Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Cia continua a interpretare (male) le mie parole ma nel merito dei fatti preferisce non rispondere. Stare in maggioranza deve aver dato al consigliere Claudio Cia un certo senso di onnipotenza. Presa lettura di una mia recente interrogazione rivolta al presidente Kaswalder riguardo al servizio fornito dal bar della buvette del Consiglio Provinciale, Cia pensa bene di rispondere lui tramite comunicato della sua forza politica. Lo fa equivocando, non so quanto volutamente, le mie posizioni e costruendo un piccolo quadretto ricco di immagini suggestive partorite dalla sua fervida immaginazione. A suo giudizio io mi atteggerei a “moderno moralizzatore” e vorrei far passare il Consiglio provinciale per “una bisca degli anni ’30” (fra l’altro devo ammettere di non avere idea di come fossero le bische in quel periodo… visto che ne parla immagino che Cia ne sia invece edotto).
Come ho già avuto modo di spiegare, anche al consigliere Cia in un messaggio diretto tramite Facebook al quale non ha mai risposto, nelle mie parole non c’era alcun intento moralizzatore, presupposto erroneo sul quale continua a battere imperterrito, stavolta utilizzando il termine “beoni”, che segue al sinonimo, utilizzato sempre da lui, “ubriaconi”.

Sarei anche stufo di spiegarlo ma, visto che c’è chi non capisce lo ribadisco nuovamente: la questione è che non ritengo corretto ci si alzi mentre parlano i colleghi per andare al bar a bere e non considero altresì giusto che ai consiglieri provinciali sia concesso di bere alcolici durante lo svolgimento del loro mandato istituzionale. Per quanto riguarda le scelte personali invece per me una persona fintanto che non fa del male al prossimo può fare ciò che vuole, per cui non mi riconosco proprio nel termine “moralista” che Cia mi appioppa.

Come nota lo stesso Cia, il servizio bar serve anche il personale di Regione e Consiglio provinciale. Ritiene forse ci siano funzionari che vanno a farsi un cicchetto durante l’orario di lavoro? Io finora non ne ho visti, di consiglieri invece sì. Infine 2 parole per rassicurare Cia riguardo alla sua fantasiosa tesi finale: stia tranquillo, il mio ragionamento si estende anche al periodo precedente alle sedute. Se un consigliere andasse a bere prima di presentarsi in Consiglio non sarebbe comunque una bella cosa e naturalmente lo stesso vale per il consumo di droghe leggere. Si tratta di ovvietà, ma visto che Cia equivoca, non capisce, cerca di attribuirmi termini che usa solo lui e si spinge a teorizzare un mio beneplacito inesistente al consumo di droghe da parte dei Consiglieri prima del Consiglio, allora vale la pena di perdere 2 minuti e di rispondergli. Nel suo caso probabilmente non servirà, ma quanto meno si ristabilirà la verità dei fatti rispetto a certe interpretazioni di fantasia che potrebbero finire col confondere qualcuno. Concludo notando che Cia ha scritto molto per interpretare le mie parole ma non ha invece sprecato una sillaba per discutere nel merito della questione sollevata. Una circostanza che mi lascia perplesso… per il consigliere Cia va bene che i suoi colleghi bevano durante le sedute del Consiglio? Che lo dica chiaro invece di giocare a nascondino cambiando le mie parole.

P.S.

Cia su una cosa ha ragione e lo ringrazio per avermela segnalata: per errore nella mia interrogazione ho fatto riferimento alla data del 20/11/2019. Intendevo ovviamente che volevo i dati sul consumo di alcolici alla buvette a partire dal 20/11/2018, cioè dalla prima seduta del Consiglio provinciale. Mi cospargo il capo di cenere e provvedo subito a rimediare con una nuova interrogazione che presenterò al Presidente della Regione.

*
Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A22: a Mantova il punto con soci e stakeholder su concessione e nuovi investimenti. Il secondo incontro per approfondire con i territori interessati i contenuti dell’accordo di cooperazione relativo all’affidamento diretto della gestione della tratta autostradale Brennero-Modena ad una società in house si è tenuto a Mantova, nel primo pomeriggio di ieri. Gli attori istituzionali, e non solo, della zona hanno mostrato grande interesse e apprezzamento per un piano di interventi destinato ad avere ricadute importanti sul piano economico e non solo.

