Il saluto del presidente Fugatti al colonnello Ribaudo. In procinto di lasciare il comando provinciale della Guardia di Finanza.

Un sentito ringraziamento per quello che la Guardia di Finanza sta facendo in Trentino, in particolare sul fronte del contrasto al traffico di stupefacenti, anche con controlli mirati nei confronti dei pendolari dello spaccio: lo ha espresso il presidente della Provincia autonoma di Trento che oggi ha ricevuto il colonnello Roberto Ribaudo, dall’agosto del 2017 comandante provinciale della Guardia di Finanza ed in procinto di assumere a Roma l’incarico di direttore delle Divisione del Servizio interforze di Cooperazione Internazionale, dove si occuperà di interscambio informativo di polizia nel settore dei reati contro il patrimonio. “I risultati del vostro lavoro – ha detto il presidente Fugatti – sono visibili e sono sotto gli occhi di tutta la cittadinanza, come ci fanno notare anche i commercianti, anche se la guardia va sempre mantenuta alta nei confronti dello spaccio e in generale dell’illegalità”.

Il colonnello Roberto Ribaudo è originario di Merano, coniugato, ha due figli. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Giurisprudenza e in Scienza della sicurezza economico-finanziaria ed ha frequentato un Master universitario in “Diritto Tributario dell’impresa”. Parla correntemente tedesco, inglese e spagnolo. Durante la carriera ha svolto sul territorio nazionale vari incarichi che vanno dalla verifica fiscale e doganale alle indagini anticontrabbando e contro il traffico di stupefacenti e antiriciclaggio contro la criminalità organizzata.

Oggetto: Mart o MAR? Gentile President Maurizio Fugatti, in riferimento alla nostra nota del 21/06/2019, prot. n. 3012/19, al dibattito conseguente e agli articoli apparsi negli ultimi giorni su vari quotidiani, non posso che esprimerLe sconcerto e disappunto per l’osceno progetto di cui solo la settimana scorsa sono stato informato.

Mi riferisco con ogni evidenza alle notizie relative all’ipotesi di collocare il cosiddetto planetario “H20O” nelle pertinenze esterne di Palazzo delle Albere, ossia in area vincolata. Ho il dovere civico di portare alla Sua attenzione la gravità di un simile intendimento al punto da obbligarmi immediatamente a un ulteriore approfondimento rivolgendomi presso la Soprintendenza per i beni culturali e, per quanto di competenza, all’Autorità Giudiziaria.

Il progetto “H20” insisterebbe in un sito monumentale e paesaggistico e, infatti, mi risulta che dopo ovvie esitazioni sia stato approvato dalla Soprintendenza solo in via transitoria e senza fondazioni come mi conferma, sconcertato, il Soprintendente Dott. Marzatico. Non posso non rilevare, però, che l’importante finanziamento messo a disposizione per la sua realizzazione possa dare motivo per produrre un indefinito procrastinarsi dei tempi di esposizione e utilizzo di tale deprecabile struttura, quanto meno per giustificare e rasentare la congruità del finanziamento necessario senza diversamente incorrere nell’ipotesi — assai concreta — di danno erariale. Esiste già un piano finanziario o di sostenibilità che motiva tale spesa tenendo conto dell’obbligo di transitorietà dell’intervento o dovremmo ipocritamente assistere a una prevedibile ma illegittima occupazione degli spazi del Palazzo delle Albere per un periodo lungo a sufficienza per non dare corso a una visione strategica dello sviluppo del sistema museale trentino? Tale scenario, oltre a realizzare una violazione paesaggistica inaccettabile, appare in contrasto anche con quanto previsto a livello normativo con l’atto di costituzione del Mart (Legge provinciale 23 novembre 1987, n. 32).

A prescindere dalla considerazione in merito alla possibilità di un superamento dell’atto fondativo di un museo, mi preme ricordare che il legame inscindibile tra Mart e Palazzo delle Albere è tuttora previsto, al punto che l’accordo stipulato dal Museo con codesta Amministrazione provinciale ed il Comune di Trento per la realizzazione del “Centro di ricerca e sperimentazione sulla contemporaneità — Galleria Civica” prevede al comma 5 dell’articolo 2 che “e parti, concluso l’intervento di restauro di Palazzo delle Albere, valuteranno l’opportunità di trasferire la sede del Centro nel Palazzo, anche al fine di favorire il dialogo con il nuovo Muse, realizzando così un polo della contemporaneità e della sperimentazione”.

Pertanto mi sembra del tutto evidente che non si possa più rinviare l’attribuzione di Palazzo delle Albere al Mart condividendo con le competenze provinciali le modalità organizzative delle attività presso detta sede. Lo

Considererei di inaudita gravità trascurare tale mio fondato appello e mi riservo, come anticipato, di verificare fin da subito presso le sedi competenti ogni eventuale difetto normativo o la responsabilità di atti non corrispondenti a quanto qui richiamato.

