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Un “patto” per valorizzare il lago di Garda. Incontro promosso dal vicepresidente Tonina con i rappresentanti dei territori.

Un protocollo d’intesa e un “Contratto di lago” interesserà i territori rivieraschi per rafforzare il turismo sul lago di Garda. A farsi promotore dell’iniziativa è il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, che ha promosso un primo tavolo di confronto con i rappresentanti dei territori interessati. “E’ per noi fondamentale valorizzare il Garda in chiave interregionale – evidenzia Tonina -. Solo attraverso una stretta collaborazione tra i territori e il coinvolgimento di cittadini e stakeholder le singole azioni di promozione e valorizzazione potranno essere davvero incisive”.

L’assessorato all’urbanistica, ambiente e cooperazione ha ospitato l’incontro con il segretario generale della Comunità del Garda Pierlucio Ceresa, il presidente di Garda Ambiente Giovanni Peretti, l’assessore di Peschiera del Garda con delega alla Tutela del Lago di Garda Filippo Gavazzoni, il presidente ed il responsabile del settore progettazione dell’Azienda gardesana Servizi spa, rispettivamente Angelo Cresco e Michele Cimolini, ed i tecnici di Appa, Adep (Agenzia per la depurazione) e Aree protette del Trentino. Questo primo appuntamento era stato chiesto dal presidente dell’Azienda gardesana servizi Cresco per fare il punto sulle questioni decisive che riguardano la vita e il futuro del più grande specchio d’acqua italiano.

Il vicepresidente Tonina ha evidenziato la necessità di riannodare i fili per una più stretta collaborazione tra le comunità locali. I territori coinvolti intendono infatti promuovere un’unica immagine del Garda in chiave turistica e lavorare congiuntamente per mantenere intatte le caratteristiche ambientali della zona del lago che bagna tre regioni. Il vicepresidente Tonina ha assicurato l’interesse della Provincia ritenendo strategico il potenziamento della difesa delle caratteristiche naturali e dell’immagine del Garda ed ha proposto la promozione di un incontro tra i tre presidenti di Trentino, Veneto e Lombardia con l’obiettivo di siglare un protocollo d’intesa che porterà all’approvazione di un “Contratto di lago”.

Quest’ultimo documento raccoglierà le azioni da realizzare per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del territorio rivierasco in termini di qualità delle acque, della balneazione e degli aspetti paesaggistici. I rappresentanti dei territori, che hanno preso parte al primo tavolo di confronto, intendono promuovere politiche sinergiche dal punto di vista dell’offerta turistica e di cooperazione a partire dall’informazione reciproca puntuale sui temi legati alle attività che ogni singola Provincia e Regione metterà in atto.

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Questa mattina, il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, ha ricevuto Daniele Maver, presidente della casa automobilistica Jaguar Land Rover Italia, per una stretta di mano che ha suggellato la trentennale esperienza di partnership commerciale.

A seguire, al Museo delle Auto della Polizia di Stato, si è tenuta la cerimonia di consegna della Land Rover Discovery, l’auto che proprio quest’anno ha compiuto trenta anni da quando, nel 1989, fu lanciata la prima versione, la Discovery 1.

Alla presenza del Prefetto Clara Vaccaro, Direttore Centrale per i Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale e di Daniele Maver, Presidente Jaguar Land Rover Italia, si è tenuta la cerimonia ufficiale per la consegna alla Polizia di Stato delle trenta Discovery in versione allestimento Ordine Pubblico che vanno ad aggiungersi alle altre vetture già in utilizzo ai Reparti Mobili di tutto il territorio nazionale.
E, proprio quasi trenta anni fa, è iniziato il rapporto tra Land Rover e Polizia di Stato grazie alla prima storica fornitura di 90 Defender, icona Land Rover per eccellenza.