Sul piatto ci sono 110 milioni di contributo da parte di A22 per interventi sulla viabilità ordinaria funzionali all’asse autostradale, più 50 milioni per il porto e centro intermodale di Valdaro, assieme alle ricadute locali per i lavori relativi alla terza corsia tra Verona e Campogalliano e agli altri interventi considerati dal piano della società concessionaria. C’è molta attesa, è emerso, nella zona del mantovano per i progetti e gli impegni che discendono dal rinnovo della concessione dell’A22 e infatti, alla presentazione del piano di investimenti, si sono registrati gli apprezzamenti da parte dei rappresentanti del territorio che hanno colto la necessità di agire da protagonisti nella programmazione e progettazione delle opere per cogliere appieno le potenzialità sottese all’accordo con lo Stato.

In capo agli enti pubblici, come ha spiegato il presidente di A22 Luigi Olivieri a margine dell’incontro, c’è infatti l’impegno a progettare le opere. I contributi previsti sono importanti. In particolare sarà la tariffa ambientale, e – in attesa dell’attivazione di questa – gli accantonamenti del fondo per la ferrovia, a permettere il finanziamento per Valdaro, iniziativa che A22 considera importante perché arricchisce l’intermodalita della zona accostando al ferro e alla gomma anche il trasporto via acqua.

” É un bel segnale – ha commentato il presidente Fugatti – che realtà territoriali diverse dimostrino una comunione di intenti in un settore così importante. È un esempio di grande maturità”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Scuola trentina al top secondo i dati INVALSI 2019- E’ stato presentato ieri a Roma, presso la Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro Marco Bussetti e del Capo Dipartimento per il Sistema educativo di Istruzione e Formazione Carmela Palumbo, il Rapporto Nazionale sulle prove INVALSI condotte nella scorsa primavera.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Assessore all’Istruzione Mirko Bisesti per gli ottimi risultati ottenuti dalla scuola trentina. “Questi esiti -ha commentato l’Assessore Bisesti- premiano il lavoro di tutti coloro che quotidianamente si impegnano nei contesti scolastici provinciali, per garantire ai nostri giovani e alle nostre comunità prospettive di crescita appropriate e qualificate. A tutti loro va il mio più sincero apprezzamento e la mia più sentita riconoscenza. Ora dobbiamo lavorare per migliorare ulteriormente le prestazioni degli studenti trentini, confrontandosi con le eccellenze europee nel settore”.

Come ogni anno, nella prima decade di luglio l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione –INVALSI- presenta i dati delle rilevazioni sugli apprendimenti in Italiano, Matematica e Inglese realizzate per i diversi ordini e gradi di scuola nei mesi di marzo, aprile e maggio. Per la prima volta da quando sono state introdotte le rilevazioni nazionali, quest’anno scolastico le prove standardizzate (Italiano, Matematica e Inglese) sono state sostenute anche dagli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado.

Gli esiti ottenuti dalla popolazione studentesca trentina sono tra i migliori del Paese, con un trend positivo al crescere dei livelli: i risultati buoni in Italiano e Matematica osservati nella scuola primaria, divengono molto buoni al termine del primo ciclo d’istruzione, per raggiungere vere punte di eccellenze al termine della scuola secondaria di secondo grado, facendo del Trentino una delle realtà più avanzate di tutta Italia.

Risultati delle prove INVALSI in Italiano e Matematica

Livelli e ambito disciplinare Trentino Italia
2^ Primaria (ELEMENTARI)
Italiano 201 200
Matematica 207 200
5^ Primaria (ELEMENTARI)
Italiano 201 200
Matematica 203 200
3^ Sec. primo grado
(MEDIE)
Italiano 204 200
Matematica 213 200
2^ Sec. secondo grado
(SUPERIORI)
Italiano 217 200
Matematica 224 200
5^ Sec. secondo grado
(SUPERIORI)
Italiano 219 200
Matematica 224 200

Anche in tutti i gradi scolastici in cui si sono svolte le prove d’Inglese (V primaria, III secondaria di primo grado e V secondaria di secondo grado), la scuola trentina si posiziona tra le regioni con i risultati più alti, conseguendo esiti di vera eccellenza. Ecco alcuni numeri con riferimento ai livelli raggiunti:

Risultati delle prove INVALSI in Italiano e Matematica

Trentino Italia
Classe Traguardo previsto Lettura Ascolto Lettura Ascolto
V primaria A1 90,6% 88,5% 88,3% 84,0%
III secondaria di primo grado A2 86,9% 77,4% 77,6% 59,9%
V secondaria di secondo grado B2 75,0% 62,9% 51,8% 35,0%

Poiché le prove proposte da INVALSI sono il frutto di una collaborazione internazionale, i risultati così buoni degli allievi trentini acquisiscono un ulteriore valore, ossia testimoniano livelli di competenza (lettura e ascolto) in lingua inglese che pongono gli allievi della scuola di Trento al livello delle migliori e più avanzate esperienze europee.

