Il Comitato interministeriale per la pianificazione economica (CIPE) ha approvato oggi (15 maggio) l’accordo per la concessione trentennale dell’A22 a una società inhouse interamente pubblica.

Dopo una lunga trattativa la svolta è arrivata: il Comitato interministeriale per la pianificazione economica (CIPE) riunito oggi (15 maggio) a Roma ha approvato l’accordo per la gestione pubblica dell’Autostrada del Brennero. Nelle prossime settimane verrà firmato il contratto, dopodiché la gestione dell’infrastruttura passerà per 30 anni in capo a una società inhouse a partecipazione interamente pubblica. La maggioranza delle azioni della società sarà infatti detenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige e dalle Province di Bolzano e di Trento. Il presidente della Provincia di Bolzano, che ha preso parte oggi all’incontro anche in qualità di presidente della Regione e di negoziatore per conto dei soci pubblici dell’Autostrada del Brennero, ha definito la decisione del Comitato interministeriale un “grande successo”. Il presidente altoatesino ha parlato di una decisione pionieristica che consente alle autorità pubbliche non solo di assumere a livello nazionale un ruolo guida nelle politiche per la mobilità sostenibile, con l’introduzione della tariffa ambientale, ma anche finanziare le tratte di accesso al BBT.

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Asse del Brennero, tutte le opere

“Ai 700 milioni di euro già accantonati dalla società per le opere ferroviarie e le tratte d’accesso del Tunnel di Base del Brennero, si aggiungerà un altro miliardo di euro per lo stesso scopo, per un totale di 1,7 miliardi di euro in 30 anni quale contributo territoriale alla realizzazione delle opere complementari al tunnel. Anche questo è un contributo alla sostenibilità sull’asse del Brennero, poiché il BBT è una precondizione per il trasferimento del traffico su rotaia” ha detto il presidente della Provincia. “Siamo riusciti a far valere tutte le richieste che avevamo avanzato negli ultimi mesi a vari livelli” ha aggiunto il presidente della Provincia. L’accordo prevede per i prossimi 30 anni investimenti sul territorio pari a 4,1 miliardi di euro per migliorare il corridoio di trasporto tra Brennero e Modena. Il pacchetto di infrastrutture comprende la terza corsia dinamica tra Bolzano Nord e Verona (oltre un miliardo), la terza corsia tra Verona e Modena (740 milioni) e il sistema viario Bassa Atesina-Bolzano (contributo di 200 milioni). Sono inoltre previsti la costruzione di nuove barriere antirumore lungo tutto il tratto autostradale (230 milioni di euro), nonché sostanziali interventi di rifacimento delle stazioni autostradali e dei centri di servizio (100 milioni) e delle aree di servizio (170 milioni). Saranno inoltre effettuati investimenti per il risanamento di cavalcavia (250 milioni), la realizzazione di parcheggi e autoparchi (70 milioni) e la manutenzione straordinaria di viadotti e opere d’arte (430 milioni). La tariffa ambientale, che ha avuto oggi il via libera, sarà utilizzata per migliorare l’infrastruttura intermodale, compresa la costruzione degli interporti di Isola della Scala nei pressi di Verona, Trento e quello fluviale di Valdaro in provincia di Mantova (250 milioni di euro in totale).

Inchiesta Trentino Network, Bordignon (AGIRE): ”Pieno sostegno alla richiesta dell’Ass. Spinelli di dimissioni del CDA di Trentino Digitale S.p.A.”

Apprendiamo dai quotidiani locali che alcuni degli imputati – l’ex presidente Alessandro Zorer, l’ex responsabile amministrativo Alessandro Masera e l’ex responsabile dell’area business di Trento Rise Ivan Pilati – nel procedimento su Trentino Network avrebbero chiesto il patteggiamento. Una strada, questa, che, come sottolineato dagli stessi quotidiani “non è un cattivo <>” visto che Zorer e Masera con € 20.000,00 e un anno di reclusione chiuderanno anche un altro e diverso procedimento penale e Pilati se la “caverà” con € 10.000,00 e sei mesi di reclusione.

