Nelle foto (inviate ad Opinione da Savoi): il presidente della Provincia Autonoma di Trento (Maurizio Fugatti) sul palco con i governatori della Regione Lombardia Attilio Fontana, del Friuli Venezia Giulia (Massimiliano Fedriga) e del Veneto (Luca Zaia).

I consiglieri provinciali Alessandro Savoi (presidente Lega Salvini Trentino) e Alessia Ambrosi.

Andrea Villotti (Capo di Gabinetto della vicepresidenza della Giunta Regionale del Trentino Alto Adige-Südtirol).

 

 

 

 

Scuola materna di Lona Lases: scuola pubblica o di partito?

La Federazione provinciale delle Scuole materne di Trento ha annunciato pubblicamente che oggi 18 maggio a Lona Lases si terranno i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della fondazione della scuola per l’infanzia del paese.

Nel comunicato della Federazione si legge che a portare il saluto delle autorità ci saranno oltre che il sindaco di Lona Lases, il consigliere provinciale Denis Paoli e la candidata alle supplettive per la Camera dei deputati Martina Loss, ambedue in forza alla Lega.

La Federazione provinciale Scuole materne di Trento è un ente para-pubblico, sostenuto dai contributi delle Provincia. Lascia senza parole che vengano invitati i rappresentanti dell’attuale forza di governo, che tra l’altro eroga i contributi, facendo entrare la politica in un luogo libero di crescita e di formazione come è e deve rimanere la scuola, che non può assolutamente essere teatro di una campagna elettorale.

La candidata Loss sostiene che se interverrà lo farà non in veste di invitata e che il consigliere Paoli sostituirà l’assessore oggi impegnato.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

le motivazioni per le quali la Federazione provinciale delle scuole materne di Trento ha invitato due rappresentanti dell’attuale governo provinciale ai festeggiamenti presso la scuola materna di Lona Lases e non anche altri rappresentanti della politica provinciale;

a che titolo è stata invitata la candidata leghista alle elezioni supplettive alla Camera dei deputati Martina Loss, tra l’altro in una scuola inserita nel collegio elettorale di Trento;

con quale criterio è stato scelto il cons. Denis Paoli come sostituto dell’assessore all’istruzione anziché, come sarebbe sembrato più ragionevole, sostituire l’assessore Bisesti con altro assessore o dirigente del servizio;

se non ritenga l’invito rivolto ai due esponenti leghisti una grave ingerenza della politica nella scuola, che viene utilizzata dalla forza di governo provinciale per fare la propria campagna elettorale.

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Lucia Coppola
consigliera provinciale Futura 2018

La  UIL del Trentino rimane in attesa del piano di attuazione da parte della APS  del Piano di contenimento dei tempi d’attesa delle visite specialistiche nella Sanità trentina, licenziato dalla Giunta questa settimana. Non risulta chiaramente infatti ancora fra i provvedimenti annunciati nel gennaio scorso e presi nell’ultima seduta della giunta provinciale, l’allargamento della fascia d’apertura degli ambulatori giornaliera  e/o fino al sabato sera, per lo meno per i casi più urgenti o per le discipline specialistiche ove maggiore è il ritardo nella fissazione degli appuntamenti in regime pubblico, istituzionale, non in libera professione, per i cittadini trentini.

Rimaniamo convinti che tale impostazione darebbe finalmente la possibilità di ridurre le liste d’attesa in Trentino, anche per chi non avesse assegnato un codice RAO urgente, uno scenario che gli assessori “passati” alla Salute del Trentino, si sono rifiutati per anni di sperimentare, magari solo parzialmente, aprendo appunto i servizi anche al sabato o in orari serali.

Verificheremo quindi fra 60 giorni (dopo l’effettiva apertura sperimentale  dell’ambulatorio Crosina Sartori già in essere al sabato mattina, se per l’annuncio dell’assessora Segnana di maggiore apertura dei servizi, sia pure anch’essa sperimentale, si passi dalle parole ai fatti.

