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Grandi carnivori: la Coldiretti in piazza.Il presidente Fugatti: “Gioco di squadra per una gestione diretta”.

Circa 1500 persone, fra agricoltori ed allevatori di Coldiretti, hanno manifestato oggi a Trento, chiedendo azioni concrete per la gestione dei grandi carnivori in Trentino, la cui presenza mette a serio rischio le attività agricole e zootecniche che si svolgono in montagna. Una manifestazione a cui ha aderito anche la Giunta provinciale, presente in piazza con il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con il vicepresidente Mario Tonina e con l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli.

“Noi abbiamo bisogno di manifestazioni come queste – ha detto Fugatti – perché ci aiutano a far comprendere a tutti i trentini, ma soprattutto a chi sta fuori, quanto sia grave la situazione per l’agricoltura di montagna. Vi ringraziamo – ha aggiunto Fugatti – perché avete perso una giornata di lavoro per venire oggi a Trento a ribadire quanto sia diventato difficile il vostro lavoro. Ci aiutate così a far comprendere che la convivenza con i grandi carnivori, così come ce la vogliono imporre, con i numeri di orsi e lupi presenti sul territorio, non può più essere tollerata.
Stiamo lavorando per ottenere una gestione diretta dei grandi carnivori e a breve il tema sarà trattato dalla Commissione dei Dodici, appena insediata, che lavorerà ad una specifica norma di attuazione. Sappiamo che non sarà un percorso facile, ma dobbiamo farlo e lo faremo anche con le altre regioni del nord. Ci sono azioni di breve periodo, come quella su M49, di cui ci siamo assunti la responsabilità per la prima volta senza che attaccasse l’uomo e ci sono azioni di lungo periodo. Per riuscirci abbiamo bisogno del vostro sostegno, di fare gioco di squadra, grazie davvero – ha concluso il presidente – il Trentino ha bisogno di voi”.

Parole riprese dal vicepresidente Tonina. “Siamo al vostro fianco – ha detto – perché sappiamo che la convivenza con lupo e orso non sia possibile all’interno dei territori di montagna. Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni, gli equilibri raggiunti, sono oggi a rischio. Dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi. Questa manifestazione ci darà forza per proseguire nell’impegno che abbiamo intrapreso per rivendicare una gestione locale del problema”.

“Se vogliamo preservare e valorizzare l’agricoltura e la zootecnia sulle nostre montagne – ha detto l’assessore Zanotelli – dobbiamo lavorare tutti insieme per fare in modo che ci venga data la possibilità di gestire orsi e lupi. La politica negli ultimi mesi non si è mai nascosta, abbiamo affrontato con il mondo agricolo queste tematiche e con i ministri di riferimento. Molti parlano senza conoscere realmente il problema, ma siete voi quelli che quotidianamente portano avanti l’agricoltura sul nostro territorio e noi continueremo ad appoggiarvi e nel contempo vi chiederemo di affiancarci in questa battaglia, che non sarà certo facile”.

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Assestamento. Le proposte del Patt. Ci sono molti punti sbagliati in questa manovra ma preferiamo in questa fase provare una via di proposta positiva per cercare di migliorarla. Lo facciamo auspicando un dialogo prima dell’aula e lo abbiamo detto al presidente Fugatti in commissione.

La giunta ha indicato tre pilastri di questa manovra assestamento.

Natalita’, investimenti, e ripristino territorio dopo la tempesta.

Abbiamo chiesto se la giunta è disponibile a valutare proposte migliorative su ciascuno dei temi evidenziati.

Per quanto riguarda la natalita’ riteniamo necessario che le misure debbano essere strutturali e molto piu’ articolate rispetto alla sola previsione di un bonus per nuovi nati. In particolare vorremmo discutere della possibilita’ di estendere tale misura fino ai 18 anni di età, di costruire nuove e innovative misure nel campo delle coperture per maternità delle lavoratrici del settore privato, e di incentivare congedi parentali per i padri.

