Quelle di Savoi sono sciocchezze in libertà. Come sono sciocchezze le stesse cose dette da Fugatti.

Per catturare un orso -o anche per abbatterlo- bisogna identificarlo tramite il Dna; quindi si può procedere solo dopo averlo catturato. Poi applicare il radiocollare per essere certi che si cerchi e si trovi l’esemplare giusto. Questo orso M49 si può catturare perché qualcuno prima di Fugatti -cioè noi- lo ha catturato e gli ha messo il radiocollare. Chi non sa stia zitto!

 

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Ugo Rossi

Consigliere Patt

La differenza fra l’ex presidente Ugo Rossi e l’attuale presidente della Pat Maurizio Fugatti sulla cattura dell’orso è questa: «Rossi agì dopo che orso aveva attaccato l’uomo… Fugatti agisce prima che succeda l’irrreparrabile. Noi della Lega non abbiamo nulla da imparare su tale tema, né dal Patt né dall’allora presidente Ugo Rossi.

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Lega

Nella prima giornata della RRD One Hour Classic Bruno Martini fa il bis, vincendo sia la gara slalom, che foil

Giornata ventosa un po’ inaspettata sul Garda Trentino dopo il caldo torrido di giovedì che è proseguito tutta la notte. E infatti venerdì, nonostante la temperatura ancora molto alta, un bel vento da sud ha garantito un bell’inizio dell’edizione 2019 della RRD One Hour Classic, una delle più vecchie regate organizzate dal Circolo Surf Torbole, che si svolge in un percorso tra una sponda e l’altra del lago che i concorrenti devono percorrere in 1 ora, compiendo il maggior numero di lati.

Il vento è stato forte soprattutto sulla sponda di Ponale che ha toccato anche i 18 nodi ed è durato per tutto il pomeriggio, permettendo così di far partire in questa prima giornata di gare sulle tre in programma, sia loi slalom che il foil, disciplina che sta riscuotendo sempre più successo. Entrambe le gare, nelle due diverse specialità, sono state vinte dall’atleta locale nonchè portacolori del Circolo Surf Torbole Bruno Martini, già detentore del record conquistato lo scorso anno e sicuramente non disposto a lasciare lo scettro. E anzi, Bruno stava quasi battendo il record dello scorso anno, avendo compiuto nella gara versione slalom, il bel numero di 18 lati in 1h 03’ 46”. Secondo posto per Malte Reuscher e terzo di un bravissimo Enio Dal Pont.

Al via alla prima regata versione SLALOM, in questa prima giornata di “One Hour”, quasi 90 partecipanti, mentre da domani sabato – giornata non lavorativa – supereranno i 100. Nei prossimi due giorni sembra che le previsioni diano vento ancora più forte e quindi anche quest’anno potrebbe essere battuto il record frantumato nel 2018 dallo stesso Bruno Martini. Una vittoria a cui Bruno tiene particolarmente dato che dallo scorso anno per il vincitore è stato istituito il Trofeo messo in palio dalla famiglia di Alberto Menegatti- giovane atleta e campione del Circolo Surf Torbole scomparso prematuramente-, in suo ricordo.
La gara foil Martini l’ha vinta compiendo 16 lati in 1h03’ 37”. Nei prossimi due giorni tutto potrebbe essere ribaltato se le condizioni di vento saranno più forti.

 

 

CLASSIFICA OHC FOIL DAY 1 PRESS
CLASSIFICA SLALOM DAY 1

Il presidente ha dato mandato di predisporre l’ordinanza: “Esiste un reale problema di ordine pubblico e non abbiamo risposte dal ministro Costa. Agiamo da soli”. Fugatti decide la cattura dell’orsa M49.

 

 

