Giudice annulla l’arresto perché “è stato troppo facile prendere lo spacciatore”. Paoloni (Sap): «Inconcepibile».

«I giudici della Cassazione hanno annullato l’arresto di un pusher che, alla vista dei colleghi del Commissariato di Pre’, era scappato gettando via 12 involucri di cocaina, con una motivazione che ci lascia sbalorditi: la conformazione stradale dei vicoli di Genova, avrebbe facilitato l’arresto, precludendo allo spacciatore le vie di ‘salvezza’. Sembra di stare in un video game».

È il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), relativamente alla decisione dei giudici che hanno scarcerato il pusher al quale gli agenti avevano contestato l’aggravante del luogo, i carruggi, da anni zona franca che si presta al contrario, come sottolineato dall’accusa, a limitare l’azione di controllo delle forze dell’ordine.

«Alla base di questa valutazione – prosegue Paoloni – è stato posto un elemento soggettivo secondo il quale i vicoli sarebbero uno strumento utile agli operatori per dislocarsi e bloccare le vie di fuga, a discapito della realtà oggettiva, ovvero un uomo colto in piena attività di spaccio di stupefacenti, reato perseguibile penalmente. Quindi – conclude-, secondo questa valutazione, si può spacciare indisturbati purché l’arresto sia facile. Siamo senza parole».

Mobilità sostenibile a Braies: da domani scattano le chiusure. Da domani 10 luglio scattano le chiusure della strada che porta al lago di Braies. Sarà raggiungibile solo con il bus.
Meno auto ed emissioni inquinanti, più silenzio e aria pulita, per una nuova esperienza naturalistica della bellezza della valle di Braies con il suo lago: questi gli obiettivi del Piano per Braies, messo a punto dallo staff della mobilità della Provincia, dal Comune di Braies e da IDM, che diventerà operativo da domani (10 luglio).

“La valle di Braies con il suo eccezionale paesaggio delle Dolomiti patrimonio Unesco – afferma l’assessore Daniel Alfreider – sarà fruibile in modo più sostenibile e piacevole non solo per i turisti, ma anche per i cittadini del luogo per i quali questo provvedimento significa innanzitutto una maggiore qualità di vita. Vogliamo passo dopo passo realizzare per l’Alto Adige un modello di mobilità alpina sostenibile, capace di connettere i territori in modo smart e pulito, al quale tutti possono contribuire”. “Vogliamo gestire la mobilità in modo intelligente, migliorando la qualità della vita a tutti i residenti”, aggiunge il sindaco di Braies, Friedrich Mittermair.

Nell’estate 2018 i giorni di maggiore afflusso contavano oltre 10.000 turisti contemporaneamente presenti nella zona del lago. Numeri insostenibili per un ambiente così prezioso e delicato, che ora Provincia, Comune e IDM intendono ridurre. Sulla base dell’esperienza della scorsa estate e dopo numerosi incontri con i rappresentanti del Comune e gli stakeholder del territorio è stato così messo a punto il Piano per Braies 2019.

Il primo segnale di questa nuova strategia sarà visibile ai visitatori fin dalle località di Rio di Pusteria, Valdaora, Prato alla Drava e la frazione di Dobbiaco Carbonin, dove saranno affissi cartelli che all’ingresso della valle di Braies inviteranno i turisti a visitare con rispetto e in modo sostenibile il patrimonio Dolomiti Unesco.

Da domani (10 luglio) al 10 settembre 2019 la valle di Braies sarà raggiungibile fra le 10 e le 15 solo con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Il traffico veicolare dovrà invece fermarsi all’inizio della strada provinciale SP 47 che porta al lago di Braies e di quella per Braies Vecchia (SP 80). Da Monguelfo-Tesido ogni mezz’ora uno shuttle-bus collega la stazione dei treni al lago di Braies. Intensificata ogni mezz’ora anche la frequenza delle corse della linea 442 da Villabassa. Maggiori informazioni su come vivere la valle di Braies senza code, traffico e stress sono reperibili sul sito www.prags.bz.

In merito al medico di continuità assistenziale (ex guardia medica) della sede di Tonadico che non si è presentato in ambulatorio, Apss in quanto parte lesa ricorrerà in sede giudiziaria a tutela dell’immagine dell’ente e di tutti i propri professionisti.

Apss, già a partire dal marzo scorso, si è attivata nelle opportune sedi per denunciare le omissioni del medico della continuità assistenziale di Tonadico nel comune di Primiero-San Martino di Castrozza segnalandolo all’autorità giudiziaria e contestualmente ha avviato le procedure di addebito in sede amministrativa per violazione delle norme contrattuali con deferimento al collegio arbitrale.

In questi giorni, in seguito alla segnalazione dei Carabinieri di un’ulteriore assenza dal servizio il 14 giugno scorso, Apss ha avviato una seconda segnalazione di addebito nei confronti del medico.

Preme evidenziare che dal 1° luglio il servizio di continuità assistenziale nella sede di Tonadico è coperto da un altro professionista e che il medico inadempiente ha presentato le proprie dimissioni.

Addizionale regionale Irpef:  25 milioni di euro di tasse in più per i trentini dal 2020.

La giunta Fugatti, in linea col governo centrale gialloverde, invita a non preoccuparsi dell’ipotesi di introduzione del modello fiscale “Flat-Tax” a livello nazionale, sistema che avrà come conseguenza immediata la riduzione del gettito fiscale anche a livello provinciale, assicurando la gestazione di improbabili “clausole di salvaguardia” per la nostra autonomia.

