Stati generali della montagna: domani il via alla plenaria di due giorni. Nelle giornate di domani e sabato il progetto entra nella fase finale con i quattro laboratori dei gruppi di lavoro, tavola rotonda e definizione delle linee guida future.

Domani a Comano Terme prenderà il via la plenaria di due giorni che concluderà il percorso partecipativo degli Stati generali della montagna. Oltre 130 delegati da tutto il Trentino si riuniranno con la giunta provinciale nei quattro laboratori dedicati ai temi della Governance, Sviluppo economico, Accessibilità ai servizi, Paesaggio e territorio. L’obiettivo è di passare dalla visione dei territori, emersa dal lavoro dei gruppi locali, ad una visione provinciale, con la definizione delle linee guida della politica di sviluppo della montagna del Trentino nei prossimi anni.

Il programma (in allegato) si articola su due giornate. Domani (venerdì 14 giugno 2019, ore 14.30) è prevista l’apertura dei lavori con l’intervento del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, a cui seguirà l’inizio delle attività dei laboratori dedicati ai quattro microtemi: Paesaggio, ambiente e Territorio; Sviluppo economico e coesione territoriale; Governance; Accessibilità ai servizi. Ai laboratori parteciperanno oltre 130 delegati dei gruppi di lavoro organizzati sui 15 territori provinciali, a cui si aggiungeranno i rappresentati delle città e del tavolo di coordinamento degli imprenditori e sindacati. L’attività si protrarrà per l’intero pomeriggio e vedrà la partecipazione di tutti gli assessori provinciali e del presidente Fugatti.

La giornata conclusiva, sabato 15 giugno, vedrà nella mattinata la conclusione dei lavori dei laboratori. Il risultato dell’attività sarà presentato in apertura della riunione plenaria delle ore 11. A mezzogiorno è in programma la tavola rotonda “Dalla montagna di oggi alla montagna del futuro: sfide e strategie”: si tratta di un momento di confronto tra l’idea di sviluppo della montagna intrapresa dal Trentino e il contesto alpino e internazionale. Ai lavori, coordinati dal direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti, parteciperanno Alessandra Proto, responsabile del Centro Ocse di Trento, e Roberto Poli, docente dell’Università degli studi di Trento.

Alle 13 le conclusioni del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

 

PROGRAMMA-web

 

Venerdì 14 giugno, in prima serata, su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarto Grado”. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero.

Il programma apre con la vicenda di Leonardo, il bambino di Novara di soli 20 mesi, morto a causa delle sevizie subite. Per l’omicidio sono stati fermati la madre, Gaia Russo (ai domiciliari perché incinta) e il compagno, Nicholas Musi. Nella giornata di domani, per il 23enne, è previsto un nuovo interrogatorio. Intanto sono emersi suoi sms inquietanti alla compagna: «Se non torni presto lo ammazzo!».

L’approfondimento a cura di Siria Magri si occupa anche del ritorno in Italia, dopo otto anni dalla scarcerazione (ottobre 2011), di Amanda Knox che sabato sarà ospite del “Festival della Giustizia penale” che si terrà a Modena.
La giovane americana era stata arrestata il 6 novembre del 2007, insieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito, con l’accusa di avere partecipato all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

I due sono stati condannati in primo grado, salvo poi essere assolti in appello e scarcerati dopo quasi quattro anni in cella. Sentenza annullata dalla Cassazione, con il nuovo processo di secondo grado, a Firenze, che portò ad un’altra condanna. Niente carcere, però, perché la Knox, nel frattempo, era tornata a Seattle e il 27 marzo del 2015 la Suprema Corte mise la parola fine alla vicenda giudiziaria, decidendo l’assoluzione definitiva per i due giovani per non avere commesso il fatto.

Trentino 2060: pensare il presente, immaginare il futuro. Dal 20 giugno al 26 luglio 2019 in Valsugana orientale.

