Precisazioni in merito all’interrogazione n. 201, Grandi Carnivori e tutela degli allevatori.

Vista l’insoddisfazione da parte di alcuni membri della minoranza del consiglio provinciale a seguiito della risposta all’interrogazione sul tema dei grandi carnivori, l’assessore all’agricoltura, foreste caccia e pesca ribadisce che “Questa giunta ha dato prova di aver a cuore il problema considerato che, fin dal suo insediamento, ha sollecitato il ministro competente con l’invio delle due lettere per la cattura del M49. Si è iniziato il percorso con il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza e si sta portando avanti un lavoro coinvolgendo, fra l’altro, le regioni dell’arco alpino che hanno chiaramente una posizione come la nostra per i problemi che la presenza dei grandi carnivori sta causando soprattutto nel comparto dell’allevamento”

“Fa sorridere e riflettere, apprendere come gli oppositori di ieri sul tema dei grandi carnivori, oggi si trasformino in paladini della tutela e della salvaguardia del comparto zootecnico trentino”

 

 

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INTERROGAZIONE CONSIGLIERI FUURA2018 GHEZZI E COPPOLA

LINK LANCIO AGENZIA OPINIONE –

 

In data odierna abbiamo ricevuto la risposta dell’assessora Zanotelli in merito alla nostra interrogazione sulla gestione a livello provinciale del lupo. Condividiamo alcune osservazioni al riguardo.

Rispetto al punto 1 osserviamo che la risposta non è esauriente: ancora una volta, si utilizza il tema emozionale del lupo facendone un’emergenza, riferendosi agli avvicinamenti ai luoghi abitati, e non si indica alcun dettaglio su come si intenda affrontare la questione da un punto di vista gestionale, che era l’oggetto della nostra interrogazione. Non è drammatizzando l’allarme e fomentando paure irrazionali che si favorirà una convivenza corretta tra uomo e lupo.

Rispetto al punto 2 ci si chiede cosa concretamente intenda la Giunta provinciale quando afferma di aver lavorato per mesi con l’obiettivo primario di ridurre al livello minimo possibile i rischi per l’incolumità delle persone che vivono e frequentano il nostro territorio. Visto che finora non si registra alcun attacco da parte di lupi ad una persona, a quali rischi si sta riferendo? Che cosa è stato fatto, quindi? Inoltre, parlare di rischi per l’incolumità dell’uomo, quando non avvalorati dalla bibliografia generale che l’assessora stessa cita al punto 1, non costituisce un’ “informazione equilibrata ed oggettiva”, fondata sui fatti.

Riguardo al punto 3 si rimane basiti: l’articolo 16 della direttiva Habitat trasposto nell’art. 11 del DPR 8 settembre 1997 n. 357, prevede che il Ministero dell’Ambiente, possa autorizzare le deroghe alle disposizioni precedenti, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che tale deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di distribuzione naturale; come ricordato dal Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia recentemente presentato dal ministro Costa, la direttiva Habitat obbliga gli Stati membri ad attivarsi affinché le specie di interesse comunitario, come il lupo, siano in uno “Stato di Conservazione Soddisfacente, il quale non può ancora dirsi raggiunto per l’area alpina”. Non si capisce quindi il motivo del riferimento all’art. 16 della direttiva Habitat, in quanto non applicabile.
Se possibile però stupisce ancora di più l’intento pedagogico della Giunta, che punta ad “educare” i lupi. Non con le buone maniere, però. Infatti, il sistema educativo proposto dall’assessora, basato su azioni di controllo “particolarmente opportune in contesti antropizzati quali quello alpino” con funzione “educativa” (cit.) intende creare un “livello di timore e diffidenza nei confronti dell’uomo”. Accostare la soppressione o la cattura di animali al termine di “educazione”, usato di norma per gli esseri umani, è quantomeno improprio, se non scientificamente errato. Infatti, secondo alcuni studi scientifici l’abbattimento non determina automaticamente una riduzione di attacchi al patrimonio zootecnico, in quanto pare che la rimozione degli esemplari alfa (non facilmente identificabili) possa determinare la disgregazione del branco, con le conseguenze negative che questo comporta proprio ai fini della sicurezza.

