Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Savona: Conzatti, (FI) “Servono corsi di rieducazione per uomini maltrattanti”. “L’ennesimo caso di femminicidio e denunce della vittima per avere misure di protezione, non sono bastati per evitare un’altra morte. Non è forse il caso di iniziare ad affiancare alle misure cautelari anche l’obbligo di frequentare corsi per la rieducazione degli uomini maltrattanti? L’uomo che agisce con comportamento violento e che è intriso di cultura di dominio tale da poter considerare la donna oggetto, va certamente denunciato ma contemporaneamente psicologicamente rieducato.

Noi del Gruppo di Forza Italia abbiamo depositato emendamenti al Disegno di legge sul cosiddetto “Codice Rosso”, da domani all’esame dell’Aula del Senato, in cui sono previste modifiche per far rientrare a pieno titolo i corsi per la rieducazione dei maltrattanti tra le misure di protezione della donna.” lo dichiara la Senatrice Donatella Conzatti, Vicepresidente della Commissione sul femminicidio e membro della Commissione finanze.

“La maggioranza, sul Codice Rosso, sta dando un messaggio di chiusura, blindando il provvedimento che potrebbe invece essere migliorato con le nostre proposte di modifica. Mi chiedo perchè, in un contesto sociale così allarmante, non si permetta alla Commissione Giustizia ed alla Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato, di mettere al servizio della sicurezza delle donne le importanti norme previste nei nostri emendamenti? La maggioranza è ancora in tempo per fare un passo nella direzione più giusta, quella delle donne, che chiedono l’aiuto di tutte le forze politiche.” conclude la parlamentare azzurra.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Orso M49. Incompetenza e strumentalizzazione mix esplosivo. La vicenda di M49, l’orso più ricercato del Trentino, ha dell’incredibile. Catturato ieri sera in Val Rendena, poi trasferito nell’area faunistica del Casteller, l’orso questa mattina è riuscito a scappare. Incredibile? No, solo una dimostrazione della pessima gestione delle operazioni. Un recinto elettrificato solido e con potenza adeguata è una barriera insormontabile anche per gli orsi più scaltri: evidentemente la struttura non era funzionante a dovere, dato che gli orsi non volano. Ed ancora più grave è il fatto che all’orso sia stato tolto il radiocollare, il che renderà ancora più difficoltoso tracciarne gli spostamenti durante la fuga.

Secondo le associazioni, si tratta di un mix esplosivo di imperizia e strumentalizzazioni, anche senza voler dare credito alle voci che parlano di una fuga orchestrata ad arte:

‘’Le parole del presidente della Provincia Fugatti sono inaccettabili: invece di fare ammenda, attacca strumentalmente ‘la scienza’ e vuole sfruttare l’accaduto per emettere un ordine di abbattimento nonostante il parere contrario del Ministero. Come già sottolineato anche dal parere ISPRA, sulla base dei criteri del PACOBACE (Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centrali) M49 è tutt’al più da considerarsi un orso problematico solo perché ha causato danni economici ad attività produttive, favoriti dalla mancata adozione di strumenti di prevenzione adeguati, mentre la sua pericolosità per le persone è ancora da dimostrare’’ (‘potenziale’ è il termine usato dai tecnici dell’Istituto per non escludere che possa diventarlo in futuro, ma al momento non è tale).

‘’Pertanto diffidiamo la Provincia dall’intraprendere alcuna azione che possa mettere a rischio l’incolumità di M49, mentre chiediamo che sia aperta un’indagine interna per chiarire se ci sono state responsabilità o negligenze, favorite da un clima politicamente pesante, mentre è sempre più chiaro che l’area del Casteller non è adatta ad ospitare orsi garantendone benessere e sicurezza’’.

