Votata la manovra di assestamento in Consiglio provinciale. Alle 19.11, con 19 voti favorevoli, 10 voti contrari e la sola astensione del consigliere Degodenz, il Consiglio provinciale ha approvato, dopo quasi 104 ore di lavori e oltre 7500 votazioni, la manovra di assestamento di bilancio.

Si è ripartiti alle 17.00 dall’emendamento 747, sui 916 all’articolo 42 per proseguire poi con l’esame delle rimanenti 24 proposte di modifica agli articoli dal 43 al 45. Alle 17.35 il Consiglio provinciale aveva completato l’esame degli oltre 7500 emendamenti alla manovra di assestamento che impegnava l’aula ininterrottamente da dieci giorni. Sono seguite le dichiarazioni di voto e infine, alle 19.11, la votazione.

Denis Paoli (Lega) è intervenuto sull’ordine dei lavori per chiedere al presidente Kaswalder di esprimersi sul post Facebook del quotidiano l’Adige e stigmatizzare delle imprecisioni comparse nel commento, laddove si attribuiva la “colpa” dell’interruzione dei lavori di ieri agli insulti proferiti dal consigliere Savoi contro le minoranze. Il presidente ha confermato che la segnalazione è stata già fatta e la notizia è già stata modificata.

 

*

Tonini: non condividiamo l’impostazione del rapporto tra maggioranza e opposizione che “lascia fuori la politica”
Aldilà di qualche episodio sgradevole, per Giorgio Tonini (PD) la discussione è avvenuta in modo tutto sommato corretto. L’opposizione, ha osservato, ha un duplice compito: sostenere le proprie ragioni nell’aula cercando di colmare con la pressione psicologica il divario numerico e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle proposte. Non condividiamo, ha riassunto Tonini, l’impostazione impressa da Fugatti al rapporto tra maggioranza e opposizione, che “lascia fuori la politica”. Qui siamo in una sede eminentemente politica, ha proseguito e noi abbiamo posto questioni politiche, sul pacchetto famiglia, sulle infrastrutture, sulla tempesta Vaia, sulla solidarietà internazionale e sulla scuola. Chi ha vinto le elezioni ha piena legittimazione a governare e stabilire la rotta e noi non volevamo capovolgere, ma “condizionare l’orientamento della Giunta, con il dialogo e con la pressione che ci concede l’uso del regolamento”.

La Provincia autonoma di Trento avrà il suo assestamento e noi abbiamo tenuto aperto il dibattito e abbiamo portato a casa qualche risultato che non ne stravolge l’orientamento. Per la scuola sarebbe stato conveniente fare un provvedimento ad hoc, fondato sull’ascolto e sul confronto e quello che abbiamo ottenuto per questo comparto è solo il monitoraggio degli effetti di cambiamento dell’organizzazione delle lingue, condividendo il principio che possono cambiare le modalità, ma in nessun modo dobbiamo impoverire l’insegnamento delle lingue straniere, che sono un elemento di successo del nostro sistema scolastico. Solo attenuato, dall’introduzione del tavolo di confronto, il danno fatto dalla Giunta al sistema della solidarietà internazionale: con questa scelta la Giunta, accecata da un pregiudizio, ci ha lasciati attoniti, ha detto. Aiutando gli altri aiutiamo anche noi stessi perché i rapporti politici ed economici nascono dalle relazioni e quel modestissimo 0,25% ci tornava aumentato in termini di relazioni e di scambi. Questa è una delle ragioni fondamentali per la quale ci opponiamo a questa manovra, ha concluso.

 

*

Rossi: lingue e solidarietà internazionale i motivi principali del voto contrario
Ugo Rossi (Patt) ha esordito rivolgendo un ringraziamento al presidente Kaswalder per la conduzione dell’aula e ai collaboratori per il supporto ricevuto: questo passaggio rappresenta un punto di maggior qualità rispetto ad un contesto obiettivamente difficile ha detto. Il consigliere del Patt ha poi evidenziato il misto di sensazioni con le quali si è avvicinato a questa manovra. Da un lato la preoccupazione per la tenuta generale dei conti, in un contesto generale obiettivamente complicato. Dall’altro, il rammarico per il dialogo e la collaborazione, che sono mancati, almeno inizialmente, rispetto ai tre elementi cardine della manovra: la natalità, gli investimenti e l’approccio al post tempesta Vaia.

