In relazione ai contenuti del servizio “Se mi lasci non vale” andato in onda nella serata di ieri nel corso della trasmissione Report, su RaiTre, Trentino Sviluppo tiene a specificare quanto segue.

 

Progetto Manifattura è uno dei sei Business Innovation Centre (B.I.C.) presenti sul territorio trentino, di proprietà di Trentino Sviluppo, società di sistema della Provincia autonoma di Trento.

 

Prescindendo dai profili fiscali, non di competenza, si sottolinea che Trentino Sviluppo ha effettuato una serie di verifiche che hanno confermato la presenza di 140 aziende domiciliate in Progetto Manifattura. Di queste:

  • 39 hanno un regolare contratto autorizzato per loro e/o per le loro controllanti;
  • 88 hanno trasferito la sede nell’incubatore nell’ambito di processi di organizzazione accentrata delle attività di Gruppo, in gran parte tra fine 2018 e inizio 2019, dandone comunicazione solo a posteriori;
  • 13 sono risultate prive di comunicazione e autorizzazione.

 

Si ricorda che il contratto di insediamento in Progetto Manifattura, come negli altri Business Innovation Centre (BIC), non è un contratto di locazione bensì un contratto di prestazione di servizi. Oltre alla location Trentino Sviluppo fornisce infatti precisi e qualificati servizi di supporto all’azienda nell’ambito di un programma che prevede la compartecipazione della società insediata agli obiettivi dell’incubatore, al fine di creare un ecosistema di relazioni virtuose tra le aziende insediate e tra queste e il territorio. La sussistenza di una mera sede legale nell’incubatore non porta pertanto alcun valore aggiunto all’iniziativa.

 

In linea con la propria mission, Trentino Sviluppo ha deciso di regolamentare in maniera ancora più stringente la possibilità di aderire al progetto attraverso una lettera inviata il 15 aprile scorso, in cui invita alcune aziende ad allinearsi con i principi fondanti dell’incubatore o a spostare la propria sede al di fuori del Polo entro il termine di 60 giorni.

Merita ricordare che taluni gruppi non sono destinatari di questa comunicazione in quanto hanno accentrato presso Progetto Manifattura la propria sede direzionale, amministrativa e tecnica, garantendo un impatto tecnologico e occupazionale effettivo sul territorio provinciale, oltre che investendo proprie risorse nella ristrutturazione di ampi spazi prima inutilizzati degli spazi storici della Manifattura Tabacchi.

Ad oggi, le aziende hanno mostrato ampia comprensione rispetto a questa richiesta condividendone le finalità.

 

Per quanto riguarda le questioni fiscali evidenziate nel servizio televisivo, si sottolinea che l’agevolazione è prevista sul territorio trentino in quanto tale e quindi non è correlata alla domiciliazione presso iniziative pubbliche.

La conferenza stampa di oggi si apre con una felice coincidenza: l’avvio dell’incontro internazionale promosso in questi giorni a Parigi dalle Acli nazionali per rilanciare il sogno europeo. Le Acli parlano di sogno perché l’Europa unita ha significato innanzitutto la pace, l’unità dei mercati, un sistema comune orientato al benessere della persona e alla promozione dell’ambiente.

Il presidente delle Acli trentine Luca Oliver ricorda in proposito le grandi opportunità per la nostra terra in relazione all’incontro operativo del Trentino con l’Alto Adige/Suedtirol e il Tirolo del Nord nella costruzione del progetto dell’Euregio. Un progetto che significa unità di intenti, promozione dell’economia della montagna, difesa dei territori e delle loro comunità in un’ottica di sviluppo sostenibile e di difesa della biodiversità alpina nel quadro europeo.

Un sogno che potrà sicuramente camminare se crederemo ancora nell’Europa e se sapremo rinnovare il messaggio ed i valori dei padri fondatori.
Le politiche della montagna, il marketing comune, la ricerca, l’innovazione in un quadro di compatibilità ambientali rappresentano il tratto distintivo dell’Europa e delle sue politiche senza le quali il Trentino sarebbe presto omologato alle aree tristi della pedemontana.