Dal 20 giugno al 26 luglio 2019 in Valsugana orientale si svolgerà il progetto Trentino 2060, un ciclo di conferenze che vede la partecipazione di relatori del calibro di Ernesto Galli della Loggia, Nando Pagnoncelli, Achille Varzi e molti altri. Questa mattina in Provincia la presentazione del programma. Il progetto è promosso dall’ associazione culturale AGORÀ, in collaborazione con la Fondazione Alcide Degasperi, la Comunità di Valle Valsugana e Tesino, il Piano Giovani di Zona.

A prendere la parola sono stati il dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili Luciano Malfer, che ha portato i saluti dell’assessore alla cultura Mirko Bisesti, il presidente e il vicepresidente dell’associazione AgGORA’ Davide Battisti e Zeus Fiorese, la vicepresidente della Comunità Valsugana e Tesino Giuliana Gilli e il presidente della Fondazione trentina Alcide Degasperi Marco Odorizzi. Nei loro interventi, tutto l’entusiasmo per il varo di una splendida iniziativa, nata dal basso, in particolare da giovani che pur essendo impegnati negli studi universitari e nella costruzione del loro futuro, guardano con attenzione ed affetto al proprio territorio. L’idea di fondo è che la partecipazione delle nuove generazioni alla vita delle proprie comunità debba essere sostenuta da una progettualità culturale robusta.

Nasce da qui l’idea di un progetto come questo, che tocca temi molto importanti, come il pensieri critico, l’intelligenza artificiale, il divario fra realtà e sua percezione, ma anche il futuro dell’Autonomia e naturalmente del Trentino. L’intento è quello di fornire strumenti, stimolare il dibattito, creare discussione. Un progetto di qualità, insomma, che mette assieme attori diversi, e soprattutto un progetto che guarda avanti. Perché, per usare le parole di Alcide Degasperi, “l’età dell’oro è sempre nel futuro. Ma bisogna costruirla”.

Trentino 2060 è un ciclo di conferenze che si svolgerà in Valsugana orientale (nello specifico nei paesi di Roncegno, Borgo Valsugana, Castel Ivano, Telve e Scurelle) durante l’estate 2019. Questo progetto è promosso dalla neonata associazione culturale AGORÀ, che promuove un approccio critico e razionale riguardo ai temi d’attualità che permeano la vita pubblica e privata delle generazioni più giovani. Questa volontà scaturisce dalle osservazioni degli organizzatori dello specifico contesto della Valsugana orientale, una piccola realtà nella quale l’associazione ha le sue radici e intende operare: le generazioni più giovani, a cui gli stessi promotori appartengono, sono sempre meno partecipi, meno coinvolte e conseguentemente escluse dalla vita pubblica e dalle scelte politiche, siano esse di carattere locale, nazionale o europeo. Per l’associazione un giovane, di fronte alle problematiche dell’oggi, non ha più un luogo sociale dove confrontarsi, condividere dubbi, riflessioni, dove rapportarsi attivamente e consapevolmente alle problematiche politiche e sociali che giorno dopo giorno la comunità affronta.

Attraverso il progetto Trentino 2060 l’associazione intende dunque sostenere lo sviluppo di nuovi strumenti concettuali che aiutino e stimolino allo stesso tempo i giovani ad essere protagonisti del contesto in cui vivono. La modalità individuata è quella di organizzare un ciclo di sei eventi culturali strutturati in modo organico attorno al problema del pensare il futuro del territorio e di conseguenza il posto che occuperanno nel mondo gli adulti di domani. Il ciclo di conferenze è un’iniziativa rivolta non solo ai giovani, ma anche alle generazioni più adulte. Infatti uno degli obiettivi del progetto è quello di stimolare il dialogo e il dibattito intergenerazionale. Il ciclo di eventi sarà accompagnato dal progetto fotografico “Trentino 2060 Portraits”, ideato da Manuel Tomio, il quale catturerà le impressioni dei partecipanti attraverso una serie di ritratti.

 

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Questo il programma specifico del progetto Trentino 2060:

20/06/19, La possibilità di cambiare idea. Il pensiero critico, i giovani e il futuro.
Luogo: Casa Raphael, Piazza de Giovanni 4, Roncegno Terme.
Descrizione: Tutti ne parlano, ma cos’è il pensiero critico e perché può salvare il nostro futuro? Ricreare il dialogo nell’era della filter bubble.
Relatore: Achille Varzi
Biografia: Varzi è professore ordinario di logica e metafisica alla Columbia University. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti è uno dei massimi filosofi italiani. La sua ultima opera è “Semplicemente diaboliche. 100 nuove storie filosofiche”, pubblicata da Laterza.

