Forte Belvedere: a Lavarone, la memoria guarda al futuro. In occasione del ventesimo anniversario della Fondazione Belvedere-Gschwent, un programma estivo che valorizza una delle più significative fortezze sorte sul fronte della Prima Guerra Mondiale. Il lavoro di recupero della memoria storica si intreccia sempre di più con l’innovazione tecnologica e con i linguaggi della contemporaneità.

 

 

Sono trascorsi vent’anni da quando il Comune di Lavarone, in collaborazione con il Tiroler Kaiserjäger-Bund di Innsbruck (Austria), decise di istituire la Fondazione Belvedere-Gschwent.

Da allora, l’obiettivo della Fondazione è rimasto inalterato: recuperare e difendere la memoria storica nell’ottica di una cultura di pace, attraverso la tutela e la valorizzazione di una delle più significative fortezze sorte sul fronte della Prima Guerra Mondiale. Immutato e sempre più forte anche lo “spirito europeista” su cui si regge l’azione di questo originalissimo ente, unica fondazione di carattere internazionale della provincia di Trento, che vent’anni fa nacque per fare di quel sito storico un patrimonio collettivo e un simbolo della follia della guerra: dalle montagne del Trentino, teatro degli orrori della “Grande Guerra”, un contributo alla costruzione di una coscienza di collaborazione europea.

Per celebrare questo anniversario, si sono riuniti oggi a Lavarone i soci fondatori della Fondazione Forte Belvedere – Gschwent, alla presenza delle autorità locali e provinciali. Insieme a Mauro Lanzini (presidente Fondazione Belvedere – Gschwent) e Romed Giner (responsabile Tiroler Kaiserjäger – Bund), erano presenti Mirko Bisesti (assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento), Walter Kaswalder (presidente del Consiglio provinciale), Sieghard Gamper (dirigente minoranze linguistiche), Isacco Corradi (sindaco Lavarone), Michael Rech (sindaco Folgaria), Nicoletta Carbonari (Presidente Comunità Altipiani Cimbri), Daniela Vecchiato (direttore APT Alpe Cimbra).

Forte Belvedere da sempre è un museo con una grande tensione all’innovazione, sperimentando con coraggio nuovi strumenti e linguaggi della divulgazione storica. Il progetto “La Fortezza delle Emozioni” ha arricchito il museo di una serie di installazioni interattive, che mirano a valorizzare lo straordinario patrimonio di memorie ancora “custodite” da questa fortezza, con un percorso allestito per dar voce alle memorie dei soldati che lì hanno vissuto e combattuto: nelle intenzioni della Fondazione, confermate nell’incontro di oggi, il futuro del museo sarà sempre più contraddistinto da innovazione tecnologica e multimedialità.

Ma il forte è anche la location ideale per eventi culturali: da anni l’estate di Forte Belvedere è costellata infatti di appuntamenti di grande spessore, e quest’anno – per celebrare il ventennale, e grazie al sostegno al Bando Cultura 2019 della Fondazione Caritro – il calendario è particolarmente ricco. Tutte le attività sono promosse in collaborazione con l’APT Alpe Cimbra e fanno parte del ricco panorama estivo di eventi dell’altopiano.

Si comincia il 19 luglio alle 20.30 con “Notturna al Forte Belvedere”, una visita guidata animata in notturna al forte con degustazione di vini e formaggi. Costo 15 euro per gli adulti, 7 euro per i bambini fino ai 12 anni. La “Notturna” si ripeterà sabato 10 agosto.

Sabato 27 luglio alle 17.30 appuntamento con il reading/spettacolo “So sterban net. Per non morire. Storia di un profugo”, a cura della Compagnia Initinera e con Riccardo Benetti. In caso di pioggia lo spettacolo si terrà al Centro Congressi a Gionghi di Lavarone.

Il giorno successivo, domenica 28 luglio, alle 21.00 l’attesa performance di Tovel – aka Matteo Franceschini – Jacopo Mazzonelli e Eleonora Wegher, “The act of touch”. Anche in questo caso, nell’eventualità di una serata di pioggia il concerto si terrà al Centro Congressi.

