Matteo Salvini è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte.

Il Ministro degli Interni, vicepresidente del Consiglio, ha commentato il caso Sea Watch: “E’ stato un attacco criminale senza precedenti. Sull’immigrazione, gli sbarchi e la Libia ognuno può pensarla come vuole, però vedere una nave che disubbidisce agli ordini, entra in porto alle tre di mattina e rischia di schiacciare una motovedetta in vetroresina con quattro uomini della Guardia di Finanza a bordo è un qualcosa che in Italia non si era ancora visto. Spero che la giustizia faccia il suo corso, che venga confermato l’arresto, il sequestro del mezzo, la multa, e che sia la prima e l’ultima volta che si vede una scena del genere”.

Sulle reazioni degli altri Paesi europei: “Secondo voi se ci fosse stata una nave italiana con bandiera italiana fuori da un porto olandese o francese che disubbidisse agli ordini, entrasse in porto con la forza e mettesse a rischio la vita di quattro militari olandesi, francesi o tedeschi, quanto avrebbero aspettato prima di sparare? Ognuno stia al suo posto, lascino che l’Italia faccia rispettare le sue leggi e i suoi confini e la smettano di parlare a vanvera. E’ stato un atto di delinquenza e gli atti di delinquenza in Italia si pagano. Che tedeschi, francesi e lussemburghesi badino al loro.

I ragazzi della Guardia di Finanza hanno avuto i nervi saldi, gli faccio i miei complimenti. Onore al merito. Nessuno si è fatto male ma si è rischiata la tragedia per una ONG tedesca su nave olandese che da quindici giorni fregandosene della salute degli immigrati che aveva a bordo aveva deciso di sfidare le leggi italiane, il Governo italiano e il popolo italiano. Questi più che salvare vite mi sembra che vogliano fare affari. Magari la presenza a bordo di alcuni parlamentari italiani li ha fatto sentire legittimati a disubbidire, a far casino, ad entrare in porto con la forza. Pensate voi se dei politici, francesi, tedeschi, inglesi, americani o australiani salirebbero mai a bordo di una imbarcazione straniera che infrange le leggi del loro Paese. Se non ti piace Salvini, non ti piace la Lega, non ti piace il Governo, fai battaglia politica, in Parlamento o nelle piazze, ma non salire a bordo di una nave che infrange la legge”.

Sulle scuse della Capitana: “Meglio tardi che mai, ma ci poteva pensare prima. A me interessa che non si ripetano episodi di questo genere. Anche perché ci sono altre due navi di due ONG, una spagnola e una tedesca, che si stanno dirigendo verso le acque libiche. Non vorrei che diventasse un passatempo internazionale quello di sfidare le regole, le leggi e i confini del nostro Paese. Sappiano che indietro non si torna”.

Sui migranti che erano sulla Sea Watch: “Stanno bene, non c’è nessun problema. Il loro stato di salute è positivo, non c’era nessun allarme medico o sanitario, sono tutti stati visitati e non hanno problemi. Saranno ospitati da Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Francia e Germania”.

Sul commento di Roberto Saviano, che ha ringraziato la capitana della Sea Watch: “Secondo lui sostanzialmente siamo fascisti o nazisti? Saviano dovrebbe guardare in faccia le mamme e i papà di quei ragazzi della finanza che a trent’anni hanno rischiato la vita perché questi criminali hanno giocato a fare la battaglia navale a Lampedusa. Troppe parole al vento”.

Cambiando argomento, Salvini, intervenuto in diretta su Rai Radio2 di sabato notte, ha parlato anche del suo incontro con i rappresentanti delle discoteche: “L’obiettivo è di dare il bollino blu alle discoteche che fanno rispettare i criteri di sicurezza. Che si dotano di telecamere, di forze di sicurezza verificate, che allontanino chiunque puzzi di spaccio di droga. Oggi c’è il divieto di somministrazione di alcolici dopo le 3.00. Così fuori dalle discoteche c’è la giungla dell’abusivismo. Se ti danno da bere in discoteca almeno hanno la responsabilità dell’età dei consumatori e del tasso alcolico di chiede un drink di troppo. Se tu continui a dire che dopo le tre non si vende nulla, arriva l’esercito di venditori abusivi che impestano le città e non hanno alcun tipo di regole o controllo. Preferisco che la somministrazione avvenga all’interno di locali dove c’è qualcuno che se sbaglia paga, piuttosto che in mezzo alla strada”.