Noi di AGIRE per il Trentino avevamo già sottolineato in una conferenza stampa dello scorso anno le insufficienze della classe dirigente di Trentino Network. Per questo motivo diamo pieno sostegno alla richiesta dell’Ass. Achille Spinelli di dimissioni del CDA di Trentino Digitale SpA, azienda che ha assunto Alessandro Zorer come Dirigente e Direttore Tecnico nonostante le cause e le indagini che lo riguardano. Inoltre, se ciò non bastasse, ci risulta che Ivan Pilati – che aveva già patteggiato nel caso Trento Rise ed è stato rinviato a giudizio nel caso Universiadi – sia assunto attualmente presso Be-Innova, azienda che gestisce servizi per Trentino Digitale SpA.

 

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Sandro Bordignon

Vice-Segretario Politico AGIRE per il Trentino

Personale del Distaccamento Polizia Stradale di Predazzo e della Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese, nell’ambito di mirati controlli sul territorio riguardanti l’adempimento alle normative di rispettiva competenza, è intervenuto lo scorso sabato 11 maggio, presso un’autorimessa privata ubicata nel comune di Soraga di Fassa, ove si stava svolgendo un’attività abusiva di riparazione di autovetture, gestita prevalentemente da padre e figlio, l’uno dipendente pubblico e l’altro dipendente di una società privata.

 

 

L’’operazione svolta dagli operatori della Polizia stradale, insospettiti dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage adiacente un edificio di civile abitazione, ha comportato il monitoraggio per diversi giorni dell’’attività abusiva, che si svolgeva all’’interno di un’autorimessa adiacente un’abitazione privata, documentata anche fotograficamente. Contestualmente la Guardia di Finanza aveva ipotizzato la possibilità che nell’’edificio vi fosse un’’officina ““in nero””, priva della prescritta iscrizione nel registro delle imprese degli esercenti e dei titoli autorizzativi previsti per legge per l’esercizio dell’’attività.

È stato pertanto predisposto e coordinato dai due uffici un intervento congiunto, grazie al quale all’’interno dell’’autorimessa privata è stata rinvenuta la presenza delle attrezzature tecniche necessarie per le riparazioni di autovetture.

Al responsabile dell’’attività, non iscritto alla Camera di Commercio così come prescritto dalla Legge nr. 122 del 1992, è stata notificata la violazione dell’’articolo 10 della Legge 122 del 5/02/1992, la cui sanzione amministrativa prevede un minimo di € 5.164 ed un massimo di € 15.493, nonché la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.

La Polizia stradale di Predazzo procederà inoltre alla contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei proprietari dei veicoli che si sono avvalsi del lavoro svolto abusivamente dai due soggetti, la cui sanzione prevede da un minimo di € 51 ad un massimo di €258 euro.

Per quanto riguarda l’’attività prettamente fiscale derivante dall’’esercizio abusivo dell’’attività di autoriparazione, la Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese sta procedendo alla ricostruzione dell’’attività svolta nel corso degli ultimi anni e del volume d’affari conseguito.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Valerio Staffelli si occupa del misterioso Mark Caltagirone, il presunto futuro sposo di Pamela Prati.

Durante la puntata del 7 maggio di Live – Non è la D’Urso è stato intervistato Cosimo, un imprenditore che sosteneva di aver incontrato Caltagirone e ne tracciava un identikit.

Questo identikit andrebbe confermato dall’unica persona che ha visto Mark Caltagirone anche se solo in fotografia: Silvia Toffanin. La conduttrice, infatti, ha avuto ospite a Verissimo Pamela Prati, che le ha mostrato sul cellulare le immagini del presunto sposo.

L’inviato di Striscia si reca dalla presentatrice e le fa vedere il disegno dell’imprenditore misterioso tracciato da Cosimo.

Toffanin dichiara: «No, questo sembra più Ridge di Beautiful». E spiega: «Ho visto due foto, ti posso dire che ha la barba come la tua, ma brizzolata; non ha gli zigomi marcati alla Ridge, ma più morbidi; è sui 50/55 anni e ha i capelli brizzolati».

Staffelli allora domanda: «Quindi ciò che ha visto non corrisponde all’identikit che le abbiamo fatto vedere?». E la conduttrice: «No, completamente differente. Tutta un’altra cosa. Quindi non so quanti Mark Caltagirone esistano». Poi scherza: «Ma esiste questo Mark Caltagirone? Esiste o non esiste?».

 

Il grande impianto per il Monte Bondone. Ultimo incontro al Muse per ragionare sui progetti e riflettere sulle aspettative dei cittadini. 16 maggio ore 20:30. IL BONDONE COME LO VORREI.

