Interrogazione a risposta scritta. Elezioni comunali a Tione di Ttrento: a rischio la segretezza del voto. Il 26 maggio prossimo si terrà nel Comune di Tione di Trento l’elezione per il rinnovo del Consiglio comunale.

A Tione si vota con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale della consiliatura, dato che l’ex sindaco, Mattia Gottardi, si è dimesso dopo essere stato eletto in Consiglio provinciale, dove attualmente ricopre la carica di assessore con delega agli enti locali.
Sono presenti alla competizione elettorale due liste: “Insieme per Tione” e “Punto su Tione”, entrambe a sostegno del candidato sindaco Eugenio Antolini, attuale vicesindaco.

Il prossimo 26 maggio nel capoluogo giudicariese non vi sarà quindi alcuna sfida elettorale, e l’unico avversario per Antolini sarà il rischio astensione, visto che per diventare sindaco gli servirà che si rechi alle urne il 50% più 1 degli aventi diritto al voto.

Essendosi presentato un unico nome per la carica di Sindaco, potrà accadere che elettrici o elettori che non vogliano dargli il voto né contribuire al raggiungimento del quorum votando scheda bianca, rifiutino la scheda: ma così andrebbero a palesare così la propria scelta e il proprio orientamento rispetto all’unico candidato sindaco. A quel punto la segretezza del voto verrebbe meno.

Tutto ciò premesso, si interroga il presidente della Regione autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol e l’assessore competente per sapere:

se non ritenga che le prossime elezioni comunali di Tione di Trento mettano a rischio la segretezza del voto delle elettrici e degli elettori di Tione.

 

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PAOLO GHEZZI
consigliere regionale Futura 2018

Il settimanale Chi, in edicola da mercoledì 22 maggio, pubblica in esclusiva assoluta tutte le immagini del matrimonio civile più atteso dell’anno, quello tra l’attrice Eva Grimaldi e Imma Battaglia che si sono dette sì dopo sette anni d’amore. Sul settimanale diretto da Alfonso Signorini, oltre a una intervista con Eva Grimaldi e Imma Battaglia, un ampio reportage fotografico sulla cerimonia civile e sulla festa nuziale alla quale hanno partecipato Gabriel Garko (ex fidanzato di Eva Grimaldi e suo testimone di nozze), Elenoire Casalegno, Nancy Brilli, Bianca Atzei e altri personaggi del mondo dello spettacolo, ma anche politici come la senatrice Monica Cirrinà, “mamma” della legge sulle Unioni civili che porta il suo nome, Wladimir Luxuria, Nicky Vendola e Alfonso Pecoraro Scanio.
Tutto in esclusiva su Chi in edicola da mercoledì 22 maggio.

 

Sono stati recentemente confermati anche in Trentino, come avvenuto nel resto della nazione, un’allerta per il mondo dell’apicoltura e un conseguente allarme per la produzione mielifera.

Gli andamenti stagionali non hanno certo contribuito in maniera positiva, considerando che a un inverno tendenzialmente siccitoso è seguito, anche in questa primavera ormai inoltrata, un periodo di piogge e temperature al di sotto della media.

Come confermato dall’Associazione degli apicoltori trentini in un recente comunicato, infatti, le api necessitano, per poter produrre miele di date temperature per volare sui fiori e trovare polline e nettare, entrambi preziosi ma con utilità diverse. Con temperature basse – anche molto inferiori ai 13 gradi come quelle registrate ultimamente, esse possono infatti trovare polline (utile per la covata) ma non nettare, necessario per sfamarsi.

Insomma, risulta chiaro come, senza l’intervento degli apicoltori questa stagione anomala provocherebbe una forte moria di api per fame.

Inoltre le api, trovandosi in tali condizioni, non sono in grado di produrre miele, tanto che ormai gli esperti del settore sono concordi nel considerare la prima parte della stagione produttiva come persa, a causa della fioritura di alcune specie di fiori – ad esempio il “dente di cane” – risultate vuote, non essendoci fotosintesi per la mancanza di calore.

