Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Caro presidente presidente Maurizio Fugatti… delle sciocchezze pazzesche dell’ex presidente Pat, Ugo Rossi ,e dell’ex assessore al Turismo e agricoltura, Michele Dallapiccola, ti dico: «non ti curar di loro ma tira innanz…”.

I trentini li hanno sonoramente mandati a casa il 21 ottobre 2018… Siamo nel giusto. Più ci attaccano e più i trentini ci apprezzano.

Avanti Fugatti e la tua Giunta Pat… Siamo nel giusto…

Bacioni

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Lega

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nell’ultimo anno in Trentino ci sono stati 222 attacchi da parte di orsi e lupi a coltivazioni, alveari, greggi e mandrie che hanno colpito pecore, vitelli, mucche e asini, anche all’interno delle aziende vicino agli alloggi degli agricoltori o nei pressi dei centri abitati. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al pronunciamento della Corte Costituzionale in camera di consiglio a seguito dei due ricorsi del Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti delle Province autonome di Trento e Bolzano e relativi alle leggi sulla cattura e sull’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi. La situazione è fuori controllo e – sottolinea Coldiretti – la resistenza di chi lavora e vive sul territorio è ormai al limite considerato che in Trentino ci sono quasi 70 orsi fra cui il pericoloso M49 che negli ultimi quattro mesi del 2019 è stato protagonista di 16 tentativi di intrusione in zone abitate e 13 uccisioni di animali da allevamento. Ma in circolazione – avverte la Coldiretti – ci sono poi 7 branchi di lupi o ibridi che mettono a rischio anche l’integrità genetica della specie.

“Il problema dei grandi carnivori sta diventando insostenibile ed è necessario trovare una soluzione in tempi rapidi – spiega Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti in Trentino – una questione delicata che deve tenere in debita considerazione numerosi fattori a partire dalla sicurezza degli agricoltori costretti ad abbandonare i territori montani con la perdita della tradizionale attività di alpeggio nelle numerose malghe con costi economici, ambientali e sociali incalcolabili”.

Agli animali uccisi si aggiungono – precisa la Coldiretti – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti. Negli ultimi anni si è reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo. La resistenza degli agricoltori è al limite – spiega la Coldiretti – è urgente trovare nuove modalità di azione all’interno dei piani di governo della fauna selvatica che permettano di organizzare in maniera più efficace un sistema di gestione di questi animali predatori, che non sono più specie in via di estinzione.

Sono necessarie misure di contenimento – evidenzia Coldiretti – per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per tutelare la biodiversità con il recupero delle storiche razze italiane. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che – sottolinea Coldiretti – con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio, contro degrado, frane e alluvioni che minacciano anche le città. La Coldiretti ha chiesto che il problema dei predatori sia affrontato ai massimi livelli in un vertice con il Ministero dell’Ambiente e con il Presidente della Regione per stabilire le misure da adottare a tutela delle comunità montane.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Studi post-diploma, il sostegno alle famiglie con il Contributo provinciale. C’è tempo fino al 31 agosto per costituire il risparmio.

Sostenere economicamente gli studenti trentini che affronteranno un percorso di studi post diploma, con un contributo provinciale proporzionale a quanto accantoneranno le famiglie di ciascuno studente durante la scuola superiore. Questo, in sintesi, l’obiettivo della misura che fissa al 31 agosto la scadenza per effettuare il versamento annuale per gli studenti del secondo ciclo di studi. Un’iniziativa di aiuto alle famiglie, che potranno così dare vita a un piano di risparmio al quale concorrerà la Provincia al momento dell’iscrizione all’università, con una somma in denaro tale da aumentare in maniera importante il capitale accumulato per le spese universitarie. Si continua così ad investire nelle risorse umane, nella convinzione che una maggiore preparazione sia per i giovani un elemento determinante nella ricerca di lavoro.

Il contributo per gli studi post diploma è una misura voluta dalla Provincia autonoma di Trento per aiutare le famiglie trentine a sostenere le spese per gli studi dei propri figli.