Poi, come si evince dal Def Provinciale 2020-2022, avendo probabilmente poca fiducia essa stessa nei suoi referenti nazionali, mette direttamente mano nelle tasche dei trentini: non aumentando l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef (1,23%), ma prevedendo comunque di eliminare l’agevolazione, in essere dal 2015, per i contribuenti più poveri, quelli che dichiaravano un reddito Irpef appunto fino a 20.000 euro. Un bel prelievo di almeno 25-30 milioni di euro. In questo modo Piazza Dante tenta di dare una boccata di ossigeno alle casse provinciali, mentre si prepara a spendere 15 milioni di euro per un sostegno alla natalità iniquo e costruito male. Diversamente in Alto Adige la giunta SVP-Lega è orientata a mantenere l’attuale esenzione, lì fissata già a 28.000 euro, ed addirittura a portarla a 33.000 euro.

Per CGIL, CISL e UIL del Trentino nella nostra provincia ciò comporterà un salasso per più di 150.000 contribuenti che si vedranno tassati per 100 /200 euro a testa, ed ai quali nessuno, del nuovo “governo del cambiamento”, ha prospettato la reintroduzione della nuova imposta o detto almeno grazie.
Se è questa la declinazione dello spot elettorale leghista “prima i trentini”, si preparano tempi non rosei: mentre il vicepremier Salvini promette di tagliare le tasse prima agli italiani, in Trentino con la giunta Fugatti …. .“i trentini sono i primi a pagare”.

Preoccupante, inoltre, che l’addizionale peserà su redditi da pensione, o di lavoratori e lavoratrici part time, precari e comunque della fascia medio bassa della popolazione, che – permetteteci l’ironia – potranno comunque, solo se ultra settantenni, circolare gratis sui mezzi pubblici, assieme ai pensionati d’oro ed ai benestanti, per i quali invece non è stato previsto alcun incremento dell’imposizione di questa imposta.

Spiace constatare ad Alotti, Pomini e Ianeselli che anche chi, magari in Consiglio Provinciale, sta esaminando la manovra di assestamento del bilancio 2019, non abbia finora fiatato e che le preoccupazioni sollevate da taluni, sul gettito fiscale e delle entrate dell’autonomia trentina, non si siano concretizzati anche con prese di posizione chiare e decise a favore di questa  parte meno fortunata della popolazione trentina.

Questa agevolazione era stata a suo tempo concordata con le parti sociali quale minima contropartita politica e sociale per le famiglie, alla luce della rilevante riduzione del carico fiscale alle imprese per il rilancio dell’attività economica e degli investimenti infrastrutturali e di ricerca e sviluppo, riduzione peraltro confermata dal DEF in via di approvazione entro quest’estate.

L’averla esclusa, senza alcuna comunicazione diretta o discussione, produce un ulteriore “vulnus” ai rapporti fra il Governo Fugatti e le parti sociali, oltre che, se sarà effettivamente approvata e prevista dalla prossima legge di bilancio, un danno rilevante proprio ai cittadini e contribuenti trentini meno abbienti.

Assestamento bilancio: manovra presentata da Fugatti in I Commissione. Opere pubbliche, politiche per la natalità e ripristino del territorio gli obiettivi. Rossi critica l’assenza di politiche fiscali nel Defp e Tonini segnala l’incongruenza tra spese ed entrate ricorrenti.

Affiancato dagli assessori Mattia Gottardi e Giulia Zanotelli oltreché dal direttore generale Paolo Nicoletti e altri dirigenti, il presidente della Giunta Maurizio Fugatti ha illustrato stamane alla Prima Commissione, presieduta da Vanessa Masè il “pacchetto” dei tre provvedimenti che formano la manovra di assestamento del bilancio provinciale. Si tratta di due disegni di legge, il primo relativo al Rendiconto generale della Provincia per il 2018, il secondo dedicato all’assestamento di bilancio 2019-2020, ai quali si accompagna il Defp, vale a dire il Documento di economia e finanza provinciale, che delinea lo scenario complessivo in cui si inserisce la manovra. Tre gli obiettivi illustrati dal governatore: potenziamento degli investimenti sulle opere pubbliche, rafforzamento delle politiche per la natalità, ripristino del territorio dopo i danni causati dalla Tempesta Vaia. Due le questioni sollevate dalle minoranze. Rossi (Patt) ha lamentato l’assenza nel Defp di indicazioni circa l’intenzione, dichiarata poi a parole da Fugatti, di portare avanti le politiche fiscali adottate dall’esecutivo nella passata legislatura. Una lacuna a suo avviso grave perché lascia nell’incertezza imprese e cittadini circa agevolazioni quali l’addizionale Irpef. Tonini (Pd) ha giudicato incauto a fronte delle spese ricorrenti previste dall’assestamento prevedere solo coperture straordinarie derivanti dall’avanzo di amministrazione, considerata anche l’incertezza legata alle future entrate statali.

 

LA PRESENTAZIONE DI FUGATTI

Rendiconto: avanzo di amministrazione utilizzabile in questa manovra.
In merito al ddl riguardante il Rendiconto 2018, Fugatti ha sottolineato che la gestione contabile dell’anno scorso ha consentito alla Provincia di chiudere anticipatamente il piano di rientro dal disavanzo di natura tecnica di 119 milioni di euro rispetto ad un valore iniziale di 351 milioni di euro. Il presidente ha inoltre segnalato il ripristino della possibilità per gli enti territoriali di utilizzare l’avanzo di amministrazione dell’esercizio finanziario precedente, che nel caso della Provincia ammonta a 111,4 milioni di euro, che ora entrano quindi nella manovra di assestamento. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2018 – ha ricordato il governatore – si assesta sui 7,035 miliardi di euro.