Il rischio per il futuro, qualora questo prolungamento della stagione invernale dovesse divenire un trend consolidato, sarà quello di vedere scomparire alcune varietà di mieli locali primaverili con conseguenti ovvie ripercussioni oltre che ambientali, anche economiche per le aziende del settore.

Con il cambio climatico rischiano di sparire sia le api che le aziende provinciali che, curandole e allevandole, producono reddito, lavoro e prodotti di altissima qualità, come attestano i numerosi riconoscimenti che da anni i nostri apicoltori vincono e si vedono consegnare a praticamente tutte le mostre e agli eventi dedicati alla produzione del miele.

Risultata pertanto necessario procedere urgentemente ad un diverso e più deciso sostentamento – come richiesto anche in precedenti proposte dello scrivente – del settore apicoltura della nostra provincia poiché, riportando sempre quanto dichiarato dal presidente dell’associazione trentina Facchinelli, tutti gli apicoltori provinciali fanno parte del grande bacino dell’agricoltura ma spesso non si sentono coinvolti appieno nelle politiche di settore che percepiscono essere basate più sugli ettari e sui capi di bestiame che sugli alveari.

Pertanto, tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere

1) se intenda valutare tempestivamente le difficoltà del settore e proporre nuove politiche più attente e concrete per rispondere ai bisogni evidenziati dagli apicoltori della Provincia autonoma di Trento

2) se la stessa intenda intervenire tempestivamente in favore degli apicoltori trentini colpiti da condizioni metereologiche avverse prevedendo lo stanziamento anche di nuovi specifici contributi

Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

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cons. Pietro De Godenz

Che tempo che fa. St 2018/19 Puntata del 19/05/2019. Ospiti Luigi Di Maio, Pierfrancesco Favino, Marco Bellocchio, Gad Lerner, Heather Parisi, Cesare Cremonini, Thegiornalisti.

 

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Brennero, raccolta firme per chiedere la riapertura dell’ambulatorio medico. Grazie all’interessamento di Sandra Pederzini e del consigliere comunale Giuseppe Sabatelli sarà presentata in Consiglio comunale la petizione per richiedere la riapertura dell’ambulatorio medico al Brennero. Lo comunica il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì. “In risposta ad una nostra interrogazione – riferisce Urzì – ci era stato detto che la medicina di base al Brennero sarebbe stata riaperta solo se ci fosse stata una richiesta di una certa consistenza. Da qui ha preso avvio la raccolta di firme che sarà presentata in queste ore in Comune. Tutti e 23 i pazienti di Brennero hanno firmato.

“Attualmente – spiega Urzì – il nuovo medico di base che ha sostituito la dottoressa recentemente andata in pensione, svolge la sua attività solo a Colle Isarco, dove è presente dal lunedì al venerdì, alternando l’orario di servizio tra mattina e pomeriggio. Questo crea numerosi disagi ai pazienti di Brennero, soprattutto a quelli anziani e non automuniti, in difficoltà a raggiungere l’ambulatorio di Colle Isarco. “

Nella risposta all’interrogazione, l’assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann aveva segnalato che dopo il pensionamento della dottoressa uscente, avvenuto lo scorso 31 luglio, il nuovo incaricato per l’assistenza primaria ha provveduto ad aprire l’ambulatorio solo a Colle Isarco, con cadenza quotidiana. Era stata proprio la dottoressa uscente – secondo l’assessore Widmann – a riferire che il servizio medico da lei offerto nell’ambulatorio del Brennero, veniva scarsamente utilizzato dai pazienti, diversamente da quello a Colle Isarco.

I pazienti di Brennero sostengono invece di aver sempre utilizzato assiduamente l’ambulatorio, ritenendo il servizio essenziale. Da qui la raccolta firme che sarà consegnata in Comune.

