Si è svolta nel pomeriggio di oggi la conferenza stampa della Lega in via Travai a Trento a seguito dell’aggressione subita nella giornata di ieri da parte di un esercente della zona. Un’aggressione che si somma ad altre avvenute in varie zone della città di Trento.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti numerosi Consiglieri comunali e circoscrizionali della città assieme al Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti. Tutti hanno voluto esprimere la loro massima vicinanza nei confronti dell’aggredito.

Presente all’incontro anche il Consigliere comunale Gianni Festini che ha dichiarato: “C’è da capire perché il sindaco non rispetti quello che è stato espresso dal consiglio comunale.

Noi siamo qui in grande forza a dimostrare con tutto il centrodestra che si desidera il ritorno a una vita sociale all’interno della città positiva, a una vita da vivere.

Non capiamo perché dall’altra parte non riescano ad ascoltare le proposte dell’opposizione. Voglio ricordare che la Lega ha dimostrato nelle recenti elezioni provinciali di essere il primo partito della città”.

Mi sorprendono le dichiarazioni del candidato all’Europarlamento per il Partito Democratico Battiston in cui ha mosso delle pesanti critiche nei confronti della delicata situazione dei lavoratori del MUSE senza far un minimo accenno al fatto che gli attuali problemi presenti sono frutto della mala gestione da parte dell’ex maggioranza di centrosinistra.

Aggiungo che mi confronterò a breve con i vertici dell’ente, anche sulla questione dei lavoratori “in appalto” da aziende esterne al museo, che rappresentano circa 80 lavoratori che operano nella struttura. Si tratta di una situazione che deve essere risolta con particolare riguardo nei confronti di coloro che quotidianamente si impegnano per garantire alti standard di qualità a un museo rinomato in Italia e nel mondo.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dall’Assessore alla Cultura Mirko Bisesti

Il 7 maggio 2019, dopo più di 4 mesi di trattative tra la Direzione della S.I.E. SpA e la Rappresentanza Sindacale Unitaria supportata dalle organizzazioni sindacali provinciali CGIL, CISL e UIL, si è concluso il processo di chiusura del centro stampa di Via Graz 8 a Gardolo di Trento, dovuto all’insostenibilità economica dell’attività.

Il percorso è stato caratterizzato da numerosi incontri durante i quali l’azienda, agli 8 lavoratori, ha offerto un posto di lavoro con caratteristiche del tutto simili a quelle in essere, presso lo stabilimento Athesia Druck Srl di Bolzano, il mantenimento dell’anzianità pregressa, la garanzia dell’Art.18 senza applicazione, quindi, delle tutele crescenti e un mezzo di trasporto a carico dell’azienda per la tratta Trento Bolzano e ritorno.

Solo 3 lavoratori hanno accettato convintamente le proposte sopra elencate mentre gli altri 5 hanno rifiutato l’offerta di lavoro obbligando, di fatto, la S.I.E. S.p.A. a procedere al licenziamento collettivo per chiusura dell’attività.

La proprietà si dice molto dispiaciuta per il rifiuto dei lavoratori che hanno preferito la precarietà dell’indennità di disoccupazione, che rappresenta un costo per lo Stato italiano, alla sicurezza di un posto di lavoro presso un’azienda solida e di radicata tradizione editoriale qual è Athesia Druck Srl, pur consapevole del disagio derivante dalla trasferta quotidiana alla sede di Bolzano. Si dice altresì convinta di aver fatto, assieme alla Direzione aziendale, tutto il possibile per cercare di andare incontro alle esigenze dei lavoratori, rimanendo nell’area di sostenibilità economica del progetto.

 

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S.I.E. SpA – Società Iniziative Editoriali

Rigenerazione urbana: Rovereto laboratorio di idee, utile confronto con Parma e Genova. “Azioni trasversali e operatori economici in prima linea per rigenerare le città e affrontare le sfide del mercato globale”. Ieri a Rovereto la tavola rotonda con amministratori e imprenditori: utile confronto con le esperienze di Parma e Genova.