Diversi anni dopo, nel 2006 il parco auto della Polizia si è arricchito di un pezzo unico: una Land Rover Defender, in versione speciale, scoperta, senza tetto, con i colori d’istituto, destinata al trasferimento del tricolore per la Festa della Repubblica.
A settembre, il mito della Defender tornerà ad affascinare quando, al Salone di Francoforte, ci sarà il reveal mondiale della nuova straordinaria Defender.
Per ripercorrere questo storico sodalizio, nell’area antistante il Museo delle Auto della Polizia, sono stati esposti alcuni tra i più rappresentativi e “vissuti” modelli Land Rover acquistati nel tempo dall’Amministrazione di Pubblica Sicurezza.

La fornitura delle prime Discovery Serie 1 risale precisamente al 1997 e, da quel momento, è sempre proseguita per arrivare oggi al numero totale di 1027 di cui circa il 60% è ancora in servizio. La Polizia Italiana ha il più ampio parco di Discovery tra gli enti pubblici sul territorio.
Dal 2015 anche le Discovery Sport sono entrate a far parte dei mezzi della Polizia.

Oggi, con l’entrata in flotta della rivoluzionaria ultima edizione della Discovery 5, si scrive una nuova pagina di questa emozionante storia che, da sempre, continua a parlare di sicurezza: quella da garantire agli operatori di polizia in azione e quella per i cittadini al cui servizio la polizia lavora.

Tra gli esempi più significativi del virtuoso impiego della Discovery e degli altri fuoristrada Land Rover utilizzati dalla Polizia di Stato, si può fare riferimento alle circostanze in cui tali mezzi hanno permesso agli operatori di polizia di prestare soccorso in occasione di eventi tragici che hanno colpito il nostro Paese; tra questi, il terremoto di Amatrice, la città devastata, circondata da altre località inaccessibili, che a causa dei detriti e delle rovine, non sarebbe stato possibile raggiungere con mezzi normali.

La Discovery, sin dal suo lancio nel 1989, è stata e continua ad essere la vettura Land Rover sinonimo di avventura, capace di muoversi su terreni estremi, in ogni condizione e, negli anni, ha prestato la sua opera in diverse missioni umanitarie in tutto il mondo.
Le indubbie prestazioni, la versatilità inarrivabile della Discovery, unite alle migliori tecnologie assicura capacità di guida e standard di sicurezza ottimali consentendo agli operatori di Polizia di #essercisempre e a Land Rover di esprimere, al più alto livello, l’essenza del brand Above & Beyond.
L’importante risultato di oltre 1100 vetture Land Rover fornite alla Polizia di Stato riflette l’alta specializzazione, la qualità e la versatilità dei veicoli Land Rover che hanno permesso al marchio inglese di eccellere in gare internazionali di fornitura particolarmente complesse e competitive.

 

 

 

 

 

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Mercoledì 17 luglio, in seconda serata, su Italia 1 andrà in onda “I nuovi gladiatori”, un documentario emozionale dedicato al calcio storico fiorentino. Lo speciale, firmato NewsMediaset, attraverso le testimonianze dei protagonisti racconterà tradizione e retroscena di quello che è un evento unico in tutto il mondo.

Da quasi 500 anni la città celebra la storia mettendo uno contro l’altro i quattro quartieri simbolo del capoluogo toscano: i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella, i Verdi di San Giovanni. Ogni anno si gioca nell’affascinante cornice di Piazza Santa Croce, il 24 giugno, giorno di San Giovanni, patrono della città.

Due semifinali e la finale: 27 calcianti per squadra che hanno 50 minuti di tempo per cercare di fare “caccia” (goal) nella rete avversaria. I giocatori sono liberi di passare la palla con le mani e di ricorrere a scontri e lotte per bloccare gli avversari, non sono previste sostituzioni e qualora un calciante si infortunasse la squadra si ridurrebbe di numero.

La sfida sportiva è solo l’apice di un percorso che comincia molto tempo prima. Un percorso fatto di attese, allenamenti estremi, senso di appartenenza e campanilismi: è questo che documentano Gabriella Simoni e Irene Tarantelli, due giornaliste fiorentine che sono tornate nella loro città, nei loro quartieri, tra la loro gente.