Nel frattempo le associazioni si rimboccano le maniche: nei giorni scorsi, il WWF ha donato tre elettrificatori ad allevatori ed apicoltori al confine con la Lombardia per proteggere al meglio apiari ed allevamenti.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Precisazioni su notizia di presunta nomina irregolare di un membro del Consiglio di Amministrazione ENAC. In merito a quanto pubblicato oggi da alcune agenzie stampa circa la presunta irregolarità della posizione di un membro del Consiglio di Amministrazione,

l’ENAC informa che a tutela della integrità dell’Ente e delle deliberazioni del Consiglio, procederà a una puntuale verifica di quanto riportato, i cui risultati saranno prontamente trasmessi al competente Ministro vigilante.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Orso M49, Legambiente: “L’orso non va abbattuto. Decisione della provincia autonoma illegittima e pericolosa, è il momento di rispettare la normativa. Ministro Costa intervenga”.

E’ urgente l’intervento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa rispetto alle decisioni che la provincia autonoma di Trento sta prendendo sull’orso M49 in via del tutto autonoma e non autorizzata.

L’orso M49 non va abbattuto e bisogna agire in fretta. Perché la decisione irresponsabile della Provincia di Trento di procedere alla cattura dell’orso per rinchiuderlo presso il Casteller, a sud di Trento, da cui l’animale è scappato, ha aumentato il rischio per i cittadini e messo a repentaglio l’incolumità dell’esemplare che si trova ora a vagare in un contesto ancora più antropizzato di quello dove è stato catturato e senza radio collare.

All’inizio del mese, il ministro dell’Ambiente ha contestato, dichiarandola illegittima l’ordinanza di cattura dell’orso firmata dalla provincia e chiesto un parere al Consiglio di Stato. “Io l’avrei gestita differentemente” scrisse. “Voglio assolutamente che l’animale sia rispettato e che si applichino le adeguate misure affinché non accada quello già successo in passato con altri casi analoghi, insomma che non diventi un Daniza 2” aggiunse, e Legambiente condivide questa posizione.
“Per quanto autonoma, la provincia di Trento non è libera di agire al di fuori degli iter autorizzativi e non conformemente a quanto previsto dal Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro orientali – commenta il presidente di Legambiente Stefano Ciafani -. In situazioni del genere l’emotività non paga, anzi può essere molto pericolosa. Come dimostrano i fatti accaduti la notte scorsa. Il ministro intervenga e la Provincia di Trento torni a ragionare su interventi gestionali condivisi, rispettando leggi e normative fatte appositamente per tutelare cittadini e fauna selvatica”.

Si ricorda che M49 è nato nell’ambito del progetto europeo Life Ursus il cui obiettivo era di reintrodurre esemplari dalla Slovenia per impedire l’estinzione della specie nel territorio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Simone Masè nuovo Direttore Generale del Gruppo Lunelli.. Subentra a Beniamino Garofalo, che ha terminato il 30 giugno un positivo percorso all’interno del Gruppo

Il Gruppo Lunelli continua il percorso di managerializzazione avviato da anni nominando Simone Masè quale Direttore Generale con competenza su tutte le aziende nel core business di Gruppo. Masè riporterà al CEO Matteo Lunelli e avrà la responsabilità di coordinamento e ottimizzazione di tutte le attività operative e progettuali di Cantine Ferrari, Bisol1542, Surgiva, Segnana e Tenute Lunelli.

Il manager di origine trentina, 48 anni, torna nella sua terra dopo oltre vent’anni di carriera fra Milano e Amsterdam. Laureato in Economia, Simone Masè ha ricoperto ruoli di responsabilità crescente all’interno del gruppo Heineken fino a diventare Global Marketing Activation Director per il brand “Heineken”.

Successivamente ha lavorato in qualità di Chief Marketing Officer per le aziende “Branca”, “Paddy Power” e “Pinko”. Per tre anni ha inoltre affiancato a questi ruoli quello di “Senior Advisor Marketing & International Development” per la Provincia Autonoma di Trento.