Chiudo fuori da ogni polemica con un’osservazione relativa alla stessa denominazione del Mart come “Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto”. Se così è, ossia se la città di Trento è richiamata nel nome stesso del museo, quale dovrebbe essere la sua sede se non il trentino Palazzo delle Albere? In alternativa suggerisco di rivisitare l’acronimo del museo delle scienze con un richiamo alla città di Trento, ossia di chiamarlo MUSET e di ridurre il composito MART in un più preciso e austero MAR, ossia il surreale Mar Trentino e invitare: TUTTI al MARI.

 

*

Un cordiale saluto.

IL PRESIDENTE Prof. Vittorio Sgarbi

 

 

1111

 

Il presidente Fugatti: “Ex sindaci, risorsa per il Trentino”. “Con il loro bagaglio di esperienze, maturate a stretto contatto con le comunità e i loro bisogni, gli ex sindaci, insieme agli ex amministratori comunali, rappresentano una risorsa per il Trentino e possono essere di esempio e ispirazione anche per i giovani. Questi ultimi infatti saranno chiamati nei prossimi anni a farsi carico delle responsabilità connesse al governo di un territorio che si fa vanto della sua autonomia, alimentata costantemente dall’impegno delle persone che la vivono e dalla linfa fatta dalle loro idee, energie e progetti.

E’ grazie a questo se oggi il Trentino è una realtà dove i servizi pubblici funzionano e la coesione sociale è al primo posto”: questo il commento che il presidente Maurizio Fugatti ha fatto a margine del cordiale incontro avuto questa mattina con i vertici dell’associazione degli ex-sindaci della Provincia autonoma di Trento, il presidente Fabio Zanetti, ex Sindaco di Drena, e il Consiglio direttivo.

Valorizzare la cultura dell’autogoverno, le funzioni dell’istituzione Comune e il ruolo che i soci hanno svolto in favore della comunità, oltre che mantenere vivi i vincoli instaurati durante il mandato amministrativo, sono le finalità principali dell’associazione, che è stata costituita nel 2007 ed ha sede a Trento, presso il Consorzio dei Comuni Trentini.

“I Comuni – ha aggiunto il presidente Fugatti – rappresentano l’istituzione più vicina ai cittadini, il primo contatto con la dimensione pubblica. In un territorio fatto di valli e di montagna come il nostro hanno una funzione insostituibile, sia come enti erogatori di servizi, sia come presidi identitari e palestre di democrazia. Dobbiamo quindi essere grati alle donne e agli uomini che si assumono la responsabilità di governarli, tanto nelle Giunte quanto nei Consigli”.

Dopo questo incontro, la Provincia e l’associazione approfondiranno la possibilità di collaborare in un comune progetto educativo nelle scuole. L’associazione ha inoltre in programma per i primi giorni di settembre un momento di confronto, sotto forma di convegno, tra gli ex sindaci appartenenti alle associazioni dell’arco alpino: Trentino, Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia.

MART – MUSE: la Giunta intervenga! Anche oggi l’On. Sgarbi, Presidente del MART, interviene a mezzo stampa in merito alla futura gestione del Palazzo delle Albere e al progetto del planetario che dovrebbe nascere vicino al Museo della Scienza di Trento. Se da un lato risulta legittimo e anzi doveroso l’intervento di Sgarbi a tutela degli interessi dell’ente museale che presiede, risulta del tutto fuori luogo –anche nella forma– sia l’invasione di campo rispetto al progetto del planetario del MUSE (definito “un’oscenità inaccettabile”, “tre orride e costose palle”) sia la minaccia rivolta alla Provincia di togliere dal nome MART la “T” di Trento.

Ritengo, e ripeto, che questo modo di operare, fatto di continue minacce ed offese rivolte ad altri enti ed Istituzioni, non sia il modo migliore per governare un settore importante come quello culturale e museale trentino. Ancora una volta, onde fugare tutti i dubbi, sottolineo che non mi sto rivolgendo all’On. Sgarbi, ma al Presidente Fugatti e all’Assessore Bisesti, il primo evidentemente in altre faccende affaccendato e il secondo ormai completamente esautorato da un ruolo – quello di Assessore provinciale alla cultura – rispetto al quale sembra aver rilasciato all’on. Sgarbi licenza di fare e dire ciò che vuole. A loro rivolgo l’invito di intervenire urgentemente, per porre fine a questo continuo battibeccare che non fa il bene di nessuno e men che meno del Trentino.