In coda al documentario sarà trasmessa l’intera partita finale tra i Rossi di Santa Maria Novella e i Bianchi di Santo Spirito.

“I nuovi gladiatori” è un programma di Carlo Gorla, Gabriella Simoni e Irene Tarantelli, con Sarah Scarpati.

 

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Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un decreto di confisca della Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del locale Tribunale – confermato dalla Corte di Appello capitolina e divenuto definitivo, da ultimo, a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione – avente ad oggetto fabbricati, terreni e un autoveicolo per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.

Destinatario del provvedimento è CASAMONICA Guido (classe 1975), appartenente all’omonima famiglia di etnia rom, già tratto in arresto nel 2010 a seguito della denuncia di un artigiano di origini iraniane titolare di un’azienda attiva nella lavorazione del marmo, aggredito per aver richiesto il compenso di lavori eseguiti presso la sua abitazione e per essersi rifiutato di consegnare 10 capitelli romani, non essendogli stato corrisposto il compenso dovuto.

Tra i cespiti in confisca spicca proprio la lussuosa villa ubicata nella zona Borghesiana, del valore di circa 700.000 euro, dove i capitelli dovevano essere collocati.
L’odierna operazione costituisce l’epilogo di meticolose indagini patrimoniali, eseguite dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, che hanno permesso di ricostruire il curriculum criminale del proposto, nonché di accertare come i cespiti nella sua diretta o indiretta titolarità non trovassero idonea giustificazione nei modesti redditi dichiarati.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di riscontrare come il CASAMONICA fosse dedito ad attività delinquenziali di varia natura, evidenziando una personalità violenta e prevaricatrice, i cui proventi sono stati “reimpiegati” nel tempo in investimenti immobiliari, anche mediante la costruzione di appartamenti in spregio alle norme in materia edilizia e di sicurezza.

L’accertata sproporzione tra le ricchezze possedute e la capacità reddituale, unitamente alla “pericolosità sociale” del protagonista della vicenda, hanno consentito di pervenire, dapprima, al sequestro dei predetti beni, eseguito nel 2016 e, poi, alla confisca di I grado nel 2017.

Sono stati definitivamente confiscati:

15 immobili e 10 terreni, ubicati a Roma e Marino;

1 autoveicolo.

L’operazione odierna assume un rilevante valore “sociale” in quanto si inquadra nella quotidiana azione della Guardia di Finanza volta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità, per restituirli alla collettività.

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Per fare il punto sul grado di digitalizzazione delle imprese trentine e analizzare come stiano affrontando il processo di informatizzazione, quali difficoltà riscontrino e quali siano le aree in cui intervenire, la Camera di Commercio di Trento ha promosso una ricerca i cui risultati sono stati presentati stamane da Daniele Marini, docente di sociologia dei processi economici presso l’Università degli studi di Padova e responsabile scientifico di Community Media Research, la società di Milano che si occupa dello sviluppo di strumenti e approcci d’analisi innovativi.

Nell’indagine è stato coinvolto un campione di oltre 800 imprese trentine, iscritte al Registro camerale che operano nei settori del commercio, del manifatturiero, del ricettivo, dei trasporti, delle attività professionali, scientifiche e tecniche, dell’informazione e della comunicazione.

“Tra gli imprenditori intervistati – ha spiegato il professor Marini – il 58,9% ritiene che la propria impresa sia abbastanza e molto tecnologica. Un terzo (34,5%) dichiara di avere aumentato i propri investimenti nel digitale in azienda nel 2018, mentre il 57,6% li ha lasciati invariati rispetto all’anno precedente. Solo il 7,9% afferma di averli diminuiti. Peraltro, va sottolineato come nella quasi totalità dei casi si tratti di risorse provenienti dalla azienda stessa, quindi da autofinanziamento”.

