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Rafforzata l’attività di contrasto ai roghi dei rifiuti nella Terra dei fuochi: satelliti, aerei, droni e analisti dell’Aeronautica militare si aggiungono agli assetti e alle capacità operative già fornite dall’Esercito grazie all’accordo di collaborazione firmato giovedì scorso a Palazzo Chigi tra Fabrizio Curcio, presidente dell’Unità di coordinamento del “Piano di azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti”, e il generale Alberto Rosso, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica.

Obiettivo dell’intesa estendere la sperimentazione di monitoraggio ambientale anche agli Assetti a pilotaggio remoto e allargare la platea dei beneficiari a tutti i firmatari del “Piano di azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti”, avviato con il protocollo d’intesa firmato a Caserta lo scorso 19 novembre tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i rappresentanti di sette ministeri (Ambiente, Interni, Sviluppo economico, Difesa, Salute, Giustizia, Sud) e la Regione Campania.

A suggellare l’accordo erano presenti il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, che ha dichiarato: “La decisione è il risultato degli esiti positivi delle attività sperimentali di monitoraggio ambientale svolte durante il mese di maggio e va a concretizzare un’ulteriore e specifica forma di cooperazione tra Difesa e Ambiente nella prevenzione e nel contrasto agli illeciti ambientali”.

Esprime il suo apprezzamento il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “L’accordo è un segnale importante dell’attenzione dello Stato verso la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’azione sinergica ci permette di agire con maggiore efficacia e può assurgere a modello di presidio territoriale del Paese Italia. Il nostro obiettivo è arrivare a roghi zero”.

L’accordo non comporta costi aggiuntivi, poiché le spese rientrano nei costi interni del ministero della Difesa. Per quanto riguarda le ore effettuate dal personale, rientrano in quelle già pianificate per le fasi di addestramento.

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Federica Pellegrini, Ronaldo, Jonathan Bachini, Lance Armstrong e Davide Astori. Retequattro è sempre più accesa: lo dimostrano gli ottimi ascolti e le tante trasmissioni in onda. E martedì 16 luglio, in prima serata, debutta un nuovo programma: “Quelli della Luna”, quattro appuntamenti ispirati al 50° anniversario del primo uomo sulla Luna, contraddistinti da un narratore d’eccezione, Giampiero Mughini.

Il giornalista, scrittore e opinionista – alla prima esperienza assoluta in conduzione – accompagnerà gli spettatori nel racconto di fuoriclasse dello sport e di figure meno conosciute, ma spesso protagoniste di storie più interessanti di quelle dei grandi campioni.

Saranno dedicate alla Luna anche le quattro categorie con le quali verrà declinata ogni puntata di “Quelli della Luna”: ci sono i Lunari, autori di imprese extraterrestri; i Lunatici, che hanno alternato successi a insuccessi; le Lune Piene, sempre al top nello sport e nella vita; le Lune Nere, che sono caratterizzate dall’essersi rovinate la carriera d’improvviso.

Lo stile inconfondibile di Mughini, fatto di battute pungenti e mimica vivace, tratteggerà il manipolo di atleti al centro della serata d’esordio: Valentino Rossi, Francesco Totti, Tiger Woods, Paolo Rossi, Federica Pellegrini, Ronaldo, Jonathan Bachini, Lance Armstrong e Davide Astori. A ognuno sarà dedicato un ritratto dal forte impatto emotivo, arricchito da interviste esclusive, documenti inediti e contributi di importanti firme del giornalismo.

Che Dio ci aiuti. St 5 Ep 4 2019 Ultima occasione. Suor Angela scopre che Gabriele nasconde qualcosa che potrebbe mettere in pericolo la vita di Valentina. Nel frattempo, Nico porta avanti la sua relazione clandestina con Maria, ma Ginevra disapprova il loro rapporto “aperto”.

 

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La Stazione Carabinieri di Arco, dipendente dalla Compagnia di Riva del Garda, nell’attuazione di un mirato servizio per il controllo straordinario del territorio attuato dalle 15 alle 24 del sabato unitamente ad un’unità dei Carabinieri cinofili di Laives (BZ) ed una della Polizia Locale dell’Alto Garda e Ledro hanno segnalato al Commissariato del Governo di Trento 16 giovani – quasi tutti provenienti da fuori Provincia (3 trentini di cui 1 di Riva del Garda) – per detenzione di stupefacenti per uso personale.