Con riferimento agli investimenti chiediamo di valutare una piu’ puntuale programmazione con allocazione di risorse certe per quanto riguarda la tangenziale di Rovereto e di poter approfondire una nostra proposta.

E nel contempo di valutare incentivazioni per imprese artigiane e agricole su imis.

Con riferimento al ristoro dei danni al nostro territorio, procurati dalla tempesta Vaia , chiediamo di approfondire le nostre proposte che valorizzano la possibilita’ di recuperare territorio agricolo tramite bonifiche di bosco distrutto.

Naturalmente ci sono molti altri aspetti di maggiore specificità sulle quali chiediamo che vengano esaminate alcune nostre proposte emendative.

Gruppo consiliare PATT

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Ugo Rossi

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Basta campagne d’odio contro i grandi predatori del Trentino, basta terrorismo psicologico. Invece di fomentare paure senza fondamento, motivate solo dall’esigenza di agevolare i rimborsi e di spianare la strada alle fucilate, Coldiretti spinga i suoi associati ad adottare quelle buone pratiche che nei fatti hanno dimostrato di prevenire le predazioni. Metodi che vanno dal ricovero notturno ai cani da guardiania, alle recinzioni mobili. Ma gli allevatori devono anche e soprattutto essere fisicamente vicini ai loro animali; i quali non devono essere in alcun modo abbandonati a loro stessi». L’Ente Nazionale Protezione Animali replica così alle ennesime dichiarazioni allarmistiche diffuse oggi dall’associazione degli agricoltori.

«Coldiretti descrive uno scenario postbellico con un territorio occupato manu militari da qualche decina di lupi e di orsi. I quali, addirittura, impedirebbero alle famiglie di uscire di casa. Immaginiamo – prosegue Enpa – decine di migliaia di persone, in questi caldi giorni d’estate, barricate nelle loro abitazioni, porte e finestre sprangate, per paura di essere di imbattersi in un lupacchiotto o in uno dei figli di Daniza. Naturalmente, l’associazione degli agricoltori si guarda bene dal ricordare che l’ultima aggressione di un lupo ad un uomo risale agli anni di Napoleone Bonaparte».

Lupi, orsi e altri selvatici sono un patrimonio collettivo che, se utilizzato a fini del turismo, anche naturalistico, può produrre una grande ricchezza. «Tra l’altro – conclude Enpa – i lupi possono essere grandi alleati degli agricoltori perché, con la loro presenza, tengono sotto controllo le popolazioni dei cinghiali. Insomma, Coldiretti ha ben poco su cui recriminare».

ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI Ente morale, onlus

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È la manovra delle 3 A, Aleatorietà – Allineamento – Avarizia, non dell’Autonomia.È la manovra della solidarietà con tutti, tranne che con le trentine e i trentini che fanno progetti di solidarietà con i poveri del mondo.