Si è chiuso ieri (giovedì 9 maggio) il ciclo di incontri “Parliamo di rigenerazione”, promosso da Comune di Rovereto e Confcommercio di Rovereto e Vallagarina nell’ambito del Laboratorio sulla Rigenerazione urbana di Rovereto. Una tavola rotonda dal titolo “Dal pensare al fare: percorsi e nuove opportunità di rigenerazione. Un percorso partecipato”, affidata a Roberta Capuis, responsabile del Settore urbanistica e Rigenerazione urbana di Confcommercio nazionale. Per i numerosi presenti è stata l’occasione di conoscere dalla voce degli stessi promotori e protagonisti le esperienze di rigenerazione urbana messe in campo da città come Parma e Genova per contrastare fenomeni purtroppo comuni a tantissime realtà della penisola: aumento degli spazi sfitti nei centri storici, proliferazione dei centri commerciali nelle periferie delle città, diminuzione dei servizi di prossimità e dei negozi di vicinato nei nuclei abitati, con conseguenti problematiche anche a livello sociale.

Cristiano Casa, assessore alle attività produttive, commercio, sicurezza urbana, turismo e centro storico del Comune di Parma, ha illustrato il “piano del piccolo commercio 2018-2020”: “Nasce dalla necessità di rilanciare commercialmente il centro storico di Parma e alcuni suoi assi periferici – ha spiegato Casa -. Dal 2008 si è verificata la costante presenza di negozi sfitti nel centro storico della città, in alcune zone la percentuale dei negozi sfitti è arrivata al 35-40%, nel quartiere Oltretorrente ad esempio, dove la crisi del comparto commerciale è particolarmente evidente.

Vogliamo rilanciare il commercio di vicinato negli assi periferici della città. Come? Vogliamo realizzare, attraverso il sistema Open street, una mappatura delle attività commerciali esistenti e dei negozi sfitti, studiamo progetti di pedonalizzazione mirati ad alcune aree del centro storico con il coinvolgimento di un progetto commerciale di area e su indicazione specifica dei commercianti e residenti in queste aree. Inoltre, pensiamo di predisporre un regolamento di salvaguardia che permetta di assicurare l’apertura di nuove attività commerciali nelle aree del centro in settori compatibili con il progetto commerciale di comparto, e di trasformare i parcheggi a righe blu, limitrofi a diversi assi commerciali nelle zone periferiche della città, in sosta gratuita temporanea per facilitare l’acquisto nei negozi di vicinato”.

Interessante anche la previsione di un regolamento comunale che definisca criteri qualitativi per il rilascio delle autorizzazioni per le medie strutture di vendita, che porti alla monetizzazione di oneri per l’apertura di strutture non confacenti con i fabbisogni commerciali di Parma destinati a finanziare l’intero progetto. Claudio Franchini, direttore di Ascom Parma, ha illustrato il progetto denominato “Riapriamo gli sfitti”, che ha coinvolto operatori economici, associazioni dei piccoli proprietari e Comune con la predisposizione di un contratto di comodato-tipo da poter utilizzare per riaprire spazi inutilizzati.

Questi dati sono stati inseriti in una mappa interattiva pubblicata in internet. “Le strategie di riqualificazione dei centri storici devono essere basate su un’approfondita conoscenza della realtà commerciale esistente non solamente su base numerica ma anche qualitativa e dimensionale – ha sottolineato Franchini -, devono intersecare le problematiche di natura commerciale con i problemi di accessibilità, sia di persone che di mezzi, e il quadro urbanistico e dimensionale degli spazi commerciali potenzialmente utilizzabili.

