Il Parco delle Terme di Levico “rinasce” grazie a un concorso di idee. Iscrizioni entro la mezzanotte del 1 giugno 2019.

La tempesta Vaia nel parco di Levico ha causato lo sradicamento o lo schianto di 216 grandi alberi. Oggi lo storico Parco delle Terme rinasce, grazie ad un concorso per la creazione di installazioni artistiche da realizzarsi con alberi caduti o parti di essi, ispirate al appunto tema della resilienza e della rinascita. Per le iscrizioni c’è tempo fino alla mezzanotte del 1 giugno 2019.

Il concorso è organizzato dal Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con il Comune di Levico Terme, Tsm-Step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, l’Osservatorio del Paesaggio del Trentino, l’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai e ad Arte Sella. In palio ci sono tre premi, messi a disposizione dal Comune di Levico, da 500, 1500 e 3000 euro. I tre progetti premiati saranno inoltre pubblicati su riviste di settore.

Tronchi e radici potranno essere riutilizzati e ricollocati nel parco a evocare il senso della rinascita. Gli alberi caduti troveranno quindi una nuova forma per rivivere nel parco. Le opere saranno utili anche per riflettere sul tema dei cambiamenti climatici.

Il concorso è aperto a singoli o gruppi con almeno un soggetto che abbia comprovata esperienza in campo artistico o abbia conseguito il diploma di laurea specialistica in discipline artistiche, scienze agrarie, architettura, ingegneria, paesaggio o laurea breve con master di specializzazione. Una giuria valuterà i progetti che saranno presentati.
Entro la mezzanotte del 1 giugno 2019 i candidati dovranno inviare una PEC all’APT Valsugana, all’indirizzo aptvalsugana@pec.cooperazionetrentina.it, manifestando l’interesse a partecipare. Vanno allegati il curriculum vitae del/dei candidati, il modulo d’iscrizione (che può essere scaricato dal sito http://www.naturambiente.provincia.tn.it/parco_levico/), copia del bonifico della quota di partecipazione di 80 euro.

Entro il 15 giugno 2019 ai concorrenti sarà comunicata via e-mail l’accettazione dell’iscrizione. I candidati potranno quindi accedere al materiale messo a disposizione per la progettazione in formato digitale direttamente dal sito che sarà indicato dalla segreteria del concorso. Entro le 13.00 di venerdì 19 luglio dovrà essere fatta la presentazione dei progetti. Entro il 31 agosto 2019 la giuria esaminerà i progetti presentati, individuando i tre migliori lavori, che saranno ammessi alla fase esecutiva. La fase esecutiva inizierà e si concluderà nel mese di settembre.

 

Nei giorni scorsi si è concluso il mio incarico come Presidente del MUSE, museo di scienze di Trento, iniziato quasi otto anni fa per nomina della giunta provinciale presieduta da Dellai e poi riconfermato dalla giunta Rossi. Nel ringraziare i tanti con cui ho dialogato e collaborato, a cominciare dall’attivissimo direttore, lo straordinario staff museale, i numerosi volontari e i colleghi del CdA, vorrei proporre qualche riflessione. Molti erano i progetti da realizzare, e tanti anche gli interrogativi sul tavolo, all’inizio di questa splendida e fattiva esperienza, nell’autunno del 2011, un anno e mezzo all’apertura. Nell’immediato si doveva procedere ad arredare l’edificio che lo studio Renzo Piano ci avrebbe consegnato l’estate successiva. L’architetto offre il suo aiuto anche per allestire gli interni, cosa che non aveva mai fatto in precedenza per altri musei. I bellissimi exhibit museali, uno dei motivi del futuro successo, vengono quindi realizzati in collaborazione tra scienziati e architetti. A riguardo voglio ricordare un episodio: sono a Berkeley, per un convegno di geometria, il mio campo di ricerca, ed ho l’occasione di vedere in un museo una bellissima sfera, realizzata dalla agenzia per l’ambiente americana NOAA, sulla quale vengono proiettati in tempo reale dati sulla situazione del pianeta (Science on a Sphere, SOS). Al ritorno la propongo subito al direttore e al suo staff, ma incontriamo l’opposizione degli architetti: poiché la struttura architettonica è lineare, dicono, ogni forma sferica stonerebbe con lo stile dato al MUSE. La diatriba si conclude a favore del valore scientifico-divulgativo dell’exhibit SOS, e con l’aggiunta di un po’ di argomentazioni geometriche viene installata al secondo piano, proprio nel baricentro del MUSE; oggi è uno dei più apprezzati simboli della narrazione scientifica del MUSE sulla sostenibilità ambientale.