Nel gennaio 2017 è entrato in “Publicis Communications” come Chief Marketing Officer per essere nominato, nel maggio dello stesso anno, CEO di “Saatchi & Saatchi Italia”, una tra le agenzie creative italiane più premiate al mondo.

Simone Masè entra nel Gruppo Lunelli il 15 luglio 2019, subentrando al precedente Direttore Generale, Beniamino Garofalo, che ha terminato il 30 giugno un percorso molto positivo durato quasi quattro anni. Si è trattato di una scelta condivisa con l’azienda che risponde anche al desiderio di Beniamino di riavvicinarsi alla famiglia a Milano.

“Proprio oggi iniziamo con grande entusiasmo a lavorare con Simone Masè, che conosco da alcuni anni e di cui ho apprezzato la professionalità e il profilo internazionale – commenta Matteo Lunelli, CEO del Gruppo di famiglia. – Siamo fiduciosi che il suo talento e la sua esperienza, che spazia dal beverage, alla moda, fino alla comunicazione, saranno preziosi per continuare il percorso di crescita e internazionalizzazione di tutti i nostri marchi.

Con Beniamino Garofalo, in questi intensi anni di collaborazione, abbiamo portato avanti tanti bellissimi progetti e affrontato numerose sfide, ottenendo risultati di grande soddisfazione. Ci tengo quindi a ringraziarlo anche a nome della nostra famiglia e di tutto il team del Gruppo, per la grande energia e passione con cui ha contribuito allo sviluppo delle nostre aziende”.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Ancora un lupo investito da un’auto in un Parco Nazionale: questa volta la vittima della velocità e di una strada insicura all’interno di un’area protetta è stata la lupa di nome Magica, già monitorata dal personale dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini grazie ad un radiocollare satellitare donato dal WWF Italia.

La lupa è deceduta il 12 luglio scorso dopo essere stata investita da un’auto alle porte di Visso, nel versante marchigiano del Parco. Già altro esemplare dotato di radiocollare era stato ucciso da un bracconiere. Gli investimenti stradali, insieme al bracconaggio con lacci e bocconi avvelenati, sono le prime cause di mortalità di lupi nel nostro paese: sono circa 300 ogni anno gli animali uccisi per queste cause, la cui responsabilità, colpevole o involontaria, è sempre dell’uomo. Gli investimenti stradali di fauna selvatica sono sempre più frequenti e il rischio aumenta nelle strade all’interno dei Parchi e Riserve naturali, aree istituite per assicurare la tutela della nostra biodiversità.

Sono in media 15.000 gli animali selvatici investiti ogni anno in tutto il Paese (soprattutto mammiferi e uccelli) e si tratta probabilmente di una sottostima, in quanto molti animali non vengono rinvenuti o segnalati. Estrapolando dati di alcune province a livello nazionale, si stima poi che le auto danneggiate a causa degli impatti con animali selvatici in Italia siano superiori alle 10mila ogni anno.

Incidenti come questo possono mettere in pericolo anche la vita di automobilisti e motociclisti. Le cause degli investimenti stradali di fauna selvatica sono riconducibili essenzialmente alla velocità delle auto e all’assenza di sistemi di allerta e dissuasione dell’attraversamento delle strade.

“Esistono oggi particolari dissuasori ottici ed acustici che potrebbero ridurre molto il rischio di collisione con la fauna selvatica, segnalando l’eventuale pericolo sia gli automobilisti che agli stessi animali, e consentendo alle Regioni di risparmiare milioni di euro per gli indennizzi relativi agli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica- spiega il responsabile specie e habitat del WWF Italia, Marco Galaverni-. Grazie al ricavato del progetto SMS “SOS Lupo”, il WWF Italia ha messo in sicurezza decine di chilometri di strade a rischio, dal Piemonte al Molise, ma c’è ancora molto da fare per mettere a tutela tantissime altre aree.