Per questo il progetto del Comune di Parma in collaborazione con Urb&Com è stato integrato in questi ultimi due anni da un’analisi dell’Università di Parma in collaborazione con Ascom Parma, che ha allargato il raggio di azione a tutta la periferia integrando i dati del progetto Urb&Com con valutazioni di natura dimensionale, urbanistica, di accessibilità e qualitativa. progetto è in fase di lavorazione, ma alcuni dati sono già emersi: quasi il 50% delle attività in centro storico è inferiore ai 50mq ed il 60% degli edifici ha una sola unità commerciale, in centro l’81% degli edifici è in Ztl; nel 68% dei casi il parcheggio non è consentito nel restante dei casi è regolamentato, il 50% degli edifici del centro è servito dal servizio di trasporto pubblico. In centro storico a Parma la categoria prevalente è abbigliamento e tessile, seguita da ristorazione, in periferia prima ristorazione, a seguire i servizi”.

Interessante l’esperienza narrata da Ornella Caramella e Ilaria Mussini di Ascom Genova, dove sono attivi 65 Civ (centri intefrati di via), che coinvolgono oltre 4000 operatori economici. Marina Porotto, che gestisce due locali di somministrazione, è presidente del presidente Civ Genovino e con passione ha descritto l’attività di queste realtà che, insieme alla Confcommercio genovese, riescono a svolgere una preziosa attività di collegamento con l’Amministrazione comunale: “I Centri integrati di via nascono per fornire anche alle piccole imprese un valido strumento per affrontare con successo la dinamica evoluzione della distribuzione commerciale, offrendo un’opportunità concreta di governare il processo di ammodernamento.

Raccogliamo le istanze e le segnalazioni degli operatori e creiamo un canale di interazione diretta con il Comune, per migliorare la vivibilità, la fruibilità e la sicurezza, un valore aggiunto per il territorio, incrementando gli standard di servizio di prossimità al consumatore e di potenziare l’attrattiva turistica delle rispettive zone di riferimento. I Civ genovesi si inseriscono in un contesto urbano preesistente, creando un baricentro commerciale assolutamente conforme ai punti di aggregazione e di relazione sociale, ai luoghi di residenza e agli elementi storici ed architettonici di una città. L’accoglienza, la qualità, il calore dell’ambiente, il rapporto diretto e spesso confidenziale con il cliente, fanno sì che il commerciante assuma un ruolo determinante all’interno della società. Con orgoglio svolgiamo questo nostro ruolo, che è anche di tipo sociale ed inclusivo”.

Per il Comune di Rovereto sono intervenuti gli assessori Ivo Chiesa (attività economiche) e Maurizio Tomazzoni (urbanistica, cultura e patrimonio), per l’Unione Commercio e Turismo il presidente Marco Fontanari. Diversi gli interventi di imprenditori in sala, coinvolti in un percorso di rigenerazione urbana, insieme a residenti, proprietari di immobili e cittadini, che si prefigge di rilanciare l’economia di Rovereto.

Ieri 09/05/20189, su convocazione del Presidente Apran, si è svolto un incontro informale tra l’Apran e la delegazione della Uil Fpl sanità. Nell’incontro abbiamo avuto modo di approfondire i vari aspetti delle materie di contrattazione ancora sospese.

Nell’incontro la Uil Fpl Sanità ha chiesto al presidente Apran che, nella riunione già programmata per il 17 maggio, si faccia carico di:

– porre prioritariamente alla firma una ipotesi di accordo per l’erogazione immediata dei 5 milioni di risparmi aziendali tramite “una tantum” (circa 500 euro media a dipendente) e per il pagamento dell’ulteriore fascia a chi ha compiuto 40 anni a fine 2016 e 2017:
Procedere, solo poi, alla calendarizzazione di riunioni serrate per addivenire alla chiusura definitiva del contratto 2016/2018, e che deve prevedere:

– il raddoppio dell’ indennità sui tre turni (come già riconosciuto in Friuli Venezia Giulia), l’incremento dell’allegato M, l’estensione dell’indennità Sert al personale ed al servizio alcologia, ecc…

– l’anticipo della liquidazione anche ai dipendenti dell’ Apss, come avviene per i Provinciali:

