La Consigliera di parità è il punto di riferimento per lavoratori e lavoratrici che subiscono discriminazioni di genere. Le candidature possono essere presentate entro il 22 agosto.
La Consigliera di parità offre informazioni e consulenza alle lavoratrici e ai lavoratori che subiscono discriminazioni di genere sul posto di lavoro e può rappresentarli anche processualmente. Conduce mediazioni ed è componente di numerose commissioni e gruppi di lavoro per salvaguardare l’aspetto delle pari opportunità sul posto di lavoro. La Consigliera è anche componente di diritto della Commissione provinciale per le Pari Opportunità per le donne.

La Consigliera di parità viene eletta dal Consiglio provinciale in base ad una terna della Commissione provinciale per le Pari Opportunità per le donne.

I requisiti richiesti per la nomina sono la laurea in Giurisprudenza o titolo di studio equivalente, conoscenze specifiche e attestate riguardanti l’occupazione femminile e la legislazione in ambito di diritto del lavoro e pari opportunità e l’attestato di conoscenza della lingua italiana e tedesca (attestato di bilinguismo C1, ex livello A, previsto per chi è in possesso di diploma universitario). I dettagli dei compiti di questa figura possono essere consultati nel testo della Legge provinciale 08.03.2010, n. 5, artt. 24-31 sul sito http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/de/lp-2010-5/landesgesetz_vom_8_m_rz_2010_nr_5.aspx o il sito internet della Consigliera di parità www.consiglieradiparita-bz.org.

Le interessate possono inviare la propria candidatura per l’incarico di Consigliera di Parità entro il 22 agosto alle 12.00 per posta alla Ripartizione Presidenza e Relazioni estere, Palazzo Provinciale 1, Piazza Silvius Magnago 1, Bolzano, tramite e-mail certificata all’indirizzo praesidium.presidenza@pec.prov.bz.it oppure tramite e-mail all’indirizzo presidenza@provincia.bz.it. Alla candidatura devono essere allegati una lettera motivazionale ed un CV dettagliato in formato Europass. Il possesso dei suddetti requisiti deve risultare dal CV o essere attestato mediante autodichiarazione.

Il Servizio donna è a disposizione per eventuali chiarimenti all’indirizzo serviziodonna@provincia.bz.it.

Meteo: in arrivo nuovi temporali sul Trentino. Prosegue la fase di instabilità annunciata nei giorni scorsi sul Trentino. Nel corso del pomeriggio e della serata, si prevede un aumento della nuvolosità, associata a rovesci e temporali sparsi, anche di forte intensità. Martedì ancora instabilità, con rovesci e temporali più probabili al pomeriggio e in serata.

 

Linea Verde Estate. St 2018/19 Linea verde Estate – Veneto, il coraggio di andare oltre. Linea Verde Estate inizierà il suo racconto sul delta del Po, tra labirinti bui, tigri e pantere, interminabili lavori nei campi sotto il sole cocente, streghe e cornamuse, isole maledette. Federica De Denaro comincerà la sua avventura in una bellissima villa veneta, Villa Pisani. Questa villa è impreziosita da un grande parco che, nel corso degli anni, ha subito molteplici trasformazioni volute dai proprietari che l’hanno abitata. Il grande giardino è ispirato a quello della reggia di Versailles.

Particolare fascino avvolge il labirinto, dove si narra si sia perso Napoleone, ma tanto è temibile questo labirinto che persino Mussolini e Hitler si rifiutarono di affrontarlo. La conduttrice svelerà i misteri di quello che è stato insignito del titolo di “Parco più bello d’Italia”. Federico Quaranta, invece, sarà in un allevamento molto speciale, alle prese con felini di grossa taglia come tigri, leoni e pantere, unico in Europa nel suo genere.

Con lui sarà possibile avvicinare dei cuccioli di tigre e, con il coraggio di andare oltre, fare una passeggiata con la loro mamma. Anche Peppone dovrà dimostrare il suo coraggio: si misurerà con le insidie della laguna veneta in bicicletta e poi sarà alle prese con le anguille, da sempre importanti per l’economia delle valli del delta del Po.