Al punto 4 semplicemente non si risponde alla domanda. Avevamo infatti chiesto “perché non si punti a tutelare maggiormente rispetto a quanto fatto finora in modo concreto l’allevamento di montagna, prevedendo maggiori incentivi economici e supporto nell’implementazione dei sistemi di prevenzione peraltro già introdotti”: l’assessora si limita a ricordare quanto già fatto dall’amministrazione provinciale nel 2018 ma non affronta, con nostra grande delusione, il tema di un maggiore supporto agli allevatori di montagna.

 

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PAOLO GHEZZI
consigliere provinciale FUTURA 2018

LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018

Questa sera Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) torna a parlare dell’organizzazione dei concerti live in Italia e delle principali società che li organizzano: Friends & Partners Group di Ferdinando Salzano, Vivo Concerti (dove lavora la moglie di Salzano, ndr), Vertigo e Di and Gi, controllate da CTS Eventim. Tutte indagate da Agcm per abuso di posizione dominante, attraverso azioni di boicottaggio e ritorsioni nei confronti di società concorrenti.

Pinuccio intervista Roberto Iacobino, organizzatore di concerti che ha collaborato con la Friends & Partners, e il promoter conferma le accuse di altri imprenditori, tra cui Valeria Arzenton della Zed Live, che per primi hanno denunciato a Striscia le pressioni ricevute dalla F&P.

«Questo mestiere lo faccio dal 1980. Sono stato il primo cliente di Salzano e il primo a firmare i contratti con lui a Sanremo», racconta Iacobino, che aggiunge: «Lui gioca sulla pelle delle persone, non guarda in faccia a nessuno. Da quando lui è da solo, da vent’anni circa, i suoi esclusivisti del Centro-sud sono quasi tutti falliti. Lui li ha fatti fallire tutti, perché ha un modo di vendere di ricatto».

Su TicketOne, invece dichiara: «Salzano è in forza a TicketOne, perché ha comprato una parte della società. Ma prima Salzano aveva preso miliardi per dare l’esclusiva a TicketOne e vendere i suoi biglietti con noi organizzatori». E aggiunge: «TicketOne è predominante sul mercato. Non ho capito perché lo Stato non interviene. Nessuno che lavora con Salzano vi dirà che non è buono. Solo in Italia esiste una società come F&P che fa quello che vuole».

Pinuccio, riferendosi al Festival di Sanremo e ad altri eventi televisivi in cui è coinvolta la F&P, domanda: «Ma secondo te queste operazioni televisive fanno aumentare i prezzi dei cantanti della scuderia? Magari anche in maniera immotivata». L’organizzatore risponde: «E beh. Come faceva Paola Turci a costare 2/3 anni fa 12mila euro e invece ora 30mila? O Luca Carboni, costava 20mila e ora 35mila; o Renga che costava 23mila euro e ora 50mila ?. Il mercato ormai è questo». Iacobino infine sottolinea: «Lui (Salzano, ndr) ha dopato il mercato in Italia».

A questo punto Iacobino fa degli esempi: «Il concerto di Biagio Antonacci e Laura Pausini, a sei mesi dall’uscita, doveva essere già esaurito. E invece ci sono biglietti disponibili su tutte le tappe. Poi arriverà un momento in cui saranno tutti sold out». Ma se non c’è tanta gente che si compra i biglietti, come mai alla fine i palazzetti sono pieni? «Loro si comprano i biglietti con gli sponsor. Comprano i biglietti».

 

 

Fisco: Cattoi e Binelli (Lega), ok ddl Semplificazione “Sostegno ad attività economiche e famiglie e contrasto dell’evasione fiscale”.

