Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Rilancio del Mart in un patto con il territorio. Maraniello e Sgarbi in quinta Commissione.

Il Mart, museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento, ha inaugurato stamane presso la Quinta Commissione permanente presieduta da Alessia Ambrosi il programma di ascolto dei quattro musei provinciali, Mart, Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina.

Gianfranco Maraniello Direttore del Mart dal 2015 e il Presidente di recente nomina Vittorio Sgarbi hanno anticipato programmi di attività del museo e azioni e iniziative future. Compreso un chiarimento sugli insulti ai consiglieri e sul Palazzo delle Albere.

Mart, un’idea di museo “oltre le sale espositive”
Spero che questa possa essere una prassi abituale, ha esordito Maraniello, confessando lo stupore di non essere mai stato invitato da quando fu eletto nel 2015. Il Mart del futuro, ha proseguito, è comprensibile se si fa un passo indietro, in merito ad alcune idee e proposte. Posso testimoniare la necessità, sentita da tempo, ha aggiunto, di una trasformazione progettuale importante per il Mart, che conosce un disegno strategico e un posizionamento che risale al lontano 1988. Sono cambiate parecchie cose da allora, di cui occorre tenere conto. L’attrazione di un museo oggi non passa solo attraverso l’organizzazione delle mostre e rispetto al passato tutto costa molto di più e le risorse sono molto inferiori. Va ripensato il progetto del “distretto culturale” di Rovereto, un luogo che possa essere l’epicentro di un tema condiviso. Un’idea di festival che ottimizzi le risorse secondo la condivisione con ogni soggetto attivo di un programma protratto nel tempo, che abbia ricadute sulle politiche turistiche e sulle attività produttive del territorio. Un’idea di museo che vada oltre le sale espositive e si metta a disposizione di un sistema di attrattività più ampio. Questa visione progettuale vede il Mart come “ottimo brand servente di un’azione mirata di attività di un territorio attraverso un programma specifico, che va ripensato, con la città di Trento e con l’intera Provincia”. In questo contesto si inserisce anche l’interpretazione del contemporaneo, che non è solo la ricerca delle ultime tendenze, ma può essere ripensato rispetto alla tradizione, ha aggiunto Maraniello.

Se togliete le Albere al Mart me ne vado
Il presidente Vittorio Sgarbi si è detto lusingato da questa convocazione, una piacevole novità istituzionale per non essere percepiti come “un pianeta autonomo rispetto a quanto accade in Trentino”. Due sono le anomalie in Trentino in questo momento, ha ironizzato: M49 e la mia presenza, per il rischio che entrambi possiamo costituire come “entità pericolose”. Sgarbi ha voluto precisare due passaggi che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi. Con riferimento alla sua contestata nomina a Presidente del Mart, ha definito “un atto di sottocultura avvilente da parte di certa classe politica” ritenere che il ruolo di parlamentare possa precludere l’attività di Presidente del Mart. In secondo luogo ha chiarito il proprio ruolo nella difesa della “casa del Mart”, ovvero il Palazzo delle Albere a Trento. Il Mart si chiama così perché prevede una sede anche a Trento, che è appunto il palazzo delle Albere, parte integrante del Mart, citato anche nell’atto costitutivo come sua pertinenza. Il collega Zecchi, molto meno integrato con la cultura trentina probabilmente conosce meno la storia di questa provincia e delle mostre straordinarie che nacquero a palazzo delle Albere, eccezionale simbolo di architettura rinascimentale. Il privato rispetta quel monumento più di quanto abbia fatto il pubblico con la costruzione di un museo, il Muse, troppo vicino alla sua struttura, che andava fatto almeno 200 metri più in là. Che dopo questa violenza si pensi di mettere delle gigantesche palle, è un’altra cosa di cui non si può nemmeno parlare perché è contro una legge di tutela. “Non ho alcuna disponibilità a discutere di questa materia e se Palazzo delle Albere dovesse essere tolto al Mart abbandonerei questo incarico”, ha dichiarato. Palazzo delle Albere deve contenere opere d’arte nella loro dimensione estetica più piena, non un ridicolo museo della storia della filosofia, aldilà di cosa dice il collega Zecchi.

