Dedicato alla memoria della studentessa e giovane ricercatrice scomparsa nel 2008, il premio è stato conferito oggi a Francesca Saviola, dottoranda CIMeC. In nove edizioni il premio ha riconosciuto il lavoro di studenti, studentesse, dottorandi e dottorande sui temi delle scienze cognitive e dell’interazione uomo-macchina. L’iniziativa avviata nel 2009 è stata sostenuta dall’Ateneo (Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e CIMeC) e dalla Fondazione Bruno Kessler.

È stata Francesca Saviola, dottoranda CIMeC dell’Università di Trento, ad aggiudicarsi oggi il “Premio Ilenia Graziola” per il suo progetto di ricerca dedicato al cervello. Arrivato alla sua nona edizione, il premio (un assegno da 500 euro) è dedicato alla memoria di Ilenia Graziola, studentessa del corso di laurea specialistica in Scienze cognitive all’Università di Trento e collaboratrice di ricerca alla Fondazione Bruno Kessler, prematuramente scomparsa il 23 novembre del 2008. Il premio è stato promosso grazie a un fondo istituito congiuntamente dieci anni fa dalla Fondazione Bruno Kessler e dall’allora Facoltà di Scienze cognitive (oggi gestito dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e dal CIMeC) per tesi di laurea o progetti su temi inerenti le scienze cognitive e sull’interazione uomo/macchina.

A undici anni dalla scomparsa di Ilenia, il premio è stato assegnato nove volte a sei tra studenti e studentesse e a tre dottorandi e dottorande dell’Ateneo sulla base della valutazione di un comitato composto da due membri, uno nominato dal Dipartimento UniTrento e uno da FBK.
A vincerlo quest’anno il lavoro di ricerca di Francesca Saviola sullo studio delle modificazioni strutturali del cervello in pazienti affetti da disturbo psicotico nelle sue prime manifestazioni (Evaluation of structural brain modifications related to first episode psychosis). Il premio le è stato conferito in mattinata in una cerimonia nell’Aula Magna del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dal professor Massimo Zancanaro alla presenza dei familiari di Ilenia Graziola.

Un nuovo inizio per il Museo dell’aeronautica Gianni Caproni. Oggi la presentazione della collezione con l’assessore provinciale Mirko Bisesti.

Sono 273 gli oggetti storico-artistici che fanno parte della collezione Caproni e che, da alcuni giorni sono stati trasferiti in comodato gratuito alla Fondazione Museo storico del Trentino alla quale, proprio dal 1° luglio, è stato affidata la gestione del Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni in base ad una convenzione con la Provincia autonoma di Trento. Si tratta di dipinti e sculture, ma anche di un nucleo di aeromobili originali di rilievo mondiale.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa presso la sede del Museo dell’aeronautica, con l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, il presidente della Fondazione Museo storico Giorgio Postal assieme al direttore Giuseppe Ferrandi e alla vicedirettrice Patrizia Marchesoni, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, presente anche in qualità di componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, la presidente di Trentino Trasporti Monica Baggia, il soprintendente Franco Marzatico, nonché tanti referenti della rete museale e culturale del Trentino.

L’assessore provinciale Bisesti, nel sottolineare l’importanza straordinaria di questo patrimonio, ha evidenziato come qui ci sia “un’occasione straordinaria per costruire reti e sinergie non solo con le realtà museali trentine, ma anche con gli altri soggetti del territorio, imprenditoriali, del mondo della scuola e della cultura”. L’assessore in questo senso ha ricordato il velivolo costruito dai ragazzi dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, nonché il percorso di alta formazione professionale di tecnico manutentore di elicotteri, come pure “Kilometro Azzurro”, il Distretto Aeronautico Trentino che sta nascendo proprio in via Lidorno.