L’orsa M49 sarà catturata. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha informato oggi la giunta provinciale di aver dato mandato di preparare l’ordinanza di cattura dell’orsa più problematica del Trentino. Da subito la squadra Orso del Corpo forestale si attiverà per individuare il plantigrado e procedere alla cattura. La femmina si è resa protagonista ad oggi dell’80 per cento dei danni causati dai grandi carnivori nella nostra provincia. “Il comportamento dell’animale – ha motivato il presidente Fugatti – è tale da creare un concreto pericolo di ordine e sicurezza pubblica. La stagione degli alpeggi è appena iniziata e non possiamo permettere che M49 tenga in ostaggio pastori ed animali. Abbiamo ripetutamente segnalato al ministro Costa la situazione, chiedendo l’autorizzazione alla cattura. Anche Ispra ha espresso forte preoccupazione. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta e quindi abbiamo deciso di agire, assumendoci le nostre responsabilità. Era necessario dare risposte ai cittadini sempre più allarmati”. L’ultima incursione dell’orsa è del 17 giugno scorso. E’ ’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, a riferirla in conferenza stampa: “Da tempo abbiamo messo in atto tutte le possibili misure di prevenzione e dissuasione. Inutilmente. L’orsa si è mostrata sempre più ‘confidente’, come a malga Arnò, nel Comune di Sella Giudicarie. Quel giorno, nonostante la presenza del pastore e di altre persone all’interno dell’alpeggio, l’orsa si è avvicinata pericolosamente alla stalla dove erano ricoverati animali da allevamento”. Da qui la decisione di accelerare i tempi. Ancora Fugatti: “Abbiamo raccolto in questi tempi le preoccupazioni di pastori, intenzionati ad abbandonare i pascoli, e dell’intero settore della zootecnia. Non potevamo più attendere ed agire, come è già successo in passato, solo dopo un’aggressione a persone”.

L’orso M49 ha iniziato a manifestare un “comportamento critico” già dallo scorso anno. Lo testimoniano i report del Servizio foreste e fauna: “L’animale ha creato forte problematicità sia sul fronte della dannosità, sia su quello, più preoccupante e rilevante, della frequentazione di immobili destinati ad abitazione stagionale o a posto di lavoro”.

 

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Le tappe della vicenda M49.

L’orsa è stata catturata e radiocollarata il 27 agosto 2018 e di seguito costantemente monitorata. Grazie al collare è stato possibile risalire a lei come l’autrice di una serie di episodi nelle zone del Chiese e della Bassa Rendena, con l’uccisione di numerosi animali da allevamento (mucche e pecore). Il monitoraggio ha consentito anche di seguire M49, mettendo in atto una serie di azioni di dissuasione, che “tuttavia non hanno determinato alcuna modifica comportamentale dell’esemplare”.

Il 22 febbraio 2019, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti ha scritto la prima lettera al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, chiedendo l’autorizzazione alla cattura di M49, sulla base delle condizioni contenute dal Piano di Azione PACOBACE.

Da allora, si sono susseguite tutta una serie di note di integrazione del report originario che hanno aggiornato Ministero ed Ispra, rispetto all’evolversi della situazione.

La seconda lettera al ministro è datata 15 aprile, seguita da una terza (30 maggio) in cui si ricordavano i danni causati dall’orsa dal momento del risveglio invernale.

Il presidente Fugatti si è mosso anche in sede locale. Il 17 giugno ha scritto una lettera al prefetto chiedendo la convocazione del Comitato ordine e sicurezza pubblica. Nella seduta del 21 giugno, il comitato ha rilevato come “emerga un quadro veramente preoccupante sotto il profilo della sicurezza e della pubblica incolumità” in relazione ai comportamenti di M49. Anche il rappresentante di ISPRA, sentito in occasione del Comitato, ha evidenziato come “l’orso può costituire un rischio reale” e che “i comportamenti tenuti dall’esemplare M49 potrebbero giustificare forme di intervento più forti”.

Pochi giorni dopo (27 giugno), il presidente Fugatti invia una nuova lettera al ministro Costa (e per conoscenza al Ministro degli Interni) in cui si segnalava l’inefficacia delle misure di dissuasione e prevenzione messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento. La richiesta è sempre stata la stessa: una risposta definitiva a stretto giro di posta.

Da parte del Ministero, fino ad ora, non sono arrivate risposte. A Trento sono solo pervenute note interlocutorie a firma del direttore generale della Direzione per la Protezione della natura e del mare, pur riconoscendo il ricorrere delle condizioni previste dal PACOBACE e il tenore del parere di ISPRA.

“in assenza del definitivo riscontro da parte del Ministero – conclude il presidente Maurizio Fugatti – è necessario l’intervento urgente, al fine di evitare che dal comportamento dell’orso M49 possano derivare conseguenze irreparabili”.

28 giugno: costituito il Gruppo +Europa Trento

Alla presenza del Segretario nazionale di +Europa Benedetto Della Vedova si è formalizzata la costituzione del gruppo +Europa Trento, associazione di iscritti del Partito, ma che accoglierà nel prossimo futuro anche iscritti territoriali.

