Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il sottosegretario Candiani a Trento: “Sicurezza: questione di gioco di squadra”

“Non ci servono protagonisti ma persone che sanno lavorare in squadra. È il modo migliore per garantire la sicurezza e a Trento gli esempi di collaborazione fra istituzioni locali e statali non mancano”. Parola del sottosegretario Stefano Candiani oggi a Trento nell’ambito di una serie di visite territoriali che lo hanno portato nel corso del pomeriggio dapprima in Provincia, quindi al Commissariato del Governo dove è stato accolto dal prefetto Sandro Lombardi, infine alla sede della Questura.

“Abbiamo illustrato al sottosegretario – spiega il presidente Fugatti al termine della riunione cui hanno partecipato quasi tutti gli assessori – i risultati raggiunti in questi mesi di dialogo e lavoro assieme alle forze dell’ordine cui va il nostro ringraziamento. Dal presidio di Piazza Dante, alla lotta contro lo spaccio, via via fino ai comitati per l’ordine pubblico che hanno toccato temi come i grandi carnivori o la sicurezza sulle strade trentine. Abbiamo registrato anche un certo feedback positivo da parte dei commercianti, cosa che ci incoraggia a proseguire su questa strada”.
“Gli incontri sui territori sono importantissimi – ha aggiunto Candiani – perché ci consegnano input concreti da trasferire nei provvedimenti legislativi. Questo è un territorio speciale, ma al tempo stesso esigente e credo sia giusto puntare al meglio anziché consolarsi guardando alle situazioni peggiori del nostro Paese, perché abbiamo bisogno di best practices”.
Avanti dunque con la collaborazione, pensando anche ad un futuro dentro il quale potrebbero concretizzarsi soluzioni nuove, ad esempio per stabilizzare la residenzialità degli agenti, e persino progetti ambiziosi: uno fra tutti, la scuola di polizia da far nascere nel capoluogo.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il Presidente Paccher rende onore alla memoria di Cesare Battisti. La cerimonia commemorativa degli Alpini sul Doss Trento, a 103 anni dall’impiccagione dell’irredentista trentino.
Anche quest’anno le note del Silenzio hanno risuonato sul Doss Trento, in occasione del 103esimo anniversario della morte di Cesare Battisti. A rendere onore all’irrendentista trentino, impiccato per alto tradimento il 12 luglio del 1916, anche il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher che ha partecipato alla deposizione della corona al Mausoleo sul Monte Verruca. Insieme ai familiari di Cesare Battisti e ai numerosi alpini giunti sul posto, tra le numerose autorità, il comandante del 2º Reggimento genio guastatori alpino, il Colonnello Gaetano Celestre, il Commissario del Governo, Sandro Lombardi, il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, la deputata Martina Loss e il senatore Andrea De Bertoldi. Una cerimonia semplice e toccante, terminata con i canti del Coro della Sezione Ana di Trento, che ha voluto chiudere il momento commemorativo con l’Inno al Trentino.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Egregi Signori,

ci rivolgiamo a voi per chiedervi di diffondere l’allegata lettera riguardante il “Progetto Translagorai”, affinché a cittadini ed amministratori giunga il nostro punto di vista.

La lettera con firme è scaricabile da questo link:
https://www.dropbox.com/s/ot73ju68alf5o29/20190712_Lettera_Translagorai.pdf?dl=1

Siamo un gruppo di cittadini Fiemmesi, Vicini della Magnifica Comunità, Soci SAT, e altri cittadini che hanno deciso di condividere la lettera che venne pubblicata a fine maggio.

Nel frattempo, il 28 giugno vi è stato un incontro organizzato dal PD di Fiemme in cui sono state fornite delle informazioni di grande rilevanza (che contrastano con le affermazioni ufficiali finora note) da parte dello Scario della Magnifica Comunità di Fiemme Giacomo Boninsegna, e dall’ex-Assessore provinciale Mauro Gilmozzi.

Purtroppo l’evento non ha avuto copertura giornalistica, ma è possibile vederne una registrazione quasi completa qui https://youtu.be/sfcYi_8gw9k

Riteniamo che l’intervento edilizio-turistico previsto per Malga Lagorai sia ambientalmente dannoso ed economicamente non sostenibile: ciononostante è assente un dibattito sul modello di sviluppo che la comunità si vuole dare.