Dalle prove INVALSI emerge quindi una scuola trentina fortemente coesa e in grado di ottenere ottimi risultati, anche nella scuola secondaria di II grado, dove tipicamente le difficoltà di alcune categorie di allievi aumentano. Inoltre, la scuola trentina mette in evidenza risultati eccellenti non solo nella parte alta o intermedia dei livelli di performance, ma si rivela anche tra le realtà scolastiche più inclusive del Paese. Infatti, in Trentino si osservano tra le percentuali più basse d’Italia di allievi con livelli di competenza non in linea con i traguardi delle Indicazioni nazionali/provinciali.

Infine, ma non da ultimo, la scuola provinciale si distingue in termini di efficacia ed equità, posizionandosi tra i contesti territoriali in cui la scuola è maggiormente efficiente e maggiormente equa, ossia in grado di garantire a tutti e a ciascuno uguali opportunità di apprendimento.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Cattura orso M49: il TAR respinge la richiesta di sospensiva presentata dalla Lega Nazionale per la difesa del Cane.

Il Tribunale di giustizia amministrativa di Trento ha respinto l’istanza avanzata dalla Lega Nazionale per la difesa del Cane con la quale si chiedeva la sospensione degli effetti dell’ordinanza, emanata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti lo scorso primo luglio, per la cattura dell’orso M49.

“Il provvedimento contestato – scrivono i giudici – appare congruamente e non illogicamente motivato in ordine alle esigenze di interesse pubblico che intende tutelare, interesse che nella comparazione complessiva appare prevalente, anche atteso che l’esecuzione dell’ordinanza si sostanzia nella mera cattura dell’animale”.

AGCOM: CONTESTATA ATTIVITÀ ILLEGALE A SITI DI SECONDARY TICKETING.L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha contestato ai principali siti di secondary ticketing la violazione della legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 545 per aver messo in vendita, su web e social network, biglietti per concerti e eventi senza essere titolari dei sistemi per la loro emissione e a prezzi fortemente maggiorati rispetto a quelli ufficiali.

Le verifiche, condotte dall’Autorità anche attraverso la Guardia di Finanza e la Polizia Postale, sono state avviate a seguito di segnalazioni presentate da società di vendita autorizzate, associazioni di artisti ed organizzatori di eventi. Le società rischiano una sanzione pecuniaria, la rimozione dei contenuti illeciti e, nei casi più gravi, l’oscuramento del sito.

Agcom rinnova comunque ai consumatori l’invito a prestare la massima attenzione alle condizioni e ai prezzi di vendita dei biglietti offerti dai siti di secondary ticketing, invitandoli ad acquistare i tagliandi esclusivamente sui siti di vendita autorizzati.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Assestamento, aumentare l’occupazione e il potere d’acquisto. Serve welfare inclusivo, sbagliato creare nuove disuguaglianze.
Ieri audizione di Cgil Cisl Uil in I Commissione. Sindacati: allarmati per tagli alla sanità, abbiamo proposto modifiche per aiutare davvero le famiglie.

Sostenere l’aumento dei redditi e ridurre il tasso di disoccupazione. Allo stesso tempo costruire un sistema di welfare che riduca le disuguaglianze, favorendo l’inclusione sociale e che non produca nuova esclusione minando la coesione sociale del Trentino. Sono queste solo alcune delle questioni illustrate ieri mattina da Cgil Cisl Uil del Trentino alla I Commissione provinciale nell’ambito del confronto sull’assestamento di bilancio. I sindacati hanno colto l’occasione anche per sollevare critiche e sottolineare limiti del nuovo pacchetto famiglia (bonus bebè e riduzione rette asili nido), sottolineando davanti ai consiglieri e all’assessore Gottardi che mai queste sono state rivolte al fine di sostenere la natalità – obiettivo urgente e condiviso – ma alle modalità con cui si intende realizzarlo. Per questa ragione Cgil Cisl Uil hanno messo nero su bianco la propria sorpresa nel vedere che le proposte del sindacato non sono state prese in considerazione né è stato colto il contenuto costruttivo delle critiche avanzate. Comunque l’assessore Gottardi ha fatto una timida apertura, per conto della giunta, sia sulla soglia dell’Icef a 0,40 sia sulla deduzione del lavoro femminile. “Attendiamo i fatti”, è stato il commento delle parti sociali.