 

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Orgogliosi della nostra università! Complimenti a tutti coloro che lavorano con impegno e professionalità.

Questo risultato è una piccola dimostrazione che forse chi in questi anni diceva (anche dentro la maggioranza) che il nostro governo non sosteneva l’università e la ricerca si sbagliava.

Auspicio che si prosegua su questa strada migliorando ancora.

 

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Ugo Rossi

L’Università di Trento riconquista il podio dei migliori atenei italiani statali. Il risultato è stato reso noto ieri sul quotidiano la Repubblica dal Censis, che da quasi vent’anni redige una classifica molto consultata come vademecum per la scelta universitaria. Dopo alcuni anni di ottimo piazzamento in seconda o terza posizione, UniTrento ha superato gli altri atenei concorrenti della fascia di riferimento e si è collocata al primo posto tra gli atenei di medie dimensioni (tra i 10mila e i 20mila iscritti) davanti a Siena e Trieste. Il punteggio totale di 97/110 è poi risultato il migliore in assoluto tra gli atenei italiani, a prescindere dalla grandezza. UniTrento si piazza così davanti ai politecnici e a grandi e rinomate università statali come Bologna e Roma Sapienza.
Considerando i sei parametri presi a riferimento, decisivi per l’ottima performance di UniTrento nella classifica 2019/20 sono gli indicatori:

“internazionalizzazione” (104) e “comunicazione e servizi digitali” (103). Molto positivi sono anche gli esiti ottenuti dalle borse di studio (98) e dalle strutture (98). Da quest’anno è stato inserito anche un parametro nuovo riferito all’occupabilità, che misura il tasso di inserimento nel mondo del lavoro di laureati e laureate magistrali del 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Anche in questo caso Trento registra un buon punteggio (93/110).
Insieme all’analisi generale per ateneo, il Censis ha pubblicato anche le classifiche per la didattica con buoni piazzamenti per l’Ateneo trentino. Nella graduatoria dei corsi di laurea a ciclo unico Trento è prima con Giurisprudenza (101,5), mentre è tredicesima per Edile-Architettura (83). Nelle lauree triennali è prima nei settori Informatica e tecnologie ICT (108), in quello scientifico (100, in cui si trovano Fisica, Matematica e Biologia) e in quello politico-sociale e comunicazione (106,5, in cui si trovano relazioni internazionali, scienze della sicurezza), al secondo posto nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110 a pari merito con Bologna), spicca al quarto posto nel gruppo economico (103), al quinto per il settore linguistico (105), settimo in quello letterario-umanistico (92). Chiude Architettura e Ingegneria civile al 18° posto (83), al 20° Ingegneria industriale e dell’Informazione (89,5) e Arte e design al 28°posto (81,5 in cui si trovano discipline delle arti figurative e della musica).

Per quanto riguarda le lauree magistrali Trento ottiene ottimi piazzamenti: è prima nel settore psicologico e delle scienze cognitive (110), secondo in Informatica e tecnologie ICT (103), ottavo in quello politico-sociale e comunicazione (91,5), nono in quello letterario-umanistico (94,5), decimo posto in quello scientifico (90) e Architettura e Ingegneria civile all’11° posto (80).

Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa dal rettore Paolo Collini: «Il primo posto tra le università di medie dimensioni, peraltro con il punteggio più alto tra tutti gli atenei italiani, è un dato che conferma la posizione ai vertici che Trento ha sempre ottenuto in questa classifica. È una dimostrazione della qualità del lavoro che svolgiamo da anni e che è certificata anche dalle massime valutazioni ricevute dalle agenzie ufficiali, come l’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca) e dagli istituti di ricerca che compilano i ranking. Una posizione solida ai vertici del sistema accademico del Paese che prova come l’Università di Trento sia uno dei migliori luoghi dove studiare e fare ricerca in Italia, se non il migliore. Ma colloca anche il nostro Ateneo al pari delle migliori università europee per le opportunità che offre ai suoi studenti e studentesse. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica e il personale dell’Ateneo per l’ottimo lavoro svolto: questo risultato è senz’altro frutto di un impegno collettivo, prolungato nel tempo».