Gemellarsi con altre realtà è solo un vantaggio
Non ho nessuna volontà di raccontare il futuro, che è ancora in elaborazione e che sarà anticipato tra poco al cda del Mart. Maraniello è il miglior direttore che potevo sperare, ha aggiunto: l’ho apprezzato “per le sue capacità diplomatica, organizzativa, strategica e persino curiale”, sta facendo un lavoro importante al Mart, che è il primo museo di arte moderna e contemporanea d’Italia. Ecco perché c’è il richiamo di città vicine per gemellarsi con il Mart e assorbirne il brand, che inevitabilmente ne racconta e ne diffonde l’eccellenza. L’idea che il museo Maga di Gallarate ambisca a gemellarsi con il Mart è una forma espansionistica solo vantaggiosa. Poi c’è Verona, una “Rovereto più meridionale, bilanciata tra Lombardia e Veneto” e l’idea di creare un ponte ideale di congiunzione di Rovereto con questa città mi sembra anch’essa buona: una proiezione del Mart che non porta danno a nessuno, perché i confini dell’arte non esistono, né territoriali, né psicologici.

Un ponte tra la grande storia dell’arte universale e la contemporaneità
Sgarbi ha quindi anticipato la sua visione per il Mart, l’idea di far dialogare antichi e moderni, di stabilire un ponte tra la grande storia dell’arte universale e la contemporaneità. Nasce così il progetto di portare al Mart Canova accostato al moderno e contemporaneo, ma anche Caravaggio nella primavera prossima e nel 2020 Raffaello, collegato ad artisti novecenteschi che hanno rappresentato un raffaelismo perenne.

Nell’arte Trento batte Bolzano
Esprimendo l’idea di fare di Rovereto un luogo d’incontro su cosa sia l’arte contemporanea. Sgarbi ha messo in evidenza il contrasto tra il Mart, “museo consistente”, e il Museion di Bolzano dove è stata esposta una rana crocifissa. Il Museion è il museo meno visto del mondo, ha aggiunto. Il contemporaneo, infatti, deve essere inclusivo, creare collegamenti, non può e non deve determinare un aut aut, quanto piuttosto un et et.

Albergatori e ristoratori sentinelle della cultura
Sgarbi ha detto di immaginare, per il Trentino, una formula da lui già adottata anche a Cefalù, per fare in modo che l’albergatore e il ristoratore diventino sentinelle della cultura trentina. Ogni persona che va in un ristorante lascia due euro avendo in cambio un biglietto del Mart, in una sorta di “paragratuità”. L’idea è quella di legare i ristoratori e gli albergatori ad una produzione artistica importante e prestigiosa sul territorio come quella del Mart. A tal fine è stato proposto e programmato un incontro il 20 settembre con gli operatori del turismo affinché propongano il Mart come opzione turistico-culturale importante e significativa.

Ghezzi: un programma apprezzabile, Sgarbi dica però se è anche il decisore urbanistico della città di Trento
“Può essere una buona idea se riporta vita su Mart” ha detto Paolo Ghezzi (Futura) che obiettivamente, aldilà dei grandi meriti di Maraniello, ha detto di apprezzare la fantasia di Sgarbi e la sua indiscutibile preparazione, elementi importanti fosse solo a livello di marketing. Siamo colleghi, ha aggiunto rappresentando il “piccolo problema” nell’essere stato definito “depensante”, una definizione che certamente non tutela la dignità del consiglio provinciale e dei suoi consiglieri. Siamo forse “pensanti in modo diverso ma non necessariamente depensanti” ha obiettato. Accanto a questa doverosa premessa Ghezzi ha definito interessante, esplicito ed apprezzabile il programma esposto da Sgarbi, prima su tutte l’idea che il museo deve dialogare con il passato. Detto questo ci sono un paio di punti: c’è un mandato di Bisesti affinché lei intervenga sull’area delle Albere? Ha chiesto, Ovvero, lei esclude che le Albere diventino uno hub ove più soggetti possano collaborare a fare attività che si accostano o si integrano? Approvo l’idea di collegare la proposta del Mart ad una proposta di marketing turistico perché sono convinto che ci sono dei modi anche semplici per veicolare i contenuti culturali. Rimane però il tema di come lei interpreta il suo ruolo: è anche il decisore urbanistico della città di Trento oppure solo il Presidente del Mart?

