Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

I recenti fatti accaduti a Bibbiano che hanno visto coinvolti eminenti personaggi dal Sindaco ad assistenti sociali avvolge di fosche tinte la complessa vicenda degli affidi dei minori che in Italia riguarda circa 50.000 bambini. Si è palesata una difficile applicazione della legge ed una difficoltà da parte dei tribunali minorili a seguire con perizia i singoli casi.

A tal proposito il Movimento Nazionale per la Sovranità chiede che:
“La Provincia Autonoma di Trento istituisca immediatamente una commissione di inchiesta sulle case famiglia, sulle procedure di affido e di adozione e sulle consulenze psicologiche effettuate nelle audizioni dei minori nei casi di maltrattamenti e/o abbandono in provincia ” è quanto chiede Raimondo Frau coordinatore regionale Movimento Nazionale Sovranità.

“È necessario, ancora prima che lo faccia la magistratura che la Provincia utilizzi i suoi poteri di inchiesta per verificare in quanti casi di adozione, affido e comunque sottrazione di minori dalla potestà genitoriale sia stato rispettato, nell’ambito delle procedure, il protocollo di Noto e tutte le regole che la psicologia forense ha fissato in materia di ascolto dei minori” ha proseguito l’esponente del partito federato con Fratelli d’Italia.

“Le commissioni di inchiesta hanno gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria e sono il massimo momento di partecipazione politica nella verifica delle situazioni irregolari – ha affermato Raimondo Frau – è assolutamente necessario che tutto il sistema di assistenti sociali, case famiglia, psicologi forensi e tutto il resto che gira intorno al sistema degli affidi sia verificato approfonditamente”
“La Politica – ha concluso Frau – non può rimanere indifferente rispetto a quanto accaduto in Emilia-Romagna e deve assicurarsi che in Trentino tutto sia trasparente”

 

Comunicato TN
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nel commentare i dati statistici sui sistemi alternativi delle controversie, il Ministro Bonafede dice “Incrociando i dati delle pendenze con quelli della Direzione generale di statistica del ministero della Giustizia, in materia di mezzi alternativi di risoluzione delle controversie, si può ricavare un elemento interessante: l’introduzione degli A.D.R. – Alternative Dispute Resolution (mediazione, negoziazione assistita, etc.) ha incentivato la riduzione dell’arretrato. Emerge, ad esempio, che se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione, la media del tasso di successo è pari al 44,8% (nel 2017 era il 43%). Nell’anno 2018 sono state depositate 151.923 istanze di mediazione”.

Questo non è del tutto esatto – dice Pecoraro presidente dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione dal 1995 – perchè è la sola “MEDIAZIONE” che con il 44,8% ha consentito di deflazionare i procedimenti avanti al Giudice. La “NEGOZIAZIONE ASSISTITA” è stata ed è un vero “FALLIMENTO”, prova ne è che non ci sono dati di casi conclusi e se esistenti sono pochissimi e insignificanti.

La percentuale delle mediazioni citate concluse con accordi, sarebbe stata certamente superiore se Lei, invece di “limitare la mediazione” a favore della negoziazione – così come appare nelle tante interviste rilasciate – dedicasse più tempo per approfondire quali sono i punti deboli che non fanno concludere, con esito positivo, la risoluzione di controversie attraverso la mediazione.

Ufficiostampa A.N.P.A.R.

 

 

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Linea Verde Life Estate Da Barletta.

 

LINK VIDEO

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Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà ai 54 lavoratori e lavoratrici delle portinerie dell’Università di Trento e sostiene la loro lotta contro il peggioramento delle condizioni contrattuali, a partire dallo sciopero di lunedì 15 luglio.
Questa situazione è inaccettabile perché ancora una volta si fanno ricadere sulla pelle di chi lavora le logiche del risparmio che comportano demansionamento, decurtazione dello stipendio e contrazione dei diritti.