Quindi il presidente della Fondazione Postal ha posto l’attenzione sul fatto che “la Provincia ci ha assegnato una sfida, quella di valorizzare questa collezione in una logica di sistema, coinvolgendo istituzioni pubbliche, musei, enti del territorio”. Il Museo Caproni è in una sede di proprietà di Trentino Trasporti; Monica Baggia, raccogliendo l’invito, ha ricordato TtrAM, l’archivio & museo dedicato alla storia del trasporto trentino e allestito nella sede della società di trasporti: “I due musei hanno già iniziato a collaborare per le proposte alle scuole”. Quindi la vicedirettrice Marchesoni ha evidenziato il cambio di orario, scattato proprio lunedì 1° luglio, ora continuativo dalle 10 alle 18 dal martedì alla domenica, nonché i prossimi appuntamenti che attendono la struttura, a partire da Festivolare, il festival del volo in programma a metà settembre. In conclusione gli interventi del sindaco Andreatta: “Trento si è caratterizzata molto come città della conoscenza e della cultura, ben venga questa nuova iniziativa culturale, ogni museo è una macchina complessa ed è soprattutto una macchina culturale”, e del direttore Ferrandi che ha voluto presentare l’ultimo progetto della Fondazione dedicato a Base Tuono, un libro curato da Maurizio Struffi con un racconto di Mauro Neri e illustrato con le “Formiche” di Fabio Vettori.

Museo dell’aeronautica Gianni Caproni
Il Museo espone la prima collezione aeronautica al mondo, costituita negli anni Venti del Novecento. Sin dai suoi primi anni di attività, Gianni Caproni decise di conservare all’interno delle sue officine alcuni fra i suoi aerei più importanti, anziché procedere alla loro dismissione e al riutilizzo dei materiali per altre costruzioni. Questa scelta, nel 1927, maturò nella fondazione del Museo a Taliedo, in provincia di Milano. La sua sede a Trento fu inaugurata nel 1992.

Dal 1° luglio 2019 la gestione del Museo è stata affidata alla Fondazione Museo storico del Trentino.
Gianni Caproni, nato a Massone di Arco nel 1886, fu un pioniere dell’aviazione.
Ottenuta nel 1908 la laurea in ingegneria, avviò un’impresa per la progettazione e produzione di aerei poi impiegati dalle maggiori nazioni dell’Intesa nel corso della prima guerra mondiale. Negli anni venti e trenta del Novecento la politica espansionistica e militare del fascismo favorì la progressiva crescita dell’azienda e la sua trasformazione in gruppo industriale con numerosi stabilimenti in Italia e all’estero. Una storia industriale di successo che si andò progressivamente esaurendo nel secondo dopoguerra, in un contesto economico e politico profondamente mutato. Rimane però una delle più importanti testimonianze nella storia dell’aviazione mondiale.

La collezione aeronautica nacque per volere stesso di Caproni che, nel 1927 realizzò con alcuni dei suoi più importanti aerei una prima esposizione museale a Taliedo (Milano). Dopo la morte, avvenuta nel 1957, tutto il patrimonio, compreso il prezioso archivio, fu custodito dalla famiglia che proseguì nell’opera di valorizzazione delle collezioni e della documentazione, organizzando a Vizzola Ticino (Varese) esposizione museale.
Il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni venne aperto nella sua sede di Trento nel 1992. E accoglie una delle collezioni di velivoli più importante ed antica al mondo, con alcuni pezzi unici di inestimabile valore.
La collezione, l’archivio e la biblioteca Caproni sono proprietà della Provincia autonoma di Trento.
Dall’1 luglio 2019 la gestione del Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni è stata affidata alla Fondazione Museo storico del Trentino.

Il Comune di Ronzone, in collaborazione con la Provincia, dedica una rassegna al regista vincitore di 2 Premi Oscar, Frank Borzage. Dalla Val di Non a Hollywood.

 

 

Frank Borzage (1894-1962), figlio di un emigrato della valle di Non, fu un attore e regista, con oltre 100 film realizzati a cavallo tra l’epoca del film muto e quella del sonoro, oltre che vincitore di due Premi Oscar. Proprio per ricordare questa grande figura, il Comune di Ronzone, con la collaborazione della Provincia autonoma di Trento e di Trentino Film Commission, hanno programmato una serie di eventi, il primo dei quali sarà costituito da una mostra, che si aprirà il 12 luglio a Ronzone.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa, alla presenza dell’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, del sindaco di Ronzone Stefano Endrizzi, dell’ideatore e curatore del progetto Ettore Zampiccoli, del curatore della mostra Roberto Festi, del consulente scientifico Gianluigi Bozza e del presidente dell’associazione culturale Sguardi Michele Bellio. L’assessore provinciale Bisesti ha evidenziato l’importanza di far conoscere la figura di questo grande personaggio di origini nonese: “La storia di Borzage ci trasmette un grande messaggio: anche dalle piccole realtà del Trentino possono nascere grandi menti. Il nostro sforzo deve essere quello di far conoscere questo regista e il suo percorso di vita: un esempio per i nostri ragazzi perché anche chi arriva da realtà che a prima vista possono apparire periferiche può fare grandi cose. Sognare in grande è importantissimo”. Il primo cittadino si è detto orgoglioso che Ronzone abbia dato i natali a Borzage: “A lui sarà intitolata la strada che porta al nuovo centro Aqualido. Siamo davvero soddisfatti di essere riusciti a ideare e produrre un progetto di alto livello per ricordare degnamente un personaggio di grande valenza per la nostra comunità e per il Trentino”.