 

*

Cons. Alessio Manica

Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Dopo il sorprendente successo televisivo della serata Signori si nasce… e noi?, Retequattro porta nuovamente in TV lo storico gruppo teatrale de «I Legnanesi»: questa settimana è la volta della pièce La Famiglia Colombo, in onda mercoledì 3 luglio alle ore 21.25.

Da 70 anni esempio più celebre di teatro en travestì in Italia, «I Legnanesi» appassionano il pubblico con una comicità unica nel suo genere, frutto di una cultura popolare che racconta storie e debolezze della nostra società. Tradizione e attualità espresse in italian-dialetto, mix di italiano e lombardo, costituiscono una delle cifre più caratteristiche della Compagnia. Protagonisti assoluti Antonio Provasio (La Teresa), Enrico Dalceri (La Mabilia) e Luigi Campisi (Il Giovanni), collaudatissimo trio che porta in scena le maschere create nel 1949 da Felice Musazzi.

In La Famiglia Colombo, il cortile de «I Legnanesi» è alle prese con la processione di Sant’Ambrogio, il Santo Patrono di Milano. Durante i preparativi, La Mabilia s’invaghisce di uno strano individuo. Sarà vero amore? E come reagiranno La Teresa e Il Giovanni?
Ritmo, battute esilaranti, situazioni grottesche e imprevedibili: ancora una volta «I Legnanesi» sanno emozionare facendo ripensare ai tempi che furono e riflettere su quelli di oggi.

Le associazioni sottolineano in una nota stampa come gli allarmismi riguardanti la pericolosità dell’orso appaiono del tutto ingiustificati e occorra fare chiarezza su un punto fondamentale: “M49 non rappresenta ad oggi un individuo pericoloso per l’incolumità pubblica, in quanto non si è mai reso protagonista di episodi di avvicinamento o attacchi a persone, essendo invece inquadrabile nella categoria di ‘orso problematico’ solo in quanto ‘dannoso’ per alcune attività economiche, quali allevamenti, apiari o frutteti. Rispetto a tali episodi esistono già strumenti idonei a prevenire e risarcire i danni”, lo dicono in un comunicato congiunto ENPA, LAC LAV, LIPU e WWF.

Considerato questo, le associazioni evidenziano come l’ordinanza della PAT non tenga conto delle prerogative del Ministero dell’Ambiente, massima autorità istituzionale sul tema della tutela della fauna, che è bene indisponibile dello Stato e non proprietà del Trentino. La posizione assunta dalla PAT non rispetta quindi le normative vigenti e le procedure che devono essere seguite in simili casi, compresi l’ottenimento del parere scientifico formale di ISPRA circa la possibilità ed opportunità di procedere, in circostanze comunque eccezionali, alla cattura di individui di specie protette, e l’avvallo formale del Ministero.

Al contempo, le affermazioni secondo cui gli orsi del nucleo Trentino siano troppi appaiono prive di riscontri scientifici, considerato che il numero di esemplari presenti è ancora di gran lunga inferiore alla quota minima di individui che possa garantire la sopravvivenza della popolazione nel lungo periodo.

“Ci auguriamo che, memori della morte di Daniza e di altri orsi causata dalla somministrazione di anestetico, si torni ad operare con il dovuto rispetto per la scienza e le Istituzioni, nonché di tutte le prescrizioni del PACOBACE, compresa la necessità di creare momenti di informazione e formazione, come la periodica presentazione del rapporto Grandi Carnivori. In ogni caso, i nostri uffici legali sono stati incaricati di valutare ogni possibile azione da intraprendere nel caso in cui la Provincia Autonoma di Trento dovesse procedere con la cattura”.

Il presidente del Consiglio provinciale di Trento non è imparziale, è sbilanciato a favore della maggioranza: l’ha ormai dimostrato in ripetute occasioni. Non sa o non vuole esserlo? Poco importa. Fin dalle prime settimane di questa legislatura ho sollevato questo grave problema istituzionale e politico.

L’ho sollevato con specifiche interrogazioni (le n. 260/XVI, 275/XVI, 459/XVI) oltre che in aula con la protesta della maglietta rossa riportante il testo del regolamento del consiglio provinciale sul dovere del presidente di essere super partes.

Ora, dopo che i fatti delle ultime settimane, dentro e fuori l’aula, hanno confermato e aggravato la “diagnosi”, sono soddisfatto che i colleghi di tutti i gruppi di minoranza abbiano condiviso la necessità di una iniziativa forte e comune delle opposizioni per la salvaguardia del proprio ruolo e della dignità del Consiglio provinciale.

FUTURA aderisce dunque convintamente al documento delle minoranze e agli atti politici che si annunceranno in questa conferenza stampa.