Aleatorietà perché: non dice che cosa succederà dal 2020 dell’agevolazione sull’addizionale Irpef per i redditi bassi; finanzia la circonvallazione di Rovereto con i fondi dell’A22 che non sono ancora certi e acquisiti; introduce un requisito (gravoso e ingiusto, anche per i trentini “di ritorno”) di 10 anni di residenza per le case Itea e la natalità che è a quasi certo rischio di incostituzionalità (come affermato dallo stesso servizio legislativo della Provincia); premia le famiglie che avranno un figlio dal 1° gennaio 2020 ma non le mamme che partoriscono da oggi alla fine dell’anno; con gli sconti non progressivi sulle rette nido chi sta sotto lo 0,40 Icef fa bingo e chi sta 10 euro sopra il limite prende zero, senza alcuna graduazione e con divari di oltre 3mila euro l’anno tra famiglie che hanno quasi lo stesso reddito.
Allineamento perché si allinea alle incertezze disastrose del governo nazionale, alla mina vagante della flat tax, ai suoi slogan propagandistici, alle esigenze (incontestabili ma temporanee) dei danni della tempesta Vaia, e non esprime – nella sua quarantine di articoli stile fritto misto con contorno, una vera visione sul Trentino del futuro.
Avarizia perché i 5 centesimi al giorno pro capite tolti alla cooperazione internazionale con la cancellazione dello 0,25% sono molto, molto meno di un caffè quotidiano eppure si sbandierano sfacciatamente come la vittoria ideologica e contraddittoria del “NON aiutiamoli a casa loro”. Avarizia aleatoria anche in questo caso, perché Fugatti ieri sera in commissione ci ha detto: 10 milioni all’anno sono troppi, non dico che li ridurremo a 1, ma che siano 3 o 8 dipenderà dai progetti che saranno presentati. E i progetti già in corso? E la programmazione pluriennale? Che ci importa? – risponde in sostanza la giunta – sono trentini che si occupano di non trentini, e quindi possono essere lasciati al loro triste destino, che imparino ad essere così altruisti.
Se aggiungiamo che la manovra di assestamento di bilancio contiene in sé – come il ripieno di una pizza calzone – una vera e propria riforma della scuola (con la marcia indietro sul trilinguismo) che ben altre riflessioni e confronti meritava, riforma presentata in prima commissione legislativa in anomala assenza dell’assessore di competenza che dunque non si è neppure degnato di spiegarcela, si capisce come questo ddl n.21 sull’assestamento di bilancio, prima vera manovra della giunta Fugatti, a parte smuovere giustamente un po’ di opere pubbliche e di concorsi (doveroso ma anche fisiologico) sia una legge pasticciata e incoerente, un passo indietro per un’autonomia degna di questo nome.

PAOLO GHEZZI
capogruppo provinciale di FUTURA

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Nuovi distintivi di qualifica con il caldo si sono scollati. Paoloni (Sap): «Vergogna infinita».

«A poche ore dall’entrata in vigore dei tanto chiacchierati nuovi distintivi di qualifica, ci sono giunte foto e segnalazioni dei “nuovi” gradi già scollati per via del caldo. E’ una vergogna infinita».
Commenta così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), quello che il Sindacato ha sempre definito uno spreco di inutile di ben 5 milioni di euro.

«Una somma enorme sprecata per questi nuovi distintivi che, oltre a non piacerci, cancellano la storia dell’Istituzione della Polizia di Stato, generano confusione tra le qualifiche nell’ordine gerarchico interno e non sono compatibili, in termini di proporzioni, con alcune divise. Come Sap – spiega Paoloni – ci siamo opposti sin da subito, abbandonando all’epoca, anche il tavolo appositamente istituito. Eravamo e siamo ancora del parere, che quelle somme avrebbero potuto essere destinate a ben altre problematiche che affliggono l’apparato della sicurezza, come ad esempio la carenza di vestiario. Ai colleghi mancano le polo operative: sono costretti ad indossare divise logore, oppure miste tra operative e ordinarie. Questo ennesimo “flop” dei nuovi distintivi di qualifica sciolti dal caldo a poche ore dalla dotazione – conclude -, conferma quanto avevamo sempre sostenuto: ovvero che la scelta posta in essere dal Capo della Polizia, è stata inopportuna e forse, sarebbe il caso di dire, mal ponderata».

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Sabato 13 luglio il Parco Naturale Adamello Brenta riaprirà tre sentieri in Vallesinella, nel comune di Tre Ville sul territorio delle Regole di Spinale e Manez, dopo importanti lavori di ripristino. Si tratta del Sentiero dell’Orso (C52) e del Sentiero Paoli (C53) che avevano subito forti danni dal passaggio di Vaia ed erano stati quindi chiusi a ottobre, e del Sentiero delle Cascate Alte (C54) che è stato oggetto di manutenzione straordinaria programmata per circa due mesi.