“A fronte di un novero significativo di imprese che ha intrapreso il sentiero della digitalizzazione – ha continuato Daniele Marini – fa da contrappeso la quantità di investimento economico destinato: oltre i due terzi (69,9%), infatti, ha allocato meno di 2mila euro nel corso del 2018. Dunque, si può a ragione sostenere che una buona parte del sistema produttivo trentino si sia di fatto incamminato sui processi di digitalizzazione, ma che, in virtù del livello degli investimenti, siamo ancora ai primi tratti del sentiero”.

Anche la dotazione tecnologica e gli applicativi digitali posseduti dalle imprese è stata oggetto di analisi. Sommando la strumentazione tecnologica alle soluzioni digitali possedute è stato possibile costruire un profilo degli imprenditori trentini. Lo 0,5% è definito “analogico” (quanti non possiedono alcuna attrezzatura di tal specie o soluzioni applicative); il 27,3% è “basic” (utilizzano strumentazione tecnologica, ma non applicativi digitali); il 66,2% è “follower” (impiegano sia strumentazioni che applicativi, seppure in misura contenuta) e il 6,0% è “digital” (adoperano più di altre una molteplicità di apparecchiature tecnologiche e di applicativi digitali).

“Dunque – ha sintetizzato il professor Marini – siamo in presenza di un quadro composito, colorato da tinte diverse. Se le imprese più attardate hanno bisogno di sostegni e percorsi su cui indirizzarsi per avviare processi di digitalizzazione; altre, invece, hanno necessità di iniziative e politiche facilitatrici per proseguire nelle loro performance economiche positive. Perché il sistema produttivo presenta velocità diverse e situazioni diversificate che vanno accompagnate con un’attenzione particolare, con interventi e soluzioni in classico stile artigianale: personalizzato sulle singole esperienze imprenditoriali”.

“La digitalizzazione – ha commentato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – è un argomento sicuramente importante, strategico e straordinariamente difficile da inquadrare all’interno di schemi definitivi. Ecco perché abbiamo ritenuto importante poter disporre di materiale analitico aggiornato che rappresenti con buona approssimazione qual è lo stato dell’arte nella nostra provincia. Lo scopo è quello di proseguire l’impegno cominciato due anni fa con il progetto di sistema ‘Impresa 4.0’ e sostenere nel modo più adeguato il processo evolutivo delle aziende correlato alla diffusione delle tecnologie digitali”.

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I Carabinieri della Stazione di Budoni hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria di Nuoro due giovani residenti in una popolosa frazione, ritenuti responsabili della morte di due meticci (a prevalenza di razza pastore tedesco).

A fare la macabra scoperta è stato il proprietario che si è recato presso un terreno di sua proprietà per accudire gli animali e trovandosi di fronte ad uno scenario a dir poco raccapricciante, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione.

Si tratta di un atto crudele e cattivo infatti, i due poveri cani, femmine, di appena un anno, sono state uccise tramite impiccagione alla recinzione del terreno nell’agro di Budoni con una corda di nylon.

I Carabinieri intervenuti hanno fatto intervenire immediatamente il personale veterinario della ASL di Olbia che hanno potuto solo constatarne la morte e stabilire che la causa era proprio l’asfissia.

I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per l’identificazione dei responsabili e per stabilirne il movente del vile gesto e nel giro di poche ore gli autori del macabro gesto sono stati identificati.

I due responsabili rispettivamente di 31 e 35 anni, ritenevano che uno dei due cani avesse azzannato un agnello di loro proprietà e quindi, per vendicarsi, hanno impiccati i poveri cani.

Rimane quindi molto alta l’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Nuoro nei confronti dei responsabili di reati in danno di animali.

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Professioni sanitarie e attività libero-professionale intramuraria. Una legge, un’opportunità.