Frank Borzage (1894-1962), attore e regista, con oltre 100 film realizzati a cavallo tra l’epoca del film muto e quella del sonoro, due Premi Oscar, nasce a Salt Lake City negli Stati Uniti. Cittadino americano a tutti gli effetti, ma con origini trentine. Il padre, Luigi Borzaga (il cognome venne modificato all’anagrafe americana), era nato in Trentino a Ronzone, piccolo paese della Val di Non da dove parte per tentare la fortuna in America. Prendendo spunto da questa circostanza il Comune di Ronzone – con la collaborazione dell’Associazione culturale Sguardi di Cles, della Provincia autonoma di Trento e di Trentino Film Commission, nonché di altri enti e sponsor – ha avviato una serie di eventi che si articoleranno su due anni (2019 e 2020). L’obiettivo è quello di riscoprire le radici di questa famiglia ma anche presentare Borzage al grande pubblico. Il suo nome è molto noto negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, come Francia e Svizzera, mentre in Italia è meno conosciuto e l’iniziativa del Comune di Ronzone si propone di colmare questa lacuna.

Con il titolo “Frank Borzage. Dalla Val di Non a Hollywood” il programma delle celebrazioni prevede nel corso dell’estate una mostra allestita nel Museo di Ronzone. L’esposizione – con il supporto di materiali d’epoca, fotografie, documenti e preziosi manifesti originali – racconta la vita e i successi professionali di questo poliedrico uomo di cinema. La mostra verrà inaugurata il 12 luglio prossimo alle ore 17 e rimarrà aperta dal 13 luglio al 13 ottobre. Contestualmente gli verrà intitolata una via di Ronzone. Il 2020 vedrà poi l’organizzazione di una retrospettiva dei suoi film più significativi e la pubblicazione di un volume biografico.

Ma chi era Frank Borzage? Il padre Luigi nasce a Ronzone nel 1859 e a vent’anni emigra prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dove si stabilisce a Salt Lake City. Qui sposa Maria Ruegg, cittadina svizzera, dalla quale ha 14 figli. Frank, nato il 24 aprile 1894, è il quintogenito. Grande appassionato di teatro, nel 1912 esordisce nel cinema muto come attore recitando in oltre 80 film. Nel 1915 passa alla regia inaugurando uno stile nuovo che fa perno sull’uso della luce e sulla mobilità della macchina da presa. Dirige, e in molti casi produce, decine di film di successo internazionale ispirati da romanzi melodrammatici, d’amore o di avventure, dove vengono esaltati la forza dei sentimenti e i valori coniugali e familiari. Ottiene due Premi Oscar: il primo nel 1928 con 7th Heaven (Settimo Cielo) e il secondo nel 1931 con Bad Girl (Ragazzaccia). Muore a Los Angeles nel 1962. Il regista e produttore Samuel Fuller lo ha definito “uno dei più grandi registi americani di tutti i tempi” e nel 1993 lo storico svizzero Hervé Dumont gli ha dedicato una fondamentale biografia critica.

Con Frank Borzage hanno lavorato alcuni tra i più famosi attori del cinema del secolo scorso, tra i quali Gary Cooper, Marlène Dietrich, Ginger Rogers, Robert Taylor, Spencer Tracy, Luise Rainer, Clark Gable, Joan Crawford e Victor Mature, anche quest’ultimo di origine trentina. Il padre di Victor, Gelindo Maturi, era nato a Pinzolo in Val Rendena e poi, con una vicenda umana dai contorni analoghi, emigrato negli Stati Uniti.