Gli emendamenti erano finalizzati a costruire su questi tre elementi una logica di collaborazione. Qualche risultato lo abbiamo infine ottenuto, ha spiegato: una norma sulla maternità, una sulla formazione dei medici, un monitoraggio sul trilinguismo, un intervento in tema di agricoltura. Forse valeva la pena approfondire queste proposte un po’ prima, ha aggiunto. Infine, ha espresso alcune considerazioni di carattere culturale sul tema delle lingue: queste decisioni si tramuteranno in un errore madornale per il Trentino, perché prese senza alcun fondamento scientifico in assenza di un’analisi statistica, qualitativa e quantitativa di come le lingue sono entrate nel nostro ordinamento scolastico. Questo è uno dei motivi principali per cui voteremo contro questa manovra, ha detto. L’altro motivo è l’approccio che questo provvedimento riserva alla solidarietà internazionale. Rispetto a queste scelte, le ragioni della maggioranza sono risultate poco convincenti: avreste potuto raggiungere gli stessi risultati senza mortificare un’idea e questa è una responsabilità che vi dovrete prendere, ha concluso.

 

*

Ghezzi: abbiamo capito che per Fugatti non tutte le minoranze sono uguali
Paolo Ghezzi (Futura) ha riconosciuto, seppur in tono asciutto, la correttezza del lavoro svolto dal presidente Kaswalder e dai funzionari del Consiglio provinciale. Questa esperienza è stata faticosa, ha ammesso, e non abbiamo affezione particolare alle modalità ostruzionistiche, perché sono mortificanti. Questo disagio è sostenuto dal fatto di aver dato speranza a chi farà figli dal primo gennaio in poi anche se, obiettivamente, questa manovra infligge sofferenza ai non trentini. Ghezzi ha ribadito che il trofeo dello 0,25% non è qualcosa di cui andare fieri e che il bonus bebè è a suo avviso iniquo ed inefficace e le conseguenze le vedremo presto: l’immaginaria donna tirolese, moglie di un cembrano di ritorno a Cembra dopo qualche anno di lavoro a Verona, e madre di due figli (Maurizia e Mirko) si perderanno 6180 euro rispetto a chi avrà gli stessi figi, ma non si sarà mosso da Trento.

Prendo atto che lei non apre tavoli di trattativa, ha detto rivolto al presidente Fugatti (noi abbiamo ricevuto il finanziamento del bollettino della Sat, ha detto, in un articolo, tra l’altro, che impoverisce fortemente la montagna). Speriamo che il prossimo giro ci sia maggiore interesse anche per noi, in quanto portatori di valori e di visioni, non di marciapiedi e rotatorie ha aggiunto. Infine Ghezzi ha ammesso di portare a casa molti insegnamenti da questa discussione, che saranno tradotti nel modo in cui sarà affrontata la partita del bilancio di fine anno: abbiamo capito che per Fugatti non tutte le minoranze sono uguali e un atteggiamento esigente e comandante nei confronti della presidenza del consiglio provinciale.

 

*

Guglielmi: Fugatti vada avanti così e noi gli saremo sempre fedeli
Luca Guglielmi, dopo una premessa in ladino, ha ringraziato la Giunta che mai si è assentata durante la discussione di questa manovra. Rivolto al presidente Fugatti lo ha elogiato per le scelte fatte con questa finanziaria. Una su tutte, la cancella zione della riserva dello 0,25% alla cooperazione internazionale, interpretata falsamente come taglio ai contributi alla solidarietà internazionale. Sul Clil, ha aggiunto, bene che si demandi all’autonomia dei singoli istituti: non è un discorso di quantità, ma di qualità: non si possono mettere insieme due materie senza pensare che la qualità non venga meno. Queste sono le risposte che i cittadini apprezzano, ha proseguito. Al collega Manica ha rivolto l’apprezzamento per la coerenza tenuta durante l’intera discussione ed ha concluso rivolto al presidente Fugatti: lei vada avanti così e noi le saremo sempre fedeli, non ci spaventa stare qui ore e giorni, lei ha dato una svolta a questo Trentino.