27/06/19, L’intelligenza artificiale e noi. Viaggio nel mito del progresso tra lavoro, utopia e distopia.
Luogo: Palazzo Buffa, Piazza Vecchia, Telve.
Descrizione: L’intelligenza artificiale è una tecnologia che riguarda tutti e avrà ricadute enormi sulla società e sull’economia del domani. Scienza e filosofia si confronteranno per fornirci una visione completa.
Relatori: Paolo Costa; Chiara Ghidini
Biografia: Paolo Costa è ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler, già professore associato di Filosofia Morale e Politica. E’ autore di oltre 100 pubblicazioni accademiche su riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Attualmente è visiting scholar all’Università di Berlino.
Chiara Ghidini è ricercatrice presso FBK dove dirige l’unità di ricerca Process & Data Intelligence (PDI). È membro del direttivo di AI*IA associazione italiana intelligenza artificiale.

04/07/19, Quale sarà l’autonomia di domani? – Uno spunto di riflessione tra privilegio e valore.
Luogo: Cortile esterno Palazzo Ceschi, Piazzetta Ceschi 1, Borgo Valsugana.
Descrizione: L’Autonomia è solo un privilegio economico da tenersi stretti o è qualcosa di più? Parliamone senza retorica.
Relatori: Giuseppe Ferrandi; Marco Odorizzi;
Biografie: Giuseppe Ferrandi è dottore di ricerca in Scienze Storiche e già docente all’Università di Bologna, dal 2007 è direttore del Museo Storico del Trentino.
Marco Odorizzi, laureato in scienze storiche, è direttore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi.

11/07/2019, 11/07/19, Lo sviluppo che crea insicurezza. Come cambia la nostra società.
Luogo: Castel Ivano, Via al Castello 1, Castel Ivano
Descrizione: Lo sviluppo economico e tecnologico determina sempre i mutamenti della società, ma il suo ritmo è ora diventato incalzante e richiede nuovi approcci.
Relatore: Ernesto Galli della Loggia
Biografia: professore emerito di Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è stato editorialista per La Stampa e lo è attualmente per il Corriere della Sera. Collabora con Rai Storia, è frequente ospite in programmi televisivi di approfondimento politico. Una delle sue ultime pubblicazioni è “L’Italia ha un futuro?” (Castelvecchi Editore, 2017).

18/07/19, Il Trentino del 2060: dialogo sui possibili futuri del nostro territorio. Laboratorio interattivo di anticipazione del futuro locale con la collaborazione della Start-up Skopìa (Unitn).
Luogo: Sala Polivalente VVF, Via Maseri 3, Scurelle.
Descrizione: Qual è il Trentino che vogliamo nel 2060 e quali sono le strade per renderlo possibile? Ragioniamoci insieme con un laboratorio interattivo.
Relatore: Rocco Scolozzi
Biografia: dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale e docente del Master in Previsione Sociale all’Università di Trento, è membro della start up innovativa Skopìa. Skopìa: è una start up formatasi all’interno dell’Università di Trento che si occupa di anticipazione del futuro e Future Studies per aziende private ed enti pubblici.

26/07/19, Realtà e percezione: come le illusioni condizionano nostre le scelte politiche ed economiche.
Luogo: Spazi Esterni Biblioteca Comunale, Via XXIV maggio, 7 – Borgo Valsugana.
Descrizione: Spesso tra realtà e percezione ci sono notevoli differenze e queste condizionano le scelte economiche e politiche.
Relatori: Nando Pagnoncelli; Marianna Baggio
Biografie: Nando Pagnoncelli è un sondaggista italiano, amministratore delegato di Ipsos Italia e docente di Analisi della Pubblica Opinione all’Università Cattolica di Milano. È collaboratore del Corriere della Sera, è stato sondaggista di riferimento per la trasmissione televisiva “Ballarò” e lo è attualmente per “DiMartedì”. È da poco uscito il suo nuovo libro “La penisola che non c’è. La realtà su misura degli italiani”, pubblicato da Mondadori
Marianna Baggio è dottoressa di ricerca in Economia e Management presso l’Università di Trento, ha lavorato per il Dipartimento del Commercio e dell’Industria del Sudafrica. Attualmente si occupa di Economia Comportamentale.