 

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Rai Radio2
Autore e conduttore de “I Lunatici”

Dopo l’esordio record della prima puntata (22.25% di share e 3.546.000 spettatori), lunedì 1 luglio, in prima serata su Canale 5, secondo imperdibile appuntamento con “Temptation Island”, il docu-reality dei sentimenti condotto da Filippo Bisciglia.

Per una delle coppie è forse già tempo di confronto finale. Nunzia, infatti, fidanzata di Arcangelo ha chiesto il falò di confronto anticipato prima dello scadere dei 21 giorni canonici. Come reagirà Arcangelo? Si presenterà al falò?

Intanto per tutte le coppie continua il viaggio tra i sentimenti: riusciranno, nel corso di questi giorni che vivono divisi dal proprio partner, a sciogliere i dubbi che li hanno spinti a partecipare a “Temptation Island”?

 

Orsi. M49, Enpa: bene il Ministro Costa con il no al colpo di mano di Trento. Ora rafforzare misure di prevenzione e puntare su formazione e comunicazione. Mail Bombing di Enpa a Salvini

L’Ente Nazionale Protezione Animali esprime grande apprezzamento per l’intervento del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che dalla propria pagina Facebook ha preso posizione sulla cattura di M49. Infatti, secondo il ministro, non ci sono i presupposti scientifici affinché si proceda in questo senso: M49 non è un orso pericoloso. Per eventuali danni che esso dovesse causare c’è lo strumento dei risarcimenti.

«Auspichiamo che, di fronte all’autorevole presa di posizione del titolare dell’Ambiente, il presidente Fugatti e la Provincia di Trento rinuncino a un pericoloso “braccio di ferro” con il governo centrale. Un eventuale colpo di mano sarebbe del tutto illegittimo e illegale, e porterebbe la Provincia nel mirino della Corte dei Conti. Ma, soprattutto, avrebbe conseguenze gravissime per l’animale e per la sua incolumità. Ricordiamo infatti che l’orsa Daniza morì proprio durante un tentativo di cattura», spiega l’associazione.

Per questo, dalla sua pagina Facebook, Enpa ha lanciato un mail bombing a Matteo Salvini con la richiesta di intervenire sul Presidente della Provincia di Trento, invitandolo alla moderazione sulla questione M49. In poche ore, l’appello della Protezione Animali ha già superato le 34mila visualizzazioni.

«Dobbiamo puntare non su campagne di allarmismo ingiustificato, come si è fatto sinora, ma sulla prevenzione e, soprattutto, su formazione, informazione e comunicazione all’opinione pubblica e agli allevatori. Come peraltro previsto dal Piano di conservazione dell’orso bruno (Pacobace). E’ ovvio che in caso di danni agricoltori e allevatori devono essere risarciti tempestivamente, dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitarli, quei danni».

 

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ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

Un messaggio di amicizia e unità dai giovani allievi dei Vigili del fuoco. il presidente Fugatti ha chiuso il campeggio di Telfs.

Si è appena concluso a Telfs, in Austria, il campeggio allievi Vigili del Fuoco volontari. Circa tremila i partecipanti provenienti da Tirolo, Alto Adige, Trentino e bassa Baviera, che oggi si sono cimentati nelle classiche gare CTIF e in questi giorni in molteplici attività collaterali. Il presidente Fugatti ha salutato e ringraziato i Vigili del fuoco: “Con orgoglio abbiamo qui oggi 800 giovani trentini partiti per venire qua e dimostrare quanto i corpi dei Vigili del fuoco riescono a passare alle giovani generazioni il loro forte spirito civico” ha detto il presidente.

“Portiamo con orgoglio anche la nostra tradizione trentina qui in Tirolo: grazie per il tempo e la passione che sempre vi contraddistinguono” ha continuato Fugatti rivolgendosi a tutti i volontari. “Dopo la calamità dello scorso ottobre siamo rimasti in piedi grazie soprattutto ai Vigili del fuoco, ai comuni, a quanti hanno espresso solidarietà, spirito civico e fratellanza. Oggi è per tutti i giovani qui presenti una giornata di amicizia, che può portare un messaggio di unità fra tutti i territori dell’Euregio”.

