Oggi, 3 luglio 2019 alle ore 10.30, presso la Procura della Repubblica di Milano, si terrà la conferenza stampa relativa all’operazione “Fake Insurance” del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, in collaborazione con l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni).

 

20190703 - NSFT - TRUFFE ASSICURATIVE

Previsioni di traffico del prossimo weekend.

 

4 luglio_previsioni traffico

 

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Maxi sequestro della Polizia di Stato per un valore di oltre 120 milioni di euro nei confronti di noti esponenti della criminalità organizzata calabrese radicata nella Capitale e nella Provincia.

E’ in corso dalle prime ore della mattina un maxi sequestro da parte degli uomini della Divisione Anticrimine della Questura di Roma, per un valore complessivo di oltre 120 milioni di euro, nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata calabrese radicata a Roma e Provincia già dagli anni ’80. Tra i nomi degli ndranghetisti colpiti dal provvedimento emergono: SCRIVA, MORABITO, MOLLICA,VELONA’ e LIGATO.

Tra i beni sequestrati spiccano 173 immobili situati tra Roma, Rignano Flaminio, Morlupo, Campagnano Romano, Grottaferrata ed altre province italiane.
All’operazione concorrono 250 uomini della Polizia di Stato. Oltre a quella di Roma, sono coinvolte anche altre 10 Questure.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una Conferenza Stampa, presieduta dal Questore di Roma Carmine Esposito, che si terrà oggi alle ore 11.30 presso la sala “Prisco Palumbo” sita al primo piano della Questura.

È mia volontà e divere rispondere alle esternazioni del signor Michele Anesi a riguardo del suo pensiero recentemente espresso a mezzo stampa (sotto in allegato il ritaglio del quotidiano l’Adige del 1/7/2019). Nulla di nuovo nella boutade dei giorni scorsi a firma di Michele Anesi. Questo perché la stessa era stata resa pubblica già nel 2018. Con una differenza però; che questa volta ritengo sia opportuno controbattere alle dichiarazioni rilasciate.

Che Michele intravveda nella ferrovia il futuro dello sviluppo turistico e di qualità della vita per la Valle di Fassa e la regione dolomitica non può che raccogliere il mio apprezzamento e di Transdolomites. Egli giustamente sostiene che i cittadini della valle di Fassa devono imparare a pretendere di più, puntare più in alto ed attraverso le infrastrutture fare un salto di qualità per il territorio. Molto bene anche qui e ben vengano tutte le opinioni a tale riguardo. Ma da qui in avanti le nostre strade “ di condivisione “si dividono.

È esattamente dal 9 novembre 2009 che ufficialmente Transdolomites ha lanciato questa riflessione proprio a partire dalla valle di Fassa. Quella data , infatti, corrisponde alla prima serata di presentazione all’Auditorium delle scuole media di Pozza di Fassa dello studio Qnex di Bolzano per la proposta ferroviaria per detta valle e le valli dell’Avisio. Una data che ritengo storica perché per la prima volta in questa valle veniva avviato un percorso concreto centrato sull’obiettivo ferroviario . Sala piena di residenti ove però l’assenza di tutti i sindaci della valle non mancò di essere notata. Il motivo? Da Trento giunse una telefonata che ordinò loro di non presentarsi ad ascoltare la proposta che veniva presentata pubblicamente per conto di Transdolomites. Semplicemente ascoltare, non decidere.

Per alcuni anni in questa valle chi aveva il dovere di rappresentarla si è ben guardato dall’esporsi sulla questione. Ora fortunatamente le cose stanno cambiando.
E in quel mondo silenzioso voglio annoverare anche la Sua persona. Non ho mai ricevuto da parte Sua una sola telefonata che avanzasse la proposta di un confronto , di approfondimento sul tema trasporti, tutto ciò nemmeno nel momento nel quale ha ricoperto il ruolo di Segretario dell’Union Autonomista Ladina. Credo sarebbe stata una gran bella cosa se agli anni si fosse adoperato per promuovere all’interno dell’UAL un percorso di confronto con Transdolomites. Un favore che avrebbe tra l’altro reso anche alla Vale di Fassa oltre che al suo gruppo politico.

Ora tanto zelo dopo tanto silenzio mi porta a porle questa prima domanda; ma a che gioco sta giocando? Da “bravo” politico penso riesca soltanto a rendere molto confuse le idee al cittadino e al valligiano profani ma dalle considerazioni che espone leggo in parallelo una grande carenza di informazioni sull’argomento. Per meglio comprendere quali nuovi scenari di mobilità si stanno delineando nella nostra regione e che auspico coinvolgano anche le valla ladine, Le consiglio vivamente di andare a leggersi i contenuti del Documento.