Un museo innovativo come quello che si stava costruendo, dedicato alla divulgazione di temi scientifici cruciali e difficili, aveva bisogno di una buona presentazione; si intuiva che il successo sarebbe nato solo con un effettivo coinvolgimento dei cittadini di Trento e più in generale della comunità nazionale. Assieme al direttore, nell’anno precedente all’inaugurazione del 2013 mettiamo in atto una serie di iniziative: focus group, organizzati nel progetto denominato “Secondo Me”, dibattiti con svariate categorie, incontri con aziende, associazioni e enti di ricerca. Una prassi che prosegue tutt’oggi e che fa del MUSE un progetto vissuto e condiviso dalla comunità. Come scienziato è stato per me naturale cercare di creare rapporti e scambi culturali tra il museo e vari enti di ricerca; in particolare con università e fondazioni di ricerca. La peculiarità e la potenzialità scientifica del MUSE è stata colta da numerosi intellettuali e comunicatori scientifici, nazionali ed europei: tra i visitatori che ho accompagnato e che hanno mostrato vivo apprezzamento, mi piace ricordare il biologo-divulgatore Richard Dawkins, la direttrice del CERN Fabiola Gianotti,  l’alpinista Reinhold Messner, un po’ infastidito, forse geloso, dall’enorme numero di visitatori di quel giorno,  l’economista-politico Romano Prodi, quest’ultimo affascinato dalla SOS che, mi fa notare, induce anche a parecchie osservazioni economico-politiche. Ho ricevuto osservazioni, suggerimenti (e complimenti) da colleghi di tutto il mondo; a riguardo mi piace ricordare di quando a Seoul, dove mi trovavo come organizzatore di un convegno congiunto italo-coreano in geometria, un collega mi ha mostrato una rivista coreana con un servizio di quattro pagine sul MUSE. Alcuni mesi più tardi, invitato ad un incontro con gli addetti culturali delle ambasciate italiane, e con i ministri Gentiloni e Franceschini, capisco che le ambasciate intendono presentare il MUSE come una delle grandi opere culturali moderne italiane, un esempio di eccellenza Made in Italy.

Dalla notte della sua apertura, il MUSE colleziona un enorme numero di visitatori (tre milioni in meno di sei anni) e acquista la fama di uno dei più prestigiosi musei d’Europa, traguardo né scontato né ovvio per un museo scientifico italiano, locato in un piccolo territorio periferico. Parte di questo successo si basa sulle riuscitissime mostre temporanee, ad esempio quella sulle “Estinzioni” e quella in atto sul “Genoma”. Sono particolarmente orgoglioso di alcune mostre più vicine alla mia ricerca matematica che ho contribuito ad allestire: la mostra “MadeinMath, la matematica del mondo” e la più recente mostra su “Archimede”. Grazie a queste due mostre, siamo riusciti a parlare dei recenti progressi della matematica, del suo essere sempre più pervasiva e fondamentale in ogni campo del pensiero umano.  Ed ancora la fortunata mostra di fisica dal titolo “Oltre il Limite”: in essa si parlava anche di onde gravitazionali, un’interpretazione matematica sulla natura dell’universo di Einstein. I visitatori della mostra non si sono trovati impreparati qualche mese dopo quando un team di ricercatori ha dimostrato sperimentalmente l’esistenza di queste onde.