Alla cerimonia conclusiva erano presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e il capitano del Tirolo Günther Platter.

Per presentarlo in anteprima alla stampa, viene organizzato un momento di visita riservata della nuova struttura e degli allestimenti, mercoledì 3 luglio alle 11.30.

Il nuovo Museo delle Palafitte del Lago di Ledro aprirà i battenti il prossimo 6 luglio.

Preparativi e lavori non conoscono sosta a Ledro dove – il prossimo 6 e 7 luglio – inaugura il nuovo allestimento del Museo delle Palafitte che si offre al pubblico raddoppiato negli spazi e più luminoso e aperto che mai. Il nuovo Museo – sede territoriale del MUSE Museo delle Scienze – è frutto di un importante investimento da parte della Provincia autonoma di Trento che, ancora una volta, conferma attenzione al tema cultura, sensibilità nei confronti del patrimonio e della storia locale, lungimiranza nel promuovere e sostenere un alto livello di qualità della vita, in ogni zona del territorio locale.

All’interno del nuovo allestimento, grazie a un’interpretazione museografica contemporanea – che si basa su concetti quali dinamismo, trasparenza, leggerezza, immediatezza, spettacolarità e inclusione – il filo della trama espositiva corre da un reperto all’altro, per ricostruire e cucire insieme gli aspetti personali e locali con quelli sociali e globali della vita sulle palafitte. Il programma dell’inaugurazione prevede due giorni di festa con visite guidate, spettacoli, laboratori e concerti, oltre a una special edition delle Palafittiadi® Olimpiadi della preistoria. L’appuntamento, che è un grande e apprezzato classico dell’estate a Ledro, quest’anno è targato UNESCO, in virtù di una speciale programmazione che include una sfida su canoe e coinvolge i 6 paesi del Sito seriale Palafitte UNESCO.

 

Corrispettivi telematici – de Bertoldi Fdi: bene la moratoria e la sospensione sanzioni, ma serve altro: Isa ancora non pervenuti e flat tax da attivare immediatamente già sul 2019.

“ Appendo con soddisfazione anche dalla Circolare 15 Agenzia Entrate, la moratoria sui corrispettivi telematici e la sospensione delle sanzioni nel primo semestre per venire incontro ai territori a bassa connessione internet ed ai ritardi nelle forniture dei registratori di cassa telematici, ma il Governo deve fare ben altro per rispondere alle richieste degli operatori economici e dei professionisti, e quindi per corrispondere alle necessità del quadro economico nazionale e del bilancio dello Stato. I Professionisti non hanno ancora la possibilità di conoscere la reale operatività degli Isa, gli indici di affidabilità economica, che potrebbero creare non solo dei gravi problemi applicativi, magari in pieno

Agosto danneggiando i Professionisti e le loro famiglie, ma pure delle pesanti conseguenze sugli obblighi dichiarativi, posto che solo un terzo degli operatori, che risultavano congrui e coerenti con gli Studi di settore, otterrebbero con gli Isa un punteggio pari a nove che li tutelerebbe da possibili accertamenti. Già si preannunciano problemi per le società ritenute non operative, ma molti contribuenti potrebbero avere un amaro risveglio con l’applicazione degli Isa, trovandosi nella condizione di dover aderire con una tassazione ulteriore, ovvero dover soggiacere ad un possibile accertamento dell’Amministrazione.

Non sarebbe un’immagine coerente per un Governo del Cambiamento che si è imposto di ridurre le tasse. Fratelli d’Italia invita quindi la maggioranza a dare immediatamente seguito all’ordine del giorno approvato in Commissione che prevede l’immediata applicazione della FLAT TAX INCREMENTALE secondo il DDL presente in Senato a prima firma de Bertoldi” così il segretario della Commissione Finanze e Tesoro Senatore Andrea de Bertoldi di Fratelli d’Italia.

Le immagini, che riprendono il momento dell’esplosione del Ponte Morandi, riprese dalla Polizia Scientifica.

 

Parte oggi la Goletta dei Laghi di Legambiente. Cattiva depurazione, microplastiche e siccità tra i principali problemi delle acque interne.

Ecco tutti i dati inediti del monitoraggio 2018. Anche nel 2018 riscontrate particelle in 7 dei 9 laghi monitorati. Sulle sponde i macro-rifiuti sono per il 76% plastica, il 10% vetro, il 5% metallo e il 5% carta.