 

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Segretario Generale
Uil del Trentino
Walter Alotti

Una nuova governance per il turismo e la montagna. Ieri sera a Palazzo delle miniere a Fiera di Primiero la serata degli Stati generali della montagna con la giunta provinciale.

Il turismo trentino ha bisogno di una nuova governance per affrontare le sfide dei mercati internazionali. Ma non è solo il comparto delle vacanze a invocare il riassetto delle linee guida. A chiederlo con forza sono anche le valli del Trentino determinate contrastare il gap che le divide con la città e le valli dell’Adige. Sono questi i temi che hanno caratterizzato il quinto appuntamento degli Stati generali della montagna: la giunta ha incontrato ieri, nelle splendide sale del Palazzo delle miniere a Fiera di Primiero, i portatori di interessi, amministratori e cittadini del Primiero, delle valli di Fassa e Fiemme. Per il Trentino orientale le priorità vanno alla viabilità, alla ridefinizione dei rapporti tra Comuni e Comunità (soprattutto nel caso del Primiero) e all’equilibrio tra investimenti nel settore turistico e tutela delle aree protette. La serata ha visto la partecipazione del presidente della Provincia autonoma di Trento e dei due assessori competenti in materia di enti pubblici, turismo, commercio ed artigianato.

Dei tre territori – Primiero, Val di Fassa e Valle di Fiemme – coinvolti nella serata di ieri degli Stati generali della montagna, è proprio il primo a chiedere le maggiori risposte su temi quali viabilità, governance tra enti locali (Comuni e Comunità), necessità di investimenti a favore di aziende e del territorio. “Quotidianamente – è stato ricordato in più interventi – lavoriamo per fronteggiare criticità quali lo spopolamento della montagna e le difficoltà di un terziario che soffre la marginalità del territorio, oltre che la competitività di aree limitrofe”. Se la tempesta Vaia dell’ottobre scorso ha ricordato la fragilità di un territorio complesso, qual è la montagna, allo stesso tempo ha ridato forza a quanti chiedono un cambio di rotta: “E’ necessario che le valli siano supportate e che alle amministrazioni siano affidate le competenze per decidere in tempi rapidi”, hanno sottolineato all’unisono gli amministratori dei tre territori.

La giunta provinciale, attraverso le parole del presidente, ha riaffermato lo scopo degli Stati generali della montagna: “Abbiamo voluto questa operazione di ascolto dei territori proprio nella fase costituente della legislatura perché riteniamo centrale il tema del rapporto tra il centro e le valle. Grazie all’impegno dei gruppi di lavoro attivati sul territori e a coloro che oggi sono qui a parlare della propria terra – ha continuato il presidente – saremo in grado di individuare le questioni cardine del Trentino. Oggi cerchiamo di raccogliere le istanze e a Comano proveremo a fare la sintesi necessaria a individuare le risposte. Siamo chiamati a fare sistema perché solo così, a fronte di risorse limitate, potremo rispondere al maggior numero di istanze”.

Turismo, la nuova governance.

“La legge sul turismo risale al 1988 – ha esordito l’assessore provinciale -: vent’anni prima della nascita di Facebook e dieci anni prima di booking.com. In questi decenni il turismo ha completamento cambiato volto, velocità e modalità di scelta della destinazione. I turisti hanno nel digitale il canale preferenziale di accesso e noi oggi dobbiamo adeguarci con strumenti e un cambio di mentalità”. La nuova legge sul turismo è fin fase di costruzione, ha annunciato l’assessore provinciale che riconosce la validità del metodo partecipativo scelto dall’esecutivo: “Nei primi sette mesi di mandato ho attraversato più volte l’intero Trentino e incontrato tutti i territori. Nessuno è stato dimenticato. Ho iniziato il mio mandato con un’idea precisa di turismo – ha ammesso – che è cambiata grazie anche a voi durante un confronto che è stato costante. Ho trovato un Trentino che ha voglia di cambiare e noi lo faremo”. Su una questione il responsabile del turismo ha rafforzato la propria convinzione: “Non vogliamo omologare il Trentino bensì valorizzare le diverse zone per ciò che possono offrire. E’ una sfida che vuole cambiare fisionomia ad un turismo che è fatto sì di promozione ma anche di prodotto. Sulle partite strategiche devono esserci, oltre alla giunta e alla Provincia autonoma di Trento, anche le amministrazioni e gli imprenditori”.