Distinti saluti

*
Daniele Bazzanella, SAT Cavalese
Luigi Girardi, SAT Cavalese
Ruggero Vaia, SAT Cavalese
Diego Vanzo, SAT Cavalese
Ezio Varesco, SAT Cavalese
Giovanna Agostino, Varena
Tommaso Artoni, SAT Cavalese
Paolo Brigadoi, Predazzo
Dario Caccamisi, SAT Cavalese
Carla Ceol, SAT Cavalese
Federico Corradini, Cavalese
Elisabetta Dellantonio, Predazzo
Carmen Delugan, SAT Cavalese
Giuseppe Gilmozzi, Tesero
Manuela Goss, Castello di Fiemme
Roberto Grandi, SAT Cavalese
Florian Häusl, SAT Cavalese
Alberto Lanzavecchia, SAT Cavalese
Massimo Mariani, Ziano di Fiemme
Giulio Peruzzi, SAT Cavalese
Melania Rebonato, SAT Cavalese
Valerio Trotter, SAT Predazzo
Andrea Vaia, Carano
Luciano Vanzo, Cavalese/Trento
Giuseppina Varesco, SAT Cavalese
Mario Varesco, Cavalese
Luigi Casanova, Moena
Anita Guadagnini, SAT Cavalese
Germana Goss, Castello di Fiemme
Tiziana Vanzo
Maurizio Zeni, Tesero
Chiara Corradini
Franco Ceschi
Alberto Degasperi
Giulio Baldessari, Lavis
Alessandro Ghezzer
Giuliana Iellici, Tesero
Giovanni Caviola, Cavalese
Diego Delvai, Carano
Giovanna Goss, Cavalese
Demattio Enrico, SAT Cavalese
Lorenzo Fellin, SAT Predazzo
Alessandro Caviola, Cavalese
Rita Rasom
Raffaella Lunelli
Armando Fellin, SAT Trento
Giovanni Cotti, SAT Cavalese
Sandro Rossi, Mezzocorona
Marilena Luchin, Mezzocorona
Alessia Donazzan
Maria Doliana, Tesero
Edda Dagostin
Donata Lauton, Ziano
Enzo Lauton, Ziano
Elsa Matordes, Castello
Andrea Carta, Vicenza
Andrea Farneti, CAI Ravenna
Ornella Ganarin, SAT Sopramonte