Nel dettaglio nel corso dell’audizione di ieri mattina, per quanto riguarda il lavoro, Cgil Cisl Uil hanno posto l’accento su tre fenomeni preoccupanti, il rapido invecchiamento della popolazione attiva, l’aumento del part time involontario e la concentrazione degli stipendi medi più bassi in particolari settori, in particolare nella ristorazione, nel comparto alberghiero e nei servizi, sottolineando l’urgenza di politiche che sostengano la contrattazione per aumentare il potere d’acquisto, che mettano al centro la salute, la sicurezza e la qualità del lavoro.

Ancora sulle politiche del lavoro Cgil Cisl Uil hanno espresso apprezzamento per il potenziamento dei centri dell’impiego, ma hanno sottolineato la preoccupazione per le risorse: quelle stanziate in assestamento non sono sufficienti. Servono maggiori risorse spendibili già con il 2019.

Sul welfare i sindacati hanno ribadito la centralità delle politiche di inclusione, strumento indispensabile per rafforzare la coesione territoriale. In tale logica hanno manifestato grande preoccupazione per i tagli previsti (-120milioni di euro) al bilancio d,ell’Azienda sanitaria. -“Non ci bastano le rassicurazioni della giunta sul fatto che si tratti solo di razionalizzazione” – hanno detto i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. “Se di efficientamento si tratta, allora chiediamo un impegno concreto da parte dell’Esecutivo affinché le risorse risparmiare vengano comunque reinvestite nella sanità”. Allo stesso tempo hanno espresso preoccupazione per lo stallo della riforma del welfare anziani e hanno chiesto che venga realizzato un piano serio di investimento sugli alloggi a canone sociale e moderato.

Sulle politiche fiscali hanno puntato il dito contro la reintroduzione, dal 2020, dell’addizionale regionale Irpef per i redditi sotto i 20mila euro, che
si traduce in un aumento delle tasse per lavoratori e pensionati più poveri. “Chiediamo che le risorse risparmiate, cioè almeno 25 milioni euro, vengano comunque trasferite ai redditi più bassi”.

Sulle politiche della casa Cgil Cisl Uil hanno espresso contrarietà all’innalzamento dei requisiti di residenza. “Questa previsione produce effetti discriminatori ed è a rischio di costituzionalità e quindi facilmente impugnabile”.
Sull’assegno di natalità le tre sigle sindacali criticano l’introduzione di un ulteriore vincolo di residenza, peraltro diverso da quelli previsti per altre misure di sostegno; scelta che discrimina e crea confusione. In questo modo “se una famiglia è povera dopo tre anni ha diritto alla quota per il sostentamento ma non per la nascita di un figlio pur avendo un indicatore della condizione economica di molto inferiore al limite posto per l’accesso al beneficio dell’assegno di natalità (Icef 0,40)”. Sul fronte della soglia Icef hanno sollecitato l’introduzione di un criterio di progressività per l’accesso al beneficio “per evitare il meccanismo per il quale, con un euro in più di reddito, un potenziale beneficiario rischi di perdere tutto il contributo, aumentando così il rischio di scoraggiare la propensione alla produzione di reddito da lavoro proprio per rientrare sotto la soglia prevista.

La modulazione della misura non riguarderà quindi il livello di condizione economica del nucleo, bensì solo parametri legati agli anni o al luogo di residenza in Trentino. Lo stesso vale per quanto riguarda la riduzione delle rette degli asili nido, ulteriori a quelle già messe in atto alla scorsa giunta di centrosinistra autonomista: in questo caso il differenziale di beneficio per chi sta sopra o sotto la soglia Icef di 0,40 può raggiungere anche i 3.300 euro l’anno. Per questo chiediamo un intervento di riduzione, anche parziale, per le rette massime dei nidi”. Non convince inoltre il fatto che il bonus si applica solo ai nuovi nati e non a tutti i bambini con meno di 3 anni.