Parlando di territorio, l’assessore ha riconosciuto il livello dell’offerta turistica della val di Fassa (“Un comprensorio così straordinario ha però troppi alberghi a tre stelle”, ha chiosato), mentre della val di Fiemme ha ricordato il “matrimonio perfetto” tra turismo e sport, grazie anche ad una comunità coesa. Per quanto riguarda il Primiero, è stata ribadita la priorità al collegamento sciistico con il passo Rolle e la volontà di continuare a sostenere gli investimenti per la crescita del comparto turistico. E a quanto sono preoccupati per la situazione dei sentieri, fortemente danneggiati – soprattutto nel Primiero e in val di Fiemme – dalla tempeste Vaia dell’ottobre scorso, l’assessore speso parole incoraggianti: “Stiamo lavorando da mesi per garantire l’accesso ai sentieri e alle vie di alta quota. Entro l’estate buona parte della rete sarà liberata dagli alberi caduti”.

Comune, presidio istituzionale minimo.

Territori come la val di Fassa, Fiemme e il Primiero vantano una tradizione secolare di autogoverno e la radice storica è riemersa nel confronto di ieri sera. All’istanza d maggiore attenzione e centralità della comunità locale ha risposto l’assessore provinciale agli enti locali, il quale ha indicato nel Comune il presidio istituzionale minimo: ”Il Comune è nato prima del Provincia e il Trentino è la sommatoria di identità e comunità diverse che hanno dato prova della capacità di autogoverno”, ha riconosciuto.

“Dagli Stati generali della montagna – ha continuato – devono emergere risposte differenziate perché la realtà è diversa da territorio a territorio. Non è pensabile che a singoli territori possano arrivare risposte uguali”. La garanzia è nella capacità del Trentino di sviluppare il “controllo di prossimità” che nel tempo ha fatto crescere quel rigore nell’amministrazione che ancora oggi contraddistingue la nostra provincia rispetto ad altre Regioni italiane.

“Siete voi i protagonisti del vostro futuro – ha concluso -. Individuate le priorità su cui agire ma al contempo siate attivi nell’individuare anche le risposte. Se questo accadrà, il ruolo della Provincia sarà non quello di decisore finale ma di facilitatore per la costruzione del nuovo Trentino”.

Il dibattito della serata.

Il tema della governance – sempre presente nelle cinque serate degli Stati della montagna fin qui organizzate – è stato posto con forza dal consigliere della Comunità di Primiero che lamentava lo sfilacciamento tra Comune di Primiero San Martino di Castrozza, Comunità del Primiero e gli altri Comuni di ambito: “Una situazione che non ha permesso di completare la pianificazione territoriale in tema di enti locali, a fronte di una situazione migliore per quanto riguarda i servizi sovra comunali”.

Nella sua risposta, l’assessore agli enti locali ha escluso la volontà della giunta di agire in maniera unilaterale con una soluzione calata dall’alto. “La grande opportunità che abbiamo di fronte – ha continuato – è individuare un modello di governance differenziato, che non significa disorganizzato. Anche in Primiero è necessario distinguere la governance dei servizi dai servizi”. L’innesco del nuovo riassetto per il Primiero – è questo l’avvertimento che arriva dall’assessore – deve partire proprio dal Primiero, territorio chiamato a superare le divisioni, partendo proprio dalla capacità di individuare le esigenze, non solo in tema di servizi, dei cittadini.