Il MUSE ha cambiato molte cose a Trento, è diventato un luogo centrale per il dibattito culturale, ma anche una porta di ingresso, dove transitano migliaia di visitatori che qui cominciano a gustare il bello della città e del territorio. L’indotto, culturale ed economico, è enorme e moltissimi trentini lo considerano un luogo simbolo, da frequentare e supportare. Ciò nonostante, mi capita ancora di incontrare quel tipo di trentino che con stolta saggezza sentenzia “el masa bel nol va ben”; in questi casi provo con forza a spiegare che anche a Trento si può, e dunque si deve, eccellere.

Vorrei infine osservare che l’importanza dell’azione del MUSE all’interno del dibattito culturale, economico e politico mondiale si coglie leggendo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile. Un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU che ingloba 17 Obiettivi. Tra questi troviamo la “lotta contro il cambiamento climatico”, “vita sott’acqua e sulla terra”, “città e comunità sostenibili”, “energia pulita e accessibile”, “ridurre le disuguaglianze”, “istruzione di qualità”, “partnership per gli obiettivi”, … . I Paesi si sono impegnati a raggiungere gli obiettivi, in particolare 169 traguardi espliciti, entro il 2030, ben consapevoli che se questo non avverrà, l’esistenza della nostra specie sarà in forse, i nostri figli e nipoti avranno una vita più difficile e complicata. Compito primario del MUSE è quello di spiegare questi obbiettivi attraverso l’analisi scientifica; presentare le strategie elaborate da scienziati di tutto il mondo per raggiungerli; stimolare un dibattito politico sulle scelte che la società deve affrontare. Un compito condotto con metodo scientifico, con consapevolezza civile e motivazione politica. Come presidente ho cercato di far lavorare il MUSE in autonomia di pensiero, con rispetto del metodo scientifico, all’interno della comunità di ricerca internazionale che di questi temi si occupa. Da scienziato e cittadino continuerò a supportare il MUSE, a spiegarne e difenderne gli obiettivi e le strategie, volti appunto a realizzare uno sviluppo sostenibile della nostra società.

 

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Marco Andreatta, professore di geometria, UNITN

La Polizia di Stato di Viterbo ha denunciato sei stranieri e tre italiani per aver organizzato matrimoni falsi tra cittadini europei ed extracomunitari, sequestrati numerosi documenti a seguito di perquisizioni.

I soggetti si presentavano all´Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo per richiedere la carta di soggiorno dopo aver sposato cittadini italiani o comunitari, ma i matrimoni erano un espediente per ottenere una carta di soggiorno della durata di cinque anni.

L´attività d´indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, si è incentrata su alcune richieste di carta di soggiorno segnalate dall´Ufficio Immigrazione in relazione a tre matrimoni che erano stati celebrati nel Comune di Civita Castellana.

Dagli approfondimenti investigativi, dalle testimonianze di alcuni soggetti e dall´esame dei documenti emergeva il ruolo di due cittadini pachistani in qualità di organizzatori dei “matrimoni di comodo”.

Uno di essi, già al centro di un´indagine per favoreggiamento dell´immigrazione clandestina condotta nel 2014, si è rivelato come datore di ospitalità e di impiego fittizio nei confronti di una cittadina polacca moglie di uno dei due extracomunitari. L´altro pachistano, evidenziatosi quale ideatore ed organizzatore di altri due matrimoni, dagli atti è risultato anche essere testimone di nozze nell´atto dello stato civile, nonche costante punto di riferimento territoriale per i connazionali coinvolti. I due soggetti fornivano l´assistenza logistica e documentale necessaria a perfezionare le unioni coniugali per le quali le italiane compiacenti avrebbero ricevuto compensi in denaro variabili tra i mille ed i duemila euro.