Il nuovo direttivo è così costituito:
Alexander Schuster, componente dell’Assemblea nazionale, nel ruolo di coordinatore
Matija Cubrilo, studente di Studi internazionali, nel ruolo di vice-coordinatore
Ivan Fent, responsabile commerciale, nel ruolo di tesoriere
Enrico Oliari, giornalista pubblicista, e Leonardo Baccin, studente di Studi internazionali, membri

All’evento, tenutosi al wine-bar Scrigno del Duomo, hanno partecipato molti iscritti trentini e non, così come molti simpatizzanti. Il Segretario nazionale ha parlato dei rischi di isolamento dell’Italia sulla scena internazionale, anche economica, e ha discusso con i presenti del partito e delle sfide future. In particolare, ha poi garantito il massimo sostegno in vista delle elezioni comunali trentine del 2020, nelle quali il movimento è chiamato a portare i valori ecologisti e liberali e con le proprie nuove idee a determinare innovazione nella politica locale trentina.

Riccardo Magi, primo parlamentare a raggiungere Lampedusa, è da ieri sulla nave Sea Watch. Riccardo si è scusato per l’assenza, ma si è voluto collegare in audio-video con il gruppo di Trento, raccontando la situazione grave sulla nave e come questo braccio di ferro sia parte della propaganda permanente del Governo.

Alexander Schuster ha lamentato come «i problemi del Paese siano ben altri. Le aziende sono sempre più in crisi, i piccoli e grandi negozi chiudono, i laureati vanno all’estero, la tassazione nella prima parte dell’anno è tutt’altro che “flat”. L’ISTAT certifica che è in crescita ed anzi, è la più alta dal 2015. Gli italiani si concentrino sui loro risparmi e sul futuro loro e dei loro figli. Non si facciano distrarre da quaranta naufraghi in balia delle onde del Mediterraneo».

 

 

 

Finalmente possiamo dire: Bene la decisione di Fugatti.

Dopo mesi di incertezze e di comunicazioni non sempre corrette e spesso contraddittorie oggi giunge la decisione di ordinare la cattura dell’esemplare m49.

In ritardo ma la decisione è corretta e finalmente possiamo dire: bene si va nella giusta direzione.

Da tempo vi erano i presupposti per questa decisione e li abbiamo sempre evidenziati stimolando il presidente con interrogazioni e prese di posizione.

Crediamo anche che sia giunto il tempo che Fugatti prenda atto e dichiari la bontà’ dell’operato della Provincia in tema di grandi carnivori e lo faccia anche con riferimento a quanto aveva criticato con toni esagerati è scorretto circa l’operato dei dirigenti che aveva ingiustamente attaccato e che sono gli stessi che oggi lo assistono nella preparazione degli atti e nelle operazioni.

Mentre lo sosteniamo in questa decisione gli diciamo anche che è ora è tempo che faccia ammenda di quanto aveva dichiarato sulla gestione de lupo e dell’orso.
Lo faccia per dare seria credibilità alla sua decisione di oggi che è fondata sugli stessi presupposti che lui aveva sempre denigrato.

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Ugo Rossi
Capogruppo Patt

Don Matteo. St 6 Ep 22 Il tesoro di Orfeo. Un liutaio viene ucciso nel suo negozio e la figlia viene trovata con l’arma del delitto in mano. Don Matteo vuole fare luce sullaccaduto: le prove sembrano schiaccianti, ma la realtà è più complessa di quello che sembra.

 

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“Parificato” il rendiconto della Provincia per l’esercizio finanziario 2018. Si sono pronunciate oggi le Sezioni Riunite della Corte dei Conti.

Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti per la Regione Trentino Alto Adige Südtirol, nella seduta che si è svolta questa mattina presso il Castello del Buonconsiglio, hanno “parificato” il rendiconto della Provincia per l’esercizio finanziario 2018; certificando quindi una gestione amministrativa complessivamente corretta.

La Corte ha peraltro deciso di sollevare la questione di legittimità costituzionale delle norme provinciali che riguardano il rimborso delle spese legali ai dipendenti. Pur ritenendo che l’esercizio di tale competenza sia riferibile all’ordinamento degli uffici provinciali e non a materie di competenza statale e quindi che siano state rispettate le competenze statutarie, la Provincia attenderà in merito la pronuncia della Corte Costituzionale. Tenuto anche conto che le norme in questione sono datate, più volte oggetto di modifica negli ultimi anni, e che al riguardo il Governo non ha mai formulato osservazioni in termini di legittimità costituzionale.

Le Sezioni Riunite hanno infine deciso di non “parificare” alcuni capitoli di spesa per la parte relativa al riconoscimento ai dirigenti e ai direttori di corrispettivi a carattere di salvaguardia temporanea nel caso di assegnazione ad un’altra struttura di livello non corrispondente a quello di provenienza. Anche in questo caso la Provincia è fermamente convinta che si tratti di una funzione correlata all’esercizio di una competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici provinciali e del personale.