La coesistenza tra parco naturale e investimenti turistici ha visto la rappresentante dell’Anef (Associazione di categoria del settore funiviario) confrontarsi apertamente con il responsabile del Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino. Dagli impiantisti e dagli operatori turistici arriva forte la spinta ad allentare i vincoli conservati imposti dalle norme a tutela delle aree naturali. “Nell’incertezza – ha affermato la presidente dell’Anef, riferendosi anche alla situazione del Primiero – è difficile investire e garantire così al territorio lavoro alle persone e alle imprese”. L’assessore provinciale al turismo e artigianato ha riconosciuto che il problema è presente in altre aree del Trentino: dal settore arriva la richiesta di togliere le zone degli impianti dall’area del parco naturale: “E’ difficile gestire un comprensorio turistico in maniera differenziata perché parte del territorio è a scavalco con il parco. Gli imprenditori chiedono garanzie e una visione certa del futuro. Noi non vogliamo arrivare allo scontro tra turismo ed ambiente, perché siamo convinti che le due realtà debbano coesistere e che gli investimenti nel settore turistico debbano necessariamente garantire la risorsa ambientale su cui si basano”. E a questo proposito l’assessore ha indicato come modello di riferimento il comprensorio turistico di Andalo e della Paganella: “La coesione di obiettivi e strategie ha consentito di sviluppare un turismo basato sulla continuità tra inverno ed estate, grazie al prodotto sci e al prodotto bike. Il risultato è nei bilanci: lo scorso anno Andalo ha moltiplicato per cinque gli incassi estivi rispetto agli anni precedenti”.

Se ambiente e turismo devono trovare un punto di equilibrio nel rispetto reciproco, turismo e prodotti locali è un matrimonio ancora da realizzare: “Stiamo lavorando – ha concluso l’assessore – affinché il settore turistico trentino sia il primo mercato, a chilometro zero, dei prodotti trentini. E’ una sfida che dobbiamo e vogliamo vincere. Così come – rispondendo ad una domanda del vice scario della Magnifica Comunità di Fiemme – dobbiamo promuovere le sinergie tra turismo ed agricoltura, perché allevatori e contadini sono ancora oggi i costruttori del paesaggio montano”.

La viabilità e la mobilità sostenibile – con le ipotesi di ferrovia lungo l’asse Fiemme e Fassa e la circonvallazione di San Martino – rimangono tra i temi centrali del dibattito: Primiero, in particolare, lamenta la condizione di territorio con la maggiore distanza dal capoluogo e la viabilità più complessa. Il problema rimangono le risorse per realizzare infrastrutture che trovano tutti d’accordo. E di questo ne è consapevole il presidente della Provincia autonoma di Trento: “Continueremo ad investire per dotare il Trentino di una rete viaria adeguata, portando a termine interventi già programmati da tempo e fissando un ordine di priorità”. Sul tema della mobilità, il presidente ha aggiunto che si sta lavorando ad un modello che – nel caso di Fiemme e Fassa – vede l’istituzione di percorsi preferenziali per gli autobus, con sistema semaforico dedicato e aree di fermata dedicate, in grado di garantire la linearità di collegamento tra la ferrovia del Brennero e le valli dolomitiche. Tutto ciò non deve ostacolare la viabilità ordinaria, soprattutto nei mesi dell’alta stagione turistica. “La realizzazione di grandi opere infrastrutturali, quali la linea dell’alta velocità del Brennero – ha concluso il presidente – ci offre la possibilità di discutere con Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndr.) del collegamento e del trasporto verso le valli limitrofe. E’ un’opportunità che non possiamo perdere”.

La tutela della proprietà intellettuale nell’era digitale, diritto d’autore e software: novità normative e nuovi orientamenti. Se ne parlerà in un seminario organizzato dalla Cciaa il 20 maggio. Fra i relatori anche Mauro Masi, ex direttore generale Rai e delegato italiano alla proprietà intellettuale presso l’organizzazione europea dei brevetti.