 

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La segreteria del Consigliere provinciale Alessandro Urzì

Gruppo consiliare provinciale L’Alto Adige nel cuore

Coppola e Ghezzi. Infezioni ospedaliere: un nemico da combattere. Le infezioni ospedaliere sono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Si contraggono durante il ricovero in ospedale, o si manifestano dopo le dimissioni del paziente. Sono infezioni che al momento dell’ingresso non erano rilevabili clinicamente, né erano in incubazione. Sono l’effetto della progressiva introduzione di nuove tecnologie sanitarie, che se da una parte garantiscono la sopravvivenza a pazienti ad alto rischio di infezioni, dall’altra consentono l’ingresso dei microrganismi anche in sedi corporee normalmente sterili. Un altro elemento cruciale da considerare è l’emergenza di ceppi batterici resistenti agli antibiotici, visto il largo uso di questi farmaci a scopo profilattico o terapeutico.

Le infezioni correlate all’assistenza si contraggono per contatto diretto tra una persona sana e una infetta, soprattutto tramite le mani; inoltre per contatto tramite le goccioline emesse nell’atto del tossire o starnutire da una persona infetta a una suscettibile che si trovi a meno di 50 cm di distanza; per contatto indiretto attraverso un veicolo contaminato (per esempio endoscopi o strumenti chirurgici); per trasmissione dell’infezione a più persone contemporaneamente, attraverso un veicolo comune contaminato (cibo, sangue, liquidi di infusione, disinfettanti, ecc); per via aerea, attraverso microrganismi che sopravvivono nell’aria e vengono trasmessi a distanza.

Circa l’80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda quattro sedi principali: il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l’apparato respiratorio, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie). Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere. Tuttavia, negli ultimi quindici anni si sta assistendo a un calo di questo tipo di infezioni (insieme a quelle della ferita chirurgica) e a un aumento delle batteriemie e delle polmoniti.

Secondo i dati riportati dal “Rapporto Osservasalute2018” in Italia, negli ultimi tredici anni, dal 2003 al 2016, il tasso di mortalità per infezioni contratte in ospedale è raddoppiato sia per gli uomini che per le donne, si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi Ue. L’aumento del fenomeno è stato osservato in tutte le fasce d’età, ma in particolar modo per gli individui dai 75 anni in su. I tassi regionali, spiega il rapporto Osservasalute, presentano un’alta variabilità geografica, con valori più elevati nel centro e nel nord Italia e più bassi nel mezzogiorno.

L’incidenza delle infezioni ospedaliere fa lievitare i costi sanitari. Infatti ritardano le dimissioni ospedaliere, determinando un aumento dei costi di ospedalizzazione, dei costi indiretti a carico del paziente correlati ai giorni di assenza dal lavoro e quello a carico dei familiari per gli spostamenti per le visite in ospedale. Comportano inoltre un aumento dei costi di trattamento, come terapie farmacologiche e procedure, inclusi possibili interventi chirurgici e un aumento dei numeri delle indagini diagnostiche, di laboratorio, epidemiologiche e del tempo di assistenza medica, infermieristica e di gestione. Sono inoltre spesso causa di contenzioso.

Lo studio di prevalenza ECDC a cui ha partecipato anche il Trentino, con i dati 2013, mostra una prevalenza di infezioni sul totale dei ricoveri intorno al 6%, che ci pone all’interno del range nazionale ma resta comunque alto e che ci deve far riflettere.

Da qui la necessità di arginare l’incidenza delle infezioni ospedaliere, a tutela dei malati, degli operatori e per contenere la spesa sanitaria.