Questi sentieri sono dei punti di riferimento per il turismo dell’alta Rendena e la loro chiusura aveva destato qualche preoccupazione tra gli operatori turistici, ma i lavori sono stati accelerati al massimo proprio per scongiurare disagi durante il boom della stagione.

“Gli interventi erano necessari adesso – specifica Matteo Motter, assessore del Parco con competenza alla sentieristica – e non procrastinabili. Il Sentiero dell’Orso e il Paoli dovevano essere sgombrati dagli schianti e le passerelle del Sentiero delle Cascate andavano sostituite prima dei passaggi più intensi. Le conseguenze di Vaia ci hanno portati questa primavera a potenziare l’impegno delle squadre operai sull’intero territorio, appena il meteo e lo scioglimento della neve lo hanno consentito. Per questo abbiamo anche rinforzato il comparto con l’assunzione di sei nuovi operai. Seguendo le priorità indicate dalla Provincia, abbiamo già raggiunto un’alta percentuale di sentieri recuperati dando maggiore importanza a quelli di collegamento con i rifugi alpini, a quelli turistici di fondovalle e a quelli di servizio per gli alpeggi.”.

Il Sentiero dell’Orso parte dalla località Palù di Campiglio e porta in un’ora abbondante a Malga Vallesinella Alta, rimanendo nel bosco a monte della strada. Il Sentiero Paoli parte dal Rifugio Vallesinella e si ricongiunge al Sentiero Orso.

“In quest’area – spiega Massimo Corradi, responsabile dell’Ufficio Tecnico-Ambientale del Parco – si sono verificati grandi schianti. Abbiamo quindi atteso i tempi necessari alla lavorazione del lotto di legname che stava effettuando la ditta Forestal4 di Borgo Chiese, incaricata dalle Regole e poi, appoggiandoci sempre a loro, che ci hanno messo a disposizione la teleferica installata sul posto, siamo riusciti in soli due giorni a portare in quota i mezzi meccanici e a liberare entrambi i sentieri. Dopodiché gli operai del Parco sono intervenuti per i lavori di dettaglio. Il primo tratto del Sentiero Orso, che presentava una situazione meno critica, è stato sistemato dagli operai del Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia.”.

Il Sentiero delle Cascate Alte, invece, attraversa le sorgenti carsiche della Sarca che si raggiungono in circa 20 minuti dal rifugio e porta anch’esso a Malga Vallesinella Alta. Il Sentiero era stato completamente rifatto nel 1996 e, attraverso una serie di passerelle, risale le cascate da cui è possibile osservare da vicino il percorso dell’acqua.

“Le passerelle – prosegue Corradi – presentavano diversi punti di marcescenza, inoltre, il fondo del sentiero era in diversi passaggi malagevole e invaso dalle radici degli alberi. In questo caso, il lavoro è stato eseguito dalla ditta Povinelli Vincenzo di Carisolo che ha vinto la gara. Sono state rifatte sette passerelle integralmente in larice al naturale, dalle travi portanti a ogni componente. Cinque sono posizionate sulle sorgenti e altre due più piccole per completare il percorso, dove il sentiero si interrompe. Sono poi stati rifatti i parapetti nei punti più pericolosi. Sono stati realizzati dei gradini in legno e in pietra, per superare tratti impervi, mentre alcune scale e gradini in cattivo stato sono stati sostituiti. Questo intervento è stato possibile grazie al finanziamento di 95.000 euro del Servizio Turismo della Provincia autonoma di Trento.”.

Per l’apertura del Sentiero dell’Arciduca, che da Palù giunge al parcheggio a valle della strada, sarà necessario ancora qualche giorno. Il Parco era intervenuto mesi fa per liberarlo dagli schianti di Vaia e ora sono in corso sistemazioni all’acquedotto da parte delle Regole.
Dalla prossima settimana la sentieristica di Vallesinella dovrebbe essere completamente aperta e i rifugi saranno raggiungibili da tutti i percorsi.

