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La Polizia di Stato di Ravenna ha indagato a piede libero, tre uomini ritenuti indiziati del sequestro di persona e dell’omicidio di Pier Paolo Minguzzi, avvenuto ad Alfonsine la notte tra il 20 e 21 aprile 1987.

La vittima, un giovane e benestante imprenditore locale nel settore del commercio e della lavorazione della frutta, dopo avere accompagnato a casa la fidanzata, quella notte scomparve senza lasciare traccia. La sua autovettura venne ritrovata l’indomani mattina in una via del centro, regolarmente parcheggiata.

Nei giorni successivi la scomparsa del ragazzo, la famiglia ricevette la richiesta di pagamento di un riscatto per 300 milioni di lire. Il 1° maggio 1987 il corpo senza vita del giovane venne rinvenuto nel Po di Volano, in provincia di Ferrara, legato a una inferriata.

Le indagini, effettuate dalla Squadra Mobile di Ravenna con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo, sono state riaperte sul finire del 2017, con provvedimento del Procuratore della Repubblica su richiesta della famiglia della vittima.

Gli investigatori hanno sentito varie persone informate sui fatti, anche in relazione a un analogo episodio, avvenuto circa tre mesi dopo nella medesima cittadina, che vide coinvolti gli odierni tre indagati in un’estorsione ai danni di un altro noto imprenditore di Alfonsine e che ebbe come epilogo la morte di un giovane Carabiniere del luogo, fatto per il quale vennero condannati.
L’attività svolta dai poliziotti della squa

dra mobile ha evidenziato importanti elementi in comune tra i due delitti e la sussistenza di gravi indizi nei confronti dei tre indagati, motivi che hanno determinato l’Autorità Giudiziaria a emettere un avviso della conclusione delle indagini nei loro confronti.

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Appuntamento a Malga Costa a partire dalle ore 10.00. Forum per la Ricerca: domani ad Arte Sella l’appuntamento finale.

 

 

Dopo tre mesi di lavoro, cinque sessioni plenarie, visite a centri di ricerca, confronti e dibattiti, momenti di ascolto delle categorie economiche e del territorio, con il coinvolgimento di 15 esperti di fama internazionale, il Forum per la ricerca e l’innovazione, istituito dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo, si prepara a vivere la sua giornata conclusiva. Domani – sabato 20 luglio, a partire dalle ore 10.00, nella suggestiva cornice di Malga Costa (Borgo Valsugana), porta di ingresso al percorso di Arte Sella – si terrà la presentazione del documento finale.

 

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Il 24 luglio incontro con il Consiglio Provinciale. Dopo lo sciopero del 17 maggio scorso USB Lavoro Privato ha chiesto alla 2° Commissione ed al Presidente del Consiglio Provinciale di Trento signor Walter Kaswalder di incontrare i Consiglieri Provinciali per informarli sulla situazione dei lavoratori di Trentino Trasporti ed in particolare sulla situazione dell’urbano.

NEL CONCRETO intendiamo informare i Consiglieri Provinciali:

Sul tema sicurezza che deve riguardare anche le condizioni di lavoro a bordo degli automezzi, l’aumento delle mansioni e dei carichi di lavoro, le turnazioni, le pause, la viabilità spesso non a norma, il traffico cittadino, l’assenza di corsie preferenziali, ecc.

L’applicazione della sentenza n.53/2018 sui “24 minuti ad agente unico” attraverso l’applicazione della turnazione antecedente la disdetta o come riposo compensativo da fruire a giornate intere in aggiunta agli attuali riposi giornalieri.

Conferma di tutti i lavoratori con contratto a termine che hanno superato i 12 mesi di anzianità ( decreto dignità);

Garantire il diritto del lavoratore di poter scegliere il suo sindacato di fiducia senza discriminazione alcuna e quindi denunciare la scelta della Giunta Provinciale e dell’azienda di escludere USB dal tavolo delle trattative per il contratto aziendale e del Trasporto Pubblico Locale.