I deputati trentini della Lega Vanessa Cattoi e Diego Binelli esprimono “soddisfazione per l’approvazione del ddl sulla Semplificazione fiscale per agevolare la vita a chi le imposte le deve pagare. Tra i 37 articoli che costituiscono il provvedimento riepiloghiamo alcuni dei più importanti: incremento da 10 a 15 giorni i termini per l’emissione della fatturazione elettronica, eliminazione della Tasi ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita fintanto che permanga tale destinazione e non siano stati locati; abbiamo inserito un articolo per far in modo che i cittadini che affittano gli immobili ad uso abitativo (valevole per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2020) non pagherà più le imposte sull’affitto che non ha incassato; abbiamo inserito un articolo per esentare dalle imposte sui redditi le associazioni assistenziali come ‘non commerciali’; abbiamo inserito un articolo a favore delle associazioni sportive dilettantistiche che consente di autocertificare alle stesse il non superamento della franchigia per i compensi ricevuti.

IN MERITO ALLA PROMOZIONE DELL’ECONOMIA LOCALE PER I COMUNI AL DI SOTTO DEI 20.000 abitanti abbiamo previsto agevolazioni in favore di chi procede all’ampliamento degli esercizi commerciali esistenti oppure alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi. Ripensare al riutilizzo dei prodotti per lasciare un mondo migliore ai nostri figli è stato fatto all’interno di questo provvedimento dove abbiamo inserito anche un beneficio fino ad un massimo di 10.000 euro annui sotto forma di credito d’imposta per le imprese e lavoratori autonomi che utilizzano prodotti derivanti dal riciclo o riuso nella loro attività. Dunque, norme di assoluto buonsenso all’interno del provvedimento oltre ad esserci giustizia sociale ed attenzione all’ambiente e quindi al futuro dei nostri figli”.

 

Valanga sulle Piccole Dolomiti: conclusa la bonifica.

Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.

Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento.

L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento.

Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 5 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro – Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo.

Nessun mancato rientro è stato segnalato, né sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.

 

 

Per 33 consiglieri provinciali – eletti lo scorso ottobre – non si ravvisano situazioni di incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità. Ai restanti 2 consiglieri provinciali, la Giunta delle elezioni del Consiglio chiede ora ulteriori informazioni, con l’intento di chiarire anche queste posizioni e andare così – dopo l’estate – al pronunciamento conclusivo che compete all’organismo consiliare.

È quanto emerso oggi pomeriggio dalla seduta di Giunta delle elezioni, riunitasi a palazzo Trentini. Il presidente ha spiegato che le verifiche sui 35 consiglieri sono state compiute presso tutto il sistema societario della Provincia Autonoma, presso quello della Regione Autonoma e presso la Provincia Autonoma di Bolzano.

Durante la seduta di oggi, i consiglieri di minoranza hanno nuovamente sostenuto – come già nella precedente riunione dello scorso marzo – l’opportunità di rendere subito noto anche il merito specifico delle due posizioni rimaste aperte.

Diverso l’orientamento dei membri di Giunta esponenti della maggioranza, secondo i quali nomi e contenuto delle verifiche saranno resi noti a conclusione dell’istruttoria, per evitare l’esposizione dei colleghi su aspetti tuttora da chiarire e potenzialmente di nessun rilievo finale.

È’ora che Kompatscher abbandoni l’ idea del doppio passaporto per i cittadini di lingua tedesca e ladina in Alto Adige, lo hanno già italiano/europeo, appunto. Sono mesi che la Svp – specie nell’approssimarsi delle campagne elettorali – cerca di inseguire le destre tedesche per rastrellare voti e consensi in barba ai valori europei e agli accordi internazionali.

La Farnesina ha su questo argomento una linea di continuità che accomuna i governi di ogni colore nell’interesse nazionale e ha espresso più volte un parere contrario che deve essere solennemente rispettato.

Il Ministro degli Esteri ha per altro sottolineato l’inutilità del doppio passaporto anche perché lo Stato italiano garantisce e tutela le minoranze linguistiche nella costituzione. Mi auguro che adesso l’SVP si rassereni sposando davvero i principi del PPE

 

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Michaela Biancofiore
Parlamentare Forza Italia e Coordinatrice regionale Trentino Alto Adige

Commento alla nota del Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino.