 

*

Paolo Ghezzi, capogruppo FUTURA

*Lavoriamo per un futuro dove anche nel conflitto si eserciti il rispetto e la non-violenza, anche verbale. La vicenda della capitana Carola Rakete, arrestata dopo un duro braccio di ferro con il governo italiano, per permettere lo sbarco di 42 migranti, fa tristemente da sfondo all’ennesima violenza perpetrata contro una donna, attraverso un lessico turpe, squallido e prepotente.

Ha iniziato Salvini apostrofandola con il termine “sbruffoncella”, aggettivo con accezione beffarda grave, se si considera che viene espressa da un Ministro dello Stato italiano, e che sottende un moto di derisione per la ragazza che osa sfidare il potere. Tutto ciò ha aperto il varco ad una sequela di attacchi verbali sul luogo dello sbarco e via social che mortificano certo chi li riceve, ma anche la dignità di coloro che vivono ogni giorno nel rispetto per l’altro, senza distinzione di razza e di genere. La sensazione è che se ci fosse stato un uomo al posto di Carola, le cose sarebbero andate ben diversamente. E’ dimostrato nei fatti che le donne che emergono nella vita pubblica, nelle professioni e nei ruoli sociali non piacciono ad alcuni “uomini” che preferirebbero vederle relegate in cucina o nei salotti, fedeli madri e compagne, felici e grate di una esistenza defilata e dedicata.

Sono stati circa quarantamila in tre mesi i tweet negativi contro le donne da parte degli haters della tastiera. Tali comportamenti, come quelli a cui si è assistito al porto di Lampedusa, corrono il rischio di sdoganare alcune categorie di persone borderline a comportamenti violenti ed aggressivi.

Per arginare tale deriva non resta che lavorare sulla prevenzione, a partire dalle scuole, dove si devono educare i ragazzi al linguaggio dell’inclusione e del rispetto. Ho grande fiducia nelle nuove generazioni.

 

*

Cons. Lucia Coppola

Il cervello delle donne è diverso da quello degli uomini? Esistono differenze di genere nella struttura e nella funzione del cervello? A queste e ad altre domande cercherà di rispondere Yuri Bozzi (professore del CIMeC, Centro interdipartimentale mente/cervello dell’Università di Trento) presentando i risultati delle più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze.
L’incontro, dal titolo “Sesso, genere e cervello… tutti diversi, tutti uguali”, è in programma a Rovereto domani, mercoledì 3 luglio, alle 21 nel Giardino di Palazzo Fedrigotti (Corso Bettini, 31). In caso di pioggia ci si sposterà all’Urban center (Corso Rosmini, 58). La conferenza è a ingresso libero.

Il ciclo “CIMeC – Città, alla scoperta della mente” è stato organizzato dal centro universitario in collaborazione con il Comune di Rovereto per proporre alla cittadinanza alcune conferenze a tema neuroscientifico, dal taglio divulgativo, per il piacere di scoprire i segreti e i meccanismi che sottendono al funzionamento della mente. Gli appuntamenti con ricercatori e ricercatrici del Centro Mente/Cervello proseguiranno fino al 10 luglio.

Costituzione della nona legislatura del Parlamento europeo. Inizia oggi il 9° Parlamento europeo dalle prime elezioni dirette del 1979.

Deputati europei eletti in 28 Stati membri e appartenenti a 190 partiti politici

I nuovi deputati sono il 61% del totale

Tra i deputati, il 60% sono uomini e il 40% donne

Oggi alle ore 10, la nona legislatura del Parlamento europeo è stata ufficialmente costituita a Strasburgo dal Presidente uscente Antonio Tajani.

Il Presidente del Parlamento europeo sarà eletto domani mattina a partire dalle ore 9.00. Le candidature devono essere presentate dai gruppi politici o da 1/20 dei membri entro le 22.00 di questa sera. Otto scrutatori, estratti a sorte, sono stati nominati per sovrintendere alla votazione.

Dopo le elezioni dirette del 23 – 26 maggio nei 28 Stati membri, in cui il 51% degli elettori ha votato per scegliere i propri rappresentanti, il nuovo Parlamento europeo è stato ufficialmente costituito oggi a Strasburgo. La percentuale di nuovi deputati è più alta che mai (61%) con una maggior percentuale di donne rispetto al passato (40%, rispetto al 37% del 2014).

Il più giovane deputato è la danese Kira Marie Peter-Hansen (21 anni), mentre il più anziano è l’italiano Silvio Berlusconi (82 anni).

Il nuovo Parlamento è composto da 7 gruppi politici, uno in meno rispetto alla precedente legislatura. Tutti i deputati che non hanno aderito a un gruppo politico sono elencati come non iscritti, ma possono decidere in qualsiasi momento di aderire a un gruppo. Dal 2009, secondo il Regolamento del Parlamento, un gruppo politico deve essere composto da almeno 25 deputati eletti in almeno 7 Stati membri.

(Pagina 3 di 7)