Respingo l’idea di un ruolo esorbitante rispetto a quello di Presidente del Mart
Sgarbi ha replicato evidenziando la tendenza di attribuirgli dei poteri del tutto fantasiosi. Respingo l’idea di un ruolo esorbitante da quello del Presidente del Mart e come tale sono anche Presidente del Palazzo delle Albere che è indicato nell’atto fondativo del Mart, è nelle disposizioni del Mart, prima opera della produzione del Mart. Non vengo consultato per nulla né da Bisesti, né da Fugatti, ha chiarito, parlo come Presidente del Mart, non in chiave politica e come tale dico che quella pertinenza è un pezzo del Mart.

Ferrari: stigmatizzo il metodo della Giunta, molte idee condivisibili
Sara Ferrari (PD) ha rilevato che essere qui oggi ad ascoltare le prime ed indicative idee rispetto al Mart in assenza dell’assessore competente è uno sgarbo istituzionale. Come politica tengo a precisare che rifuggo da qualsiasi tipo di polemica e pertanto stigmatizzo le modalità in cui la Giunta ha fatto pervenire la richiesta di parere di modifica del regolamento del Mart per rendere compatibile il candidato prescelto per quella carica. A me piacerebbe sapere se il tema è stato definitivamente risolto e se il Presidente che stiamo ascoltando è legittimato fino in fondo, aldilà delle polemiche e degli insulti. Aldilà di questo, ha proseguito, condivido e apprezzo l’idea di questo collegamento che utilizza l’arte antica per valorizzare l’arte contemporanea: è una bella operazione anche ai fini del rendere il Mart qualcosa di percepito dal pubblico trentino come “meno di nicchia rispetto a quanto accade spesso”. Da Canova a Caravaggio a Raffaello, tutto è strumentale per valorizzare il Mart e fa piacere questo approccio del direttore e del presidente. Ugualmente Ferrari ha detto di condividere la posizione sul palazzo delle Albere che merita di essere valorizzato. Mi piace il dialogo nella cultura e mi piace pensare che recuperare dignità al palazzo delle Albere possa prevedere anche un dialogo con il Muse perché le due realtà possono valorizzarsi a vicenda, ha concluso.

Credo di avere i requisiti giusti per presiedere il Mart
Sgarbi ha apprezzato tutte le considerazioni di Ferrari. Sulla questione degli insulti, ha chiarito che la propria reazione è dipesa da qualcosa aldilà della propria volontà perché era del tutto ignaro della volontà di modificare il regolamento. Io non avevo idea né di chiedere la modifica né che fosse stato chiesto l’intervento di Cantone per verificare una mia compatibilità. Credo di essere per il Mart un Presidente con i requisiti giusti perché il Presidente è il pensiero che realizza, le idee che esprime ed io ribadisco la pienezza del mio ruolo, ha concluso.

L’apprezzamento di Cavada e Job
Gianluca Cavada (Lega) ha osservato che quella di indicare Sgarbi alla Presidenza del Mart sia stata un’ottima scelta e a costo zero, perché Sgarbi è un valore aggiunto per il rilancio del Mart e del Trentino.
Ivano Job (Lega) si è definito asburgico e montanaro (ovvero vendo la pelle dell’orso dopo averlo preso): avremo risposte interessanti dal pubblico perché il Mart si avvantaggerà sicuramente dalla presenza di Sgarbi, anche se come ristoratori e albergatori abbiamo già un accordo con i musei, ha detto.

L’incontro si è concluso con il ringraziamento della Presidente Ambrosi e l’auspicio di Sgarbi che ci siano altri confronti come quello di oggi. La mostra delle mie opere a Caldes, ha tenuto a chiarire il Presidente del Mart, non centra nulla con Fugatti, era stata pensata già con Panizza.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

“È un provvedimento importante fin dal nome, Codice Rosso, perché rende bene l’idea della corsia preferenziale che il sistema giudiziario deve dare alla violenza contro le donne. Voteremo a favore, anche se si poteva fare di più sul fronte della prevenzione.”

Così intervenendo in aula la senatrice della SVP e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.

“È positivo un provvedimento che obbliga il Pubblico Ministero ad ascoltare la vittima entro tre giorni. Nella mia esperienza, la cosa peggiore per una donna che ha denunciato è quando vede che non succede nulla. Ci sono dei casi in cui il Pubblico Ministero chiede addirittura l’archiviazione senza aver mai ascoltato la persona che ha denunciato.