Un appuntamento dedicato ai più piccoli sabato 3 agosto: alle 16.30 comincerà “L’aviatore”, una visita teatralizzata per bambini all’interno di Forte Belvedere, a cura del Collettivo Clochart. Un lavoro, tratto da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, che si svolge attraverso diverse tecniche teatrali, dal teatro di figura a quello di narrazione, per un risultato di alta poesia performativa.

Lunedì 12 agosto si svolgerà uno degli appuntamenti più attesi: alle ore 21.00 sarà proiettato infatti il documentario “Animali nella Grande Guerra”, di Folco Quilici (Italia /2015/ 76′). Un film sul ruolo degli animali, veri compagni di viaggio e sventure per i soldati impegnati sui fronti della Prima Guerra Mondiale. Un’opera di un grande documentarista italiano, che si avvale di immagini inedite e inaspettate dell’Archivio Luce. Il film verrà presentato dal regista Renzo Carbonera, già autore del film “Resina” girato sugli altipiani e candidato ai Globi d’Oro. La proiezione si svolgerà all’aperto al Forte Belvedere, e in caso di pioggia al Centro Congressi.

Il 25 agosto doppio appuntamento alle 16.30 e alle 18.00 con “Frequenze Forti”, un percorso sensoriale in cuffia wireless a cura di Miscele d’Aria Factory. La partecipazione gratuita ma la prenotazione obbligatoria: informazioni e iscrizioni presso gli uffici dell’APT Alpe Cimbra telefonando allo 0464 724146.

Mercoledì 18 settembre alle 21.00 un evento di chiusura che in realtà rappresenta un rilancio e uno sguardo in avanti, verso il futuro del Forte. Al Centro Congressi di Gionghi, infatti, in collaborazione con l’associazione ALDA si terrà “Level 2 – museo & multimedia”: per tutta la comunità di Lavarone e degli altipiani cimbri, un’occasione per conoscere direttamente le realtà coinvolte nella progettazione di un nuovo percorso museale e multimediale al Forte Belvedere.

 

 

Coop Superstore: un progetto di rilancio da sostenere. In merito allo sciopero di sabato 29 giugno al Superstore di Trento, chiedo ospitalità per precisare il punto di vista del Sait.

1) L’incontro sindacale rinviato. Al di là della mia fresca nomina – che per se stessa avrebbe giustificato qualche giorno di pazienza – è del tutto prematura l’apertura da parte di Sait di un confronto sindacale sul Superstore, la cui gestione, compresa la decisione di internalizzare il servizio di pulizia, è ancora di Trento Sviluppo s.r.l., partecipata alla pari da Sait e da Coop Alleanza 3.0. Quest’ultima non ha infatti ancora ceduto la propria quota di capitale al nostro Consorzio, il quale pertanto non è oggi la controparte della vertenza oggetto dello sciopero.

2) Gli obiettivi di Sait sul Superstore. Posso peraltro anticipare che quando avremo acquisito il controllo totalitario di Trento Sviluppo, il Superstore di via Degasperi sarà ristrutturato e riorganizzato, per migliorarne la funzionalità e adeguare la qualità del servizio al ruolo di «ammiraglia» della cooperazione fra consumatori. Nell’operazione prevediamo di investire l’intero ricavato della vendita ad Aspiag-Despar dell’analoga struttura di Rovereto e ulteriori consistenti risorse, progetto che saremo ben lieti di illustrare al Sindacato.

Perché significherà parlare di investimenti e di una nuova importante traiettoria di sviluppo del Consorzio: cioè di un rilancio, non di una ritirata, che meriterebbe forse, anche al nostro interno, un po’ più di sostegno. Operazioni come questa nell’immediato possono essere scomode per tutti, ma rafforzano le prospettive di lungo periodo per l’azienda e per i lavoratori. Siamo dunque di fronte non a un nuovo problema ma a una nuova opportunità per il sistema Sait-Famiglie Cooperative, che ha già accelerato il passo, come dimostrano gli ultimi positivi risultati di bilancio e i recenti dati sulle vendite.

