Abolito lo 0,25 per cento automatico del bilancio per aiuti internazionali. Oggi è un giorno triste per il Trentino. Valori di solidarietà mortificati. Perso automatismo almeno si mantenga il totale del finanziamento con decisione ad hoc.

Avremo modo di tornare presto sui contenuti dell’assestamento di bilancio del governo del cambiamento, ma uno vale la pena di essere commentato subito.
Non tanto per il valore finanziario ma per ciò’ che rappresenta sotto il profilo valoriale e culturale.

Si tratta della decisione di abolire la previsione di una quota percentuale del bilancio, lo 0,25 per cento, da destinare alla solidarietà internazionale attraverso le nostre associazioni trentine che sostengono con il volontariato opere per aiuti in tante parti del mondo.

Con questa scelta il governo del cambiamento conferma che il tanto acclamato slogan “ aiutiamoli a casa loro” era appunto uno slogan da bar e non un reale impegno.

Con questa scelta si vuole mettere nel cestino una caratteristica fondante della nostra cultura di territorio autonomo e speciale: quella di essere solidali con chi ha meno e di farlo non solo con aiuti finanziari ma attraverso l’impegno di tante persone che lavorano nelle nostre associazioni che vengono così mortificate e deluse.

Abbiamo pero’ una speranza che trasformiamo subito in una sfida: si dimostri almeno che avere rinunciato a una percentuale precostituita e fissa non impedisca di mantenere o almeno aumentare l’importo che ne risultava.

Si faccia con questo assestamento ed è ciò che propongo fin da subito e che sarà oggetto di appositi emendamenti.

Così’, almeno per salvare la faccia e per non demolire del tutto un sistema della “solidarietà’ internazionale trentina” di cui dobbiamo essere orgogliosi e che porta avanti i valori più belli del nostro modo di essere.

 

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Ugo Rossi

Su OGGI, in edicola da domani, le foto esclusive delle prime riprese del film con Raoul Bova e altri campioni del nuoto azzurro che coinvolge Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore colpito da un colpo di pistola nel febbraio scorso e ora costretto a vivere su una sedia a rotelle.

L’idea è di Raoul Bova, ex campione di stile libero, che attraverso Paolo Barelli, presidente della federazione nuoto, ha incontrato Manuel, ha ascoltato la sua storia, ha definito una sceneggiatura e in tempi brevissimi è arrivato alle riprese.

Nelle foto di OGGI, tuffi e nuotate di Bova oltre a scene di allegria tra Bortuzzo e gli ex campioni Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla.

 

“Siamo felici per Carola e pensiamo che l’umanità sia un valore imprescindibile per contenere l’odio ed applicare una sicurezza reale del Paese”. Così in una nota i vertici di Italia in Comune commentano la notizia della mancata convalida dell’arresto della capitano Rakete.

“Tuttavia – spiega il vicecoordinatore nazionale Michele Abbaticchio – è in atto, oramai da tempo, un maldestro tentativo di distrarre l’attenzione dalle vere emergenze.
Siamo un Paese di serie B e la ‘colpa’ non è del fenomeno immigrazione. Pensiamo, invece, che il Governo debba focalizzarsi sui problemi del Mezzogiorno come il tema dei finanziamenti alle imprese, la decrescita del PIL a sud e la più grande delle emergenze: la fuga del nostro capitale umano istruito e giovane altrove, perché qui non trova nessuna speranza. Non si investe in ricerca scientifica né in formazione professionale, non si cercano soluzioni concrete al fenomeno disoccupazione con grossi gruppi aziendali che chiudono i battenti pressoché ogni giorno. Di questo passo, il sud è condannato a una visione sempre più depressa ed è incredibile che, di questi temi, non ne parli più nessuno”.