L’Arma arcense, con la preziosa collaborazione della Polizia Locale, come già attuato lo scorso anno ha organizzato un servizio di controllo specifico (antidroga e alcoltest) nei confronti dei partecipanti all’8° Mandrea Music Festival giudicato uno degli eventi imperdibili per il The Guardian.
Quindi sabato pomeriggio è stato istituito un posto di blocco nella frazione di Padaro al fine di effettuare mirati controlli di Polizia al fine di garantire la sicurezza stradale degli utenti. Sono state controllate 42 autovetture, 53 persone, eseguite 36 perquisizioni personali/veicolari di cui 16 con esito positivo rinvenendo sostanze stupefacenti del tipo Marijuana e Hashish (complessivamente 72 grammi) e materiali connessi al loro consumo procedendo al sequestro amministrativo nei confronti di 15 giovani (3 ragazze) tutti residenti in Veneto, Alto Adige, Austria e 3 trentini (di cui 1 rivano).

4 ragazzi custodivano la sostanza in confezioni della cd Cannabis Light con CBD (Marijuana legale con principio attivo THC < a 0,6) ma le confezioni erano aperte e l’odore particolarmente forte e la resina presente sulle infiorescenze hanno fatto sorgere dubbi che si trattasse di tutt’altro seppur celato in una busta apparentemente legale (modo orami consueto dei consumatori di celare la cannabis convenzionale con quella legale anche se la Suprema Corte pochi giorni fa ha vietato la vendita di infiorescenze appartenenti alla cannabis light con principio attivo di CBD e THC inferiore allo 0,6%).

Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto ad un ragazzo roveretano 1 coltello a serramanico con lama lunga 6 cm, procedendo al sequestro poiché il porto non era giustificato anche se il giovane ha riferito ai militari di voler andare a funghi, ma al polso aveva il braccialetto arancione monouso del festival quindi veniva deferito in stato di libertà alla Procura di Rovereto per violazione art.4 della legge 110/1975 per porto abusivo di armi evidenziando la pericolosità del gesto in un contesto di assembramento di persone (500 partecipanti).

Nel corso del servizio sono state impiegati 7 Carabinieri e 4 agenti della Polizia Locale con la Stazione Mobile per la redazione degli atti di Polizia Giudiziaria. Nel contempo sono stati utilizzati gli alcoltest controllando 20 conducenti e non riscontrando violazioni.
Ora le sostanze stupefacenti saranno inviate al LASS (laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) di Laives per le analisi e constatarne il principio attivo.

 

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“La fuga di M49 dalla struttura del Casteller non deve diventare giustificazione per una azione cruenta ai danni dell’animale. L’incapacità di gestire l’orso è semmai una responsabilità della Provincia di Trento, sin qui fallimentare nel garantirne la convivenza con le popolazioni, nonché la detenzione nella struttura dove pure l’animale era stato portato, con tanto di rimozione del radiocollare unico sistema di localizzazione e identificazione certa dell’animale. Questa incapacità è diventata come da copione una sentenza di condanna a morte”.

Così la LAV commenta la notizia diffusa questa mattina della fuga di M49 dalla prigione del Casteller dove era stato portato ieri e del conseguente ordine di abbattimento a vista dell’animale.

Da quanto si apprende dagli organi di informazione, M49 non sarebbe al momento provvisto di radiocollare: questo è un dato essenziale, poiché pregiudica la certezza anche dell’identificazione. In altre parole, le tre squadre di forestali e le squadre cinofile della Provincia impegnate nella ricerca dell’orso – secondo quanto riportato dai media – correrebbero il rischio di imbattersi in altri plantigradii (un’altra sessantina in tutto il Trentino) e, dunque, di procedere ad abbatterli. Si tratterebbe, a questo punto, non di una caccia a M49 – di già scellerata – ma di una “caccia all’orso”, col mero scopo di non smentire la linea dura del presidente della Provincia Fugatti.