Il Consiglio della provincia autonoma di Trento il 17 gennaio 2018 ha approvato una mozione con la quale la Giunta si è impegnata a verificare la possibilità di migliorare le misure di prevenzione adottate dai presidi ospedalieri al fine di ridurre al minimo il livello di rischio delle infezioni ospedaliere.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia e l’assessora competente per conoscere:

1. i dati più recenti di incidenza delle infezioni ospedaliere in provincia di Trento suddivisi per ospedale, per disciplina di ricovero, per classe di età, per gravità delle condizioni cliniche di base e per esposizione a dispositivi invasivi;

2. i costi sostenuti dall’Azienda sanitaria per far fronte alle infezioni ospedaliere divisi per costi di ospedalizzazione, costi assistenziali e costi ambulatoriali e domiciliari;

3. cosa sia stato fatto finora in merito alla prevenzione e contenimento delle infezioni ospedaliere;

4. se vengono adottate delle profilassi specifiche per i pazienti ritenuti più a rischio;

5. se sia nelle intenzioni dell’attuale Giunta provinciale far proprio l’impegno preso dalla precedente Giunta con la mozione n. 183 del 2018, allora approvata all’unanimità, al fine di migliorare le misure di prevenzione adottate per ridurre al minimo il livello di rischio di contrarre le infezioni ospedaliere, e in che modo.

 

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LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018
PAOLO GHEZZI
consigliere provinciale FUTURA 2018

Italia: esperti ONU condannano un decreto che multa chi soccorre i migranti. Esperti ONU sui diritti umani hanno condannato la bozza di un decreto legge del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che prevede ammende a quanti soccorrano migranti e rifugiati in mare, e ha sollecitato il governo a bloccarne l’approvazione.

“Il diritto alla vita e il principio di non respingimento dovrebbero sempre prevalere sulla legislazione nazionale e su altre misure presumibilmente adottate in nome della sicurezza nazionale”, hanno affermato gli esperti indipendenti, che hanno espresso la propria preoccupazione sul decreto in una lettera formale al governo italiano.

“Sollecitiamo le autorità a smettere di mettere in pericolo le vite dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime di traffico di esseri umani, in nome della lotta contro I trafficanti. Si tratta di un approccio fuorviante, non in linea né con il diritto internazionale generale né con la legislazione internazionale sui diritti umani. Al contrario, politiche migratorie restrittive contribuiscono a esacerbare le vulnerabilità dei migranti e servono solamente a accrescere il fenomeno del traffico di esseri umani”.”

All’inizio di maggio Matteo Salvini aveva annunciato la proposta di emanare un decreto per multare le imbarcazioni per ogni persona soccorsa in mare e trasportata in territorio italiano. Anche le licenze di ONG e altre imbarcazioni impegnate nel soccorso dei migranti potrebbero essere revocate o sospese.

Gli esperti ONU hanno asserito che, qualora il decreto – che deve essere ancora approvato dal governo – entrasse in vigore, minaccerebbe seriamente i diritti umani dei migranti, compresi i richiedenti asilo, così come le vittime di tortura, traffico di esseri umani e altri seri abusi dei diritti umani.

Gli esperti hanno inoltre chiesto la revoca di due precedenti direttive che vietano alle navi delle ONG che soccorrano migranti a largo delle coste libiche di accedere ai porti italiani. La seconda in particolare riguarda la nave italiana Mare Jonio per avere aiutato gente in mare.

La dichiarazione che i porti libici siano “in grado di garantire ai migranti un’adeguata assistenza logistica e medica” è stata secondo gli esperti particolarmente allarmante, specialmente alla luce dei rapporti secondo cui la guardia costiera libica ha commesso numerose violazioni dei diritti umani, inclusi la collusione con reti di trafficanti e il deliberato affondamento di imbarcazioni.

Per gli esperti qualsiasi misura contro gli attori umanitari dovrebbe essere bloccata. “Siamo profondamente preoccupati per le accuse mosse alla nave Mare Jonio, che non hanno trovato il riscontro di qualunque competente autorità giudiziale. Crediamo che ciò rappresenti un ulteriore tentativo politico di criminalizzare gli attori umanitari che svolgono un servizio che salva vite, indispensabile per la tutela di vite umane e dignità.”

