbandonato, nel rispetto di pari opportunità e dignità tra tutte le categorie, cosa che ci è stata sistematicamente negata dall’Apran, nonostante le previsioni del protocollo d’intesa firmato tra provincia e confederazioni sindacali nel 2016 e nel rispetto dell’orine del giorno n.430 del dicembre 2017, dove il Consiglio provinciale impegnava la giunta provinciale a promuovere un processo di riconoscimento delle pari dignità dei dipendenti del comparto sanità con i dipendenti provinciali.

Noi chiediamo solo giustizia, pari diritti ed equità, nell’ottica del rispetto di un sacrosanto diritto a beneficio di tutti i dipendenti, che invece nella proposta dell’Apran è diventato un privilegio per alcuni!

 

*

Cesare Hoffer

Coordinatore Nursing up Trento

Sanità

 

Giuseppe Varagone

Segretario Provinciale Uil Fpl

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La vicenda dell’appalto del servizio di portierato dell’Università pone una questione tutta politica prima che di puro diritto.

Il rischio è quello di imboccare la strada di un arretramento sociale che non è proprio dell’esperienza della nostra comunità.

Gli addetti a tale servizio sono destinati a subire una riduzione della retribuzione di proporzioni inaccettabili.

Serve una soluzione che eviti la creazione di un precedente pericoloso attraverso un impegno di tutti senza scaricabarile.

In gioco c’è la dignità delle persone e del lavoro.

Perché tutelare il lavoro significa anche promuoverne la qualità. Non è degno e non è serio infatti introdurre il principio per cui un lavoratore sia chiamato a scegliere tra la salvaguardia del suo posto di lavoro o la riduzione dello stipendio.

La concorrenza tra imprese negli appalti, se non si cambiano le regole, è destinata a produrre effetti distorsivi scaricando sul costo del lavoro la guerra dei prezzi, e in un settore così vasto come quello dei servizi di interesse pubblico si produce precarietà e nuova povertà.

Le clausole sociali, se tali davvero sono, devono essere finalizzate a garantire la continuità dell’occupazione insieme alla continuità delle competenze e delle condizioni di lavoro.

Se così non è ci perdono tutti. Certo i lavoratori, quale primo anello debole della catena, ma anche la pubblica amministrazione, che diventa sempre più burocratica e fredda, e non per ultime le imprese, ed in particolare quelle più sane che, diventeranno sempre più vulnerabili dentro una competizione in cui a vincere non sarà la qualità.

Il Tavolo degli appalti trentino dove siedono le Parti sociali ha il compito, sfidando anche le generaliste norme nazionali ed europee, di condividere un patto per la sostenibilità anche sociale della nostra economia.

Consigliere Alessandro Olivi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Lunedi 22 luglio una giuria internazionale valuterà il paese. Fai della Paganella partecipa al prestigioso concorso internazionale “Entente Florale Europe”.

Lunedì 22 luglio Fai della Paganella rappresenterà, insieme al Comune di Molveno, l’Italia nel prestigioso concorso internazionale “Entente Florale Europe”: la località turistica dell’altopiano della Paganella riceverà, infatti, la visita di una giuria internazionale che valuterà il paese sulla base di una decina di parametri, tra i quali, oltre all’aspetto floreale, l’ambiente naturale e la sua biodiversità, la sostenibilità, la pulizia, i servizi. Il 23 luglio la giuria valuterà, invece, Molveno.

“Entente Florale Europe”, organizzato dall’associazione no-profit AEFP (European Association for Flowers and Landscape) è una competizione internazionale nata per promuovere un ambiente più verde e piacevole nelle città e nei villaggi europei e stabilire contatti internazionali tra i partecipanti. L’obiettivo di AEFP è di aumentare la consapevolezza dell’importanza dell’ambiente e della cura del verde per una maggiore qualità della vita nelle aree residenziali, urbane e industriali. Un obiettivo che culmina in questa competizione annuale dove le comunità locali sono incoraggiate a cooperare per abbellire le loro città e villaggi, piantando fiori e arbusti, sviluppando e mantenendo spazi verdi e parchi e promuovendo in generale uno sviluppo dal punto di vista ambientale sensibile.

Fai della Paganella e Molveno sono state invitate a partecipare alla competizione europea in virtù delle vittorie che hanno ottenuto nell’ambito del concorso nazionale “Comuni fioriti” (lo scorso anno, Fai si è classificata in Italia seconda nella categoria dei comuni turistici fino a 1.000 abitanti, mentre Molveno prima per i comuni turistici da 1.000 e 5.000 abitanti).