La misura prevede, a fronte di un piano di risparmio effettuato dalla famiglia, l’erogazione di una somma di denaro al momento dell’iscrizione ai percorsi di studi post-diploma, universitari e di alta formazione proporzionale a quanto accantonato.

Accedere al contributo è facile, sarà sufficiente:

– aprire un libretto di risparmio o un conto corrente o un piano di accumulo di capitale (PAC) o polizze assicurative;

– versare per ogni anno scolastico, entro il 31 agosto, una somma di denaro per un periodo da 3 a 5 anni precedenti all’iscrizione a percorsi di studio post diploma;

– accumulare una somma complessiva compresa tra 3.000 e 6.000 euro;

– avere un indicatore ISEE famigliare compreso tra 23.001 e 32.000 euro.

Si tratta di una misura importante se si pensa che, se una famiglia risparmia una cifra tra i 3.000 e i 6.000 euro negli anni delle scuole superiori, quando lo studente si iscriverà a un corso post-diploma, sia in Trentino che fuori provincia o all’estero, potrà ricevere un aiuto pubblico provinciale fino al doppio di quanto risparmiato.

La domanda dovrà essere presentata agli Uffici provinciali nell’anno di iscrizione ai percorsi post diploma, completa della documentazione che attesta l’avvenuto accumulo e dell’indicatore ISEE della famiglia. Ogni anno viene pubblicato un bando con le modalità e le scadenze per inoltrare la richiesta.

I versamenti per costituire il risparmio dovranno essere effettuati entro il 31 agosto.

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Trento: il Presidente Fugatti la smetta con la storiella dell’orso pericoloso, è normale che un orso cerchi di scappare se rinchiuso in un recinto. La LAV: “Ora diamogli un nome e lasciamolo vivere in pace!”

Non convince nessuno il paradigma espresso ieri dal Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti che in tutte le interviste alla stampa ha dichiarato “ha scavalcato il recinto e quindi è pericoloso”.

“Piuttosto chiediamo invece alla magistratura di aprire un’indagine e dirci cosa sia realmente successo”, dichiara Simone Stefani della LAV Trentino, “se qualcuno si sia dimenticato di pigiare il bottoncino dell’elettricità o se il Casteller, struttura che più volte abbiamo chiesto di poter visitare anche con degli esperti, non sia idonea ad accogliere orsi fino al giorno prima liberi in natura. La Provincia ha perso troppo tempo ad inventarsi la storiella dell’orso pericoloso, in cerca di consenso elettorale, trascurando aspetti importanti del Pacobace come l’informazione, la diffusione delle opere di prevenzione tra gli allevatori e, aggiungiamo ora, la formazione del proprio personale”

M49 ha fatto ciò che avrebbe fatto qualsiasi animale ritrovatosi dall’oggi al domani rinchiuso in gabbia, ha provato a scappare e ci è riuscito. Ora lasciamolo in pace, affinchè ritorni a vivere libero nei suoi boschi. Potrà scegliere di fare l’orso in dispersione ad est, oppure cercare di ritornare ad ovest, ma essendo un orso poco confidente ed elusivo lo farà tenendo le distanze dall’uomo. Inseguirlo e braccarlo continuamente non serve a nulla e potrebbe anzi essere controproducente spingendolo  nella direzione sbagliata.

Nel frattempo ieri l’orso M49 si è guadagnato e goduto un’altra serata al chiaro di luna. Un orso con un obiettivo può arrivare a percorrere anche

cento chilometri al giorno e lui il suo obiettivo ce l’ha: la libertà!

La LAV Trentino crede che M49 si meriti un nome che non sia una sigla e per questo sulla sua pagina facebook ha lanciato un sondaggio tra i cittadini per la scelta del nome. Tra le proposte “Libero”, per il suo innato desiderio di libertà, “Martino” da Marte, in quanto combattente che non si arrende alla volontà di qualcuno di rinchiuderlo e “Sergio”, visto che il Ministro dell’Ambiente Costa non ha mai perso la scientificità e la ragione definendo la cattura un’inutile forzatura.

https://www.facebook.com/LavTrentino/?epa=SEARCH_BOX

 

 

 

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Dopo il successo televisivo di Signori si nasce… e noi? e La Famiglia Colombo, su Retequattro torna lo storico gruppo teatrale de «I Legnanesi»: questa settimana con la pièce 70 voglia di ridere… c’è!, in onda mercoledì 17 luglio, alle ore 21.25.

