Oltre 100 finanzieri del Comando Provinciale di Lodi stanno eseguendo – in Lombardia e Campania – un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano nei confronti di 11 persone, appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita alla truffa e all’autoriciclaggio.

Le indagini dirette dal Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano, dottoressa Ilda Boccassini e dal Sostituto Procuratore, dottor Gianluca Prisco, e condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lodi hanno consentito di delineare i tratti essenziali, di un pericoloso sodalizio criminale che si è stabilmente inserito nelle gare pubbliche per la gestione dell’emergenza migranti indette dalle Prefetture di Lodi, Pavia e Parma.

Nel corso delle complesse attività investigative durate, due anni, si è registrata la progressiva costituzione di Onlus\Cooperative, collegate tra loro da mirati interscambi di cariche amministrative, appositamente costituite al sol fine di partecipare ed aggiudicarsi le gare\convenzioni indette dalle citate Prefetture offrendo, spesso, il prezzo più conveniente a ribasso, producendo a supporto documentazione non veritiera sui servizi offerti ai migranti.

L’alternarsi delle cariche rappresentative all’interno delle Onlus nasce dalla necessità di partecipare ai bandi in modo da evitare che emergessero i precedenti penali di alcuni indagati; ciò, infatti, rappresenta una causa ostativa alla partecipazione ai bandi stessi.

Negli anni monitorati, che vanno dal 2014 sino ad oggi le ONLUS e le Cooperative sociali indagate hanno beneficiato, complessivamente, di somme pubbliche per oltre 7 milioni di euro ma la gestione economico-finanziaria ha permesso di far luce su un articolato e complesso sistema distrattivo di fondi pubblici.

Inoltre, le Onlus risultano essere collegate a noti pluripregiudicati appartenenti alla n’drangheta, i quali le hanno sfruttate per far ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza; infatti veniva attestata, falsamente, la possibilità/necessità di poter accedere ai benefici di legge attraverso l’assunzione presso le predette cooperative.

Proseguono le iniziative in vista del 40esimo anniversario di fondazione della Delta Informatica Spa. Giovedì 4 luglio, alle ore 17.30, presso il Muse di Trento, si terrà il secondo evento che Delta Informatica organizza come occasione di riflessione sulle tematiche della società digitale.

Si parlerà di Intelligenza Artificiale, la nuova frontiera del digitale sulla quale si stanno concentrando gli investimenti pubblici e privati a livello globale e che ormai è oggetto di un diffuso dibattito a tutti i livelli.

Nell’incontro del 4 luglio, Delta Informatica ha deciso di approfondire le prospettive dell’Intelligenza Artificiale dal punto di vista delle tecnologie e delle ricadute sulla dimensione produttiva ed economica.

I relatori saranno:
Paolo Traverso (Direttore FBK)
Marco Gori (Referente area ICT di FBK)
Antonio Fuganti (Direttore Centro Ricerche Fiat)
Alessandra Cervone (Dottoranda presso l’Università di Trento)
Matteo Pedrotti (Responsabile tecnico di DeltaLab)
Modererà Guido Romeo (Giornalista e autore)

Anche questo secondo appuntamento vuole essere un contributo alla formazione della comunità su questi scenari, nonché una occasione per far crescere una consapevolezza che Delta Informatica ritiene fondamentale: l’ICT è, in Trentino, una filiera di competenze e di imprenditorialità che può dare un impulso sempre più consistente e qualificato all’economia e al lavoro di qualità. Per questo, occorre che le imprese del settore accrescano la propria capacità di mettersi in Rete; affrontino assieme le sfide legate alle nuove frontiere del digitale; facciano comprendere, ai cittadini, alle altre imprese e alle Istituzioni, il carattere strategico per tutta la comunità del proprio lavoro.
In ottobre, il ciclo di incontri per i 40 anni della Delta Informatica proseguirà con un evento che prenderà in considerazione l’Intelligenza Artificiale sotto il profilo “umanistico” e sociale.

 

Programma-4Luglio-web

Alperia e Dolomiti Energia Holding: nasce Neogy, la joint venture per lo sviluppo della mobilità elettrica. Alperia e Dolomiti Energia Holding hanno sottoscritto l’ingresso di Dolomiti Energia Holding – con una quota pari al 50% – nel capitale sociale di Alperia Smart Mobility, società attraverso cui le due società intendono procedere allo sviluppo congiunto del settore della mobilità elettrica. Dopo il closing la società ha preso il nome di Neogy.