 

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Gli obiettivi dell’assestamento.
Premesso che le risorse messe a disposizione dalla manovra ammontano complessivamente a 262 milioni di euro (avanzo di amministrazione più 80,7 milioni provenienti dalla Regione, più 39,5 derivanti da una variazione di entrate e più minori spese per 30,4 milioni di euro), in merito al ddl di assestamento 2019-2021, il presidente ha suddiviso la presentazione in una prima parte dedicata agli obiettivi e una seconda riguardante la normativa.
Tre gli obiettivi della manovra indicati da Fugatti: la conferma di tutte le opere pubbliche e degli investimenti già programmati nelle precedenti legislature, integrati da ulteriori investimenti messi in campo dall’attuale Giunta e dei Comuni; il rafforzamento delle politiche a sostegno della natalità attraverso un ulteriore abbattimento delle tariffe degli asili nido e l’attivazione per 5 anni di un contributo straordinario straordinario per i nuovi nati; e infine l’attuazione degli interventi di ripristino a seguito dei danni causati a fine ottobre dalla Tempesta Vaia, tenuto conto del piano di investimenti ammessi a finanziamento da parte dello Stato per 360 milioni di euro.

 

*Opere pubbliche.
Oltre ad attualizzare gli investimenti pubblici già programmati, ha spiegato che la Giunta punta nell’assestamento ad ulteriori investimenti in opere pubbliche in particolare per la realizzazione della variante di Pinzolo, del collegamento Mori-Passo S. Giovanni (“la Loppio Busa destinata – ha commentato – ad eliminare le colonne in che si formano in galleria all’altezza a Mori”), la circonvallazione di Rovereto con l’utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’A22 (“mettiamo fin d’ora in cantiere l’esecuzione di quest’opera che consideriamo molto importante”) e gli investimenti dei Comuni per 60 milioni di euro. Ma in quest’ambito, se si somma il finanziamento per completare gli investimenti già programmati a quello per i nuovi e quello per manutenzioni di natura corrente, si scopre che sul bilancio della Provincia 2019-2021 sono autorizzate risorse aggiuntive per oltre 90 milioni di euro. Se a questi si aggiungono gli investimenti già programmati per le opere pubbliche in tutti settori (sanità, banda larga, viabilità-piste ciclabili-trasporti, edilizia scolastica, depuratori-discariche-bonifiche e interventi sul patrimonio pubblico), si raggiunge la cifra complessiva di 1.613 milioni di euro.

 

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Piano per la natalità.
Dopo aver ricordato che l’assestamento mette a disposizione le risorse per completare gli interventi di ripristino dei danni causati dalla calamità di fine ottobre 2018, in base al piano di investimenti ammessi a finanziamento da parte dello Stato pari a complessivi 360 milioni di euro, Fugatti ha messo soprattutto l’accento sul piano per la natalità. L’intenzione evidenziata dal governatore è di prevedere per questo obiettivo una “spesa annua a regime” di 15 milioni di euro. Iniziando però fin d’ora, dal 1 settembre di quest’anno, con l’ulteriore abbattimento delle rette dei nidi pagate dai nuclei familiari. Abbattimento che la Giunta ha inserito nell’assestamento e che, aggiunto al “bonus nidi” previsto a livello nazionale, determina un sostanziale azzeramento delle rette a carico delle famiglie con Icef inferiore allo 0,40. “Percentuale – ha puntualizzato – che corrisponde ad un reddito di circa 49.000 euro”. Al riguardo Fugatti ha precisato che “se il governo nazionale non mettesse a disposizione le risorse per il bonus nidi, allora interverrà la Provincia, perché nel nostro programma c’è l’impegno di arrivare alla gratuità dei nidi per le famiglie con quel reddito”.
Sempre in funzione dello stesso obiettivo l’assestamento inizia a finanziare un “assegno di natalità per i nuovi nati a partire dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2024”. Assegno corrisposto quindi fino al compimento dei 3 anni del bambino. “Sappiamo – ha chiarito Fugatti – che questa non può essere l’unica azione per favorire la natalità e per questo nel prossimo futuro favoriremo anche la conciliazione del lavoro soprattutto femminile con la famiglia. Ma siccome in tema di natalità anche per il Trentino la situazione è critica, la Giunta ha voluto “provare a dare un segnale forte già a partire da questo assestamento, mettendo a disposizione risorse certe per le famiglie nei primi tre anni di vita”, intervenendo per rimuovere intanto ed almeno gli ostacoli di natura economica che dissuadono dal mettere al mondo bambini”. “Fra 3-5 anni verificheremo se in tal modo le cose saranno migliorate. In questo senso le famiglie riceveranno un contributo di 1.200 euro all’anno per il primo figlio, ai quali si aggiungeranno altri 1.440 euro per il secondo figlio (portando così il contributo a 2.640 euro), ulteriori 2.400 euro per il terzo (per un totale di 5.040 euro) e altri 4.800 euro annui per il quarto figlio (totale 7.440 euro). Il tutto sempre per i figli nati nel periodo 1 gennaio 202 e 31 dicembre 2024. Il contributo si cumula con l’attuale quota finalizzata al sostegno delle famiglie con figli dell’assegno unico provinciale. Il contributo cumulato risulta perciò di 1.884 euro per il primo figlio, di 4.47 euro per il secondo, di 7.484 per il terzo e di 11.091 per il quarto. “Si tratta – ha proseguito Fugatti – di un incentivo alla natalità che quindi deve valere pro futuro. A chi obietta che si doveva partire retroattivamente, dal 1 gennaio 2019, per non discriminare nessuno, rispondiamo che allora si poteva anche partire dal 1 gennaio 2018. Da qualche data bisognava pur iniziare. Le critiche sono legittime – ha concluso il presidente – ma altrettanto legittimo è considerare una scelta logica partire dal 1 gennaio 2020”.