Nell’era dell’intelligenza artificiale e della condivisone via social, dei sistemi operativi aperti e delle applicazioni free la tutela della proprietà intellettuale, specie in campo digitale, corre il rischio di affievolirsi. Mai come in questo periodo l’Europa avverte la necessità di una difesa del diritto d’autore difronte ad un web che a volte può apparire come un vorace frullatore di dati, informazioni e notizie incurante dell’attendibilità e delle fonti. La recente direttiva europea sul copyright, le norme sul brevetto unitario europeo e sul Tribunale unificato dei brevetti sono provvedimenti volti a reagire a questa situazione garantendo un meccanismo unitario di tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore

Si colloca in questa cornice il seminario che il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Trento organizza lunedì 20 maggio 2019 a partire dalle 9.30. Scopo dell’incontro, dal titolo Diritto d’autore e software: novità normative e nuovi orientamenti, è quello di illustrare i requisiti che il software deve avere per essere brevettabile, gli aspetti derivanti dai nuovi orientamenti normativi introdotti dalle UE, nonché l’opportunità di finanziamenti e crediti d’imposta conseguibili grazie ad opere dell’ingegno tutelate con il diritto d’autore o con la brevettazione.

Parteciperanno in qualità di relatori Mauro Masi, ex direttore generale della RAI e delegato italiano alla proprietà industriale presso l’Organizzazione europea dei brevetti, Carlo Gaffurini, esperto in organizzazione aziendale e supporto finanziario allo sviluppo d’impresa, Michele Trentin, consulente in proprietà industriale ed intellettuale nonché European Patent Litigator. Introdurrà i lavori il dirigente dell’Area promozione e sviluppo della Camera di Commercio, Michele Passerini.

Il Sindacato confederale tutto e le Associazioni degli inquilini sollecitano l’Assessora Segnana a convocarli al più presto presso Itea o in Assessorato, per un’informativa riguardo alle misure di sicurezza ed alla manutenzione ordinaria, nonché straordinaria, del patrimonio abitativo provinciale. Sia a detta degli abitanti degli alloggi popolari pubblici, che dalla lettura delle partite a bilancio della Spa lo stanziamento è infatti in via di riduzione, con evidente preoccupazione relativamente alla sicurezza delle famiglie e delle persone, spesso anziane o invalide, assegnatarie.

La richiesta è tanto più pressante alla luce della soppressione, ancora dal gennaio 2017 della Commissione Sociale ITEA, in cui venivano informate Organizzazioni sindacali ed Inquilini dello stato della Spa e, cosa che più preme ai richiedenti udienza, delle politiche abitative in attuazione e in programma nei 10.000 alloggi pubblici e delle modifiche ai regolamenti ed ai requisiti in essere per l’accesso, la permanenza e la cessazione del diritto alla casa pubblica.

CGIL CISL e UIL hanno più volte richiesto il ripristino di questo organismo in ITEA, previsto dalla legge 15/2005 (Dalmaso) od in alternativa la costituzione, in seno o a latere dell’Assessorato all’Edilizia sociale, di un Osservatorio Provinciale del Sistema Abitativo o Bisogno Abitativo, previsto già in altre Regioni (es. Emilia Romagna, Lombardia….).
Sentire parlare di assegnazione di alloggi gratuita a giovani famiglie dei comuni periferici, a clochard o a giovani studenti, senza tener conto delle condizioni economiche dei possibili beneficiari e per contro di annuncio di obblighi residenziali decennali (palesemente incostituzionali), senza alcuna interlocuzione con le parti sociali, lascia veramente basiti.

La UIL ricorda alla politica e all’amministrazione che gran parte del patrimonio abitativo pubblico trentino è stato costruito con il contributo Gescal dei lavoratori trentini, oggi in parte pensionati, e delle imposte che i lavoratori dipendenti e pensionati hanno versato e continuano a versare, in misura predominante, rispetto anche alle altre categorie di contribuenti, cui oggi qualcuno vorrebbe destinare uguale diritto ed opportunità. Che vengano rispettati e perlomeno messi a conoscenza ufficialmente, con trasparenza.