 

*

5 Stelle: questo è stato solo un allenamento e per il futuro di attrezzeremo
Alex Marini (5 Stelle), ha ammesso che non si aspettava la massiccia e costante presenza di maggioranza e Giunta a questa discussione e nonostante ci siano stati momenti di scontro -anche da parte mia, di cui mi scuso- è per la veemenza e la convinzione verso le istanze in cui credo. Il consigliere ha quindi elencato numerose loro proposte non accolte dalla maggioranza: sui temi fiscali la proposta di esentare i trentini dall’imposta di soggiorno (non accolta); una proposta in tema di trasparenza (respinta), sull’informazione istituzionale per rafforzare l’ufficio stampa del consiglio provinciale (bocciata), una proposta a costo zero per introdurre gli strumenti per diffondere la conoscenza in ordine ai diritti politici e di partecipazione popolare (respinta), una proposta sul tema recentemente affrontato con un question time per sensibilizzare i motociclisti sui rischi che corrono nella violazione del codice della strada (bocciato), un’iniziativa per la diffusione della cultura orientata allo stop del consumo del suolo, al risparmio idrico e all’economia circolare (bocciata).

Il collega Filippo Degasperi ha osservato che il gruppo si era avvicinato con una certa serenità a questo assestamento e dunque è rimasto molto sorpreso dall’incomprensibile sequenza di no ricevuti. Ai cittadini, ha detto rivolto alla maggioranza, oltre alle bandiere del Clil e alla cancellazione dello 0,25%, fate sapere che aggiungerete un nuovo dirigente alla scuola, che assumerete dirigenti provinciali senza concorso, che aumenterete i soldi per le scuole private riducendo quelli per la scuola pubblica, che avete tagliato i fondi epr l’ospedale di Cavalese, altro che sanità territoriale. Raccontate tutto, ha esortato, non solo quello che vi fa comodo: voi siete arrivati pensando di sbaragliare i vostri avversari e qui abbiamo raggiunto un record per la durata del consiglio provinciale, ma questo è stato solo un allenamento e per il futuro di attrezzeremo.

 

*

Degodenz: ho avuto un confronto buono, ma rimane l’amaro in bocca
Pietro Degodenz (UpT) ha ringraziato per l’attenzione contenuta in questa manovra per le Olimpiadi e per l’accoglimento di diversi suoi ordini del giorno (su ortopedia, api, sport e ospedale di Cavalese). Ho avuto un confronto buono che ha portato qualche risultato anche se l’amaro in bocca resta sulla cooperazione internazionale, ha dichiarato. Aver cancellato al riserva di bilancio dello 0,25% è un passo indietro, ha aggiunto: noi siamo terra di missioni e di missionari e sicuramente potevamo trovare un percorso condiviso. Altro aspetto di criticità, quello del trilinguismo. Ha annunciato il voto di astensione.

 

*

Cia: se volevate scrivere voi le norme del bilancio, avreste dovuto vincere le elezioni
Oltre 100 ore di dibattito, oltre 7000 emendamenti e avete portato a casa poco o niente ha esordito Claudio Cia (Agire) rivolto alle opposizioni. Quando eravamo all’opposizione la maggioranza ci accusava di fare ostruzionismo fine a se stesso mentre qui il presidente Fugatti ha iniziato la discussione della manovra chiedendo alle minoranze di segnalare le loro istanze. Non si può dunque dire che non ci sia stata la massima disponibilità. Se volevate scrivere voi le norme del bilancio, avreste dovuto vincere le elezioni, ha aggiunto rivolto alle opposizioni. L’ostinazione di alcuni consiglieri che hanno continuato imperterriti a portare avanti l’ostruzionismo anche senza obiettivo appare a suo avviso incomprensibile. I soldi spesi dai trentini nei soli ultimi 5 anni per i progetti di solidarietà internazionale, i famosi 5 centesimi, valgono 56 milioni di euro: i soldi che diamo ai missionari sappiamo dove vanno, ma quelli che vanno a certe associazioni spesso servono per tenere in piedi carrozzoni funzionali ai partiti ed ai politici. Cia ha poi evidenziato il voto negativo delle minoranze ad alcuni suoi emendamenti votati dalla maggioranza, che vanno nella direzione degli aiuti ai lavoratori, ai malati e alle famiglie: “interventi non riconosciuti dalla minoranza, ferma in una sperduta isola del pacifico a difesa di una guerra che non c’è”.