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TESTO INTEGRALE LETTERA

PROGETTO TRANSLAGORAI: NON VALORIZZAZIONE, MA MONETIZZAZIONE.
È stato interessante il dibattito su “Translagorai e Malga Lagorai pro e contro” organizzato dal PD di Fiemme venerdì 28 giugno a Cavalese, ospiti l’ex-Assessore provinciale Mauro Gilmozzi e lo Scario Giacomo Boninsegna. Peccato che non l’abbia organizzato la SAT, per la quale la montagna è ragion d’essere. Dalla serata sono emerse novità di assoluto rilievo che cambiano molti aspetti della questione “valorizzazione del Lagorai” e impongono di riaprire il confronto.
Il gruppo Lagorai – Cima d’Asta è un “unicum” non solo in Trentino, ma in tutte le Alpi: è la più vasta area senza o con pochissima antropizzazione di questa parte d’Italia. È un gioiello invidiabile, una rarità, tanto più perché non è fuori dal mondo, bensì nel bel mezzo del ricco Nord-Est, la parte economicamente e turisticamente più avanzata delle Alpi; è vicino a noi, alla portata di chiunque voglia viverne e goderne le meraviglie, le infinite bellezze e gioie che può dare. Perché il Lagorai è questa meraviglia, questa isola di paradiso? Soprattutto perché non è mai stato “valorizzato” come invece vuol fare il progetto Translagorai. Il Lagorai si valorizza da sé, non ha bisogno dei 3,6 milioni di euro della Provincia/UE spesi in questo modo. Basta lasciarlo com’è! Il suo valore, la sua importanza e attrattiva si incrementano da soli man mano che altrove il territorio viene manomesso, rovinato, antropizzato, insomma valorizzato. Un territorio così non ce l’ha nessuno: teniamocelo stretto così com’è!
Che senso ha spendere tutto quel denaro per far sì che il Lagorai assomigli sempre di più a qualcosa che in giro per le Alpi c’è già in molti altri posti? Perché si vuol fare del Lagorai quello che il Lagorai non è, ossia un posto per il turismo dai grandi numeri? Insomma è montagna unica, da non sprecare. Il Lagorai è conosciuto per questo, infatti chi si avventura in traversate di più giorni apprezza la natura quasi intatta, la solitudine e i silenzi.
Valorizziamo il Lagorai facendolo vivere, conoscere e apprezzare a chi cerca una montagna diversa dalle fragorose Dolomiti. Così vanno investite le risorse sul Lagorai, non con il cemento e le altre manomissioni. Così creeremo conoscenza, consapevolezza, offerte turistiche per esperienze nuove e diverse, posti di lavoro per guide e accompagnatori, e al contempo salvaguarderemo questo nostro patrimonio.
Perché per “valorizzare” un territorio si deve sempre costruirci sopra qualcosa? I 3,6 milioni di euro avranno nell’immediato soddisfatto qualcuno, ma nel contempo si saranno sprecate naturalità e integrità di aree, valli e terreni, aprendo la porta pro futuro a nuovi e maggiori interventi invasivi. Quello che manca in questa “monetizzazione” del Lagorai è il senso, la congruità – anche economica, la necessità e la visione di futuro e tutto ciò – è bene non dimenticarlo – viene fatto interamente con denaro pubblico a beneficio di soggetti privati.
Questo è ciò che pensiamo sul progetto “Translagorai” nel suo insieme ma, al suo interno c’è un punto, quello di Malga Lagorai, che grida vendetta al cielo. È un insulto alla logica, al buon senso e all’intelligenza di chiunque. Trasformare Malga Lagorai in un ristorante-rifugio è un progetto indifendibile da qualunque lato lo si guardi. Un progetto dal costo di 750 mila euro per creare una cattedrale nel deserto, intervenendo pesantemente sul territorio della val Lagorai. Ma ecco le “novità” della serata-dibattito di Cavalese.
Prima notizia. È ufficiale: Malga Lagorai con il progetto Translagorai non c’entra nulla fin dall’inizio. Lo hanno ammesso, ribadito e confermato sia l’ex-Assessore che lo Scario. La Magnifica Comunità di Fiemme non ha risorse sufficienti per finanziarne la ristrutturazione, quindi si è scelto questo “escamotage”, questa “furbata”, di inserire Malga Lagorai come rifugio d’appoggio alla Translagorai, per arrivare all’obiettivo di utilizzare soldi pubblici.
Ci chiediamo se tutto questo sia possibile e legittimo: si aggira la legge “inventando” una utilità (il rifugio- ristorante) da inserire in un provvedimento amministrativo (il progetto Translagorai) con delle motivazioni a sostegno palesemente infondate, illogiche, contraddittorie e complessivamente fuorvianti rispetto ai fini del progetto Translagorai. Nessuna autorità di controllo ha qualcosa da dire in merito a come si usano i fondi pubblici in questa iniziativa? È possibile che di fronte a questo modo di operare della Provincia nessuno abbia da obiettare?
Ma se Malga Lagorai non ha nulla a che fare con Translagorai, com’è ovvio da sempre perché è palesemente troppo bassa e lontana dal percorso (si perdono 600 m di dislivello e si deve risalire di 700 m il giorno dopo, che senso ha farne un rifugio-ristorante con 20 posti letto e almeno 40 posti tavola in sala più terrazza e posti esterni e tutti i servizi connessi, inclusi smaltimento dei reflui e dei rifiuti? A servizio di chi? Quanti possono mai essere gli escursionisti o le famiglie che salgono da Lago di Tesero fino alla malga (2h30- 3h)?
Seconda notizia. Gilmozzi e Boninsegna hanno ammesso che il progetto Malga Lagorai, come concepito e presentato, non ha sostenibilità economica: è un progetto “in debito” fin dall’inizio e questo è noto sia in Provincia che alla SAT. Hanno detto chiaramente che ogni anno si dovrà metterci del denaro perché quella struttura non si manterrà da sola. Allora aveva ragione il professor Daidola: in questo progetto si è cominciato dal tetto anziché dalle fondamenta! Quanto denaro sarà necessario buttare ogni anno per garantire la sostenibilità di Malga Lagorai? Sarà aperta tre mesi all’anno circa (giugno-settembre), ogni primavera c’è da rimettere in funzione la struttura, mantenerla efficiente, e poi garantire un reddito a chi la gestirà. Si sono fatti i conti? Basteranno 20-30 mila euro all’anno per tutto questo? Chi li mette questi denari? Forse la Magnifica Comunità che, come ha ammesso lo stesso Scario, non naviga proprio in buone acque? Anche fosse, per quanti anni si può reggere un simile insensato salasso?
Noi vediamo dei gravi rischi. Questa operazione economicamente sgangherata non reggerà a lungo, diverrà presto insostenibile per il proprietario (la Comunità), e allora diranno: “non possiamo lasciare andare tutto alla malora, vorrebbe dire aver buttato i soldi!” Si cercherà una soluzione, un salvatore della patria. E chi mai potrebbe “farsi carico” di rilanciare la boccheggiante Malga Lagorai, che si trova a un tiro di schioppo dal Cermis? Grazie alla fresca invenzione della ”geniale e demenziale” ferrata al Castèl di Bombasèl quest’aera è già divenuta un’appendice degli impiantisti. Eccola allora la soluzione! Funivie Cermìs – il convitato di pietra – potrà salvare la povera Malga Lagorai: basterà trovare un modo di collegarla all’area. Non si potrebbe fare, ci sono vincoli precisi, però il fine giustifica i mezzi: “salvare” un investimento pubblico. Si voterà qualche deroga con la scusa del pubblico interesse e si concederà ciò che non è concedibile. Ecco qual è il pericolo della valorizzazione-monetizzazione del Lagorai, ecco uno dei rischi davvero grossi di degenerazione del Lagorai.
Chi concordasse con quanto esposto può aderire scrivendo a malga.lagorai@virgilio.it