Da qui l’esigenza di rilanciare politiche del lavoro orientate alla green economy, all’agricoltura e al turismo sostenibili con una spiccata attenzione alle giovani generazioni e ai nuovi talenti. Per le Acli, ha proseguito Oliver, l’Europa deve rappresentare una grande idea di futuro, di libertà, di creatività, incontro, contaminazione così come viene vissuto da migliaia di giovani ogni anno grazie ai programmi Erasmus.

Il populismo, la chiusura egoista, il ritorno ai nazionalismi sono sintomi di malessere sociale, della guerra fra poveri scatenata da coloro che speculano sui bisogni dei più deboli, da quanti hanno interesse a cancellare i segni delle democrazia partecipata in favore del decisionismo dei poteri forti e di coloro che gridano di più.
Nessuno, continua Oliver, vuole nascondere i limiti di un’Europa che è diventata anche sinonimo di burocrazia e vincoli tanto che le Acli sono per chiedere a gran voce più semplificazione, più partecipazione, più vicinanza al cittadino.

Ma questo non significa sacrificare un sogno che rappresenta la grande originalità di un continente popolato dalla più evoluta fra le società civili mondiali, un prototipo di convivenza, democrazia ed innovazione che non ha eguali nel resto del mondo.
Rilanciare quel sogno significa pertanto dare un’anima alla pace, al lavoro e all’eguaglianza. Temi cari alle Acli che vengono così declinati:
Un corpo civile di pace per l’Unione Europea

L’importante investimento nell’ultimo bilancio UE per il corpo di solidarietà europeo è un passo nella direzione giusta dello scambio culturale e della promozione del volontario. Adesso l’Europa deve avere il coraggio di costruire ponti culturali nel mondo per veicolare il nostro modello di sviluppo sostenibile. Questo è possibile solo se si investe sulle relazioni tra i giovani europei e gli altri popoli attraverso una misura tesa a rafforzare le relazioni tra i protagonisti della geopolitica mondiale.

Sciogliamo gli eserciti nazionali per una difesa unica europea
La pace ha un costo ed è quello della democrazia e della diplomazia. L’obiettivo dell’esercito unico europeo significa che le spese militari dei Paesi dovrebbero confluire nel fondo militare strategico europeo senza moltiplicare questo sforzo economico. Questa significa liberare risorse importanti per la rivoluzione ecologica che il nostro continente deve affrontare. Liberare i 13 miliardi destinati al fondo strategico militare per agevolare il lavoro “verde”, l’abbattimenti delle emissioni nocive e sostenere l’economia circolare significa spingere la società verso il lavoro buono, ecologico e sostenibile.

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La formazione come tutela dei nuovi europei
Oltre all’investimento nei progetti di volontariato e mobilità europea sarà determinante nei prossimi anni garantire la formazione long life learning come tutela per ogni giovane lavoratore che si confronta con una realtà sempre più veloce e complicata da comprendere. Una tutela che garantisca la possibilità di costruire esperienze di formazione transnazionale che generino valore economico e sociale.

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Tassazione delle rendite finanziarie (introduzione del TTF)
La TTF è una piccola tassa che verrebbe applicata a tutte le transazioni sui mercati finanziari. Parte del gettito raccolto (potenzialmente il 50%) verrebbe impiegato per ridurre il debito pubblico e per compensare le enormi spese pubbliche (pagate con i soldi dei contribuenti) degli ultimi mesi risultate necessarie per salvare il sistema bancario e finanziario nonché al sostegno al reddito e all’occupazione e alla mitigazione delle criticità sociali acuitesi con la crisi. Un’altra parte del gettito verrebbe destinata in aiuti ai paesi più poveri del pianeta e rappresenterebbe una risorsa di importanza fondamentale per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030 fissati dalla comunità internazionale nel 2015.