Premio “Fare Paesaggio”: mercoledì la presentazione della seconda edizione. Appuntamento alle ore 12.00 in Sala Belli presso il palazzo della Provincia.

Seconda edizione per il premio triennale internazionale “Fare Paesaggio”, aperto a progetti ed iniziative per la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione del paesaggio nell’area alpina, organizzato dalla Provincia autonoma di Trento. Le finalità ed i temi della nuova edizione del premio saranno presentati nel corso di una conferenza stampa in programma mercoledì 10 luglio alle ore 12.00, presso la sala Belli del palazzo della Provincia in Piazza Dante a Trento. Alla presentazione interverrà il vicepresidente e assessore a all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina. Con l’occasione verrà anche presentato il catalogo relativo alla prima edizione, che si è svolta nel 2016 e alla quale hanno partecipato oltre 100 candidati provenienti dalle diverse nazioni alpine.

 

Paesi che vai. St 2018/19 Roma – 03/03/2019. Un itinerario tra cielo e inferno, nella Roma barocca, sulle orme di Caravaggio: è il viaggio che ci invita a compiere Livio Leonardi nella puntata odierna di Paesi che vai, dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio e nello specifico alla sua permanenza a Roma, tra la fine del millecinquecento e l’inizio del milleseicento. Una narrazione nel solco della tradizione culturale di questo programma, di recente insignito, insieme al suo ideatore e conduttore, della medaglia d’oro della Società Dante Alighieri per gli alti meriti artistici e culturali.

Le telecamere del programma entrano, in esclusiva, nel cortile d’onore di Palazzo Madama, interdetto solitamente alle riprese cine tv. La sede del Senato della Repubblica, un tempo residenza del Cardinal del Monte, è solo una delle tappe d’eccellenza di questo percorso insolito e affascinante. Ci aspetta poi Palazzo Firenze, l’altra residenza medicea nella quale fu accolto Caravaggio, nella sua scenografica Loggia del Primaticcio.

 

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Delegazione ungherese da Kompatscher: “Autonomia esemplare”. La delegazione ungherese in visita da Kompatscher ha consegnato copia del documento “Andreanum”, il primo riconoscimento di un’autonomia territoriale risalente al XIII secolo.

L’Alto Adige rappresenta nel mondo un esempio riuscito di tutela delle minoranze, dove l’Autonomia costituisce lo strumento ideale per superare i conflitti etnici. Una delegazione ungherese ha fatto nei giorni scorsi visita al presidente Arno Kompatscher, con l’obiettivo di consegnare all’Alto Adige un importante riconoscimento per questo ruolo esemplare, ossia una copia originale dell’Andreanum, una Charta dell’autonomia territoriale ungherese risalente al 1224. Una prima copia originale è stata consegnata al Consiglio d’Europa. In seguito a ciò il ministro degli Esteri ha voluto consegnarne una anche all’Alto Adige.

Nel documento il re ungherese Andreas II ha messo nero su bianco per la prima volta i diritti dei cosiddetti “sassoni”. I sassoni provenienti dalla zona del Reno e della Mosella si stabilirono in Transilvania nel XII secolo. Il documento secondo Joseph von Komlóssy, a lungo vice presidente del FUEN (Unione federale delle nazionalità europee), rappresenta il primo riconoscimento di un’autonomia territoriale in Europa. Il documento, chiamato “Andreanum” dal nome del suo estensore, fu sempre confermato dai sovrani successivi e mantenne la propria validità fino al 1853. L’autonomia territoriale garantita al popolo sassone in Transilvania non riguardava solo i diritti civili, ma consentiva anche lo sviluppo dell’identità linguistica e culturale, oltre che la libertà di religione, determinando per oltre 600 anni l’identità dei sassoni nel contesto di una Transilvania multinazionale, multiculturale e multilingue.