Ritmo, battute esilaranti, situazioni grottesche e imprevedibili: ancora una volta «I Legnanesi» emozionano facendo pensare ai tempi che furono e riflettere su quelli di oggi.

In 70 voglia di ridere… c’è!, nel cortile de «I Legnanesi» si assiste al cambio di stile di vita dei tre protagonisti, per i quali una misteriosa veggente prevede con precisione un’improvvisa ricchezza. Il cortile lascia spazio ad un lussuoso appartamento nel quartiere più cool di Milano. La Teresa entra nel mondo dello star system. La Mabilia corona il sogno di una vita, essere ricca e viziata. Il Giovanni continua ad essere bistrattato dalle due donne di casa.

Da 70 anni esempio più celebre di teatro en travestì in Italia, «I Legnanesi» appassionano il pubblico con una comicità unica nel suo genere, frutto di una cultura popolare che racconta storie e debolezze della nostra società. Tradizione e attualità espresse in italian-dialetto, mix di italiano e lombardo, costituiscono una delle cifre più caratteristiche della Compagnia. Protagonisti assoluti Antonio Provasio (La Teresa), Enrico Dalceri (La Mabilia) e Luigi Campisi (Il Giovanni), collaudatissimo trio che porta in scena le maschere create nel 1949 da Felice Musazzi.

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Gestione coordinata Lago di Garda: bene il ravvedimento di Tonina, alle parole devono però seguire i fatti.

Si dice che il tempo sia galantuomo e, almeno a giudicare dalle parole del vicepresidente Tonina riguardo alla necessità di stabilire un protocollo d’intesa e un Contratto di lago fra tutte le comunità che convivono sul lago di Garda, sembra proprio che sia così.

Tre mesi fa, tramite un question time in Consiglio provinciale (409/XVI), il sottoscritto aveva sollecitato il presidente Fugatti proprio perché desse attuazione alla legge regionale che impone la costituzione di un comitato permanente per concertare le attività sul lago di Garda, gestendolo e salvaguardandolo nella sua interezza. Ad aprile la risposta di Fugatti era stata lapidaria. In sostanza mi sentii rispondere che concertare la gestione tramite il comitato permanente d’intesa non serviva (resoconto verbale della risposta all’interrogazione orale). Successivamente al question time si era fatta sentire anche la società civile, organizzando una serata a tema, apparentemente senza riscontri.

Fa dunque estremo piacere che a distanza di pochi mesi il vicepresidente Tonina torni sulla questione e in pratica ribalti di 180 gradi la posizione precedentemente esplicitata da Fugatti. A quanto è dato capire infatti, gli impegni che Tonina si è assunto nell’incontro di qualche giorno fa con i rappresentanti dei territori rivieraschi, vanno proprio nella direzione del maggior coordinamento e collaborazione fra i territori nell’ottica della tutela e della valorizzazione del lago inteso come unicum, cioè quanto da me auspicato. Pazienza se la formulazione scelta non è identica a quella che avevo suggerito io, la sostanza è la medesima e di questo non posso oggettivamente che dirmi soddisfatto. Se alle parole seguiranno i fatti, la questione della preservazione ambientale del Garda potrà essere messa al centro delle politiche pubbliche locali e interregionali, un drastico cambio di rotta rispetto a quanto andato in scena negli ultimi lustri, laddove essa è sempre stata messa in secondo piano rispetto agli interessi speculativi che hanno assediato, cementificandole, la naturalità delle acque del lago e delle terre circostanti.

A volte pare che l’azione politica non conduca ad alcun risultato immediato ma poi, alla lunga, il lavoro paga. L’auspicio è ora che l’impegno annunciato dall’assessore competente trovi rapida attuazione concretizzando quelle politiche a salvaguardia del territorio che da troppo tempo sono in attesa di vedere la luce.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

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Lauree professionali saitarie: Le iscrizioni alla prova di ammissione si effettuano online dal 17 luglio al 21 agosto. Il test di ammissione, unico per tutti i corsi di laurea, si svolgerà l’11 settembre.