Grazie a tale accordo, che ha ottenuto il nulla osta dall’Autorità Antitrust, e al supporto di due player come Alperia e Dolomiti Energia Holding, Neogy si pone l’obiettivo di acquisire una posizione di leadership nel settore della mobilità elettrica. Neogy, grazie all’unione delle due reti attualmente esistenti, parte con una dotazione inziale di 350 stazioni di ricarica già presenti sul territorio Regionale.

La società, in linea con i Piani per la mobilità elettrica, locali e nazionali, e gli obiettivi comunitari di riduzione del 60% delle emissioni di anidride carbonica generate da veicoli, ha poi pianificato importanti investimenti per espandere capillarmente l’attuale infrastruttura di colonnine di ricarica. Un programma ambizioso, accompagnato da una vasta gamma di offerte di servizi di ricarica domestici, aziendali e pubblici: sono infatti previste nei prossimi anni oltre 5000 nuove installazioni di stazioni di ricarica pubbliche e punti di ricarica dedicati presso strutture commerciali e ricettive.

L’attività sarà focalizzata non solo nelle provincie di Trento e Bolzano ma si estenderà fin da subito anche ad altre zone del territorio nazionale. Tutte le stazioni di ricarica pubbliche di Neogy saranno alimentate con energia 100% rinnovabile, prodotta nelle centrali idroelettriche appartenenti ad Alperia e al Gruppo Dolomiti Energia per garantire la totale sostenibilità ambientale della mobilità elettrica, assicurando quindi una significativa riduzione dell’impatto ambientale nel settore dei trasporti con vantaggi in termini di miglioramento della qualità dell’aria, grazie alla diminuzione delle emissioni e alla riduzione dell’inquinamento acustico.

Per assicurare continuità di ricarica e la massima fruibilità da parte dei clienti finali, l’infrastruttura di ricarica sviluppata da Neogy garantirà la più ampia interoperabilità fra sistemi di ricarica e circuiti diversi e una facile accessibilità: tutti i punti di ricarica saranno infatti utilizzabili sia da clienti che abbiano stipulato un contratto con la società o con altri gestori suoi partner, che da clienti occasionali. Allo stesso modo i clienti di Neogy avranno la possibilità di ricaricare in Italia e in Europa anche presso le infrastrutture di altri operatori convenzionati. Il rifornimento si potrà pagare anche con modalità innovative, senza quindi la necessità di dover prima concludere un contratto.
Per ulteriori informazioni è disponibile il sito www.neogy.it

Il board della nuova società, nominato oggi dall’Assemblea dei Soci di Neogy sarà composto dal Presidente Nicola Fuet, dall’Amministratore Delegato Sergio Marchiori e dai Consiglieri Johann Wohlfarter e Ilaria Boccagni.

“Questa operazione – ha affermato Massimo De Alessandri Presidente di Dolomiti Energia Holding – ha un valore strategico ed è coerente con il percorso di sviluppo condiviso, che il Gruppo si è prefissato. Siamo felici di mettere a fattor comune con Alperia le nostre eccellenze e competenze e ci aspettiamo una crescita importante e un decisivo rafforzamento della presenza sul mercato della mobilità sostenibile. Questa partnership guarda al futuro in vista di nuove opportunità di sviluppo e di crescita su tutto il territorio italiano.”

“Alperia si impegna a creare un futuro smart e sostenibile e siamo convinti che collaborando si possa vincere questa sfida,” spiega Johann Wohlfarter, CEO di Alperia. “Per questo siamo particolarmente felici dell’accordo con Dolomiti Energia, che ci permette di offrire un’infrastruttura di ricarica ampiamente diffusa e facilmente accessibile. Un passo importante per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia”.