Con: Susanna Serafini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Trento, Bruno Zanon, Professore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di TSM, Cesare Micheletti, Emanuela Schir e Alberto Winterle, architetti. Coordina Alessandro Franceschini, architetto.

Ultima delle tre serate di informazione e di riflessione sul tema dell’impianto di collegamento veloce tra la città di Trento e il Monte Bondone: giovedì 16 maggio alle 20.30, il tema affrontato sarà “Il Bondone come lo vorrei”. La serata sarà dedicata alle testimonianze di una selezione di architetti che – a livello locale – hanno sviluppato riflessioni sull’urbanistica e la fruizione dei territori montani. Si discuterà dello stato attuale della situazione paesistica del Monte Bondone in rapporto alle strutture in edificato e in viabilità, delle possibili trasformazioni per migliorarne il paesaggio, la vivibilità e la fruizione.

Gli architetti focalizzeranno l’attenzione sul bisogno di una “pianificazione strategica” del Bondone, che tenga conto delle vocazioni che caratterizzano la montagna e che devono venire prima di qualsiasi ragionamento sul senso e sull’opportunità del collegamento funiviario. Per rendere esplicito questo tema, la serata sarà organizzata in una sorta di «gioco delle sfere di cristallo» (parafrasando il titolo di un celebre romanzo di H. Hesse), dove ciascun ospite metterà a fuoco una particolare prospettiva dalla quale può essere descritto il Bondone: una «riserva naturale», un «parco urbano», oppure un «quartiere verde».

La serata, introdotta da Susanna Serafini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Trento, sarà coordinata da Alessandro Franceschini. Il prof. Bruno Zanon, della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di TSM, presenterà una «fotografia» della montagna di Trento, intesa come luogo delle recenti trasformazioni urbanistiche. Gli architetti Cesare Micheletti, Emanuela Schir e Alberto Winterle, in un dibattito organizzato come una Tavola Rotonda, interpreteranno ciascuno una particolare vocazione del Bondone.

Assemblea dei soci di Trentingrana-Concast, stamani, alla sede di Spini di Gardolo per l’analisi e l’approvazione unanime del bilancio 2018.

“Stiamo assistendo, da alcuni anni, a un aumento della produzione che ci impone di elaborare nuove strategie di sistema per riuscire a riconoscere la giusta valorizzazione al latte nonostante l’incremento quantitativo. Ciò richiede all’intero sistema lattiero–caseario provinciale un approccio per garantire la sostenibilità economica di tutti i nostri soci. Le popolazioni di montagna hanno gli strumenti (e il sistema della cooperazione è il primo di questi) per affrontare le nuove sfide che le attendono, proprio perché la montagna, avendo risorse e spazi limitati, è stata, ed è, un laboratorio di sostenibilità– ha osservato il presidente Renzo Marchesi. Doveroso sarà continuare a investire nel marchio Qualità Trentino, sottolineando sempre la provenienza trentina dei nostri prodotti perché ciò rappresenta un forte argomento di rassicurazione.

Un forte richiamo è stato indirizzato ali amministratori. “Chiedo a tutti gli amministratori la collaborazione, il supporto e la massima condivisione sulle scelte che andremo a fare nei prossimi mesi. Il 2019 sarà un anno di intenso lavoro, che ci vedrà impegnati in una fase di riorganizzazione interna, non solo relativa alla rivisitazione dell’organigramma aziendale. Ci saranno infatti da fare scelte strategiche, che dovranno garantire un futuro dignitoso non solo al nostro Consorzio, ma a tutto il comparto lattiero-caseario trentino.”.

Il bilancio

I numeri principali del bilancio 2018, redatto con la consulenza del settore agricole della Federazione Trentina della Cooperazione, sono stati presentati dal direttore Andrea Merz.

I ricavi delle vendite sono stati pari a 56 milioni di euro, mentre il valore della produzione (fatturato) ha raggiunto i 61 milioni di euro.
“Nell’Unione europea si è assistito a un aumento della produzione pari allo 0,9%, prevalentemente concentrata nei primi nove mesi dell’anno. Nonostante tale andamento, i prezzi del latte europeo alla stalla sono rimasti buoni”. “Il nostro settore si trova, da decenni, in un paradosso che vede l’Italia deficitaria di latte con un grado di autoapprovvigionamento intorno all’80% ma inserita in un contesto europeo eccedentario.”