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Ad oggi purtroppo l’argomento delle molestie sessuali sul lavoro è tutto tranne che superato. NAVEX Global, leader mondiale della compliance in ambito lavorativo, ha condotto uno studio sulla situazione Europea e su come gestire al meglio tali offese e come prevenirle.

Link: http://www.navexglobal.com/it-it

Le molestie sessuali sul posto di lavoro sono generalmente collegate a una mancanza di potere da parte della vittima e un abuso di potere da parte dell’aggressore. Ad oggi sono molto più colpite le donne e sembra che le molestie vengano ricevute in maggior parte da superiori, con colleghi e clienti al secondo e terzo posto. Per tale ragione il cambiamento aziendale volto a eliminare tali molestie deve iniziare dall’alto, ed interessare tutti i livelli di un’organizzazione. Infatti, spesso non solo l’atto in sé crea un ambiente tossico, ma anche la tendenza dei colleghi a far finta di nulla o giudicare come “spiona” o “bugiarda” una donna che denuncia tale molestia. Una sana cultura aziendale dovrebbe ovviamente evitare molestie sessuali, ma nel malcapitato caso che queste avvengano, incoraggiare le vittime a denunciare il fatto e proteggerle da future ripercussioni sia a livello di carriera sia a livello sociale.

Il vero costo delle molestie sessuali

Secondo uno studio condotto da NAVEX Global, più del 50% delle donne in un’azienda hanno subito qualche tipo di molestia sessuale e a seguito di queste ben l’80% cambierà lavoro in due anni. Le conseguenze di una molestia sul lavoro sono drammatiche sia per l’individuo che per la compagnia. Tra tutte citiamo livelli alti di stress ansia e depressione, poca produttività e perdita di rispetto per i colleghi. Per non contare l’effetto deteriorante che uno scandalo del genere può avere sull’immagine di un brand e la facilità con cui ad oggi tali notizie raggiungano tutti grazie ai social media.

Ridefinire le molestie sessuali nell’era del #metoo
Il movimento #metoo ha preso piede nel 2017, dopo lo scandalo Weinstein. Spinta positiva che incoraggia donna e uomini di tutto il mondo a denunciare le violenze subite, ha anche portato alla luce tutte le diverse sfaccettature che una molestia sessuale può avere. Sono le cosiddette “zone grigie”, ovvero quei comportamenti che tradizionalmente non sono mai stati considerati come vera e propria molestia, ma che ad oggi invece sono visti esattamente come tali. Ciò include commenti sessuali, barzellette a sfondo erotico, inviti ambigui a casa di un collega, domande intrusive sulla sfera privata, battute offensive verso un collega riguardanti la sfera erotica. Questi atteggiamenti accadono spesso e, per quanto molestie sessuali vere e proprie, vengono spesso ignorati. Si stima che il 25% delle donne denunci un atteggiamento considerato da “zona grigia”, ma quando tali comportamenti vengono condannati dall’alto in un’azienda, il numero di donne che si fanno avanti sale fino al 60%. Perché? Paura di esser accusate di mentire, di voler fare la spia, di non stare al gioco e che la carriera ne soffrirà come conseguenza.

Come prevenire le molestie sessuali sul posto di lavoro

Il cambiamento deve essere capitaneggiato dall’alto. Se i leader di azienda si dimostrano preparati sull’argomento e assolutamente contrari, anche il resto dell’organizzazione seguirà il buon esempio. È importante che i direttori ricevano un training adeguato e che qualunque denuncia di molestia venga investigata e rettificata. Ma come si suol dire prevenire è meglio che curare. Fondamentale una cultura aziendale positiva e aperta, la quale viene raggiunta principalmente avendo lo stesso standard per uomini e donne. Ciò significa pagare entrambi i sessi ugualmente, evitare favoreggiamenti durante il processo di assunzione e avere una board di direttori mista tra uomini e donne e persone di diverse etnie. Un ambiente così vario già di per sé aiuta a prevenire qualsiasi caso di molestia sessuale e beneficia tutti i membri di un’organizzazione e società.