 

Com’è possibile che, nonostante la Lega sia al governo da quasi un anno e nonostante la presenza di un assessore come Mirko Bisesti, nulla sia ancora cambiato nel settore della cultura in Trentino rispetto agli anni scorsi? Anche quest’estate i trentini devono sciropparsi gli stessi eventi culturali creati dalla sinistra che governava il Trentino 25 anni fa. Questi eventi continuano a ripetersi grazie ai soldi ottenuti dalla Provincia dai rispettivi organizzatori con “convenzioni” stipulate in base all’articolo 13 del regolamento di attuazione della legge cultura provinciale, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: le manifestazioni, gli organizzatori e spesso anche gli artisti sono sempre gli stessi da 25 anni a questa parte.

Pare che il violoncellista Mario Brunello detenga il record: si esibisce ai “Suoni delle Dolomiti” ogni anno ininterrottamente dal 1995. Quest’estate ritorna per il venticinquesimo anno consecutivo e fa addirittura cinque concerti in un mese, tutti gratis per il pubblico, perché chi paga il suo cachet è sempre la Provincia.

A causa di questo “curioso” articolo 13 la concorrenza nel settore della cultura è talmente distorta che in questi anni molti bravi professionisti, vista la situazione, sono stati costretti ad andare via dal Trentino. Se ne è accorta recentemente anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), che il 9 maggio 2019, con la lettera AS1588 allegata pubblicata anche sul sito ufficiale, ha dato 60 giorni di tempo alla Provincia per rimediare, pena possibili sanzioni economiche mica da poco.

È dunque arrivato il momento di cambiare. Forza assessore Bisesti: annulla le convenzioni, cambia i dirigenti, i direttori e le commissioni, cambia l’articolo 13 del regolamento, premi il pulsante reset. La Provincia di Trento deve gestire in modo non discriminatorio la ripartizione dei finanziamenti e di tutte le iniziative a sostegno della cultura. Questo è fondamentale per il pluralismo e per lo sviluppo del settore in Trentino.

Agostino Carollo, due lauree, artista, compositore, produttore e titolare dell’impresa creativa Everness, è l’unico musicista trentino ad avere ricevuto Nomination ai Grammy Awards (gli “Oscar” della musica)

 

EVERNESS
Via Salvetti 7
38068 Rovereto (TN) – Italy

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La rete a banda Ultralarga arriva in Val di Ledro. Confcommercio Trentino e I. Conf Sistemi alla regia di un progetto che ha coinvolto gli operatori privati ed enti pubblici

TRENTO. Si terrà domani,

Mercoledì 3 luglio 2019, alle ore 11
presso la Sala del Consorzio Turistico
in via Nuova 7 a Pieve di Ledro

L’inaugurazione della nuova rete a banda Ultralarga frutto dell’iniziativa di Confcommercio Trentino ed I.Conf Sistemi e con la partecipazione degli operatori economici locali, dell’amministrazione comunale, del consorzio turistico e altri soggetti privati.

Grazie a questo risultato, cittadini, turisti ed attività economiche della Val di Ledro potranno accedere alle opportunità che la rete ad alta velocità offre, innalzando sia la qualità della vita che la produttività e l’attrattività economica dell’intero territorio.

Alla presentazione parteciperanno i rappresentanti dei soggetti coinvolti dall’operazione. Al termine, è previsto un piccolo rinfresco con cui verrà festeggiato il grande successo dell’iniziativa.

Come opportunamente segnalato dalla stampa, nella sola giornata di domenica scorsa si sono verificati oltre 10 investimenti di ungulati, soprattutto caprioli e perlopiù durante le ore diurne. Si tratta di una situazione anomala, perché di solito questi eventi si verificano nottetempo, quando la visibilità stradale è ridotta e quando questi animali si sentono abbastanza sicuri da tentare gli attraversamenti. Forse su questi insoliti comportamenti hanno influito elementi di disturbo che però al momento restano ignoti.

La questione però va oltre l’anomalia di domenica. In Trentino gli investimenti di fauna selvatica sono purtroppo molto frequenti e si concludono spesso con la morte degli animali e danni ad autoveicoli e persone. Il M5S se n’è occupato lo scorso aprile con una proposta di ordine del giorno che poi non è stata discussa per via del rinvio della trattazione del disegno di legge sulla caccia. Per ovviare alla problematica, la settimana scorsa la proposta di ordine del giorno è stata convertita in proposta di mozione e confidiamo possa essere discussa il più rapidamente possibile.