In particolare, i giudici valuteranno, nel loro insieme, l’intero paese, sulla base di dieci criteri, tra i quali i progetti per il futuro e gli orientamenti di sviluppo; l’ambiente (naturale, costruito, pulizia e ordine); il paesaggio; gli spazi verdi; l’educazione ambientale; il coinvolgimento della comunità; il turismo e tempo libero.

«Rappresentare l’Italia a Entente Florale Europe – ha spiegato il sindaco di Fai della Paganella, Gabriele Tonidandel – è per noi un grande onore, ma allo stesso tempo una prova molto impegnativa. Per la partecipazione al concorso è stato creato un apposito comitato, costituito da numerosi volontari e associazioni e ai quali va il più vivo ringraziamento dell’amministrazione comunale. Grazie a loro contiamo di offrire alla giuria uno spaccato autentico della nostra realtà e la possibilità di vivere delle emozioni da portare con sé come ricordo indelebile di Fai della Paganella e del Trentino».

«Sarà una prova molto impegnativa – ha spiegato il sindaco di Molveno, Luigi Nicolussi – perché interesserà in generale la cura di tutto il nostro territorio, ma sappiamo che oltre a potere contare sulla pluriennale esperienza nella cura del verde pubblico, la nostra “carta vincente” sarà la nostra comunità che da sempre si contraddistingue per l’amore, il rispetto e la voglia di valorizzare il meraviglioso ambiente naturale in cui siamo immersi»

 

 

 

 

Foto di Angelo Caliari

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Eletta Miss Cortina sulla strada del Vino. Piazza affollata, giovedì 18 luglio, per il quarto anno consecutivo per l’appuntamento con la bellezza, nella suggestiva Piazza San Martino a Cortina sulla strada del vino, dove si è disputata l’ottava tappa provinciale, e la seconda serata in Alto Adige del Concorso Nazionale Miss Italia.

Ogni anno aumentano le Piazze dell’Alto Adige che ospitano le sfilate del Concorso Nazionale Miss Italia. Sono infatti molte le località in cui siamo presenti con la nostra manifestazione di bellezza più importante d’Italia da giugno ad agosto. 1 agosto ad Ortisei, 5 agosto a Gais, 11 agosto San Vigilio di Marebbe e 18 agosto a Bressanone.

La serata, è stata riconfermata dal Comune e dall’Associazione Turistica, in sinergia con numerosi aziende locali, ha visto protagonista la bellezza, la buona gastronomia ed ottima musica. Ricordiamo che nel 2017 Alice Rachele Arlanch ha iniziato il suo percorso proprio da qui, con il titolo di Miss Cortina sulla strada del vino ed ha poi proseguito arrivando fino alle Finali Nazionali, vincendo il titolo di Miss Italia.

I riflettori si sono accesi puntuali alle ore 21.00, con una ventina di candidate provenienti da tutta la Regione, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che presentate da Sonia Leonardi, sono state le protagoniste di una elegante sfilata di moda con abiti da sera, body istituzionali, e a seguire con le colorate uscite casual del Centro Moda Canossa, che ha proposto gli outfit disegnati dai giovani futuri stilisti. Durante il pomeriggio le Miss si sono divertite diventando le protagoniste di shooting con le auto Nissan della concessionaria Rotalnord.

Tutte le ragazze sono state curate nel look dallo staff di professioniste del Salone AtmosfHair di Johanna e Silke di Cortina s.s.d.v., che ha proposto tutte le novità della tendenza hair fashion del momento.

Molto apprezzato dal pubblico anche il gioco offerto da Radio Dolomiti, che ha regalato al vincitore 2 biglietti per il concerto degli Alphaville ai giardini Castel Trauttmansdorff di Merano l’8 agosto.

Una giuria delle grandi occasioni, presieduta dal Sindaco Manfred Mayer, ha valutato le ragazze nei diversi momenti delle sfilate. Madrina della serata è stata la bellissima Nicole Nietzsch, di Merano, che lo scorso anno dopo aver vinto la fascia a Cortina s.s.d.v si è qualificata alla Finale Regionale di Fiera di Primiero ed è approdata alla finale televisiva su LA7 tra le 30 ragazze più belle d’italia.

La vincitrice del titolo di MISS Cortina, è stata Giulia Filippi, 18 anni studentessa di Pergine Valsugana che oltre al gioiello offerto da Miluna e dalla gioielleria Piffer di Trento, ha vinto un biglietto per il concerto degli Alphaville che si svolgerà nei giardini del castel Trauttmansdorf di Merano offerto da Radio Dolomiti e si è qualificata per le Finali Regionali. Giulia aveva già vinto un primo posto al Bar Spiaggia qualche giorno fa, e quindi si è portata a casa un doppio podio. Miss Rocchetta, e quindi medaglia d’argento è stata Izabella Lamallari 18 anni, studentessa di Levico Terme, medaglia di bronzo è stata Valentina Ferragina 23 abbi di Bolzano, laureata ostetricia con la passione per la danza, Miss Be Much è Sara Fill 18 anni di Riva del Garda, studentessa ed istruttrice di Wind surf, al quinto posto, le ventenne commessa di Trento Anastasia Fiore, e a chiudere il podio è stata Alice Manfredi 18 anni di Rovereto, studentessa e ballerina.