La situazione in Italia? Tra il dire e il fare…
Vera Cherepanova, consulente di etica e compliance presso Studio Etica, fa chiarezza sul tema e su come è la situazione delle molestie sul lavoro in Italia ad oggi.
Secondo un report dell’Istat, le molestie sessuali sul luogo di lavoro in Italia sono principalmente verbali, con battute e complimenti invadenti.
Il problema principale su territorio italiano è la cultura del paese, che si rispecchia poi nella cultura aziendale. Gli stereotipi culturali profondamente radicati nella società e la tendenza al machismo aprono la porta a comportamenti scorretti e molestie sessuali. Sempre secondo l’Istat, la violenza di genere in Italia è all’incirca alla pari della media europea, sebbene il paese abbia uno dei più alti tassi di femminicidio in Europa.
Questa cultura causa la mancanza di denuncia da parte delle vittime. C’è una gran paura che niente venga fatto al riguardo, subire ripercussioni su di sé o sulla famiglia, essere giudicati o maltrattati dai colleghi. Spesso si pensa che sia colpa della donna che ha “provocato” l’uomo con vestiti succinti o atteggiamenti troppo amichevoli. Questo non dovrebbe succedere, in quanto nessun atteggiamento o abbigliamento può mai essere considerato una giustificazione per una molestia sessuale.
Purtroppo, le aziende italiane hanno quasi sempre al vertice uomini, il che può essere di ostacolo a un ambiente vario e orientato al rispetto della diversità.
Nonostante ad oggi ci siano molte leggi che tutelano le vittime di violenza, il cambiamento principale va svolto a livello delle fondamenta della cultura di questa società troppo maschilista. Soltanto così potremmo far in modo che le molestie sessuali diminuiscano una volta per tutte e non vengano più “normalizzate”, come avviene oggi.

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About NAVEX Global
NAVEX Global offre una suite completa di software per l’etica e la conformità, contenuti e servizi che aiutano le organizzazioni a proteggere le proprie persone, la loro reputazione e i loro profitti. Con la fiducia di 95 aziende dei FORTUNE 100 e di oltre 13.000 clienti, le nostre soluzioni sono basate sulla più grande comunità di etica e conformità del mondo. Per ulteriori informazioni, visitare http://www.navexglobal.com/it-it.

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Incontro tra Kompatscher e il premier del governo tibetano in esiliio. La via del compromesso. E’ questa la strada giusta da seguire per il presidente del governo tibetano in esilio Lobsang Sangay, che ha incontrato il presidente Kompatscher.

“Il “Middle Way Approach”, la Via di Mezzo, la strada del dialogo, è la via giusta e l’autonoma dell’Alto Adige, da questo punto di vista, rappresenta un modello per i tibetani in esilio”. Da questa considerazione si è sviluppato ieri (11 luglio) il cordiale incontro tenutosi a Bolzano tra il Presidente Arno Kompatscher e il primo ministro del governo tibetano in esilio Lobsang Sangay. Il “Sikyong”, questo il titolo ufficiale del primo ministro del governo tibetano, ha riferito al Presidente dell’attuale situazione e dei recenti sviluppi sulla controversia relativa all’indipendenza del Tibet. “Si tratta di una situazione difficile – ha spiegato Kompatscher – paragonabile sotto alcuni aspetti alla questione altoatesina, durante i giorni più bui della nostra storia”.