 

 

Frank Borzage. Dalla Val di Non a Hollywood

Evento organizzato da
Comune di Ronzone
Provincia autonoma di Trento
Trentino Film Commission
Associazione Culturale Sguardi

 

Ideazione e organizzazione
Ettore Zampiccoli

 

Mostra a cura di
Roberto Festi

 

Consulenza scientifica
Gianluigi Bozza

 

Mostra. Musei di Ronzone
13 luglio-13 ottobre 2019
Inaugurazione venerdì 12 luglio ore 17,00

 

Cerimonia per la intitolazione di una via di Ronzone
sabato13 luglio ore 11.00

Leggiamo in questi giorni di un’interrogazione presentata dal consigliere del Partito Democratico Luca Zeni, in merito all’organizzazione – presso Palazzo Trentini – di una mostra intitolata: “Il cuore divino di Gesù – Das gӧttliche Herz Jesu”.

In un atto ispettivo molto critico, il Consigliere prima accusa il Presidente del Consiglio Walter Kaswalder di aver violato “la laicità super partes delle Istituzioni autonomistiche”, parla di “pericoloso spirito celebrativo dell’esperienza pantirolese hoferiana, spacciata come fondamenta dell’edificio autonomistico”, di carattere “confessionale” della mostra, e poi chiede quali siano i costi per l’organizzazione della mostra. Al di là dei costi di organizzazione, sui quali sarà chiamata a rispondere la struttura competente, credo sia necessario fare alcune puntualizzazioni.

Il consigliere parla di una mostra che offre “una distorta lettura dell’epoca napoleonica che introduce in quasi tutta Europa – e quindi anche qui – riforme preziose ed ancora attuali…”. Se ciò è vero, è altrettanto vero che Bonaparte non cercò di esportare il progresso con i commerci e le trattative, ma invase il nostro territorio. Questo causò la reazione delle popolazioni tirolesi che, nel corso degli sconvolgimenti – i cui danni si vedono ancora, soprattutto nelle nostre vallate, basti pensare al Castello di Segonzano-, si votarono al Sacro Cuore di Gesù, celebrato con i fuochi della scorsa domenica anche in molte vallate del Trentino.

La vis polemica del consigliere Zeni che apostrofa la mostra come ”pantirolese e confessionale” è frutto di una certa tradizione comunista, di cui il Partito Democratico è diretto emissario, in grado di utilizzare la Chiesa a suo uso e consumo. E’ infatti chiaro che vada bene richiamare le Sacre Scritture per sostenere una propria iniziativa e certamente fanno comodo anche i voti “confessionali”, ma solo quando a farlo è una certa parte politica, e l’interrogazione di Zeni – con tanto di citazione evangelica – è lì a dimostrarlo.

 

 

Apprendo dalla stampa di un comunicato del consigliere provinciale della Lega Devid Moranduzzo che replica – seppur non citandomi – alla recente intervista che ho rilasciato ad un quotidiano locale, nella quale proponevo una riflessione politica, del tutto aperta, sulla possibile figura di candidato alla carica di Sindaco di Trento per le elezioni amministrative del 2020. In sostanza ho dichiarato che se si vuole andare oltre alla somma dei voti di liste territoriali e Lega bisognerà inevitabilmente puntare su una figura di ampio consenso, non targata politicamente: una persona “di area” e non “di partito”.

Nell’articolo che commenta il mio intervento viene ricordato come la discussione sulle candidature sarà portata avanti nella coalizione da un tavolo con i rappresentanti delle varie forze politiche, ma che l’esito sarà favorevole ad una scelta interna, riportando senza necessità di interpretazioni che “il candidato a sindaco della città di Trento sarà un uomo della Lega”. Questo almeno quanto attribuito dai quotidiani a Moranduzzo, che in un virgolettato specifica ulteriormente che: “Con tutto il rispetto per i movimenti politici nostri alleati, da consigliere della Lega e da secondo come preferenze sulla città di Trento, vorrei ricordare che il candidato sindaco sarà espresso dalla Lega”.

Spero si renda conto che da parte delle realtà civiche e territoriali che da anni collaborano con la Lega e l’hanno sostenuta alle elezioni politiche ed europee, non c’è l’ambizione di fungere da semplici comparse o da future figure di sostegno, bensì di essere protagonisti con pari dignità. Se Moranduzzo ha già deciso per la Lega che il candidato sindaco sarà del suo partito, non si vede la necessità di proseguire con tavoli di coalizione per discutere di candidature e conseguentemente di programmi.