All’incontro a Bolzano hanno preso parte Ferenc Kalmár, membro del Consiglio dei ministri ungherese e responsabile del ministero degli Esteri per le minoranze e le relazioni con i Paesi vicini, Jenö Csiszár, console generale per l’Ungheria a Milano, Orsolya Katalin Szabò, console ungherese, Siegfried Brugger, console onorario per il Trentino-Alto Adige, Joseph von Komlóssy, a lungo vice presidente del FUEN, e Melinda Kindl, presidente dell’Associazione Ungheria in Alto Adige. La delegazione era accompagnata da Herbert Dofrmann, europarlamentare altoatesino, e dal professor Christoph Pan dell’Istituto sudtirolese dei gruppi etnici, che guida l’attività del gruppo di ricerca internazionale.

Il presidente Kompatscher ha sottolineato nell’ambito dell’incontro il significato delle minoranze in Europa e ha auspicato una maggiore connessione. “La varietà linguistica e culturale rappresenta una forza” ha detto Kompatscher. “Proprio perché le minoranze vivono in territori di confine esse giocano un ruolo fondamentale per consolidare l’identità europea, abbattendo e superando i confini” ha chiarito Kompatscher.

Si svolgerà oggi, lunedì 8 luglio, a partire dalle ore 18 a Piazza del Popolo a Roma la cerimonia in occasione del 202°anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria. Previsti gli interventi del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, e del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, i vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i vicepresidenti della Camera, Mara Carfagna e Fabio Rampelli, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, i sottosegretari alla Giustizia, Vittorio Ferraresi e Jacopo Morrone, il vicepresidente del Csm David Ermini, il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Mammone e il procuratore generale della Corte di Cassazione Riccardo Fuzio.

L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai Tre.

 

Martedì 9 luglio 2019, Canale 5 presenta, in seconda serata, il docufilm-evento «Hitler contro Picasso e gli altri». Dopo il successo di «Van Gogh – tra il grano e il cielo» e di «Klimt & Schiele – Eros e Psiche», questo titolo chiude la trilogia dedicata all’arte, alla storia e alla cultura. La voce di Toni Servillo accompagna l’intero racconto.

Al centro del documentario l’ossessione del Führer contro i movimenti d’avanguardia artistica, che portò al più imponente saccheggio di opere d’arte di sempre. Tra le 600.000 opere trafugate (e per ora ritrovate) da case private, gallerie, chiese e musei, nella gran parte dei casi queste appartenevano a ebrei, costretti a svenderle in cambio della promessa, spesso non mantenuta, di venir salvati dai rastrellamenti.

Negli Anni ’30, per andare incontro alla grande passione del Führer verso le tele d’autore, l’Europa viene fatta oggetto di un sistematico saccheggio di opere d’arte antica e moderna (oltre 16.000 in Germania e più di 5 milioni in tutta Europa): Chagall, Ernst, Kandinsky, Klee, van Gogh, Pablo Picasso, Matisse e Monet, solo per citare i più noti, vengono messi al rogo sulla pubblica piazza. Oltre al saccheggio, si assiste anche all’attacco del Reich nei confronti dell’arte considerata degenerata: la distruzione dei Buddha di Bamyan, in Afghanistan, quella della Moschea di Sidi Yahya, a Timbuctù, della Moschea d’Oro, in Iraq e di tanti altri siti che riflettevano valori o estetiche contrarie alle concezioni naziste.

«Hitler contro Picasso e gli altri», prodotta da 3D Produzioni e Nexo Digital, gode di una colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino, della regia di Claudio Poli su soggetto di Didi Gnocchi e della sceneggiatura di Sabina Fedeli e Arianna Marelli.

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