 

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Settori economici, lavoro, casa, enti locali, welfare, scuola, sport e cultura.
Il presidente ha proseguito ricordando che l’assestamento mette a disposizione dei settori economici, turismo escluso, risorse che integrano quelle già previste nel bilancio tecnico dell’anno scorso per un totale di 25,6 milioni di euro. Alla promozione turistica sono destinati in tutto 22 milioni di euro, all’agricoltura 19,6 milioni di euro, alla valorizzazione del territorio 19 milioni di euro. Per il lavoro la manovra stanzia 8,1 milioni di euro che andranno all’Agenzia del lavoro e ad altri interventi minori. Sulle politiche per la casa (7,3 milioni di euro) Fugatti ha segnalato in particolare il finanziamento per il nuovo bando per l’abbattimento degli interessi sui mutui contratti quale anticipo delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia degli alloggi, e per gli enti locali (8,8 milioni di euro) l’aggiunta di 60 milioni per il finanziamento di investimenti dei Comuni tramite Cassa del Trentino.
Quanto al Welfare, oltre ai 15 milioni di euro sul triennio 2019-2021 riguardanti le nuove misure previste dal Piano per la natalità, l’assestamento stanzia complessivamente 30,5 milioni di euro. Per la scuola 13,3 milioni di euro, per lo sport 5,4 milioni di euro e per la cultura 11,5 milioni di euro.

 

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La parte normativa. Carta dell’inquilino Itea e alloggi gratis nelle zone spopolate.
Riassumendo le norme più significative del ddl sull’assestamento, formato da 45 articoli, Fugatti ha parlato innanzitutto della previsione di estendere anche alle scuole, alla sanità e ai servizi socio-assistenziali l’obbligo, oggi imposto ai privati in regime di convenzione, di utilizzare per la ristorazione collettiva pubblica una percentuale minima di prodotti a km 0, biologici e a basso impatto ambientale. Il governatore si è poi soffermato sulle varie norme del ddl assestamento riferite all’Itea, che introducono la carta dell’inquilino (ad ogni nucleo familiare in alloggio Itea si assegna un punteggio iniziale di 30 punti che verrà decurtato in caso di comportamenti scorretti, fino alla revoca dell’assegnazione dell’alloggio in caso di azzeramento), la messa a disposizione gratuita a giovani coppie di alloggi Itea rimasti inutilizzati per almeno 5 anni in zone decentrate e poco popolare di montagna, alcuni casi di revoca di assegnazioni di alloggi Itea ad esempio per uso improprio di un appartamento, e l’introduzione del requisito dei 10 anni di residenza già introdotto per il l’accesso al reddito di cittadinanza.

 

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Solidarietà internazionale, non fine degli aiuti ma ad un contributo obbligatorio.
A proposito dell’abolizione della norma che impegnava la Provincia a destinare ogni anno alla solidarietà internazionale lo 0,25% del bilancio, Fugatti ha precisato che “questo non vuol dire che la Provincia non intenda più finanziare progetti in questo settore, ma solo che non vi può essere alcuna previsione che stabilisce che ad un certo settore è obbligatorio destinare determinate risorse”. “Vi saranno perciò modalità di finanziamento diverse, legate alla compartecipazione dei privati e a specifici progetti”. Anche per quanto riguarda la norma che subordina l’erogazione di contributi provinciali a cittadini stranieri non appartenenti all’Unione europea, alla presentazione da parte loro insieme alla relativa domanda anche di una dichiarazione sostitutiva che attesti ad esempio il possesso di un immobile verificabile presso soggetti pubblici e privati italiani o documentato da un certificato rilasciato dallo Stato estero di provenienza, il presidente ha tenuto a precisare che la Giunta terrà conto di come sarà applicata questa novità da cui sono esclusi – ha chiarito – tutti coloro che fuggono da una guerra. Negli altri casi però si tratta di introdurre un principio di equità e un meccanismo di giustizia.

 

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Turismo. Ai Comuni il 50% dell’imposta di soggiorno.
Il ddl prevede che ai Comuni verrà trasferita una quota del gettito (50%) dell’imposta di soggiorno per gli alloggi ad uso turistico. Le norme introducono anche il Condhotel, vale a dire una tipologia innovativa di esercizi alberghieri in cui convivono la destinazione alberghiera e quella residenziale.

 

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Scuola e formazione. Torna il Sovrintendente.
Nella settore scuola il ddl reintroduce il sovrintendente scolastico provinciale, mentre per quanto riguarda il Clil (studio “potenziato” di tedesco e inglese) gli istituti saranno autonomi nelle decisioni. Infine all’Alta Formazione professionale la normativa stabilisce che si potrà accedere con un diploma professionale quadriennale e la frequenza di un corso per rafforzare le competenze.

