Quando le eccellenze enogastronomiche del Trentino incontrano le mitiche vestigia del passato: al via venerdì 28 giugno la quinta edizione della manifestazione organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, la Rete dei Castelli del Trentino e il Nuovo Ensemble di Trento. Tre serate originali alla scoperta del buon cibo e del buon bere locale, in cornici di volta in volta diverse ma sempre di grande richiamo.

Il fascino senza tempo dei castelli del Trentino, la suggestione romantica della luce che lentamente si smorza all’imbrunire, la golosa tentazione di un aperitivo gourmet a base di eccellenze del territorio accompagnato da vini e da grappe trentini di grande qualità: come non farsi tentare da Castelli DiVini (link), la rassegna di successo che la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone per il quinto anno consecutivo.

Ancora una volta, l’appuntamento per appassionati e curiosi, all’ombra di antiche mura custodi di secoli di storia, è fissato per gli ultimi venerdì dei mesi estivi.

La prima data da segnare sul calendario è quella di venerdì 28 giugno, presso il medievale Castello di Segonzano, i cui maestosi ruderi merlati spuntano da uno sperone roccioso che domina la Valle di Cembra. Il secondo appuntamento è fissato per il 26 luglio: la location prescelta è quella di Castel Restor, con la sua caratteristica torre duecentesca, a Comano Terme. Gran finale il 30 agosto al Castello di Avio, tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino, oggi patrimonio del Fondo Ambiente Italiano.

I tre eventi saranno accompagnati dalle note eseguite dal nuovo Ensemble di Trento guidato dal Maestro Lorenzo Bertoldi: un tocco di magia in più per ingentilire ulteriormente queste emozionanti serate.

Ai tre aperitivi non mancheranno naturalmente diversi produttori in rappresentanza delle varie zone della Provincia, testimonial e storyteller perfetti delle loro specialità: dai salumi ai formaggi, dai prodotti ittici al pane a lievitazione naturale, dalle confetture al miele, dai vini ai distillati.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 18.30 in poi. La quota di partecipazione, fissata a un costo di 18 euro, comprende la visita al castello, la degustazione e il concerto. Il numero dei partecipanti è limitato, per cui si consiglia di prenotare contattando il numero 0461.921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com.

Per i turisti desiderosi di cogliere l’occasione per concedersi un fine settimana in Trentino, l’iniziativa può essere abbinata ad uno dei pacchetti vacanza della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, come quello denominato “Alambicchi & Castelli” (link). Un tour alla scoperta della grappa e di alcuni produttori, che condurrà di valle in valle: dal Lago di Toblino alla Piana Rotaliana, dalla Vallagarina alla Val di Ledro, passando per la città di Trento. Le visite alle distillerie saranno “supportate” da abbinamenti gastronomici molto curiosi in alcuni locali storici del territorio, dove la grappa, a volte, diventa un vero e proprio ingrediente.

Castelli DiVini fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominato #trentinowinefest ed è organizzata con il supporto de La Trentina, della Comunità della Vallagarina e del BIM Sarca.

 

Don Matteo. St 5 Ep 20 Cavallo vincente Il proprietario di un grande maneggio viene trovato accoltellato nelle scuderie. Intanto dalle stalle è stato rubato anche un puledro. I Carabinieri sospettano di un ex fantino; l’uomo, infatti, aveva rivendicato più volte la proprietà dell’animale scomparso.

 

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Incontro in Regione fra i vertici amministrativi e della Giustizia. Ieri pomeriggio nella sede di Piazza Dante si sono incontrate le massime cariche istituzionali.

Il ruolo strategico della Giustizia e il coordinamento fra le due Province autonome di Trento e Bolzano su questa materia così rilevante, oltre al ruolo centrale della Regione Trentino-AltoAdige- Südtirol per le competenze che riguardano Giustizia e sicurezza del territorio sono state al centro dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella rinnovata sala di rappresentanza del Consiglio Regionale di Trento, aperta per l’occasione dopo tre anni di lavori di ristrutturazione all’interno degli spazi di Piazza Dante.

Alla presenza del presidente della Regione Arno Kompatscher, del vicepresidente della Regione e governatore del Trentino Maurizio Fugatti, cui sono delegate le materie riguardanti il personale e la giustizia, del presidente del Consiglio Regionale Roberto Paccher e del vicepresidente dello stesso Consiglio Regionale Luca Guglielmi, l’evento è stata anche un’occasione di incontro con la magistratura giudicante e inquirente della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento e della Corte d’Appello di Trento, rappresentate rispettivamente dal procuratore generale Giovanni Ilarda e dalla presidente Gloria Servetti.