 

*

Leonardi: questo cambio di passo è stato voluto dagli elettori
Giorgio Leonardi (FI) ha osservato che queste norme vanno coerentemente nella direzione indicata dalla coalizione di centro destra che ha vinto le scorse elezioni. Rivolto a Fugatti ha detto che è stato magnanimo nel condividere diversi ordini del giorno dell’opposizione ed ha sottolineato tutti gli sforzi messi in campo per le numerose opere pubbliche che si concretizzeranno nei prossimi anni, tutte le iniziative destinate coloro che si vogliono fermare nelle valli, il sostegno alle imprese ecc. La Provincia era un bancomat, ha detto e non si poteva andare avanti così: i soldi sono dei trentini e con i nostri soldi possiamo fare quello che vogliamo, questo cambio di passo è stato voluto dagli elettori. Sarà una sfida difficile, ma noi di Forza Italia ci siamo. Leonardi ha apprezzato la correttezza di certa opposizione, un po’ meno di chi ha voluto solo strumentalmente rallentare i lavori di quest’aula. Il tempo sarà galantuomo, ha concluso, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla buona conduzione dei lavori dell’aula.

 

*

Savoi: l’opposizione non poteva pretendere che la maggioranza potesse rinunciare agli elementi pregnanti di questa legge
“Tanto tuonò che piovve”, ha esordito Alessandro Savoi (Lega) che ha pregustato la soddisfazione di approvare, finalmente, l’assestamento di bilancio. Il consigliere della Lega ha poi distinto tra ostruzionismo ordinario e straordinario e quest’ultimo riguarda per esempio le leggi finanziarie, ha detto. L’opposizione non poteva pretendere di stravolgere l’impianto delle norme o che la maggioranza potesse rinunciare agli elementi pregnanti di questa legge: dalle opere, agli interventi in materia di natalità, dagli interventi per Vaia alla cooperazione internazionale. Su questo ultimo aspetto abbiamo fatto una scelta coraggiosa sapendo che saremmo stati osteggiati. Quello che deve essere chiaro è che noi non abroghiamo le risorse, quanto piuttosto l’obbligo di destinare la quota fissa dello 0,25% del bilancio. Infine, ha garantito di non avercela con nessuno, quanto piuttosto di avere a volte un brutto carattere.

 

 

Il Presidente Kaswalder si è infine associato ai ringraziamenti ai dipendenti, ai consiglieri e ai capigruppo. “Io ce l’ho messa tutta e se qualche sbavatura c’è stata vi chiedo scusa”, ha concluso.

 

La votazione ha dato il seguente esito: 19 sì, 10 no e 1 astenuto (Degodenz).

In conclusione di questo assestamento di bilancio intendo innanzitutto esprimere un personale rammarico per il protrarsi, ben oltre il consueto, dei lavori dovuto ad un muro contro muro originatosi in particolare dalla scelta di eliminare lo 0.25% del bilancio dedicato alla solidarietà internazionale. Come ho avuto modo di esprimere anche in Consiglio ritengo si sia trattato di una scelta affrettata; da sempre, infatti, l’Italia e il resto del mondo guardavano a noi come a dei modelli in questo ed altri campi – ho ricordato nel mio intervento in apertura la Protezione civile, altra eccellenza, ma ve ne sono molte: le associazioni, la cooperazione e la sanità (per fare altri esempi ma potremo continuare per giorni ad elencarle) che va mantenuta, voglio ribadirlo ancora una volta, in città come in valle, con i servizi principali accessibili a tutte e tutti in ogni luogo del territorio provinciale.

Tornando all’assestamento, grazie all’impegno di tutti si è poi giunti ad una serie di mediazioni che hanno portato a concludere i lavori. In particolare per quanto riguarda la cooperazione internazionale si è definita la costituzione di un tavolo di confronto tra le associazioni e Giunta che verrà sentito prima di procedere alla delibera di finanziamento dei progetti; Positiva anche la scelta di coinvolgere IPRASE per quanto riguarda il CLIL e le scelte scolastiche e formative legate alle lingue straniere e la decisione di procedere con la stabilizzazione di una parte dei precari della scuola dell’infanzia.

