Le previsioni di Meteotrentino. Ancora caldo, ma con la possibilità di temporali e anche grandine.

Prosegue il caldo, anche se meno intenso della scorsa settimana. Si è attenuata la pressione atmosferica e si stanno insediando condizioni di maggiore instabilità che determineranno in questi giorni fenomeni temporaleschi, anche intensi e con grandinate, specialmente al pomeriggio-sera: la conferma arriva dalle previsioni di Meteotrentino.

Oggi, lunedì 1 luglio, il tempo – ci dicono gli esperti – si presenta soleggiato, con annuvolamenti dalle ore centrali della giornata, associati a rovesci e temporali, anche intensi e con grandine, specie al pomeriggio sera; le temperature rimangono stazionarie su valori ancora elevati.

Domani, martedì 2 luglio, il tempo sarà parzialmente soleggiato al mattino con annuvolamenti più estesi e consistenti al pomeriggio sera quando saranno più probabili i rovesci e temporali anche di forte intensità.

Mercoledì 3 sarà variabile con probabili rovesci e temporali sparsi e temperature in calo.

Da giovedì 4 fino alla fine della settimana si prevedono schiarite, più ampie al mattino, alternate ad annuvolamenti con possibili locali rovesci e temporali soprattutto in montagna al pomeriggio-sera.

Radici. St 2018 Nigeria: Tommy Kuti – 16/09/2018. “Sento l’Africa cucita addosso come una camicia, ma la mia patria è dove il cuore sta: in Italia”. Tommy Kuti, 29 anni: “Afroitaliano”. Non è solo il titolo del suo cavallo di battaglia, ma anche la sintesi della sua identità. Rapper milanese, nato in Nigeria e laureato in Scienza della Comunicazione a Cambridge, Tommy Kuti guida Davide Demichelis alla scoperta delle sue Radici. Il viaggio parte da Lagos e Abeokuta, città natale della sua famiglia, in Nigeria, ma prosegue in Val Camonica, a Brescia, Londra, Cambridge e Milano.

È la storia di uno dei tanti giovani “nuovi italiani” (circa un milione), immigrati di seconda generazione. Tommy l’ha cantata in molte sue canzoni, ora la racconta nel viaggio di Radici. La comunità nigeriana in Italia e nel Regno Unito, la fuga dei giovani italiani verso l’estero e la passione di un immigrato per il Bel Paese, senza negare le sue radici nigeriane.

 

LINK VIDEO

Storie maledette. St 2019 Quel colpo che arriva al cuore. Caso Vannini (I) – 30/06/2019. Uno Speciale in due puntate dedicato a una delle vicende giudiziarie e umane che più hanno segnato nel profondo la pubblica opinione e hanno coinvolto le coscienze nella passione del giudizio. Marco Vannini, 20 anni di splendida giovinezza, muore a Ladispoli in una notte di maggio del 2015. A spegnergli il futuro, un colpo di pistola. Con negligenza, la impugna Antonio Ciontoli, sottufficiale di Marina distaccato ai Servizi Segreti, che è il padre di Martina, la bionda fidanzata di Marco Vannini. Condannato a 14 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Roma, pena ridotta in Appello a 5 anni per omicidio colposo, Ciontoli è in attesa che si pronunci la Suprema Corte. Ma cosa accadde quella notte di tragedia, lo racconta, in esclusiva per Storie Maledette a Franca Leosini, Antonio Ciontoli, chiuso da 4 anni nel silenzio e nell’ombra.

 

LINK VIDEO

Gdf Genova: diffusione video del crollo del viadotto Polcevera (Ponte Morandi), avvenuto il 14 agosto 2018.

Si rende disponibile agli organi di informazione il video inedito – sinora secretato – relativo al crollo della pila 9 del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone.

Le immagini sono state riprese da una telecamera di sicurezza dell’azienda “Ferrometal” e poste sotto sequestro nei giorni immediatamente successivi al crollo, nell’ambito delle indagini affidate al Gruppo della Guardia di Finanza di Genova.

Su autorizzazione della Procura della Repubblica di Genova e venuta meno la secretazione del documento, in quanto dalla data odierna a disposizione delle parti, si procede alla relativa diffusione per esigenze di pubblica informazione.