Analogamente non è stato parificato, rilevando un vizio meramente formale, un altro capitolo in materia di incentivi in favore della casa; su questo punto la Provincia ovvierà adeguando le previsioni in sede di assestamento di bilancio.

 

Intervento_del_Presidente_alla_Corte_dei_Conti

 

Dalla VIA al PAUP, semplificazione per le imprese. Approvato dalla Giunta il ddl sul Provvedimento Autorizzatorio Unico Provinciale.

Dalla Valutazione di impatto ambientale (VIA) al Provvedimento autorizzatorio unico provinciale (PAUP): è un “salto” notevole sulla strada della semplificazione burocratica a carico delle imprese il ddl, approvato oggi dalla Giunta provinciale, di modifica della legge provinciale 19/2013 sulla valutazione d’impatto ambientale per adeguarla alla riforma della VIA che è stata approvata con il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104. La riforma, in particolare, ha previsto un diverso riparto delle competenze tra Stato e Regioni in merito allo svolgimento della VIA e ha introdotto, solo per le VIA di competenza regionale, il provvedimento autorizzatorio unico regionale che comprende la VIA e tutti i titoli abilitativi necessari per la realizzazione e l’esercizio del progetto.

Ma quali sono le principali novità contenute nel ddl presentato dall’Assessore all’urbanistica ed approvato dalla Giunta?

Per quanto riguarda il riparto di competenza allo svolgimento della VIA, il ddl prevede il rinvio alla normativa statale affermando contestualmente in modo chiaro la competenza provinciale in merito alle VIA relative ai progetti di viabilità stradale. Le altre modifiche proposte nel ddl, pur essendo conseguenti ad un obbligo di adeguamento, si inseriscono appieno nel processo di semplificazione dei procedimenti amministrativi intrapreso con la legge provinciale n. 2 del 2019 recentemente approvata, in quanto questo nuovo procedimento unico consentirà agli imprenditori che intendono realizzare un progetto sottoposto a VIA di acquisire contestualmente anche tutti gli altri titoli abilitativi necessari per la realizzazione e l’esercizio dello stesso, non solo di competenza provinciale. Questo dunque sarà il primo procedimento unico provinciale e fungerà da banco di prova per l’eventuale futura estensione di questo meccanismo di semplificazione ad altri settori.

La novità principale del ddl è proprio il procedimento per il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico provinciale in base al quale:

A) il proponente presenta la domanda trasmettendo in formato elettronico il progetto definitivo e tutta la documentazione necessaria per il rilascio dei titoli abilitativi che sono necessari per la realizzazione e l’esercizio del progetto e che individua in un elenco.

B) si avvia una fase di raccolta delle osservazioni degli interessati (sostanzialmente identica al testo attuale)

C) tutte le amministrazioni fanno contemporaneamente l’istruttoria di propria competenza e domandano (una sola volta) al proponente le integrazioni eventualmente necessarie

D) avvio della conferenza di servizi (di durata non superiore a 120 giorni) durante la quale tutte le strutture provinciali e le amministrazioni interessate rendono le proprie determinazioni in modo univoco e vincolante.

E) stesura del rapporto istruttorio e adozione del PAUP da parte della Giunta provinciale. Il PAUP è rilasciato dalla Giunta provinciale in esito alla conferenza di servizi sulla base delle posizioni prevalenti espresse in tale sede.

La vigente normativa provinciale in materia di VIA prevede già istituti (Conferenza di servizi) e forme di semplificazione e di razionalizzazione delle procedure. La Conferenza di servizi, quale strumento di coordinamento degli apporti delle strutture provinciali ed amministrazioni chiamate ad esprimersi sui singoli progetti e momento di confronto con le associazioni di protezione ambientale, è risultato, in questi primi quattro anni di applicazione, un modulo procedimentale risolutivo che consente significativi interventi di semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti ed in particolare la possibilità di coordinare e comprendere, nell’ambito del procedimento di VIA, i provvedimenti permissivi necessari alla realizzazione dell’opera, evitando la duplicazione delle fasi istruttorie e decisorie.

Il ddl accentua questo modello della Conferenza di servizi, comprendendo anche i titoli abilitativi per la realizzazione e l’esercizio del progetto rilasciati dalle strutture provinciali e dalle amministrazioni interessate nell’ambito della conferenza di servizi. Il PAUP infatti sostituisce l’elenco dei provvedimenti fissati nella legge attualmente in vigore, ampliando gli interventi di semplificazione e razionalizzazione già previsti nel procedimento di VIA.