Enti finanziatori, sponsor, partnership

Trentino 2060 è finanziato dal Piano Giovani di Zona della comunità Valsugana e Tesino, dalla Cassa Rurale e dal contributo dell’APT Valsugana. Sono coinvolti anche sponsor privati quali Agriturismo “Rore” (Telve, TN) e la cantina “Terre del Lagorai”(Castel Ivano).

Il progetto Trentino 2060 vanta numerose collaborazioni, che hanno contribuito all’ideazione, all’organizzazione e alla promozione del ciclo di conferenze: la biblioteca comunale di Borgo Valsugana nella figura di Massimo Libardi; la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, nella figura di Marco Odorizzi; la Fondazione Bruno Kessler; il gruppo giovani di Castel Ivano “Il Quadrifoglio”; il gruppo giovani di Scurelle “Young Generation”; il Polo Scolastico di Borgo Valsugana “Alcide Degasperi”. Gli organizzatori inoltre ringraziano Claudio Bellin.

Infine, i comuni di Roncegno, Telve, Borgo Valsugana, Castel Ivano e Scurelle hanno messo a disposizione gratuitamente i luoghi dove si terranno le conferenze.

Patt: La politica delle fake news di Claudio Cia è stata smentita dalla sua stessa maggioranza.

L’11 giugno sul quotidiano online “La Voce del Trentino” il movimento Agire per il Trentino aveva rivolto delle accuse gravi nei confronti dell’ex Presidente della Giunta Provinciale Ugo Rossi in merito a debiti relativi alla mancata integrazione delle persone con disabilità sul lavoro. Queste accuse da lì a poche ore sono state smentite dall’Ufficio Stampa della Provincia.

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo tentativo di diffamazione portato avanti dal movimento del Consigliere Claudio Cia nei confronti dell’ex Presidente della Provincia Ugo Rossi. L’11 Giugno, sulla testata online La Voce del Trentino, il Movimento Agire per il Trentino ha rivolto pesanti accuse di mala gestione alla precedente Giunta provinciale in merito ad un mancato rispetto della Legge 68/99 sull’obbligo di assunzione di personale disabile.

Le accuse, sostenute da presunti documenti presentati da Agire, hanno trovato la pronta ed ufficiale smentita dall’attuale Giunta Provinciale, sostenuto anche dal Consigliere Cia. Smentita a cui ha dato voce l’ufficio Stampa della Provincia con un comunicato dal titolo evocativo: “Legge 68/99: in Provincia sono rispettate le norme sull’obbligo di assunzione di personale disabile”.

Siamo tutti a conoscenza dello stile politico di Claudio Cia, uno stile da opposizione, una politica in cui si utilizzano notizie forti con il solo scopo di ottenere visibilità. Se questo, dai banchi dell’opposizione, poteva dare i propri frutti, ora ci troviamo al paradosso politico: il capo di un movimento che siede nei banchi della maggioranza, che viene smentito dalla sua stessa maggioranza. Sappiamo, e su questo siamo solidali nei confronti di Cia, che l’essere al Governo comporta un impegno maggiore del fare una politica degli scoop. Ma l’essere al Governo comporta soprattutto il lavorare in silenzio per trovare le idee migliori per il nostro Trentino. Ecco perché non possiamo tollerare quando sui media escono falsità e diffamazioni come quelle sostenute dal movimento Agire ed è per questo che vogliamo stigmatizzare fortemente le gravi illazioni fatte circolare.

Il modo di fare politica del Partito Autonomista è un altro, focalizzato al bene comune, al bene del nostro Trentino. Per questo motivo vorremmo consigliare all’Assessore Regionale Claudio Cia una maggiore attenzione alla documentazione quando porta avanti le sue battaglie politiche.