 

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Opere pubbliche e Olimpiadi.
Per accelerare le procedure, ha spiegato il presidente, il ddl prevede che in via sperimentale fino al 31 dicembre 2021 la Pat potrà individuare in sede di programmazione le opere per le quali le attività di progettazione/tecniche sono affidate anche parzialmente a soggetti esterni all’amministrazione.
Infine per le Olimpiadi invernali che coinvolgeranno anche il Trentino nel 2026, Fugatti ha evidenziato che con il ddl consente alla Provincia di concorrere al finanziamento delle strutture sportive o di altre opere di competenza dei Comuni connesse allo svolgimento delle gare. “Dobbiamo farci trovare pronti su tre fronti – ha insistito il presidente –: le opere relative alle strutture dei siti in cui sono previste le gare, con in testa Baselga di Pinè; i progetti per interventi di mobilità come l’elettrificazione della Valsugana e i collegamenti su rotaia con il Veneto e Bolzano, perché per questi progetti su questo capitolo il governo metterà a disposizione ulteriori risorse; e infine altri progetti se il governo dovesse andare anche oltre quest, la Provincia dev’essere pronta con progetti ed essere i primi. Infine Fugatti ha accennato anche alla norma inserita nel ddl in merito allo Spoil system “che – ha spiegato – è stata mutuata dal governo nazionale per permettere ad una nuova amministrazione che si insedia di revocare entro 6 mesi gli incarichi a dirigenti che erano stati affidati in precedenza. , applicabile anche in Trentino. Non ci vediamo nulla di polemico né di fuori luogo – ha concluso”.

 

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Defp: Flat tax positiva per il Trentino ma andrà monitorata d’accordo con lo Stato.
“Il documento – ha esordito Fugatti – mostra che la crescita dell’economia mondiale rallenta mentre a livello provinciale continua nonostante i segnali di rallentamento emergenti a livello nazionale”. Rispetto al 2016, che è stato l’anno più difficile vissuto dal nostro territorio perché portava con sé il ritardo con cui il Trentino segue l’andamento della situazione nazionale, oggi è in atto una fase economica espansiva che ha superato la caduta avuta dal Pil negli ultimi anni. Quanto alla Flat tax e alle potenziali conseguenze sul quadro finanziario provinciale. Fugatti ha ripetuto di essere da sempre favorevole alla riduzione delle imposte. “Con meno tasse infatti – ha osservato – si mettono più risorse a disposizione di famiglie e imprese che alimentano maggiori consumi e investimenti e quindi anche il gettito fiscale”. A suo avviso, quindi, una riduzione di 10 punti delle tasse rimetterebbero quindi in moto la crescita. Ciò non significa però – ha aggiunto il governatore – rinunciare ad un accordo con lo Stato che garantisca la stabilità finanziaria della nostra Autonomia in caso di applicazione della Flat tax a partire dal 2020”. Per Fugatti con lo Stato e in particolare con la Ragioneria dello Stato occorrerà stringere un accordo di medio periodo che assicuri un monitoraggio su come evolverà la situazione. Si tratta di capire se per effetto della riduzione delle tasse pagate nel nostro territorio, nel giro di 3-5 anni avremo un minor gettito e quindi anche minori entrate dovute al calo dei trasferimenti statali, mentre è necessario assicurare alla Provincia la gestione delle proprie competenze. La terza parte del Defp, ha ricordato il presidente, non è che è la sintesi del Programma di sviluppo provinciale in un’ottica però non quinquennale ma triennale.

 

 

LA DISCUSSIONE.

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Rossi: le politiche fiscali assenti nel Defp generano un’inaccettabile incertezza.
Ugo Rossi, capogruppo del Patt, ha osservato che l’assestamento non indica variazioni nelle politiche fiscali della Provincia ma che il Defp è per sua natura lo strumento principale con cui si prefigurano gli interventi di finanza pubblica dei prossimi anni. Interventi condizionati ovviamente dalle scelte del governo nazionale come nel caso della Flat tax. Ecco perché su questo punto per Rossi il Defp andrebbe integrato. In tema di agevolazioni fiscali riguardanti l’addizionale Irpef per i cittadini e la parte Irap e Imis per le imprese, azioni che incidono sulla finanza provinciale per circa 100 milioni di euro sulle imprese e per latri 100 milioni sulle famiglie, Rossi ha evidenziato come l’incertezza su questo punto genera sfiducia nelle imprese e frena la spesa delle famiglie. “I cittadini e le imprese del Trentino – ha insistito – chiedono se l’invarianza delle politiche fiscali per circa 200 milioni è o no un obiettivo del governo provinciale. Si tratta di elemento anche metodologicamente fondamentale per ragionare di conti pubblici. Se no quel che si vuol fare oggi rischia di non avere fondamento domani”. Rossi ha chiesto se sia prevista dalla Giunta una nota di aggiornamento al Defp, nota nella quale potrebbero essere inserite le politiche fiscali della Provincia assenti in questo documento di economia e finanza. Il direttore della Provincia Nicoletti ha spiegato che la nota arriverà entro l’autunno prima della presentazione del bilancio della Provincia.