È urgente un programma nazionale per mettere in sicurezza le strade all’interno dei nostri Parchi Nazionali per prevenire questi incidenti. Per questo l’Associazione si rivolge al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, sollecitando un accordo tra i due Ministeri per mettere in tempi brevi in sicurezza tutte le strade che attraversano i Parchi Nazionali italiani, particolarmente a rischio incidenti. La competenza della gestione delle strade è dell’ANAS e delle Provincie che fino ad oggi per carenza di fondi hanno gestito il problema limitandosi a qualche segnaletica stradale con limiti di velocità teorici. Per il WWF è necessario utilizzare le migliori attrezzature e tecniche oggi disponibili per una più efficace prevenzione, come i dissuasori ottici e acustici, da collocare con priorità almeno nelle aree naturali protette dove maggiore è la presenza di fauna selvatica, e prevedendo al contempo adeguati sovrappassi per la fauna, già realizzati regolarmente in molti Paese europei.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Oggi, a margine dello sciopero del personale addetto al servizio di portierato nelle sedi universitarie, il direttore generale, Alex Pellacani, ha ricevuto una delegazione dei manifestanti in Rettorato. Il rettore Paolo Collini, infatti, questa mattina era fuori sede.

Pellacani ha ribadito come l’Ateneo sia solidale con i lavoratori in agitazione, ma che lo stesso non ha competenza per intervenire nella contrattazione attualmente in corso. Il Direttore generale ha inoltre riferito come, nella fase di rinnovo dell’appalto, l’Università di Trento avesse trasmesso all’APAC, l’Agenzia Provinciale per gli Appalti e Contratti, un elenco di richieste di servizi specifici per l’Appaltatore. Pellacani ha quindi ribadito che l’Ateneo vigilerà nei confronti del nuovo appaltatore per verificare la corretta esecuzione dei servizi, al fine del mantenimento degli attuali standard qualitativi.

Il servizio di portierato è stato dettagliato infatti nel capitolato tecnico, le cui caratteristiche rappresentano parte fondamentale degli obblighi che il nuovo appaltatore si è impegnato a rispettare.
Quanto alla definizione degli inquadramenti dei lavoratori, il Direttore generale dell’Ateneo ha confermato che sono di competenza del nuovo datore di lavoro, ma è evidente che dovranno essere conformi alle mansioni effettivamente svolte dai lavoratori, come definite nel capitolato.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Una diffida è stata inviata al presidente della provincia di Trento, il leghista Fugatti dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce in relazione all’ordine di abbattimento che il presidente della provincia ha firmato nei confronti dell’orsa M49 la quale catturata stanotte è riuscita a fuggire da un recinto nonostante la presenza del filo elettrificato.

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA ha dichiarato di essere pronta a firmare una denuncia penale contro il presidente Leghista della provincia di Trento qualora l’orsa venga abbattuta. Anche il ministro dell’Ambiente Costa si è dichiarato contrario all’abbattimento dell’orsa.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Orso M49 sempre attuale la mia proposta di un grande parco tematico per orsi e lupi pericolosi. Di fronte al perdurare delle difficoltà di gestione dei progetti su orsi e lupi in Trentino siamo a ribadire la nostra proposta più volte discussa in consiglio provinciale di costruire un grande parco tematico sul modello di quello tedesco dove abbiamo già portato Jurka.

Non si capisce il continuo e perpetuato atteggiamento di chi ha la responsabilità di gestione di questi animali a non volersi confrontare con realtà e proposte concrete che eviterebbero da tempo le figuracce che la Provincia ed il Trentino sta facendo a livello italiano ed Europeo.

Sapersi mettere in discussione ed accettare di confrontarsi è alla base di una buona azione di governo è fondamentale per la crescita dell’Autonomia Trentina.

Speriamo che arroganza e supponenza non provochino in futuro ulteriore danni d’immagine come quello odierno!

 

*
On. Giacomo Bezzi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Pagina 3 di 7)