Oltre alle massime cariche istituzionali e della magistratura, fra le quali i procuratori di Trento, Rovereto e Bolzano, erano presenti anche il personale amministrativo e della giustizia del territorio regionale, a cui sono stati presentati il nuovo segretario generale e la vicesegretaria generale della Giunta regionale Michael Mayr e Antonella Chiusole.

Un’occasione importante, dunque, anche per rilanciare il ruolo della Regione e il coordinamento fra le due Province autonome a partire da una competenza così strategica, quella sulla Giustizia, che rappresenta un unicum nel panorama nazionale.

La Fondazione Edmund Mach amplia il proprio network internazionale e stringe una collaborazione con l’Argentina, in particolare con l’Università di Rio Negro. L’accordo sottoscritto dal presidente Andrea Segrè, dalla direttrice del Centro Agricoltura Alimenti e Ambiente, Ilaria Pertot, e dal rettore Juan Carlos Del Bello, prevede per il futuro lo scambio di studenti e ricercatori e l’individuazione di progetti di ricerca comuni in campo frutticolo e alimentare.

Contestualmente alla firma la delegazione proveniente dall’Università argentina, guidata dal professore Rodolfo Veronesi, delegato del Rettore dell’Università di Rionegro, e accompagnata dal vicepresidente dell’Associazione Trentini nel Mondo, Armando Maistri e dal coordinatore della stessa associazione in Argentina, Oscar Menapace,ha visitato laboratori, serre e attività di campo della Fondazione Edmund Mach. I docenti argentini hanno avuto modo di scambiare informazioni con i ricercatori e di conoscere ed apprezzare l’elevato livello raggiunto dalla ricerca FEM, prestando particolare attenzione alla formazione universitaria del Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente.

“L’accordo – spiega il presidente FEM, Andrea Segrè- non ha solo un valenza scientifica, che pure è assai rilevante. Infatti molte comunità della regione in cui ha sede l’università argentina hanno radici trentine e quindi questa collaborazione rafforzerà un antico legame che negli anni è stato tenuto vivo grazie all’impegno dell’Associazione Trentini nel Mondo”. L’Università nazionale di Rio Negro potrà costituire un partner internazionale di assoluto rilievo per la FEM e il C3A, sia per le infrastrutture di ricerca, sia per le filiere produttive delle tre regioni in cui ha sede che presentano molte similitudini con la produzione agroalimentare trentina. Infatti, le principali colture sono melo, pero, vite, ma anche nocciolo, noce e castagno, che sono state portate nella regione da comunità di origine italiana.

Collaborazione accademica, ricerche scientifiche e attività didattiche congiunte, mobilità di docenti, ricercatori, studenti e dottorandi per attività formative, scambio di informazioni e di risorse bibliografiche, condivisione di esperienze nell’uso di strumenti tecnico-scientifici complessi, ma anche attività di consulenza alle aziende e partecipazione a seminari e incontri accademici.

Corposa e ambiziosa l’attività congiunta al centro dell’accordo quadro sottoscritto. Anche il C3A trarrà giovamento da questa collaborazione, come sottolinea la direttrice, Ilaria Pertot: “Con questo ulteriore accordo internazionale si allargano le opportunità offerte agli studenti dei corsi del C3A per completare la formazione all’estero, che dunque possono allargare le loro competenze anche alla comprensione di realtà agricole dinamiche e in rapido sviluppo come quelle argentine”. L’Università nazionale di Rio Negro è un’università pubblica argentina nata nel 2007. È strutturata su tre sedi: la sede centrale dell’Atlantico, quella andina e quella della valle centrale. All’interno dell’offerta formativa ci sono corsi di laurea in agronomia, scienze ambientali, scienze alimentari e biotecnologie.

Sulle assunzioni di disabili la Provincia comunica “nessuna violazione”. AGIRE: “Noi crediamo ai dati dell’Agenzia del Lavoro”.

Apprendiamo da una nota dell’Ufficio stampa della Provincia Autonoma di Trento (pubblicata ieri sera, insolitamente alle ore 19:45) e riportata anche dai quotidiani locali odierni che: “con riferimento alle notizie apparse […] si precisa che sia la P.A.T., sia l’A.p.s.s. e gli altri Enti/Fondazioni citati risultano ottemperanti per quanto riguarda la copertura della quota di riserva prevista dalla normativa sulle assunzioni di lavoratori disabili”.