Il 24 luglio ad ore 13,00 (P.zza Dante 15 – Trento) siete tutti invitati presso la sala del Consiglio Provinciale all’incontro con i Consiglieri Provinciali per ribadire che il Trasporto Pubblico Locale è un Bene Comune e che la dignità del lavoratore, la sicurezza degli autisti e degli utenti non possono essere soggette alle logiche del PROFITTO

 

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USB Trentino

 

Volantino incontro Consiglio

 

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Con un esposto inviato alle Procure della Repubblica di Trento e Bolzano, il Codacons ha chiesto alla magistratura di aprire approfondite indagini sul 5G, anche a seguito della decisione di alcuni paesi di limitare la diffusione della nuova tecnologia.

Il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, sempre più diffuso nelle città italiane, desta una crescente preoccupazione per i rischi che possono derivare alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente – spiega il Codacons – L’impossibilità, ad oggi, di valutare le emissioni delle antenne che utilizzano la tecnologia 5G, vista la mancanza di informazioni tecniche e in assenza delle garanzie necessarie circa il rispetto degli standard sulle emissioni, impone di avviare approfondite indagini a tutela della salute dei cittadini.

A riprova della assoluta mancanza di evidenze tecnico-scientifiche che garantirebbero la sicurezza della nuova tecnologia 5G, si evidenzia come il ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles abbia bloccato la tecnologia 5G; decisioni analoghe sono state adottate anche da alcune città degli Stati Uniti.

Quindi è necessario assumere un atteggiamento responsabile, che induca all’applicazione del principio di precauzione, attraverso la fissazione a livello legislativo di norme di sicurezza e di limiti di esposizione per tutelare la salute e l’ambiente – afferma ancora il Codacons.

Per tali motivi il Codacons ha chiesto alle due Procure della regione “di predisporre tutti i controlli necessari per lo svolgimento di rigorose verifiche volte ad accertare se il sistema 5G possa rappresentare un serio rischio per la salute umana e ambientale”, aprendo indagini sul territorio per “pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica, oltre alla possibilità di configurarsi di fattispecie quali violazione dell’art. 32 della Costituzione e concorso nei suddetti reati, danno ambientale, art. 328 c.p. e ogni fattispecie criminosa che venisse individuata dalla s.v.”

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Una delegazione del Codacons ha incontrato ieri il Presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), Nicola Zaccheo, proprio durante il periodo in cui gli italiani vanno maggiormente in vacanza utilizzando il trasporto aereo.

L’incontro ha avuto ad oggetto le principali doglianze dei passeggeri: dalle cancellazioni ai ritardi, dalle mancate riprotezioni agli indennizzi previsti dalla normativa europea. Il Codacons – attraverso i Presidenti Carlo Rienzi, Marco Ramadori e Gianluca Di Ascenzo, e con l’Avv. Valeria Graziussi – ha concordato con Enac su azioni di moral suasion per spingere le compagnie aeree a distribuire la carta dei diritti del passeggero e rendere i viaggiatori più consapevoli dei loro diritti.

Il Presidente Enac ha espresso apprezzamento per le proposte e iniziative del Codacons, quali, ad esempio, il desk informativo dell’associazione presso l’aeroporto di Fiumicino che, grazie ad un accordo tra Aeroporti di Roma e Codacons, presso il terminal 3 del Leonardo Da Vinci, attraverso gli esperti dell’Associazione raccoglie le segnalazioni dei viaggiatori circa disservizi o altri problemi, fornisce assistenza su voli cancellati, ritardi, bagagli smarriti, e consulenza su tutti i temi consumeristici, quali ad esempio bollette dell’energia, telefonia, contratti, banche, assicurazioni.
L’Enac, da sempre impegnato come da mandato istituzionale nella tutela di passeggeri, ha espresso la disponibilità ad aumentare e sostenere lo sviluppo di canali per la gestione dei reclami e la soluzione conciliativa delle controversie.

L’associazione, poi, ha espresso approvazione per le proposte formulate dall’Enac di rendere più rapido ed efficiente il procedimento sanzionatorio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Con un esposto inviato a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, il Codacons ha chiesto alla magistratura di aprire approfondite indagini sul 5G, anche a seguito della decisione di alcuni paesi di limitare la diffusione della nuova tecnologia.