3) La sospensione dell’appalto delle pulizie. Dalle informazioni che ho potuto assumere in questi giorni, la rinuncia del servizio esterno di pulizia decisa da Trento Sviluppo non sembra né così illogica né così lesiva della dignità del lavoro, come la si è voluta rappresentare. Si tratta di una misura temporanea, del tutto compatibile con la predetta fase di riorganizzazione e con le prestazioni lavorative usuali nella generalità delle aziende retail. I lavoratori del Superstore sono quindi richiesti per un limitato numero di mesi di una modesta attività accessoria (del tutto sporadica, residuale, incidente in minima parte sull’orario di lavoro e di durata massima comunque assai limitata) – che molti altri lavoratori svolgono abitualmente – coerente con il contratto di lavoro (ove si prevede che il posto di lavoro con relativi accessori sia tenuto sicuro e salubre), la cui residualità non ingenera alcun tipo di demansionamento. In altre parole si sta parlando in sé di poca cosa, che fa sorgere un serio interrogativo sui reali scopi di uno sciopero che appare francamente sproporzionato alla materia del contendere.

Diversa è ovviamente la situazione dei sette lavoratori licenziati dalla ditta appaltatrice delle pulizie, ai quali va la nostra solidarietà, anche se non possono essere né Trento Sviluppo né Sait, che ha drasticamente ridotto i propri costi di struttura, a farsi carico delle scelte organizzative dei prestatori di servizi esterni (non certo privandosi della propria autonomia contrattuale, anche rispetto al gradimento del servizio, né tanto meno assumendo eventuali esuberi altrui, come incredibilmente è stato chiesto), tanto più che la ditta in parola gestisce altre commesse con importanti fabbisogni di manodopera.

4) Responsabilità e partecipazione. Non posso sottacere, concludendo, di essere rimasto colpito dalla rabbiosa reazione alle disposizioni sulle pulizie del Superstore. La repentina proclamazione dello sciopero; certe modalità autolesioniste a cui si è dato sfogo (come l’invito ai clienti a rivolgersi alla concorrenza!); una certa insubordinazione, un non pervenuto senso di appartenenza: tutto ciò mi è sembrato un inutile strappo da ricucire. Anche per questo ho usato il termine «provocazione» che, isolato dal contesto, ha assunto un senso non voluto.

Confido perciò che potremo trovare con il Sindacato e con i lavoratori modalità di confronto più coinvolgenti e più costruttive. Garantisco fin d’ora la nostra buona volontà. Ad una condizione: il Sait non può essere il palcoscenico delle retroguardie del conflitto permanente, sconfessato dalla storia, e di chi continua ad infierire su eventi già passati agli archivi (ad esempio il percorso di ristrutturazione del Consorzio), dimenticandosi di esserne stato protagonista consapevole attraverso la firma di tutti gli ultimi accordi sindacali. Il Sait dovrebbe invece essere la palestra per le avanguardie della responsabilità e della partecipazione, che la storia ha appena cominciato a raccontare.

Il Superstore è in questo senso una splendida occasione.

Domenica 7 luglio, su Canale 5 in seconda serata, nuovo appuntamento con “Hit The Road Man”, il magazine tv condotto e ideato da Pascal Vicedomini, che accende i riflettori sui grandi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura.

A Roma, Pascal Vicedomini farà conoscere al pubblico, con il suo stile divertente e informale, i retroscena degli eventi più discussi dell’estate legati al mondo dello showbiz.

Tra gli ospiti della quarta puntata: Lino Banfi, Pippo Baudo, Gigi D’Alessio, Anna Falchi, Valentina Lodovini, Fabio De Luigi, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Matteo Garrone, Vittorio Brumotti, Tony Esposito, il giornalista Italo Cucci con la partecipazione straordinaria del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Domenica 7 luglio , nella mattinata televisiva di Canale 5 , Edoardo Raspelli terrà compagnia di nuovo agli spettatori dalle 11.50 con una replica di Melaverde. Edoardo Raspelli sarà nel Ferrarese e con lui vedremo da vicino di nuovo un prodotto di grande eccellenza tutto italiano: la pera Abate Fetèl. L’Italia è il terzo produttore al mondo di pere e l’Emilia Romagna produce il 60% delle pere nazionali.

La pera Abate, in particolare, ha trovato nelle campagne del ferrarese, come di Modena e Bologna, l’habitat ideale. In nessun altro luogo al mondo questa varietà di pera ha dato gli standard di eccellenza e qualità registrati in Emilia Romagna. Un frutto difficile da produrre, se si pensa per esempio che i primi frutti oggi la pianta li produce dopo tre anni dall’innesto. Un grande successo questo, dovuto ad un vincente mix di tradizione, esperienza e innovative tecniche agronomiche, dato che fino a poche decine di anni fa, i primi frutti si vedevano sulla pianta dopo 8/10 anni.