Gli esperti ONU hanno sostenuto che le autorità Italiane non hanno adeguatamente considerato diverse norme internazionali, quali l’articolo 98 della Convenzione ONU sul diritto del mare, relativa al dovere di aiutare chiunque sia in pericolo in mare. “L’articolo 98 è considerate diritto consuetudinario, che si applica a tutte le zone marittime e a tutti coloro in pericolo, senza discriminazioni, così come a tutte le navi, comprese le imbarcazioni private e delle ONG battenti una bandiera nazionale”, hanno detto.

Le direttive stigmatizzano i migranti come “possibili terroristi, trafficanti e contrabbandieri”, senza fornire prove, hanno spiegato gli esperti. “Siamo preoccupati che questo tipo di retorica esasperi ulteriormente il clima di odio e xenophobia, come già sottolineato in un’altra lettera alla quale il governo italiano deve ancora dare risposta.”

Gli esperti hanno manifestato al governo le proprie preoccupazioni e restano in attesa di una risposta. La lettera è stata anche copiata a Libia e Unione Europea.

“Blocco navale significa fare un accordo con i governi libici e mettere le navi militari italiane, europee e libiche per impedire agli scafisti di mettersi in mare con gli immigrati clandestini. Significa dare la possibilità alle persone che hanno diritto a essere rifugiate di essere valutate e distribuite e non di morire in Africa, perché oggi noi dobbiamo prenderci gli immigrati clandestini, che non scappano dalla guerra e dalla violenza”.

Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, questa mattina a Uno Mattina, su Rai Uno.

Mettiamo mano al nostro futuro! Festival dello Sviluppo Sostenibile dal 21 maggio al 6 giugno. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria su eventbrite.it per i workshop e le conferenze.

Dal 21 maggio al 5 giugno a Trento, per il Festival dello Sviluppo Sostenibile, il MUSE offre un programma ricco di eventi, workshop e incontri per mettersi in gioco nel delineare il futuro di tutti e del pianeta. Equità, biodiversità, innovazione, educazione e tutela dell’ambiente: queste le parole chiave del festival, che ruota attorno agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Il festival si apre con due appuntamenti partecipativi, due workshop per discutere e cercare possibili soluzioni su temi caldi e vicini alla vita di ciascuno: martedì 21 maggio “Cambiare per il clima” e mercoledì 22 maggio alle 17.30 “Nutrire il pianeta” saranno occasioni per immaginare azioni concrete e strategie per essere cittadini attivi e responsabili. I workshop sono stati ideati e realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e prevedono l’intervento degli studenti, oltre che di esperti dell’Ateneo e del Museo.

La settimana successiva – martedì 28 maggio alle 20.30 – il giornalista e divulgatore scientifico Marco Merola sarà il protagonista della conferenza “Uomo, tecnologia e natura nell’era del climate change”. Oggi si avverte il bisogno forte di messaggi positivi, quelli che il cosiddetto ‘constructive journalism’ può e deve dare per controbilanciare gli allarmi lanciati quotidianamente dai media di tutto il mondo. L’evento è in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler.

Mercoledì 29 maggio alle 18.30, in “Rifiuti Zero”, Antonio Castagna (formatore manageriale che collabora con la PAT in attività di ricerca e formazione per dare vita ad azioni di riduzione nella produzione dei rifiuti) interverrà nell’ambito della mostra temporanea “Not in my planet” (al MUSE fino al 2 giugno), con un incontro dedicato al tema dei rifiuti e in particolare alla presenza inquinante della plastica nell’ambiente.

Domenica 2 giugno alle 10.30, “Roadmap to 2030” sarà un evento che vedrà confrontarsi Enrico Giovannini, portavoce ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Mario Tonina, Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, e Michele Lanzinger, direttore MUSE, sulla strategia che il Trentino sta pianificando verso un 2030 prospero e sostenibile. In collaborazione con Festival Economia.