Già nel 2012 e poi nel 2014, con il caso dell’orsa Daniza, dosi errate di anestetico utilizzate in fase di cattura – e la mancata somministrazione di ossigeno o di farmaci antagonisti alla metedomidina per scongiurare un decesso – avevano portato all’uccisione di animali innocenti, sollevando enorme contrarietà nell’opinione pubblica. Ora si passa oltre: l’ordine è direttamente quello di uccidere un animale che sin qui non ha aggredito nessuno e senza che vi siano i presupposti.

“Il fatto che M49 sia riuscito a fuggire (come è logico abbia provato a fare, vista la sua vita in natura e l’improvvisa cattura) non aumenta il suo profilo di “pericolosità” in alcun modo. Dunque, passare da un’ipotesi di cattura a una sentenza di morte è del tutto sconsiderato e ingiusto. LAV chiede al Prefetto Sandro Lombardi di sospendere qualsiasi atto o ordine di esecuzione sia stato nel frattempo emesso; e chiedono al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di assumere direttamente il comando delle operazioni, impiegando i Carabinieri forestali, ma anche alla Procura della Repubblica di Trento di sequestrare l’animale per poterlo mettere in salvo ed impedirne l’uccisione. L’autonomia di una Provincia non può tradursi in un danno arbitrario e gravissimo a un animale tanto più di una specie protetta, in spregio agli orientamenti del Ministero stesso.”

Ricordiamo infine che in caso di uccisioni “non necessitate” di animali protetti sono ipotizzabili il reato di uccisione di animale (544 bis c.p.), ma anche il furto venatorio (624 e 625 c.p.) nonché, in quanto animale protetto, l’articolo 727 bis c.p. (quest’ultimo reato oblazionato dal veterinario che nel 2014 somministrò l’anestetico che fu fatale all’orsa Daniza).

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Le notizie che stanno circolando in queste ore sulla fuga di M49 dal recinto del Casteller hanno dell’incredibile. Non si capisce come l’orso, una volta catturato, abbia prontamente potuto “evadere” e darsi nuovamente alla macchia, evento mai accaduto prima nella storia di questa struttura e che desta più di una perplessità. I fatti come ci vengono riportati in queste ore danno conto di un quadro abbastanza stupefacente. M49 si sarebbe scagliato sulle recinzioni elettrificate, scalandole incurante delle scosse per poi dileguarsi. Privo di radiocollare ora sarebbe inseguito da unità cinofile con l’ordine di abbatterlo a vista.

Dettagli a parte, pare ormai assodato che l’evasione si sia verificata. Ci viene da dire che in campo ci sono 2 ipotesi, non necessariamente in contrasto fra loro: o le recinzioni del Casteller sono inadeguate a svolgere il loro compito e fino ad ora nessuno se ne era reso conto, oppure da qualche parte c’è stato un errore umano. In ogni caso ci sono delle responsabilità che vanno evidenziate.

Chiedo fin d’ora che il presidente Fugatti riferisca il prima possibile in Consiglio provinciale sull’accaduto. Se come pare l’orso verrà abbattuto ci troveremo di fronte ad un caso ancora più grave di quello verificatosi per “Daniza”, morta perché non resse l’anestesia al momento della cattura.

Come ho avuto modo di scrivere in passato, M49 era un orso problematico e dannoso, valutazione confermata anche da Ispra e per questo andava catturato. Una volta fatto la questione avrebbe potuto considerarsi risolta, ma lo stupefacente sviluppo di queste ore lascia francamente esterrefatti e pieni di dubbi, per cui si renderà necessario un chiarimento approfondito della questione in tutte le sedi opportune.

 

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Alex Marini (M5S)

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“La Provincia autonoma di Trento, in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli, favorendo l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, sulla base del principio di sussidiarietà.”

Istituito nel 1991 quale tramite tra la società civile e le istituzioni, il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, incardinato presso il Consiglio provinciale, ha presentato alla stampa gli obiettivi e le linee guida che il Consiglio della Pace, rinnovato lo scorso 16 aprile, si è dato in apertura della XVI legislatura. All’incontro, che si è svolto questa mattina, lunedì 15 luglio, presso la Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini, hanno partecipato il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, il presidente e la vicepresidente del Forum, Massimiliano Pilati e Katia Malatesta, la consigliera della pace Silvia Girelli, in rappresentanza della commissione di valutazione della Call for Projects indetta per il 2019, e i formatori del Centro per la Cooperazione Internazionale Martina Camatta e Lorenzo Ferrari, coinvolti nell’elaborazione di una proposta laboratoriale sulla comunicazione non ostile.