E poi la storia nella storia: un’ inversione di tendenza che vede molti giovani rimanere nell’azienda familiare per continuare a produrre pere Abate, come i padri ed i nonni. Come Clizia Bortolotto, una ragazza con un passato di modella, che ha preferito la campagna alle passerelle.

Stefania Sandrelli è stata uno dei grandi ospiti della prima edizione del “Festival della Commedia italiana – La commedia italiana più bella di sempre”, in corso a Formia sino a domani, domenica 7 luglio.

Stefania Sandrelli: “Paolo Virzì e Gabriele Muccino i nuovi re della commedia italiana”. “Fossi in America riceverei tante sceneggiature, ma non me la prendo più di tanto”

Sono in corso le votazioni per eleggere la migliore commedia italiana di sempre. Sei i film finalisti: Benvenuti al Sud, Come un gatto in tangenziale, Ricomincio da tre, Febbre da cavallo, il Marchese del Grillo, La vita è bella

“Paolo Virzì e Gabriele Muccino hanno preso in mano lo scettro dei vecchi registi della commedia italiana. Li adorano tutti.”: lo ha dichiarato Stefania Sandrelli a margine del “Festival della Commedia italiana – La commedia italiana più bella di sempre”, in corso a Formia, in provincia di Latina, sino a domani, domenica 7 luglio. L’attrice, circa il suo futuro professionale, ha poi dichiarato: “Mi piacerebbe fare ancora qualche altro bel film, ma non è facile. E lo capisco, per cui non me la prendo più di tanto. So che se fossi in America avrei veramente le giornate piene di letture di sceneggiature adatte a donne della mia età, ma in Italia non è così. Sono una persona estremamente consapevole, per fortuna”.

IL FESTIVAL – Stefania Sandrelli è stata uno dei grandi ospiti della prima edizione del “Festival della Commedia italiana”, in corso a Formia. La kermesse cinematografica, partita domenica 30 giugno, accoglierà durante le ultime serate Lino Banfi, Luca Manfredi e Valeria Marini. Durante le precedenti, invece, ha ospitato, tra i tanti nomi, Pino Ammendola, Michela Andreozzi, Paolo Conticini, Alessandro Tiberi, Cinzia Leone, Enzo Decaro e Antonio Giuliani.
IL CONCORSO PER LA MIGLIORE COMMEDIA ITALIANA – Nel frattempo sono in corso le votazioni per eleggere la migliore commedia italiana di sempre. Dopo le varie selezioni delle scorse settimane delle due giurie, quella specializzata e quella social, questi i sei finalisti: Benvenuti al Sud, Come un gatto in tangenziale, Ricomincio da tre, Febbre da cavallo, il Marchese del Grillo, La vita è bella. Si potranno votare tramite coupon presente sul quotidiano “Il Tempo” e sulle pagine “social” del festival, Facebook e Instagram. Non sono invece riusciti ad accedere alle finali, nonostante i pochi voti di scarto, film come L’ultimo bacio, Vacanze di Natale, Perfetti sconosciuti, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, Totò, Peppino e la malafemmena, Un americano a Roma, Un sacco bello.

 

St 2019 Una Voce per Padre Pio XX^ edizione – 05/07/2019. Un’edizione speciale per il programma, nato da un’idea di Enzo Palumbo che compie 20 anni di televisione e racconta storie umane, esperienze di devozione e di fede che rimandano all’insegnamento di Padre Pio: dare sollievo alla sofferenza umana. La vita, la spiritualità, la dimensione mistica di Padre Pio, raccontati in una serata tv di musica e di solidarietà con un unico grande denominatore comune: conoscere e far conoscere il Santo frate di Pietrelcina.