– le riqualificazioni del personale come previsto dall’art. 4 dell’accordo del 10 marzo 2017ed art. 16 del CCPL 2016 ( Coordinatori , Infermieri, Tecnici sanitari, OSS, Amministrativi, Operai, ecc..), il pagamento della tassa d’iscrizione agli ordini professionali,…

Altro punto urgente è quello della necessità di una trattativa ad hoc per discutere dell’Omogeneizzazione Provinciale per tutto il personale dell’Apss, già propostaci dall’Apran in Agosto 2016 con delle sue tabelle di raffronto in cui si certificava una differenza stipendiale con i Provinciali che va dai 900 euro della Cat. A ai 3.000/4.000 euro per le Categorie D-Ds.

Tale incontro ha permesso di esplicare meglio al Presidente Apran della necessità di procedere con la scaletta dei 4 punti da noi proposta (una tantum, anticipo liquidazione, code contrattuali e omogeneizzazione provinciale) per dare puntuali e precise risposte ai 7.000 lavoratori della sanità trentina che aspettano da tempo.

 

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Seg. Prov.le Uil Fpl sanità
Giuseppe Varagone

Si è concluso con una “prova sul campo” il progetto nato dalla collaborazione tra Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e Istituto Alberghiero di Levico e Rovereto con l’obiettivo di trasmettere ai giovani studenti delle classi terze le peculiarità delle eccellenze gastronomiche locali in modo che possano valorizzarle sia in cucina che in sala. Tema di questa edizione: i prodotti ortofrutticoli e i loro trasformati.

La promozione di un territorio spesso inizia a tavola. Lo sa bene la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino che, per il quarto anno consecutivo, prosegue la sua collaborazione con l’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Levico e Rovereto per il progetto “Ambasciatori del Territorio”, nato con l’obiettivo di fornire agli studenti coinvolti gli strumenti e le competenze per saper interpretare e raccontare al meglio le eccellenze locali affinché possano trasmetterle agli ospiti delle strutture ristorative e ricettive in modo da divenire dei veri e propri promotori culturali.

Avviato nell’anno scolastico 2015-2016 con focus sui prodotti ittici, il percorso è proseguito nelle edizioni successive incentrandosi prima sul lattiero-caseario e poi sui salumi. Quest’anno i protagonisti sono invece i prodotti ortofrutticoli provinciali e i loro trasformati: un mondo vasto e variegato, tanto che sono state ben 12 le aziende socie della Strada del Vino e dei Sapori che hanno messo a disposizione degli oltre 80 ragazzi coinvolti competenze e prodotti.

Si tratta di Agraria Riva del Garda, As.T.A. – Asparagicoltori Trentini Associati, Associazione per la Tutela e la Valorizzazione della Farina della Valsugana, Azienda Agricola Maso Conca Verde, Cà dei Baghi, Cooperativa Castanicoltori Trentino – Alto Adige, COPAG – Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi, La Corte dei Ciliegi, La Trentina, Madonna delle Vittorie, OlioCRU e Peperoncino Trentino.

Il percorso, specificatamente rivolto alle quattro classi terze dell’Istituto, tre di cucina e una di sala, frequentate da ragazzi tra i 16 e i 18 anni, si è strutturato in tre specifiche fasi. In primo luogo, si è svolto un incontro introduttivo sull’attività promossa dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e sul valore del turismo enogastronomico e della cultura di prodotto, condotto da Sergio Valentini, che ha poi proposto agli studenti una panoramica sulle eccellenze locali, soffermandosi in particolare su quelle ortofrutticole.

Sono poi seguite lezioni in classe tenute dagli stessi produttori, volte ad illustrare caratteristiche, fasi di produzione e di trasformazione delle proprie produzioni, arricchite da degustazioni guidate che hanno contribuito ad ispirare gli studenti nell’ideazione dei piatti da servire per il pranzo finale, curato da una selezione di ragazzi e dedicato ad un gruppo di ospiti composto da istituzioni, produttori e giornalisti.