Esprimo infine soddisfazione per quanto deciso e approvato in riferimento alle misure per la promozione del lavoro femminile (bonus bebè ed estensione del trattamento delle dipendenti provinciali alle mamme che lavorano nel privato e verifica della fattibilità di aumentare il periodo di astensione -conciliazione famiglia/lavoro – retribuita dal lavoro per le neomamme impiegate nel privato come avviene per le dipendenti del sistema pubblico, aumento deduzioni dal reddito da lavoro femminile per i nuclei familiari con figli tra 0 e 3 anni – previsti 500 000 Euro in più).

A livello personale, per quanto riguarda il lavoro svolto e i risultati ottenuti, mi ritengo sicuramente soddisfatto.

Tre gli ordini del giorno presentati e approvati, a larga maggioranza o all’unanimità dal Consiglio;

Il primo richiede un impegno della Giunta per rafforzare l’Unità di ortopedia e traumatologia presso l’ospedale di Cavalese e migliorare in tutti gli ospedali periferici del territorio provinciale le specializzazioni, Il secondo è dedicato al settore apistico e richiede ulteriori contributi a favore di tutto il comparto per l’acquisto di materiale zuccherino per nutrire le api ( odg a cui è stato collegato anche un apposito emendamento), mentre il terzo verte sulla necessità di attivare un nuovo pacchetto normativo attraverso la Commissione dei 12, recentemente rinnovata e di nuovo nella pienezza delle sue funzioni, in particolare sulla tematica fiscale, la gestione dei grandi carnivori e la sicurezza e l’ordine pubblico. Gli ordini del giorno sono stati approvati in seguito alla revisione di alcune parti, avvenute in accordo con gli assessori competenti.

Positivo anche il bilancio riferito agli emendamenti con 5 accoglimenti.

Il primo emendamento accolto e finanziato con 150.000 Euro riguarda la valorizzazione dei territori ed è stato proposto per ottenere la diminuzione delle differenze economiche tra le diverse aree territoriali del Trentino e favorire maggiore uguaglianza sociale. Il secondo, presentato assieme al collega del Pd Olivi, è dedicato alla nuova tipologia di esercizio alberghiero del Condhotel e, andando a sanare un precedente errore nelle norma, rende possibile una semplificazione dell’iter di autorizzazione sui cambi di gestione d’uso di volumi esistenti da albergo ad alloggi vacanze eliminando il passaggio obbligatorio con il quale la Giunta provinciale deve dare via libera definitivo; si tratta di una importante semplificazione che diminuisce tempi e burocrazia e sostiene fattivamente gli imprenditori turistici e lo sviluppo del settore.

Due emendamenti sono poi stati dedicati agli impianti sportivi: ho richiesto e ottenuto 250.000 Euro in più da destinare agli impianti sportivi nel 2019 e 150.000 Euro in più sull’anno 2020 per la gestione di eventi sportivi internazionali. Voglio ribadire che anche in vista delle Olimpiadi 2026 è davvero necessario seguire e finanziare maggiormente quanto riguarda lo sport e le manifestazioni legate allo sport, utili a far sì che, ancora una volta, il valore e le capacità del Trentino e dei trentini vengano riconosciute a livello italiano, europeo e mondiale. Perciò ho certamente condiviso e apprezzato la scelta di dedicare un articolo apposito-il 28- al finanziamento di impianti sportivi e stadi per le sedi delle gare olimpiche.

Infine, ma non per importanza, è stato dato il via libera a un finanziamento aggiuntivo, da me proposto, (in abbinata all’ordine del giorno sopracitato) al comparto apistico di 150.000 Euro per l’acquisto di nutrimenti zuccherini. Ho deciso di proporre questa azione perché sono a conoscenza, seguendoli da anni, della difficile situazione che tutti gli apicoltori della nostra provincia – grandi o piccoli, hobbisti o professionisti – stanno affrontando. Ritengo che il miele i produttori dello stesso rappresentino una nicchia preziosa e di valore assoluto, da supportare quindi con concretezza e in ogni modo possibile.

In conclusione, mi sia concesso un ringraziamento al Presidente, agli assessori e a tutti i colleghi Consiglieri per la condivisione di questo (lungo) percorso di assestamento che, alla fine, sono certo potrà, anche grazie al fondamentale apporto delle minoranze che continueranno a lavorare e vigilare, essere utile per andare incontro ai bisogni della comunità trentina.