12 luglio 2019
Roberto Grandi, SAT Cavalese Daniele Bazzanella, SAT Cavalese Luigi Girardi, SAT Cavalese Ruggero Vaia, SAT Cavalese Diego Vanzo, SAT Cavalese
Ezio Varesco, SAT Cavalese Giovanna Agostino, Varena Tommaso Artoni, SAT Cavalese Paolo Brigadoi, Predazzo
Dario Caccamisi, SAT Cavalese Carla Ceol, SAT Cavalese
Federico Corradini, Cavalese Elisabetta Dellantonio, Predazzo Carmen Delugan, SAT Cavalese Giuseppe Gilmozzi, Tesero Manuela Goss, Castello di Fiemme Florian Häusl, SAT Cavalese
Alberto Lanzavecchia, SAT Cavalese Massimo Mariani, Ziano di Fiemme Giulio Peruzzi, SAT Cavalese
Melania Rebonato, SAT Cavalese Valerio Trotter, SAT Predazzo Andrea Vaia, Carano
Luciano Vanzo, Cavalese/Trento Giuseppina Varesco, SAT Cavalese Mario Varesco, Cavalese
Luigi Casanova, Moena
Anita Guadagnini, SAT Cavalese Germana Goss, Castello di Fiemme Tiziana Vanzo
Maurizio Zeni, Tesero
Chiara Corradini
Franco Ceschi
Alberto Degasperi
Giulio Baldessari, Lavis
Alessandro Ghezzer, Montepeloso Giuliana Iellici, Tesero
Giovanni Caviola, Cavalese
Diego Delvai, Carano
Giovanna Goss, Cavalese
Demattio Enrico, SAT Cavalese Lorenzo Fellin, SAT Predazzo Alessandro Caviola, Cavalese Rita Rasom
Raffaella Lunelli
Armando Fellin, SAT Trento Giovanni Cotti, SAT Cavalese Sandro Rossi, Mezzocorona Marilena Luchin, Mezzocorona Alessia Donazzan
Maria Doliana, Tesero
Edda Dagostin
Donata Lauton, Ziano
Enzo Lauton, Ziano
Elsa Matordes, Castello
Andrea Carta, Vicenza
Andrea Farneti, CAI Ravenna Ornella Ganarin, SAT Sopramonte

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Aperta a Ronzone la mostra dedicata a Frank Borzage. Domani l’intitolazione di una via del paese all’attore e regista di origini trentine

Con una mostra, inaugurata oggi pomeriggio, Ronzone in valle di Non vuole ricordare Frank Borzage, il grande attore e regista vincitore di due Premi Oscar, originario proprio di Ronzone. La rassegna, allestita nei Musei di Ronzone, rimarrà aperta fino al 13 ottobre. Domani, sabato, è prevista l’inaugurazione in paese di una strada che il Comune ha voluto intitolare a Frank Borzage. La mostra e l’intitolazione di una via del paese dedicata a Frank Borzage rappresentano i primi due eventi che il Comune, con la collaborazione della Provincia, di Trentino Film Commission, dell’Associazione culturale Sguardi di Cles, dell’Apt Val di Non e di altri sponsor pubblici e privati, ha voluto promuovere per far conoscere il nome di Borzage in Trentino e in Italia. Alla cerimonia inaugurale della mostra hanno partecipato il sindaco di Ronzone Stefano Endrizzi, che ha portato il saluto anche dell’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, nonché il presidente dell’Apt della valle di Non Lorenzo Paoli e numerosi amministratori e rappresentanti della valle. Presenti anche Stefania Nicotra direttrice del Museo degli italo americani di Washington, Renato Casaro illustratore cinematografico di fama mondiale, Ermanno Valsecchi discendente diretto in Italia della famiglia Borzage

Il sindaco Endrizzi ha spiegato i motivi per i quali il Comune ha voluto varare due anni di eventi per ricordare questo grande regista. “Suo padre Luigi Borzaga– ha detto Endrizzi – è nato a Ronzone e poi è emigrato negli Stati Uniti dove è nato Frank Borzaga (il cognome è stato mutato in Borzage dell’anagrafe americana). È stato uno dei tanti nonesi che a fine ‘800 furono costretti a emigrare per trovare lavoro e speranza. Con grande caparbietà e lavorando alacremente Luigi Borzaga ha messo in piedi una bella famiglia con ben 14 figli, sei dei quali, peraltro, morti in tenera età. Uno di questi, Frank nato nel 1894, ha saputo realizzare il suo sogno, che era quello di diventare attore di teatro. È stato prima attore di teatro, poi apprezzato attore del cinema e quindi regista vincendo, con grande bravura, ben due Premi Oscar. Possiamo dire con fierezza, additandolo anche alle nuove generazioni, che Frank Borzage è un ‘noneso’ e un trentino che ha realizzato il suo sogno, il sogno americano. La notorietà e i riconoscimenti che Frank Borzage ha ottenuto negli Stati Uniti e in Europa meritavano – ha concluso il sindaco – un momento di valorizzazione del suo nome anche in Trentino e in Italia, dove, contrariamente ad altri paesi, il suo nome ed il valore sono meno conosciuti. È questo il senso delle celebrazioni che abbiamo avviato e che prevedono, oltre alla mostra, l’inaugurazione di una strada di Ronzone dedicata al suo nome, e nel prossimo anno una grande retrospettiva e la pubblicazione di un catalogo/biografia in lingua italiana e inglese”.

