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La Polizia di Stato di Palermo ha inflitto un duro colpo al mandamento mafioso di Passo di Rigano, disarticolandone il vertice.

Dall´alba di oggi, più di 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (FBI) di New York, stanno eseguendo numerosi provvedimenti restrittivi, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, nei confronti di altrettanti esponenti e sodali del mandamento mafioso di Passo di Rigano, che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso ed altro.

Le indagini dell´operazione, denominata “New connection”, hanno registrato il forte legame instaurato tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York, nonchè la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull´economia legale dell´omonimo quartiere, secondo una capillare divisione di ruoli e mansioni: dalla fornitura alimentare all´ingrosso alle classiche estorsioni, passando per la gestione dei giochi e delle scommesse on line.

A Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni 80 dalla seconda guerra di mafia. Agli esiti delle indagini, è risultato infatti che questi “scappati”, rientrati in Italia nei primi anni duemila, avessero ricostituito le file della “famiglia”, anche grazie al ritrovato equilibrio con la fazione criminale avversa.
Nel corso dell´operazione si è, altresì, proceduto al sequestro preventivo, tra beni mobili, immobili e quote societarie, riconducibili agli indagati e quantificato nell´ordine di circa tre milioni di euro.

 

Intercettazione “Incontri di Tommaso e Francesco Inzerillo con Settimo Mineo, capo mandamento di Pagliarelli tratto in arresto il 4 dicembre 2018 nell´ambito dell´operazione Cupola2.0. Inzerillo Tommaso parla con Zito Simone, colpito dall´odierna misura cautelare e residente in America, riguardo alla legittimazione in seno a cosa nostra di Francesco Inzerillo, cugino di Tommaso”

Nel 2018 l’Anac ha ricevuto 783 segnalazioni di whistleblowing (65 al mese), ovvero più del doppio rispetto alle 364 del 2017. Nei primi sei mesi del 2019 ne sono giunte già 439 (73 al mese). In media, si tratta di oltre due segnalazioni di illeciti al giorno.

Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dall’aumento delle segnalazioni che l’Anac, dopo averne riscontrato la fondatezza, ha inviato per approfondimenti di natura penale o contabile.
Nel 2018 sono state inviate 20 segnalazioni alla Procura della Repubblica e 19 alla Corte dei Conti. Nei primi 6 mesi del 2019 gli invii alla Procura sono già stati 33 e quelli alla Corte dei Conti sono 29.
Si tratta di una crescita che evidenzia un sensibile miglioramento della qualità delle segnalazioni e di una maggiore fiducia nei confronti dell’istituto.
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L’elezione di Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione Europea rappresenta un inizio incoraggiante. Ma è solo l’inizio. Apprezziamo le proposte programmatiche della Presidente von der Leyen in direzione di un’Europa finalmente più solidale, più rispettosa dell’ambiente e più sicura rispetto ai traffici illeciti e alla migrazione illegale.

Il percorso della nuova Commissione Europea in direzione di un’Europa più vicina ai bisogni dei cittadini, più giusta e più democratica avrà successo se potrà contare sull’impegno di tutte le Istituzioni europee e degli Stati Membri. Su quello italiano potrà certamente contare.

Consapevole del suo ruolo come Paese fondatore dell’Unione Europea, l’Italia intende fare la sua parte affinché l’Europa sappia rinnovarsi e torni a mettere i cittadini al centro del suo futuro.

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Il Parlamento elegge Ursula von der Leyen Presidente della Commissione

Il 16 luglio, con un voto a scrutinio segreto, il Parlamento europeo ha eletto Ursula von der Leyen nuovo Presidente della Commissione con 383 voti a favore.
La carica inizierà il 1° novembre 2019 per un mandato di cinque anni. Nella votazione ci sono stati 733 voti espressi, con uno solo non valido. 383 deputati hanno votato a favore, 327 contro e 22 si sono astenuti.

Subito dopo l’annuncio dei risultati, il Presidente del PE David Sassoli ha detto: “Adesso inizia una fase molto importante per le istituzioni europee, dovremo prepararci alle audizioni dei commissari designati, che, come saprà, saranno molto scrupolose da parte dei componenti di questo parlamento. Ci aspettiamo che i temi di cui oggi ha parlato davanti all’Aula saranno approfonditi e seguiti anche dai componenti del suo collegio, durante le audizioni preso le commissioni competenti”.