Tutte 6 le ragazze accederanno alle Finali Regionali e da li andranno direttamente alla Finalissima per l’elezione di Miss Trentino Alto Adige, che sarà anche quest’anno ospitata nella suggestiva ed elegante cornice di Piazza Duomo di Bressanone domenica 18 agosto.
Prossimi imminenti appuntamenti con le selezioni provinciali della Bellezza: 23 luglio Canazei, 26 luglio Avio, 29 luglio centro commerciale Blue Garden, 30 luglio Storo, 1 agosto Ortisei, 2 agosto Mezzano.

A Cortina non solo bellezza, ma anche la quarta tappa del Festival Talent Show. Il format ideato da Sonia Leonardi che valorizza giovani talenti nel campo artistico. Sul palco si sono esibite per prime Sara e Greta Ballerini due sorelle di Merano che hanno cantato un grintoso pezzo degli ACDC, laria e Giulia Tonini, due gemelle di Trento con la grande passione del canto e della musica. Ad esibirsi per seconda è stata la bravissima Claudia Barelli di Rovereto, artista a 360gradi che ha cantato un pezzo impegnato di. Terza esibizione per Alice Felicetti, 20 anni di Ospedaletto, con la passione per le arti circensi che ha proposto un esibizione semplice ma d’effetto usando la contact e le palline. Quarta esibizione di danza moderna per Alice Manfredi e Anastasia Semboroswy.

Sul podio del Talent un parimerito, Claudia Barelli e il duo di danza moderna Alice e Anastasia, che proseguono quindi per le Finali Regionali che si svolgeranno ad agosto ad Andalo, San vigilio di Marebbe e Folgaria.

Un sentito ringraziamento va ai media partners, della serata che dedicano sempre molto spazio alle nostre iniziative: Radio Dolomiti, Trentino tv, Alto Adige tv, Rttr, Bazar e Trentino Mese, Sdf, Video33, ladigetto.it, Agenzia Giornalistica Opinione, Dolomiit.it, la Gazzetta delle Valli, il quotidiano l’Adige, il quotidiano il Trentino e il quotidiano Alto Adige.

Ricordiamo che le iscrizioni sono aperte e gratuite per tutte le ragazze dai 18 ai 30 anni che hanno voglia di vivere una bella esperienza, da cui spesso nascono delle ottime opportunità lavorative. Soleo@soleoshow.com 0461.239111

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Domani, sabato 20 luglio, alle ore 10.30 presso il gazebo PD allestito in piazza Pasi a Trento è convocata una CONFERENZA STAMPA con la Segretaria provinciale LUCIA MAESTRI e il Capogruppo in consiglio provinciale GIORGIO TONINI per esprimere la contrarietà del Partito Democratico del Trentino alle politiche della giunta Fugatti e illustrare la linea che il gruppo provinciale seguirà la prossima settimana nel corso della discussione dell’assestamento di bilancio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Movimento Femminile PATT: no all’uso di una narrazione politica offensiva e svilente nei confronti delle nostre istituzioni.

 

“La comunicazione istituzionale non va in alcun modo confusa con la propaganda politica e non può ridursi all’esaltazione acritica dell’attività delle singole amministrazioni. Si tratta di rendere un servizio ai cittadini e non di farsi pubblicità.”  Cit. Sergio Mattarella

 

 

Il Movimento Femminile del PATT prende spunto dalle parole del Presidente della Repubblica e lancia con forza un messaggio alla comunità trentina: non lasciate siano vilipese le nostre istituzioni da una narrazione politica che le svilisce e le offende. Il consiglio provinciale è l’anima della nostra Autonomia, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentarla deve rispettarla e rispettare tutti i cittadini. Non ci sono avversari politici fra essi, ma la comunità tutta con le sue diverse caratteristiche e opinioni da rispettare e mai può venire meno il rispetto delle parti.