Il 9 luglio, presso il Senato della Repubblica è stato presentato a Roma il Ddl sulla Libera Professione intramoenia che consentirà agli infermieri e alle altre professioni sanitarie di svolgere l’attività libero – professionale intramoenia in maniera analoga a quella dei medici. Questa legge nasce da un’iniziativa del Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, dott. Pierpaolo Sileri, che si è avvalso del contributo del sindacato Nursing up attraverso il suo presidente, Antonio De Palma, all’incontro hanno partecipato il dirigente nazionale esperto per le autonomie di Trento e Bolzano, Cesare Hoffer, la presidente della Fnopi Barbara Mangiacavalli e Rosaria Alvaro, professore ordinario Med 45 a Tor Vergata.

Questa legge darà la possibilità ai professionisti sanitari pubblici dipendenti di esercitare l’attività intramuraria, che si traduce nella possibilità da parte dell’utenza di beneficiare di un ampio alveo di prestazioni professionali erogate da professionisti competenti e certificati nella loro qualità di pubblici dipendenti.
Con l’introduzione dell’intramoenia per le professioni sanitarie si contribuirà a ridurre i ricoveri impropri che incidono negativamente sulla spesa del SSN, ma significa anche lotta all’abusivismo. Inoltre, gli utenti potranno scegliere liberamente i professionisti sanitari di fiducia ai quali rivolgersi. Un ulteriore effetto positivo è la possibilità di contribuire a ridurre le attuali liste d’attesa per il cittadino.

Pensiamo anche a tutta la recente evoluzione professionale e di competenze dei nostri professionisti, ormai formati da anni in università, titolari di master, specializzazioni, lauree magistrali, dottorati di ricerca, ora tutto questo enorme potenziale aspetta solo di essere messo in campo con strumenti legislativi e contrattuali innovativi.

Anche nelle nostre province autonome di Trento e Bolzano, la legge potrà avere dei risvolti particolarmente positivi, poiché, rendendo disponibili sul territorio un ulteriore quota oraria di attività da parte di professionisti sanitari già inseriti culturalmente nei nostri territori, incentiverebbe gli stessi a rimanere nelle nostre province, anziché migrare verso i Paesi limitrofi come Austria, Svizzera e Germania dove è maggiore il riconoscimento economico e professionale.

In questo contesto, e ferma l’intangibilità delle necessarie assunzioni ed integrazioni organiche di personale sanitario, è evidente che un potenziale cliente di questi professionisti potrebbe essere anche l’ente pubblico, nell’ambito della sua titolarità di gestore di servizi destinati alla collettività sociale ed anche in situazioni eccezionali di particolare bisogno, a condizione però che tale richiesta non sottenda ad una compensazione delle carenze strutturali del proprio personale sanitario. A evitare questo, dovranno essere adottati i doverosi e opportuni accorgimenti.

Lo staff Nursing up in Senato, da sx verso dx Enrico Boccone, Francesca Batani, Antonio De Palma(presidente N.up), Cesare Hoffer

Ora auspichiamo che il DDL intraprenda un celere cammino verso l’approvazione in legge.

Cesare Hoffer
Coordinatore Nursing up Trento

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Se nei primi decenni le stampanti 3D sono state impiegate soprattutto per la realizzazione di prototipi, ora vengono utilizzate sempre più nella produzione. La loro diffusione comporta trasformazioni profonde nell’economia e nella società e pone varie sfide, ad esempio alla formazione scolastica e professionale e alla protezione della proprietà intellettuale.

A raccontare vantaggi e rischi di questa tecnologia saranno dieci persone provenienti dal mondo dell’impresa e dell’università, di vari contesti internazionali, nell’incontro sulla filiera della manifattura additiva (“Additive Manufacturing. The process chain, from designers to end-users) che si terrà giovedì 18 luglio, dalle 10 alle 17.30, nei laboratori ProM Facility al Polo Meccatronica (Rovereto – Via Fortunato Zeni, 8).

La proposta è di tre professori del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento: Matteo Benedetti, Paolo Bosetti (responsabile scientifico di ProM Facility) e Massimo Pellizzari con i gruppi di progettazione meccanica e costruzione di macchine, metallurgia, misure meccaniche e termiche del Dipartimento.