Domani, 17 luglio, aprono le iscrizioni ai corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie della Scuola di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Verona per l’anno accademico 2019/2020. Nelle sedi del Polo universitario delle professioni sanitarie di Trento e Rovereto sono attivati, per il prossimo anno accademico, cinque corsi per un totale di 222 posti disponibili.

Per la laurea in infermieristica sono disponibili 140 posti, per quella in fisioterapia 25, per il corso di laurea in tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro 20, per quello in tecnica della riabilitazione psichiatrica 17 e per il corso di laurea in igiene dentale 20.

Le informazioni sulla modalità di presentazione della domanda online sono reperibili nel sito dell’Università di Verona all’indirizzo https://www.univr.it/it/iscrizioni nella sezione Area medicina e chirurgia (in fondo alla pagina) «bando e allegati». Il test di ammissione, unico per tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie, si terrà mercoledì 11 settembre. Sul sito https://www.apss.tn.it/polo-universitario > «documenti» sono disponibili informazioni sui corsi e le risposte alle domande più frequenti relative all’iscrizione, immatricolazione, modalità di frequenza ai corsi e agevolazioni per gli studenti.
La formazione universitaria delle professioni sanitarie è realizzata all’interno di un protocollo di intesa che vede coinvolti la Provincia autonoma di Trento, la Scuola di medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Verona e l’Università degli studi di Trento.

La collocazione ideale dei laureati delle professioni sanitarie è all’interno di ospedali, cure domiciliari, ambulatori pubblici e privati, strutture e centri per la riabilitazione e enti o aziende che si occupano di promozione e tutela della salute pubblica negli ambienti di vita, lavoro e prevenzione ambientale. I corsi offrono, inoltre, possibilità di sviluppo professionale post-lauream: laurea magistrale, master universitari e dottorato di ricerca e attività occupazionali nella dirigenza, nell’insegnamento universitario, nella formazione continua e nella ricerca.

In base agli ultimi dati Alma Laurea e Istat, tra le lauree triennali a un anno dalla laurea i migliori esiti occupazionali si riscontrano per i corsi afferenti alle classi delle professioni sanitarie con una percentuale che arriva al 98,9% di occupati. In particolare per i laureati del Polo universitario delle professioni sanitarie i dati raccolti evidenziano ottime prospettive lavorative: il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea in igiene dentale è del 100%, in infermieristica è del 98,8%, in fisioterapia del 95,9%, in tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro dell’87,5% e, infine, per Tecnica della riabilitazione psichiatrica del 78,3%.
Il corso di laurea in assistenza sanitaria che si svolge all’Università degli studi di Padova, Polo didattico di Conegliano (TV) prevede, per gli studenti trentini, la possibilità di svolgere i tirocini formativi nelle strutture dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Tale possibilità esiste anche per gli studenti trentini iscritti all’Ateneo di Verona ai corsi di laurea in ostetricia e in tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia.

Come ogni anno il Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza della Provincia autonoma di Trento organizza un seminario di preparazione al test di ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, anno accademico 2019/2020, rivolto prioritariamente agli studenti trentini iscritti ai corsi di laurea dell’Università di Verona, attivati al Polo universitario delle professioni sanitarie di Trento e a quelli iscritti al corso di laurea in assistenza sanitaria della Scuola di medicina e chirurgia dell’Università di Padova. Il seminario è gratuito e si svolgerà nei giorni 4, 5 e 6 settembre, per un totale di 16 ore, nell’aula rossa del Dipartimento di economia e management dell’Università di Trento. Iscrizioni online, da domani 17 luglio al 25 agosto fino ad esaurimento dei posti disponibili, in www.trentinosalute.net.

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Visione 2019-2028: la Fondazione Mach in campo per il futuro del Trentino. Presentato oggi a San Michele il lavoro di oltre 300 esperti divisi su 13 tavoli, presenti gli assessori Zanotelli e Spinelli.