In particolare veniva emesso nei confronti di tutti i soggetti l´avviso di conclusione delle indagini ritenendoli responsabili, in concorso, del reato di indotta falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici perché, con più azioni e con ruoli diversi, organizzavano e realizzavano una serie concatenate di condotte volte a consentire al cittadino extracomunitario beneficiario l´ottenimento di una carta di soggiorno falsa; tutto questo inducendo in errore e traendo in inganno il pubblico ufficiale responsabile del procedimento amministrativo.

Per uno dei tre matrimoni è stato contestato il tentativo di reato, in quanto il rilascio della carta di soggiorno non veniva perfezionato, stante l´evidente falsità delle dichiarazioni di convivenza e mantenimento emerse nella fase istruttoria.

Sono in corso le valutazioni per eventuali provvedimenti di revoca dei permessi indebitamente ottenuti dagli extracomunitari.

 

Buoni di servizio Fse della Provincia tra i migliori interventi europei. I buoni di servizio Fse della Provincia autonoma di Trento sono stati inclusi nella recente pubblicazione della Commissione europea “Work-life balance for all”, che ha selezionato i 20 migliori interventi, a livello europeo, che promuovono con approccio innovativo la conciliazione tra lavoro e vita privata.

Un importante riconoscimento dunque, che evidenzia come lo strumento dei buoni di servizio abbia apportato benefici per i cittadini, le imprese e la società trentina nel suo insieme, contribuendo alla priorità dell’UE di promuovere le pari opportunità tra uomini e donne.

Introdotti già nel corso della Programmazione 2007-2013, i buoni di servizio consentono ai beneficiari, ovvero genitori-lavoratori, di ridurre i costi dei servizi di cura ed educazione per i figli fino all’età di 14 anni (18 in caso di disabilità) e coniugare più agilmente le esigenze di cura parentale con i propri impegni lavorativi.
Nel corso dell’attuale Programmazione 2014-2020 i buoni concessi in Trentino sono stati oltre 25.000 ed hanno coinvolto più di 30.000 bambini e ragazzi.
Un’esperienza destinata a proseguire anche nella futura Programmazione europea 2021-2027, poiché la conciliazione famiglia-lavoro continuerà ad essere una delle priorità fissate dalla Commissione Europea.

Domenica 19 maggio alle 21.10 su Rai 3 nuovo appuntamento con “Un giorno in pretura”. Laura e Rocco, due giovani fidanzati, si accusano a vicenda di aver fatto scomparire il neonato nato dalla loro relazione. Tutto si svolge nella provincia di Frosinone tra centri commerciali e pranzi consumati in famiglia. E’ il 15 novembre 2012, Laura viene ricoverata d’urgenza per una gravissima infezione all’utero, e lì e solo lì si scoprirà che la ragazza ha partorito. Nessuno, né la famiglia di lei e, a suo dire, neppure il fidanzato Rocco sapevano della gravidanza. E solo in un secondo tempo la ragazza addosserà tutte le colpe a Rocco, fidanzato infedele. E’ uno scontro tra due famiglie che difendono a spada tratta ciascuno il proprio caro. Appena ventenni, una gravidanza ignorata e poi, quasi fosse inaspettato, il parto in gran segreto. Il processo deve stabilire come realmente sono andate le cose.

 

La crisi ha colpito soprattutto i giovani: in 20 Paesi europei su 28, infatti, il rischio povertà tra gli under 16 (media UE al 24,4 per cento) è nettamente superiore a quello riferito agli over 65 (18,2 per cento) . La situazione in Italia è ancor più drammatica. La percentuale di minori che si trova in una situazione di deprivazione economica è addirittura al 31,5 per cento, contro una media tra gli ultra sessantacinquenni del 22 per cento. Nell’Unione Europea a 28 solo in Grecia, in Romania e in Bulgaria la quota di minori a rischio povertà è superiore al dato riferito al nostro Paese (vedi Graf. 1). A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.

Afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo:

“L’elevato livello di povertà giovanile, riconducibile anche alle caratteristiche della spesa per la protezione sociale che in tutta Europa è fortemente sbilanciata sulle pensioni, spesso si traduce anche in povertà educativa. Molti di questi ragazzi, infatti, sono destinati ad abbandonare presto gli studi, pregiudicando la carriera lavorativa futura, che quasi sicuramente riserverà a questi soggetti delle enormi difficoltà a trovare un’occupazione stabile e di qualità. E alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e del calo delle nascite, le nostre Pmi non possono permettersi di lasciarsi sfuggire una quota così importante di giovani leve”.

Come dicevamo, questa elevata percentuale di adolescenti con problemi di esclusione sociale, che rischia di pregiudicare ad un minore su 3 il conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado, avrà delle implicazioni molto preoccupanti nel momento in cui dovranno cercare un lavoro.

In questi ultimi anni, infatti, i flussi di ingresso nel mercato del lavoro italiano si sono decisamente polarizzati. Le imprese, infatti, da un lato cercano sempre più addetti con bassi livelli di competenze e di specializzazione, dall’altro, maestranze che presentano una elevata professionalità. In forte calo, invece, la richiesta di figure caratterizzate da mansioni routinarie.

“Questa situazione – segnala il segretario Renato Mason – spiega molte cose, in particolar modo il disallineamento sempre più marcato tra domanda e offerta di lavoro. Sempre più spesso, infatti, molti imprenditori denunciano la difficoltà di reperire tecnici altamente specializzati, nonostante la disoccupazione giovanile in Italia superi il 30 per cento. Oppure, segnalano di non trovare personale per lavori a bassa professionalità e molto impegnativi da un punto di vista fisico. Fenomeno, quest’ultimo, che è stato mitigato grazie al massiccio ricorso di personale straniero”.

In Italia, la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale con meno di 18 anni ha un’incidenza più elevata nel Mezzogiorno. In Sicilia, ad esempio, i minori in difficoltà son il 56,8 per cento, in Calabria il 49,5 e in Campania il 47,1. In termini assoluti, a livello nazionale la popolazione giovanile con disagio economico ammonta a 3,1 milioni di unità: tra questi, 498 mila circa sono campani e 488 mila circa sono siciliani (vedi Tab. 1).

Secondo l’Istat, i livelli di povertà si mantengono elevati per le famiglie con 5 o più componenti e con persona di riferimento giovane avente un basso livello di istruzione. Al Nord le famiglie che vivono nelle grandi città presentano l’incidenza della povertà relativa superiore a quella presente nei Comuni di minori dimensioni. Nel Centro Sud, invece, la situazione si capovolge. Sono i Comuni minori a registrare il numero più alto di famiglie in povertà, rispetto alle realtà urbane con un numero di abitanti superiore. Infine, l’incidenza di povertà relativa è decisamente superiore nelle famiglie dove sono presenti degli stranieri .

Povertà economica, dicevamo, è sinonimo anche di povertà educativa. I dati sull’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione sono molto preoccupanti. Nel 2017 i giovani tra 18 e i 24 anni che avevano conseguito solo il diploma di licenza media e non stavano frequentando nessun altro corso scolastico/formativo erano il 14 per cento, ma con punte del 21,2 in Sardegna, del 20,9 in Sicilia e del 19,1 in Campania. Le realtà più virtuose, invece, riguardavano l’Umbria (9,30 per cento), la Provincia autonoma di Trento (7,80 per cento) e l’Abruzzo (7,40 per cento) (vedi Graf. 2).

Altrettanto allarmante è il livello di non conseguimento della licenza media. Secondo i dati dell’ultimo Censimento della popolazione Istat, l’8,61 per cento degli italiani in età lavorativa (15-62 anni) non ha terminato la scuola dell’obbligo (pari a 3,2 milioni di persone). Sempre al Sud scorgiamo le percentuali più preoccupanti: 12,97 in Puglia, 12,30 in Campania, 12,26 in Sicilia e 11,87 in Calabria. I territori con le percentuali più contenute, invece, sono il Lazio (5,82 per cento), il Trentino Alto Adige (5,52 per cento) e il Friuli Venezia Giulia (5,50 per cento) (vedi Graf. 3).