 

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Tonini: mancano in parte le coperture perché le spese superano le entrate.
Giorgio Tonini (Pd) ha posto due questioni. Ha notato in primo luogo che il testo del ddl sull’assestamento messo oggi a disposizione è quello approvato dalla Giunta, non ancora passato al vaglio del presidente del Consiglio provinciale. E ha chiesto quando Kaswalder dichiarerà l’eventuale inammissibilità di alcuni articoli del ddl perché i consiglieri possano disporre della versione sulla quale poter presentare emendamenti. Perché se il testo licenziato dal Servizio legislativo di palazzo Trentini e dal presidente Kaswalder arriverà ai consiglieri solo giovedì, giorno in cui è previsto l’esame degli articoli e poi il voto della Prima Commissione, difficilmente i consiglieri avranno tempo a sufficienza per studiare le norme “certe” del ddl e proporre emendamenti.
Claudio Cia (Agire) ha confermato che il ddl è ancora all’attenzione del servizio legislativo del Consiglio per la valutazione di ammissibilità degli articoli.
La presidente della Prima Commissione Vanessa Masè ha subito risposto che il testo del ddl vagliato dal Servizio legislativo del Consiglio sarà probabilmente disponibile prima di giovedì e quindi in tempo utile per la discussionen dell’articolato sulla versione definitiva, ma che questo sarà chiarito dal presidente Kaswalder durante la successiva riunione dei capigruppo. L’altro problema evidenziato da Tonini riguarda l’articolo 42 del ddl sull’assestamento, dedicato alle coperture. La norma prevede infatti il pareggio a 280 milioni di euro tra maggiori spese e mezzi di copertura, ma nelle tabelle successive, che rivela la struttura della manovra, emergono spese ed entrate ricorrenti e non ricorrenti. Nella parte spese quella ricorrente risulta di 107 milioni di euro. Senonché la copertura sul versante delle entrate ricorrenti è di soli 40 milioni. La Giunta, ha proseguito Tonini, prevede quindi di coprire spese ordinarie ricorrenti, destinate cioè a durare nel tempo, con entrate non ricorrenti, vale a dire straordinarie. Il che significa che ben 67 milioni di spesa ricorrente non godono di una copertura garantita. “Questa – ha commentato Tonini – sembra essere la spia di qualcosa che non funziona, specialmente se a questa incertezza sommiamo quella derivante dalle future entrate statali”. Infine Tonini ha condiviso l’osservazione di Rossi sulle politiche fiscali della Provincia. “Non esiste un Defp in cui non si parli di politiche fiscali”, ha osservato.

 

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Fugatti: entrate stabili con l’avanzo di amministrazione. Tonini: incauto.
Il presidente della Giunta Fugatti nella sua risposta a Rossi ha rassicurato che per quanto lo riguarda non vi sono incertezze sulle politiche fiscali della Provincia. Le agevolazioni già previste dalla Giunta provinciale precedente sono quindi confermate. Quanto all’addizionale provinciale Irpef, “la norma viene inserita già da alcuni anni nella finanziaria provinciale e quindi – ha preannunciato Fugatti – valuteremo la sua utilità”. E ha ricordato che “questo tema era caro a Rodolfo Borga, il quale ogni hanno presentava un emendamento per cancellare la norma sull’addizionale Irpef provinciale perché l’agevolazione corrispondeva in realtà ad appena un caffè al giorno”.
A Tonini il governatore ha risposto segnalando l’avanzo di 111 milioni di euro applicato quest’anno all’assestamento di bilancio. Si tratta di un fatto ora considerato straordinario – ha spiegato – ma questa voce entrerà stabilmente nei futuri bilanci. Inoltre, ha proseguito il governatore, il bilancio provinciale è formato per l’80% da tasse pagate e quindi è molto statico nella sua costituzione. “Capisco le preoccupazioni di Tonini – ha concluso – ma se passiamo dall’assestamento al bilancio vediamo che l’80% delle entrate della Provincia provengono sempre da devoluzioni di tributi erariali e questo garantisce una certa stabilità. In ogni caso la possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione ci permette di compiere con l’assestamento alcune scelte importanti”.
Tonini ha replicato giudicando “curioso” che si consideri l’avanzo di amministrazione un’entrata stabile e ricorrente. “Questo – ha osservato – significa adottare un modo incauto di programmare”. Perché vuol dire affidarsi alla speranza che tutto vada per il meglio, ma le cose per la Provincia potrebbero anche non andare bene. Di Defp ne abbiamo visti tanti – gli ha ribattuto Fugatti – ma si tratta sempre di cornici che non entrano mai puntualmente nel merito dei programmi. Quanto alla parte sull’avanzo, ha concluso, “questo è solo un assestamento e sarà il bilancio a dire quanto delle risorse previste sono coperte dalle entrate fiscali. Entrate che – ha ribadito – riteniamo saranno costanti al netto delle decisioni adottate dal governo nazionale. Ma non è il caso di fare allarmismi sulla futura sostenibilità del bilancio provinciale. Sarebbe poco serio”.
Rivolgendosi alla presidente della Prima Commissione, il presidente della Provincia ha infine preannunciato che non potrà partecipare alla conclusione dell’esame della manovra giovedì perché in concomitanza è prevista l’assemblea degli azionisti di A22 con il rinnovo del cda. E che per questo sarà sostituito dagli assessori.

Grande preoccupazione per l’incertezza sulla finanza pubblica provinciale e i bilanci dei prossimi anni.

A prescindere dalle singole scelte, su cui torneremo in commissione e in aula con proposte emendative, la prima cosa che tutti devono sapere è che la manovra di assestamento si basa su una situazione di incertezza della finanza pubblica provinciale.