 

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Segretario Generale
UIL del Trentino
Walter Alotti

Stupisce le scriventi l’entusiasmo dei colleghi di cgil sulle stabilizzazioni della Provincia, visto che ad oggi le OO.SS. non conoscono ancora né i numeri precisi, né i tempi del processo di stabilizzazione.

A distanza di quasi 1 anno dalla firma del protocollo d’intesa tra l’allora Presidente della Giunta provinciale Ugo Rossi e le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e Fenalt, l’Amministrazione provinciale non ha ancora dato seguito a tale impegno a differenza degli altri Enti Locali Trentini, e assume ancora, con selezione pubblica, personale a tempo determinato.

Il progetto si stabilizzazione trentino ha inizio con la Legge di Stabilità per il 2018, nella quale si è legiferato in merito alla stabilizzazione del personale non docente delle Scuole infanzia; solo nell’assestamento di bilancio di luglio 2018 arriva la norma per tutti i dipendenti di Provincia, Comuni, Comunità e APSP (case di riposo) ma solo ora, a maggio 2019, la provincia finalmente stabilizza personale a tempo determinato che ha maturato almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 8 anni e inserito tra i vincitori di concorso pubblico; tutte persone che negli anni avevano partecipato, spesso vincendoli, a concorsi pubblici, ma che non erano stati assunti per via del blocco delle assunzioni.

La Provincia di Trento, ancora in ritardo anche su questa procedura, ha bloccato anche le stabilizzazioni degli Enti museali trentini (MUSE, Mart, Museo degli Usi e Costumi) vincolandoli nelle tempistiche a quelle provinciali: probabilmente i musei avrebbero già sistemato il proprio personale se non fossero stati bloccati dalla stessa Provincia.
Anzichè esultare per i cronici ritardi provinciali, le organizzazioni sindacali, tutte insieme, dovrebbero lavorare per pretendere tempi certi e snelli nelle procedure riferite al personale, comprese quelle per la sua valorizzazione, ed un impegno forte su tutte le assunzioni viste le molte uscite dovute ai pensionamenti, che caratterizzeranno gli Enti Locali in Trentino nel prossimo triennio.

UIL FPL e CISL FP ritengono necessario che il processo di assunzione e stabilizzazione prosegua, in modo verificabile, per implementare i servizi pubblici trentini e dare risposte a tutte quelle persone che in questi servizi vogliono impegnarsi, e rilanciano in questa sede la richiesta unitaria di un piano di assunzioni straordinario che rafforzi la pubblica amministrazione.

 

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UIL FPL

Marcella Tomasi

 

CISL FP

Beppe Pallanch

“Siamo molto soddisfatti del percorso di ininterrotta crescita e di affezione da parte del pubblico per Il Paradiso delle Signore che chiude la stagione con l’ultima puntata record con oltre il 17% e quasi 2 milioni di spettatori”, dice Eleonora Andreatta, Direttore di Rai Fiction. “Ottimi anche i risultati di media con prospettive di ulteriore crescita per la prossima stagione le cui riprese inizieranno presto, per una messa in onda nel prossimo autunno. L’operazione che ha riconvertito la serie a daily, partita a settembre 2018 al 10%, ha raggiunto negli ultimi due mesi una media di quasi il 15% con 1.6 milioni di spettatori, tanto più significativi in una fascia come quella pomeridiana da sempre una sfida per Rai1.

Un successo – prosegue Andreatta – che si prolunga in quello ottenuto su Raiplay con oltre 40 milioni di mediaviews e 2 milioni di browser unici, il 2% nella maratona settimanale di Rai Play, e su Facebook con 90mila follower. I giudizi degli spettatori ci confortano, parlano di eleganza, garbo, gentilezza, di trama avvincente e della bravura del cast. Insomma, siamo orgogliosi di un’idea che, con Aurora Tv, si è dimostrata vincente e molto promette per il futuro, e di un’impresa industriale che fondata su una complessa macchina produttiva ha creato un laboratorio – a tutti i livelli, dalla scrittura alla regia, dalla scenografia al cast – e tanti posti di lavoro. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato, il gruppo Rai continuerà ad investire in questo progetto che ha già dimostrato larghi margini di valorizzazione sul mercato internazionale”.