Il quadro generale, infine, rischia di peggiorare ulteriormente alla luce dei profondi cambiamenti che anche il mercato del lavoro subirà nei prossimi anni. La diffusione nei processi produttivi della digitalizzazione e della robotica darà un forte impulso alla disoccupazione tecnologica, incentivando l’espulsione soprattutto delle maestranze meno scolarizzate e con bassi livelli di professionalità.

Secondo gli ultimi dati Ocse , infatti, in Italia è a rischio un posto di lavoro su 6 (3 milioni di occupati) se, in tempi ragionevolmente brevi, non si procederà con programmi di formazione e aggiornamento delle competenze da rivolgere, in particolar modo, ai lavoratori meno istruiti.

 

A

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo, con il supporto operativo del Gruppo Aeronavale di Messina e la collaborazione del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata hanno portato a termine, grazie anche al coordinamento internazionale con le Autorità francesi e turche ed al supporto fornito dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga italiana, una importante operazione che ha permesso di assestare l’ennesimo duro colpo al narcotraffico nel Canale di Sicilia.

Le investigazioni dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, delle quali ha assunto il coordinamento la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, operate con l’intervento in mare attuato dalle unità aeronavali del Gruppo Aeronavale di Messina e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, hanno consentito di mettere le mani su un ingente quantitativo di hashish pari ad oltre 5,4 tonnellate, occultato a bordo di un natante intercettato a sud ovest di Marettimo.

L’attività è il frutto della stretta collaborazione esistente tra Autorità nazionali ed internazionali, sviluppata anche in seno all’Europol tra gli Organi di Polizia, finalizzata al contrasto del dilagante fenomeno dei traffici illegali di sostanze stupefacenti via mare, che trovano terreno fertile nella persistente situazione di grave instabilità politica di alcune aree del Nord Africa, veri e propri “hub” per i traffici illeciti nel Mediterraneo.

Da tempo le attenzioni degli esperti antidroga di Spagna, Francia e Italia si sono indirizzate a cercare un modello di collaborazione che possa colpire le organizzazioni internazionali nel momento di maggiore vulnerabilità, durante la rotta delle imbarcazioni cariche di hashish dal Marocco verso oriente.

Nel caso della “SOLEN 1”, un monoalbero di 12 mt., battente bandiera Turca, l’attivazione è avvenuta da parte delle autorità francesi dell’“OCRTIS-CeCLAD” che hanno segnalato la presenza nel canale di Sardegna, di una imbarcazione a vela, proveniente dalle coste magrebine del golfo di Oran. Il natante era tra l’altro già oggetto di indagine da parte della “Vigilanza Aduanera” spagnola e della “Douane francaise”.

In meno di due ore, le unità aeree e navali del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, sono state indirizzate verso l’obiettivo. La “SOLEN 1” è stata dapprima controllata dall’alto dall’Aereo ATR 42 del Corpo e successivamente “agganciata” da due pattugliatori a circa 96 miglia da Marettimo.

Sulla base degli accordi esistenti con lo Stato di bandiera in relazione alla Convenzione di Vienna, grazie alla preziosa opera di raccordo della D.C.S.A., che ha permesso un rapido scambio di informazioni, il Pattugliatore Multiruolo P.02 “Monte Cimone” ed il Pattugliatore Veloce “PV9 Cinus” del Gruppo Aeronavale di Messina, in condizioni meteo-marine critiche hanno abbordato il natante sospetto, prendendone il controllo, dopo aver constatato la presenza dell’ingente carico di stupefacente.

L’imbarcazione, con i tre membri dell’equipaggio, è stata successivamente rimorchiata fino al Porto di Palermo per l’effettuazione delle attività di polizia giudiziaria, curate dal G.I.C.O. di Palermo, dal Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma e dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo che hanno attuato un approfondito controllo al momento dell’attracco.