Il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, sempre più diffuso nelle città italiane, desta una crescente preoccupazione per i rischi che possono derivare alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente – spiega il Codacons – L’impossibilità, ad oggi, di valutare le emissioni delle antenne che utilizzano la tecnologia 5G, vista la mancanza di informazioni tecniche e in assenza delle garanzie necessarie circa il rispetto degli standard sulle emissioni, impone di avviare approfondite indagini a tutela della salute dei cittadini.

A riprova della assoluta mancanza di evidenze tecnico-scientifiche che garantirebbero la sicurezza della nuova tecnologia 5G, si evidenzia come il ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles abbia bloccato la tecnologia 5G; decisioni analoghe sono state adottate anche da alcune città degli Stati Uniti.

Quindi è necessario assumere un atteggiamento responsabile, che induca all’applicazione del principio di precauzione, attraverso la fissazione a livello legislativo di norme di sicurezza e di limiti di esposizione per tutelare la salute e l’ambiente – afferma ancora il Codacons.

Per tali motivi il Codacons ha chiesto a 104 Procure di tutta Italia “di predisporre tutti i controlli necessari per lo svolgimento di rigorose verifiche volte ad accertare se il sistema 5G possa rappresentare un serio rischio per la salute umana e ambientale”, aprendo indagini sul territorio per “pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica, oltre alla possibilità di configurarsi di fattispecie quali violazione dell’art. 32 della Costituzione e concorso nei suddetti reati, danno ambientale, art. 328 c.p. e ogni fattispecie criminosa che venisse individuata dalla s.v.”

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La giunta provinciale ha riconosciuto l’interesse pubblico della passerella girevole e di altri interventi per la valorizzazione a fini turistici del lago.
La skywalk sulla diga di Santa Giustina sarà la nuova attrazione turistica della val di Non.

La diga di Santa Giustina è stata per qualche decennio la diga più altra d’Europa. Nel tempo il primato è passato al Canton Vallese (Val d’Herens), ma la vertigine dei 152 metri di Santa Giustina è rimasta tale e, ancora oggi, sporgersi dal parapetto toglie il fiato. La diga e il lago di Santa Giustina, oltre a produrre energia elettrica, saranno al centro del progetto di valorizzazione turistica che porterà, tra l’altro, alla realizzazione di una “skywalk”, ovvero una passerella girevole, a sbalzo sulla forra del torrente Noce. Nella seduta odierna, la giunta provinciale, su proposta del vicepresidente Mario Tonina (assessore all’ambiente e urbanistica) e del collega al turismo Roberto Failoni, ha riconosciuto “l’interesse pubblico” della skywalk e del progetto turistico. Gli interventi avranno un costo di circa 1,80 milioni di euro e saranno sostenuti da Dolomiti Edison Energy, società titolare della concessione della centrale idroelettrica.

Il lago di Santa Giustina e la diga non saranno solo una fonte di produzione di energia idroelettrica, bensì uno dei volani del turismo in Val di Non. Da tempo, lo specchio d’acqua registra un crescente interesse da parte dei turisti, attratti, ad esempio, dalla possibilità di navigarlo o dall’esplorazione di uno dei suoi rami laterali, la forra del rio Novella.

Ora arriva il piano per la “valorizzazione” del lago e della diga di Santa Giustina proprio a scopi turistici, promosso dalla Comunità della val di Non che, in accordo con l’Apt di valle, lo ha inserito nell’accordo di programma da cui dipende anche la dotazione del Fondo strategico territoriale.

Oltre ad una serie di interventi sulle rive e in diverse aree del lago, il progetto ha nella passerella sospesa (skywalk) uno degli elementi caratterizzanti. L’opera dovrebbe essere costruita sulla spalla ovest della diga di Santa Giustina, così da portare in pochi ma adrenalinici passi il visitatore ad ammirare la profondità della forra e l’imponenza della diga, capolavoro in calcestruzzo dell’epopea dello sviluppo del Trentino negli anni ’51.

La diga è nella disponibilità dell’attuale concessionario, Dolomiti Edison Energy Srl, società formata dalla holding trentina Dolomiti Energia e da Edison, che si è detto disponibile a realizzare l’opera. Da qui la richiesta della Comunità della val di Non alla giunta provinciale di riconoscere il “carattere strategico sotto il profilo turistico ed economico”, con il conseguente interesse pubblico, del progetto di valorizzazione del lago e della diga di Santa Giustina.