“Fare cultura di prodotto – ha dichiarato Francesco Antoniolli, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino – è uno dei nostri principali obiettivi e crediamo sia fondamentale contribuire alla formazione in questo senso di quanti studiano per andare a lavorare nei settori ristorativi e ricettivi, dove avviene la prima, fondamentale, accoglienza dell’ospite”.

“I nostri giovani hanno bisogno di verità – ha aggiunto Federico Samaden, dirigente dell’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Levico e Rovereto – e questo progetto, ormai consolidato, ha per noi un valore enorme perché ci consente di offrire risposte concrete ai loro bisogni, facendoli entrare in contatto con un mondo di poche parole e molti fatti, raccontando il lavoro onesto di chi dedica il proprio tempo a qualcosa di estremamente vero, come l’agricoltura e il rapporto con la terra per la produzione e lavorazione dei prodotti del territorio”.

Un progetto altamente stimolante, come emerge anche dal menù realizzato, studiato dai giovani chef fin nei minimi dettagli e proposto con competenza dal personale di sala. Il pranzo proposto prende infatti il via con un aperitivo a base di fagottino di Carne Fumada con crema Zambianca e ricotta di malga, pomodoro ciliegino al caprino e mousse leggera di asparagi di Zambana, crostino di lardo con mostarda di cipolle rosse, bruschetta di pane casereccio con peperoncino del Trentino, trota marinata con composta di ribes rosso, polentina tiepida di mais Spin della Valsugana con i funghi porcini, in abbinamento a tre cocktail ideati dagli studenti: “Roseberry”, con sciroppo di rosa e succo di mela; “ Red dream”, con sciroppo di ribes rosso e succo di mela; “Perucca”, con mostarda di zucca e zenzero e succo di pera.

Si prosegue poi con un saluto dalla cucina, con una crema di patate del Lomaso e porri e uno stecco di salmerino gratin e olio extravergine di oliva, per poi passare all’antipasto, con un carpaccio di carne salada con praline di mele Fuji e Red Delicious con cavolo cappuccio rosso al miele e olio extra vergine di oliva DOP Garda trentino.

Il primo prevede dei tortelli di pasta fresca al mais Spin della Valsugana, formaggio Casolét, filangè di asparagi bianchi di Zambana e crumble di speck, mentre il secondo un filetto di maiale con castagne del Trentino, melina di patate del Lomaso e giardinetto di verdurine all’olio extra vergine di oliva DOP Garda trentino. Si conclude con un dessert denominato “Trilogia del territorio”, con “Il ricordo di uno strudel con il succo di mela”, “Il semifreddo ai marroni canditi del Trentino” e “La mousse al cioccolato e peperoncino del Trentino”.

 

Sabato 11 maggio, alle ore 16.10, appuntamento imperdibile con Verissimo. L’annuncio delle sue nozze, come l’identità del suo sposo, hanno occupato per settimane giornali e trasmissioni tv. In esclusiva, Pamela Prati sarà in studio per rispondere al fuoco di fila di domande di Silvia Toffanin su questa intricata vicenda.

A Verissimo Michelle Hunziker e J-Ax, tra pochi giorni su Canale 5 con il nuovo programma canterino ‘All Togheter Now’.

E ancora, per la prima volta in studio un mito della musica italiana Toto Cutugno e la giornalista Barbara Palombelli.

Ancora una volta il M5S critica tanto per criticare. Pare proprio che non sia bastata la dura presa di posizione da parte dell’Onorevole Sgarbi nei confronti del M5S che aveva criticato in vario modo una persona che già alla sua presentazione quale Presidente del Cda del Mart ha tracciato idee lungimiranti per il futuro di una struttura museale che deve ritrovare la sua centralità.

Il grillino è fatto così: critica perché sa bene che il governo non è capace di gestire la cosa pubblica. Sono ben evidenti le scene di Roma: dove la metropolitana non funziona e la città è invasa dai rifiuti. Ora con tracotanza attaccano la Giunta, ma la mia domanda è: come sarebbe ridotto il Trentino con un governo grillino? Io cerco di non pensarci.