 

Ci riferiamo in particolar modo alla narrazione politica perpetrata specialmente (ma non solo) dalla consigliera provinciale Mara Dalzocchio che usa i canali mediatici a sua disposizione non come strumento comunicativo di un rappresentante istituzionale che restituisce alla sua comunità i risultati del suo impegno politico, come ci si aspetterebbe, ma quasi esclusivamente a fini propagandistici, arrivando persino a rimbalzare e quindi promuovere sulla sua bacheca le parole di un condannato per aggressione come Castaldini (già solo questo è un fatto molto grave che denota anche poca inclinazione al rispetto delle sentenze, un’istituzione non promuove le parole di un pregiudicato) noto esponente di estrema destra, sui fatti di Bibbiano. Non paga, se la prende con un libero cittadino perbene reo soltanto di avere un’opinione diversa dalla sua rispetto alla responsabilità di divulgare notizie da fonti verificate, al quale per tutta risposta augura gli venga sottratto il figlio.

Un modus operandi in realtà tipico della consigliera Mara Dalzocchio, che però questa volta ha passato il segno e non può non sollecitare una ferma presa di posizione.

 

Il Movimento Femminile prende le distanze da questo modo di interpretare la politica, anche e soprattutto se ad esserne protagonista è una donna, e sollecita tutte le forze politiche in maniera trasversale, e tutta la società civile, a stigmatizzare la consuetudine ormai fuori controllo di usare i canali mediatici come ring sui quali stendere gli avversari con parole, metodi e sistemi indegni della politica e delle istituzioni trentine. Chiediamo un impegno concreto affinché tutti si torni al rispetto dell’avversario che non è il nemico, ma soltanto colui che la pensa in maniera diversa. Chiediamo che ci si faccia carico di questo sforzo di tornare ad essere un esempio di buona comunicazione, per i trentini. La politica è innanzitutto capacità di argomentare sulle azioni, e non infierire sulle persone. E il proprio ruolo istituzionale deve suggellare questo principio. Se non vi è rispetto di quel ruolo non può esserci rispetto nemmeno per le istanze della comunità, ed è un rischio che non accettiamo di correre passivamente.

 

Da oggi quindi, e ancor più di prima, il Movimento Femminile del Patt intende presidiare attentamente la questione e intraprenderà qualsiasi iniziativa finalizzata a sollecitare l’opinione pubblica rispetto alla necessità di pretendere una narrazione politica basata sul rispetto reciproco, figlia di un retaggio culturale che come trentini ci appartiene e che non può essere vilipeso da sistemi importati da Milano o Roma che nulla hanno a che fare con il nostro modo di intendere la dialettica del confronto sano e costruttivo.

 

È un dovere morale di tutti e di ognuno non assuefarci a certi sistemi, perché rischiamo ci trascinino in abissi dai quali poi sarà difficile sollevarsi.

Come donne, come madri, ancor prima che come militanti e come politiche, abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni un insegnamento migliore e migliori esempi comunicativi del siparietto offerto dalla consigliera Mara Dalzocchio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

L’iniziativa è stata pensata come un dialogo tra ospiti e cittadinanza. Parteciperanno alla serata Sabino Matarrese, cosmologo dell’Università di Padova; Silke Klemm, esperta di buchi neri dell’Università Statale di Milano; Alberto Parola, esperto di fisica della materia dell’Università dell’Insubria. L’incontro, dal taglio informale, sarà introdotto da Massimiliano Rinaldi (ricercatore al Dipartimento di Fisica, Università di Trento) e Iacopo Carusotto (ricercatore Ino-Cnr Bec, Trento).

La proposta fa parte del ciclo “Beer&Physics”, organizzato ogni anno dall’Associazione italiana studenti di fisica (Aisf). Un assaggio di fisica per la cittadinanza che si tiene nei giorni in cui a Trento è in corso un convegno scientifico sulla “Gravità analoga”.

Da lunedì 22 a giovedì 25 luglio, infatti, a ECT* – Villa Tambosi ci sarà un meeting (International Workshop on: Simulating gravitation and cosmology in condensed matter and optical systems) con scienziati di livello mondiale sia in gravità sia in materia condensata.

Massimiano Rinaldi, che è nel comitato organizzatore del workshop, spiega: «Il convegno di Villa Tambosi sarà incentrato sui cosiddetti “modelli analoghi di gravità” ovvero sulle simulazioni in laboratorio di buchi neri e universi in espansione. L’argomento è d’interesse in quanto dalla teoria si è passati di recente a esperimenti veri e propri. Ad esempio, un paio di anni fa, Steinhauer (che sarà tra gli speakers a Villa Tambosi) è riuscito a ricreare un effetto analogo alla radiazione di Hawking (quella che fa evaporare i buchi neri) nel suo laboratorio a Tel Aviv, dimostrandone per la prima volta l’esistenza. Verrà anche un esponente del team che ha “fotografato” il buco nero per la prima volta».

(Pagina 3 di 5)