La delibera, oltre a riconoscere l’interesse pubblico delle opere, si preoccupa anche consolidare le “condizioni di realizzabilità” e di mantenimento nel tempo, considerata l’imminente scadenza dell’attuale concessione. “A tal fine – recita la delibera -, è necessario prevedere che le opere previste, ed in particolare la passerella girevole (skywalk) da realizzarsi sulla diga, debbano essere cedute dall’attuale al prossimo titolare della concessione di grande derivazione idroelettrica di Taio-Santa Giustina e che debbano essere gestite da quest’ultimo per l’intera durata della stessa concessione”.

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E’ l’ultimo aggiornamento prima della stesura del nuovo Piano triennale. Trentino Sviluppo: approvata la proposta di 8° aggiornamento del Piano delle attività 2017/2019.

 

 

La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli e dell’assessore all’artigianato, commercio e turismo Roberto Failoni, ha approvato oggi l’8° aggiornamento del Piano triennale delle attività 2017/2019 di Trentino Sviluppo . Si tratta dell’ultimo aggiornamento, prima della stesura del nuovo Piano triennale 2020/2022. Dal punto di vista delle fonti di copertura, il fondo gestito da Trentino Sviluppo ha potuto accertare le entrate di Euro 8.671.796,87 derivanti dalla cessione dei pacchetti azionari detenuti in Doleda Spa, società veicolo dell’investimento vincente realizzato per collegare Alba di Canazei al Col dei Rossi. La società è oggi incorporata in SITC, e Fly Spa, società industriale del settore aero-space con sede a Grigno, che in dieci anni è cresciuta sino ad arrivare a quasi 200 dipendenti, nell’orbita del gruppo Forgital Italy, che in queste settimane è stata acquisita dall’americana Carlyle.
Dal punto di vista degli interventi e relativi stanziamenti, l’aggiornamento recepisce le nuove linee strategiche della Giunta provinciale alla società di sistema.

Nel comparto delle attività produttive, sono rifinanziate le attività legate agli investimenti tecnologici delle aziende, insediate negli incubatori certificati, e proseguono i lavori di recupero conservativo dell’ambito storico di Manifattura Tabacchi, con particolare riferimento all’avvio dei Laboratorio di ricerca Tess Lab. Particolare attenzione viene prestata poi alle attività manifatturiere nei contesti decentrati di montagna, in linea con il recente bando rivolto alle imprese che intendono sviluppare progettualità in tal senso. Nuovo impulso anche agli interventi di equity & matching fund, promossi da Trentino Sviluppo peraltro con un bando aperto sino alla metà di settembre per start up innovative.

Nel comparto delle attività a supporto dell’infrastrutturazione turistica, proseguono gli interventi di rilancio per la stazione San Martino – Passo Rolle, gli interventi legati all’adeguamento ed allo sviluppo di impianti a fune e di innevamento in vista dell’avvio della stagione invernale 2019/2020 e gli interventi di sostegno per le “palestre dello sci”, in stazioni di interesse locale, come in Val di Non, al passo del Brocon, in Panarotta, a Lavarone, Brentonico ed in Bondone.

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Per un Trentino più sicuro: aggiornate le “carte di pericolosità”. L’assessore Tonina: “A 34 anni dalla tragedia di Stava prosegue l’impegno per la protezione del territorio”.

Tutte le informazioni relative ai pericoli connessi a fenomeni idrogeologici, valanghivi, alluvionali, sismici o di altra natura relativi al territorio trentino vengono segnalati nelle “carte della pericolosità”, uno strumento previsto dalla legge provinciale sulle attività di protezione civile. Le “carte della pericolosità” costituiscono la base di riferimento per definire la “carta di sintesi della pericolosità”, uno strumento di unificazione e di armonizzazione delle diverse discipline tecniche volte alla classificazione dell’instabilità del territorio che ha come obiettivo quello di fornire un quadro di riferimento organico per l’attività di pianificazione urbanistica, rispetto al tema del pericolo idrogeologico.