Il comunicato non smentisce i dati presentati durante la conferenza stampa di AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS che, come sottolineato, fotografano la situazione al 31/12/2018 e, come riportato nella legenda dei prospetti informativi pubblicati dall’Agenzia del Lavoro e presi come riferimento, rappresentavano quanto dichiarato dai datori di lavoro al 31 dicembre 2018, e che pertanto potrebbero risultare non aggiornati con eventuali modifiche intervenute nel corso dell’anno corrente, ad esempio in occasione di assunzioni, autorizzazioni all’esonero o alle compensazioni territoriali, cessioni di attività, variazioni della quota d’obbligo o Convenzioni di programma.

Detto questo, tenendo conto che la stipulazione di una Convenzione avrebbe azzerato almeno sulla carta le scoperture a carico della Provincia Autonoma di Trento, viene naturale chiedersi quando sia stata stipulata questa convenzione pluriennale dalla P.A.T. visto che i dati dal 2017 al 2018 sono peggiorati e che il prospetto informativo pubblicato il 31/12/2018 dall’Agenzia del Lavoro non dava evidenza di tale atto. Anche per le altre realtà prese in esame (A.p.s.s., Fondazione Mach e Bruno Kessler, Università di Trento) valgono le medesime considerazioni.

Tra l’altro risulterebbe quantomai contraddittoria la firma di una convenzione che pone delle notevoli restrizioni al datore di lavoro pubblico, dopo aver affermato che: “Il numero di posizioni scoperte rispetto alle quote d’obbligo che è stato evidenziato è quasi esclusivamente riferibile alla mancanza di persone con disabilità con titoli di idoneità al ruolo di docente della scuola a carattere statale, iscritte nell’elenco della L- 68/99 e con potenzialità lavorative idonee a svolgere detta mansione”, visto che, la convenzione citata dall’Ufficio Stampa della P.A.T., pone dei limiti ulteriori all’individuazione di personale adeguato al ruolo (* si riportano a fondo pagina tali limitazioni).

Potrebbe essere inoltre interessante comprendere quali siano i “numeri reali” visto che, dopo aver affermato di risultare ottemperante, l’Ufficio stampa della P.A.T. sembra contraddirsi confermando le scoperture evidenziate da AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS nella conferenza stampa (cit: “Infatti, delle 588 posizioni che risultano scoperte nel 2018, la stragrande maggioranza sono riferibili a ruoli di personale docente della scuola a carattere statale…”). O ancora, dopo aver autocertificato “Nessuna violazione della quota di riserva da parte della Provincia” il comunicato PAT si chiude affermando che la Provincia “valuterà in ogni caso attentamente i numeri emersi e si impegnerà a promuovere azioni di miglioramento per la copertura delle posizioni riservate al personale disabile presso le Amministrazioni del territorio”.

Tutto ciò precisato, sia AGIRE per il Trentino, sia As.Tr.I.D. ONLUS, ribadiscono di aver presentato dati ufficiali dell’Agenzia del Lavoro e prendono atto della convenzione in essere, augurandosi che non sia un diversivo per mitigare la realtà, conferendo concretamente dignità a moltissime persone disabili e alle loro famiglie. Rimane il dubbio che tale inusuale comunicato della PAT sia stato elaborato non tanto rassicurare i cittadini con disabilità, ma più che altro per mettere al riparo chi negli anni scorsi doveva vigilare e non lo ha fatto.

Claudio Cia – Segretario Politico di AGIRE per il Trentino
Marcello Decarli – Presidente As.Tr.I.D. ONLUS

Si allega il file originale dei prospetti informativi pubblicati dall’Agenzia del Lavoro.

* La convenzione citata dall’Ufficio Stampa della P.A.T., pone dei limiti ulteriori all’individuazione di personale adeguato al ruolo. Citando testualmente:

“Limita alle persone disabili che presentino particolari difficoltà di inserimento nel mondo di lavoro, quali:
persone in possesso di un verbale di invalidità civile, con disabilità rilevate fisiche, con percentuale uguale o superiore al 74%;
persone in possesso di un verbale di invalidità civile, in cui siano presenti disabilità psichiche (intellettive e/o mentali), con percentuale di invalidità uguale o superiore al 46%;
ciechi civili e sordomuti riconosciuti dalle Commissioni di accertamento della cecità civile e dal sordomutismo;
persone di cui alla lettera d) del comma 1 dell’art. 1 della legge con minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria;
invalidi del lavoro con percentuale uguale o superiore al 60%;
tale modalità può essere utilizzata solo per l’assunzione di disabili, e non anche per gli orfani ed equiparati”.