Flavio Insinna sarà il padrone di casa per un’ appuntamento che riunisce i grandi nomi della musica e dello spettacolo: Al Bano, Romina Power, Lina Sastri, Lino Banfi, Stefania Sandrelli, Anna Tatangelo, Gloria Guida, Gabriele Cirilli, Michele Placido, Francesco Testi. Sul palco, la “Grande Orchestra” “I suoni del Sud” diretta dal Maestro Alterisio Paoletti. Ad arricchire il programma non mancheranno momenti di riflessione con alcuni confratelli di Padre Pio; testimonianze di Fede e storie di chi ce l’ha fatta grazie alla cooperazione internazionale. Enzo Palumbo ricorderà la “mission” di “Una Voce per Padre Pio Onlus”. Non mancheranno collegamenti dalla Costa d’Avorio dell’attore Francesco Testi.

 

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Servizi di controllo per il contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcoolica e/o di alterazione per l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nella notte scorsa, tra venerdì 05 e sabato 06 c.m., la Polizia Stradale, con tre pattuglie, affiancata da personale sanitario della Questura, ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione della guida in stato di ebbrezza alcoolica e/o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

I controlli sono stati effettuati presso la cd. area ex Zuffo nel Comune di Trento con il seguente esito:
– 58 persone controllate a bordo di 50 veicoli;
– ritirate nr. 3 patenti di guida (di cui nr.2 per violazione art.186 lett.b, tasso alcolemico superiore a 0,80 ed inferiore ad 1,50, e nr.1 per violazione art.186 bis/1, guida dopo aver assunto bevande alcoliche in conducente di età inferiore a ventun anni) con due persone segnalate a p.l. all’A.G.;
– 3 persone sottoposte a controllo per l’uso di stupefacenti di cui nr. una positiva;in quest’ultimo caso il personale sanitario ha proceduto al prelievo di altri due campioni di saliva che saranno inviati Centro di Ricerche di Laboratorio e Tossicologia Forense della Direzione Centrale di Sanità in Roma per una più approfondita analisi di conferma e verifica ed in caso di positività dell’esame di conferma la Polizia Stradale redigerà gli atti di conseguenza relativi alla violazione dell’art.187 c.d. s. (guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti);
– elevate nr.9 altre contestazioni al c.d.s.;
– 45 punti patente decurtati.

I servizi straordinari finalizzati alla prevenzione e repressione della guida in stato di ebbrezza alcoolica e/o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti verranno ripetuti durante il periodo estivo.

Per centrare gli obiettivi ambiziosi al 2030 sulle energie rinnovabili dovranno essere indicati al mercato strumenti e risorse per poter orientare gli investimenti, con particolare riferimento agli artigiani e alle piccole e medie imprese.

È quanto rileva il Rapporto 2019 “Sistemi energetici a confronto”, realizzato dal Centro Studi CNA, sottolineando l’esigenza di un impegno straordinario per stimolare la realizzazione degli impianti di piccole dimensioni, superando la logica dei grandi Impianti che non possono sostenere da soli la via per la decarbonizzazione. Un’opportunità che deve essere incentivata con appositi stimoli all’investimento in territori con elevate ambizioni green come Alto Adige e Trentino, che puntano a diventare Klimaland. Almeno un terzo delle piccole e medie imprese locali può sfruttare questa opportunità.

L’Italia ha raggiunto risultati importanti nell’ambito degli obiettivi al 2020 fissati dall’Unione europea, incrementando in modo significativo la produzione di energia da fonti rinnovabili che rappresentano il 18,3% del mix energetico nazionale, superando gli altri grandi Paesi europei come Spagna (17,5%), Francia (16,3%) e Germania (15,5%).

I progressi compiuti dall’Italia sono evidenti: a fine 2016 è l’unico grande Paese dell’Unione Europea ad aver centrato in anticipo l’obiettivo della Strategia 2020. Per il 2030 l’obiettivo dell’Italia è quello di coprire il 30% del fabbisogno energetico con le rinnovabili e il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (Pniec) redatto dal Governo punta sull’incremento dell’autoproduzione e sull’utilizzo dei sistemi di accumulo, oltre che sulla diffusione delle comunità energetiche. Si tratta di misure che possono valorizzare il ruolo delle Pmi nel processo di transizione energetica consolidando tendenze già in atto.
Il Piano, tuttavia, non indica le misure e gli interventi per raggiungere i target al 2030, in particolare sotto il profilo delle risorse. Il Governo stima che il processo di transazione energetica costerà 185 miliardi di euro, senza però individuare le modalità di copertura.