Le novità della campagna 2019: ricerca di microplastiche in profondità, analisi della plastisfera e monitoraggio del fiume Isonzo.

È partita questa mattina la Goletta dei laghi di Legambiente, che ogni estate monitora la salute dei bacini lacustri italiani e dei loro ecosistemi. Con questa edizione, realizzata con il contributo di Conou e Novamont, prendono il via anche tre novità: l’analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità grazie alla collaborazione con ENEA, la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l’ecosistema e per l’uomo – grazie alla collaborazione con l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA-Cnr) e il primo monitoraggio di un fiume alla ricerca delle microplastiche, l’Isonzo in Friuli Venezia Giulia e nel suo tratto sloveno dove il suo nome è Soça.

La Goletta dei laghi, come è solita fare da un decennio, rileverà le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi, come purtroppo ben dimostrano i dati, presentati oggi, del monitoraggio delle microplastiche raccolte durante la scorsa edizione.

La Goletta dei Laghi, nel 2018, ha sottoposto a indagine il lago d’Orta in Piemonte, il Maggiore tra Lombardia e Piemonte, il lago di Como e l’Iseo in Lombardia, il lago di Garda tra Lombardia e Veneto e il lago di Cavazzo in Friuli-Venezia Giulia, il Trasimeno in Umbria, il lago di Bracciano e quello di Paola nel Lazio. Grazie alla collaborazione con ENEA, è stato avviato un lavoro di monitoraggio della presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, nei sedimenti delle sponde e nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi prealpini, in particolare, focalizzando l’attenzione sull’influenza degli impianti di trattamento delle acque reflue sulla quantità di microplastiche presenti.

Il lago Maggiore ha riportato la densità maggiore con oltre 100mila particelle per chilometro quadrato, il lago d’Orta quasi 63mila, il Garda una densità media di oltre 36mila particelle ogni chilometro quadrato, il Lario circa 28.500 e l’Iseo 11.500. Nei laghi dell’Italia centrale, sono state rilevate quasi 9.400 particelle per chilometro quadrato nelle acque del Trasimeno e 65.500 nel lago di Bracciano. Nei laghi di Cavazzo e di Paola è stato prelevato solo un campione e non sono state rilevate microparticelle di plastica, ma per escludere del tutto la contaminazione dei due specchi d’acqua l’indagine deve essere approfondita.

La maggiore concentrazione di microplastiche nei laghi è stata rilevata laddove insiste una possibile fonte puntuale come ad esempio scarichi. Un dato emerso anche dai monitoraggi effettuati nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi, a monte e a valle degli impianti di depurazione. Alcuni campioni sono stati prelevati esattamente prima e dopo gli impianti di trattamento delle acque: nel fiume Oglio per l’Iseo in entrata e in uscita dal lago, nell’Adda per il Lago di Como, nel Sarca in entrata nella parte trentina e nel Mincio come emissario del lago di Garda. L’incremento di particelle rilevato è variabile, ma può arrivare anche al 100% quando nel campione preso prima del depuratore vi è assenza di microplastiche a differenza di quello preso dopo lo stesso impianto.

“Sempre di più i laghi italiani rappresentano un’importantissima risorsa naturale e ambientale in Italia, anche alla luce dei cambiamenti climatici e degli effetti sulle risorse idriche, ma sono ancora tante le criticità che rileviamo con la Goletta dei laghi – dichiara il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti -. Sul fronte della depurazione, soprattutto, la situazione fatica a migliorare, come ci ricorda anche l’ultimo deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento alle norme sui sistemi di trattamento delle acque di scarico: continuiamo, infatti, a scaricare in mare, nei laghi e nei fiumi circa il 25% delle acque di fognatura, non opportunamente depurate. Ma non solo. Con la prima indagine portata avanti da Legambiente sulle microplastiche nelle acque interne, dove, al contrario dell’ambiente marino costiero, i monitoraggi sono praticamente assenti, in questi anni abbiamo rilevato e denunciato anche quest’altro tipo di inquinamento. La nostra azione di citizen science continua quindi anche in questa edizione con l’obiettivo prioritario di individuare i problemi, approfondirne le cause e trovare le soluzioni da mettere in campo”.