Approccio di compromesso

Durante l’incontro, Kompatscher e Lobsang Sangay hanno riaffermato il ruolo di modello dell’autonomia altoatesina. La risposta giusta alla domanda su come proteggere la diversità culturale e sociale delle minoranze e, allo stesso tempo, facilitare il loro sviluppo all’interno di un’entità statale. “L’Alto Adige – secondo il presidente del governo tibetano in esilio – è un territorio molto speciale, che da decenni sta prosperando sia culturalmente che economicamente”. Kompatscher ha replicato, affermando che “l’Alto Adige rappresenta un modello di convivenza”, auspicando che “per il popolo tibetano possa finalmente concretizzarsi la via della pace seguendo l’approccio de la ‘Via di Mezzo’. L’autonomia dell’Alto Adige – ha ribadito – è un esempio positivo di come i conflitti possano essere superati”.

Relazioni amichevoli

Il presidente del governo tibetano in esilio ha ringraziato per il sostegno e ha elogiato le relazioni amichevoli che uniscono il Tibet e la provincia di Bolzano. Kompatscher ha sottolineato “che il sostegno economico e sociale del popolo tibetano, sia in esilio che nello stesso Tibet, può essere considerato una delle priorità della nostra cooperazione allo sviluppo”. Nel corso degli anni, l’Alto Adige ha sostenuto oltre 40 progetti, per un sostegno economico di circa due milioni di euro. L’obiettivo principale, ora, è la creazione di servizi educativi e sociali e progetti di sviluppo agricolo.

Dal 1960 il governo in esilio in India

Lobsang Sangay è stato eletto primo ministro del governo tibetano in esilio nel 2011 e confermato in carica nel 2016. Il governo tibetano in esilio è stato fondato nel centro di Dharamsala, in India, nel 1960, nel quale risiedono quasi 100.000 dei circa 130.000 tibetani, che vivono nei 39 insediamenti tibetani dell’India.

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Una originale mostra che inaugura, laboratori interattivi, dialoghi scientifici, concerti onirici e spettacoli a tema lunare: il 20 luglio è una di quelle date da segnare in agenda. Il Muse compie sei anni e, come da tradizione, organizza una grande festa d’estate. Ma ricorre anche il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna: era il 20 luglio 1969 (le prime ore del 21 luglio in Italia) quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin si posarono sul suolo lunare compiendo una missione a dir poco eccezionale nella storia dell’umanità. Un doppio anniversario che il Muse intende festeggiare insieme a tutta la cittadinanza con un ricco programma di appuntamenti – tra attività educative, performance artistiche, talk tra scienza e filosofia, scatenati dj set e una nuova grande mostra – che animerà sia gli spazi interni che il grande giardino del museo fino alle 2 di notte.

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Il salvataggio di Alitalia non deve avvenire a spese degli utenti. Lo afferma il Codacons, che vigilerà per evitare che i costi di qualsiasi operazione relativa alla compagnia di bandiera siano scaricati sulla collettività.

In nessun caso le decisioni del Governo su Alitalia dovranno determinare uso di denaro pubblico o costi di qualsiasi tipo a carico dei cittadini – spiega l’associazione – Il salvataggio della compagnia aerea è già costato alla collettività 8,6 miliardi di euro solo negli ultimi 10 anni, e non accetteremo altri prelievi dalle tasche degli italiani per coprire il debito di Alitalia.

Se davvero si vuole rendere la compagnia redditizia e salvarla dal fallimento senza ulteriori aiuti di Stato, occorre farla rinascere con logiche di mercato adottando strategie concorrenziali nel settore dei voli low cost, tagliando i costi e il personale in eccesso che deve essere ricollocato presso le Regioni. La nuova gestione di Alitalia, inoltre, deve essere trasparente e aperta ai rappresentanti degli utenti, i quali devono poter svolgere attività di controllo contro sprechi e incapacità che negli anni hanno portato l’azienda alla rovina.

Il Codacons chiede quindi al Governo che il piano di salvataggio nella sua interezza sia immediatamente comunicato ai cittadini, perché temiamo si tratti del solito sogno di mezza estate di chi solo a parole vuole salvare l’immagine del paese, e che potrebbe portare tra pochi anni alla stessa situazione disastrosa di oggi – conclude l’associazione.

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