 

 

*

Cons. Pietro De Godenz

Sono veramente rammaricato per le dichiarazioni negative e contrarie dei vertici dei principali sindacati trentini di fronte alle misure a sostegno delle famiglie volute da questa Giunta nell’assestamento di bilancio.

Leggo infatti con amarezza e delusione la reazione da parte dei vertici di Cgil, Cisl e Uil in merito ai due emendamenti presentati e approvati, nella giornata di ieri, in merito alle misure che abbiamo assunto per contrastare la denatalità del Trentino.

Emendamenti che, come ho già ripetuto più volte, vanno ad incrementare i già consistenti finanziamenti previsti dalla manovra di Assestamento al Bilancio caratterizzati sia dall’abbattimento delle rette dei nidi a favore delle nostre famiglie, sia dagli ingenti aiuti economici a sostegno dei nuovi nati.

Queste misure, per dimensione e peso, non hanno eguali nella recente storia provinciale e posso affermare che si tratta di misure a tutela e a favore dei cittadini e dei lavoratori. Misure che fanno parte di un piano sociale, iniziato con questa variazione, che guarda al futuro del Trentino.

Forse sono proprio queste critiche che portano ad un continuo calo di persone che si iscrivono ai sindacati, persone che preferiscono sostenere e far parte di un importante piano per lo sviluppo sociale del nostro territorio come quello di cui si fa portatore la Lega.

E’ questo quanto dichiarato in una nota stampa dal Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti.

Assegni familiari, senza un intervento urgente delle Province danneggiati i più poveri. Soddisfazione dei sindacati e delle Acli per i chiarimenti forniti dall’Inps: i contributi inferiori a 1032 l’anno non vanno dichiarati. Resta grande preoccupazione per le famiglie più numerose e con i redditi più bassi.

Le famiglie trentine e altoatesine che percepiscono sia misure di sostegno al reddito da parte delle due Province sia gli assegni familiari possono stare più tranquille. Nell’incontro di oggi, chiesto da Cgil Cisl Uil del Trentino e dell’Alto Adige con Acli e Asgb, l’Inps regionale ha infatti chiarito in maniera definitiva che le provvidenze locali che garantiscono un sostegno economico contro la povertà o a supporto delle famiglie con figli come l’assegno unico trentino, non devono essere dichiarate ai fini della richiesta di assegni familiari fino alla soglia di 1032 euro l’anno. In sostanza chi ha un assegno unico fino ad 86 euro al mese non vedrà ridotto il proprio assegno familiare.
Allo stesso tempo la direzione regionale oggi ha rassicurato sindacati e Acli che le nuove regole sull’obbligo di dichiarare le prestazioni sociali locali valgono a partire dal 19 luglio, non ci saranno dunque controlli retroattivi né le famiglie che hanno percepito il vecchio reddito di garanzia o il vecchio assegno regionale al nucleo familiare dovranno temere richieste di restituzione dell’indebito .

In questo quadro di sostanziale positività resta l’enorme problema di gestire la situazione dei nuclei più numerosi o più poveri, le cui provvidenze superano la soglia di 1032 euro. “Sono diverse migliaia di famiglie che proprio perché hanno redditi più bassi o un numero maggiore di figli hanno diritto a prestazioni più generose dal welfare regionale – dicono Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi delle tre confederazioni con Loris Montagner del Patronato Acli -. Questi soggetti subiranno un ingiusto taglio dell’importo statale. L’Inps è stato netto nel chiarire che l’unica soluzione può venire a livello normativo con una legge che stabilisca che il welfare delle due province è integrativo rispetto a quello nazionale.

A questo punto è urgente che la Provincia di Trento si faccia finalmente carico di questa situazione, coordinandosi con la Provincia di Bolzano al fine di arrivare alla definizione o di un accordo specifico con il Ministero del Lavoro o approvando una legge ad hoc che tuteli questi situazioni”.
Un quadro di riferimento normativo ci sarebbe già: è la vecchia legge regionale 4/’92 che aveva stabilito che i benefici erogati allora dalla regione alle famiglie andavano ad integrare i sostegni statali. “Basterebbe ripristinare quella norma o trovare una soluzione simile trattando con il Ministero. Fino a questo momento la Provincia di Trento è rimasta ferma, ci auguriamo che dopo i chiarimenti forniti oggi si muova con estrema celerità. Non è accettabile che con i soldi dei trentini si riducano i costi dello Stato, a danno per di più delle persone più povere”.