Chi l’ha visto?. Puntata del 12/06/2019. Liam, 32enne statunitense – somellier e commerciante di vini – scompare a Torino il 10 maggio. I sui genitori dal New Jersey non lo sentono più. Quando lo cercano al cellulare risponde una voce di donna. La polizia sta indagando e il padre e il fratello di Liam volano in Italia e chiedono aiuto anche a Chi l’ha visto? Prosegue l’inchiesta sulle “truffe romantiche”. Aumentano le testimonianze delle donne cadute nella rete e aumentano anche sul “tabellone” le foto di uomini rubate per attirare le vittime in trappola.

 

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Con la pubblicazione sull’ultimo numero di Vita Trentina (in edicola e nelle case degli abbonati da oggi, giovedì 13 giugno), sono stati resi noti i mandati al clero trentino a partire dall’autunno 2019.

Allegato l’elenco completo delle nomine da parte dell’arcivescovo Lauro.

 

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Don Matteo. St 5 Ep 22 Le elezioni del cuore. È in corso la campagna elettorale. Una giornalista viene trovata senza vita e le accuse ricadono su una collaboratrice di Laura, il sindaco in carica. Anceschi deve indagare sul caso ma rischia di danneggiare la sua compagna, proprio quando si era deciso a chiederle di sposarlo.

 

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I boschi dopo Vaia, “lezione” dei Forestali sul Doss Trento agli allievi dell’Arcivescovile. Feste degli alberi 2019, piantato dagli studenti un giovane sorbo degli uccellatori, pianta simbolo di biodiversità.

Cosa sta accadendo nei boschi del Trentino dopo la tempesta Vaia del 29 ottobre scorso e quali sono le ipotesi ed i progetti in corso di definizione per ripristinare le funzioni fondamentali delle foreste danneggiate? E’ quanto hanno spiegato i Forestali ad un gruppo di 150 studenti e studentesse dell’Arcivescovile di Trento incontrando i ragazzi in cima al Doss Trento. L’incontro con le scuole primarie e secondarie di primo grado è un appuntamento ormai fisso per il personale del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento, un incontro che si rinnova ogni anno in occasione delle Feste degli alberi.

Quest’anno, dopo la tempesta Vaia, le feste degli alberi hanno assunto un significato del tutto particolare. Il danno arrecato alle nostre foreste è stata l’occasione per molti, a partire dai giovani, per comprendere il valore del bosco. Non si tratta infatti solo di garantire la produzione di legname da costruzione e di legna da ardere, quel che è in gioco sono anche la protezione dei versanti dal pericolo di caduta massi e distacco valanghe e, niente affatto secondaria, la tutela della biodiversità. Quest’ultima infatti trova la sua massima espressione nel bosco, nelle aree umide e soprattutto nelle zone di margine, i cosiddetti “ecotoni”, come per esempio nel passaggio da bosco a prato o ad area coltivata.

Sul Doss Trento gli studenti e studentesse dell’Arcivescovile hanno dunque potuto assistere ad una lezione nel bosco con insegnanti particolari, quelli che portano la divisa del Corpo forestale provinciale, che hanno fatto comprendere loro i molti valori del bosco e quanto la nostra vita, specie in un territorio di montagna prevalentemente coperto da foreste, dipenda e sia influenzata, nel bene e nel male, dalle foreste. Con un gesto simbolico i ragazzi hanno piantato sul Doss Trento un giovane sorbo degli uccellatori. Questa pianta, simbolo di biodiversità, occhieggia nella massa scura delle conifere con i caratteristici delicati fiori bianchi in primavera e le bacche rosse in autunno, ed anche nei mesi invernali offre alimentazione indispensabile ad un’ampia varietà di uccelli, garantendone la sopravvivenza.

Dolomiti e Garda più vicini con il Servizio BiciBus + Trek 2019. Ritorna per l’estate il servizio che consente a turisti e residenti di godere delle ciclabili e dei moltissimi percorsi del Trentino Occidentale. Dalla val di Sole alle Terme di Comano, dalla Paganella al Garda, da Ledro alla val del Chiese.