Ma è importante anche la norma che obbliga la Procura ad informare la vittima sullo sviluppo del procedimento, in particolare sulla modifica delle misure di protezione o sulla scarcerazione dell’indagato.

Così come è significativa la norma sulla formazione delle forze dell’ordine e quella che collega la sospensione della pena a un percorso psicologico della persona condannata.

In Aula il Governo ha anche accolto un mio ordine del giorno, sottoscritto da tutte le forze dell’opposizione, sull’istigazione all’odio e alla discriminazione di genere che, purtroppo, ha trovato nelle Rete una straordinaria cassa di risonanza. Il Governo si è impegnato a contrastare questi fenomeni, pertanto come opposizione presenteremo un disegno di legge in questo senso.

Certo, sarebbe stato meglio farlo subito, perché questo tema è diventato urgente e perché la violenza fisica contro le donne ha alla base una violenza verbale e un clima culturale che bisogna assolutamente cambiare. Purtroppo per la maggioranza era più importante deliberare in tempi brevi un provvedimento incompleto che investire altro tempo per una legge più esaustiva.

Contestualmente a misure che incidono sul diritto penale, ci vuole l’introduzione di norme più efficaci per la parità tra i sessi nell’accesso alle cariche pubbliche, nel mondo del lavoro e sul fronte salariale, dove le donne guadagnano molto meno degli uomini a parità di mansione.

Bisogna cioè lavorare contro la disparità tra i sessi, perché la violenza contro le donne è sempre espressione della disuguaglianza tra i generi.

Bene quindi questa Legge, pur sapendo che altre misure e interventi dovranno seguire se davvero si vuole estirpare questa piaga sociale, e quindi il nostro augurio è che questo sia l’inizio di un vero e proprio percorso sul tema da parte del Parlamento.”

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Autonomiegruppe stimmt für Gewaltschutzgesetz: “codice Rosso”

Mit diesem werden eine Reihe von Neuerungen im Strafgesetz und Strafprozessrecht vorgesehen, die den Schutz von gewaltbedrohten Frauen verstärken sollen.
“Vor allem die Bestimmung, dass eine Frau, die Anzeige erstattet innerhalb von 3 Tagen von der Staatsanwaltschaft angehört werden muss, finde ich sehr begrüßenswert”, betonte Julia Unterberger heute im Senatsplenum.

“Damit kann die Staatsanwaltschaft unmittelbar feststellen ob eine Gefahr Verzug besteht und ob eine Gewaltschutzmaßnahme beantragt werden muss. Auch, dass ein Verstoß gegen eine Gewaltschutzmaßnahme als eigener Straftatbestand eingeführt wird oder dass das Gericht die Aussetzung der Strafe auf Bewährung an eine Antigewalttherapie des Täters zu knüpfen hat, ist positiv”, erklärt Julia Unterberger. Mit dem behandelten Gesetzesvorschlag werden zudem neue Straftatbestände, wie der Racheporno, die Zwangsverheiratung oder die Verätzung des Gesichtes eingeführt.

“Das ist richtig und notwendig, denn der Gesetzgeber muss rasch auf gesellschaftliche Veränderungen reagieren und die richtigen Antworten anbieten. Deshalb hat die Mehrheit zurecht meinen Tagesordnungspunkt zur Bekämpfung der Anstiftung zum Hass und zum Verbrechen aufgrund des Geschlechtes, der von der gesamten Opposition unterzeichnet wurde, angenommen, betont Julia Unterberger”.

Der Hass und die sexistischen Beschimpfungen in der Anonymität des Netzes haben sich nämlich zunehmend zu einem Problem entwickelt das bekämpft werden müsse. Außerdem sei diese maschilistische und frauenfeindliche Kultur der Nährboden für physische Gewalt.

“Die Regierung hat sich in ihrem Tagesordnungspunkt verpflichtet jede Maßnahme zur Eindämmung dieses Phänomens zu unterstützen. Daher werde ich schnellstmöglich einen diesbezüglichen Gesetzesentwurf vorlegen”, erklärt Julia Unterberger.