Il il vice coordinatore di IIC sottolinea anche la grande battaglia portata avanti da Italia in Comune contro il federalismo fiscale. “Siamo contrari alle modalità di attuazione di questa norma che ha tolto, atti alla mano, diverse centinaia milioni di euro agli Enti Locali coinvolti. Tutti ne parlano ma i soli a portare la mozione nei Consigli comunali, contro un atto che sarebbe uno scippo per il nostro territorio, sono i rappresentanti istituzionali di Italia in Comune”, ha concluso Abbaticchio.

Nel centro-destra i più votati nella città di Trento sono il Segretario Mirko Bisesti ed il sottoscritto, votati dagli elettori che hanno voluto dar fiducia a chi vuole, in modo convinto, portare un cambiamento dopo anni di sinistra. Con tutto il rispetto per i movimenti politici nostri alleati, da consigliere della Lega e da secondo come preferenze sulla città di Trento, vorrei ricordare che il candidato sindaco sarà espresso dalla Lega e non dai titoli di giornale fatti dall’ “imparziale” Donatello Baldo.

Ps. Nell’articolo si dice che la Lega è scesa di 10 punti rispetto alle provinciali… Di sicuro un’ “involontaria” svista, ma la Lega da ottobre a maggio è cresciuta di ben 10 punti e forse, ad oggi, ben di più.

E’ questo quanto dichiarato su Facebook dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Devid Moranduzzo.

Desta sconcerto l’annuncio, da parte della Giunta provinciale, di alcune novità normative contenute nell’assestamento di bilancio che sarà votato dal Consiglio provinciale questo mese. Sebbene sia doveroso attendere il testo finale che scaturirà dal voto dell’aula, è evidente che la Giunta non si esime dal colpire i diritti e la solidarietà. Tutto in nome del “programma”.

Per ora evidenzio soltanto due punti. Con un tratto di penna si vuole cancellare la solidarietà internazionale. Infatti “viene abolito l’obbligo di destinare lo 0,25% del bilancio della Provincia per finanziare il capitolo della solidarietà internazionale. Sarà la Giunta provinciale, in base alla risorse disponibili, a stabilire la quota da destinare a questi interventi, come per tutti gli altri settori di spesa”. Ci auguriamo che il Consiglio provinciale respinga questa volontà: sarebbe gravissimo che una delle leggi più innovative varate dal Consiglio, quella appunto sulla cooperazione internazionale, venga accantonata distrattamente in un assestamento di bilancio. Gli operatori di questo settore (lo sa il presidente Fugatti che sono “trentini”?) attendono da mesi risposte diverse. O almeno un ascolto che è stato completamente insufficiente.

Non mancano i provvedimenti discriminatori verso gli stranieri residenti. Così si legge nella nota della Giunta: “Per l’erogazione di contributi o servizi di carattere pubblico provinciali, i cittadini non appartenenti all’Unione europea, congiuntamente alla specifica domanda, devono presentare una dichiarazione sostitutiva attestante fatti, stati e qualità verificabili (ad esempio il possesso di un immobile) presso soggetti pubblici o privati italiani; qualora tali stati, fatti e qualità non siano verificabili presso soggetti italiani, dovranno essere documentati da un certificato rilasciato dallo Stato estero di provenienza”. Peccato che una sentenza del Tribunale di Milano del 13 dicembre 2018 dichiarava “discriminatorio e illegittimo richiedere ai cittadini stranieri una documentazione diversa da quella diversa agli italiani per l’accesso alle prestazioni sociali”. Il Comune di Lodi per l’erogazione di contributi pubblici aveva stabilito che i cittadini non appartenenti alla UE dovevano presentare, accanto all’Isee, dichiarazioni consolari attestanti l’assenza di reddito nel Paese di origine. Non c’entra la questione delle mense.