 

L’intelligenza artificiale si confronta con l’agricoltura trentina. Dopo il successo dello scorso anno torna il format “L’intelligenza artificiale scende in campo”, organizzato da Co.Di.Pr.A. (Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento) e Fondazione Bruno Kessler. Quest’anno un doppio momento di confronto: scoprire le potenzialità dell’intelligenza artificiale (AI) in campo agricolo e conoscere la relazione tra stile di vita e rischio cardiovascolare. Il tutto all’interno di Web Valley, il campus di FBK per introdurre i giovani all’AI.

Ritorna il focus su agricoltura e ambiente all’interno di WebValley 2019, il campus della Fondazione Bruno Kessler dedicato ad introdurre i giovani alle applicazioni  (AI).

Dopo il progetto di una nuova soluzione per stimare qualità e danni della frutta da immagini e altri sensori (2017), e la prima edizione dell’incontro tematico “L’Intelligenza Artificiale scende in campo” (2018), Co.Di.Pr.A. e la Fondazione Kessler hanno organizzato due eventi speciali dedicati ad approfondire gli aspetti di salute e ambiente della agricoltura di montagna dai punti di vista della scienza medica e della applicazione delle nuove tecnologie legate all’Intelligenza artificiale.

“Questi appuntamenti, ha spiegato Andrea Berti (direttore Co.Di.Pr.A.), ci permettono di fare il punto sugli sviluppi delle applicazioni sull’Intelligenza Artificiale in campo agricolo e ambientale. Momenti di condivisione con i diversi attori della filiera agricola e per creare rete che permettano di sviluppare il territorio. Grazie alla molteplicità di dati presenti a livello provinciale alle strutture organizzate, agli enti di ricerca come FBK, Fondazione Mach e Università di Trento e, soprattutto, un prodotto agricolo con elevate caratteristiche qualitative dobbiamo essere capaci di sviluppare esternalità positive per il settore, obiettivo da raggiungere introducendo tutte le possibili soluzioni tecniche e scientifiche”.

Necessità di innovazione sottolineata anche da Romano Masè (dirigente Provincia Autonoma di Trento) che ha spiegato come la “Provincia crede sia fondamentale una forte spinta innovativa per l’agricoltura trentina, che può dare un grosso supporto allo sviluppo del settore mantenendo alti gli standard. Serve investire nel futuro facendo sempre più rete in maniera strutturata tra i diversi enti di ricerca presenti sul nostro territorio”.
Cesare Furlanello (responsabile MPBA della Fondazione Kessler) ha introdotto i due eventi sottolineando l’importanza di creare rete per creare valore aggiunto, specialmente in un territorio come quello trentino.

Il primo appuntamento ha visto Alberico Catapano (professore dell’Università di Milano) spiegare la connessione tra stili di vita e rischio cardiovascolare. Il professore ha cercato di dare una risposta alla domanda se in montagna è vero che si vive meglio. “Risposta difficile, ha spiegato Catapano, infatti entrano in gioco numerosi parametri da valutare, sicuramente due sono gli aspetti che possono ridurre il rischio cardiovascolare: uno stile di vita sano e alimenti di qualità”.
L’incontro ha anche visto presenti Massimo Manfrini (TroteAstro), Luca Lovatti (CIF) e Francesca Fava (Fondazione Edmund Mach) che hanno portato l’esperienza trentina in campo alimentare.

Il secondo focus, invece, ha cercato di indagare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per la nostra agricoltura. Fausto Milletarì (ricercatore NVIDIA) ha raccontato le frontiere dell’Intelligenza Artificiale e la sua applicazione nel mondo produttivo, partendo dall’impiego dei droni per il monitoraggio degli impianti industriali (riducendo i costi del 20%) per arrivare all’impiego di visori ottici al fine di ridurre l’impiego di diserbanti in agricoltura.
L’evento è proseguito con Luca Coviello (Fondazione Bruno Kessler) che ha presentato i nuovi strumenti di analisi e coinvolgimento degli esperti per la Intelligenza Artificiale in Agricoltura.