L’attualità del pensiero di Paolo Oss Mazzurana.( 3 aprile 1833- 15 gennaio 1895) Prepararsi al cambiamento; Mobilità nuova per Trento ed il suo territorio.
16 maggio 2019, ore 14.30 Sala Aurora, Palazzo Trentini. Via Giannantonio Manci, 27 Trento.

 

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Conclusioni; è più che mai necessario avviare una programmazione strategica per il settore dei trasporti in Trentino.

Il messaggio che ci hanno lasciato in eredità Paolo e Felice Oss Mazzurana dimostrano tutta la sua attualità.

I progetti di valore hanno bisogno di visioni coraggiose, e tempi lunghi per essere realizzati e non sono compatibili con il con la ricerca del consenso spicciolo che quotidinamente accompagna le scelte politiche.

Ci deve essere un equilibrio tra la necessità di concretizzare scelte per le esigenze immediate e la necessità di perseguire gli obiettivi per il futuro.

Un buon progetto necessita di una programmazione strategica e capacità di lettura del futuro. Deve essere accompagnato nel suo sviluppo nel tempo indipendentemente dal mutare dei governi, siano essi nazionali o locali.

Un esempio viene dal fatto che mentre oggi siamo a discutere il passaggio dall’auto a combustibili fossili a quella elettrica, altrove si annuncia l’obiettivo di cancellare il traffico privato nelle città ed affidare oltre il settanta per cento della mobilità cittadina a mezzi pubblici, biciclette e pedoni.

Insomma, non siamo ancora partiti con la conversione per parco auto, che già siamo fuori tempo.

Questa è la dimostrazione che il motore dell’innovazione deve contare sulla capacità di porsi obiettivi molto ambizioni, con tempi di realizzazione anche lunghi, con programmi che vanno spalmati di decennio in decennio.

Tutto ciò non calza forse con la situazione della città di Trento e le future necessità del Trentino, delle Dolomiti e delle Alpi Centrali?

Trento, una città cresciuta in disordine, che ha perso il proprio cuore urbanistico, che nel suo distendersi ha lasciato nel suo tessuto urbano dei vuoti, delle importanti aree di degrado.

Fatta un’analisi di questa situazione, la sfida che dovrebbe accompagnarci riguarda una rivoluzione che dal capoluogo dovrebbe allargarsi a tutto il Trentino.

Una sfida che deve partire proprio dalla città e che non si sovrappone come competenze alla figura della P.A.T perché prima di tutto è nel suo interesse.

Il percorso di innovazione che proponiamo per Trento ed il Trentino è un percorso che associ il tema trasporti all’urbanistica. Una città, quella di Trento, in parte da demolire, ricostruire, ricompattare per essere meglio governata e servita.

Una svolta che dovrebbe essere accompagnata a partire dalla programmazione delle infrastrutture e dei servizi di mobilità pubblica perché la necessità di città come Trento e Bolzano sono quelle di gestire gli importanti flussi di pendolari che ogni giorno confluiscono su dette città e che vanno ad aggiungersi a quelli della mobilità interna urbana.

Non sarà con i parcheggi di attestamento e quindi perdita di ulteriore suolo che si potrà gestire il tutto, ma dotando i quattro raggi; Valsugana, Valli del Noce, Valli Avisio ed il Garda di linee di ferrovie metropolitane che consentano di raggiungere direttamente il tessuto urbano ed una volta scesi in città di muoversi al suo interno con l’uso dei mezzi pubblici, a piedi, in bici.