A bordo sono stati rinvenuti 187 colli di iuta contenenti l’hashish, riportanti 6 tipologie differenti di loghi, tra i quali spicca ancora una volta quello che imita l’emblema della nota casa produttrice di automobili “Mercedes”, per un totale di 5.474 kg.

Le Fiamme Gialle, dopo aver preso contatti con la Procura della Repubblica di Palermo, hanno sequestrato l’imbarcazione, la sostanza stupefacente trasportata e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della reale rotta seguita.

Contestualmente, militari appartenenti alla Sezione G.O.A. del GICO del Nucleo PEF di Palermo anno effettuato l’arresto dei membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità Turca, i quali sono stati successivamente tradotti presso la Casa Circondariale di Palermo.

La sostanza stupefacente sequestrata destinata ai consumatori europei, avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, circa 50 milioni di euro.

La “Solen 1” è la sesta imbarcazione che viene sequestrata nel Canale di Sicilia dall’estate scorsa dopo la “Quest”, la “Remus”, la “Leucothea”, “El Canonero”, la “Luna III”.
Il Mar Mediterraneo si conferma, in definitiva, essere uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti. In questo scenario la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di “polizia del mare”, integrando il dispositivo aeronavale costiero con quello di altura, tanto per il controllo delle frontiere esterne con le attività di esplorazione aeromarittima condotte in acque internazionali, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea.

Visita di Bio-Cuba Farma in Trentino per collaborazioni commerciali e tecnologiche. Intenso programma di lavoro ieri in Trentino per Agustín Lage Dávila, autorevole scienziato e Head Advisory scientifico e commerciale della Presidenza di BioCubaFarma, il complesso di industrie farmaceutiche e biotecnologiche, che ha sede all’Avana, composto da 34 imprese di ricerca biotecnologica e di alta tecnologia, di produzione industriale e commercializzazione di farmaci, apparecchiature e dispositivi medici per la prevenzione e per il trattamento di numerose patologie umane e animali e che occupa oltre 21.000 persone tra ricercatori e addetti d’impresa. Con oltre 700 farmaci registrati, i suoi prodotti sono stati commercializzati in 53 paesi. Attualmente sta sviluppando 393 progetti di ricerca, dei quali 101 sono biotecnologici.

 

La visita di esplorazione commerciale e tecnologica del consorzio di ricerca e impresa cubano rappresenta il primo passaggio operativo delle intese intercorse in occasione della recente visita a Trento dell’Ambasciatore di Cuba in Italia. Molto proficui gli incontri avuti con i principali centri di ricerca trentini operanti nel campo biotecnologico e con le imprese e start up attive nel campo farmaceutico.

La missione era stata concordata in occasione della recente visita istituzionale in Trentino dell’Ambasciatore di Cuba in Italia José Carlos Rodríguez Ruiz e dei suoi dialoghi con la giunta provinciale.

Molto proficui e con alcune precise piste di lavoro individuate gli incontri avuti da Dávila – accompagnato nella sua missione da Jorge Luis Alfonzo Ramos, ministro consigliere dell’ambasciata di Cuba – con i vertici del CIBIO, della Fondazione Edmund Mach e con alcune imprese e start up trentine attive nel settore medicale, farmaceutico e delle biotecnologie.

Al centro dei diversi confronti l’obiettivo di concludere attività di business congiunte nel ciclo completo della ricerca, dello sviluppo, della produzione e commercializzazione dei prodotti biotecnologici e farmaceutici (I+D+P+C) e lo sviluppo di partnership commerciali e tecnologiche rivolte ai mercati europeo e latino americano.

E’ stata avviata, attraverso una formale diffida inviata all’azienda, una class action del Codacons contro APPLE, sulla base del Codice del Consumo. Al centro dell’iniziativa legale dell’associazione, alcuni problemi sugli Iphone riscontrati da numerosissimi utenti a seguito di aggiornamento del software.