“Il Rapporto 2019 del Centro studi CNA – spiega Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – rileva la necessità di una riflessione approfondita sulle regole tecnologiche necessarie all’individuazione delle misure più coerenti ed efficaci per il mercato, soprattutto in relazione agli impianti di piccola taglia che scontano costi di installazione maggiori. In mancanza di una analisi, le previsioni del Piano non potranno essere realizzate, mancando l’esatta misura della tipologia di interventi necessari e l’indicazione della loro numerosità”.

Il mercato, inoltre, richiede ancora interventi di sostegno per attivare gli investimenti, almeno con riferimento agli interventi di piccole dimensioni. “Gli strumenti di stimolo – prosegue Corrarati – dovranno essere diversi rispetto a quelli utilizzati in passato e orientati alle Pmi. Ciò è tanto più necessario nella prospettiva di puntare sul rafforzamento dell’autoproduzione; al riguardo, le piccole imprese da tempo sono impegnate in tal senso per abbattere i costi della bolletta. Il fenomeno riguarderebbe circa un terzo delle imprese e potrebbe essere esteso ulteriormente, prevedendo strumenti ad hoc per sostenere le piccole imprese almeno nella fase di avvio dell’investimento”.

L’Assessore regionale agli Enti Locali Claudio Cia incontra i rappresentanti di Ossana e Pellizzano: interesse per un possibile progetto comune di fusione.

Negli scorsi giorni l’Assessore regionale agli Enti Locali Claudio Cia ha incontrato in Val di Sole, presso il Municipio di Ossana, i rappresentanti di Ossana e Pellizzano nelle figure dei sindaci Luciano Dell’Eva e Dennis Cova, insieme ad alcuni assessori dei due Comuni. La visita dell’Assessore, che ha portato con sé la struttura tecnica e di segreteria del suo assessorato, è stata finalizzata ad approfondire un eventuale progetto comune di fusione, idea per le quale le due amministrazioni hanno manifestato il proprio interesse.

L’Assessore regionale ha tenuto a precisare che l’attuale amministrazione, tanto in Regione quanto in Provincia, non intende forzare i processi di fusione come avvenuto nella precedente legislatura. Ha risposto alle domande e richieste di chiarimenti, garantendo la massima disponibilità ad agevolare i Comuni che decidessero autonomamente di intraprendere l’eventuale percorso di fusione.

«Noi non promuoviamo e non forziamo nulla – ha ribadito Cia -, ma siamo felici di apprendere che ci sia interesse da parte delle comunità nel trovare soluzioni comuni che permettano di affrontare con maggiore forza le sfide che ci riserva il futuro, e in questo caso la struttura tecnica e di segreteria del mio Assessorato è a piena disposizione delle amministrazioni per accompagnare un tale percorso, garantendo il necessario supporto informativo ed economico, senza interferire nelle valutazioni o decisioni delle stesse».

Il percorso per un’eventuale fusione prevede l’adozione, da parte dei Consigli comunali interessati, di una delibera con la quale chiedono alla Giunta regionale l’indizione del referendum consultivo. Segue poi il parere della Giunta provinciale e la convocazione del referendum da parte della Giunta regionale. Se il referendum ha esito positivo, entro 30 giorni la Giunta regionale approva il ddl di fusione che viene trasmesso al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

 

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Assessore Claudio Cia

 

Nella puntata di “Overland”, in onda su Rai1 domenica 7 luglio alle 7.05, il Rajasthan è quella regione nella quale il più fiabesco degli immaginari collettivi sull’India appare in tutta la sua realtà. L’impressione è di vivere fuori dal mondo, in un Eden di bellezza nascosta, di storia passata, di debordante ricchezza millenaria, di battaglie e guerre, di popolazioni miti e devote che vivono nel nulla del deserto.

Le fantastiche città incontrate sulla strada avvolgono di magia il team con i loro colori: Jodhpur, la città blu, e Jaipur, la città rosa. La carovana si spinge, poi, in un villaggio lontano dalle grandi città alla scoperta dei Bishnoi, una tribù di ambientalisti tra i più determinati al mondo. Infine, la carovana giunge a Delhi, la maestosa capitale divisa tra modernità e tradizione con molto da offrire. Dalle fortezze ai negozi di lusso, da chef e hotel 5 stelle, alla storia di Gandhi e delle sue lotte per l’abolizione delle caste.

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