Il rieletto Massimiliano Pilati, a nome del Consiglio della Pace, ha sottolineato l’importanza di dare continuità alle azioni strategiche impostate nel corso della precedente legislatura, ma anche la necessità di rilanciare l’impegno del Forum attraverso nuove iniziative, in risposta alle forti istanze poste dall’attualità e alle sollecitazioni pervenute dalle associazioni aderenti anche in rapporto al dibattito in corso sulla cooperazione internazionale.
In particolare, in considerazione della viva preoccupazione destata dalle sempre più frequenti attestazioni di hate speech (discorsi d’odio), diffuse ad ogni livello e tanto più gravi quando colpiscono e offendono le fasce più deboli della nostra società, contribuendo ad alimentare e diffondere forme di discriminazione di genere e odio etnico o religioso, si è ravvisata l’urgenza di proporre un corso laboratoriale sulla comunicazione non ostile dal titolo “(S)Cambiare Opinioni. Disinnescare l’odio online” che si svolgerà mercoledì 17 luglio dalle ore 9 alle ore 13 sempre presso la Sala dell’Aurora in Palazzo Trentini.

Oltre che ai membri delle associazioni aderenti al Forum, questo momento formativo è aperto alla cittadinanza e rivolto anche agli esponenti del Consiglio provinciale e ai loro collaboratori, perché proprio dalle aule della rappresentanza politica parta un segnale di attenzione che possa essere d’esempio per l’intera società trentina.
La proposta, condivisa dal Consiglio provinciale e curata dagli esperti del Centro per la Cooperazione Internazionale, parte dal presupposto che nessun ambito tematico è esente dal rischio dei discorsi d’odio, forme espressive che contengono una modalità aggressiva e violenta e che hanno l’effetto di alimentare i pregiudizi, consolidare gli stereotipi e rafforzare l’ostilità nei confronti di gruppi con caratteristiche diverse da quelle di appartenenza, in genere minoritari. Durante la mattinata, si procederà a indagare le modalità dell’incitamento all’odio online e la relazione tra i social media e le espressioni di intolleranza; riconoscere ed analizzare i discorsi d’odio online e affrontarli creando delle contro-narrazioni che delimitino il confine tra critica ed odio; sperimentare simulazioni ed esercizi per riconoscere i diversi tipi di discorsi d’odio indagando la loro funzione identitaria e sociale. Al termine del laboratorio saranno presentati i contenuti del Manifesto della comunicazione non ostile di Parole O_Stili; ogni partecipante sarà libero di sottofirmarlo per prendere un impegno personale nel combattere e prevenire una comunicazione irrispettosa e ostile.
Come nelle precedenti annualità, nelle scorse settimane il Consiglio della Pace ha bandito una Call for Projects rivolta alle associazioni del Forum, proponendo come tema “Quali diritti?”. Il bando, inteso a stimolare un’attenzione nuova su quei diritti riconosciuti internazionalmente all’essere umano semplicemente in base alla sua appartenenza all’umanità, vuole essere un’occasione per sviluppare visioni inedite e integrate e per rafforzare e creare sinergie positive tra i diversi attori del territorio, sensibilizzando la comunità sui diritti umani, sulla loro evoluzione e sulle loro violazioni

I progetti presentati sono stati analizzati e valutati da un’apposita commissione super partes, risultando tutti idonei. Il sostegno del Forum garantirà lo sviluppo nel corso del 2019 di cinque azioni specifiche che si caratterizzano per l’uso di diversi linguaggi, declinati anche con riferimento alle varie fasce di età.