Negli interventi successivi la direttrice del Museo degli italo-americani Stefania Nicotra, complimentandosi per le iniziative ha manifestato suo interesse per la mostra. “È mia intenzione – ha detto – portare questa bella mostra a Washington nel prossimo autunno creando all’interno del museo italo americano una sala permanente che ricordi le origini ed il grande valore di questo regista”.

Ettore Zampiccoli, che ha ideato il progetto, ha poi brevemente illustrato la figura di Frank Borzage. “Luigi Borzaga, il padre, – ha ricordato Zampiccoli – nasce a Ronzone nel 1859. Attorno ai vent’anni Luigi Borzaga emigra prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dove si stabilisce a Salt Like City. Sposa una cittadina svizzera, Maria Ruegg, dalla quale ha 14 figli. Frank è il quintogenito e nasce il 24 aprile 1894. Grande appassionato di teatro Frank Borzagenel 1912 esordisce nel cinema muto come attore. Poi nel 1917 passa alla regia inaugurando uno stile nuovo, che fa perno sull’uso della luce e sulla mobilità della macchina da presa. Dirige decine di film e ottiene due Premi Oscar: il primo nel 1929 con il film Settimo Cielo e il secondo nel 1932 con Bad Girl. Muore a Los Angeles nel 1962. Con Frank Borzage hanno lavorato molti famosi attori del cinema del secolo scorso, tra i quali Gary Cooper, Marlène Dietrich, Spencer Tracy, Luisa Raines e Victor Mature, quest’ultimo di origine trentina. Il padre di Victor, Gelindo Maturi, era nato infatti a Pinzolo in Val Rendena e poi emigrato in America”.

Roberto Festi, curatore della mostra, ha illustrato il percorso della mostra che attraverso materiale iconografico di grande valore (foto, manifesti, giornali ecc. rintracciato grazie anche alla collaborazione della Cineteca del Friuli e di Losanna) permette di apprezzare il valore artistico di questo regista. “Un regista – come ha sottolineato Gianluigi Bozza consulente scientifico della mostra – che gli storici del cinema definiscono giustamente americano perché nato negli Stati Uniti ma le cui radici sono chiaramente e indiscutibilmente trentine e nonese”. Bozza ha ricordato anche le innovazioni che Frank Borzage seppe portare nel mondo del cinema, sia quello muto che quello sonoro, guadagnandosi il favore del pubblico e della critica e ben meritando i due Premi Oscar.
In conclusione Michele Bellio ha portato infine il saluto dell’Associazione culturale Sguardi, che ha affiancato il Comune nell’organizzazione degli eventi.

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Riconoscimento internazionale per Trentodoc. Le congratulazioni dell’assessore Zanotelli.

Italia batte Francia nelle “bollicine” o meglio, Trentodoc batte Champagne. Le Cantine Ferrari di Trento sono state nominate “Sparkling wine producer of the year” nell’ambito del “Champagne & Sparkling wine world championships 2019”, la più importante competizione internazionale dedicata al settore. “Si tratta di un risultato davvero straordinario per il settore vitivinicolo trentino” evidenzia l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli. “Grande soddisfazione – aggiunge – per un riconoscimento a livello mondiale della qualità del Trentodoc metodo classico, capace di esprimere al meglio le peculiarità del nostro territorio di montagna. Un plauso – commenta infine Giulia Zanotelli – va ai tanti produttori che sanno valorizzare il nostro Trentino, realizzando prodotti dall’indiscussa qualità, creando un forte legame identitario e distintivo”.

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Celebrata nel vivaio San Giorgio di Olle la festa del patrono dei forestali. Il presidente Fugatti: “Siete le sentinelle del nostro territorio”.

“Le ferite provocate dalla tempesta Vaia sono ancora visibili all’interno di un patrimonio ambientale che il vostro impegno pluridecennale aveva contribuito a rendere così bello e unico. Il Trentino è stato piegato dal maltempo, ma grazie all’impegno e alla preparazione di tanti uomini e donne che amano il proprio territorio, siamo riusciti a rimetterci in piedi. Dobbiamo abituarci ad affrontare eventi straordinari legati ai cambiamenti del clima: voi siete gli interpreti delle nuove sfide della gestione ambientale. Sappiamo che il vostro impegno non è mai venuto meno. Siete le sentinelle del nostro territorio: siate orgogliosi del vostro lavoro, che ci consente di custodire il patrimonio ambientale del Trentino”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha salutato con queste parole il Corpo forestale del Trentino, che ha celebrato oggi il patrono San Giovanni Gualberto in località vivaio San Giorgio, a Olle, nel comune di Borgo Valsugana. Un luogo significativo, nel quale è stato lanciato un messaggio di speranza e fiducia.