“I prossimi anni saranno molto importanti per il futuro dell’Unione e possiamo affrontarli con successo solo se ci sarà una stretta cooperazione tra le istituzioni”, ha concluso.

Il Parlamento europeo è composto attualmente da 747 eurodeputati, in base alle notifiche ufficiali ricevute dalle autorità degli Stati membri, per cui la soglia necessaria per l’elezione era di 374 voti, ossia il 50% dei deputati più uno. Il Presidente Sassoli ha annunciato formalmente il numero necessario prima della votazione. La votazione è stata effettuata a scrutinio segreto.

Prossime tappe
Il nuovo Presidente della Commissione invierà una serie di lettere ai capi di stato e di governo dei Paesi UE per invitarli a proporre i loro candidati a commissari. Le audizioni dei commissari designati si svolgeranno nelle commissioni parlamentari competenti, dal 30 settembre all’8 ottobre. Il collegio completo dei commissari dovrà inoltre essere confermato da un voto di fiducia del Parlamento, probabilmente nel corso della sessione plenaria del 21-24 ottobre.

 

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Prendo atto con soddisfazione che la Corte costituzionale ritenga legittime le norme provinciali e che la disciplina rientri nelle competenze di tutela che regolano il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione di alcuni animali pericolosi. Si tratta di una misura che riconosce alla nostra Provincia una sacrosanta autonomia nel gestire un problema che abbiamo ereditato da giunte precedenti.

E’ questo quanto affermato dal Consigliere della Lega Salvini Trentino Gianluca Cavada su Facebook

 

 

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Perché limitarci a spot elettorali invece di lavorare insieme per la sicurezza dei cittadini e al contempo per l’incolumità degli orsi? In fondo siamo pagati per questo!

I contribuenti trentini sono stufi di essere sulle prime pagine dei giornali nazionali o dei TG per questa faccenda. I Trentini vogliono che il problema venga risolto e al più presto. Desiderano che la storia abbia un lieto fine, poter andare nel bosco o per funghi in tranquillità o uscire di casa senza trovarsi un orso in giardino come successo ad esempio in Valle dei Laghi o immortalato la notte sulla via principale di Ranzo.

Ed è a loro che ha pensato il governatore Fugatti, ai suoi cittadini e agli eventuali turisti che possono trascorrere del tempo nel nostro amato territorio. Ma al tempo stesso ha pensato all’orso e alla soluzione migliore anche per il plantigrado. Nessuno di noi vuole un’altra storia come quella di kj2, finita tragicamente a causa di una gestione forse superficiale e per cui l’immagine del Trentino è stata macchiata.

E nessuno vuole assistere ad un’altra aggressione come quella subita dal povero uomo nei pressi di Terlago o da Wladimir Molinari a Cadine. Perché oggi nessuno parla più di questo?

Perché nessuno chiede a Wladimir come è cambiata la sua vita dopo quel 10 giugno 2015, quando venne aggredito sui sentieri del Sorasass dall’orsa Kj2? Un aggressione così violenta da procurargli delle lesioni tali da fargli perdere persino il posto di lavoro e da non riuscire a dormire sereno. Ma anche di questo nessuno parla.

Ecco personalmente da rappresentante delle istituzioni sarei io a non dormire sonni tranquilli se sapessi che un mio concittadino possa subire una tale atrocità. E questo è il pensiero del nostro governatore, che si sente responsabile della sicurezza di tutti noi.

Se Fugatti ha agito in questo modo è solo perché preferisce che ci sia un eccesso di sicurezza, adottando tutte le precauzioni del caso, piuttosto che qualche suo cittadino possa portare a vita lo shock e le cicatrici o addirittura pagare con la propria vita l’attacco di un orso.

L’attacco subito da Vladimir è stato terribile e quel giorno a conti fatti è stato fortunato. La sensibilità dell’amministrazione di allora fu pari ad un dialogo tra avvocati. Oggi le cose sono cambiate, non vogliamo che cose simili possano più accadere.

Chissà forse la soluzione migliore sarebbe il trasferimento in qualche riserva naturale, ma sicuramente lontano da qui. Dove l’orso possa vivere bene lui, ma soprattutto sereni noi.

 

 

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