Per quanto riguarda i tempi del procedimento, considerato che con legge provinciale non vi è la possibilità di ridurre i tempi previsti dalla normativa statale, difficilmente si possono individuare ulteriori interventi significativi di contenimento e riduzione. Si tratta inoltre di un procedimento complesso che richiede dei tempi di preparazione dell’istruttoria (30 giorni), tempi per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico (60 giorni) e per lo svolgimento della conferenza di servizi (120 giorni), fatta salva la possibilità di richiedere sospensioni da parte della struttura competente per richiesta di integrazioni o da parte del proponente per integrare la documentazione.

La procedura risulta in astratto più lunga ma il soggetto proponente acquisirà, oltre alla valutazione di compatibilità ambientale, anche i provvedimenti permissivi che, al di fuori della VIA, dovrebbero essere rilasciati successivamente nell’ambito di procedimenti con termini medio-lunghi: si realizza dunque una concreta e effettiva razionalizzazione del procedimento.

Trasformazione digitale e innovazione organizzativa, si rafforza la collaborazione con l’Emilia-Romagna. Approvato uno schema di protocollo.

La Provincia autonoma di Trento e la Regione Emilia-Romagna collaboreranno in materia di trasformazione digitale e innovazione organizzativa, smart working, analisi organizzativa e delle prestazioni, intelligenza artificiale e raccolta e gestione dei dati. In questi ambiti condivideranno le loro esperienze, dando continuità ad un rapporto già avviato in materia di lavoro agile. Lo prevede uno schema di protocollo approvato dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Maurizio Fugatti.

In un contesto economico e culturale molto dinamico – come si legge nelle premesse del protocollo – la capacità di risposta delle amministrazioni dipende principalmente dai modelli organizzativi adottati, che sono condizionati, tra le altre cose, dalla coesistenza al lavoro di generazioni diverse e da un’evoluzione tecnologica molto rapida e pervasiva che, anche a livello normativo, porta a parlare ormai di digitalizzazione dell’amministrazione. Trasparenza dei processi, valutazione delle prestazioni – individuali e per struttura – nuove esigenze espresse dalla comunità e in risposta a queste la necessita di nuove professioni e competenze all’interno delle organizzazioni: sono tutti fattori che entrano in gioco nel processo di sviluppo e innovazione che sta attraversando la pubblica amministrazione.

Nell’ambito della transizione digitale, il lavoro agile – “smart working” – è una delle leve a disposizione delle pubbliche amministrazioni per agire sull’organizzazione modernizzando il sistema amministrativo. Agisce infatti su diversi ambiti come i costi di funzionamento, la gestione degli spazi, il bilanciamento tra tempi di lavoro e tempi di vita, la diffusione dell’utilizzo delle tecnologie, la gestione dell’invecchiamento dei lavoratori: tutti fattori che, con il benessere di chi vi lavora, contribuiscono ad aumentare l’efficacia e l’efficienza delle organizzazioni, con un miglioramento delle prestazioni che va a vantaggio della comunità.

Per la Provincia autonoma di Trento questo orizzonte non rappresenta una novità. Da qualche anno, per i suoi lavoratori, esiste l’opportunità del telelavoro, domiciliare o presso uffici dislocati sul territorio. Ed ora si sta diffondendo lo “smart working”, modalità lavorativa che prescinde da orari e luoghi fisici. Oggi circa l’11 per cento del personale provinciale utilizza forme di lavoro agile. Tutto ciò all’interno del più ampio disegno di innovazione che passa anche dall’utilizzo spinto delle nuove tecnologie e dalla dematerializzazione dei documenti.

Per questo il progetto della Regione Emilia-Romagna denominato “Vela. Veloce, Leggero, Agile: Smart Working per la PA”, e che coinvolge anche la Città Metropolitana di Bologna, il Comune di Bologna, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, la Regione Lazio, la Regione Piemonte, la Regione Veneto e l’Unione Territoriale Intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane riserva alla Provincia autonoma di Trento il ruolo di amministrazione che trasferisce la buona pratica della modalità di lavoro agile, “TelePAT 2.0”, già in uso presso le sue strutture, ad altre amministrazioni, attraverso la predisposizione, con un lavoro di gruppo che si sta concludendo in questi giorni, di un kit di riuso. Il protocollo approvato oggi dalla Giunta provinciale rafforza quindi una collaborazione già avviata.

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