A livello provinciale la produzione di latte ha ricalcato il trend di crescita degli ultimi anni raggiungendo le 152.000 tonnellate (+2% rispetto al 2017). Da notare che negli ultimi tre mesi del 2018 la produzione è rallentata e tale andamento si è riproposto anche nei primi mesi del 2019”.

Anche il numero degli allevatori (trentini e altoatesini) conferenti ai caseifici associati sembra ormai essersi stabilizzato: il saldo negativo è infatti di sole 8 unità (da 737 a 729) e sottintende il fatto che nuovi giovani, con adeguata formazione, si sono insediati nel comparto.

“Analizzando i bilanci dei caseifici attualmente disponibili (15 su 17), gli stessi risultano essere soddisfacenti, considerato che la liquidazione media ponderata si attesta a un valore prossimo a 0,58 €/L. Finora in cinque caseifici si sono superati i 60 centesimi/L.”

Due altri settori importanti sono la burreria e il sierificio.

Passando all’analisi dei vari sezionali, si può affermare che l’attività della burreria è proseguita con regolarità, denotando buone rese produttive. La produzione 2018 ha raggiunto le 1.600 tonnellate, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente, frutto sia di un maggior conferimento da parte degli associati (soprattutto per quanto riguarda la panna da centrifuga) che di un incremento della materia grassa acquistata in ambito provinciale.

“Per il sierificio l’annata 2018 è stata caratterizzata da quotazioni crescenti, ma mediamente inferiori a quelle del 2017. Il prezzo medio di vendita del siero in polvere si è ridotto da 730 a 590 €/tonnellata. A seguito di ciò i ricavi di questo sezionale, nonostante la produzione di polvere sia aumentata (+8,8%) grazie anche al maggior conferimento di siero degli associati, sono diminuiti del 14%, attestandosi intorno ai 4,6 milioni di euro; la diminuzione dei ricavi, controbilanciata solo in parte da una riduzione (-2,4%) dei costi unitari sul siero in polvere prodotto, ha permesso comunque di arrivare a una liquidazione finale di 0,0103 €/L.”.

Infine, il laboratorio: “Il numero degli utenti del laboratorio al 31 dicembre 2018 era pari a 1.131, dato sostanzialmente consolidato e in linea con quello degli ultimi anni. Il totale di campioni analizzati a “pagamento latte qualità” risulta stabilmente ancorato oltre i 24 mila campioni annui, con un leggero aumento del numero di campioni eseguiti su latte di capra e per il sistema “duri”.“

“A dicembre 2018 è stato inaugurato il nuovo impianto di cogenerazione. La realizzazione è stata fatta in partnership con Samso che ha effettuato l’investimento a fronte di un beneficio economico, conteggiato sulla base dei risparmi derivanti dalle forniture energetiche. Il motore del cogeneratore, alimentato a gas metano, produce energia elettrica che viene auto-consumata presso la sede di Trento. Lo stesso motore genera anche energia termica che viene utilizzata nel reparto sierificio, consentendo così di risparmiare gas metano per alimentare le caldaie.”

Il conferimento 2018 si è attestato a 100.932 forme (+4,29% sul 2017). I dati di produzione dell’annata agraria 2017/2018, ancora in incremento a livello provinciale, fanno prevedere un ulteriore aumento di conferimento, con una stima per il 2019 tra le 104.000 e 106.000 forme. “Le giacenze al 31/12/2018 e la loro previsione – ha detto Gabriele Webber, responsabile commerciale -, con qualche preoccupazione legata al non ottimale andamento delle vendite del primo semestre 2018, si sono assestate rientrando sia in un indice positivo (45%) sul conferimento, sia sulla stagionatura media del prodotto in giacenza, potendo contare sul buon andamento delle vendite dell’ultimo trimestre.”.

La Linea Formaggi Tradizionali – ha spiegato Paolo Paris – ha incrementato il proprio fatturato arrivando a € 9.647.536. Il trend di crescita, alla chiusura del primo semestre 2018, segnava ben altri dati, valori che si sono poi stabilizzati al ribasso a causa del calo di fatturato su alcuni nostri clienti primari, calo dovuto a varie motivazioni che devono comunque far riflettere in merito alle problematiche future dei nostri mercati di riferimento.” “La segmentazione per area vede, ancora e sempre, la quota di formaggi venduti in Provincia rappresentare una percentuale che supera il 50% del totale, con un sensibile e costante incremento sulle quattro insegne della grande distribuzione attualmente presenti”.