Oggi, la Giunta provinciale, a conclusione di un lungo lavoro di elaborazione iniziato nel 2006, ha adottato in via preliminare le delibere per la modifica dei criteri, della metodologia e delle disposizioni tecniche con cui vengono redatte le carte della pericolosità, previste dalla legge provinciale in materia di protezione civile.

“A 34 anni dalla tragedia di Stava, – commenta il vicepresidente e assessore all’urbanistica e ambiente Mario Tonina – prosegue l’impegno della Provincia per rendere più sicuro il nostro territorio, in particolar modo dai rischi idrogeologici, di cui il Trentino ha assunto consapevolezza proprio in conseguenza dei tragici fatti del 1985. Da allora tutto è cambiato, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza dei rischi ed il rapporto fra questi e la programmazione urbanistica. Con le delibere approvate oggi, che sono aperte alle osservazioni di comuni e cittadini, facciamo un ulteriore passo in avanti. Il lavoro che ha portato alla proposta delle carte di pericolosità nasce quindi dalla capacità del Trentino di imparare dalla sua storia; dalla tragedia di Stava è nata l’ulteriore consapevolezza che conoscere il nostro territorio e le sue fragilità sia un elemento fondamentale per la tutela della sicurezza dei nostri cittadini. A questo proposito – aggiunge Tonina – ricordo che l’esperienza del secondo PUP dimostra l’attenzione e la capacità di coniugare l’esigenza del radicamento in un territorio come il nostro con la necessità che questo sia un territorio sicuro. Sottolineo, inoltre, che l’obiettivo prioritario di questa Giunta provinciale è la permanenza della popolazione in montagna e quindi di garantire la convivenza con la natura”.

Nei documenti vengono rivisti alcuni criteri nell’ambito dei temi di natura geologica, con particolare riguardo alla classificazione della pericolosità delle frane per le quali non è determinabile con certezza il grado di attività. Viene introdotta, inoltre, la possibilità di classificare la pericolosità delle aree di deformazione delle frane utilizzando le medesime classi previste per la classificazione della pericolosità del fenomeno di appartenenza. Infine, nel tema delle caratteristiche lito-geomorfologiche sono state riviste le pericolosità di alcune classi litotecniche, in presenza di determinati valori di pendenza del versante.

Sulla base delle carte della pericolosità, a completamento di un lungo processo di approfondimento ed elaborazione rispetto ai temi dell’assetto idrogeologico del territorio, è stata elaborata la “carta di sintesi della pericolosità”, disciplinata dalle norme del PUP, per governare le trasformazione urbanistiche ed edilizie del territorio provinciale nell’ottica della sicurezza idrogeologica. La nuova “Carta” comprende altresì l’aggiornamento relativo ai territori dei comuni di Trento, Caldonazzo, Aldeno, Cimone, Garniga Terme, nonché dei comuni compresi nella Comunità di Valle Rotaliana-Königsberg.

Per quanto riguarda gli aspetti metodologici si punta a rafforzare la funzione di raccordo fra la conoscenza sulla pericolosità e gli strumenti urbanistici che classificano il territorio in relazione al suo utilizzo. Conseguentemente, la Giunta ha previsto l’avvio di una fase di acquisizione delle osservazioni da parte dei comuni territorialmente interessati e dei cittadini che si concluderà il 30 settembre. Le carte della pericolosità e la Carta di sintesi della pericolosità saranno disponibili e scaricabili sul sito internet della Provincia. Le osservazioni, da trasmettere al Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia, saranno valutate dalle strutture provinciali competenti in materia di pericolo idrogeologico.

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La digitalizzazione è indubbiamente la chiave fondamentale per la competitività, rappresenta una leva essenziale per accrescere la capacità delle imprese di giocare un ruolo crescente sui mercati nazionali e internazionali e le modalità per realizzarla sono molteplici. L’utilizzo delle nuove tecnologie nella gestione di un’azienda, infatti, non si applica solo alla comunicazione e al marketing, ma anche ad esempio alla produzione, alla vendita, al modello di business, alle modalità di apprendimento, all’interazione con i clienti, all’accesso al mercato e nelle attività.