Nel nostro caso di che cosa si tratta? Un’autocertificazione? Sembra di no. Quali sono i soggetti pubblici o privati italiani che dovranno certificare che una persona proveniente dall’Angola non abbia una casetta di vacanze nel suo sperduto villaggio di origine? Non prendeteci in giro. Oppure Fugatti pensa di dare ulteriore lavoro alle ambasciate italiane? Comunque sia questo provvedimento certifica due trattamenti diversi per cittadini e per stranieri.

PS: cari consiglieri e care consigliere della Lega, so già come mi risponderete, ma questi provvedimenti finiscono per danneggiare la comunità trentina nel suo complesso, dividendola, creando persone di serie A e di serie B. Rendendo la vita difficile agli stranieri residenti la rendete difficile anche ai trentini. Un giorno la gente se ne accorgerà.

 

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Piergiorgio Cattani
Presidente di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà

“La Giunta provinciale non ha praticamente quasi avuto il tempo, illustrando la nuova legge di assestamento di bilancio, di presentare le nuove importanti misure a favore delle nascite e di drastica riduzione tariffe dei nidi, che subito i rappresentanti dei Sindacati si sono precipitati a criticare tutto ciò, oltretutto con argomentazioni deboli e che, a mio avviso, tradiscono anzitutto un chiaro pregiudizio politico.

Non posso infatti non ricordare come l’accesso gratuito o comunque agevolato ai servizi per la prima infanzia sia una novità che la Giunta provinciale introduce in quanto impegnata dal Consiglio provinciale da una specifica Proposta di ordine del giorno della sottoscritta, la n. 27/3/XVI, e approvata in Aula. Per questo mi chiedo come si possa criticare un’Amministrazione provinciale che, diversamente da quanto avvenuto per anni, passa finalmente dalle parole ai fatti.

Sempre in tema di bonus nascite e riduzione delle rette, mi domando inoltre che cosa – se non il già citato e, a questo punto, palese pregiudizio ideologico – possa ispirare le critiche sindacali all’operato della Giunta Fugatti, che in tale ambito interviene dopo che le Amministrazioni precedenti avevano agito in senso diametralmente opposto, non cioè riducendole bensì elevandole, queste rette.

Concludo ribadendo il mio stupore per prese di posizione aprioristiche e ideologizzate, che non colgono l’importanza di misure sociali volte ad affrontare l’emergenza dell’inverno demografico, un’emergenza che se non viene arginata tempestivamente potrebbe affossare tutto il sistema di welfare trentino. Motivo per cui mi meraviglio che ci sia ancora chi, anziché la luna della notte demografica, si ferma a fissare o peggio ancora ad innalzare il dito della polemica”.

E’ quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio

“Un custode per il quartiere”, dall’8 luglio progetto al via. La sperimentazione coniuga il controllo di vicinato alla presenza di guardie giurate nella zona di piazza Santa Maria Maggiore e di via San Pietro.

Lunedì 8 luglio prenderà il via il progetto “Un custode per il quartiere”, che si propone di sperimentare un presidio straordinario in alcuni luoghi sensibili della città. Ad attuare l’iniziativa sarà l’istituto di vigilanza privata “Cittadini dell’ordine”, unico offerente, individuato in seguito a una procedura ad evidenza pubblica. Il progetto sperimentale ha una durata di un anno e prevede un presidio tra le 15 e le 23, dunque per otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, da parte di una guardia giurata a piedi e armata. Per il custode di quartiere sono stati previsti, oltre alla formazione preliminare da parte della polizia locale, specifici incontri con i portatori d’interesse e i residenti della zona anche per individuare eventuali referenti di specifiche aree o categorie di cittadini.