La Fondazione Edmund Mach ha presentato oggi il suo documento di Visione 2019-2028, una dettagliata analisi tecnico-scientifica del contesto agroalimentare e ambientale, delle attuali criticità e delle possibili soluzioni per garantire lo sviluppo sostenibile del territorio Trentino. Tre i punti chiave sui quali si giocherà il futuro: la resilienza ai cambiamenti climatici e globali, il mantenimento della competitività in ambiente montano e la formazione di eccellenza a tutti i livelli. Dopo oltre un anno di lavoro, più di 300 esperti della FEM hanno individuato 109 soluzioni da realizzare nel breve e medio periodo.

Il documento di sintesi è stato presentato in conferenza stampa, nella sala specchi dell’ex monastero agostiniano di San Michele dal presidente FEM, Andrea Segrè, alla presenza dell’assessore provinciale alla agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli e dell’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli.

Il documento è il risultato di un percorso iniziato nell’estate del 2018 – ideato dalla Presidenza, coordinato da una Segreteria scientifica – e realizzato grazie al contributo del personale dell’Ente e dei suoi Organi di governo. Il presidente FEM, Andrea Segrè, ha evidenziato che “si tratta del primo studio accurato eseguito in Italia per l’area alpina che potrà essere utilizzato per orientare la ricerca, la formazione e la consulenza in agricoltura di FEM al fine di sostenere il benessere, la salute e l’economia del Trentino per le generazioni future”. Al documento di sintesi scaricabile sul sito www.fmach.it si affiancherà un testo integrale che verrà presentato in autunno in occasione delle celebrazioni dei 145 anni della FEM.

Come sottolineato dall’assessore Achille Spinelli: “Fem rappresenta una delle eccellenze italiane e internazionali: qui vi è una forte sinergia fra i vari centri, come anche fra gli enti e i soggetti della nostra provincia”. In futuro, come previsto anche nel programma di governo, andranno sviluppati “processi di crescita e percorsi trasversali che consentano di inserire il Trentino in nuove filiere di rapporti internazionali, oltre che elevare sempre più gli standard delle attività di ricerca”.

È stato dunque evidenziato come il Trentino sia una provincia “dell’arco alpino”: “L’obiettivo è quello di contrastare lo spopolamento delle nostre montagne, ma ci possiamo riuscire solo con un forte lavoro di squadra”, sono state le parole dell’assessore Giulia Zanotelli. Per rafforzare il comparto agricolo di montagna bisogna quindi lavorare su alcuni temi precisi: “Innanzi tutto i giovani – ha proseguito Zanotelli – per i quali è necessario garantire una formazione adeguata volta alle nuove sfide del mercato. Vediamo infatti che c’è sempre più attenzione da parte delle giovani generazioni ad investire nel comparto agricolo mettendosi in gioco, portando avanti la tradizione congiuntamente all’innovazione aziendale. La Provincia ha quindi il compito – ha aggiunto l’assessore provinciale – non solo di tracciare insieme al mondo agricolo il percorso per l’agricoltura trentina del domani, all’insegna della qualità e dell’identità territoriale, ma anche di apportare miglioramenti a normative ormai datate che non rispondono più alle odierne esigenze. Vanno inoltre incrementate le politiche volte alla valorizzazione della qualità delle produzioni agro-alimentari trentine, puntando alla creazione di un crescente rapporto identitario territoriale e interagendo con la filiera del comparto turistico”, ha concluso l’assessore Zanotelli.

Un percorso durato oltre un anno, attuato da 300 esperti divisi in 13 gruppi di lavoro.
Per poter generare un’efficace strategia di lavoro è necessario conoscere approfonditamente il contesto socio-economico e ambientale attuale e i possibili trend e scenari futuri. Per questo motivo lo scorso anno FEM ha avviato un lavoro approfondito di analisi del contesto trentino che ha portato all’individuazione delle debolezze e criticità e delle possibili soluzioni. Il documento presentato oggi è frutto di un percorso articolato a cui hanno lavorato più di 300 esperti di FEM divisi in 13 gruppi di lavoro su specifici ambiti tematici in riferimento ai comparti agricoltura, alimenti e ambiente.