Gli interventi.

Marina Mattarei, presidente della Federazione, ha ricordato la giornata di ieri a Roma per il centenario di Confcooperative alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Il presidente della Repubblica è intervenuto rilanciando la funzione sociale della cooperazione, un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione. Il modello cooperativo non è qualcosa di vecchio e superato, ma ha ancora nel suo dna la capacità di dare risposte ai bisogni. Questa terza via economica tra privato e Stato ha tutti i fondamentali per essere motore di sviluppo economico e sociale”.

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha evidenziato che “la Cooperazione è assolutamente attuale. Oggi il valore aggiunto della cooperazione in Trentino è fondamentale per lo sviluppo di questo territorio”.

Mario Tonina, vicepresidente della Giunta e assessore provinciale alla Cooperazione, ha aggiunto che i “risultati sono frutto di un lavoro importante che voi garantite.
Dobbiamo cercare di creare le opportunità per favorire l’ingresso di nuovi allevatori in cooperazione”.

Giulia Zanotelli, assessore provinciale all’agricoltura: “Dobbiamo anche incentivare il consumo dei prodotti locali. Quello che si deve fare è aumentare la qualità del prodotto. Solamente puntando sulle nicchie riusciremo a distinguerci dai nostri competitor”.

Walter Kaswalder, presidente del Consiglio Provinciale di Trento: “La nostra ricchezza è il territorio, il nostro impegno è di far sì che il territorio rimanga, anche grazie a voi”.

Hanno preso la parola, inoltre, Michele Odorizzi (vicepresidente della Federazione per il settore agricolo): “settore lattiero caseario sempre attivo e pieno di stimoli”; Roberto Simoni (presidente di Promocoop Trentina): “siete la punta di diamante dell’intera filiera, importante per la visibilità del settore. Il vostro bilancio consente di guardare serenamente al futuro”;
Renzo Cescato (presidente di Cooperfidi): “confermo la nostra vicinanza al mondo agricolo, lo saremo ancora più vicini in futuro, garantendo i finanziamenti realizzati dal settore”.

In attesa di inviare il comunicato sul rilascio della concessione A22 dopo la riunione del CIPE di stasera (orientativamente verso le 20), inviamo una sintesi tecnica dei punti discussi nel “pre-Cipe” di questa mattina.

· Gestione della tratta autostradale Brennero-Modena in capo ai territori per 30 anni, attraverso una società inhouse interamente pubblica, della quale il territorio del Trentino Alto-Adige detiene la maggioranza assoluta.

· Investimenti nei 30 anni a favore del territorio pari a 4,1 miliardi, nei quali rientrano la terza corsia dinamica tra Bolzano nord e Verona (oltre 1 miliardo) e la terza corsia tra Verona e Modena (740 milioni), nonché il sistema viario Bassa Atesina-Bolzano (contributo di 200 milioni).

· Prevista la costruzione di barriere antirumore che interessano l’intera tratta autostrade, per un totale di 230 milioni di investimenti, nonché sostanziali interventi di rifacimento delle stazioni autostradali e dei centri di sevizio (per un totale di 100 milioni) e delle Aree di servizio (per un totale di 170 milioni).

· Prevista inoltre la prosecuzione degli interventi di rifacimento dei sovrappassi autostradali (250 milioni), la realizzazione di parcheggi ed autoparchi (70 milioni) e la manutenzione straordinaria su viadotti ed opere d’arte (430 milioni).

· Introduzione per la prima volta in Italia e tra i primi in Europa della cosiddetta tariffa ambientale, con la quale saranno finanziate opere complementari all’autostrada, funzionali allo sviluppo della ferrovia e dell’intero corridoio del Brennero, tra cui gli Interporti di Trento ed Isola della Scala e l’Interporto fluviale di Valdaro (Mantova) per un totale complessivo di 250 milioni.

· Contributo di 1 miliardo in 30 anni per la realizzazione delle opere ferroviarie e delle tratte di accesso al tunnel del Brennero, che si aggiunge ai quasi 700 milioni già accantonati dalla società per lo stesso scopo. TOTALE CONTRIBUTO TERRITORIALE: 1,7 miliardi.