La fase pre-elettorale è sempre stata foriera di grande fermento e confusione spesso incontrollati ed incontrollabili, per questo motivo la LEGA per SALVINI PREMIER di Arco, dopo attento esame della situazione con la segreteria provinciale ha stabilito di fissare un punto di partenza fermo ed irremovibile, che è una affermazione politica prima ancora che pre elettorale:

TUTTE LE FORZE CHE SONO ALTERNATIVE AL CENTRO SINISTRA AUTONOMISTA che ha governato Arco dal 2010 (ed anche prima con forme diverse), hanno il dovere di concorrere a creare una coalizione PER IL CAMBIAMENTO, che si percepisce richiesto a gran voce dalla società, per questo motivo la LEGA per SALVINI PREMIER, partito leader in provincia, facendosi carico del ruolo di leadership, invita tutte le forze che sono iscritte nella situazione sopra citata (ALTERNATIVE AL CENTRO SINISTRA AUTONOMISTA) ad un incontro che si terrà il 25 luglio ad ore 20,30 presso la sala di Vigne per avviare una vera fase costituente.

Il responsabile della LEGA per SALVINI PREMIER di Arco, Ferruccio Morandi verificherà nei prossimi giorni la disponibilità delle forze locali ad intervenire.

Tutto ciò riduce di molto le chiacchiere che circolano in questa fase e pone invece un riferimento chiaro, netto e trasparente per chi vorrà davvero lavorare per perseguire un vero CAMBIAMENTO necessario per costruire ARCO DEL 2030 che possa essere una comunità SICURA, COMPETITIVA NEL RISPETTO DELLE REGOLE DELL’ECONOMIA E DELLE PECULIARITA’ DEL TERRITORIO, RISPETTOSA DELL’AMBIENTE (STOP ALLA CANNIBALIZZAZIONE DEL TERRITORIO), CHE ABBIA AL CENTRO DELL’AGIRE IL CITTADINO (non soltanto a parole..), CHE RIDUCA LADDOVE POSSIBILE IL PESO E L’INVASIVITÀ’ DELLA BUROCRAZIA, CHE COSTRUISCA CONDIZIONI PER UNO SVILUPPO SOCIALE EQUILIBRATO E RISPETTOSO DELLE TRADIZIONI LOCALI.

 

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IL RESPONSABILE
Ferruccio Morandi

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Ha apprezzato, l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi. Stamane è stato ospite a palazzo Trentini per una approfondita visita alla mostra in corso su “Il cuore divino di Gesù – storia e devozione” (che resta aperta fino alla fine di luglio).

L’ha accolto il presidente Walter Kaswalder, spiegando che l’intento è stato quello di contribuire alla preservazione e valorizzazione della memoria storica di tradizioni forti e vere della nostra comunità trentina. Una mostra dunque pensata per dire che le radici culturali devono essere conosciute e trasmesse alle nuove generazioni, esattamente come il patrimonio di idee cui attinge il nostro assetto istituzionale basato sull’autonomia.

Monsignor Tisi ha ascoltato la curatrice dell’esposizione, Rosanna Cavallini, e ha prestato attenzione a ogni dettaglio degli oggetti e delle opere esposti. Ha ricordato che papa Francesco ha basato il suo pontificato sul tema della misericordia di Dio, quindi proprio sul concetto del Sacro Cuore di Gesù come segno d’amore infinito. Tisi ha citato il teologo Karl Rahner e poco oltre – ammirando un’iconografia del cuore di Gesù trafitto e sgorgante sangue – ha ricordato come fu la mistica polacca Maria Faustina Kowalska a mettere al centro, sulla scorta delle sue visioni, l’idea del sangue come simbolo dell’amore incondizionato verso gli uomini.

Osservando le immagini fotografiche delle processioni in Trentino dedicate al Sacro Cuore, il vescovo ha voluto sottolineare la grandissima distanza tra gli atteggiamenti della gente nelle foto d’un tempo e quelli delle rievocazioni odierne. Purtroppo – ha detto – la differenza sta nella grande fede in Dio, che c’era e non c’è più.

 

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Dall’interessante audizione del presidente del Mart on. Vittorio Sgarbi stamane in quinta commissione legislativa del consiglio provinciale di Trento abbiamo appreso parecchie cose.