Quello che sta accadendo a lavoratori e lavoratrici delle portinerie di Trento corrisponde al generale arretramento sul piano dei diritti che subisce la classe lavoratrice da anni, in conseguenza di una legislazione che permette appalti al massimo ribasso e esternalizzazioni, senza tutele per chi con competenza e professionalità svolge questo lavoro da anni. Rifondazione Comunista continuerà a battersi accanto a tutti coloro che sono vittima di un sistema di sfruttamento che mette all’ultimo posto i diritti e la dignità dei lavoratori.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Gli ottimi risultati dei test Invalsi hanno premiato innanzitutto studenti, insegnanti e famiglie a cui vorrei far giungere i miei ringraziamenti, perché non erano risultati scontati e perché sappiamo che sono frutto di un studio quotidiano, aggiornamento continuo e motivazione da casa. In particolare, vorrei analizzare i risultati dei test invalsi in italiano e lingue straniere. In un paese come il nostro, dove pochi leggono, dove l’avvento dei social sta riducendo l’uso della lingua al ribasso, salvo poi farne un uso furbo e raffinato nei luoghi del potere, lontano dalle piazze, dove saper negoziare e capire testi e parole diventa indispensabile per salvaguardare democrazia e interessi di categorie, ecco, in questo panorama, sapere che i nostri ragazzi/e trentini posseggono competenze linguistiche forti mi rassicura. Continuate, vorrei dire loro! Fatevi interpreti di un vostro diritto, quello di poter giungere al termine delle scuole dell’obbligo con forti competenze linguistiche, non solo in italiano ma anche nelle lingue straniere. Perché a qualunque università o studi superiori vogliate iscriversi, la conoscenza delle lingue straniere vi verrà richiesta come parte della vostra carta d’identità.

La scelta della Giunta provinciale di rendere opzionale il Trilinguismo nelle scuole – scelta miope e incomprensibile a mio parere, perché bastava rimodulare o fare cambiamenti organizzativi se proprio si voleva incidere in qualcosa, ma non rendere vano tutta la fatica già spesa in cinque anni di Trilinguismo – va a discapito soprattutto delle famiglie che, per aiutare i ragazzi a proseguire con gli studi, in qualunque ambito, anche in quello ricettivo turistico dove è richiesto un ottimo livello delle lingue, dovrà pagare privatamente migliaia di euro per corsi di inglese o tedesco. Il rischio concreto è che le lingue straniere, se non si continua a studiarle dalle materne, se non dai nidi, in poi con qualità e costanza (e fatica per tutti) tornino ad essere appannaggio delle famiglie più facoltose, o con più consapevolezza. Per questa ragione bisogna parlarne affinché le famiglie chiedano, soprattutto nelle valli, nelle aree più periferiche, qualità nella formazione linguistica a tutti i livelli sin da piccoli. Spetta a tutti perché da vent’anni abbiamo faticato a costruire competenze, motivazione, metodi pedagogici, unici in Italia e in Europa per qualità e i Test ce lo dimostrano, non possiamo far perdere alle future generazioni questo patrimonio, proprio a loro a cui il mercato del lavoro chiede in maniera perentoria di avere queste competenze.

La nostra autonomia è questa. Che un bambino di Carisolo, nel Tesino, ad Ala o a Sfruz possa accedere a una formazione completa per il suo futuro. Perdere questo diritto che fino ad oggi era garantito a tutti è perdere un pezzo di democrazia e anche di Autonomia, perché le basi culturali e metodologiche per il trilinguismo sono state gettate vent’anni fa, esito di tante politiche, dunque, costruite con i soldi di tutti i trentini. Non possiamo annullare questa conquista e tornare quando, come me tanti, trent’anni fa in Trentino abbiamo dovuto pagare privatamente tutta la nostra formazione linguistica, con enormi sacrifici familiari.

Agli insegnanti, invece, il compito di mantenere alta la motivazione e richiedere regolari corsi di formazione linguistica all’estero, per un aggiornamento metodologico costante, utilizzando i fondi europei che sono stati incrementati a livello comunitario e in Parlamento, come relatrice della Commissione Politiche Europee, queste direttive le ho fortemente condivise.

In ultima, mi preme sottolineare un punto che so ha suscitato nelle scuole frizioni tra insegnanti di italiano e di lingue straniere quando invece è nella loro alleanza che si può costruire un asse forte per lo sviluppo delle competenze linguistiche. Studiare le lingue straniere aiuta, infatti, a sviluppare una forte competenza soprattutto nella propria lingua madre, qual è l’italiano per la maggior parte dei nostri studenti. Ne parlo come linguista, docente, parlante di più lingue straniere ma, soprattutto, cultrice della lingua italiana. Gli studenti che conoscono più lingue diventano cultori del linguaggio.
È come allenarsi in specialità diverse della stessa disciplina sportiva, si diventa campioni sul campo.

Chi conosce più lingue sa usare con attenzione le parole, si appassiona alle differenze di significato tra parole nella sua stessa lingua e tra lingue diverse, riconosce i contesti culturali, comprende più facilmente testi complessi, scientifici, giuridici anche se non opera in quel settore specifico, diventa insomma uno studente competente di linguaggi. Anche affettivamente sa comprendere gli altri e comunicare meglio le proprie emozioni. Il pacchetto trilingue, dunque, aiuta a rafforzare tutte le competenze linguistiche degli studenti, in un circuito virtuoso di passaggi che alimentano la passione, facendoli diventare antenne nella società a tutela anche della nostra lingua italiana.

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Emanuela Rossini, Deputata (Patt) per il Trentino-Alto Adige

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