Cgil Cisl Uil del Trentino e Acli esprimono comunque soddisfazione per l’esito dell’incontro di questa mattina a Bolzano a cui ha preso parte il vicedirettore regionale vicario Claudiom Floriddia. “Abbiamo fortemente voluto questo confronto e adesso possiamo affermare che è stato utile. Esprimiamo apprezzamento per la sensibilità dimostrata dall’Inps regionale nel comprendere il grave problema da noi sollevato e la disponibilità più volte espressa di trovare soluzioni per le nostre comunità”.

Abbiamo affrontato questa manovra con preoccupazione per i conti della Provincia, messi in grave pericolo da un Governo Lega – 5 Stelle che non governa e che annuncia misure fiscali (flat tax) dannose per la nostre entrate, ma anche con la volontà annunciata di collaborare per proporre miglioramenti. Nonostante questa nostra volontà annunciata, la Giunta non ha ritenuto opportuno approfondire i temi che abbiamo portato nella discussione.

Abbiamo quindi proposto una misura innovativa e seria per favorire la natalità accanto al bonus bebé: estendere alle lavoratrici del settore privato le garanzie del contratto pubblico sulla MATERNITA’, con differenziale di costo a carico della Provincia per le aziende che aderiscono, a condizione che assumano un lavoratore in sostituzione. Su questo riconosciamo che la Giunta ha colto le potenzialità della proposta e almeno si è presa l’impegno di mettere il tema in agenda.

Speriamo lo faccia seriamente.

Abbiamo ottenuto significativa attenzione al settore agricolo per investimenti nel settore delle protezioni antibrina e nel campo della formazione dei giovani medici.

Tuttavia, abbiamo ottenuto solo qualche attenzione circa la costituzione di un tavolo con le associazioni della solidarieta’ internazionale e sulla necessità di almeno monitorare l’insegnamento delle lingue.

Ma è proprio su queste due ultime questioni fondamentali che questa manovra segna un grave e pericoloso passo indietro.

Il disimpegno in tema di apprendimento linguistico non è fondato su nessuna base scientifica e riportera’ la nostra scuola al livello (troppo basso) della scuola italiana.
Il disimpegno in tema di solidarietà internazionale che mortifica i valori e il lavoro di tanti trentini semplici e generosi e che, magari senza volerlo, lancia un messaggio sbagliato, rincorrendo le pulsioni più negative della nostra società.

Ecco perchè votiamo contro questa manovra.

 

*

Cons. Ugo Rossi (Capogruppo PATT)

Carabiniere ucciso, avv. Eugenio Pini, difesa Tedesco: «Io non avrei preso difesa Hjorth. Disponibile a difendere Carabiniere indagato».

 «Il collega Francesco Petrelli ha fatto ciò che è consentito dalla libera professione. Per quella che è la mia storia, il mio trascorso e i processi in cui difendo appartenenti alle Forze dell’Ordine, non avrei mai preso la difesa di Christian Gabriel Natale Hjorth; anzi, assumerei la difesa del Carabiniere indagato per abuso di autorità».

A dichiararlo è l’avvocato Eugenio Pini, difensore, insieme all’avvocato Francesco Petrelli, del Vice Brigadiere Tedesco, uno dei carabinieri imputati nel caso Cucchi.

«Difendo da anni gli appartenenti alle Forze dell’Ordine nei processi in cui sono coinvolti, come appunto nel caso Cucchi, caso Magherini, caso Aldrovandi e caso Narducci. Pur rispettando la libertà del collega Petrelli, io non avrei preso la difesa di Hjorth. A tal proposito – precisa Pini – con la mia associazione LeS – Legalità e Sicurezza, ho nei giorni scorsi annunciato una querela nei confronti di quanti sui social hanno gioito per la morte del Vice brigadiere Cerciello Rega o ne hanno offeso la memoria con commenti orribili».