La digitalizzazione comporta sicuramente un impegno iniziale da parte dell’azienda, che verrà però compensato dagli importanti vantaggi che ne conseguiranno. Innanzitutto la gestione digitale decreta la fine degli archivi cartacei, ottimizzando le fasi di reperimento dei dati e potenziando l’aspetto della sicurezza con i moderni sistemi di back-up intelligente. Inoltre, il trasferimento dei dati su un cloud condiviso da gestire direttamente (in house) o da far gestire a professionisti esterni (in outsourcing), consente di velocizzare i tempi di accesso, con conseguenze positive anche sui costi. Tale processo, però, non si limita solo a questo: sfruttare il mondo del digitale consente di amplificare la visibilità dei servizi offerti, allargando sensibilmente la fetta di potenziali clienti. La distinzione in positivo o in negativo rispetto alla concorrenza dipende interamente dalla velocità, dall’efficienza e della qualità del funzionamento dell’azienda, oltre ai servizi che questa propone.

La Camera di Commercio di Trento ha promosso una ricerca per fare il punto sul grado di digitalizzazione delle imprese trentine e analizzare come stiano affrontando il processo di informatizzazione, quali difficoltà riscontrino e quali siano le aree in cui intervenire. Nell’indagine è stato coinvolto un campione di oltre 800 imprese trentine, iscritte al Registro camerale che operano nei settori del commercio, del manifatturiero, del ricettivo, dei trasporti, delle attività professionali, scientifiche e tecniche, dell’informazione e della comunicazione.

Dalla ricerca risulta che lo 0,5% degli imprenditori è definito “analogico” (quanti non possiedono alcuna attrezzatura di tal specie o soluzioni applicative); il 27,3% è “basic” (utilizzano strumentazione tecnologica, ma non applicativi digitali); il 66,2% è “follower” (impiegano sia strumentazioni che applicativi, seppure in misura contenuta) e il 6,0% è “digital” (adoperano più di altre una molteplicità di apparecchiature tecnologiche e di applicativi digitali).

Il relatore ha spiegato che il 58,9% degli imprenditori intervistati ritiene che la propria impresa sia abbastanza e molto tecnologica. Un terzo (34,5%) dichiara di avere aumentato i propri investimenti nel digitale in azienda nel 2018, mentre il 57,6% li ha lasciati invariati rispetto all’anno precedente. Solo il 7,9% afferma di averli diminuiti.

Dall’indagine risulta per gli investimenti per la digitalizzazione nella quasi totalità dei casi siano attinti dalla azienda stessa che si autofinanzia.

Oltre i due terzi degli intervistati (69,9%), ha investito meno di 2mila euro nel corso del 2018: quindi investimenti assai ridotti.

Considerato che la Provincia di Trento riconosce che il consolidamento e la crescita del sistema economico avviene tramite aiuti finanziari alle imprese e interventi di sistema volti alla creazione di un ambiente economico favorevole allo sviluppo, così come disciplinato dalla legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6;
che si ritiene si debbano fornire aiuti per la digitalizzazione soprattutto alle piccole e medie imprese che sono quelle che hanno più difficoltà ad investire in tal senso
interrogo il presidente della Provincia per sapere:
se ritenga che la digitalizzazione sia un percorso importante per ogni impresa che voglia essere competitiva sul mercato, soprattutto nazionale e internazionale;
quali siano gli interventi della Provincia di Trento a sostegno delle imprese che vogliono avviare e implementare la digitalizzazione;
se ritenga, in base ai dati forniti dalla ricerca promossa dalla Camera di Commercio di Trento, che a fronte di un numero significativo di imprese che hanno intrapreso la strada della digitalizzazione, siano effettivamente troppo basse le quote che vengono investite allo scopo;
se ritenga di intervenire finanziariamente, oltre a quanto già si fa e che evidentemente non è sufficiente, soprattutto sulle piccole e medie imprese per facilitarle nel loro cammino verso l’avvio e l’implementazione delle tecnologie digitali;
se ritenga utile avviare dei percorsi formativi per le imprese che sono ancora agli inizi del processo di digitalizzazione per facilitarle nel percorso.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale Futura 2018

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