Il presidente del Mart, per sue dichiarazioni:
1) considera i consiglieri provinciali di Trento dei “colleghi” e riconosce al nostro Consiglio provinciale la dignità di “parlamento” (non più “parlamentino”, come ebbe a dire);
2) accetta l’interlocuzione con i suddetti consiglieri provinciali, non reiterando l’epiteto di “depensanti” (affibbiato, tra altri, al sottoscritto) e considerandoli semmai diversamente pensanti;
3) non ha smentito l’assessore alla cultura Mirko Bisesti (peraltro anche stamattina deplorevolmente assente) che, rispondendo a una mia interrogazione, ha affermato: “si è concordato con il prof. Sgarbi l’opportunità per il medesimo di assumere un atteggiamento consono al ruolo istituzionale allo stesso affidato”;
4) non si è MAI confrontato, sulla politica culturale del Trentino, né con Maurizio Fugatti né con Bisesti e non gli è stato conferito, né ufficialmente né ufficiosamente, il ruolo di assessore-ombra;
5) il suo “giù le mani dal palazzo delle Albere” è dunque il suo dovere di presidente del Mart nei confronti della sede trentina del Museo, la sua “casa natale”;
6) se il palazzo delle Albere non diventerà pienamente sede del Mart, si dimetterà dall’incarico;
7) si paragona a Gentile, Croce e Gramsci per affermare che il suo ruolo di parlamentare non confligge affatto con il suo ruolo di presidente del Museo – alla faccia della “sottocultura” dei M5S romani;
8) il Museo della filosofia proposto dal presidente del Muse Zecchi è un’idea ridicola che comunque il filosofo “non farebbe in tempo a vedere da vivo”;
9) il Museion di Bolzano, nonostante la rana crocifissa, “resta il museo meno visto del mondo, dove si entra solo per fare pipì”;
10) l’arte contemporanea è un concetto cronologico, non ideologico, per cui nelle prossime mostre del Mart dialogherà con l’arte rinascimentale e barocca, per esempio Caravaggio con Burri;
11) proporrà a ristoratori e albergatori, in settembre, di inserire nei loro pacchetti turistici un biglietto per il Mart a 1 euro, per aumentare i visitatori al museo, penalizzato – come ha ricordato il direttore Gianfranco Maraniello – da tagli ai fondi e da inoperatività di Trentino Marketing;
12) l’ultima mostra dei pittori della Regione alle Albere è stata una “coglionata” e il Muse è un museo virtuale della scienza;
13) Buttafuoco non l’ha suggerito lui a Bisesti perché è un orso solitario, come M49 e lo stesso Sgarbi, che lui avrebbe messo al 48° posto su 50 in un’ipotetica lista di consulenti per rilanciare la cultura trentina.
(Il tredicesimo punto, chissà perché, ci tranquillizza. Bisesti, reclutando il siculo reazionario neo-islamico, ha fatto proprio tutto da solo).

 

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PAOLO GHEZZI, capogruppo provinciale FUTURA

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Il Ministero dell’Interno ha oggi lanciato una campagna per raccogliere segnalazioni di maltrattamenti sugli animali. Così LAV ha subito scritto all’e-mail indicataSOSanimali.viminale@interno.it chiedendo al Ministro Salvini un intervento per salvare l’orso M49, perseguitato da un ordine di uccisione del Presidente del Trentino Maurizio Fugatti.

“Grazie per la sua iniziativa che giustamente, leggiamo, non è circoscritta a cani e gatti – scrive LAV a Salvini – non mancheremo di portare alla sua attenzione le decine di casi di cui ci occupiamo tutti i giorni in tutta Italia, quello che subito va fatto è però un atto di clemenza nei confronti del plantigrado responsabile di nulla se non di fare ciò che la sua natura gli impone, l’orso, responsabile di alcun atto lesivo nei confronti di esseri umani che è stato condannato a morte da un’Ordinanza del suo compagno di partito Fugatti.

Che non esista un pericolo per la popolazione è provato dal fatto che la Provincia non ha comunicato in alcuna maniera a trentini e turisti il presunto pericolo che starebbero correndo, nessun avviso è stato diffusione i luoghi di fuga di M49 né si trova alcun cenno sui canali facebook e twitter della Provincia. M49 è stato maltrattato catturandolo e ora braccandolo nelle vallate trentine: lei come tutore dell’ordine pubblico a livello nazionale avrà sicuramente capito che una Provincia che cattura maldestramente un animale, se lo fa scappare avendogli tolto addirittura il radiocollare, è incapace a gestire queste situazioni ed è giusto che quindi lo Stato prenda in mano la situazione attraverso il Ministero competente, quello dell’Ambiente”.