Il festival si conclude in giugno con due eventi: martedì 4 giugno alle 20.30 si guarda lontano, in una conferenza tutta dedicata al domani: “Scenari futuri e innovazione sostenibile”, con Cristina Pozzi – unica italiana nominata come Young Global Leader del World Economic Forum nel il 2019 – e Andrea Dusi, imprenditore nell’ambito delle nuove tecnologie e membro della fondazione di Al Gore “Climate Reality Project”.
Scienza e innovazione sono tra gli ingredienti fondamentali per costruire il futuro, ma non si possono trascurare gli impatti etici associati alla diffusione delle nuove tecnologie.
Evento in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler.

Mercoledì 5 giugno, infine, spazio per un aperitivo rilassante ma ricco di suggestioni, spunti e idee brillanti, a partire dalle ore 20.30 presso il MUSE Cafè.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del bando “I comunicatori STAR della scienza della Provincia autonoma di Trento e rientra nel programma del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile su tutto il territorio nazionale.

Rotta balcanica e rischio terrorismo – Sernagiotto e Manzan: “ascoltare parole Gabrielli. Friuli Venezia Giulia e Italia in pericolo”.

“L’allarme lanciato dal capo della Polizia Gabrielli sul rischio infiltrazioni terroristiche dall’Est è serio. La politica, a tutti i livelli, da Bruxelles a Roma, torni a occuparsi seriamente della rotta balcanica. Il pericolo di far entrare in Friuli Venezia Giulia jihadisti in fuga – dopo la sconfitta dell’Isis – è altissimo. Si valuti anche una collaborazione tra eserciti sui confini sloveni e croati”.

A dirlo, in una nota congiunta, sono l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto e Giulia Manzan, coordinatrice regionale di Autonomia Responsabile: entrambi candidati con Fratelli d’Italia alle elezioni europee del 26 maggio.

“La rotta balcanica deve ritornare al centro dell’Agenda politica come chiesto da Giorgia Meloni a Trieste di recente, ma a farci riflettere devono essere anche le parole pronunciate in questi giorni alla riunione dei capi delle polizie dei Paesi balcanici da Gabrielli che ha evidenziato come sia “possibile, e in alcuni casi probabile, un afflusso di foreign fighter”, eventualità che non ci possiamo ovviamente permettere”, affermano Sernagiotto e Manzan.

A dirlo ci sono anche i numeri: “Nell’ultima relazione dei Servizi Segreti al Parlamento si dice che i combattenti europei partiti dall’area Schengen verso Iraq e Siria siano stati 2600, di cui 500 balcanici. Di questi 500, 400 sarebbero tornati e la loro pericolosità è conclamata”.
Più in generale, mentre tutte le rotte dell’immigrazione europee hanno visto un decremento di afflussi nei primi mesi del 2019, un aumento significativo si è registrato per quella balcanica: “3400 arrivi, quasi il doppio dello stesso periodo dell’anno scorso”, sottolineano Sernagiotto e Manzan.
Da qui una duplice soluzione.

La prima “europea”. “Il nuovo Parlamento europeo dovrà cancellare il Trattato di Dublino e arrivare a una politica più forte e condivisa sul tema dell’immigrazione, senza scaricare la gestione del fenomeno – che non è più emergenziale ma strutturale – sui Paesi di confine”, affermano i due candidati all’Europarlamento.
La seconda soluzione è invece “italiana”: “Si deve studiare una forma di collaborazione tra il nostro esercito e quelli sloveni e croati per un controllo dei confini. Differentemente dal confine italo-libico, quello tra Italia e Slovenia è interno all’Ue. Il problema quindi va affrontato in Slovenia e Croazia, e in tutta la dorsale balcanica”, la conclusione di Sernagiotto e Manzan.

 

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