Ai lavori presenti il presidente della Provincia, il vicepresidente e gli assessori all’agricoltura e alla sanità. “Grazie per il presidio che garantite al nostro territorio”
Gli Stati Generali della Montagna spiccano anche all’assemblea Concast.

Economia, mercato, prodotti di qualità, territorio, rapporto uomo-ambiente, equilibrio: gli stessi temi che riecheggiano in queste settimane nei vari appuntamenti degli Stati Generali della Montagna sono stati più volte richiamati stamattina nella sede Concast a Trento, in occasione dell’assemblea annuale dei soci. Appuntamento la cui importanza è stata sottolineata dalla presenza non solo dei vertici della cooperazione, ma anche da quella istituzionale, con metà Giunta provinciale di Trento che ha partecipato ai lavori: il presidente della Provincia, il vicepresidente e gli assessori all’agricoltura e alla salute e con la presenza del presidente del Consiglio provinciale.

“Oggi più che mai è attuale il modello cooperativistico – ha esordito il presidente della Provincia – perché se è vero che le sue radici affondano nella necessità di combattere situazioni difficili e di povertà, quello che adesso è in gioco è il futuro di questa terra”. È la scommessa lanciata appunto dagli Stati Generali della Montagna, richiamati anche dalla presidente della Federazione, dal vicepresidente della Provincia e, da ultimo dal governatore, che ne ha sottolineato l’intento: quello di mettere a confronto tutti gli attori del ‘sistema trentino’ con l’obiettivo di ridisegnare il rapporto tra centro e periferia, che negli ultimi anni ha accusato una serie di problemi.
Non solo esercizio teorico, ma analisi di problemi quotidiani. Stamani il contesto era ideale per portare in risalto concetti come “economia circolare”, “qualità dei prodotti”, miglioramento delle “reti” non solo per commercializzare, ma anche per trasmettere i valori identitari che traducono in pratica il brand trentino.

E nella concretezza quotidiana, anche la sburocratizzazione e la gestione dei grandi carnivori. “Non cediamo alla rassegnazione – ha detto ancora il presidente ricordando il piano lupo, il fronte comune delle regioni del nord, l’attivazione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, le lettere al ministero per la cattura di M49 – perché continueremo ad insistere finché a Roma e a Bruxelles non capiranno che lavorare in montagna è già difficile di per sé. Così diventa impossibile”.

Anche il vicepresidente della Provincia ha posto l’accento sull’operazione ascolto lanciata dagli Stati Generali della Montagna, ricordando che proprio al tema del rapporto tra agricoltura, ambiente, paesaggio e territorio è dedicata la serata in programma in Valle di Rabbi. “Occasione – ha detto – per cercare di trasmettere ciò che avete evidenziato anche oggi, ossia il valore del vostro lavoro in termini non solo puramente aziendali, ma soprattutto culturali e di ricaduta complessiva su tutto il Trentino. E se oggi il nostro territorio è ciò che in molti ci invidiano, il risultato arriva anche dall’azione e dai valori che per 120 anni il movimento cooperativistico ha portato avanti”.

Potenziamento della filiera, nuovo slancio al marchio Qualità Trentino, gestione aree pascolo post tempesta Vaia, piano di sviluppo rurale sono stati i temi principali affrontati dall’assessore all’agricoltura e foreste, che ha ricordato l’approccio interdisciplinare adottato dalla Giunta per queste aree di lavoro, insistendo sulla necessità di ”alzare l’asticella, migliorare ulteriormente la qualità per presidiare nicchie di mercato dentro le quali possiamo distinguerci con successo da altri competitor”. Con un occhio anche al consumo interno, perché “acquistare prodotti trentini significa garanzia su salubrità e qualità, ma al tempo stesso dare una grossa mano alla nostra economia”.

Avanti insieme dunque, a partire dal Tavolo Verde ad Agriyoung, con la Provincia disposta anche a sperimentare nuovi strumenti se il fine ultimo è evitare una minaccia reale: lo spopolamento delle valli.

Ritornano le Giornate trentine della Biodiversità. Quarta edizione dal 18 al 20 maggio a Trento e in varie località delle aree protette del Trentino.