“I monitoraggi delle acque superficiali lacustri eseguiti dal 2016 – dichiara Maria Sighicelli, ricercatrice ENEA – hanno evidenziato sia la vasta diffusione delle microplastiche sia la necessità di ottimizzare i protocolli di campionamento al fine di approfondire la conoscenza sul ruolo delle microplastiche negli ecosistemi lacustri”. “Pertanto – prosegue Loris Pietrelli, ricercatore ENEA – analizzare microplastiche e soprattutto microfibre anche nella colonna d’acqua, è particolarmente importante nei bacini utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile come nel Lago di Bracciano al quale si aggiunge il problema della siccità”.

Per la prima volta, nel 2018 la Goletta dei Laghi ha effettuato, inoltre, campionamenti di macro rifiuti e microplastiche sulle sponde lacustri.
La ricerca di macro rifiuti (sono considerati tali quelli maggiori di 2,5 cm) è stata effettuata con campionamenti su 20 arenili dei laghi Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno. La media rilevata è di 2,5 rifiuti ogni metro quadrato di spiaggia, per un totale di 2183 rifiuti censiti. Il 76% degli oggetti rinvenuti sono in plastica, il 10% in vetro, il 5% in metallo e un altro 5% in carta o cartone. Seguono con percentuali inferiori gomma, tessili e legno. Derivano, in gran parte, dalla cattiva gestione dei rifiuti urbani, trasportati dal vento e dalle acque meteoriche, ma il 5% proviene dalla cattiva depurazione: bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie in polipropilene (al bando in Italia dal gennaio 2019), blister di medicinali, aghi da insulina, contenitori delle lenti a contatto, assorbenti, applicatori e altri oggetti del genere.

Su 150 categorie classificate, il 60% è rappresentato da 5 tipologie di rifiuti: i primis i mozziconi di sigaretta per il 29%, poi pezzi e frammenti di plastica per il 13%, bottiglie di vetro intere o in parti per il 7%, sacchetti di patatine e incarti di dolciumi per il 6% e cotton fioc per il 4%.

Le microplastiche campionate dai tecnici della Goletta dei Laghi nei sedimenti delle sponde e analizzate in laboratorio da ENEA sono, invece, quella porzione microscopica di plastica che sfugge alle pulizie per restare nell’ambiente di spiaggia e potenzialmente a portata delle acque del lago. Sul Garda sono state analizzati campioni provenienti da 6 spiagge distribuite geograficamente lungo tutte le sponde, la media rinvenuta è di 83 microplastiche ogni metro quadrato monitorato. Per l’Iseo la media tra le due spiagge monitorate è di 110 microplastiche ogni metro quadrato, sul Maggiore è pari a 150 microplastiche ogni metro quadrato (4 le spiagge monitorate) mentre il lago di Como presenta una media tra le tre spiagge considerate pari a oltre 1600 microplastiche per metro quadrato. Per il Trasimeno la media delle 5 spiagge monitorate è pari a 26 microplastiche ogni metro quadrato mentre il lago di Bracciano presenta 127 frammenti ogni metro quadro (11 le spiagge monitorate). Uno studio preliminare, che conferma, però, la presenza di microplastiche anche nei sedimenti delle sponde dei laghi italiani.

Dall’indagine delle microplastiche nei laghi, nasce il progetto europeo Blue Lakes, finanziato dall’Ue con il programma Life, finalizzato a supportare le amministrazioni locali nella lotta al lake litter, attraverso azioni integrate di monitoraggio, governance, informazione e sensibilizzazione. Il progetto, che partirà a settembre, è promosso da Legambiente in collaborazione con ENEA, Politecnico Marche, Arpa Umbria, Autorità bacino distretto Appennino centrale, Global Nature Fund, Lake Constance Foundation e Plastics Europe.

Tra le emergenze già citate, la mala depurazione ha già valso all’Italia quattro procedure di infrazione: due già sfociate in condanna, la terza in fase di deferimento alla Commissione europea e l’ultima in fase di messa in mora. La Commissione ritiene che 620 agglomerati in 16 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) violino le norme europee sugli obblighi di raccolta o trattamento delle acque reflue urbane, da oltre 13 anni, e con notevoli rischi per l’ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati.
La siccità è un altro pesante fardello per i laghi, su cui pesano sia il cambiamento climatico che gli impatti delle esigenze antropiche. Infatti, precipitazioni scarse e temperature alte favoriscono l’evapotraspirazione, incidendo sulle riserve idriche superficiali e di falda che non possono ricaricarsi; e anche per i laghi è prioritario definire un piano di adeguamento ai cambiamenti climatici, che tenga conto di tutte le ripercussioni sulle acque, sulle infrastrutture e sul sistema territoriale. Inoltre, l’indice di sfruttamento idrico (WEI) in Italia è fra i più elevati d’Europa, superiore a quello della media OCSE, una situazione definita di stress medio-alto secondo le elaborazioni della Direzione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno sui dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.