I consumatori, a seguito dell’aggiornamento 12.2 sui modelli di telefonino Iphone 7 o IPhone 7 Plus, hanno denunciato l’insorgenza di problemi determinati dall’improvvisa disattivazione del microfono. In altri termini, a seguito dell’aggiornamento, il microfono del dispositivo smetterebbe di funzionare – spiega il Codacons – Tale problematica, come risulta da numerosi fonti giornalistiche, si sarebbe già verificata in passato con l’aggiornamento 11.3 e, attraverso un documento riservato alla rete degli Apple Authorized Service Provider, cioè i riparatori autorizzati ufficialmente da Cupertino, la società Apple avrebbe confermato che il problema esiste e sarebbe legato proprio all’aggiornamento software.

Un vero e proprio difetto di conformità del telefono – prosegue l’associazione – che legittima il suo possessore a richiedere al venditore il ripristino senza spese, sulla base dell’art. 130 del Codice del Consumo.

Tuttavia, nonostante il comando legislativo, i consumatori lamentano il fatto che dopo essersi rivolti ai centri di assistenza Apple, a seguito di una diagnostica sul dispositivo e riscontrato il problema, viene incomprensibilmente proposto loro, se il telefono non è in garanzia, il pagamento della riparazione dell’apparecchio o, in alternativa, di effettuare una permuta per l’acquisto di un nuovo dispositivo

Considerato che, per legge, il prodotto che presenti un difetto di conformità deve essere ripristinato a spese del venditore e non già del consumatore, qualora la prassi sopra descritta fosse effettivamente vera ciò legittimerebbe i consumatori, rappresentati dal Codacons ad azionare immediatamente una class action contro l’azienda.
Per tale motivo il Codacons ha diffidato Apple Inc. One , Apple Distribution International, Apple Italia S.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti ai sensi e per gli effetti dell’art. 140 comma 5 del D.lgs. n. 206/2005, con riferimento ai fatti descritti, a voler provvedere a:

a) inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti e quindi a ripristinare senza spese per il consumatore i dispositivi difettosi (ovvero tutti gli Iphone che hanno riscontrato la disattivazione del microfono a seguito di aggiornamento) ancorché non coperti da garanzia;

b) adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni contestate volendo fornire pubblicamente le istruzioni opportune per ripristinare GRATUITAMENTE i dispositivi difettosi ancorché non coperti da garanzia.

Se entro 15 giorni Apple non adotterà misure in tal senso, la class action Codacons proseguirà con la citazione dell’azienda in Tribunale.

Continua l’appuntamento con “New Amsterdam”, il medical drama targato NBC, domenica 12 maggio in prima visione assoluta su Canale 5 con tre nuovi episodi.

Sinossi episodio “RE DI SPADE”

New York è sotto una tempesta di neve e la maggior parte delle cliniche private ha chiuso i battenti. Resosi conto che le ambulanze non possono arrivare, Max decide di inviare il personale medico laddove sono segnalate delle emergenze. Nel frattempo, al New Amsterdam, il dottor Frome è alle prese con un adolescente aspirante suicida e il dottor Kapoor si avventura sotto la neve per permettere al marito di una sua paziente di trascorrere gli ultimi momenti di vita insieme.

Sinossi episodio “SANTUARIO”

Mentre la tempesta di neve imperversa, un blackout spegne la città e il generatore dell’ospedale non parte. Dopo un grave infortunio dell’unico addetto alla manutenzione che è riuscito ad arrivare al lavoro, Max decide di seguire il consiglio di Iggy e di affidare la riparazione a un detenuto di Rikers.
All’alba, la dottoressa Sharpe comunica a Max che lo farà seguire da un’altra oncologa.

Sinossi episodio “5 MIGLIA A OVEST”

Max ha la sua prima visita con la dottoressa Stauton, la nuova oncologa, che lo mette di fronte alla gravità della propria condizione e lo invita a essere più regolare nel seguire le terapie senza farsi distrarre dalle esigenze dell’ospedale e arrivando addirittura a suggerirgli di dare le dimissioni.

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