EUREGIOLAB 2017: MOBILITÀ SOSTENIBILE NELLE REGIONI ALPINE che venne scritto il 2 agosto 2017 in occasione del Forum Europeo di Alpbach. Detto Forum venne promosso per focalizzare le strategie di Euregio a seguito della realizzazione della Galleria di base del Brennero. Mentre a Suo parere qualche pullman in più sarebbe sufficiente per dare una risposta soddisfacente ai problemi di mobilità in Fiemme e Fassa, guardando al realizzando nuovo traforo si legge “In Alto Adige e in Trentino la maggior parte dei centri turistici non è dotata, al momento, di un efficiente sistema di TPL, né è pensabile che l’attuale offerta di servizi sia in grado di far fronte alla domanda futura di mobilità. Per offrire un servizio di trasporto pubblico locale capace di attrattiva servono sistemi coordinati con standard di efficienza omogenei. I territori che andrebbero assolutamente dotati di efficienti sistemi di TPL sono – per quanto riguarda l’Alto Adige – l’altipiano dello Sciliar con Fiè, Siusi e Castelrotto, la Val Gardena, la Val Badia e l’Oltradige con Appiano e Caldaro; per quanto riguarda il Trentino: il lago di Garda e le valli di Fiemme e Fassa”
Morale; serve molto di più che qualche pullman in più.

E guardando alla proiezioni in funzione di tale opera, dal momento della sua entrata in esercizio i treni Alta velocità non serviranno la Val Pusteria , ma le città di Trento e Bolzano ed è lì che si deve andare a intercettare la nuova nicchia di turisti che faranno del treno il mezzo per raggiungere le destinazioni turistiche. Quelle che saranno connesse con la linea del Brennero saranno le prime ad essere avvantaggiate, mentre le altre resteranno marginali.
E guardando alle valli dell’Avisio , l’evoluzione geologica di questi territori ha creato un corridoio che è quello che le collega a Trento seguendo l’asta dell’Avisio.
Nel leggere poi il suo pensiero rivolto alla visione di tipo mitteleuropeo e di conseguenza trascurando il potenziale che deriverebbe anche dall’accesso da sud non è che vi sia l’intenzione di rispolverare i tempi nei quali si confrontavano i sostenitori della Lavis-Moena e della Ora Predazzo ove questi ultimi sostenevano che le vacche vengono dal nord mentre le cipolle arrivano dal sud? L’esperienza turistica che si evoluta in Fiemme e Fassa ha dimostrato che le vacche grasse sono arrivate tanto dal nord quanto dal sud.

Se la sua giusta preoccupazione è quella poi di ritagliare un futuro ruolo di centralità della valle , non penso proprio che questa possa derivare dall’essere il capolinea di un vicolo cieco di una ipotizzata ferrovia che dalla Pusteria si stacchi verso Canazei. Credo invece che la centralità possa essere il risultato di essere messi veramente al centro di un corridoio ferroviario “ aperto” , insomma di una vera rete di ferrovie . Quello che anni proponiamo è infatti non è solo un collegamento ferroviario da Trento via Cembra -Fiemme e Fassa ma una infrastruttura che si colleghi alla ipotizzata ferrovia Bolzano-Gardena-Badia-Cortina interessate dai progetti di SAD o STA.
Una raggiungibilità delle valli da nord a sud per coglierne tutte le opportunità. Immagino che tutto ciò in questi anni Le sia sfuggito malgrado le decine di eventi informativi organizzati da Transdolomites così come sono certo Le sia sfuggito il ragionamento che guarda non solo a proporre la raggiungibilità delle Dolomiti ma anche di viaggiare all’interno delle Dolomiti tramite l’idea di un Sellaronda ferroviario.

Un concetto che il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha ben compreso e manifestato proprio in una intervista di alcuni giorni fa : “ La ferrovia , come oggi, a Calalzo non potrà allungarsi solo fino a Cortina. Non avrebbe alcun senso” Le convinzioni di Zaia sono che si debba andare oltre Cortina per offrire al turista il giro delle più belle montagne del mondo e da qui l’obiettivo di arrivare a collegarsi alla Val Pusteria.
Perché , continua Zaia “ la storia è per la ferrovia ; le Olimpiadi del 1956 vengono ricordate anche per il famoso trenino”
Se questo è il segnale forte che giunge dal Veneto , dal Sudtirolo , dalla Lombardia , perché allora essere affascinati dall’idea di realizzare un tunnel stradale sotto Pian Schiavaneis-Plan de Gralba per evitare il transito su Passo Sella?

Vogliamo forse aprire un nuovo varco al traffico su gomma così da offrire in futuro una nuova occasione per avere più traffico e magari correre il rischio che queste valli vengano scelte come scorciatoie anche per il traffico pesante delle merci? Non credo proprio che ci sia bisogno di altro traffico ma al contrario di investimenti che riducano la mole di traffico.

Ma non le è mai balenato nella mente che magari su Pian Schiavaneis invece di un tunnel stradale potrebbe transitare un bel treno stile Bernina? In verità qualche ingegnere ci ha già pensato con un progetto che venne presentato in un recente convegno che ebbe luogo a Predazzo . Ma anche lì non ho avuto il piacere di vederla.
Stia tranquillo che per simili investimenti di soldi ce ne sono fin troppi . E un buon politico i soldi se li va a cercare . Così è sempre stato.

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Cordialmente.

Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites

 

 

 

 

 

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