Il risultato: 109 soluzioni per affrontare il futuro e tre punti chiave.
Ne è emerso un quadro articolato in 109 soluzioni che mirano a rendere il sistema territoriale sempre più resiliente e pronto ad affrontare le sfide future, anche quelle non ancora emerse. Il lavoro è stato contestualizzato rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al 2030 elaborati dall’ONU.

1. La prima indicazione chiave che emerge è che il Trentino dovrà rispondere in modo adeguato al cambiamento climatico e globale e alla necessità di produzione e uso sostenibile delle risorse. Le strade devono essere trovate nell’avanzamento della conoscenza e dell’innovazione, sia nei processi che nei prodotti, con soluzioni che vanno dagli approcci biologici, fisici e biotecnologici, all’utilizzo delle dell’ICT e dell’automazione. Se il Trentino potrà competere sui mercati globali sarà solo grazie al contenuto tecnologico e alla qualità dei prodotti, e non sulla riduzione dei costi di produzione. Lamontagna è per sua natura un territorio fragile e per questo maggiormente vulnerabile a eventi estremi o alla minaccia posta dalle specie aliene invasive. Per contrastare l’effetto dei cambiamenti globali si dovrà lavorare su più livelli: la valutazione del rischio basato su proiezioni affidabili; l’individuazione di soluzioni rapide e tempestive per ridurre al massimo gli impatti degli eventi estremi nel breve periodo; la gestione del territorio in modo da renderlo resiliente ai cambiamenti, che comprende anche la gestione oculata dell’ambiente naturale, ivi compresi acque, suolo, foreste, e la protezione della biodiversità e degli equilibri biologici.

2. La montagna è anche un territorio difficile, dove il costo del lavoro è elevato e la produttività agricola minore rispetto alle zone di pianura. Queste difficoltà possono contribuire al progressivo spopolamento delle zone alpine. Le soluzioni vanno cercate: nell’aumentare il livello qualitativo, non solo organolettico, ma anche nutrizionale, delle produzioni; nel ridurre gli impatti negativi di alcune pratiche agricole, con l’introduzione di biopesticidi e varietà resistenti ai parassiti; nell’individuare colture e attività integrative; ma soprattutto nel valorizzare il binomio agricoltura e turismo attraverso una maggior attenzione al paesaggio rurale e alle tipicità del territorio.

3. Il contrasto allo spopolamento passa anche attraverso la formazione dei giovani, con dei percorsi educativi che non si fermino esclusivamente alle pur fondamentali competenze tecnico-agronomiche e della trasformazione agroalimentare, ma che integrino anche le conoscenze socio-economiche, culturali, linguistiche nonché paesaggistiche. Alla FEM è presente l’intera filiera formativa: l’istruzione e la formazione (rientranti nel secondo ciclo del sistema nazionale), l’alta formazione professionale, la formazione a carattere universitario e post-universitario, l’educazione e la formazione permanente nelle materie agrarie, veterinarie, forestali e ambientali. L’integrazione dell’istruzione e formazione con la ricerca e il trasferimento tecnologico consente un costante arricchimento reciproco, che, rendendo FEM un ecosistema unico nel panorama nazionale, genera un fondamentale vantaggio competitivo da valorizzare ulteriormente.

 

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Come ogni anno il Movimento Turismo del Vino Trentino – Alto Adige, in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, e con l’APT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, dà appuntamento ai più romantici enogastronauti per Calici di Stelle, storica manifestazione che propone, in tutta Italia, esclusive degustazioni durante le serate stellate di agosto.

E per la terza edizione partecipa anche la “perla” delle Dolomiti Madonna di Campiglio, dando appuntamento, sabato 10 agosto, presso il Rifugio Patascoss. Il programma della serata prende il via alle 18.00 con una degustazione sulla terrazza del rifugio, grazie alla quale si potrà intraprendere un viaggio di gusto lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, degustando i vini più rappresentativi, come il Müller Thurgau della Valle di Cembra, il Teroldego Rotaliano della Piana Rotaliana, senza dimenticare le bollicine di montagna Trentodoc, espressione di tutto il territorio. E, a coronare la degustazione che prevede anche altre eccellenze enologiche provinciali, la preziosa grappa del Trentino.