L’auspicio è che prevalga un progetto unitario e lungimirante, che consenta di superare visioni partitiche o personalistiche, questo nell’interesse della città di Trento e dei suoi cittadini, ormai sfiancati dall’amministrazione del centrosinistra e in attesa di una vero cambiamento.

Cons. Claudio Cia – Segretario politico di AGIRE per il Trentino

In questi giorni si è tenuto l’incontro della Garante delle minoranze Paola Demagri e i capigruppo delle minoranze con il Coordinamento Provinciale imprenditori e i segretari delle organizzazioni sindacali con l’obiettivo di creare un momento di dialogo e ascolto.

“Questo confronto -spiega la Garante Paola Demagri – è necessario per affrontare in modo più consapevole le tematiche trattate nell’ambito del disegno di legge di assestamento di bilancio presentato dalla Giunta provinciale. L’auspicio è quello di poter avvicinare il contenuto di questo importante atto legislativo alle esigenze delle varie categorie. Ringrazio fin d’ora i partecipanti all’incontro per la condivisione e per l’apporto costruttivo sui temi affrontati, che sarà fondamentale per orientare l’approccio alla discussione dei consiglieri di minoranza”.

 

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La Garante
consigliera Paola Demagri

 

 

 

 

 

Edward Luttwak a La Zanzara su Radio 24: “Voglio arrivare a Fiumicino con un intero orfanotrofio di bambini. E chiedere di entrare senza passaporti”. “Carola Rackete? Una fuorilegge che congiura tacitamente coi trafficanti di esseri umani”. “Le Ong come la Sea Watch vanno deliberatamente sotto le coste della Libia per portare i migranti in Italia”. “Ong alleati di fatto coi trafficanti di esseri umani, che non devono nemmeno spendere per la benzina delle barche”. “Tra Ong e trafficanti una congiura contro l’Italia”. “

Le Ong sparirebbero in un minuto se fossero di fronte all’Australia o davanti a un Paese che fa rispettare le leggi”. “In Italia avete Gad Lerner e il Papa, e la legge si applica solo se una persona è antipatica”. “I borghesi africani prendono i barconi pagando, non i veri poveri che restano nei villaggi”. “Chi compra un passaggio sa che è molto probabile che arrivi una barca delle Ong a portarli in Italia”. “Italia? Un paese fuorilegge per colpa dei giudici che scarcerano la comandante. La legge da voi è facoltativa”. “Gino Strada? Invece di aiutare le vecchiette a salire le scale, si interessa del Bingo Bongo. Va dove ci sono le telecamere, gli interessa solo l’umanità degli esotici stranieri”. “Bergoglio? Un extracomunitario che invita i cittadini a violare la legge”. “Il Papa dice che lo Stato italiano non ha diritto a proteggere le sue frontiere, legittima chi viola le leggi”.

“Mi è venuta un’idea. Invece di arrivare a Fiumicino col mio passaporto, voglio entrare senza passaporto. E portandomi dietro un intero orfanatrofio di bambini. E quindi potrò entrare senza far vedere il passaporto. E magari qualche organizzazione non governativa mi darà pure dei soldi”. Lo dice il politologo americano Edward Luttwak a La Zanzara su Radio 24, in un’intevista in cui attacca l’Italia, Carola Rackete, le Ong e Gino Strada: “In Italia evidentemente la legge è facoltativa. Se il ladro è simpatico, carino, un bel ragazzo, lo lasciamo andare. Se lei è una donna tedesca che decide, lei, di comandare una nave, decide lei di portare gente proprio in Italia, non portarli in Portogallo, Germania, Svezia o Papua New Guinea, ma proprio in Italia. Allora io credo che invece di lamentarsi e urlare, tra i seguaci di Salvini ci sono moltissimi proprietari di barche. Perlomeno 300 di questi con barche vadano a Latakia, porto della Siria, per prendersi gli ex dello Stato Islamico che sono lì perché nessuno li vuole prendere.