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Introduzione della Web Tax Europa
A marzo scorso, l’Unione ha presentato il testo relativo alla misura, che riguarderebbe in particolare la tassazione di alcuni servizi digitali offerti in Europa da società come Google, Apple, Facebook, Amazon e altre (i cosiddetti Gafa). Nel testo del provvedimento si legge che a questi e altri colossi tecnologici attivi in tutto il mondo, l’Unione europea applicherà un prelievo fiscale del 3% sui ricavi provenienti da servizi di pubblicità e dalla rivendita di dati personali. Inoltre, si specifica che questa tassa riguarderà soltanto compagnie che riporteranno un fatturato globale annuo superiore 750 milioni di euro e a 50 milioni di euro nella sola Europa. La web tax potrebbe garantire un maggiore legame tra il luogo in cui gli utili sono realizzati e quello in cui vengono tassati, proprio come accade per altre aziende non digitali, tassate oggi mediamente a 23% in tutta Europa. Al momento, invece, questo è molto complicato per tutte le società che lavorano online. Inoltre, si stima che la proposta possa valere quasi 5 miliardi di euro di incassi per gli Stati europei.

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Fondo sociale UE per finanziare il welfare aziendale e i diritti dei nuovi lavoratori
Le Acli propongono che, dei 101 miliardi stanziati dall’UE nel periodo 2021-2027 per il Fondo Sociale Europeo Plus, una quota significativa (per l’Italia almeno 1,5 miliardi) sia destinata a finanziare interventi di welfare aziendale.

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Welcoming Europe
L’Unione europea deve essere anche un’Unione sociale.
Le Acli sono convinte che la mobilità umana è ormai un fenomeno strutturale. Pertanto l’immigrazione non può che essere affrontata in modo organico e a livello globale e per questo le Acli hanno aderito alla Campagna Welcoming Europe, un’ICE (iniziativa dei cittadini europei) che ha tre obiettivi: creare passaggi sicuri per i rifugiati, decriminalizzare la solidarietà, proteggere le vittime di abusi.

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Confronti, approfondimenti e dibattiti
Luisa Masera, Presidente del Consiglio provinciale aclista, ha ricordato l’impegno delle Acli in favore di un’Europa unita rilanciando il ruolo del Trentino come “ponte” verso il sogno europeo.
Le Acli promuovono pertanto una serie di momenti di riflessione che seguono i partecipati incontri già realizzati a Gardolo e a Trento:

 

 

 

“Assegnato alla Questura il nuovo Vicario del Questore: è il Primo dirigente della Polizia di Stato dott. Luigi DI MAIO”.

E’ un siciliano con lunga esperienza nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso il nuovo Vicario del Questore di Trento, il I° dirigente della Polizia di Stato dott. Luigi DI MAIO, che dal 6 maggio è il primo diretto collaboratore del Questore GARRAMONE.

Laureato in Giurisprudenza ed in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni è entrato in Polizia nel 1988; nel 1999 viene assegnato alla Questura di Palermo dove ricopre diversi incarichi lavorando anche alla squadra Mobile; nel 1993 viene nominato vice dirigente della Criminalpol del capoluogo siciliano; dal 1999 al 2010 svolge servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia di Palermo e successivamente a quella di Catania; nel 2010 assume l’incarico di dirigente della Sezione Polizia Stradale di Trento; promosso primo dirigente nel 2012 dirige la Sezione Polizia Stradale di Padova e successivamente di Catania; nel luglio 2016 viene nominato Vicario del Questore di Savona.

Nel corso della carriera professionale è stato destinatario di numerose ricompense premiali.