«L’obiettivo del workshop – spiegano – è stimolare la discussione in ambito accademico e industriale circa temi e idee innovative rilevanti per l’intera filiera della manifattura additiva, partendo dal progettista per arrivare all’utilizzatore finale. Per questo motivo 10 relatori di prestigio internazionale, provenienti sia dal mondo dell’impresa sia da quello dell’università, divulgheranno i risultati delle loro attività in modo da sensibilizzare la collettività circa rischi e opportunità di questa tecnologia che viene impiegata soprattutto nel settore biomedico, aerospaziale e dell’automotive. L’iniziativa si rivolge a personale di scuola, imprese, università, centri di ricerca, legislatori, amministratori pubblici interessati all’impatto delle tecnologie additive sulla società del futuro» precisano.
I lavori si terranno in lingua inglese, ma ci sarà la possibilità di ricevere informazioni anche in italiano e di fare, nel corso della giornata, una visita guidata al ProM Facility.

I laboratori della ProM Facility (dove ProM sta per Prototipazione Meccatronica) sono frutto della collaborazione fra Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo, Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Confindustria Trento e offrono alle aziende della filiera meccatronica una piattaforma integrata per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, la verifica e la validazione di sistemi e processi produttivi.

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AIDAA invia un esposto alla procura della repubblica di Trento per chiedere di verificare se le procedure usate per la cattura e il successivo allontanamento dell’Orsa M49 dal centro di Casteller siano state regolari. L’esposto inviato questa mattina a firma del presidente AIDAA Lorenzo Croce chiede se:” a seguito della cattura e della successivo allontanamento personale dell’orso M49 di avviare indagini in merito alle procedure usate per la cattura e la successiva detenzione dell’orso presso il centro di Cateller in provincia di Trento, in particolare per verificare se le procedure messe in essere per la cattura, il trasporto e la detenzione presso tale centro abbiano messo a rischio l’incolumità fisica e la salute dell’orso.

Se siano poi state seguite le regolari procedure per quanto riguarda la gestione dell’orso in particolare per la scelta di togliere il radiocollare, e se al momento dell’allontanamento volontiario dell’orso dal centro, erano in essere le procedure di protezione previste dal protocollo congiunto. Se vi siano state da parte del personale impegnato in questa operazione delle negligenze, omissioni o degli errori volontari al fine di favorire “la fuga pilotata” dell’orsa in modo da poter dare l’ordine successivo di abbattimento del medesimo orso firmato dal presidente della provincia autonoma di Trento”.

allegato l’esposto INVIATO QUESTA MATTINA ALLA PROCURA DI TRENTO

 

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Cinema in cortile: “Cafarnao”. Giovedì 18 luglio alle 21.30 nel cortile delle scuole Crispi.

Terzo appuntamento di “Cinema in cortile”, la rassegna di film all’aperto organizzata da Comune di Trento, Trentino Film Commission e Opera universitaria. Giovedì 18 luglio è in cartellone la pellicola “Cafarnao”, regia di Philippe Godeau. Il prezzo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto per ragazzi fino a 15 anni). La proiezione è in programma alle 21.30 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; la vendita dei biglietti inizia alle 20.30.

Sinossi:
Zain, un ragazzino coraggioso appartenente a una famiglia numerosa, viene condotto in stato di detenzione in un tribunale di Beirut. Ha commesso un grave reato, ma ora è lui a chiamare in giudizio qualcuno: i suoi genitori. L’accusa? Averlo messo al mondo. Il film ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2018 e ha ricevuto la candidatura agli Oscar e ai Golden Globe 2019 nella categoria Miglior film straniero.

Info:
Ingresso: intero 5€, ridotto 3€
Cortile scuole Crispi – Bonporti, via S. Giovanni Bosco, Trento ore 21.30 fino a esaurimento posti.
La vendita dei biglietti inizia un’ora prima della proiezione; in caso di pioggia la proiezione è sospesa.

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