Li prendano e li portino a Monaco, a Montecarlo o in Francia, per poi dire stavo portando dei profughi che hanno diritto di entrare nel porto”. “O la legge è legge – dice Luttwak – oppure è facoltativa. In Italia è facoltativa. Il paese è fuorilegge anche a causa dei giudici. Tutti sanno che se c’è qualcuno che sta annegando in alto mare, allora si deve salvare. Mentre è ben altra cosa andare sotto le coste della Libia deliberatamente, invece di andare a lavorare onestamente, lavorare per un’organizzazione non governativa per prendere gente e portarla in un terzo paese chiamato Italia…”. Lo fanno apposta?: “Questa signora tedesca era lì per caso con la sua barca? O ci è andata deliberatamente per prendere i migranti in pratica alleata coi trafficanti che li hanno messo a bordo delle barche? In tacita alleanza con i futuri sfruttatori di questi immigrati. Questa è una tacita congiura”.

Lei dice che Carola Rackete è in pratica d’accordo con i trafficanti?: “Sicuramente, perché i trafficanti, sapendo che c’è questa nave, non devono fornire carburante per arrivare fino all’Italia. No, devono semplicemente andare al largo, dove arrivano loro”. Cosa pensa delle Ong che sono nel Mediterraneo?: “Queste persone non potrebbero esistere un solo minuto se lavorassero sulla costa dell’Australia o sulla costa di qualsiasi paese che rispetta le leggi. Perché in Italia da Gad Lerner, ex simpatizzante dei terroristi palestinesi oggi umanitario, al Papa, tutti sono d’accordo. La legge è facoltativa. La legge si applica solamente se la persona è antipatica”. Come giudica il magistrato che ha scarcerato Carola?: “E’ l’ennesimo cittadino italiano, come vari extracomunitari come il Papa, che sono sicuri che la legge è facoltativa. E quindi lui confonde il caso di una persona che sta attraversando il mare e trova una persona annegata, con una persona che deliberatamente si mette lì per facilitare il traffico delle persone”. “Ricordatevi – dice Luttwak – che è la borghesia che fa queste cose, che prende i barconi, i poveri in Africa non hanno i soldi per uscire dal villaggio.

Questi borghesi comprano il passaggio e sanno che hanno un’alta probabilità, la certezza che arrivi qualche tedesco o qualche giapponese o neozelandese, che li prenda e poi li sbarchi in Italia. Con gli applausi generali”. Gino Strada dice che bisognerebbe spazzare via un governo di fascisti e idioti: “Due mesi fa mi sono perso in un quartiere di Napoli dove c’era bisogno di Gino Strada e non di tutta questa gente che loro hanno portato. Invece di andare in Afghanistan, doveva andare in quel quartiere che si trova se uno fa un errore dall’autostrada di Napoli.

Lui evidentemente non lo sapeva, quindi è andato fino in Afghanistan. Gino Strada ed il suo amore per l’umanità è senza limiti. Solo l’umanità che vive intorno a lui, degli altri se ne frega altamente. E’ interessato all’umanità dove ci sono le telecamere, i giornalisti, dove sei fotografato, sei il grande eroe, sei andato a Bongo Bongo e hai salvato qualcuno. Se invece vai a casa tua, aiuti i poveretti, la signora che non riesce a salire le scale, se vuoi aiutare queste persone, non c’è la stampa.

Chi va ad aiutare solamente gli esotici stranieri, lo fa per ragioni non umanitarie”. Come considera Carola Rackete?: “Una fuorilegge, una persona che congiura tacitamente coi trafficanti. In Italia una persona come il Papa può dire che lo Stato italiano non ha diritto di tutelare le sue frontiere, che il cittadino italiano deve pagare le tasse, ma che lo Stato a cui paga le tasse non ha diritto di chiudere le sue frontiere. Il Papa è un non comunitario che vive in Italia ed invita i cittadini a violare la legge. Un fuorilegge pure lui? No, è una persona che legittima la violazione della legge. Lui non fa niente, solamente parla, ha una certa influenza su certe persone che credono in quest’istituzione, e il suo discorso è che la Repubblica italiana è il contrario di tutti gli altri stati, non ha diritto di proteggere le sue frontiere”.

I Finanzieri del Nucleo Speciale Antitrust hanno sequestrato questa mattina 7 siti web e 93 pagine social sui quali venivano offerte cripto-valute chiamate “Onecoin” con la promessa di guadagni milionari.