Partirà sabato 15 giugno il servizio di bicibus che riguarda tutto il Trentino Occidentale con ben 6 linee tutte in coincidenza tra loro: Dimaro – Madonna di Campiglio – Carisolo; Terme di Comano – Tione – Carisolo; Sarche – Terme di Comano – Andalo; Terme di Comano – Torbole; Ampola – Pieve di Ledro – Riva del Garda.

Il servizio sarà in funzione con numerose corse giornaliere fino al 15 settembre. La complessa organizzazione è stata possibile attraverso la proficua collaborazione tra numerosi enti pubblici, Apt e Consorzi turistici, la Comunità ed i Comuni delle Giudicarie, i Consorzi BIM del Sarca e del Chiese, l’Apt Terme di Comano – Dolomiti di Brenta, l’Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, l’Apt Valle di Sole, il Consorzio Turistico Val di Ledro, l’Apt Trento-Monte Bondone-Valle dei Laghi, l’Apt Dolomiti di Brenta – Paganella”.

“Il servizio di BiciBus parte anche per questa estate grazie alla collaborazione degli enti turistici interessati, della Comunità delle Giudicarie, dei Comuni e Consorzi BIM del Sarca e del Chiese. Un servizio cha anno dopo anno è sempre più apprezzato dai turisti ma anche dai residenti,– conferma l’assessore competente della Comunità delle Giudicarie, Walter Ferrazza. – In cinque anni abbiamo assistito al triplicarsi dei bikers che lo utilizzano e siamo giunti a quasi 10.000 biglietti staccati. E le prospettive per il turismo legato alla bici sono positive con previsioni di aumento anche per il futuro”.

Il servizio è strutturato su tutti i giorni della settimana per la Val di Sole fino a Comano Terme, mentre per le altre tratte il servizio coprirà cinque giorni la settimana, dal mercoledì alla domenica, come evidenziato nel depliant informativo. Con meno di 15 euro si riesce a percorrere l’intera tratta da Dimaro a Torbole, anche se l’utilizzo del bici bus avviene normalmente solo per limitate tratte di collegamento tra le piste ciclabili. Inoltre, il servizio sarà gratuito per coloro che sono in possesso delle card turistiche emesse dalle Apt degli ambiti interessati.

I biglietti per utilizzare il servizio saranno rilasciati a bordo del bici bus e sarà possibile effettuare la prenotazione del servizio tramite le Apt ed i Consorzi per il Turismo.

Questo servizio si integra con il progetto “Turismo Giudicarie 2020” che in questi anni ha investito numerose risorse per il turismo outdoor e per l’utilizzo della bicicletta, non solo a beneficio dei turisti ma anche dei residenti delle varie zone, offrendo nuove e maggiori occasioni di muoversi all’interno del territorio della Comunità, sia per ragioni di lavoro ma anche per stimolare la visita ai luoghi di interesse turistico diffusi nelle Giudicarie e non sempre adeguatamente conosciuti da chi abita in altra zona del nostro ampio territorio.

Informazioni su orari, costi e modalità di servizio si possono trovare sul sito delle Apt, dei Consorzi i Turistici interessati e della Comunità delle Giudicarie (www.comunitadellegiudicarie.it).

Preparativi e lavori non conoscono sosta a Ledro dove – il prossimo 6 e 7 luglio – inaugura il nuovo allestimento del Museo delle Palafitte che si offre al pubblico raddoppiato negli spazi e più luminoso e aperto che mai. Il nuovo Museo – sede territoriale del MUSE Museo delle Scienze – è frutto di un importante investimento da parte della Provincia autonoma di Trento che, ancora una volta, conferma attenzione al tema cultura, sensibilità nei confronti del patrimonio e della storia locale, lungimiranza nel promuovere e sostenere un alto livello di qualità della vita, in ogni zona del territorio locale.