 

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MALTRATTAMENTI ANIMALI, VIMINALE LANCIA CAMPAGNA PER SEGNALAZIONI.
LAV SCRIVE SUBITO A MINISTRO SALVINI: SALVI L’ORSO M49 DAI MALTRATTAMENTI E DALLA POSSIBILE UCCISIONE DA PARTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO!

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FaceApp, la popolare app che invecchia il viso e che è diventata oramai la moda dell’estate, finisce all’attenzione del Garante per la Privacy. Il Codacons, sollevando dubbi in merito al trattamento dei dati personali degli utenti, ha deciso di presentare un esposto all’autorità garante affinché avvii una indagine sull’applicazione.

Questo apparentemente innocuo tormentone estivo rischia di nascondere un traffico, potenzialmente pericoloso, di dati sensibili – spiega l’associazione – L’applicazione del momento non è un’appendice di Facebook, come il nome lascerebbe supporre, ma è di proprietà di un’azienda russa con sede a San Pietroburgo, ed esaminando il documento relativo al trattamento dei dati sorgono seri dubbi sul loro utilizzo e sul rispetto della riservatezza degli utenti. Si tratta di un documento che, purtroppo, i cittadini non leggono, smaniosi di vedere subito la loro immagine trasformata.

La società – denuncia il Codacons – ci chiede di autorizzare a “condividere i contenuti e le informazioni degli utenti con le aziende che fanno parte del gruppo di FaceApp”: praticamente il rischio è di regalare a questa azienda russa milioni di dati personali – come le nostre impronte digitali e le immagini per il riconoscimento facciale, dati tramite i quali veniamo identificati e che, con le più moderne tecnologie, possono essere usati anche per disporre pagamenti – e che potrebbero magari essere immessi sul mercato o utilizzati per fini commerciali.

Per tali motivi il Codacons invita alla cautela gli utenti dei social e ha deciso di presentare un esposto al Garante per la privacy affinché apra una indagine su questa vicenda che mette a rischio la sicurezza di milioni di cittadini italiani. L’associazione invita anche Facebook a dare informazioni ai propri utenti per evitare l’insorgere di confusione relativamente al nome dell’app che potrebbe essere scambiata per una funzione del noto social network.

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L’Ente Nazionale Protezione Animali rilancia attraverso la propria pagina Facebook l’appello a Matteo Salvini promosso a fine giugno per evitare la cattura di M49, anche noto come orso Maurizio. Ora, però, la situazione è precipitata: l’orso Maurizio è stato condannato a morte da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, che milita nel partito di cui Matteo Salvini e leader. Oggi – sempre attraverso la propria pagina Facebook – Enpa promuove un mail bombing alla casella mail SOSanimali.viminale@interno.it per chiedere al numero uno della Lega, nonché Ministro dell’Interno e vicepremier di salvare la vita di M49 – orso Maurizio. Anche con un intervento diretto su Fugatti.

«Apprezziamo l’attenzione e la sensibilità mostrata da Matteo Salvini per la tutela dei quattro zampe che, “a volte sono migliori di alcuni a due zampe”, così come apprezziamo l’apertura della casella mail SOSanimali.viminale@interno.it alla quale inviare segnalazioni di maltrattamento. Tuttavia, i quattro zampe non sono soltanto cani e gatti. Sono anche cinghiali, orsi, lupi, daini, nutrie. Anch’essi senzienti, proprio come lo sono i nostri pet. Per questo – dichiara Enpa – auspichiamo che il ministro degli Interni raccoglierà l’appello dei tantissimi italiani che l’orso Maurizio, alias M49, proprio non lo vogliono vedere morto».

Il mail bombing Enpa si trova qui e ha superato quota 90mila visualizzazioni.

La casella mail alla quale chiedere di non uccidere l’orso è: SOSanimali.viminale@interno.it

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Domani, giovedì 18 luglio, in prima serata su Retequattro, terzo ed ultimo appuntamento serale con “Fuori dal Coro”.