Cinque persone, residenti nelle province di Trento, Padova e Viterbo, sono state denunciate per i reati di truffa e una di loro, in concorso con altre due residenti nelle province di Verona e Mantova, per impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno permesso di accertare una truffa ben architettata da 6 promotori italiani, alcuni dei quali tuttora attivi nel Nord-Est, di età compresa tra i 23 ed i 52 anni che avevano coinvolto anche il legale rappresentante di una società romana di formazione aziendale.

I truffatori proponevano sul web, sui social o col più tradizionale “passaparola”, una serie di corsi formativi in materia finanziaria ai quali erano abbinati dei pacchetti di “moneta elettronica”, o meglio “criptovaluta”, che gli acquirenti pagavano a partire da 100 Euro.

I corsi formativi servivano per istruire gli acquirenti sul meccanismo di proposta della “criptovaluta Onecoin” e, per indurre gli acquirenti a reclutare altre ignare vittime da truffare; a questi venivano promessi guadagni che sarebbero potuti arrivare fino a 35.000 Euro settimanali.
Il meccanismo di frode faceva capo alla già menzionata società italiana e ad altre due società estere, alle quali facevano riferimento i promoters italiani. Tre di essi venivano fermati dai Finanzieri presso l’Aeroporto di Orio al Serio (BG) mentre portavano al seguito ben 117.840 Euro, frutto della vendita di pacchetti formativi e “moneta OneCoin”.

Le indagini – svolte parallelamente al procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha già dichiarato scorretta la pratica commerciale ed ha irrogato complessivamente sanzioni amministrative per 2.595.000 Euro – hanno consentito di appurare l’inattendibilità delle promesse dei cospicui guadagni futuri fatte dai truffatori.

Infatti dalle analisi forensi è emerso che mancavano del tutto le strutture fisiche e gli algoritmi di calcolo che servono per governare le complesse procedure crittografiche per la produzione delle “monete elettroniche”.

Fondamentale, per la riuscita dell’operazione, è stato il costante coordinamento tra il Nucleo Speciale Antitrust, la componente territoriale della Guardia di Finanza e le Autorità Giudiziarie di riferimento, che ha consentito, da ultimo, di evidenziare l’attualità e la pericolosità della truffa individuata e tempestivamente interrotta.

L’attività di contrasto a questo tipo di frodi insidiose, a tutela dei consumatori e di tutti i cittadini, rappresenta un settore d’interesse primario per le Unità Operative inquadrate tra i Reparti Speciali della Guardia di Finanza che operano anche in sinergia con le Autorità indipendenti.

È dedicato alla risorsa idrica e alle attività svolte dalla Fondazione Edmund Mach per la sua salvaguardia lo speciale di Terra di Mach, il periodico di cultura tecnico-scientifica FEM, online sul portale www.fmach.it e in questi giorni in arrivo nelle case degli abbonati.

Nel notiziario, che contiene una sintesi delle innumerevoli attività svolte in ambito ricerca, formazione e trasferimento tecnologico in tema di “risorsa blu”, è presente l’editoriale del Presidente Andrea Segrè focalizzato sul tema della biodiversità, ma anche una serie di articoli sui grandi eventi, progetti e risultati di questo periodo: Castanea 2019, l’oro vinto a Lussemburgo al campionato didattico europeo della vite e del vino, la convenzione con Udias che rinsalda il legame tra la scuola e i suoi ex studenti. Spazio alla app meteo fem con nuove funzionalità per gli agricoltori, i 60 anni del tirocinio in Allgäu uno tra i più antichi in Europa celebrati in questi giorni in Germania alla presenza del direttore generale Sergio Menapace, la ricerca sulla vite nel 2099 a cura del C3A e ancora lezione di economia circolare in Mozambico, la nuova banca dati isotopica privatistica dei vini italiani, il progetto E-star per educare i cittadini alla scienza. Infine, il consueto articolo curato dalla biblioteca, le news, la fotonotizia dedicata ai 1500 scatti fotografici di classe di fine anno scolastico realizzati don Renato Scoz dal 1978 ad oggi.

I Corni della Scala e Italian Horn Ensemble sono i protagonisti, domenica 7 luglio a mezzogiorno, del secondo concerto de I Suoni delle Dolomiti. L’ambientazione, i timbri, la versatilità e l’energia di questi strumenti, il “cuore pulsante” di un’orchestra, preannunciano un concerto ricco di emozioni

Lo scenario è di quelli che non si dimenticano: il grande altopiano roccioso delle Pale di San Martino. Lassù al rifugio Giovanni Pedrotti si esibiscono i Corni della Scala e Italian Horn Ensemble, domenica 7 luglio (ore 12) per il secondo concerto de I Suoni delle Dolomiti.