Dopo la celebrazione religiosa, officiata dal parroco di Borgo don Maurizio Baldessari, è stato approfondito il tema tecnico scelto per questa edizione: la calamità che ha colpito anche il Trentino lo scorso ottobre, dei cui effetti hanno parlato Roberto Coali, Dirigente del Servizio Bacini montani e Giovanni Giovannini, Dirigente del Servizio Foreste e fauna. Si è parlato anche di Arte Sella, con il Presidente di questa realtà Giacomo Bianchi e il direttore Emanuele Montibeller. Hanno voluto essere presenti per testimoniare la propria vicinanza ai protagonisti di questa festa anche il commissario del Governo Sandro Lombardi, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il vicepresidente della Provincia Mario Tonina, l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, la deputata Martina Loss, il sindaco di Borgo Valsugana Enrico Galvan e l’omologo di Dimaro Folgarida Andrea Lazzaroni il cui territorio ha pagato il prezzo più alto per il maltempo. Proprio a quest’ultimo il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, foreste e difesa del suolo – nonché Capo del Corpo forestale – Romano Masè ha consegnato un riconoscimento in segno di vicinanza alla comunità di Dimaro. “Il fango ci ha sommerso, ma noi ci siamo risollevati grazie alla solidarietà e alla fermezza che caratterizza la comunità trentina. Voi forestali siete un luminoso esempio di ciò che significa andare oltre il senso del dovere” sono state le parole di Lazzaroni.

Il Corpo forestale del Trentino conta 229 unità di personale divise in 39 stazioni forestali sparse sul territorio provinciale. L’attività di vigilanza, controllo e tutela occupa in media tra il 50 e il 60% delle giornate di lavoro del personale delle strutture periferiche. Nel corso del 2018 sono state accertate 1.677 violazioni amministrative e 2019 violazioni di natura penale, con 519 sequestri amministrativi e 44 sequestri penali, con particolare riferimento ai settori della tutela del territorio, della fauna e delle armi, della tutela della natura e dell’ambiente anche grazie all’ottima collaborazione con le altre organizzazioni provinciali dedicate al presidio del territorio e con le Forze di polizia dello Stato. Non va poi dimenticata l’importante attività che impegna il gruppo specializzato per la gestione dei grandi carnivori. Proprio a tal proposito, il presidente Fugatti ha evidenziato: “Voglio rivolgervi un pensiero di gratitudine, perché vivete ogni giorno sulla vostra pelle la delicatezza e la difficoltà di questo tema. Anche voi avete un importante ruolo nella difesa dell’immagine del Trentino”.

Nella sua relazione, il Dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali ha ripercorso l’attività del Corpo durante i giorni dell’emergenza maltempo. Dal giorno successivo alla devastazione di Vaia, accanto alle operazioni di ripristino è stata effettuata una mappatura del territorio. “Ad oggi si contano oltre 300 punti o tratti segnalati per danni alle opere, all’assetto dell’alveo o per altre criticità in corrispondenza di interferenze ed infrastrutture” ha specificato il dirigente. Complessivamente, sono state approvate 6 perizie di somma urgenza, che hanno consentito l’attivazione di 54 cantieri di sistemazione idraulica e forestale. Ad oggi il Piano è stato eseguito al 95%, con un livello di pagamenti pari all’82% di quanto impegnato ed una previsione di conclusione dei lavori entro il prossimo 30 settembre. Nel corso dell’inverno è stato predisposto un secondo Piano degli Interventi urgenti sul reticolo idrografico, costituito da 41 perizie esecutive e progetti ritenuti prioritari per il ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale di competenza provinciale, per un totale di 14,5 milioni di euro, da attivare nel corso del 2019 (almeno il 70% entro il 30 settembre) e da completare entro il 2020. Gli investimenti principali sono previsti nei bacini dell’Avisio, del Noce e del Brenta ed in misura minore in quelli del Sarca, del Fersina e del Chiese. Ad oggi il Piano vede uno stato della progettazione superiore al 50% con l’inizio dei lavori sul 46% degli interventi previsti.

Il dirigente del Servizio foreste e fauna Giovanni Giovannini ha approfondito invece il tema degli schianti: la velocità del vento che ha investito il Trentino a fine ottobre ha colpito ampie zone, provocando crolli di alberi su una superficie totale di 20 mila ettari di bosco con una massa di 4 milioni di metri cubi di legname. Secondo gli ultimi report, la metà del legname a terra è stato venduto o tecnicamente affrontato con prezzi medi da considerare accettabili; il Corpo forestale ha inoltre progettato interventi di ripristino per le infrastrutture forestali a servizio delle aree danneggiate per quasi 10 milioni di euro su un totale di 2.430 chilometri di strade e 15,9 ettari di piazzali per lo stoccaggio del legname. A questi si aggiungono 4,5 milioni di euro di opere già concluse (1.200 chilometri di strade e 6,8 ettari di piazzali) che hanno impegnato oltre 200 imprese trentine: si parla soprattutto di piccoli cantieri che – tra le altre cose – hanno consentito gli alpeggi nelle malghe che altrimenti sarebbero rimaste irraggiungibili.