Il concetto che sosteniamo è semplice: l’università di Trento ha sviluppato gli strumenti necessari per monitorare gli attraversamenti della fauna selvatica e basterebbe assumere impegni concreti per favorirne l’ingegnerizzazione nonché l’applicazione a rotazione sull’intero territorio provinciale della tecnologia sviluppata dai ricercatori del Dipartimento d’Ingegneria e Scienza dell’Informazione nell’ambito del progetto MARGINE allo scopo di rilevare i dati reali relativi agli attraversamenti di fauna selvatica sulle strade provinciali e di aggiornare in maniera adeguata le mappe di rischio e le conseguenti misure di prevenzione. I dati dimostrano infatti che la mera segnalazione della possibilità di attraversamento è poco efficace e spesso non evita incidenti, lo strumento dinamico creato proprio qui in Trentino potrebbe quindi essere la soluzione ideale per intervenire seriamente su un problema che continua a causare animali morti e danni ingenti a persone e cose.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

 

a tabella sui dati degli investimenti della fauna selvatica;
a proposta di mozione interventi per ridurre impatto degli investimenti.

Dall’inizio dell’estate quest’anno si è registrata una violenta grandinata al giorno in Italia dove il verificarsi di eventi estremi è diventato ormai la norma. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base della banca dati europea ESWD realizzata in occasione della perturbazione che ha colpito nuovamente il nord Italia, dal Piemonte all’Emilia, dal Trentino alla Lombardia.

La grandine – sottolinea la Coldiretti – è l’evento più temuto dagli agricoltori nelle campagne in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti pronti alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazione e mandando in fumo un intero anno di lavoro. Il ritorno dei temporali, che si sono abbattuti a macchia di leopardo al Nord, rischia di aggravare – precisa la Coldiretti – il drammatico conto dei danni nelle campagne. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che – continua la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. Nel 2019 – conclude la Coldiretti – sono state rilevate fino ad oggi 135 grandinate lungo la Penisola, il 69% in piu’ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Rai Tre e Pesci Combattenti presentano Le Ragazze – Conduce Gloria Guida Un programma scritto da Cristina Mastropietro Con Claudia Panero, Matteo Fracassi, Francesco Cucci, Vincenzo Faccioli Pintozzi Regia Riccardo Mastropietro Delegato Rai Mercuzio Mencucci.

 

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Il 26 giugno 2019 è stata presentata a Roma la relazione annuale sui dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel 2018. Lo scorso anno in Trentino le morti sul lavoro sono state 7, alle quali si aggiungono 2 morti a causa dell’amianto. Oltre ai decessi vi sono stati centinaia di menomati: 770 di cui 540 a seguito di infortunio e 230 a seguito di malattia professionale, il 2% in più dell’anno precedente. Nel 2018 le denunce di infortunio sul lavoro in Trentino sono state 8.344 Tra gli infortuni accertati e indennizzati, ci sono i 540 lavoratori e lavoratrici menomati, di cui 11 con un grado di menomazione superiore al 25% e di essi 4 menomati per più del 50%. Ma al conto degli infortuni va aggiunto quello delle malattie professionali. Nel 2018 in Trentino le denunce di malattie professionali sono state 408, in aumento sulle 373 del 2017. Con riferimento alle malattie professionali correlate con l’asbesto (amianto), oltre ai due decessi ci sono anche tre menomati, cioè malati, sempre per l’amianto killer.

Nei primi 5 mesi del 2019 in Trentino 3 persone sono morte sul lavoro. Sempre in questi mesi in Trentino le denunce di infortunio sul lavoro sono state 3.354 contro le 3.449 dello stesso periodo del 2018. Gli incidenti in agricoltura sono stati 239, rispetto ai 274 dei primi cinque mesi dell’anno scorso. Nelle cave si passa da 2 a 7 infortuni. Nell’industria manifatturiera c’è un leggero incremento da 349 a 353, mentre nelle costruzioni gli infortuni scendono da 168 a 160. Le denunce di malattie professionali sono in questi primi cinque mesi dell’anno 188, di cui 135 riguardano il sistema osteomuscolare, vero problema emergente nel mondo del lavoro. Si tratta di disturbi muscolari-tendinei correlati a movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori, e patologie osteoarticolari da sovraccarico del rachide, rilevate soprattutto nell’edilizia e nella sanità.