Mario Giordano riaccende i riflettori sul tema dell’immigrazione: la Capitana della Sea Watch3, Carola Rackete, tuona contro l’Unione europea per accogliere 500 mila migranti che scappano dalla Libia. Attraverso nuove inchieste e documenti esclusivi, si cercherà di dare risposta alle molte domande degli italiani: ma è vera accoglienza o un business? E ancora, gli immigrati che arrivano nel nostro Paese hanno come ultimo scopo quello di delinquere? Il conduttore, mostrerà un’altra faccia dell’accoglienza, partendo dai dati: dalle recenti aggressioni agli agenti di polizia da parte di migranti irregolari, ai furti per mano di rom, lasciati impuniti.

Di questi e altri temi caldi di stretta attualità politica, se ne parlerà in studio, con le interviste a Alessandro Di Battista (in diretta ore 22.10 circa) e, a seguire, con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (in diretta ore 23.20 circa).

Da Nord a Sud, l’Italia è invasa dalla spazzatura. Non solo la Capitale lancia l’allarme sull’emergenza rifiuti, ma anche in Lombardia, definita la regione più “avanzata” di tutte, aumentano gli smaltimenti illegali e gli incendi. Ma cosa c’è dietro tutto questo?

Infine, continua il filone dell’inchiesta sui mezzi pubblici italiani. Le telecamere della trasmissione porteranno alla luce cosa si nasconde dietro al mal funzionamento di treni e autobus: da Torino, dove sono andati in fiamme 3 bus in meno di un mese, a Manfredonia, con le immagini dell’“Autobus Flambé” e ancora, in Umbria, dove i collegamenti ferroviari a tratti sono chiusi e molti treni sono in stato di abbandono.

Dopo gli eccellenti ascolti, “Fuori dal Coro”, torna in prima serata, da mercoledì 11 settembre, per sette appuntamenti.

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L’Orso M49 è pericoloso. La sua cattura è atto necessario e doveroso. Non lo ha stabilito né la Giunta Fugatti nè la politica e la sua ricattura è un atto dovuto per tutelare la sicurezza delle persone. L’aggressività di questo animale è stata ampiamente documentata e la scelta di un intervento tempestivo concertata con l’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato a Trento dal Commissario del Governo Sandro Lombardi, che ne aveva, già a giugno, confermato la pericolosità.

Sono tre anni che questo animale compie attacchi nei confronti del bestiame degli allevatori delle Valli Giudicarie e della Val Rendena. La sua cattura è stata un atto dovuto e di responsabilità da parte della Provincia Autonoma di Trento. La fuga testimonia l’indole pericolosa di questo animale e la sua ricattura è una doverosa necessità per tutelare la vita delle persone, di tutte quelle famiglie che serenamente vogliono passeggiare lungo i nostri sentieri e, non per ultimi, degli agricoltori.

La polemica strumentale di questi giorni è incomprensibile: sta alimentando il fuoco di chi vuole danneggiare l’immagine della nostra terra e coloro che oggi attaccano la gestione della situazione, sono gli stessi che nel passato hanno preso le scelte che hanno portato a generarla.
Non è certo stata una decisione della Giunta Fugatti quella di reintrodurre l’orso nella nostra terra, né è alla politica di oggi che si può imputare il proliferare di animali che trovano difficoltà nel convivere in un territorio oggi così popolato. In questi giorni stanno circolando da parte delle opposizioni numerose inesattezze, tra cui quella che l’orso è stato portato in Trentino orientale ora da Fugatti quando prima mai c’era stato, inesattezze utilizzate per distorcere la realtà storica e dei

fatti al solo scopo di farsi notare dall’opinione pubblica come difensori di un animale che è potenziale assassino di donne, uomini e bambini.
L’auspicio è che nel più breve tempo possibile l’orso fuggito venga ritrovato e che si possa agire – a livello politico – affinché si creino quelle condizioni per cui questi episodi così spiacevoli non si ripetano, mettendo sempre al primo posto la sicurezza dei cittadini che sul territorio vivono e lavorano. Agli ambientalisti che in questi giorni si sono tanto prodigati nel difendere l’orso pongo solo una domanda: voi cosa fareste se vi ritrovaste di fronte a M49? E per quale motivo l’ambientalista si mette a difendere l’animale più forte, in questo caso l’orso, e non gli animali da pascolo che vengono uccisi da questo?

 

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Roberto Paccher.

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