I corsi d’acqua trentini devono essere difesi e valorizzati in recuperandone la naturalità. Il M5S è contrario allo sfruttamento selvaggio e depauperante delle risorse idriche. Per quanto mi riguarda farò tutto quanto in mio potere per difenderle, a partire da precise sollecitazioni a Governo e Parlamento, nazionale ed europeo, per mettere un freno a tutte le politiche che dovessero minacciarle.

Come opportunamente segnalato dal presidente del Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino Mauro Finotti, a Roma ci sono forti pressioni, provenienti da ambienti vicini al mondo leghista, che mirano a modificare il decreto 2018-2020 per le Fonti Energetiche Rinnovabili nel senso della riduzione delle tutele e della salvaguardia dei fiumi e dei corsi d’acqua in modo da favorirne il massimo sfruttamento possibile in senso idroelettrico. Se ciò dovesse avvenire, i corsi d’acqua italiani si ridurrebbero a sassaie prive dei flussi che le rendono vitali.

Oltre ad essere foriere di danni potenzialmente irreparabili agli ecosistemi, queste “idee” dimostrano una completa incapacità di pensare lo sviluppo in una maniera che non sia predatoria delle risorse residue. A colpi di condotte forzate magari si arricchisce il conto in banca di qualcuno che ce l’ha già bello pieno, ma di certo non si valorizza il territorio che appartiene a tutti e che viene depauperato proprio per soddisfare le brame di pochi ma potenti signori con codazzo di lobbysti al seguito.

In qualità di socio di “Amici della terra – Lago d’Idro e Vallesabbia” sono da anni impegnato in prima persona nella battaglia per la difesa dei corsi d’acqua. Come portavoce del M5S ricordo che abbiamo sempre contrastato lo sfruttamento ingiustificato delle risorse idriche e a quanto mi risulta non abbiamo affatto cambiato idea ora che governiamo il Paese. Se c’è chi vuole provare a imporre modelli di sviluppo vecchi, decotti e dannosi troverà la nostra più fiera opposizione e dovrà scendere a più miti consigli.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

La notizia della riduzione da parte della Giunta provinciale dei contributi per la celiachia è, a mio parere, principalmente una questione di metodo.
E’ indubbio che quando si riduce un contributo che riguarda la sanità, non si genera un risparmio per le casse pubbliche ma si crea un aggravio della spesa di chi ne ha bisogno. In particolare la celiachia non si può ridurre al problema alimentare di un singolo, perché molto spesso incide sulle abitudini e sull’attenzione all’utilizzo di determinati alimenti da parte di un intero nucleo familiare. Un calo delle risorse causerà quindi la necessità di privarsi di altre possibilità per le famiglie e di questo va tenuto conto.

Nella risposta che l’assessora ha dato all’Associazione Celiaci del Trentino, dove afferma che anche la nostra Provincia ha dovuto adeguarsi alle normative nazionali per non incorrere in sanzioni, si vede l’appiattimento decisionale e di iniziativa che stiamo attraversando. Siamo consapevoli che lo Stato, calcolatrice alla mano, ha deciso di ridurre il contributo ai celiaci per poter recuperare risorse per far fronte “alle future diagnosi”. In pratica il Governo ha deciso di far pagare ai celiaci stessi i milioni di euro che serviranno a compensare il futuro aumento del bisogno, in virtù del 10% di aumento annuo dei casi di celiachia.

Non capiamo tuttavia perché il Trentino, pur gestendo a livello provinciale la Sanità, non ha nemmeno provato un’azione a livello Statale per poter occuparsi del problema e poter quindi incrementare le risorse al fine di mantenere invariata la situazione, consapevoli del fatto che stiamo parlando di una spesa che certo non stravolge il budget totale che si spende per la salute dei trentini.

L’auspico è quindi che l’assessora si adoperi per trovare una soluzione al problema, senza appiattire il proprio ragionamento a quello del Governo di Roma, che ha già dimostrato una scarsa sensibilità sull’argomento.

In data odierna abbiamo ricevuto la risposta dell’assessora Zanotelli in merito alla nostra interrogazione sulla gestione a livello provinciale del lupo. Condividiamo alcune osservazioni al riguardo.