Per chi vorrà fermarsi a cena, previa prenotazione, alle ore 19.30 verrà servito un menù a base di piatti trentini, in abbinata ai vini delle cantine presenti, mentre dalle ore 21.00 prenderà il via il momento più atteso ovvero l’osservazione delle stelle in compagnia di esperti di Astronomitaly che, attraverso l’uso di appositi telescopi, accompagneranno gli ospiti in un vero e proprio viaggio nel cosmo sopra il cielo di Campiglio. E, per celebrare al meglio il momento contemplativo, la possibilità di degustare grappe, acqueviti e liquori delle distillerie presenti.

16 le aziende presenti all’iniziativa, tra cantine e distillerie: Bellaveder, Borgo dei Posseri, Cantina Endrizzi, Cantine Ferrari, Cantina La Vis, Cantine Mezzacorona – Rotari, Cantina Roverè della Luna Aichholz, Cantina Sociale Trento, Corveè, Distilleria Bertagnolli, Distilleria Marzadro, Gaierhof, Madonna delle Vittorie, Mas dei Chini, Maso Grener e Maso Poli.

L’evento rientra nel calendario nazionale di Calici di Stelle, manifestazione voluta da Movimento Turismo del Vino Italia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino.

 

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Da M49 allo 0,25%: dal presidente Fugatti all’assessore tecnico la scelta politica di usare argomenti antiscientifici e non tecnici.

Le parole dell’assessore tecnico alla cooperazione internazionale Achille Spinelli, stamattina in quinta commissione legislativa, su un uso “probabilmente distorto” (non provato né documentato) delle risorse pubbliche nei progetti di sviluppo nei Paesi poveri confermano l’inquietante tendenza antiscientifica e antitecnica della giunta provinciale di Trento.

Dopo le scelte non tecnicamente motivate né scientificamente supportate su lupi, welfare, educazione di genere, punti nascita, vaccini, Valdastico, ecco l’incredibile affermazione di ieri di Fugatti, che invece di ammettere – nel caso di M49 – un fallimento organizzativo e tecnologico del sistema di cattura e custodia, ha affermato testualmente: “Quanto accaduto non era previsto dalla scienza, un’altra volta la scienza è stata sconfessata!”. Quale scienza? La zoologia? L’etologia? L’ingegneria? La scienza delle costruzioni?

Un bel messaggio qualunquistico, demagogico e antiscientifico per tutti gli studenti, i docenti e i ricercatori trentini.

E stamattina, in quinta commissione, l’assessore tecnico – attribuendo il taglio dello 0,25% (finora garantito alla cooperazione internazionale) al non ottimale uso delle risorse pubbliche nel recente passato – ha pronunciato questa raffica di affermazioni non tecniche: “dispersione in termini di risorse umane e finanziarie assai significativa”, “scarsa progettualità media”, “non tutto era qualità, ritengo, non posso dirlo con certezza ma abbiamo fondati sospetti…”, “ci sono state sicuramente sacche di inefficienza, di distorsione dei soldi pubblici, anche se non è dimostrato”, “parlerei di uso probabilmente distorto della risorsa pubblica anche se non abbiamo specifici elementi di tipo penale da denunciare”.

Dunque, una bella fila di “certezze-non certezze” piuttosto contraddittorie. E alla mia domanda “quest’analisi è stata unicamente svolta da lei e dagli uffici, senza una valutazione indipendente?”, la risposta di Spinelli è stata: “Non abbiamo utilizzato verificatori esterni, abbiamo conoscenza di alcune situazioni, ma non ho definito né come né quando”.

C’è qualcosa che non funziona, nel “metodo” della giunta Fugatti.

 

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PAOLO GHEZZI
capogruppo provinciale di FUTURA
Trento, 16 luglio 2019

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