Finanziato dalla Pat con 50 mila euro, il progetto nasce dal confronto con una comunità attiva, che ha affiancato l’Amministrazione comunale nell’elaborazione della proposta. Non è un’iniziativa a sé stante, quanto piuttosto la naturale evoluzione di interventi strutturali e di lungo corso che, negli ultimi anni, hanno riguardato l’arredo urbano, la videosorveglianza, il potenziamento dei controlli nelle fasce orarie a rischio da parte della polizia municipale e delle forze dell’ordine, l’animazione degli spazi.
Le zone oggetto del presidio sono state individuate fra quelle aree che evidenziano un numero significativo di richieste d’intervento e che sono caratterizzate dalla presenza di soggetti che incidono, con i loro comportamenti, sulle condizioni di vivibilità (persone alterate da alcol o sostanze, persone che disturbano o danneggiano i beni pubblici). Si tratta, in particolare, dell’area compresa tra via Torre Vanga, via Pozzo, via delle Orfane, piazza Santa Maria Maggiore, via Santa Margherita, via Tommaso Gar e piazza Da Vinci (zona 1) e di quella tra Largo Carducci, via Santa Maria Maddalena, vicolo Santa Maria Maddalena, via Dietro le Mura, via dei Ventuno, via Marchetti, parco San Marco, vicolo San Marco, via San Marco, vicolo della Mostra, piazza Mostra, passaggio Osele, via Suffragio e via San Pietro (zona 2).

Durante il servizio le guardie costituiranno punto di riferimento per cittadini e operatori economici e raccoglieranno le segnalazioni di episodi di degrado urbano al fine di valutarli e trasmetterli alla Polizia Locale. Daranno informazione ai cittadini sui corretti comportamenti per prevenire o gestire condotte illecite o moleste, avranno cura di prevenire ogni evento che possa causare danni ai beni del patrimonio comunale. Qualora sorprendessero qualcuno nell’atto di commettere illeciti (abbandono di rifiuti, assunzione di bevande alcoliche ove vietato) o reati (danneggiamento, imbrattamento, furto) dovranno intervenire con i mezzi a disposizione e avvertire immediatamente le forze dell’ordine.

Il progetto nasce in accordo e in sintonia con le richieste dei soggetti che vivono, lavorano, frequentano i luoghi sensibili oggetto dell’intervento. In particolare, per quanto riguarda la zona di piazza Santa Maria Maggiore, è stato attivato un confronto con la Circoscrizione Centro storico-Piedicastello, che ha inserito il capitolo sicurezza tra le sue priorità, con il Comitato Torre Vanga, la Parrocchia, i volontari della chiesa di Santa Maria Maggiore, la scuola dell’infanzia Zanella, la Fondazione Demarchi, la Casa della Giovane e il Museo degli Alpini. Per quanto riguarda invece la zona di via San Pietro, il confronto è stato attivato con la Parrocchia Santi Pietro e Paolo, la scuola materna Tambosi, il Liceo musicale coreutico Bonporti, la chiesa ortodossa rumena, il Centro per la cooperazione internazionale, il Centro Ocse-Leed per lo sviluppo locale, i primi firmatari di alcune petizioni sul tema sicurezza.

Laura Boldrini e Lucia Annibali ospiti al Padova Pride Village. Giovedì 4 luglio le due protagoniste della lotta femminista dell’Italia di oggi discuteranno con Alessandro Zan, fondatore del Festival, di violenza contro le donne e parità di genere.

Giovedì 4 luglio il Padova Pride Village, la più grande manifestazione LGBT d’Italia in corso alla Fiera di Padova fino al 14 settembre, avrà l’onore di ospitare sul proprio palco Laura Boldrini e Lucia Annibali per un dibatto dedicato alla violenza contro le donne e alla battaglia per la parità di genere.

Le due protagoniste della politica e della lotta femminista dell’Italia di oggi dialogheranno con il deputato Alessandro Zan, fondatore del Festival Pride Village, tornato nei giorni scorsi da New York dove ha partecipato, in qualità di unico politico italiano ospite, alle celebrazioni dedicate al cinquantenario dei moti di Stonewall, evento fondativo di tutto il movimento LGBT moderno.