Le scelte già’ operate dal governo nazionale in materia fiscale (flat tax partite iva e altre ) hanno già’ determinato un danno per Il bilancio della provincia che ammonta a circa 80 milioni di euro di minori entrate a partire dal prossimo anno.
Ora, di fronte alle nostre ulteriori preoccupazioni sulla tenuta dei bilanci a causa della annunciata flat tax nazionale sulle famiglie (che comporta minori entrate per 120 milioni ) e per la trasformazione del bonus Renzi in agevolazione fiscale (che comporta minori entrate per 80 milioni )Fugatti conferma che la flat tax è cosa buona perché ridurre le tasse e’ sempre positivo!
Peccato che nel DEFP si dice l’esatto contrario ciò’ che si tratta di un danno.
A dimostrazione scrive sempre nel DEFp, e lo ribadisce anche in commissione,che ci vuole un accordo con lo Stato per ridurre gli effetti negativi di queste misure statali sulle nostre entrate, sconfessando subito la supposta positività!

Gli abbiamo poi chiesto se il governo del cambiamento intende confermare o meno i pacchetti di riduzione fiscale per cittadini e imprese che ora sono nel nostro sistema e che valgono circa 200 milioni di euro di sconti fiscali.
Fugatti ha risposto di sì che possiamo stare sereni.
Noi siamo serenissimi ma il Trentino può esserlo?
Fugatti ci ha fatto capire di avere l’intenzione di eliminare la agevolazione per i redditi bassi sulla addizionale Irpef per un valore di 24 milioni che era stata introdotta nel 2015 liquidandola come misura che produce l’effetto di un caffè’!
Non ci ha ovviamente spiegato come intende eventualmente usare quelle risorse e nemmeno lo scrive nel DEFp.
Insomma una situazione di grande confusione che rischia di pesare sulla fiducia di imprese e famiglie rallentando investimenti e consumi in un contesto di economia in discesa già molto preoccupante.

 

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Ugo Rossi

Gruppo consiliare Patt

Nel corso della puntata di “Quarta Repubblica”, in onda ieri sera alle ore 21.25 su Retequattro, il vicepremier e ministro del Lavoro Matteo Salvini ha “firmato”, simbolicamente, un impegno per ridurre la pressione fiscale del 15% per le famiglie del ceto medio entro il prossimo anno.

Il vicepremier, sul tavolo digitale, ha siglato con il suo nome anche un’altra “firma” spiegando che: «Dal 1° gennaio 2020, per i lavoratori con partite Iva, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e liberi professionisti che fatturano fino a centomila euro, l’aliquota sarà del 20% secca».

 

 

Grazie alla miope politica leghista 250 richiedenti asilo politico e una quindicina di rifugiati vivono presso la residenza Fersina. Queste persone sono compresse in uno spazio non adeguato ad ospitare un numero così elevato di ospiti. Inoltre, la Giunta ha tagliato loro i corsi di lingua necessari per l’integrazione, le strutture provinciali necessarie e non garantisce un numero adeguato di operatori a sostegno.
Una costrizione e stato di abbandono che sta creando gravi ripercussioni sullo stato psicofisico delle persone residenti, che non usufruiscono di un supporto psicologico adeguato.
L’Assemblea antirazzista di Trento, con una nota durissima, denuncia le condizioni di vita di queste persone costrette a vivere nella struttura Fersina: bagni malfunzionanti, scarichi delle docce otturati, materassi sporchi, scarse condizioni igienico sanitarie.

Nel frattempo nella struttura di accoglienza a Marco di Rovereto sono rimasti vestiti, oggetti di uso quotidiano, biciclette e quant’altro che i circa 80 richiedenti asilo hanno dovuto lasciare quando sono stati trasferiti a Trento. Ci sono anche coperte e materassi in buono stato che potrebbero essere utili presso la residenza Fersina. Invece tutto rimane nella struttura di Marco, in attesa di essere portati al macero.
Cinformi replica che la situazione è monitorata con interventi “quanto possibili risolutivi”. Dichiarazione laconica che non tranquillizza.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:
se sia consapevole degli enormi rischi sociali legati alla creazione di un unico centro di accoglienza con 265 ospiti, la maggior parte dei quali dovranno rimanervi a lungo, senza prospettive di vita e di inserimento sociale;
se non ritiene degradante concentrare più di 250 persone in un’unica residenza, lasciando quella di Marco vuota, senza aver deciso la sua futura destinazione e mandando al macero tutti gli oggetti lì contenuti che alla residenza Fersina potrebbero essere utili;
quante persone può realisticamente accogliere in condizioni umane la residenza Fersina;
quali sono le condizioni reali della struttura;
ogni quanto tempo vengono monitorate le condizioni igienico sanitarie e da chi;
cosa intende Cinformi quando sostiene che “i problemi vengano costantemente monitorati con interventi per quanto possibile risolutivi”; nel dettaglio quali interventi non si è riusciti a risolvere e quali sono in attesa di risoluzione;
quali sono le condizioni psico-fisiche dei residenti e da chi sono monitorate e con quale frequenza;
se si intende procedere con celerità affinché vengano garantiti all’interno della struttura di accoglienza Fersina buoni livelli di vivibilità e salubrità;
se vi sia una struttura psicologica di supporto e in caso di risposta affermativa se sia sufficiente a sostenere le problematiche che si presentano;
se intenda sollecitare la Questura di Trento allo scopo di accelerare le pratiche burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura, che prevede tempi lunghi.