 

Il Consigliere provinciale Lorenzo Ossanna (PATT) esprime soddisfazione per l’approvazione di un emendamento a sua firma che aumenta di 1 milione di euro lo stanziamento di bilancio per i fondi destinati alla realizzione in agricoltura di impianti antibrina per la difesa dei frutteti per il 2019.

“Negli ultimi anni – afferma il consigliere del PATT – gli impianti frutticoli hanno subito gravi danni per le gelate, che nel 2017 hanno addirittura provocato un tracollo della produzione di mele.

Per le nostre imprese agricole è fondamentale il sistema assicurativo ben gestito in Trentino dal consorzio di difesa Codipra, ma è altrettanto importante sostenere progetti per la difesa attiva delle produzioni al fine di garantire sul mercato una quantità di produzione che permetta di sostenere l’indotto che si crea intorno al settore.

E questo significa – conclude Ossanna – garanzia di occupazione per i lavoratori dei centri di lavorazione e di fatturato per le ditte di trasporto, di confezionamento e di produzione dei derivati”.

La proposta del Consigliere autonomista è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza provinciale, che, compatta, ha votato l’emendamento che rimane in assoluto il più rilevante, in termini di impegno di spesa, di tutta la legge di assestamento appena votata.

 

 

Forte temporale su Trento: molti gli interventi dei Vigili del fuoco. Gran lavoro per i Vigili del fuoco a Trento nel pomeriggio in conseguenza del violento temporale che ha colpito il Capoluogo. Diversi gli allagamenti a cominciare da quello che ha interessato l’Ospedale Santa Chiara, ma fortunatamente non si segnalano feriti. L’episodio più grave in via San Severino dove il vento ha scoperchiato il tetto di un edificio ed ha abbattuto due piante.

A Ravina, nella zona del Belvedere, si è registrata una piccola colata detritica, mentre in un condominio nel quartiere di San Bartolomeo c’è stato un piccolo incendio, probabilmente dovuto ad un corto circuito, subito spento. I temporali hanno interessato anche il resto del Trentino, ma non si segnalano al momento particolari problemi.

 

Oggi in aula è stato approvato lo stanziamento nella legge di bilancio di 1 milione di risorse aggiuntive a favore del settore agricolo e di quello agroalimentare. Il consigliere provinciale Denis Paoli ha così commentato:

“Accolgo con soddisfazione ed entusiasmo lo stanziamento di ulteriori fondi per 1 milione di euro, a valere sull’anno 2019, a favore dei settori di agricoltura, politiche agroalimentari e pesca.

L’aver accolto questa richiesta, approvata con voto favorevole dall’intero Consiglio provinciale, denota la grande sensibilità della Giunta in merito alle politiche di sviluppo del settore agricolo e del comparto agroalimentare, due perni cardine dell’economia trentina.

Sono infatti numerosi i territori della nostra provincia a originare prodotti agricoli che rappresentano vere e proprie eccellenze, sia a livello nazionale che internazionale. Si pensi ad esempio alla Piana Rotaliana e alla Val di Non, luoghi in cui nascono eccellenze dell’agricoltura trentina come la mela e il Teroldego.

Con l’approvazione di questo provvedimento si dimostra ancora una volta la particolare attenzione che queste terre godono nell’ottica di tutela e sviluppo delle loro eccellenze”.

Questo è quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Denis Paoli.

Segnana presenta “Alto Rilievo”. Una nuova linea di Grappe «Riserva» invecchiate in speciali botti da Whisky e Sherry.

Le due grappe nascono dal paziente invecchiamento in botti da Whisky o Sherry sapientemente selezionate dal mastro distillatore tra le migliori al mondo.

Le botti per l’affinamento delle Alto Rilievo provengono per la versione Whisky dalle distillerie di Ardbeg e Laphroaig, che si trovano in Scozia sull’isola di Islay, mentre per quella da Sherry dalla cantina Gonzales Byass di Jerez de la Frontera, in Spagna.

I distillati conservati nelle “Botti da Whisky” si contraddistinguono per le particolari note affumicate e torbate, tipiche del pregiato Whisky scozzese. Mentre le grappe invecchiate «In Botti da Sherry» sono caratterizzare da delicati profumi di agrumi, frutta candita; preludio ad una vellutata rotondità.

 

(Pagina 1 di 125)