 

Ieri sera, 13 maggio, nella puntata di Report trasmessa da Rai tre alle ore 21.30, è andato in onda l’intervento del presidente di CNA Trentino Alto Adige, Claudio Corrarati, sul tema delle aziende che aprono la sede in Alto Adige e Trentino e poi delocalizzano la produzione in altri luoghi, utilizzando però gli incentivi e le agevolazioni fiscali delle due Province autonome.

“Più di 3000 aziende, nell’ultimo anno, hanno aperto la sede ma senza fornire sviluppo alcuno al nostro territorio”, ha evidenziato Corrarati. “Da una parte ben vengano le imprese che si vogliono insediare in regione, in una delle due province, portando esperienza, eccellenza, posti di lavoro e tasse pagate sul territorio; dall’altra parte, però, è necessario creare sistemi che permettano di erogare incentivi e di far fruire le agevolazioni fiscali solo a chi contribuisce all’economia del territorio”.

Secondo la CNA Trentino Alto Adige “è opportuno definire una sorta di permanenza minima sul territorio, come avviene per i cittadini che vogliono esercitare il diritto di voto: potrebbe essere uno stimolo per gestire meglio le contribuzioni in modo che i soldi a disposizione, oramai sempre di meno, possano trasformarsi in valore aggiunto per l’economia locale, con aziende realmente insediate sul territorio e che creino posti di lavoro e ricchezza”.

 

 

Alle dichiarazioni diffuse ieri dall’assessore Segnana sul taglio ai contributi provinciali ai diagnosticati per l’acquisto degli alimenti senza glutine, replica oggi la sezione trentina l’Associazione italiana celiachia (AICT).

Proprio il fatto, ricordato dall’assessore, che il Trentino è stata l’ultima tra le regioni e le province autonome ad adeguarsi al decreto ministeriale e abbia mantenuto fino ad oggi gli importi in essere da anni (importi che ci distinguevano positivamente rispetto al resto d’Italia insieme al diverso e miglior sistema di erogazione), aveva alimentato nelle persone affette da celiachia residenti nel nostro territorio la comprensibile aspettativa che la Giunta provinciale non intendesse limitarsi a recepire pedissequamente la drastica riduzione dei limiti di spesa introdotta a livello nazionale nel 2018. Aspettativa giustificata anche dal confronto tra l’assessorato e AICT che aveva evidenziato il problema delle fasce deboli che sarebbero state maggiormente colpite dai tagli.

Grande è stata quindi la delusione nel constatare che con questa decisione la Provincia ha semplicemente e immotivatamente ritardato di molti mesi questa decisione rispetto alle altre regioni. E ora tenta di giustificare il ritardo sostenendo di essere stata obbligata ad applicare anche in Trentino il decreto ministeriale. “Se non l’avessimo fatto saremmo stati sanzionati”, ha detto l’assessore. Ma allora perché attendere tutto questo tempo (tra l’altro con il rischio di essere comunque sanzionati per non aver provveduto prima)? Per spiegarci meglio le ragioni della “stangata” dettate da Roma?

Il punto vero della questione, sul quale attendiamo ancora una risposta dell’assessora, riguarda i margini di autonomia che la Provincia avrebbe potuto e dovuto esercitare in materia. AICT ritiene che questi margini esistano. E chiede per questo all’assessore di discuterne ancora insieme, non chiudendo alla possibilità di riconsiderare questa scelta alla luce degli effetti negativi – sanitari, economici e sociali – che il taglio dei contributi pubblici per l’acquisto dei prodotti senza glutine ha sulle fasce più deboli della popolazione celiaca, costituite da bambini, anziani e ragazzi affetti da celiachia. Bambini che l’assessore considera “una minima percentuale rispetto al totale”, mentre è proprio questa la fascia di età in cui le diagnosi di celiachia sono maggiormente in crescita.

Stati generali della montagna, focus su qualità dei prodotti e del territorio a Riva del Garda. Nella serata di oggi ad Agraria l’incontro tra Giunta provinciale, imprenditori ed esperti del mondo turistico ed agricolo.