I progetti saranno:
“Dalla parte dei bambini” presentato dall’associazione Mlal: percorso educativo in 4 scuole primarie nel territorio provinciale per stimolare una riflessione sulla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a 30 anni dalla sua approvazione.
• “Nazra Trento – Palestine Short Film Festival” dall’associazione Pace per Gerusalemme: tappa trentina, distribuita in più località provinciali, del festival itinerante di cortometraggi palestinesi e sulla Palestina.
• “Uno nessuno e centomila muri, come superarli?” dall’associazione Docenti Senza Frontiere; percorso formativo sul concetto di superamento dei muri attraverso forme artistiche, teatrali e visuali, proposto in una scuola superiore.
• “Quali diritti? E come vengono narrati dal cinema contemporaneo” dall’associazione Bianconero: percorso speciale all’interno del Religion Today Filmfestival volto anche all’attribuzione del premio speciale “Nello spirito della Pace”
• “Io posso passare, e tu?”
giovani volto alla realizzazione di un breve documentario che tratti il tema delle frontiere, in particolare quella del Brennerodall’associazione Ipsia del Trentino: percorso partecipato con i

Parallelamente allo strumento della Call, in virtù dell’importanza data al lavoro in rete con diversi soggetti per sviluppare nuovi approcci e strumenti innovativi, il Consiglio della Pace ha deciso di proporre un percorso partecipato, aperto a tutte le realtà interessate, sul tema “1989-2019. Il muro di ieri, i muri di oggi”. Il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino si presta infatti ad essere un’interessante opportunità per un ragionamento collettivo sul muro come costante storica e antropologica. Da quando ha iniziato a costruire, l’umanità ha elevato muri: prima per delimitare la propria casa, poi attorno alle città, lungo i confini, attraverso territori contesi. La fine della guerra fredda non ha cambiato lo stato delle cose, moltiplicando le cesure, i segni visibili della divisione e della differenza. Il nostro tempo è più che mai lacerato da muri, confini e barriere, per tre quarti costruiti dopo lo stesso 1989.

L’invito è quindi a estendere la riflessione anche ai muri di oggi, intesi come barriera fisica, come limite metaforico o come costruzione psicologica, e alle loro implicazioni rispetto alla realtà in cui viviamo. L’obiettivo è che questo co-working si concretizzi in una rassegna coordinata di eventi nel novembre 2019.
Per proporre le prime idee e iniziative è necessario contattare il Forum, entro domenica 11 agosto, all’indirizzo forum.pace@consiglio.provincia.tn.it.

La conferenza stampa ha offerto anche l’opportunità di valorizzare l’ampio ventaglio della attività realizzate dal Forum lungo tutto l’anno, evidenziando l’attenzione prioritaria che anche il nuovo Consiglio della Pace intende dedicare ai giovani e al territorio, attraverso capillari iniziative di collaborazione con il mondo scolastico e le amministrazioni comunali finalizzate a promuovere la cittadinanza attiva e la coesione sociale. Accanto all’esperienza appena conclusa di un progetto di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto, su loro iniziativa, quattro liceali di Trento, impegnati in diverse esperienze di formazione, approfondimento e rielaborazione sul tema dei difensori dei diritti umani, si segnala in particolare l’avvio di un innovativo percorso che, nell’ambito del progetto di servizio civile redatto fin dal settembre 2017, si prefigge di costruire una campagna di sensibilizzazione per contrastare gli stereotipi e le narrazioni negative, banalizzanti e riduttive, che colpiscono il settore della cooperazione internazionale, documentando l’impatto e i vantaggi concreti che essa produce anche a livello locale; anche per questa via il Forum si appresta dunque a sollecitare un confronto aperto e condiviso sulle tematiche della pace, dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale da sempre al centro del proprio mandato.

 

Parole ostili - MANIFESTO

 

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“Insieme al sindaco Mosaner stiamo calendarizzando l’incontro con il Consiglio comunale”. Punto nascita di Arco: la precisazione dell’assessore Segnana.