Resta poi la questione a sud di Trento, per le località di Mattarello, Calliano ove la linea del Brennero dovrebbe diventare la metropolitana della Valle dell’Adige.

Con il passante ferroviario per Trento, detto anche Ring, sull’esempio di Zurigo che con i suoi 350.000 abitanti ne ha ben tre ed un quarto in progettazione assieme a 15 linee di tram, ed affiancando le linea tramviaria in Trento, si avrebbe la chiusura del cerchio per la mobilità cittadina su più livelli altitudinali.

Se Trento non comprenderà che le sue esigenze si soddisfano con un piano provinciale della mobilità e delle infrastrutture per la mobilità pubblica, anche il progetto di interramento della stazione fs di Trento sarà una infrastruttura azzoppata se non alimentata dai collegamenti don le ferrovie di vallata.

Non sono progetti che devono spaventare per via dei costi che comunque sono di gran liunga inferiori ai costi che si sopportano per la mobilità privata.

Non sono le disponibilità economiche attuali che devono condizionare questa fase di partenza, ma a preoccupare deve essere semmai la mancanza di idee e progetti perché è sulla base della volontà politica della realizzazione che si muovono i capitali.

Con questa azioni si intendedotare la città del giusto significato di smart city, la città intelligente.

Ciò non stà a significare una città ad alta diffusione di telefonia mobile, della banda larga etc..L’intelligenza di una città e di un territorio smart deriva dalla capacità di gestire la riduzione del consumo di suolo, dei fabbisogni energetici, delle emissioni . La capacità di creare nuova ricchezza grazie agli investimenti nei servizi pubblici , delle emissioni per il rafforzamento della qualità della vita.

Chi ha fatto questa scelta, e di esempi al mondo ve ne sono decine, ha fatto sì che le città si siano rigenerate, siano uscite dalle condizioni di degrado e della criminalità. Fattore questo che si è affrontato con la militarizzazione dei territori, bensì investendo in vera innovazione.

Questa è la sfida che deve partire da questa città con l’obiettivo di esportare nelle valli periferiche il respiro della vera innovazione.

 

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

La corrida. Puntata del 17/05/2019. Tutto pronto per l’ottava e ultima puntata de “La Corrida”, il primo talent people dello spettacolo italiano condotto da Carlo Conti, con la partecipazione della valletta Ludovica Caramis e con l’orchestra diretta dal maestro Pinuccio Pirazzoli. Anche in questo venerdì sul palco saranno protagonisti quei dilettanti allo sbaraglio pronti a mettersi in gioco con esibizioni originali, divertenti e spassose, ma che hanno un unico filo comune: l’ironia, da sempre il pezzo forte del varietà, che riesce a rendere celebri, per qualche minuto, quei concorrenti figli della provincia italiana verace e sincera.

Tra cantanti, comici, ballerini, rumoristi, poeti e imitatori, anche in questo appuntamento ci sarà da divertirsi e da emozionarsi insieme al pubblico presente in studio, che ha un ruolo fondamentale all’interno del varietà, pronto sì a mostrare il proprio disappunto con fischietti, pentole e campanacci al termine di ogni singola esibizione, ma anche a tributare il giusto e meritato applauso a tutti i concorrenti salutando la loro uscita di scena. Alla fine, quelle più acclamate saranno di nuovo giudicate in studio per l’elezione del vincitore di puntata.

Come da tradizione, protagoniste saranno anche alcune persone selezionate tra il pubblico che, accompagnate dal corpo di ballo di Fabrizio Mainini, si esibiranno sul palcoscenico de “La Corrida” in improbabili coreografie.Quest’ultima puntata riserva una sorpresa: una scherzosa sfida tra le più divertenti canzoni originali presentate nel corso di questa edizione del programma, che saranno giudicate da una super giuria creata ad hoc per l’occasione. Prima della presentazione del concorrente numero uno in gara, il conduttore sceglierà tra il pubblico anche una valletta (o un valletto), che affiancherà Ludovica Caramis nel corso dell’intera diretta.

 

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