Rispetto al punto 1 osserviamo che la risposta non è esauriente: ancora una volta, si utilizza il tema emozionale del lupo facendone un’emergenza, riferendosi agli avvicinamenti ai luoghi abitati, e non si indica alcun dettaglio su come si intenda affrontare la questione da un punto di vista gestionale, che era l’oggetto della nostra interrogazione. Non è drammatizzando l’allarme e fomentando paure irrazionali che si favorirà una convivenza corretta tra uomo e lupo.

Rispetto al punto 2 ci si chiede cosa concretamente intenda la Giunta provinciale quando afferma di aver lavorato per mesi con l’obiettivo primario di ridurre al livello minimo possibile i rischi per l’incolumità delle persone che vivono e frequentano il nostro territorio. Visto che finora non si registra alcun attacco da parte di lupi ad una persona, a quali rischi si sta riferendo? Che cosa è stato fatto, quindi? Inoltre, parlare di rischi per l’incolumità dell’uomo, quando non avvalorati dalla bibliografia generale che l’assessora stessa cita al punto 1, non costituisce un’ “informazione equilibrata ed oggettiva”, fondata sui fatti.

Riguardo al punto 3 si rimane basiti: l’articolo 16 della direttiva Habitat trasposto nell’art. 11 del DPR 8 settembre 1997 n. 357, prevede che il Ministero dell’Ambiente, possa autorizzare le deroghe alle disposizioni precedenti, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che tale deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di distribuzione naturale; come ricordato dal Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia recentemente presentato dal ministro Costa, la direttiva Habitat obbliga gli Stati membri ad attivarsi affinché le specie di interesse comunitario, come il lupo, siano in uno “Stato di Conservazione Soddisfacente, il quale non può ancora dirsi raggiunto per l’area alpina”. Non si capisce quindi il motivo del riferimento all’art. 16 della direttiva Habitat, in quanto non applicabile.
Se possibile però stupisce ancora di più l’intento pedagogico della Giunta, che punta ad “educare” i lupi. Non con le buone maniere, però. Infatti, il sistema educativo proposto dall’assessora, basato su azioni di controllo “particolarmente opportune in contesti antropizzati quali quello alpino” con funzione “educativa” (cit.) intende creare un “livello di timore e diffidenza nei confronti dell’uomo”. Accostare la soppressione o la cattura di animali al termine di “educazione”, usato di norma per gli esseri umani, è quantomeno improprio, se non scientificamente errato. Infatti, secondo alcuni studi scientifici l’abbattimento non determina automaticamente una riduzione di attacchi al patrimonio zootecnico, in quanto pare che la rimozione degli esemplari alfa (non facilmente identificabili) possa determinare la disgregazione del branco, con le conseguenze negative che questo comporta proprio ai fini della sicurezza.

Al punto 4 semplicemente non si risponde alla domanda. Avevamo infatti chiesto “perché non si punti a tutelare maggiormente rispetto a quanto fatto finora in modo concreto l’allevamento di montagna, prevedendo maggiori incentivi economici e supporto nell’implementazione dei sistemi di prevenzione peraltro già introdotti”: l’assessora si limita a ricordare quanto già fatto dall’amministrazione provinciale nel 2018 ma non affronta, con nostra grande delusione, il tema di un maggiore supporto agli allevatori di montagna.

 

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PAOLO GHEZZI
consigliere provinciale FUTURA 2018

LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018

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Oggi, 14 maggio, dall alle 18.00-18.30 presso la Sala Aurora di Palazzo Trentini, ospiti del Presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder, è stato organizzato un convegno di attualità politica nell’imminenza delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio.

Il programma prevede l’aperura dei lavori da parte del Segretario generale della Uil del Trentino Walter Alotti; di seguito -coordinati dal giornalista Mattia Frizzera- interverrano sul tema “Il Futuro e l’Europa” due emeriti professori:

  • Marco Brunazzo (Docente di Scienze politiche e specificatamente Politiche Europee del Dip. Sociologia dell’Università di Trento)
  • Massimo Di Menna (Responsabile della Scuola Sindacale Uilscuola, “Piero Martinetti”).

 

 

 

MANIFESTO 14 MAGGIO light
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