Stefano Corradini (Fondazione Edmund Mach) ha spiegato quali sono le risposte che la ricerca applicata può dare all’agricoltore.
I modelli predittivi e i sistemi di supporto alle decisioni sono stati presentati da Steno Fontanari (MPA Solution) e, infine, Marco baldo (Biogard) ha portato alla platea un caso pratico di tecnologia al servizio della sostenibilità: il caso della confusione sessuale.

 

La Federazione Trentina della Cooperazione, rappresentata dalla presidente Marina Mattarei, e Dolomiti Energia Holding (DEH), società del gruppo Dolomiti Energia, rappresentata dal presidente Massimo De Alessandri, hanno sottoscritto un accordo operativo per lo sviluppo della mobilità elettrica in Trentino.

Obiettivo dell’iniziativa è la diffusione delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici – auto, moto e bici – presso le cooperative trentine. L’accordo dà attuazione a quanto previsto in una lettera di intenti firmata dalle due parti lo scorso 9 ottobre.

Il protocollo impegnerà Dolomiti Energia Holding a fornire alle migliori condizioni di mercato alle associate alla Federazione coinvolte nel progetto le colonnine per la ricarica e l’energia, che – come è sancito nel protocollo – sarà prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.
Per incentivare la partecipazione delle cooperative al piano di infrastrutturazione provinciale, se sarà raggiunto il numero di almeno 80 colonnine nel 2019, DEH riconoscerà alla Federazione un bonus di 450 euro per ogni unità installata, mentre Promocoop Trentina spa, il fondo mutualistico della cooperazione nel ruolo di sostenitore dell’iniziativa, erogherà alle cooperative un contributo a fondo perduto di 500 euro per ogni stazione di ricarica auto (700 per le colonnine dedicate alle e-bike).

DEH assumerà la gestione delle stazioni di ricarica per un arco di 10 anni, trascorsi i quali le colonnine rientreranno nella piena disponibilità dei soggetti proprietari, che sono le cooperative. DEH si impegna a fornire alle cooperative e alla Federazione report periodici sull’utilizzo delle stazioni di ricarica.
“Questo è un progetto di sistema – ha commentato la presidente della Federazione Marina Mattarei – in chiave di inter-cooperazione. Un ulteriore tassello sulla strada dello sviluppo sostenibile, in cui la cooperazione è da tempo impegnata”.

“Il rapporto con la cooperazione è ben consolidato – ha affermato il presidente di DEH Massimo De Alessandri – quello che abbiamo firmato oggi è un progetto di ampio respiro, costruito da aziende del territorio per il territorio. Tutta l’energia prodotta sarà 100% rinnovabile”.
Promocoop ha messo a disposizione per questo progetto un fondo da centomila euro: “La sostenibilità ambientale è un fattore di rilevante importanza per la salvaguardia del nostro futuro – ha affermato il presidente Arnaldo Dandrea – e la diffusione di queste iniziative può offrire al nostro territorio un ulteriore valore aggiunto, sia per il servizio sia per l’immagine positiva e green che ne deriva”.

Al momento della firma ha partecipato anche il vicepresidente della Giunta provinciale, nonché assessore all’energia e cooperazione, Mario Tonina: “questa è una iniziativa che va nella stessa direzione di quanto uscito dagli Stati Generali della montagna – ha affermato Tonina – questo territorio avrà un futuro solo con iniziative sostenibili come questa. La sinergia con il mondo cooperativo è molto importante”.
L’ attuazione del piano provinciale per la mobilità elettrica

La promozione della mobilità elettrica rappresenta un tassello del più ampio impegno alla sostenibilità che il movimento cooperativo trentino ha da tempo abbracciato, convinto dell’importanza di sostenere tutte le iniziative che tendono a salvaguardare l’ambiente e a diffondere una cultura sempre più attenta al rispetto di chi verrà dopo di noi.