All’interno del nuovo allestimento, grazie a un’interpretazione museografica contemporanea – che si basa su concetti quali dinamismo, trasparenza, leggerezza, immediatezza, spettacolarità e inclusione – il filo della trama espositiva corre da un reperto all’altro, per ricostruire e cucire insieme gli aspetti personali e locali con quelli sociali e globali della vita sulle palafitte. Il programma dell’inaugurazione prevede due giorni di festa con visite guidate, spettacoli, laboratori e concerti, oltre a una special edition delle Palafittiadi® Olimpiadi della preistoria. L’appuntamento, che è un grande e apprezzato classico dell’estate a Ledro, quest’anno è targato UNESCO, in virtù di una speciale programmazione che include una sfida su canoe e coinvolge i 6 paesi del Sito seriale Palafitte UNESCO.

“Il Museo delle Palafitte di Ledro è un caso rilevantissimo nel quadro della museologia contemporanea – spiega il direttore del MUSE Michele Lanzinger. Progettato e gestito per tanti anni come un semplice antiquarium dedicato a esporre una limitata selezione di reperti e con la funzione di controllo degli accessi al sito palafitticolo, la sua funzione è cambiata radicalmente grazie alla fantasia e all’impegno di una vivacissima squadra di curatori che hanno riletto la funzione verso nuovi traguardi.

Il museo è diventato progressivamente un luogo dove si pratica intensamente l’azione educativa con scuole che giungono da tutto il settentrione e, negli anni, si è dimostrato capace di produrre importanti programmi ed eventi per il pubblico al punto di assumere un ruolo di promotore di turismo locale di altissima importanza. La stessa inaugurazione, che si dipanerà in due giornate fitte di appuntamenti, conferma lo stile e il modo di fare di un museo pensato soprattutto per i suoi visitatori e non solo per i materiali conservati. Rimane da sottolineare la qualità architettonica del rifacimento delle esposizioni e quella dell’ampliamento della struttura. Finalmente il museo, con i suoi oltre 45 mila visitatori all’anno, avrà lo spazio per ospitare adeguatamente le proprie attività educative e potrà produrre esposizioni temporanee capaci di rinnovare l’interesse anno dopo anno, per le sue iniziative espositive. I ringraziamenti vanno alla squadra che vi lavora con impegno e costanza, agli architetti e le aziende che hanno collaborato e infine alle istituzioni, tra le quali la Provincia autonoma di Trento che ha sostenuto i costi della realizzazione e il Comune di Ledro che ha sostenuto nei fatti il miglioramento, anche degli intorni, di questo splendido museo”.

IL NUOVO ALLESTIMENTO
Il museo raccoglie i reperti, risalenti all’età del Bronzo, ritrovati nel corso di 90 anni di ricerche tra i resti del villaggio palafitticolo sulle sponde del Lago di Ledro, uno dei più importanti dell’arco alpino. All’interno i reperti sono raccolti e interpretati secondo criteri museografici attenti al contenuto, tanto quanto alla resa scenografica e al coinvolgimento – anche emotivo – del visitatore.
Il nuovo allestimento è ancora all’insegna della trasparenza e della leggerezza, per immergere il visitatore in uno spazio privo di confini e percorsi obbligati. Immediatezza, spettacolarità e inclusione sono espressioni evidenti di un lavoro di ristrutturazione e reinterpretazione che ha visto un ripensamento di tutto l’apparato espositivo. Dalla riprogettazione delle vetrine ai reperti esposti, dalle didascalie alle modalità di comunicazione adottate, tutto è stato ripensato. I temi affrontati sono 4, articolati su un asse concettuale che va dal Macro al Micro. Partendo dalle palafitte come fenomeno alpino ed europeo, si passa alla dimensione del villaggio e del territorio che lo circonda, per arrivare infine agli individui, alle loro attività e alle tante cose, piccole e grandi, che ci distinguono e ci accomunano con gli abitanti della palafitte di 4000 anni fa. All’esterno della struttura la ricostruzione di quattro capanne, complete di arredi e suppellettili, riproduce uno spaccato di vita quotidiana preistorica nella quale il visitatore può immergersi scoprendo come vivevano i nostri antenati.
Il percorso si conclude con l’aggiunta di un cubo vetrato, il QBO, che funge da nuovo spazio per attività educative, eventi, spettacoli, mostre temporanee e da speciale punto di osservazione del lago e dell’area archeologica.