Il grande compositore romantico Robert Schumann pensava ai corni e al loro suono come il centro di quell’universo in miniatura che è un’orchestra sinfonica. E la miscela magica di suoni e colori e timbri, così come la versatilità e l’energia di questi strumenti preannunciano un concerto pieno di emozioni uniche.

I Corni della Scala e Italian Horn Ensemble, unico ensemble italiano nel suo genere, sono nati nel 2008 all’interno dell’Orchestra del più rinomato teatro lirico al mondo e oggi riunisce musicisti che militano nelle orchestre più prestigiose – quella della Scala e del Teatro Regio di Torino, nell’Accademia della Scala e nella Filarmonica di Milano. Il loro approccio musicale trasversale e originale si muove in un repertorio vastissimo che va dal barocco al classico, dalle colonne sonore al Sud America, dalla musica colta a quella popolare.
Una musica che unisce e si apre al mondo così come fa anche questa formazione musicale che dedica parte della propria attività anche a favore di associazioni umanitarie ed enti no profit (Emergency, Unicef…)

Tra i musicisti di questa formazione troviamo Danilo Stagni, primo corno della compagine orchestrale scaligera che ricopre da quando, a 16 anni, viene scelto da Claudio Abbado per questo ruolo. Claudio Martini, nato e cresciuto a Parma che unisce l’amore per la classica a quello (platonico) per il jazz. Margherita Lulli che dopo essersi diplomata a 17 anni col massimo dei voti e la lode si divide – musicalmente – tra Italia e Germania. Roberto Miele che collabora anche con enti quali l’Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino il Teatro Lirico di Cagliari. Stefano Alessandri che milita tra le fila dei musicisti della Scala sin dal 1975, e ancora prestigiosi strumentisti come Jorge Monte de Fez, Natalino Riccardo, Piero Mangano, Paolo Valeriani, Gianni Arfacchia, Francesco Muraca.

La direzione è nelle mani di Angelo Sormani con esperienze che spaziano dalla musica classica alla musica jazz, alla Computer Music. Docente di Teoria e Solfeggio e Armonia presso la Civica Filarmonica di Lugano ed insegnante di Direzione e Strumentazione per Banda presso l’Accademia Europea di Musica di Erba, dirige le bande di Lecco, Mariano Comense e Costamasnaga ed è fondatore e direttore artistico dell’Insubria Wind Orchestra. In carriera ha ottenuto significativi riconoscimenti nazionali e internazionali di composizione come “L. Russolo”, “Città di Pavia”, “V. Bucchi”, “Pietro Pernice”, “Romualdo Marenco”.

Come si raggiunge il luogo del concerto
Il luogo del concerto è raggiungibile da San Martino di Castrozza con gli impianti Colverde-Rosetta e poi a piedi in 20 minuti di cammino (dislivello in discesa 60 metri, difficoltà E).

Escursioni con le Guide Alpine
È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino fino al luogo del concerto da San Martino di Castrozza portandosi in quota con gli impianti Colverde Rosetta (costo del biglietto a carico dei partecipanti), attraversando l’Altopiano delle Pale fino a Cima delle Scarpe (ore 3.30 di cammino, dislivello in salita 350 metri, difficoltà E).

Partecipazione a pagamento prenotando presso le Guide Alpine Aquile San Martino e Primiero ai numeri 0439 768795 dalle 17 alle 19 / 342 9813212: gratuita, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti presso l’Apt di valle al numero 0439 768867 per chi pernotta nel territorio di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi; per i possessori di Dolomiti EasYgO, Dolomiti Summer Card e per i possessori di Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card ).

In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle ore 11.30 nella Sala Congressi Sass Maor con distribuzione dei biglietti dalle ore 9.30, fino a esaurimento posti.

Un’iniziativa: APT San Martino, Passo Rolle, Primiero e Vanoi
Trentino Marketing
Comune di Primiero San Martino di Castrozza
Società San Martino Rolle Spa
Agenzia Provinciale delle Foreste Dem

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