Prosegue in Trentino il percorso per la promozione, tutela e valorizzazione della biodiversità naturale e di interesse agrario. Le varie iniziative in programma perseguono gli obiettivi indicati dalle istituzioni internazionali e nazionali che hanno definito il 20 maggio come Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (Legge 194/2015) ed il 22 maggio quale Giornata mondiale della biodiversità (ONU). La salvaguardia della diversità e della funzionalità degli ecosistemi si coniuga con la diversità delle specie e la diversità genetica entro di esse, sia nel contesto naturale sia in quello produttivo agricolo ed alimentare. Anche quest’anno enti, istituzioni, associazioni, operatori si sono messi in rete per divulgare e celebrare i valori universali della biodiversità.

L’appuntamento della quarta edizione di “Il Trentino per la Biodiversità” è a Trento, dal 18 al 20 maggio, e in varie località delle aree protette del Trentino dai primi di maggio ai primi di giugno. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Comune di Trento, MUSE, CREA di Villazzano, Servizio sviluppo sostenibile ed Aree Protette, APPA, Fondazione Edmund Mach, Biodistretto di Trento, Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Federazione provinciale Allevatori, Rete degli Ecomusei del Trentino, associazioni F.T.bio e Pimpinella.

Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sullo stato della biodiversità che è anche alla base dei nostro sistema alimentare. Il recente rapporto della FAO evidenzia un impoverimento della biodiversità a livello mondiale che interessa anche le specie che supportano i nostri sistemi alimentari.

Con il termine biodiversità si intende la varietà degli ecosistemi, delle specie e del patrimonio genetico degli organismi viventi presenti sulla Terra. Per biodiversità di interesse agrario ed alimentare si intende il sottoinsieme della biodiversità che, in vario modo, interessa l’agricoltura e la produzione alimentare. Essa comprende le piante coltivate, gli animali allevati, i sistemi forestali, l’acquacoltura, i prodotti spontanei raccolti nei vari ambienti per scopo alimentare ed artigianale, i progenitori selvatici delle specie addomesticate ed inoltre tutto ciò che è noto come “biodiversità associata” ossia la vasta gamma di organismi che vivono all’interno e nelle vicinanze dei sistemi di produzione agricola ed alimentare e che contribuiscono alla formazione del prodotto.

La biodiversità è oggi minacciata: il tasso di estinzione delle specie è molto elevato e solo una modesta percentuale delle specie e degli ecosistemi è oggi in buone condizioni. E’ lei che ci fornisce quotidianamente cibo, mangimi, legname, fibre, ma anche farmaci e principi attivi ed una serie di servizi ecosistemici che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni e del bestiame.

In tema di alimentazione il Comune e l’Università di Trento, a seguito della stipula di un protocollo d’intesa, hanno avviato il progetto “Nutrire Trento” che si propone di promuovere nel contesto urbano e peri-urbano metodi di produzione e stili di consumo consapevoli del valore ambientale e sociale delle nostre scelte alimentari. Il progetto si propone di migliorare la qualità del cibo con cui si nutre la città, promuovere il consumo di prodotti sani e salutari che assicurino un’adeguata remunerazione per tutti gli attori della filiera alimentare, lavorare per valorizzare un’economia locale basata su nuove relazioni fra città e campagna e tra agricoltori e consumatori.

CasaPound Riva al fianco di una famiglia italiana in difficoltà. In questi giorni CasaPound Riva del Garda è impegnata al fianco di una madre e dei suoi due figli, una madre rimasta sola e costretta per lungo tempo a vivere in un garage insieme ai due ragazzi.

“Insieme abbiamo analizzato la sua situazione, conosciuto la sua storia che abbiamo sottoposto all’attenzione della Comunità di Valle – dichiara Matteo Negri, responsabile locale – fiduciosi che da loro potrà arrivare una buona soluzione per questa famiglia rivana in grave emergenza abitativa.

Per sopperire alla temporanea mancanza di un alloggio abbiamo provveduto a pagare un appartamento alla famiglia che rimane però in attesa di una soluzione definitiva.

Lanciamo un appello a tutta la comunità rivana e trentina, fiduciosi che una rete di solidarietà si stringerà intorno a questa famiglia”.

“Chi volesse aiutarci a trovare una casa e a sostenere questa donna con i suoi due figli potrà incontrarci e portare il proprio contributo presso la nostra sede del Faro, in Via San Nazzaro 83 C e nei bar del centro, Bar Roma, Caffè Lac e Moby Dick”.

 

 

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