IL PROGRAMMA DELLA FESTA DI INAUGURAZIONE:
La grande festa inizia SABATO 6 LUGLIO, alle 18.00, con l’inaugurazione ufficiale del nuovo Museo. Dopo il taglio del nastro si possono visitare gli spazi riallestiti, la mostra temporanea “Pile-dwellings around the Alps” e i punti di animazione e degustazione posizionati nel parco.
Alle 22.00 gran finale con lo spettacolo di danza “Il gesto di Saba” della compagnia LAM di Rovereto con la coreografia di Wally Holzhauser e i costumi di Chiara Defant. Saba, Massangla e le loro amiche festeggiano l’apertura di un nuovo spazio del villaggio palafitticolo con una danza propiziatoria.
A partire dalle incisioni rupestri scoperte in vari siti archeologici è stata ricreata una coreografia supportata da costumi, luci e suoni fortemente evocativi, con una visione contemporanea. Come colonna sonora è stata scelta una composizione del 1979 dell’artista americana Meredith Monk: “Dolmen Music”. Un brano per sei voci – tre femminili e tre maschili – con sporadici interventi di violoncello e percussioni, che suggerisce l’idea di una cerimonia preistorica, di un convegno al chiaro di luna, al quale l’ascoltatore sta per prendere parte. Per vivere un momento di un antico rito collettivo.

Il giorno successivo, DOMENICA 7 LUGLIO alle 10.00, si tiene la Log boat Regatta UNESCO: sfida a colpi di remi, su canoe scavate nel legno, fra le rappresentanze dei 6 Paesi iscritti nel sito seriale: “Palafitte preistoriche dell’arco alpino”
La sfida, che è partita 4 anni fa sulle acque del lago Biel, in Svizzera è passata l’anno successivo in Austria, sul lago Mondsee; poi in Francia sul lago di Aiguebelette, lo scorso anno si è svolta sul fiume Ljubljanica in Slovenia e quest’anno approda in Italia, sul lago di Ledro.
Alle 14.00, parte la grande sfida dedicata ai grandi e piccoli ardimentosi, le divertentissime Palafittiadi – olimpiadi della preistoria, giunte alla ventesima edizione, una serie di competizioni che impegnano tutti, principianti ed esperti, in specialità preistoriche. Tra queste, il tiro con l’arco, l’accensione del fuoco, l’impasto dell’argilla, la tessitura e la gara con la canoa. Le specialità nelle quali le squadre si confrontano riprendono attività che quotidianamente i palafitticoli svolgevano circa 4000 anni fa nel villaggio.
Alle 18.00 la grande festa termina con il concerto di frizzanti e gioiose atmosfere tipiche della musica popolare giamaicana degli anni Sessanta con venature ska dei milanesi “Olly Riva and the Magnetics”. Il frontman è Oliviero Olly Riva, una vecchia conoscenza della scena musicale italiana che ha già incendiato le performance di Shandon, The Fire, Rezophonic e Soulrockets. Con lui una band composta da Andrea Massaron, Dimitri Pugliese alla batteria e Vincenzo Jack Giacalone alla chitarra.

LA MOSTRA “PILE DWELLING”
La mostra prende le mosse dalla considerazione che i villaggi dei Palafitticoli, diffusi lungo tutto l’arco alpino, dalla Francia alla Slovenia, vivono l’ambiente montano in maniera diversa a partire dal proprio punto di vista, che siano immersi nel paesaggio montano o che abbiano le montagne a fare da sfondo.
L’esposizione al Museo delle Palafitte del lago di Ledro riprende questa seconda condizione, sulla quale crea delle suggestioni:
· Le Alpi viste e vissute come orizzonte, come sfondo condiviso da comunità molto distanti fra di loro, ma accomunate da un medesimo, particolare “modo di abitare”: la palafitta.
· Una selezione di reperti (ritratti in foto) rappresentativi di ciascuno dei 6 Paesi componenti il sito seriale UNESCO “Palafitte preistoriche dell’arco alpino” presentata nello spazio che si apre fra montagna e lago, fra terra e acqua.

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