“Stiamo calendarizzando un incontro che avverrà appena possibile, e comunque non prima dell’approvazione in Consiglio provinciale dell’assestamento di bilancio”. E’ questa, in sintesi, la precisazione dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, rispetto a quanto riportato ieri da un quotidiano locale. “La mia presenza nella seduta del Consiglio comunale di Riva del Garda, giovedì prossimo, non è stata concordata – prosegue l’assessore -, tant’è che con il sindaco Adalberto Mosaner abbiamo ragionato nei giorni scorsi per fissare un incontro, che avverrà prossimamente nella Rocca di Riva del Garda dopo il via libera alla manovra di assestamento. Da parte mia – prosegue l’assessore – c’è tutta la disponibilità al confronto e ad approfondire il tema. Sono in stretto contatto con il sindaco che mi ha già fatto pervenire la mozione sul punto nascita dell’ospedale di Arco; proprio in questi giorni fisseremo l’incontro con il Consiglio comunale di cui verrà data notizia”.

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Evento a Paneveggio con i violini di Cremona. Il Trentino riceve in dono della Regione Lombardia cinque piantine di abete: un gesto simbolico per lanciare un messaggio di vita e speranza nei luoghi colpiti dalla tempesta Vaia.

 

Si è svolto sabato 13 luglio nell’incredibile cornice del Parco di Paneveggio l’evento “I violini, la voce delle Alpi”, un’iniziativa simbolo di speranza e di rinascita dopo la tempesta Vaia e promossa da EUSALP (la macroregione che comprende 48 territori di sette Paesi dell’arco alpino) in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e Regione Lombardia, che ha coordinato l’organizzazione e che da febbraio 2019 presiede Eusalp per l’anno italiano di presidenza.

La location scelta per questo straordinario evento è la Val Venegia, un luogo simbolo della devastazione provocata dal maltempo dello scorso ottobre, e dove nascono gli abeti rossi utilizzati dai liutai per la fabbricazione dei violini. Al centro della giornata il concerto dell’Orchestra d’archi composta dai giovani dell’Istituto superiore di Studi musicali “Claudio Monteverdi” (Conservatorio di Cremona) diretta dal maestro Francesco Fiore.

A fare gli onori di casa è stato l’Assessore regionale agli Enti locali Claudio Cia, che ha portato il saluto del Presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti e al termine del concerto, tra i prati ai piedi di Malga Venegia, ha ricevuto in dono dalla Regione Lombardia attraverso Ersaf (l’ente per le foreste) cinque piccoli abeti rossi da collocare nel parco a ricordo di questo evento, consegnati nelle mani dei nostri custodi forestali. Un gesto simbolico per lanciare un messaggio di vita e speranza.

Grande apprezzamento è stato espresso dall’Assessore Claudio Cia per l’attenzione che Eusalp, la macroregione alpina, ha dimostrato nel voler tenere alta l’attenzione su quelle zone che, nel mese di ottobre del 2018, sono state colpite dai gravi fatti metereologici e ambientali. Cia ha ricordato come con questo evento la natura si fonda con la cultura, ed è certamente meritevole aver portato i famosi violini di Cremona tra le nostre montagne, il cui suono diventa una voce unica delle Alpi. A fagli eco il delegato del Presidente della Lombardia Attilio Fontana, il sottosegretario alle relazioni internazionali Alan Rizzi, che ha sottolineato come Regione Lombardia sia sempre attenta a queste tematiche, mettendo a disposizione le sue eccellenze come la liuteria riconosciuta dall’Unesco come patrimonio universale immateriale e la musica dei suoi artisti.

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Un carillon vivente, con pianista e ballerina ed una cena a lume di candela a base di canederli e goulash sotto il campanile. Sono solo due delle buone ragioni per non perdersi l’edizione di quest’anno di …A lume di Candela, l’evento più suggestivo dell’estate di Fiavè, che va in scena venerdì 19 e sabato 20 luglio

Trento, 15 luglio 2019 – Appuntamento raddoppiato per … A Lume di Candela, che quest’anno inizia già il venerdì 19 luglio e prosegue poi per tutta la serata del sabato.
Cifra distintiva dell’evento è la cena a lume di candela che ha luogo sabato 20 luglio su di un’interminabile tavolata che corre lungo la via principale e nella piazza di Fiavè; un tavolo scenografico ma anche simbolico, dove paesani e turisti mangiano fianco a fianco e godono di un’esperienza privilegiata e poetica con l’architettura del paese.
Poesia che si ritrova anche nello spettacolo più atteso di quest’anno, il Carillon Vivente (Compagnia Italento), che poterà tra le vie di Fiavè la musica classica e la danza, unite in un originale coreografia in cui un pianoforte a coda si trasforma in un vero carillon, muovendosi tra la gente e suonando repertori classici e moderni.