 

Prospetti informativi - situazione al 31-12-2018

«Ringrazio Aquila Basket per aver messo a disposizione dell’Associazione 27 giugno gli appartamenti dei propri atleti che l’associazione utilizzerà per ospitare nei mesi estivi le famiglie dei piccoli pazienti in cura nel nostro Centro di protonterapia».

Con queste parole Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha voluto ringraziare Aquila Basket che, in forza del rapporto di collaborazione esistente con l’Associazione 27 giugno onlus, ha messo a disposizione dell’associazione quattro appartamenti nei quali durante il campionato ospita i propri atleti stranieri e che saranno dati in uso gratuito per due mesi alle famiglie dei pazienti pediatrici.

«Voglio anche esprimere la mia gratitudine e quella del Consiglio di direzione dell’Apss – ha affermato Bordon – a queste due realtà per il sostegno dato al Centro di protonterapia. Da amante del basket e tifoso plaudo a quanto Aquila Basket fa per la comunità sostenendo il mondo del volontariato in vari progetti, un bellissimo esempio di come lo sport possa supportare lo spirito di servizio delle associazioni di volontariato integrandosi con il tessuto sociale.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i volontari che si dedicano ai nostri pazienti, perché è anche grazie a loro se possiamo offrire servizi migliori che coniugano terapie all’avanguardia con l’umanizzare delle cure».
Il Centro di protonterapia di Trento sta crescendo in termini di numero di pazienti e vi è sempre di più l’esigenza di offrire alle famiglie non solo una prestazione sanitaria all’avanguardia ma anche un sistema di accoglienza che va al di là del loro problema di salute. L’Associazione 27 giugno onlus è una delle realtà del volontariato trentino che collabora con il Centro di protonterapia dell’Apss aiutando famiglie e piccoli pazienti a vivere l’esperienza nel modo più sereno possibile accogliendoli e supportandoli nel risolvere i quotidiani problemi che la lontananza da casa può comportare.

Il consigliere dell’Unione per il Trentino Pietro De Godenz ha provveduto a depositare una interrogazione dedicata alle RSA trentine, con lo scopo di sostenere l’importante operato che le stesse mantengono attivo quotidianamente su tutto il territorio provinciale. Sotto si riporta testo completo dell’interrogazione.

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Le RSA nella provincia di Trento che effettuano l’assistenza sanitaria (medica, infermieristica e riabilitativa) integrata dall’assistenza tutelare e alberghiera sono 57 per un totale di 4595 posti letto.

Queste strutture sono rivolte ad anziani non autosufficienti e ad altre persone non autosufficienti che non sono assistibili a domicilio e rientrano perciò nella rete dei servizi territoriali di primo livello.

Per accedere a una RSA occorre presentare la richiesta al medico di famiglia, oppure al medico ospedaliero se la persona si trova ricoverata, o all’assistente sociale di zona, esprimendo il consenso scritto. La richiesta attiva l’Unità Valutativa Multidisciplinare presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari che ha il compito di accertare lo stato di bisogno, il grado di non-autosufficienza della persona interessata, il contesto socio-familiare, e di elaborare il progetto personalizzato di intervento decidendo se la persona può essere accolta nella struttura.

Ogni anno la Giunta Provinciale approva le direttive per l’assistenza sanitaria e assistenziale a favore degli ospiti nelle RSA, nonché i relativi finanziamenti.

Con la delibera di Giunta Provinciale n° 2481 dd. 27 dicembre 2018 sono stati individuati gli impegni per l’anno 2019.

Una delle novità introdotte consiste nell’aumento del parametro relativo all’assistenza generica alla persona in base ai posti letto base che passa da 1 OSS ogni 2,33 posti letto, a 1 OSS ogni 2,1 posti letto.