Questa iniziativa rappresenta fra l’altro una sistematica attuazione del piano provinciale per la mobilità elettrica approvato nel settembre 2017 per la parte legata alla diffusione delle infrastrutture di ricarica. La Provincia ha infatti ritenuto strategico investire su questo fronte, approvando uno specifico strumento di programmazione che vedeva, tra i propri punti cardine, una capillare diffusione delle stazioni di approvvigionamento su tutto il territorio.
Ad oggi questa parte del piano risulta in ritardo: solo le zone di maggiore appetibilità per il mercato sono state raggiunte dagli operatori, che risultano invece poco presenti nelle aree della nostra provincia dove difficilmente l’investimento iniziale potrebbe essere recuperato.
Una rete di ricarica omogenea su tutto il territorio

L’iniziativa della Cooperazione Trentina e di Dolomiti Energia Holding tende a creare le condizioni affinché le stazioni di ricarica possano essere installate su tutto il territorio, rimuovendo le differenti potenzialità di partenza e riequilibrando quindi centro e periferia. Questo progetto si può quindi considerare una traduzione degli obiettivi condivisi a Comano Terme nell’ambito degli Stati Generali della Montagna: la rete deve essere presente e disponibile, alle medesime condizioni di accesso, a

Trento come in qualunque altro paese della nostra provincia.
L’importanza dell’iniziativa va valutata anche in chiave turistica: se l’adesione al progetto da parte delle cooperative risulterà significativa sarà possibile spendere attraverso i canali di promozione l’idea di un Trentino dove la mobilità elettrica, green, è una realtà che permea tutta la comunità, dove il turista potrà muoversi in ogni angolo della nostra realtà potendo contare su stazioni di ricarica capillarmente diffuse, anche nelle frazioni più piccole, e completamente interoperabili con i principali network nazionali ed europei.

 

 

Domani il Tar del Lazio (sez. III bis, Presidente Giuseppe Sapone) deciderà il destino dei tanti candidati che avevano partecipato al concorso per dirigenti scolastici indetto dal Miur. Il tribunale amministrativo si pronuncerà infatti domani 2 luglio sul ricorso promosso dal Codacons in cui si chiede l’annullamento del decreto Dipartimentale del Ministero dell’Istruzione n.395 del 27 marzo 2019, recante l’elenco dei candidati ammessi a sostenere la prova orale del Corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Alla base dell’iniziativa legale dell’associazione una lunga serie di irregolarità registrate durante lo svolgimento delle prove che hanno di fatto danneggiato i partecipanti: la prova scritta, contrariamente a quanto previsto dal bando, non è stata infatti unica a livello nazionale, con evidente disparità di trattamento ai danni di quanti hanno svolto prima le prove scritte. Decisioni disomogenee sul territorio nazionale in merito poi alla possibilità di consultazione dei testi di legge: in alcune regioni gli U.S.R. hanno dato indicazioni precise in merito alla consultazione dei testi di legge, mentre in altre regioni sono state riscontrate condotte improntate alla libera iniziativa degli addetti alla vigilanza.

La prova, inoltre, è stata “non simultanea” sul territorio nazionale, considerando che in alcune realtà eÌ iniziata alle 10.30, in altre alle 11.00, in altre ancora alle 11.50, con evidente vulnus ai principi di equitàÌ, par condicio e trasparenza. E ancora: quesiti non adeguati al tempo e alle dotazioni dei PC delle scuole sedi di esame e Prove di lingua con brani lunghi e difficoltà diversificate per la presenza di hardware obsoleti (tastiere non funzionanti).

Il TAR del Lazio – ricorda il Codacons – si è già pronunciato in casi analoghi accogliendo le ragioni dei ricorrenti. Ci aspettiamo quindi per domani una decisione favorevole ai tanti candidati non ammessi alle prove orali, evidentemente danneggiati dalle irregolarità di questo concorso.

Premesso che:

la decisione del Presidente della Provincia di firmare l’ordinanza di cattura di M49 nonostante l’invito alla prudenza del Ministro dell’Ambiente, che ha preso posizione sulla questione, evidenzia ancora una volta l’incapacità della Giunta di considerare la convivenza tra uomo e grandi carnivori a 360 gradi, convivenza che richiede di implementare sistemi di prevenzione e di informazione efficaci;
il richiamo del Presidente all’autonomia e all’articolo 52 dello Statuto sembra dimenticare che esiste un’apposita procedura da seguire per la cattura di un animale che si sia rivelato pericoloso;
il Ministro ha infatti ricordato che solo con una deliberazione del prefetto per ragioni di pubblica sicurezza o dopo l’analisi dell’Ispra è infatti ammessa la cattura di un orso: ogni atto emanato prima di questi passi espone solo la Provincia a ricorsi giudiziari, con i costi che comportano;