Anche per l’edizione 2019 il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Le tappe di Goletta dei laghi 2019
29 giugno – 2 luglio Sebino (Lago d’Iseo)
3-6 luglio Lario (Lago di Como)
7-11 luglio Verbano (Lago Maggiore), Ceresio e Orta
12-14 luglio Benaco (Lago di Garda)
15 luglio Lago Santa Croce
16 – 18 luglio Fiume Isonzo (tappa speciale)
20-22 luglio Lago Trasimeno
23 luglio Lago Piediluco
24-25 luglio Laghi pontini
26-29 luglio Laghi laziali
31 luglio Lago Matese
1 agosto Lago Arcichiaro
3-4 agosto Lago di Varano

Domenica 30 giugno, su Canale 5, in seconda serata, nuovo appuntamento con “Hit The Road Man”, il magazine tv condotto e ideato da Pascal Vicedomini, che accende i riflettori sui grandi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura.

Nel corso della nuova puntata, ambientata tra Napoli e Montecarlo, Pascal Vicedomini farà conoscere al pubblico, in maniera divertente e informale, i retroscena degli eventi più discussi dell’estate legati al mondo dello showbiz.

Tra gli ospiti della terza puntata Christian De Sica sul set del nuovo film insieme a Carlo Buccirosso, Gianmarco Tognazzi e Francesco Bruni. Inoltre, Al Bano, un sorprendete Ricky Martin, Valeria Marini, The Kolors, Kaspar Capparoni, Remo Girone e Vittoria Zinny.
E ancora, i contributi di Pio e Amedeo, Fabio Rovazzi e Enrico Vanzina

Fugatti: “Pubblica amministrazione, cittadini e imprese in un sistema virtuoso per il bene del Trentino”. Oggi incontro della Giunta con i dirigenti e i direttori dell’amministrazione provinciale.

L’importantissimo ruolo svolto dalla pubblica amministrazione, gli intenti della Giunta su come portare avanti in sinergia con l’apparato amministrativo le linee programmatiche della legislatura, la centralità del cittadino e la presa in carico delle sue esigenze, la semplificazione delle procedure, la digitalizzazione e l’importanza del saper comunicare quanto di positivo viene quotidianamente fatto dalle strutture provinciali: sono alcuni temi trattati questa mattina nell’incontro presieduto dal governatore Maurizio Fugatti, che assieme alla Giunta provinciale quasi al completo ha voluto dialogare con i dirigenti e i direttori della Provincia autonoma di Trento. L’appuntamento, denominato #anticipiamoilfuturo e organizzato da tsm – Trentino School of Management nella sala congressi di Interbrennero, è stato molto partecipato ed ha visto anche la presenza di Luciano Hinna, presidente del Consiglio italiano per le Scienze sociali, che ha tenuto una relazione sul tema dell’etica del dipendente pubblico e della cultura del servizio, seguita e condivisa dai presenti anche nel dibattito conclusivo.

“Il Trentino ha bisogno di tutti” – ha detto il presidente Fugatti ringraziando i presenti – “anche e soprattutto di una pubblica amministrazione che continui a svolgere il suo ruolo ancora con più efficienza possibile. Abbiamo bisogno di fare sistema fra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Siamo padroni del nostro futuro, se produrremo più ricchezza avremo più risorse per sostenere la nostra Autonomia”. Presente anche il direttore generale della PaT Paolo Nicoletti, che ha sottolineato l’importanza della consapevolezza del ruolo determinante dell’amministrazione per la crescita della comunità e il contributo intelligente e costruttivo dell’apparato amministrativo per il governo del territorio. “Dobbiamo essere attori e produttori di sviluppo, in una complementarietà tra pubblico e privato” ha detto Nicoletti, spiegando che ” La burocrazia è connaturata al nostro operare, ciò che conta è che rimanga neutra, sia piuttosto propulsiva e non fattore di rallentamento”.