Tra gli aspetti in delibera, è interessante quello che impegna la struttura competente a elaborare entro marzo 2019 in accordo con l’Azienda Sanitaria, i Servizi sociali delle Comunità e l’UPIPA, una proposta di revisione del servizio residenziale di sollievo e relative modalità di programmazione e gestione, considerati i bisogni emergenti delle famiglie (periodo di sollievo programmato o situazioni di emergenza per assenza del caregiver) con la costituzione di un accantonamento di euro 80.000,00 per queste finalità;

Ultimo, ma non per importanza, è l’impegno per il mantenimento della retta alberghiera base calcolata sulla retta media (per il 2019 è 46,29) che, vietando gli aumenti, va a compromettere il reperimento di risorse aggiuntive utilizzabili per migliorare la qualità del servizio offerto agli ospiti all’interno delle RSA.

La stampa locale, in questi giorni, ha riportato inoltre come siano sorte diverse problematiche a causa della mancanza di OSS nelle case di riposo disattendendo quindi la delibera di GP e le direttive emanate dal servizio politiche sanitarie per la non autosufficienza.

In particolare, nelle Rsa più periferiche il reperimento di personale qualificato (infermieri e Oss) diventa sempre più difficile nonostante gli ultimi concorsi attivati in autunno.

Inoltre l’Azienda Sanitaria viene sollecitata a una gestione più funzionale delle procedure di ingresso e di conseguenza dei rapporti con le UVM in modo da garantire livelli di assistenza appropriati in base al profilo dell’utenza, nonché approntare delle corsie preferenziali per le visite specialistiche degli ospiti delle Rsa che altrimenti dovono spostarsi in ospedali magari lontani dalle strutture.

Tutto ciò premesso, si interroga l’assessore competente per sapere

1) se intenda aprire una serie di confronti con l’Azienda Sanitaria e i Servizi sociali delle Comunità al fine di approfondire le problematiche sorte nelle procedure di accesso alle strutture e gestione dei livelli di assistenza;

2) se intenda, attraverso sistemi di formazione e reclutamento finalizzati all’attrattività di questo tipo di occupazione, sopperire alla mancanza del personale qualificato;

3) se sia stato iniziato il confronto con l’Azienda, i Servizi sociali delle Comunità e l’UPIPA, previsto per marzo 2019, al fine di elaborare la proposta di revisione del servizio residenziale di sollievo e le relative modalità di programmazione e gestione;

4) Se ci sia la volontà di concedere alle RSA trentine la facoltà di gestire in autonomia l’innalzamento delle tariffe alberghiere, mantenendo inalterato solo il tetto massimo delle singole RSA che attualmente corrisponde a 51,45 euro.

Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

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cons. Pietro De Godenz

Don Matteo St 5 Ep 19 Arabesque. Una ballerina dalla carriera promettente viene investita da un’automobile mentre è a bordo del suo motorino. Don Matteo partecipa alle indagini dei Carabinieri. I sospetti ricadono sull’amica del cuore, gelosa del successo della ragazza.

 

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Settant’anni di servizio al Pastificio per Valentino Felicetti. Classe 1935, padre dell’attuale Ceo Riccardo Felicetti, da sette decenni è operativo nell’azienda trentina che ha saputo conquistare i mercati italiani e internazionali.

Se più volte, attraverso queste pagine, abbiamo avuto modo di sottolineare che la storia del Pastificio Felicetti di Predazzo (Tn) ha passato abbondantemente i cento anni, ci siamo dimenticati di sottolineare che l’attuale presidente Valentino Felicetti, padre del Ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda. E saranno settanta a metà giugno per la precisione.

 

 

 

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio. È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi. In una recente pubblicazione viene definito anche il Grande Saggio o la guida spirituale. Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati.

Gli anni Settanta vedono così Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci. Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. E Valentino è chiamato, giustamente, in causa per ogni decisione che ha sempre saputo affrontare con grande caparbietà e razionalità.

Le scelte dei decenni successivi e l’introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a divenire una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.

Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti, ed anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta, ha aperto le porte del suo azionariato alla holding Isa (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l’investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (Tn) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021.

Dalle prime ore del mattino e’ in atto una vasta operazione congiunta tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri per traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e gravi danni ambientali.

Le due forze di polizia, hanno messo in campo un dispositivo di oltre 100 uomini e due elicotteri per l’esecuzione di numerosi sequestri e perquisizioni, nelle province di Latina, Roma, Frosinone e Napoli, nell’ambito dell’operazione “Smokin’ Fields”, coordinata dalla Procura di Roma- Direzione Distrettuale Antimafia –

Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso gli uffici della Procura di Roma alla presenza del Procuratore Aggiunto F.F. Michele Prestipino.

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