Gli Stati generali della montagna si aprono ai contributi esterni di esperti di turismo e di innovazione nel settore agricolo. Al consorzio Agraria di Riva del Garda, in via Nazzaro 4, è fissato per oggi l’incontro, con inizio alle ore 20, sul tema “Agricoltura e turismo: qualità dei prodotti e qualità del territorio”. Alla serata parteciperanno, tra gli altri, gli assessori provinciali all’agricoltura e al turismo, oltre all’antropologo (e presidente del Cai) Annibale Salsa, Camilla Lunelli delle Cantine Ferrari, Silvio Rigatti, fondatore di AktivHotel Santa Lucia e Andrea Casadei di Grow the Planet. Il seminario vedrà anche i contributi di responsabili di aziende agricole trentine con le loro buone pratiche nei settori dell’artigianato, vitivinicolo e dell’olio.

 

Hanno esplorato con incredibile coraggio una grotta della Liguria, strisciando nell’argilla, superando stretti cunicoli, discendendo ripidi scivoli di roccia e guadando laghi per arrivare nella sala più profonda, a più di quattrocento metri dall’ingresso. Non si tratta di speleologi dotati di tecnologie e moderni dispositivi di sicurezza, ma di un gruppo famigliare costituito da cinque individui che, ben 14.000 anni fa, ha impresso centinaia di orme sul pavimento della Grotta della Bàsura, sulla montagna di Toirano (Savona).

A settant’anni dalla scoperta della grotta, una ricerca – pubblicata oggi sulla prestigiosa rivista internazionale eLIFE – ha permesso di comprendere il senso delle moltissime orme di animali e persone individuate durante le prime esplorazioni, ricostruendo il lungo percorso di questo gruppo del Paleolitico Superiore. Lo studio, condotto anche dal MUSE di Trento per l’analisi delle tracce di frequentazione della grotta, per i rilievi e la modellizzazione tridimensionale, è stato promosso dalla Soprintendenza archeologica della Liguria e ha consentito, tra le altre cose, di ricostruire per la prima volta al mondo una camminata a carponi ‘fossile’.

Le ricerche
La Bàsura fu scoperta nel suo attuale sviluppo il 28 maggio 1950, dopo la demolizione, da parte di alcuni ragazzi di Toirano, di una stalagmite che ostruiva l’accesso ai cunicoli interni.

A partire dal 2014, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona ha promosso la ripresa degli studi e delle ricerche scientifiche integrando scavi paleontologici e archeologici, datazioni radiometriche, analisi polliniche e antracologiche, analisi sedimentologiche e micromorfologiche, rilievi 3d e studio delle orme e delle tracce umane ed animali.

Lo studio delle orme umane
A partire dal 2016, sono state studiate più di 180 tracce umane e animali che ora, analizzate e contestualizzate con grande dettaglio grazie a rilievi morfometrici tridimensionali, analisi statistiche, parametri e tecniche della medicina forense, sono state pubblicate dalla prestigiosa rivista internazionale eLife- A multidisciplinary approach to a unique Palaeolithic human ichnological record from Italy (Bàsura Cave).

Nella prima fase di studio, condotta tra 2016 e 2017, l’attenzione è stata concentrata sulle orme della ‘Sala dei misteri’, rivelando – tramite l’uso di formule biometriche – come tutte le impronte fossero riconducibili a tre soli individui: un bambino di età inferiore ai tre anni alto circa 87 cm, un bambino di sei-sette anni alto circa 110 cm e un preadolescente, di circa undici anni, alto circa 135 cm. Lungo il percorso, i tre si sono mossi lasciando sulle pareti segni carboniosi e impronte di mani. Il più piccolo ha scavato una buca accucciato nell’argilla, che gli altri due hanno spalmato poi sulla roccia in lunghe scie sinuose.