Nella nostra provincia si muore ancora di amianto. L’eternit, noto come cemento-amianto, è un materiale di copertura che è stato largamente impiegato per la produzione di tetti nella tipica conformazione ondulata, oltre che in numerose altre applicazioni. Nel 1943 la Germania ha riconosciuto che l’inalazione delle sottili fibre di questo materiale provoca il cancro ai polmoni – il cosiddetto mesotelioma – disponendo il risarcimento ai lavoratori che ne avevano subito le conseguenze. In Italia l’estrazione, la produzione e la commercializzazione dell’amianto e dei vari prodotti da esso derivati è vietata dalla legge 257/27 del marzo 1992. Da allora è partita la bonifica delle strutture realizzate con questi materiali. Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, il mesotelioma, che “presuppone sempre l’esposizione ad amianto, salvo rari casi”, provoca circa 1.800 morti all’anno, cui vanno aggiunti circa 3.500 decessi causati dai “tumori polmonari per amianto”, per un totale che supera 5mila vittime all’anno nella sola penisola.
In Trentino dal 2012 ad oggi sono stati censiti 1.643 siti con presenza di amianto, di questi 740 sono stati bonificati, per 151 sono in corso i lavori di bonifica, 336 sono i siti da bonificare e 416 sono quelli senza obbligo urgente di modifica.

La Giunta provinciale ha recentemente aggiornato l’elenco dei beni contenenti amianto, distinguendoli a seconda degli interventi necessari: il primo contenente siti con obbligo di bonifica, il secondo con il solo obbligo di rivalutazione.
Dalla stampa si apprende che la Provincia autonoma di Trento dovrebbe essere in procinto di attivare, in ritardo rispetto alle altre Regioni, il Piano nazionale di prevenzione per i

lavoratori, previsto dalla L.257/92, per l’individuazione dei posti di lavoro e delle lavorazioni che presentano rischi all’esposizione dell’amianto e quindi per le persone che ne vengano in contatto, alla patologia neoplastica del mesotelioma.
I dati riportati dall’Inail ci dicono che in Trentino molto si deve ancora fare per aumentare la sicurezza dei luoghi di lavoro.
Si conferma la necessità di continuare ad investire nella formazione per la sicurezza, nella prevenzione, da sempre uno dei punti critici, e nei controlli che devono essere frequenti e puntuali.

Mai abbassare la guardia, ma moltiplicare gli sforzi per rendere gli ambienti lavorativi più sicuri. E’ fondamentale quindi l’impegno dei datori di lavoro, dei singoli lavoratori e anche proseguire una sensibilizzazione degli studenti che frequentano le scuole professionali, i futuri lavoratori che devono essere pienamente coscienti delle norme e delle prassi a salvaguardia della loro salute e sicurezza.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

considerato il numero elevato di incidenti mortali, infortuni sul lavoro e malattie professionali quali procedure concrete intenda mettere in atto (oltre a quelle già esistenti) a salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori;

se ritenga prevedere azioni opportune per l’individuazione dei nuovi ed emergenti rischi sul lavoro, per la messa a disposizione di strumenti e processi che possano fronteggiarli e per l’utilizzazione delle nuove tecnologie nella prevenzione dei rischi,

se intenda aumentare l’attenzione e il monitoraggio del lavoro nelle cave, dove nei primi cinque mesi di quest’anno si sono verificati 7 infortuni rispetto ai due dell’anno precedente;
quante visite ispettive sono state effettuate sui luoghi di lavoro trentini negli ultimi cinque anni, suddivise per settori;
se ritenga opportuno intensificare le visite ispettive anche al di fuori dei canonici giorni o orari di lavoro, ma anche durante l’intera giornata lavorativa, in orario notturno e nei giorni festivi;

se si intenda implementare l’organico degli ispettori preposti alla vigilanza;

quando verrà attivato il Piano nazionale di prevenzione per i lavoratori, misura per l’individuazione dei posti di lavoro e delle lavorazioni che presentano un rischio all’esposizione dell’amianto;

quali corsi sulla sicurezza vengano effettuati presso le scuole professionali e con che frequenza.

 

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LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018

 

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