Presidente della Camera dei deputati nella XVII legislatura, Laura Boldrini ha ricoperto l’incarico di portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per il Sud Europa. Sempre in prima linea per i diritti civili, ha affiancato l’attività politica a quella di autrice, pubblicando per Rizzoli: “Tutti indietro. Storie di uomini e donne in fuga, e di come l’Italia li accoglie, tra paura e solidarietà” (2013), libro in cui racconta la propria esperienza nelle crisi umanitarie e “Solo le montagne non si incontrano mai. Storia di Murayo e dei suoi due padri” (2014), incredibile storia di una ragazza che intraprende il viaggio più importante della vita per ritrovare la sua famiglia. Nel 2017, con Marsilio, ha pubblicato “La comunità possibile. Una nuova rotta per il futuro dell’Europa”, in cui la Boldrini racconta i luoghi-simbolo della crisi e traccia la propria idea di percorso verso un coraggioso processo di integrazione politica europea, che impedisca il malaugurato ritorno alle «piccole patrie».

Il nome dell’avvocato Lucia Annibali è legato alla terribile vicenda avvenuta il 16 aprile 2013, quando il suo volto viene sfregiato con l’acido da due uomini mandati dal suo ex-fidanzato Luca Varani, condannato in via definitiva, a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e stalking. Dalla sua esperienza nasce “Io ci sono. La mia storia di non amore”, scritto insieme alla giornalista Giusi Fasano e pubblicato nel 2014, dal quale è stato poi tratto il film TV del 2016 “Io ci sono”, in cui Lucia viene interpretata da Cristiana Capotondi. Il 21 novembre 2013 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito alla Annibali l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Dopo essere stata per un anno consigliera dell’ex ministra e sottosegretaria Maria Elena Boschi per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere, alle elezioni politiche del 2018 Lucia Annibali è stata eletta deputata tra le file del Partito Democratico.

Ingresso gratuito dalle 19.30 alle 22.30; 2€ e dalle 22.30 alle 2.00

E’ uno dei tirocini linguistico-pratici più antichi in Europa quello che lega la Fondazione Edmund Mach con le scuole agrarie tedesche dell’Allgäu. Un rapporto che ha radici profonde. Quest’anno ricorrono i 60 anni di questa costruttiva collaborazione e nei giorni scorsi il direttore generale, Sergio Menapace, e il dirigente del Centro Istruzione e Formazione, Marco Dal Rì, sono intervenuti ai festeggiamenti in Germania alla presenza dei Direttori Paul Dosch e Rainer Hoffmann delle scuole rispettivamente di Kaufbeuren e Immenstadt.
Durante la cerimonia il direttore generale FEM, Sergio Menapace, ha evidenziato l’importanza di questo traguardo. “Sono più di 2500 i nostri studenti che hanno partecipato ai tirocini in Germania. Un numero importante dietro al quale c’è l’attività, l’impegno e la dedizione di tanti docenti e collaboratori che dal 1959, anno del primo tirocinio, ad oggi, si sono attivati per tenere viva questa collaborazione, che ha consentito ai ragazzi di vivere esperienze umane e culturali importanti”.

I ragazzi che partecipano ai tirocini devono possedere un’adeguata conoscenza della lingua tedesca. Vengono ospitati dalle famiglie presso cui svolgono tirocinio pratico; le famiglie sono scelte con cura dalle scuole agrarie tedesche che collaborano all’iniziativa, di concerto con la Fondazione Edmund Mach. ll soggiorno prevede inoltre la frequenza di un corso di lingua tedesca con docenti madrelingua. ” I giovani – spiega il dirigente Marco Dal Rì – sono sempre stati trattati ed assistiti quasi come membri della famiglia stessa e devono comportarsi in modo tale da rendere gradita la loro presenza e coadiuvare la famiglia ospitante nei lavori aziendali, dimostrando un effettivo interessamento alle operazioni tecniche che vengono svolte presso I’azienda”.

Le Ragazze.

 

 

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