Cgil Cisl Uil hanno inoltre chiesto di aumentare la deducibilità ai fini Icef del lavoro femminile, per non disincentivare il lavoro e ampliare la platea dei beneficiari della misura. Resta senza risposte ad oggi anche la questione del mancato coordinamento con le misure nazionali che, se non previsto, rischia di ridurre l’impatto dei benefici sulle persone a spese delle casse provinciali. Per come sono costruiti ad oggi faranno risparmiare solo l’Inps.

Il documento di Cgil Cisl Uil si sofferma inoltre sugli investimenti pubblici, sottolinea l’urgenza di investire sulla tutela straordinaria del territorio e la tutela dell’ambiente; si esprime preoccupazione per l’assenza di risorse per il rinnovo dei contratti pubblici e si sottolinea la necessità di modificare le normative sugli appalti pubblici introducendo misure che tutelino l’occupazione e la qualità del lavoro.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nella mattinata di ieri, presso questo Commissariato del Governo, si è proceduto, attesi i risultati positivi conseguiti, al rinnovo, per un biennio, con i Sindaci di Trento e Rovereto, del Protocollo d’Intesa “Mille Occhi sulle Città”. Presenti, seppure non firmatari, il Questore ed i Rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Il Prefetto Lombardi, dopo aver espresso soddisfazione per l’attività posta in essere dalle Forze di Polizia, comprese le Polizie locali e dagli operatori degli Istituti di Vigilanza Privata nell’ambito del capoluogo e della città di Rovereto, ha sottolineato l’utilità della collaborazione delle collettività locali che grazie alla loro spiccata coscienza civica, segnalano alle Forze dell’Ordine, non solo il compimento di reati, ma anche il verificarsi di situazioni sospette.

Ambedue i Sindaci hanno elogiato l’iniziativa, accolta favorevolmente già dal 2011, ponendo l’accento su come la stessa costituisca uno degli strumenti utili per garantire la sicurezza dei cittadini, sia quella “reale” che quella percepita.

Anche il Questore ed i Rappresentanti delle altre Forze di Polizia hanno evidenziato come con il presente Protocollo venga riconosciuto un valore sociale
agli operatori della sicurezza privata, che stanno sempre più acquisendo una qualificata professionalità e come tale Patto vada a collocarsi nell’ambito delle politiche di “sicurezza sussidiaria e complementare”, ribadendo quindi che la stipula dei documenti di cui trattasi abbia come beneficiari i cittadini e la tutela dei loro diritti.

Muse, Palazzo delle Albere, Stadio Briamasco, Ex CTE… Un’area strategica da pensare unitariamente.

Se guardiamo al braccio di ferro in corso tra opzioni culturali, grande assente l’ente provinciale, che non sapendo cosa fare nulla dice, ed il positivo dibattito tra personalità della cultura e non solo, c’è un convitato che va ascoltato: la città di Trento.

Perché non è un’opzione culturale solo da mettere in campo, non sono solo scelte di disegno urbanistico o patrimoniali, è intrecciare cultura, sviluppo, turismo, storia di una città e della sua comunità, ieri oggi e domani.

Quando anche il comune vorrà essere ascoltato – è di alcuni giorni fa la richiesta di audizione dell’Assessore alla cultura provinciale fatta dal Presidente della Commissione cultura comunale, richiesta che probabilmente è stata ricevuta come poco interessante, tanto da farla mettere sotto le carte e rimandare un eventuale incontro a fine anno – allora potremo raccontare i percorsi già fatti, scelte già adottate dall’aula consigliare del capoluogo.

Intanto, vista la prossima variazione di bilancio di fine mese, vogliamo riproporre di inserire il costo previsto per la ristrutturazione della Barchessa di proprietà comunale tra le opere previste. Sì perché il comune c’è, e pensiamo che l’area vada progettata nel suo complesso!