 

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Lucia Coppola, consigliera provinciale Futura 2018

Paolo Ghezzi, consigliere provinciale Futura 2018

Agenzia per i contratti pubblici, pubblicato il rapporto 2018. Più appalti pubblici e meno procedure. Il presidente Kompatscher nella Giunta di oggi (9 luglio) ha presentato il bilancio dell’Agenzia per i contratti pubblici. La priorità: ridurre la burocrazia.

Le amministrazioni pubbliche dell’Alto Adige nel 2018 hanno bandito appalti pubblici per 1.374 milioni di euro, in forte crescita rispetto al 2017 (+21%). Negli anni precedenti i valori registrati erano stati di 1.202 milioni di euro (2016) e 1.135 milioni di euro (2017). L’incremento maggiore si è verificato per l’acquisto di forniture (42,9%), ma anche l’acquisto di servizi (31,1%) e i lavori pubblici (5,8%).

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha illustrato oggi (9 luglio) il rapporto 2018 sull’andamento degli appalti pubblici in Alto Adige. Il presidente ha anche fatto una panoramica sugli ultimi tre anni, ossia quelli successivi alla riforma degli appalti, ulteriormente semplificati la scorsa settimana dal Consiglio provinciale con l’innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti. “La strada intrapresa tre anni fa di riforma del settore degli appalti pubblici si è dimostrata quella giusta” ha sottolineato Kompatscher. La legge sugli appalti ha garantito maggiore trasparenza, chiarezza e accessibilità. “Siamo una delle prime regioni d’Europa che alla fine del 2015 ha adottato le linee guida europee in tema di appalti in una propria legge provinciale” ha sottolineato Kompatscher. Il provvedimento ha non solo raggiunto ma anche superato gli efffetti positivi attesi.

Meno burocrazia, più lavoro

Il numero dei procedimenti si è attestato nel 2018 a quota 63.889, con una diminuzione del 4,4% rispetto all’anno precedente. “L’aumento del valore complessivo dei procedimenti avviati, accanto al calo del loro numero, dimostra che la burocrazia è complessivamente diminuita in questo settore” ha sottolineato il presidente della Provincia. Kompatscher ha sottolineato come i Comuni e le Comunità comprensoriali, con oltre il 40% dei procedimenti complessivamente pubblicati, seguiti dalle stazioni appaltanti del settore ricerca e cultura con circa il 32%. Le amministrazioni comunali sono quegli enti di natura pubblica che complessivamente pubblicano gli importi maggiori con oltre 410 milioni di euro, seguita dall’Agenzia per i contratti pubblici (232 milioni) e l’Azienda sanitaria con 172,6 milioni di euro.

Sostegno all’economia locale

In questo settore è stato possibile sostenere in modo deciso l’economia locale, ha chiarito Kompatscher. Dal punto di vista numerico nel 2018 circa l’83% delle procedure risulta essere stato affidato a operatori economici con sede in Alto Adige, valore che raggiunge l’89% nel settore dei lavori pubblici. A livello di importo le imprese altoatesine soddisfano il 67% del fabbisogno di tutte le pubbliche amministrazioni locali.”Il motivo di questa situazione è da ricercare nel fatto che per alcuni prodotti, come ad esempio per i treni o alcune forniture sanitarie, non esistono produttori altoatesini” ha aggiunto Kompatscher. “La nuova legge sugli appalti per la semplificazione delle procedure agevolerà ulteriormente l’accesso agli appalti pubblici specialmente alle imprese locali più piccole dal momento che la soglia per gli affidamenti diretti – con eccezione delle prestazioni libero-professionali nei lavori pubblici – è stata aumentata a 150.000 euro ed è stata introdotta la divisione in lotti su base quantitativa e qualitativa” ha spiegato Kompatscher.

 

Die_öffentlichen_Aufträge_in_Südtirol_2018

“È inspiegabile la decisione della maggioranza di bocciare l’emendamento, sostenuto da tutte le opposizioni, per perseguire l’odio contro le donne diffuso e alimentato soprattutto attraverso la Rete.”

Lo scrive in una nota la senatrice della SVP Julia Unterberger.

“In Commissione Giustizia sono terminati i lavori sul Codice Rosso, il provvedimento a tutela delle donne vittime di violenza.

Come opposizioni avevamo presentato un emendamento per perseguire penalmente la propaganda e l’istigazione a commettere atti di discriminazione o di violenza contro le donne.

Una norma resa necessaria da casi sempre più frequenti e violenti. Per restare all’ultimo in ordine di tempo, pensiamo alle minacce, fino all’augurio di essere vittima di uno stupro di gruppo, per la Comandante della Sea Watch Carola Rackete, ma anche alle offese e alle ingiurie sessiste di cui è stata oggetto Giorgia Meloni per aver espresso la sua contrarietà all’iniziativa della Ong.

In questo come in altri casi, la critica ha assunto fin da subito contorni sessisti e misogini, con offese violente e irricevibili, che non possono più essere tollerate o restare impunite.

Anche per questo nella nostra proposta si prevedevano pene più dure per fatti commessi attraverso l’uso degli strumenti informatici e telematici.

Ci vuole un inasprimento normativo, perché è evidente che le norme attuali non sono più sufficienti. Non capiamo allora la posizione della maggioranza. Era una proposta che poteva essere approvata all’unanimità, perché puntava a colpire quella violenza verbale che è alla base della violenza fisica contro le donne.

Noi speriamo – conclude la senatrice della SVP – che col passaggio in Aula si possa riparare a questo errore. Se non si va alla radice del problema, se non si punta a smontare il clima d’odio e di discriminazione, difficilmente si riuscirà a risolvere tutto il resto.”

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