SI INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
E L’ASSESSORA COMPETENTE PER SAPERE:

quali azioni di mitigazione e quali sistemi di prevenzione sono stati attivati per arginare ed evitare i danni causati da M49;
quali misure verranno prese al fine di evitare che l’orso muoia durante le operazioni di cattura, evento purtroppo già accaduto;
se non ritengano che una simile operazione puntuale manchi di una visione sulla gestione della montagna e della convivenza tra uomo e grandi carnivori: non è il singolo orso il problema, dopo di lui ne verranno altri, già ce ne sono stati in passato, ma la capacità (o l’incapacità) della politica di supportare adeguatamente ed economicamente le modificazioni del modo di pascolamento estensivo oggi praticato nel nostro territorio con l’implementazione di sistemi di prevenzione efficaci;
visto che nella risposta all’interrogazione a risposta scritta n. 201/XVI si scrive che “lo sforzo che l’Amministrazione provinciale sostiene da anni e continua a garantire per la prevenzione dei danni da grandi carnivori è noto; ed è in continua fase di implementazione, sperimentazione di nuovi strumenti, ricalibrazioni di mezzi ed obiettivi”, si chiede quali sono i nuovi strumenti citati, in che cosa consistono le ricalibrazioni di mezzi ed obiettivi e perché non viene dato lo stesso spazio che è dato all’allarmismo anche ai sistemi di prevenzione efficaci.

LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018

Per coprire il vuoto della sua azione politica questa giunta ha bisogno di crearsi dei nemici verso i quali deviare l’attenzione dei suoi sostenitori. L’ha fatto nelle vicende che hanno coinvolto le scuole trentine (dai corsi sulla violenza di genere alle altalene). Oggi dipinge un Trentino in cui si vive assediati da lupi, orsi, cinghiali, cormorani…tutti animali per i quali l’unica soluzione è l’eliminazione. Ma se guardiamo al FARE nulla si è visto in termini di informazione (se non l’allarmismo), prevenzione, formazione, aiuti e sostegno PER agricoltori e allevatori, corridoi faunistici (che non esistono e non è intenzione realizzare), personale (il contingente dei custodi forestali è stato ridotto dalla precedente giunta di centrosinistra di circa il 30%). Solo iniziative mediatiche CONTRO. La giunta dimostra anche scarsa conoscenza della questione parlando di troppi orsi (60) quando gli esperti parlano da sempre di 60 orsi come numero minimo per garantire la sopravvivenza della specie.

In Trentino sono riusciti a trasformare un’opportunità in un problema (sará per M49 che la Roma ha disdettato il ritiro a Pinzolo?). Purtroppo è la cartina di tornasole dell’approccio ai temi ambientali: i boschi trentini possono ospitare 600 jeep che scorrazzano (naturalmente senza arrecare alcun danno) ma non 1 orso.La coerenza delle azioni è lo strumento principale per sostenere la promozione la valorizzazione del nostro Trentino. Purtroppo stiamo già iniziando a pagare le conseguenze di questo strabismo.

 

Paesi che vai. St 2018/19 Verona – 17/02/2019. Dichiarata nel 2000 Patrimonio Mondiale dell’Unesco, già ai tempi dell’Impero Romano, Verona era soprannominata “la piccola Roma”. Simbolo di questa città infatti, è l’Arena, terzo anfiteatro romano in Italia per grandezza, dopo il Colosseo e l’Arena di Capua. Insomma, 2000 anni di storia, racchiusi in poco più di 200 km quadrati.

E forse, fu proprio per questo che Dante Alighieri, nei primi anni del ‘300, scelse questa città per trascorrere parte del suo esilio. Sette anni nei quali, il sommo Poeta, fu ospite della Signoria Scaligera e, in particolare, di Cangrande I della Scala il celebre condottiero che Dante definì: “Colui che ‘mpresso fue, nascendo, si da questa stella forte, che notabili fier l’opere sue”.

 

LINK VIDEO

 

(Pagina 3 di 4)