Le due serate vedono anche moltissime altre cose accadere sotto il cielo di Fiavè: dalle visite guidate gratuite al Museo delle Palafitte di Fiavè, alla Giostra del Palù, giocosa sfida tra le contrade del paese; dai tornei di basket alla Comano Bike, dalle mostre d’arte e fotografia ai concerti e spettacoli. Da non perdere anche i mini-giochi a cura della Pro Loco Junior di Fiavè, e gli aperitivi ai ponti de l’èra, caratteristica architettonica di Fiavé, offerti dagli operatori locali. Un programma ricco e diversificato, che è il risultato della collaborazione fruttifera tra tutti gli attori del turismo, della cultura e dell’associazionismo del comune di Fiavè.

A tenere le fila tra tutti i soggetti coinvolti è la Pro Loco di Fiavè, associazione che coordina, promuove e molto spesso realizza direttamente le numerose proposte di animazione presenti sul territorio. L’evento … A lume di Candela, giunto alla sua ottava edizione, è nato infatti, nelle parole del presidente della Pro Loco Angelo Carli, “con l’intento di realizzare qualcosa di nuovo, qualcosa che dia un’identità al paese , ma che allo stesso tempo non stravolga la sua semplice bellezza rappresentata dalle case tipiche trentine con i loro ponti caratteristici.”

Bio
IL CARILLON VIVENTE
Compagnia Italento

Una delle proposte artistiche più esclusive dell’ultimo decennio che ha caratterizzato eventi di grandissima importanza su scala mondiale cogliendo l’entusiasmo del pubblico e la gratificazione di grandissimi consensi di critica.
Il “Carillon”, che ormai simboleggia e rappresenta la poesia, la fantasia, l’originalità e la genialità degli Artisti italiani nel mondo, ha rappresentato la Francia in tour per le Ambasciate nel mondo ed è stato protagonista, regalando magia ed emozioni, in tutti i continenti dopo aver vinto il primo premio al Carnevale di Venezia. Un curriculum ricco di successi ed appuntamenti importanti oltre che di consensi di critica straordinari.

Un’idea semplice, geniale ed estremamente suggestiva: un pianoforte meccanico munito di ruote e motore che vaga sulle note musicali guidato da un settecentesco pianista/pilota mentre un’eterea ballerina balla sulle punte in tutù. Tutto come fosse un vero carillon d’altri tempi. Quando passa il Carillon di Mauro Grassi la poesia fa irruzione in un palcoscenico a cielo aperto. Scorrono suoni docili, s’intrecciano giochi di luci bianche e l’incanto scandisce il tempo ad uno scenario onirico, fiabesco. Tra la gente emerge la figura bianca di una ballerina e un piano che suona: ed ecco la magia del carillon, che ruota e trasporta i presenti in una danza leggera, che proietta gli spettatori in un film di Fellini, che regala ancora una volta l’infanzia.

C’è la spensieratezza, la leggerezza, lo sguardo dei bambini, gli occhi maturi di chi ricorda ciò che è stato e si concede di fluttuare nel sogno di quella danza. La luce dipinge traiettorie, la musica avvolge, scalda, rinfranca, abbraccia. Fa spazio alla bellezza e se ne prende cura.
Un’idea che ha visto i protagonisti sulle copertine dei giornali di tutto il mondo e protagonisti soltanto negli ultimi anni in lunghe tournèe in Missouri (USA), Belgio, Germania, Danimarca, Finlandia, Romania, Olanda, Francia, Inghilterra.

Mauro Grassi ha portato la magia del Carillon Vivente anche ad Istanbul, in Albania, Hong Kong in Cina, a Bangkok ed al “Dubai shopping festival”. Appuntamento di grande rilevanza internazionale la partecipazione ai festeggiamenti della Repubblica Francese il 14 luglio 2017 a Parigi. A dicembre 2018 Mauro Grassi è stato protagonista con il suo Carillon a Macau (Honk Kong), Orange e Brignoles (Francia) ed a Bangkok per il Capodanno.

 

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