Al tavolo della sala congressi sedevano anche il vicepresidente della Provincia Mario Tonina e gli assessori Giulia Zanotelli, Achille Spinelli, Roberto Failoni e Mattia Gottardi, che hanno dato il loro contributo ringraziando gli intervenuti per la presenza all’incontro e l’impegno quotidiano profuso a fianco della Giunta in questi primi mesi di legislatura, al di là della condivisione del pensiero politico e soprattutto in vista della condivisione degli obiettivi da realizzare per il bene del Trentino.

Mario Tonina ha incentrato il suo intervento sull’importanza dell’ascolto da parte della Giunta delle istanze dei cittadini, come è avvenuto nel corso degli Stati Generali della Montagna e del confronto aperto, trasparente e costruttivo tra tecnici e amministratori. “Il ruolo della Giunta è fare scelte strategiche e impegnare risorse, ma serve un contributo di idee e suggerimenti per far crescere ancora di più il Trentino” ha sottolineato Tonina, ricordando che il coinvolgimento e la valorizzazione dei dipendenti provinciali all’interno dei servizi è fondamentale. “Ognuno deve sentirsi protagonista: sarebbe bello che tutti fossero ancora più consapevoli e soddisfatti perché il proprio lavoro è svolto nell’interesse della comunità” ha detto ancora il vicepresidente.

L’assessore agli enti locali e rapporti con il Consiglio provinciale Mattia Gottardi ha esordito, rivolgendosi ai presenti e dicendo che “Burocrazia è un termine bellissimo, ma solo se non è una zavorra. Abbiamo una responsabilità nei confronti delle persone che vivono, lavorano e investono in Trentino. Voi siete lo strumento attraverso il quale la società e la politica trasformano la loro azione, realizzando sogni” “Il nostro è come un piccolo Stato nello Stato” ha detto ancora Gottardi, ma questo territorio offre un valore aggiunto: la possibilità di poter incontrare più facilmente le persone ed entrare in reciproca confidenza, così da poter trovare insieme la soluzione a problemi che da soli non è possibile risolvere”.

Giulia Zanotelli, assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca ha ringraziato il Dipartimento provinciale Agricoltura, foreste e difesa del suolo e tutte le strutture di riferimento per il grande sforzo fatto nell’affrontare le conseguenze della tempesta Vaia. Ha quindi ricordato la determinante collaborazione, il dialogo e l’unione di intenti che restano cruciali nel rapporto fra indicazioni politiche e tecniche. “Siamo pezzi della stessa macchina” ha detto ” se riusciremo a fare squadra e a dialogare potremo raggiungere gli obiettivi che avranno ricadute positive sul nostro territorio e su tutta la comunità trentina”.

“Non chiediamo condivisione delle scelte politiche” ha ribadito anche l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, “ma di lavorare assieme per gli stessi obiettivi: le sfide sono tante e alcune possono creare timori, come il passaggio all’intelligenza artificiale o la riorganizzazione dei metodi di lavoro, ma è necessario mettersi nell’ottica del futuro, con strutture adeguate ai tempi e il corrispondente investimento di risorse”.

“Dobbiamo comunicare ancora meglio e con più decisione il vostro lavoro” ha detto l’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, “perché la macchina pubblica è spesso vista in maniera negativa, ma la mia personale esperienza è che tutti i dirigenti e i direttori con cui ho parlato in questi primi mesi di legislatura e con i quali ho condiviso le mie idee le ha portate avanti, lavorando con grande impegno ed efficacia”.

Agli interventi è seguita la relazione di Luciano Hinna, che con una battuta ha definito la burocrazia “come il colesterolo, poco fa bene, troppo è patologico”. “Senza le norme non c’è Stato”, ha detto Hinna, “però l’etica non si crea per legge e con regolamenti” ha aggiunto, incentrando il suo intervento sulla cultura del servizio e sull’importanza del capitale umano, organizzativo e relazionale: tutti elementi che fanno la differenza nel servizio ai cittadini. Hinna ha anche elogiato il Trentino per la cultura della condivisione di valori e la forza di volontà che deriva dall’essere gente di montagna, capace di affrontare le sfide e i cammini più impervi.

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