*

Elisabetta Bozzarelli e Alberto Pattini

Ieri mattina, intorno alle ore 11.00 , presso l’ufficio postale di Canazei, un soggetto con il volto travisato dal casco, impugnando una pistola intimava alle due impiegate in servizio di consegnargli del denaro contante per un valore di 800 euro, che secondo l’uomo era l’ammontare di due pacchi che doveva ricevere ma che non erano mai arrivati, secondo lui per colpa delle poste italiane. Le due impiegate, riuscivano a mantenere la calma ed a guadagnare tempo, con la scusa di recuperare il denaro richiesto custodito all’interno della cassaforte che doveva essere aperta con i tempi dovuti.

In questo frangente riuscivano a far scattare l’allarme e ad inviare messaggi di quanto stava accadendo con i loro cellulari. Tra i destinatari dei messaggi anche il Comandante della Stazione Carabinieri di Canazei, che si trovava in ferie al mare con la famiglia, che immediatamente allertava sia la centrale operativa della Compagnia CC di Cavalese che i suoi Carabinieri di Canazei. Immediatamente scattava l’allarme di rapina in atto e sul posto in pochi minuti giungeva una pattuglia del Nucleo Radiomobile Carabinieri di Cavalese, che stava perlustrando la Val di Fassa e, poco dopo i Carabinieri della Stazione di Canazei, accorsi tutti sul luogo.

Il soggetto vistosi braccato, tentava la fuga dall’obbiettivo rapinato, ma veniva bloccato dagli operanti all’esterno dell’ufficio postale. Si constatava che la pistola utilizzata era una riproduzione di pistola vera ma comunque arma giocattolo. Il rapinatore, dopo essere stato bloccato e perquisito, veniva trasferito presso il Comando Compagnia Carabinieri di Cavalese. Sul posto è stato richiesto l’intervento di personale sanitario della Croce Bianca di Canazei, per fornire la necessaria assistenza alle due impiegate in evidente stato di agitazione.

Sono tutt’ora in corso gli opportuni accertamenti investigativi al fine di chiarire per quale motivo questo soggetto, risultato essere un uomo 69enne di Moena (TN) abbia compiuto un simile gesto, anche perché conosciuto come persona tranquilla, con famiglia e che ha svolto la professione di idraulico.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A22: dai territori la volontà di essere protagonisti per lo sviluppo del Paese.Il presidente Fugatti ieri a Modena, Mantova e Verona.

Il rinnovo della concessione di A22, le prospettive della società per il prossimo futuro, i progetti e i rapporti con i territori, il tema della liquidazione dei soci privati: sono stati questi i punti al centro della giornata che vede impegnato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, prima a Modena, dove si è recato ieri mattina, e a seguire a Mantova e Verona, dove è andato nel corso del pomeriggio. Con gli stakeholders e i rappresentanti dei territori si approfondisce il contenuto dell’accordo di cooperazione volto ad affidare direttamente la gestione della tratta autostradale Brennero-Modena ad una società in house a partecipazione interamente pubblica.

A Modena il presidente Fugatti, assieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, al presidente della società Luigi Olivieri, all’amministratore delegato di A22 Walther Pardatscher, al direttore generale della Provincia autonoma di Trento Paolo Nicoletti, ha incontrato la Giunta, il Consiglio provinciale e la Consulta economica della Provincia di Modena.

Il presidente Kompatscher ha espresso l’auspicio che i territori siano ancora coesi nella gestione del passaggio relativo al rinnovo della concessione. Ha ricordato che in gioco non c’è solo la gestione dell’autostrada ma delle corridoio del Brennero nel suo complesso.Pardatscher è entrato nei dettagli del piano finanziario di A22 che prevede investimenti per oltre 4 miliardi e 140 milioni sulla tratta autostradale e sui territori.

Uno dei primi interventi, ha spiegato l’amministratore delegato, riguarda la realizzazione della terza corsia tra Verona Nord e l’intersezione con A1 per la quale la progettazione è in fase avanzata. La terza corsia dinamica tra Verona e Bolzano nord è un altro degli investimenti previsti. Nella lista anche i lavori ai sovrappassi, alle barriere anti rumore, alle stazioni autostradali e ai centri per la sicurezza autostradale. Sono previsti inoltre investimenti per parcheggi e autoparchi, per le aree di servizio, per tecnologie, piazzole di sosta, barriere di sicurezza, manutenzioni delle opere d’arte. Per la viabilità locale di interesse per l’asse autostradale, A22 contribuirà per circa 30 milioni nella provincia di Reggio Emilia e per 60 milioni di euro in quella di Modena.

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