Una seconda fase della ricerca, condotta sulle orme presenti lungo il ‘Corridoio delle impronte’ tra 2017 e 2018, ha rivelato che i tre bambini erano affiancati da due adulti, alti tra 150 e 167 cm, i quali avevano tracciato la via lungo i tortuosi cunicoli di accesso, attraversando stretti passaggi obbligati e procedendo a carponi per lunghi tratti.

È proprio questo l’aspetto più interessante dello studio: in un cunicolo alto appena 80 cm, è stata per la prima volta al mondo ricostruita una camminata umana a carponi ‘fossile’, grazie alle impronte di ginocchia e metatarsi impresse nell’argilla del pavimento.

L’impronta di un ginocchio, in particolare, è così ben impressa da mostrare dettagli anatomici sorprendenti, quali la rotula e le inserzioni dei principali muscoli della gamba. La distanza tra l’impronta del ginocchio e delle dita del piede della stessa gamba ha inoltre permesso di ricavare la lunghezza della tibia di uno degli adulti, parametro fondamentale per ricavare le dimensioni di un corpo.
Il fatto, infine, che gli esploratori fossero a gambe nude e che non avessero interferito con gli orsi che usavano la grotta come dormitorio invernale, suggerisce che l’esplorazione dell’ambiente ipogeo ebbe luogo in tarda primavera o in estate.

Un team interdisciplinare
Per la valorizzazione di questo complesso straordinario – che unisce le bellezze naturali dell’ambiente ipogeo con il fascino delle antiche presenze dell’uomo e dell’orso delle caverne – nel 2014 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona ha promosso, la ripresa degli studi e delle ricerche scientifiche stringendo accordi di collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze di Trento, ESI (Evolutionary Studies Institute dell’Università di Witwatersrand – Sud Africa), CONICET (Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas – Argentina), DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova), DAFIST (Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dell’Università di Genova), Università di Pisa (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, DCFS), Museo Archeologico del Finale e Comune di Toirano.

Il commissario Montalbano. St 2006 La pazienza del ragno. La proprietaria di un motorino ritrovato in piena campagna, la ventenne Susanna Mistretta, scompare nel nulla. Montalbano comincia ad indagare su quello che sembra, a tutti gli effetti, un vero e proprio rapimento. Ma, dopo i primi rilievi, il commissario capisce che ci sono troppe anomalie, prima fra tutte le non floride condizioni economiche della famiglia della ragazza. E così, dietro la sparizione di Susanna, Montalbano scopre un’intricatissima vicenda familiare.

 

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Sesta Puntata. 13 mag – Canale 5. Una sesta puntata ricca di colpi di scena, ospiti e decisioni controverse. Chi saranno i nominati di questa settimana?

 

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Sesta Puntata

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Compagnia di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione alla ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania (SA) – nei confronti di un imprenditore e di tre soggetti, funzionari pubblici, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di “istigazione alla corruzione”.

I provvedimenti vengono eseguiti all’esito di una complessa indagine condotta dalla Stazione dei Carabinieri di Pollica, avviata nel marzo u.s. e tempestivamente portata a termine.

La vicenda processuale muove dalla denuncia del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica che ha dichiarato di essere stato contattato da un imprenditore locale il quale richiedeva, previa corresponsione di un’utilità, l’aggiudicazione a suo favore della gara per il rifacimento della rete fognaria del comune di Pollica; lo stesso indagato suggeriva, per facilitare l’aggiudicazione della gara, la scelta di confacenti commissari di gara, dallo stesso successivamente indicati; i tre, mostratisi pienamente consapevoli della proposta corruttiva dell’imprenditore, rivestono il ruolo di funzionari pubblici nell’ambito di uffici tecnici dei comuni di Cannalonga, Castellabate, Santa Marina e Torchiara.

Per la nomina dei suddetti commissari al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica veniva promesso un compenso di Euro 10.000,00 in contanti
Da corrispondere proprio al momento della nomina della commissione composta dai compiacenti funzionari, a garanzia del buon esito della gara.

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