L’intervento di chiusura è spettato al dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, foreste e difesa del suolo Romano Masè: “La tempesta Vaia è un evento che ha lasciato un segno permanente sul territorio e nella mente delle nostre comunità. Un evento che ci impegna, ci stimola e ci costringe a considerare in modo diverso ciò che fin qui è stato fatto e che richiama la nostra attenzione su ciò che a livello planetario sta accadendo, sui cambiamenti radicali che sono in atto, sulle conseguenze che essi determinano sui nostri stili di vita, sul nostro approccio al governo del territorio. I cambiamenti climatici sono una realtà ineludibile con la quale dobbiamo necessariamente e responsabilmente fare i conti: è ora necessario un forte e convinto investimento per diffondere e rafforzare una nuova cultura dell’ambiente”.

LA SCHEDA

Nel corso della festa di San Giovanni Gualberto, patrono del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento, un riconoscimento è stato dato ai pensionati del Corpo forestale e delle altre strutture forestali, con la motivazione “con stima e riconoscenza per il servizio prestato nella Provincia autonoma di Trento a favore della collettività e per la conservazione delle risorse forestali e montane”. Si tratta di Giorgio Menghini, Marco Tava, Tarcisio Ballerin, Gelindo Collini, Vincenzo Rega, Roberto Sbetta, Ferdinando Nicolussi Castellan, Narcisio Parisi e Roberto Bonfioli (personale del Corpo forestale) e di Claudia Pedrotti, Livio Caset ed Ettore Ducati, Gloria Cappelletti, Ruggero Faes, Mariano Giacomelli, Piergiorgio Ruatti, Pietro Mariano Acler, Rosaria Conci, Giuseppe Giovannini, Fabio Chisté, Stefano Dellantonio e Angela Ruggeri (personale amministrativo-tecnico-operaio delle Strutture forestali).

A seguire sono state consegnate le onorificenze al personale che si è distinto in particolari attività o operazioni. Gli assistenti forestali Gianni Ghezzi e Giorgio Toniatti oltre che il custode forestale Renzo Pinamonti durante la tempesta Vaia hanno contribuito a mettere in sicurezza e a portare fuori pericolo alcune persone che erano rimaste bloccate dentro le loro macchine a Storo. L’ispettore forestale Piergiorgio Canella e l’assistente forestale Gianni Penasa durante un servizio mirato pomeridiano di monitoraggio calamità, lungo l’alveo del Rio Rotian a Dimaro Folgarida, hanno recuperato fisicamente delle persone (tra cui una bambina) che si trovavano in pericolo per via delle colate detritiche, contribuendo a metterle in salvo. Gli ispettori forestali Roberto Monte e Massimo Lissidini con gli assistenti forestali Adriano Stringari e Matteo Taddei della stazione di Predaia, coadiuvati da carabinieri forestali e polizia di Stato hanno organizzato un’attività antibracconaggio, che ha consentito di segnalare all’autorità giudiziaria più di dieci persone, che operavano illecitamente in ambito nazionale ma anche europeo.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Portinerie d’Ateneo, oggi un incontro in Provincia. Gli assessori Bisesti e Spinelli assieme alle parti, per favorire il dialogo.

La Provincia autonoma di Trento segue con grande attenzione la trattativa attorno al contratto per i lavoratori delle portinerie di Ateneo conseguente al cambio di appalto. Questa mattina un lungo incontro ha visto seduti al tavolo, presso il palazzo di piazza Dante, oltre ai rappresentanti sindacali e a quelli dell’azienda vincitrice dell’appalto per le portinerie, gli assessori provinciali all’università Mirko Bisesti e al lavoro Achille Spinelli. “Vogliamo – sottolinea l’assessore Bisesti – favorire il confronto tra azienda e sindacati perché ci sta a cuore il destino dei 54 lavoratori delle portinerie dell’Università”.

Dopo quello di oggi, in cui le parti si sono confrontate, un nuovo incontro si terrà, sempre in Provincia, lunedì prossimo nel pomeriggio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il prossimo 25 e 26 luglio il Presidente del Senato, senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, sarà in visita istituzionale a Bolzano e a Trento, dove avrà modo di incontrare anche gli esponenti delle categorie produttive e realtà particolarmente significative del territorio.

Tra queste, il sistema della Cooperazione Trentina, vero e proprio “distretto” che esprime eccellenze nei settori agroalimentare e non solo.

L’incontro con la Cooperazione, a cui sono invitati anche i principali esponenti della cooperazione altoatesina, è previsto a chiusura della prima giornata di visita, il 25 luglio.

Il Presidente del Senato, che sarà accompagnato dai parlamentari regionali, sarà accolto nella cittadella del vino delle Cantine Rotari a Mezzacorona.

Dopo una breve visita alla struttura, è previsto un intervento del Presidente cui seguiranno quelli della presidente della Cooperazione Trentina, Marina Mattarei, del presidente di Melinda Michele Odorizzi, che parlerà in particolare delle celle ipogee di Melinda, e di Giorgio Fracalossi, presidente della neocostituita capogruppo delle Banche di Credito Cooperativo Cassa Centrale Banca, nata dall’esperienza delle Casse Rurali Trentine.

All’incontro parteciperanno il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione, gli esponenti della Giunta provinciale e regionale, le autorità istituzionali con la delegazione parlamentare, i componenti del coordinamento imprenditori e i segretari confederali dei sindacati.