Nel pomeriggio di oggi, il presidente del Consiglio provinciale ha fatto visita a Gianfranco Merlin, il sessantacinquenne brutalmente aggredito nella giornata di ieri da un giovane straniero davanti al proprio negozio in vicolo del Nuoto a Trento. “Ho voluto portare personalmente la mia solidarietà al commerciante e insieme rappresentare la vicinanza delle istituzioni, esprimendo una dura condanna verso un atto grave e preoccupante” ha detto il presidente.

Pinot Nero Maso Elesi 2016 ancora sugli scudi alla 18.a edizione del Concorso Nazionale del Pinot Nero organizzato ad Egna. Ottavo posto assoluto in una classifica altamente selettiva. Grande soddisfazione all’Agraria Riva del Garda.

È un Pinot Nero da uve coltivate sulle colline dell’Alto Garda che si conferma tra i migliori d’Italia. Lo ha stabilito la Commissione d’esperti enologi, tecnici e giornalisti del settore che ad Egna ha valutato 93 versioni di questa tipologia di vino provenienti ben 11 regioni italiane.

Selezione rigorosa e molto mirata ad evidenziare l’assoluta qualità dei campioni in lizza. La dimostrazione è nei risultati della classifica con serrati punteggi, vini per una graduatoria distinta in minime differenze: dai 90,5 agli 82,00 centesimi sono racchiusi ben 26 diversi Pinot Nero.

‘Il nostro Maso Elesi 2016 ha ottenuto una valutazione di 84/100, dimostrando tutta la sua consolidata levatura di stampo internazionale – ha ribadito l’enologo di Agraria Riva del Garda Furio Battelini, ritirando durante la cerimonia di premiazione il prestigioso attestato – merito di un impegno corale della nostra cantina e della grandissima cura operata dai soci nei vigneti sulla sponda che guarda al grande lago’.

Riconoscimento per un Pinot Nero di un’annata eccezionale come è stato il 2016 e che sottolinea come il territorio di Riva del Garda si confermi area vocata a questo tipo di vitigno. Basti pensare che sempre il Maso Elesi si era imposto ad Egna nella ‘top ten’ allo stesso Concorso nazionale riservato al 2014, millesimo per nulla annoverato tra i più entusiasmanti. Come dire: il vino di Agraria Riva del Garda si mette in evidenza sia nelle vendemmie più consone che in quelle difficili.
E ancora. Tra i 26 Pinot Nero della classifica finale solo due sono Trentino DOC – oltre a Maso Elesi troviamo la Riserva Faedi di Ballaveder – ampiamente dominata dalle versioni proposte dalle cantine sudtirolesi.

Le uve utilizzate per la vinificazione di questo straordinario Pinot Nero maturano a Padaro, verso il monte Baone, vigneto immerso con il suo caratteristico maso in un bosco di lecci. Produzione mirata, vite allevata a Guyot, neppure 50 quintali ad ettaro, ma soprattutto vigneto a conduzione biologica: l’unico fra i vini premiati, fatto che merita di essere sottolineato. Un vino nettamente ‘superiore’, insomma, nel senso che può fregiarsi della DOC Trentino Superiore.
Produzione altrettanto accorta: neppure 4 mila bottiglie, per un vino assolutamente importante.

Premio nazionale al Pinot Nero che giunge a corollario di altri importanti riconoscimenti ottenuti recentemente dalla Cantina di Agraria Riva del Garda. Come lo Chardonnay Loré, riconosciuto dal Concorso Enotecnico valorizzazione vini territorio dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige quale primo assoluto in due categorie: l’annata 2016 nella sezione Trentino DOC Chardonnay vendemmie 2015 e 2016, l’annata 2017 in quella dedicata alle vendemmie 2017 e 2018. A questi importanti risultati si sommano gli stellari punteggi ottenuti da Gère 2015 e Maso Élesi 2016 all’interno di 5StarWines, la selezione annuale di vini curata da Vinitaly: 90 punti su 100 per entrambi.

 

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