Al fine di rappresentare un quadro di insieme della cooperazione regionale, sono stati invitati i principali esponenti delle organizzazioni cooperative altoatesine, che potranno presentare al Presidente del Senato le realtà più significative nei vari settori in cui la cooperazione è presente.

L’incontro si concluderà con una cena a base dei prodotti della Cooperazione Trentina.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Diabete, risultati positivi dalla sperimentazione del dispositivo per il monitoraggio flash del glucosio. L’assessore Segnana: “Prosegue la sperimentazione”.

Proseguirà fino al prossimo 31 agosto la sperimentazione dei dispositivi medici per il monitoraggio flash del glucosio nei pazienti diabetici sottoposti al trattamento intensivo con l’insulina. Lo prevede la delibera proposta dall’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e approvata oggi in Giunta provinciale. Una decisione assunta in attesa che questa iniziativa possa diventare definitiva, alla luce dei risultati riscontrati sui pazienti trattati. “Sulla base dei dati emersi dalla sperimentazione, il giudizio é senza dubbio positivo sul dispositivo utilizzato e sulle ricadute in termini di migliore qualità di vita per i pazienti sottoposti al monitoraggio – sono le parole dell’assessore Segnana -. Durante la proroga inizierà una trattativa per concordare una fornitura pluriennale”.

L’iniziativa era stata promossa nel 2017, con l’autorizzazione all’Azienda sanitaria da parte della Giunta provinciale. In questi anni sono stati coinvolti pazienti diabetici, a partire dai 4 anni di età, in trattamento insulinico intensivo. La sperimentazione è proseguita per quasi due anni su 455 persone con diabete mellito di tipo 1 e 2 (294 adulti e 161 bambini e ragazzi). L’età media dei pazienti arruolati dai Centri diabetologici di riferimento è stata di 46,8 anni per gli adulti e di 16 anni per i minori.
Lo strumento utilizzato per la sperimentazione è costituito da un sensore che misura glucosio e glicemia, evitando l’utilizzo delle lancette pungidito; non si tratta di un tecnologia sostitutiva della metodologia tradizionale, ma integrativa che consente di ridurre la frequenza dei controlli quotidiani. Va detto che l’autocontrollo glicemico è uno strumento terapeutico con provati benefici per il monitoraggio clinico del diabete tra cui: riduzione dei livelli di emoglobina glicata, identificazione e riduzione delle ipoglicemie, maggiore flessibilità degli stili di vita, rinforzo della capacità di autogestione da parte del paziente. Nei pazienti, adulti e minori, seguiti dai Centri diabetologici di riferimento, il numero medio dei prelievi capillari è passato da un 4,9 a 1,7 al giorno.
Tra i benefici riscontrati in particolare nella fascia di età pediatrica, sicuramente vi sono il controllo glicemico effettuato durante l’orario scolastico e la permanenza a scuola dei bambini e dei ragazzi: l’utilizzo del sensore abbassa infatti il livello di ansia nei bambini, aumenta il senso di responsabilità e di autonomia richiedendo minor coinvolgimento da parte dell’insegnante. Strategica risulta anche la possibilità di trasmissione dei dati rilevati ai genitori attraverso l’apposita App che consente loro di modificare l’eventuale dosaggio corretto dell’insulina da somministrare.
Lo studio condotto ha evidenziato una buona accettabilità del dispositivo, tanto che solo il 4,4% dei pazienti coinvolti (pari a 20 unità) ha interrotto l’utilizzo del sensore. Per rilevare il livello di soddisfazione sono stati utilizzati dei questionari differenziati per adulti, bambini e ragazzi di 8-18 anni e genitori. I dati raccolti ed esaminati esprimono unanimamente ampia soddisfazione e un sostanziale miglioramento, sia rispetto all’aderenza terapeutica sia nella gestione quotidiana della patologia.

Techetechetè Superstar. Gianni Morandi al centro della puntata .Sabato 13 luglio, alle 20.30 in prima serata su Rai1, nuova puntata di Techetechetè Superstar. Protagonista, Gianni Morandi. Un viaggio attraverso la sua straordinaria avventura artistica idealmente raccontato al figlio Pietro, tra immagini, ricordi e riflessioni. L’esordio nel mondo della musica, i primi successi, le canzoni più amate, i film, gli show televisivi.

Ma anche tanti momenti meno conosciuti, come il concerto al Madison Square Garden di New York nel 1976, l’incontro con Cassius Clay e quello con George McCrae, col quale canta Rock your baby. La tournée a Mosca nel 1984. Le stagioni felici e il tempo della crisi negli anni ‘70. La paura che tutto fosse finito. Poi, invece, il ritorno al successo con le canzoni giuste e le persone giuste. E una grande certezza: il “Grazie” che Gianni Morandi sente di voler dire a chi di questa avventura è stato il punto di riferimento costante, il motore inesauribile, il pubblico.
Una puntata realizzata da Francesco Valitutti.

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